Coppa del Mondo di rugby 1999

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Coppa del Mondo di rugby 1999
1999 Rugby World Cup
Logo della competizione
Competizione Coppa del Mondo di rugby
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Edizione
Organizzatore World Rugby e Welsh Rugby Union
Date dal 1º ottobre 1999
al 6 novembre 1999
Paese organizz. Galles Galles
Luogo Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia
Partecipanti 20 (65 alle qualificazioni)
Formula fase a gironi, spareggio + play-off
Sede finale Millennium Stadium (Cardiff)
Risultati
Vincitore Australia Australia
(2º titolo)
Finalista Francia Francia
Terzo Sudafrica Sudafrica
Statistiche
Miglior giocatore Tim Horan (Australia)
Miglior marcatore Argentina Gonzalo Quesada (102)
Record mete Nuova Zelanda Jonah Lomu (8)
Incontri disputati 41
Pubblico 1 750 000
(42 683 per incontro)
Cronologia della competizione
Left arrow.svg Coppa del Mondo di rugby 1995 Coppa del Mondo di rugby 2003 Right arrow.svg

La Coppa del Mondo di rugby 1999 (in inglese 1999 Rugby World Cup; in gallese Cwpan Rygbi'r Byd 1999) fu la 4ª edizione della Coppa del Mondo di rugby, massima competizione internazionale di rugby a 15 organizzata dall'International Rugby Football Board.

Tenutasi dal 1º ottobre al 6 novembre 1999, fu la prima Coppa del Mondo dell'era professionistica nel rugby a 15, dopo che nel 1995 l'International Rugby Football Board aveva fatto cadere il vincolo del dilettantismo che aveva retto per un secolo dopo la scissione di Huddersfield da cui era nato il rugby a 13[1].

Fu la seconda volta, in otto anni, che la Coppa si tenne nelle isole britanniche con il sostegno logistico della Francia, anche se formalmente il Paese organizzatore fu il Galles[2], il quale fornì tre sedi alla competizione (Cardiff, Llanelli e Wrexham). Il resto del Regno Unito fornì altre otto sedi, ivi comprese Belfast, Edimburgo e Londra; altre due furono fornite dalla Repubblica d'Irlanda e cinque dalla Francia, per un totale di 18 impianti coinvolti.

A laurearsi campione del mondo fu l'Australia, prima compagine a vincere la competizione per la seconda volta dopo il successo del 1991 e, a titolo statistico, unica squadra al 2019 ad avere vinto il titolo partendo dalle qualificazioni; gli Wallabies batterono al nuovissimo Millennium Stadium di Cardiff la Francia per 36-12 nella gara decisiva per il titolo: entrambe le squadre erano alla loro seconda finale.

Tale edizione della Coppa inaugurò anche la nuova formula a 20 squadre, laddove le precedenti tre edizioni ne prevedevano 16.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la fine della Coppa del Mondo 1995 in Sudafrica l'International Rugby Football Board, com'era all'epoca noto World Rugby, abolì la proibizione di giocare a rugby a 15 dietro compenso, aprendo quindi la strada al professionismo nella disciplina[1]. Tale apertura, piuttosto che costituire una rivoluzione, fu generalmente considerata la presa d'atto dell'esistenza, ad alto livello, di fenomeni nemmeno troppo nascosti di dilettantismo marrone (in francese amateurisme marron, in inglese shamateurism, da shame = "vergogna" e amateurism)[3], messi in opera soprattutto nel Sud-Ovest francese con stratagemmi quali per esempio garantire un compenso al giocatore di un club tramite l'assunzione da parte di una delle ditte collegate alla proprietà dello stesso o da parte di uno dei suoi sponsor[4]: tale sistema divenne noto come semiprofessionismo alla francese (in francese démi-professionnalisme à la française[4]).

La scelta di concedere al Galles l'organizzazione della Coppa 1999 fu, di fatto, obbligata: la Welsh Rugby Union, all'epoca rappresentata nell'IRFB da Vernon Pugh (futuro presidente nel 1994), ritirò la propria candidatura alla Coppa del Mondo 1991 permettendo quindi all'Inghilterra di ottenere il torneo, con il tacito accordo che alla prima occasione utile la Rugby Football Union avrebbe restituito il favore[2], cosa che accadde nel meeting dell'IRFB il 12 marzo 1995 a Bristol: i rappresentanti delle federazioni dell'allora Cinque Nazioni più una sesta federazione (che si suppose essere l'Italia) votarono in blocco per la candidatura gallese[5], permettendole di prevalere su quella australiana nella corsa all'organizzazione del torneo[5].

Il comitato organizzatore della Coppa del Mondo introdusse alcune rilevanti variazioni rispetto alle edizioni precedenti: l'aumento delle partecipanti da 16 a 24 e la riduzione a 4 delle squadre qualificate automaticamente (le prime tre classificate della Coppa del Mondo 1995, nell'ordine Sudafrica, Nuova Zelanda e Francia, più il Galles Paese organizzatore)[6], più l'adozione di un turno di ripescaggio al termine delle qualificazioni per designare la diciannovesima e la ventesima squadra ammessa al torneo. Per quanto riguardava le squadre europee di prima fascia, le tre squadre del Cinque Nazioni non automaticamente ammesse, Inghilterra, Irlanda e Scozia, entrarono in scena all'ultimo turno delle qualificazioni mentre Italia e Romania iniziarono il loro percorso al penultimo turno; le tre formazioni britanniche affrontarono ciascuna un girone di qualificazione a tre squadre con due qualificate ciascuna: le due squadre si sarebbero ritrovate nello stesso girone e nelle stesse sedi anche alla Coppa del Mondo.

La formula fu insolita, con cinque gironi di quattro squadre ciascuno, e non fu più riproposta (dall'edizione successiva, infatti, si passò alla formula con quattro gironi di cinque squadre ciascuna, solo le prime due delle quali avrebbero acceduto alle fasi a eliminazione diretta); ciò comportò che solo le cinque prime classificate accedettero direttamente ai quarti di finale (e due di esse si sarebbero affrontate tra di loro) mentre le cinque seconde e la migliore terza dovettero affrontare un turno secco di barrage per portare le sei pretendenti ai quarti di finale a tre.

Il sorteggio per la composizione dei gironi si tenne a giugno 1998, a qualificazioni ancora in corso[7] e quindi con i nomi delle squadre ancora ignoti all'epoca. Nel girone A, alla testa di serie Sudafrica furono abbinate Europa 3 (che risultò essere la Scozia), Europa 4 (Spagna) e Ripescaggi 2 (Uruguay)[7]; nel girone B insieme alla Nuova Zelanda furono sorteggiate Europa 2 (Inghilterra), Europa 3 (Italia) e Ripescaggi 1 (Tonga)[7]; nel girone C alla Francia si aggiunsero Africa 1 (Namibia), Americhe 2 (Canada) e Oceania 2 (Australia)[7]; il girone D, della padrona di casa Galles, vide anche Americhe 1 (Argentina), Asia 1 (Giappone) e Oceania 3 (Samoa)[7]. Infine il girone E, l'unico senza squadre automaticamente qualificate, in cui furono sorteggiate Europa 1 (Irlanda), Europa 6 (Romania), America 3 (Stati Uniti) e Oceania 1 (Figi)[7].

Partecipando all'organizzazione logistica della manifestazione tutto il Regno Unito, la Repubblica d'Irlanda e la Francia, ognuna delle squadre del Cinque Nazioni ospitò sul proprio territorio gli incontri del girone di cui faceva parte[7], al pari degli incontri del terzo turno europeo di qualificazione: l'unica differenza fu per l'Inghilterra che disputò tali incontri a Huddersfield (mentre gli incontri al mondiale furono a Twickenham), laddove la Scozia li tenne tutti a Edimburgo e l'Irlanda a Dublino. Quanto alle due già qualificate Galles e Francia, il primo ospitò tutti gli incontri del proprio girone mondiale a Cardiff, mentre la seconda, pur giocando sul proprio suolo, itinerò tra Béziers, Bordeaux e Tolosa.

Alla manifestazione parteciparono per la prima volta la Spagna[8], vincitrice al terzo turno di qualificazione europea, Namibia, autrice di un filotto di vittorie nel suo turno di qualificazione africana[9], e l'Uruguay, qualificato all'ultimo turno dei ripescaggi[9].

Il torneo[modifica | modifica wikitesto]

Il girone francese, che presentava la squadra di casa come unica contendente di prima fascia, fu dominato a punteggio pieno dagli uomini agli ordini di Jean-Claude Skrela; quello scozzese vide stabilite le gerarchie sostanzialmente al primo incontro, quando la campione uscente Sudafrica vinse 46-29 a Edimburgo sulla nazionale del Cardo[10] ipotecando direttamente i quarti di finale e dirottando i suoi più diretti avversari al barrage. Stesso discorso per l'Inghilterra, sconfitta nel suo girone a Twickenham dalla Nuova Zelanda per 16-30[11]. In quello stesso gruppo si registrò la peggior sconfitta italiana alla Coppa del Mondo e la sua seconda peggiore di sempre: contro gli All Blacks la squadra allenata da Massimo Mascioletti (subentrato alla guida tecnica in una situazione d'emergenza alla vigilia del torneo e al 2020 ultimo C.T. italiano della squadra azzurra) subì un pesante 3-101[12] a conclusione di un torneo senza vittorie, il più negativo di sempre anche per differenza punti fatti/subiti. A Dublino fece la differenza l'incontro-clou del girone tra Australia e Irlanda, vinto 23-3 dagli Wallabies al termine di una gara spigolosa e fisica con qualche colpo fuori dal regolamento e una rissa finale[13]. Gli anfitrioni del Galles vennero invece a capo di un girone complicatosi durante il tragitto e conclusosi con tre squadre a pari punti al primo posto: infatti nell'ultimo incontro i Dragoni, fino ad allora a punteggio pieno, persero 31-38 contro Samoa nella giornata in cui il gallese Neil Jenkins realizzava il record mondiale di punti internazionali[14]; non essendo l'Argentina riuscita a battere il Giappone con un punteggio più ampio del 33-12 con cui vinse l'incontro[15], la differenza punti premiò la formazione di casa che passò il turno per prima e fu accoppiata alla vincitrice del girone D, l'Australia, nei quarti.

A titolo statistico, l'incontro tra le due esordienti assolute del torneo Uruguay e Spagna, che aprì il girone scozzese, si tenne a Galashiels e fu vinto 27-15 dai sudamericani davanti a 4000 persone sotto la direzione dell'inglese Chris White[16].

Nei barrage, in cui Inghilterra e Scozia regolarono rispettivamente Figi e Samoa, l'unica sorpresa venne dall'eliminazione dell'Irlanda a opera dell'Argentina al Félix Bollaert di Lens[17]: a sette minuti dalla fine di un incontro fino ad allora senza mete, regolato soltanto al piede da 24 punti di David Humphreys al piede e 18 di Gonzalo Quesada, l'argentino Diego Albanese realizzò l'unica marcatura pesante da 5 punti della partita che lo stesso Quesada trasformò per il 25-24 dei Pumas che nel finale arrotondarono, ancora con Quesada, per chiudere 28 a 24[17] e raggiungere per la prima volta i quarti di finale.

Nei quarti di finale, che vide in ogni partita lo scontro tra i due emisferi, il Sud ebbe la meglio con l'Australia sul Galles[18], il Sudafrica sull'Inghilterra[19] e la Nuova Zelanda sulla Scozia[20]. Solo la Francia sopravvisse alla decimazione delle squadre europee, battendo l'Argentina[21] e prenotando il suo posto in semifinale contro la Nuova Zelanda, che costituì l'altra grande sorpresa del torneo: mentre gli australiani rispettarono il proprio pronostico battendo il Sudafrica e staccando il biglietto per la finale di Cardiff, a Twickenham, invece, gli All Blacks incapparono in un'inaspettata sconfitta per 31-43 contro i Bleus che mostrarono la miglior prestazione del loro torneo, che fino a quel punto li aveva visti navigare fino alla semifinale grazie a un sorteggio non impossibile[22].

La finale di consolazione, tenutasi in tono minore, vide il Sudafrica prevalere sugli All Blacks, al loro terzo mondiale consecutivo senza titolo, mentre in quella con la Coppa in palio fu l'Australia a prevalere nettamente su una Francia che non ripeté l'exploit della semifinale: il punteggio di 35-12 con cui gli Wallabies vinsero[23] rese l'Australia la prima nazionale a laurearsi campione mondiale due volte[23] nonché la prima, e al 2019 l'unica, a vincere un'edizione di Coppa del Mondo partendo dalle sue fasi di qualificazione.

Squadre qualificate[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni alla Coppa del Mondo di rugby 1999.
Africa Americhe Asia Europa Oceania Ripescaggi
Ammissioni automatiche
Qualificazioni

Impianti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Impianti della Coppa del Mondo di rugby 1999.
Mappa di localizzazione: Francia e Isole Britanniche
Bristol
Bristol
Huddersfield
Huddersfield
Leicester
Leicester
Londra
Londra
Belfast
Belfast
Cardiff
Cardiff
Llanelli
Llanelli
Wrexham
Wrexham
Dublino
Dublino
Limerick
Limerick
Edimburgo
Edimburgo
Galashiels
Galashiels
Glasgow
Glasgow
Béziers
Béziers
Bordeaux
Bordeaux
Lens
Lens
Saint-Denis
Saint-Denis
Tolosa
Tolosa
Localizzazione delle sedi degli incontri.
Città Impianto Capacità Incontri
Regno Unito Belfast Ravenhill 12 500 1
Francia Béziers Stade de la Méditerranée 18 000 2
Francia Bordeaux Parc Lescure 34 327 2
Regno Unito Bristol Ashton Gate 21 500 1
Regno Unito Cardiff Millennium Stadium 74 500 7
Irlanda Dublino Lansdowne Road 49 250 5
Regno Unito Edimburgo Murrayfield 67 500 6
Regno Unito Galashiels Netherdale 6 000 1
Regno Unito Glasgow Hampden Park 52 500 1
Regno Unito Huddersfield McAlpine Stadium 28 000 1
Regno Unito Leicester Welford Road 16 500 1
Francia Lens Stadio Félix Bollaert 41 800 1
Irlanda Limerick Thomond Park 13 500 1
Regno Unito Llanelli Stradey Park 10 800 1
Regno Unito Londra Twickenham 75 000 6
Francia Saint-Denis Stade de France 80 000 1
Francia Tolosa Stadium Municipal 27 000 2
Regno Unito Wrexham Racecourse Ground 15 500 1

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Le 20 squadre furono ripartite in 5 gironi da 4 squadre ciascuna che si affrontarono con il metodo del girone all'italiana. Il punteggio assegnato fu di 3 punti per la vittoria, 2 ciascuno per il pareggio e uno per la sconfitta[24]. In caso di forfait di una squadra, questa si sarebbe vista infliggere la sconfitta con zero punti in classifica, mentre la vincitrice ne avrebbe guadagnati tre[24].

Accedettero direttamente ai quarti di finale le cinque vincitrici di girone, mentre le cinque seconde classificate e la migliore terza si affrontarono in un turno di barrage per determinare le altre tre quartifinaliste[24]. Il regolamento prevedette due diversi sistemi di discriminazione in caso di arrivo a pari punti nel girone: uno valido nel caso di due squadre, l'altro nel caso di più di due: solo quest'ultimo si verificò, e per spareggiare si fece riferimento, nell'ordine, ai punti segnati nel girone; alle mete segnate nel girone; al quoziente punti fatti/subiti, dal maggiore al minore; al minor numero di sanzioni disciplinari subìte e, infine, al sorteggio[24].

Uno dei quattro quarti di finale vide di fronte due prime classificate mentre negli altri tre incontri le rimanenti tre vincitrici di girone furono accoppiate alle tre squadre vincitrici del barrage. Da quel momento in poi il torneo proseguì a eliminazione diretta con semifinali e finali (terzo e primo posto). Entrambe le semifinali si tennero allo stadio londinese di Twickenham, mentre le finali per il terzo posto e per il titolo ebbero luogo al Millennium Stadium di Cardiff.

Gironi[modifica | modifica wikitesto]

Girone A Girone B Girone C Girone D Girone E

Fase a gironi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fase a gironi della Coppa del Mondo di rugby 1999.

Girone A[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Sede
2-10-1999 UruguaySpagna 27-15 Galashiels
3-10-1999 ScoziaSudafrica 29-46 Edimburgo
8-10-1999 ScoziaUruguay 43-12 Edimburgo
10-10-1999 SudafricaSpagna 47-3 Edimburgo
15-10-1999 SudafricaUruguay 39-3 Glasgow
16-10-1999 ScoziaSpagna 48-0 Edimburgo

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Squadra G V N P P+ P- PT
A1 Sudafrica Sudafrica 3 3 0 0 132 35 +97 9
A2 Scozia Scozia 3 2 0 1 120 58 +62 7
A3 Uruguay Uruguay 3 1 0 2 42 97 -55 5
Spagna Spagna 3 0 0 3 18 122 -104 3

Girone B[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Sede
2-10-1999 InghilterraItalia 67-7 Londra
3-10-1999 Nuova ZelandaTonga 45-0 Bristol
9-10-1999 InghilterraNuova Zelanda 16-30 Londra
10-10-1999 ItaliaTonga 25-28 Leicester
14-10-1999 Nuova ZelandaItalia 101-3 Huddersfield
15-10-1999 InghilterraTonga 101-10 Londra

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Squadra G V N P P+ P- PT
B1 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 3 3 0 0 176 28 +148 9
B2 Inghilterra Inghilterra 3 2 0 1 184 47 +137 7
B3 Tonga Tonga 3 1 0 2 47 171 -124 5
Italia Italia 3 0 0 3 35 196 -161 3

Girone C[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Sede
1-10-1999 FigiNamibia 67-18 Béziers
2-10-1999 FranciaCanada 33-20 Béziers
8-10-1999 FranciaNamibia 47-13 Bordeaux
9-10-1999 FigiCanada 38-22 Bordeaux
14-10-1999 CanadaNamibia 72-11 Tolosa
16-10-1999 FranciaFigi 28-19 Tolosa

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Squadra G V N P P+ P- PT
C1 Francia Francia 3 3 0 0 108 52 +56 9
C2 Figi Figi 3 2 0 1 124 68 +56 7
C3 Canada Canada 3 1 0 2 114 82 +32 5
Namibia Namibia 3 0 0 3 42 186 -144 3

Girone D[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Sede
1-10-1999 GallesArgentina 23-18 Cardiff
3-10-1999 SamoaGiappone 43-9 Wrexham
9-10-1999 GallesGiappone 64-15 Cardiff
10-10-1999 ArgentinaSamoa 32-16 Llanelli
14-10-1999 GallesSamoa 31-38 Cardiff
16-10-1999 ArgentinaGiappone 33-12 Cardiff

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Squadra G V N P P+ P- PT
D1 Galles Galles 3 2 0 1 118 71 +47 7
D2 Argentina Argentina 3 2 0 1 83 51 +32 7
D3 Samoa Samoa 3 2 0 1 97 72 +25 7
Giappone Giappone 3 0 0 3 36 140 -104 3

Girone E[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Sede
2-10-1999 IrlandaStati Uniti 53-8 Dublino
3-10-1999 AustraliaRomania 57-9 Belfast
9-10-1999 Stati UnitiRomania 25-27 Dublino
10-10-1999 IrlandaAustralia 3-23 Dublino
14-10-1999 AustraliaStati Uniti 55-19 Limerick
15-10-1999 IrlandaRomania 44-14 Dublino

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Squadra G V N P P+ P- PT
E1 Australia Australia 3 3 0 0 135 31 +104 9
E2 Irlanda Irlanda 3 2 0 1 100 45 +55 7
E3 Romania Romania 3 1 0 2 50 126 -76 5
Stati Uniti Stati Uniti 3 0 0 3 52 135 -83 3

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Barrage   Quarti di finale   Semifinali   Finale
A1  Sudafrica Sudafrica 44  
B2  Inghilterra Inghilterra 45     B2  Inghilterra Inghilterra 11  
C2  Figi Figi 24        Sudafrica Sudafrica 21  
     Australia Australia d.t.s. 27  
D1  Galles Galles 9
E1  Australia Australia 24  
     Australia Australia 35
     Francia Francia 12
B1  Nuova Zelanda Nuova Zelanda 30  
A2  Scozia Scozia 35     A2  Scozia Scozia 18  
D3  Samoa Samoa 20        Nuova Zelanda Nuova Zelanda 31
     Francia Francia 43  
C1  Francia Francia 46 Finale per il 3º posto
D2  Argentina Argentina 28     D2  Argentina Argentina 27    Sudafrica Sudafrica 22
E2  Irlanda Irlanda 24    Nuova Zelanda Nuova Zelanda 18

Spareggi d'accesso ai quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Londra
20 ottobre 1999, ore 12 UTC+1
Inghilterra Inghilterra45 – 24
referto
Figi FigiTwickenham (60 000 spett.)
Arbitro: Galles Clayton Thomas

Edimburgo
20 ottobre 1999, ore 14:30 UTC+1
Scozia Scozia35 – 20
referto
Samoa SamoaMurrayfield (15 661 spett.)
Arbitro: Irlanda David McHugh

Lens
20 ottobre 1999, ore 18:30 UTC+2
Irlanda Irlanda24 – 28
referto
Argentina ArgentinaStadio Félix Bollaert (22 000 spett.)
Arbitro: Australia Stuart Dickinson

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Cardiff
23 ottobre 1999, ore 14 UTC+1
Galles Galles9 – 24
referto
Australia AustraliaMillennium Stadium (72 500 spett.)
Arbitro: Nuova Zelanda Colin Hawke

Saint-Denis
24 ottobre 1999, ore 12 UTC+2
Sudafrica Sudafrica44 – 21
referto
Inghilterra InghilterraStade de France (75 000 spett.)
Arbitro: Scozia Jim Fleming

Dublino
24 ottobre 1999, ore 14:30 UTC+1
Francia Francia47 – 26
referto
Argentina ArgentinaLansdowne Road (40 000 spett.)
Arbitro: Galles Derek Bevan

Edimburgo
24 ottobre 1999, ore 17 UTC+1
Scozia Scozia18 – 30
referto
Nuova Zelanda Nuova ZelandaMurrayfield (59 757 spett.)
Arbitro: Inghilterra Ed Morrison

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Londra
30 ottobre 1999, ore 14 UTC+1
Australia Australia27 – 21
(d.t.s.)
referto
Sudafrica SudafricaTwickenham (73 000 spett.)
Arbitro: Galles Derek Bevan

Londra
31 ottobre 1999, ore 15 UTC+0
Nuova Zelanda Nuova Zelanda31 – 43
referto
Francia FranciaTwickenham (73 000 spett.)
Arbitro: Scozia Jim Fleming

Finale per il 3º posto[modifica | modifica wikitesto]

Cardiff
4 novembre 1999, ore 20 UTC+0
Nuova Zelanda Nuova Zelanda18 – 22
referto
Sudafrica SudafricaMillennium Stadium (53 000 spett.)
Arbitro: Australia Peter Marshall

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Cardiff
6 novembre 1999, ore 15 UTC+0
Australia Australia35 – 12
referto
Francia FranciaMillennium Stadium (72 500 spett.)
Arbitro: Sudafrica André Watson

Il post-torneo[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la ricezione generalmente positiva, in sede di revisione post-manifestazione emersero alcune criticità legate alla logistica che tuttavia il comitato organizzatore definì di fatto inevitabili[25]. Una delle criticità emerse più rilevanti riguardò lo spargimento del torneo su tre Paesi e cinque giurisdizioni federali, con l'utilizzo di 18 impianti per quarantuno incontri[25] (il Sudafrica, quattro anni prima, ne usò nove per 32 incontri).

Ogni federazione mise a disposizione almeno tre impianti, e l'uso dello scozzese Murrayfield per la fase a gironi fu stigmatizzato a posteriori visto il basso numero di biglietti venduto in ragione della capacità di più di 70000 spettatori[25].

Il comitato organizzatore e gli ufficiali della federazione gallese, incaricati della supervisione dell'organizzazione del torneo, tuttavia, denunciarono carenze burocratiche a causa delle quali ricevettero solo ad agosto 1999 la documentazione con le caratteristiche tecniche degli impianti, incluse quelle sulla capienza autorizzata, il che rese impossibile pianificare il numero di biglietti da mettere in vendita[25].

Un'altra criticità fu costituita dal Millennium Stadium di Cardiff: benché l'impianto non fosse presente nel dossier con cui il Galles chiese l'organizzazione della Coppa del Mondo (lo stadio nazionale era l'Arms Park), ciononostante la sua costruzione costituì un fattore di preoccupazione: a causa dei ritardi la certificazione di agibilità dell'impianto giunse solo a settembre 1999, ovvero un mese prima dell'inizio della competizione[25]: non erano disponibili mappature dei posti, delle uscite di sicurezza, degli ingressi e delle zone di conforto, il che dilatò i tempi di messa a disposizione dei biglietti per gli spettatori[25]: il comitato organizzatore aveva previsto un piano di riserva in caso di mancata disponibilità del Millennium Stadium, consistente nella richiesta d'utilizzo del vecchio stadio di Wembley, in uso alla federcalcio inglese[25].

Un ultimo elemento di criticità fu individuato nel calendario della fase a gironi, in cui la disomogeneità di distribuzione degli incontri fece sì che in alcuni giorni ve ne fossero tre o quattro intervallati da due o tre giorni senza incontri; il comitato organizzatore rispose di essere venuto incontro alle richieste delle federazioni che ospitavano le gare, le quali preferirono concentrare gli appuntamenti intorno ai fine settimana[25]; tuttavia l'intesa fu che già dalla successiva edizione tale aspetto sarebbe stato rivisto[25].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Coppa del Mondo di rugby 1999.

Oltre al titolo assoluto, l'Australia si aggiudicò con Tim Horan il riconoscimento di miglior giocatore del torneo[26]; questi fu anche il primo pluricampione del mondo insieme ai compagni Dan Crowley e John Eales, che avevano fatto parte della squadra campione otto anni prima in Inghilterra.

Le uniche classifiche in cui gli Wallabies non primeggiarono furono quelle dei marcatori di mete, appannaggio del neozelandese Jonah Lomu con otto segnature, e quella dei realizzatori di punti, in cui prevalse l'argentino Gonzalo Quesada con 102.

I diritti radiotelevisivi fruttarono 45000000 £ (+137% sul 1995[25]), quelli commerciali altresì 2000000 £ da ciascuno dei dieci sponsor maggiori (Coca-Cola, Guinness, Xerox, Visa, Société générale, South African Airways, Ford, BT, Lloyd TSB e Outspan)[25]. Inclusa la vendita dei biglietti, e al netto delle spese, il guadagno della manifestazione fu di circa 22 milioni di sterline[25].

Il numero totale di spettatori paganti fu di circa 1750000, mentre quello dell'audience televisiva fu quantificato in 3 miliardi di telespettatori su un bacino d'utenza inferiore solo a quello dei giochi olimpici[25].

Copertura televisiva[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa del Mondo fu prodotta da quattro emittenti televisive capeggiate dalla britannica ITV che curò le riprese e la trasmissione dei 26 incontri tenutisi nel Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord); TF1 e Canal+ seguirono le riprese degli 8 incontri in Francia, mentre RTÉ fece lo stesso per gli incontri nella Repubblica d'Irlanda[25].

In Francia TF1 registrò 18 milioni di telespettatori di picco durante la finale contro l'Australia, una cifra vicina a quella del numero di spettatori della finale del mondiale di calcio dell'anno prima che si tenne allo Stade de France[25].

Tutte le 41 partite furono trasmesse in diretta; l'audience televisiva era distribuita su 209 territori, per un totale dell'80% della superficie emersa terrestre, e le ore totali di trasmissione furono 2425. In Italia gli incontri del torneo furono trasmessi dalla Rai.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Steve Bale, Rugby Union: Professionalism is embraced by RFU, in The Independent, 25 marzo 1996. URL consultato il 2 marzo 2020.
  2. ^ a b (EN) Steve Bale, Welsh remind England of deal for 1999 World Cup, in The Independent, 13 dicembre 1994. URL consultato il 2 marzo 2020.
  3. ^ Ryan:2009, p. 23.
  4. ^ a b Ryan:2009, p. 25.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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