Report

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Report
Sigla Report.png
Altri titoliProfessione Reporter (1994-1996)
PaeseItalia
Anno1994 – in produzione
Genereinvestigativo
Edizioni24[1]
Puntate414 (al 5 luglio 2021)
Durata115 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreMilena Gabanelli (1994-2016)
Sigfrido Ranucci (2017-in corso)
IdeatoreMilena Gabanelli
RegiaClaudio Del Signore
Casa di produzioneRai
Rete televisivaRai 2 (1994-1996)
Rai 3 (1997-in corso)
Milena Gabanelli, conduttrice fino al 2016

Report è una trasmissione televisiva italiana condotta da Sigfrido Ranucci che propone inchieste giornalistiche. Milena Gabanelli è stata la conduttrice della trasmissione dagli esordi fino al 28 novembre 2016. È trasmessa su Rai 3.

Il programma, improntato sullo schema del rotocalco televisivo, nasce su Rai 2 come Professione Reporter e mantiene questo nome dal 1994 al 1996 in seconda serata. Dal 1997 si evolve in Report e approda su Rai 3 in prima serata con un budget di 10 milioni di lire a puntata.

L'autrice e conduttrice, fino al 28 novembre 2016, è stata la giornalista freelance Milena Gabanelli, il regista è Claudio Del Signore; i videogiornalisti sono: Giovanna Boursier, Michele Buono, Giovanna Corsetti, Giorgio Fornoni, Sabrina Giannini, Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Sigfrido Ranucci, Piero Riccardi, Emilio Casalini, Giuliano Marrucci, Luca Chianca, Emanuele Bellano, Claudia Di Pasquale, Giorgio Mottola.

L'edizione del programma è a cura di Michele Ventrone. Chiara Baldassari ha collaborato fino alla sua morte, avvenuta improvvisamente nel 2005. In passato hanno fatto parte del programma anche i giornalisti Piero Giansanti e Paolo Barnard, autore di alcune delle inchieste più critiche verso i potentati economici della globalizzazione e verso Stati Uniti e Israele.

Nel 2016 il programma vince il Premio regia televisiva 2016 come Miglior programma dell'anno.[2] Il 28 novembre 2016, come annunciato ad inizio stagione, la conduttrice Milena Gabanelli abbandona il programma dopo vent'anni per dedicarsi ad altri progetti. La conduzione del programma è passata a Sigfrido Ranucci, già co-autore insieme alla Gabanelli, a partire dal 27 marzo 2017[3]. Sotto la conduzione di Ranucci, Report riceve, nel 2021, il premio Flaiano di televisione[4].

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Puntate di Report.
Edizione Inizio Fine Puntate Conduzione
1 3 settembre 1997 4 maggio 1998 6 Milena Gabanelli
2 24 settembre 1998 10 dicembre 1998 9
3 29 settembre 1999 14 giugno 2000 14
4 1º ottobre 2000 1º marzo 2001 16
5 29 settembre 2001 28 agosto 2002
6 24 settembre 2002 9 giugno 2003 15
7 16 settembre 2003 6 giugno 2004
8 10 settembre 2004 28 giugno 2005 14
9 16 ottobre 2005 4 giugno 2006 13
10 24 settembre 2006 3 giugno 2007 19
11 14 settembre 2007 1º giugno 2008
12 12 ottobre 2008 8 luglio 2009
13 11 ottobre 2009 6 giugno 2010 20
14 17 ottobre 2010 12 giugno 2011 18
15 23 ottobre 2011 13 maggio 2012 16
16 30 settembre 2012 19 maggio 2013 18
17 30 settembre 2013 2 giugno 2014 19
18 5 ottobre 2014 7 giugno 2015 21
19 11 ottobre 2015 5 giugno 2016 19
20 10 ottobre 2016 28 novembre 2016 18
27 marzo 2017 5 giugno 2017 Sigfrido Ranucci
21 23 ottobre 2017 11 giugno 2018 20
22 22 ottobre 2018 16 giugno 2019 21
23 21 ottobre 2019 8 giugno 2020 21
24 19 ottobre 2020 14 giugno 2021 24

Costi[modifica | modifica wikitesto]

Nella puntata trasmessa il 30 settembre 2013, la conduttrice ha reso noto i costi di produzione di ogni singola puntata, che ammontano a 180000 . La Gabanelli ha riferito come ogni puntata faccia incassare alla Rai dalla pubblicità 190000  netti.[5]

Report come esperienza di videogiornalismo[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo organizzativo di Report non ha nessun modello di riferimento nei network nazionali. Si basa su una forma di produzione che utilizza in parte i mezzi interni (nell'edizione e progettazione del programma) e in parte quelli esterni (la realizzazione delle inchieste) scavalcando la forma dell'appalto, pur mantenendone le caratteristiche. Questa razionalizzazione del lavoro rende il programma economicamente competitivo.

Caratteristica di Report è una produzione interna ridotta al minimo: al programma lavorano in tutto dieci persone che fanno da supporto agli autori che realizzano le puntate e fanno da tramite fra essi e la Rai in tutti gli aspetti burocratici e di controllo sulla qualità dei contenuti.

Gli autori sono giornalisti freelance che autoproducono le loro inchieste (cioè le realizzano e montano con mezzi e a spese propri) con la supervisione dell'autore della trasmissione e la vendono alla RAI senza l'intermediazione di società esterne[6]. L'abbattimento dei costi e la libertà di azione dei giornalisti permette di lavorare anche 3 o 4 mesi su ogni singola inchiesta. Il programma è considerato un modello vincente nel campo del giornalismo d'inchiesta[7].

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione della Gabanelli, fin dall'inizio, è stata particolarmente apprezzata dal pubblico e dalla critica per la qualità dei servizi, vincendo nel corso degli anni numerosi premi; fra gli altri, il programma si è aggiudicato l'edizione 2009 del prestigioso premio giornalistico intitolato alla memoria di Luigi Barzini.

Aldo Grasso ha elogiato la Gabanelli e il suo programma televisivo, in quanto rappresenta un «genere fondamentale per l'informazione», e allo stesso tempo «un genere sempre più negletto»: l'inchiesta. Ovvero «andare sul posto, testimoniare di cose concrete», «mostrare le cose direttamente» e «assumersene la responsabilità». Grasso ha sottolineato come la RAI sia «poverissima d'inchieste» e come il servizio pubblico non possa venir meno in un «genere che ne caratterizza la sostanza».[8]

La trasmissione è stata spesso oggetto di querele da parte dei soggetti citati nelle inchieste. L'intenzione manifestata dalla RAI nel settembre 2009 di negare la tutela legale al programma ha comportato un effettivo rischio di sospensione del programma a causa dei costi di cause civili delicate come quelle in cui è stato coinvolto Report. In più occasioni la Gabanelli ha rivendicato con orgoglio il fatto di non aver mai subito alcuna sconfitta in sede legale[6].

Di fatto, in tribunale ad oggi Report ha perso in una sola occasione, in cui si ritrovò a risarcire trentamila euro in sede civile.[9].

Casi controversi[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 aprile 2009, l'Associazione Italiana Nucleare ha inviato una dura lettera di protesta alla direzione RAI e alla Commissione Vigilanza Rai relativa ai contenuti della puntata di Report del 29 marzo 2009 sull'energia nucleare, intitolata L'Inganno, definendo la trasmissione "un esempio eclatante di disinformazione sulle tematiche dell'energia".[10] Nel dossier allegato alla lettera sono poi riportati decine di commenti tecnici sul contenuto della trasmissione che evidenziano come, nel suo svolgimento, "si sono veicolate affermazioni destituite di ogni fondamento scientifico".

Il 17 aprile 2017 andò in onda il reportage Che spettacolo!, in cui vennero analizzati investimenti effettuati dall'attore e regista premio Oscar Roberto Benigni nel rilancio degli Umbria Studios di Papigno, frazione di Terni. Il polo cinematografico fu successivamente acquisito da Cinecittà Studios, allora gestita dalla IGE di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle; la trasmissione evidenziava però come di lì a poco Cinecittà Studios sarebbe a sua volta tornata in mano allo Stato, che dunque si sarebbe accollato anche i debiti della precedente gestione degli Umbria Studios. Il giorno successivo alla messa in onda, Benigni e sua moglie Nicoletta Braschi querelarono Report per diffamazione.[11]

Nella medesima puntata andò in onda il servizio Reazioni avverse, riguardo alla sicurezza dei vaccini anti-papillomavirus e a presunti ritardi e disorganizzazioni nel sistema di farmacovigilanza e segnalazione degli effetti avversi. Anche qui il giorno successivo scoppiarono polemiche, con vari esperti (tra cui il virologo Roberto Burioni e l'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin) che accusarono la trasmissione di mettere in dubbio l'efficacia comprovata del vaccino anti-HPV, facendo disinformazione senza un giusto contraddittorio[12]. A queste accuse, Sigfrido Ranucci replicò di non aver mai messo in dubbio l'efficacia dei vaccini, ma solo di aver evidenziato le carenze nel sistema di farmacovigilanza.

Il caso Barnard[modifica | modifica wikitesto]

Il giornalista Paolo Barnard è stato autore di una controversa e discussa inchiesta contro la pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l'11 ottobre 2001 ("Little Pharma & Big Pharma"[13]); successivamente, il 16 aprile 2004, Paolo Barnard, la RAI e Milena Gabanelli vengono citati in giudizio[14] presso il Tribunale Civile di Roma.[15] Barnard decide quindi di rendere nota la situazione, pubblicando nel febbraio 2008 una lettera aperta.[15] L'accusa è quella di essere stato abbandonato 2 volte di fronte alla causa civile, prima negandogli l'assistenza dei legali della RAI, poi avviando formalmente un'azione di "messa in mora" nei suoi confronti, sfruttando una clausola del contratto da lui sottoscritto.[16] La Gabanelli ha risposto all'appello di Barnard attraverso il forum ufficiale di Report,[17] affermando che, in base alle istruzioni fornite dall'allora direttore generale RAI Cappon, i legali della RAI non avrebbero garantito assistenza legale in sede civile, ma solamente in sede penale. Ha inoltre dichiarato:

«... sono convinta della bontà della sua inchiesta e penso che alla fine ci sarà una sentenza favorevole. Ci credo al punto tale da aver firmato a suo tempo un atto (che lui possiede e pure il suo avvocato) nel quale mi impegno a pagare di tasca mia anche la parte sua in caso di soccombenza. Non saprei che altro fare.»

(Milena Gabanelli)

Da parte sua, Barnard ha replicato, sempre attraverso il forum di Report (in un thread oramai cancellato),[18] formulando nuove accuse e definendo “esistente solo nella fantasia della Signora Gabanelli” la lettera nella quale ella si assumerebbe l'onere di pagare personalmente l'eventuale pena pecuniaria di risarcimento. Sul forum di Report[19] prende vita una discussione che ospita interventi di Zanotelli,[20] Colombo[20] e Minoli.[21] In seguito alla chiusura della discussione operata dalla Redazione di Report poiché il forum era diventato un luogo di inaccettabili e volgari insulti, un gruppo di cittadini, sostenuto anche da Barnard, decide di redigere una lettera aperta[22] inviata a Report e ai Presidenti di Camera e Senato. Non ottenendo alcuna risposta dalle parti interessate, diffondono sul web una forte denuncia dell'accaduto: "Censura Legale", i fatti, la storia.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come Report
  2. ^ Premio TV 2016: tutti i vincitori, su davidemaggio.it. URL consultato il 21 giugno 2016 (archiviato il 15 agosto 2016).
  3. ^ F. Q., Report, prima puntata senza Milena Gabanelli. Il suo “in bocca al lupo” a Sigfrido Ranucci: “È grazie al lavoro dei miei colleghi se siamo un po’ più liberi”, su ilfattoquotidiano.it, il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2017. URL consultato il 27 marzo 2017 (archiviato il 30 marzo 2017).
  4. ^ Isabella Insolia, Premi Flaiano 2021: tutti i premiati della 48ª edizione, su Shockwave, 21 giugno 2021.
  5. ^ Dichiarazione rilasciata dalla conduttrice a seguito del reportage su Sabina De Camillis, su video corriere.it Archiviato il 3 ottobre 2013 in Internet Archive.
  6. ^ a b Report a rischio senza tutela legale? Milena Gabanelli a Radio Capital (10.09.09). URL consultato il 15 dicembre 2018 (archiviato il 22 ottobre 2014).
  7. ^ Report, un programma di successo | osservoeracconto Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive.
  8. ^ Aldo Grasso, «Ora e sempre Gabanelli», su video.corriere.it, Corriere della Sera - Televisioni, 17 novembre 2010. URL consultato l'8 dicembre 2010 (archiviato il 19 novembre 2010).
  9. ^ Report Il vero significato della polemica su Milena Gabanelli in Rai, su www.report.rai.it. URL consultato il 18 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2017).
  10. ^ I commenti dell'Associazione Italiana Nucleare Archiviato l'11 agosto 2013 in Internet Archive., 6 aprile 2009 (accesso 28 maggio 2016).
  11. ^ Report, Bufera sul vaccino anti-Hpv e il finanziamento allo spettacolo. Benigni querela - Politica, in ANSA.it, 18 aprile 2017. URL consultato il 18 aprile 2017 (archiviato il 19 aprile 2017).
  12. ^ Report e i vaccini contro il papilloma virus, su Il Post, 18 aprile 2017. URL consultato il 18 aprile 2017 (archiviato il 19 aprile 2017).
  13. ^ Il marketing del farmaco, su rai.it. URL consultato il 19 giugno 2019 (archiviato il 19 giugno 2019).
  14. ^ Atti processuali, su pdfdownload.org (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2012).
  15. ^ a b Reset, Censura Legale - Una Storia Italiana!, su reset-italia.net. URL consultato il 1º dicembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  16. ^ La clausola oggetto del dibattito prevede un diritto di manleva esercitabile da RAI Spa nei confronti del giornalista in caso di condanna definitiva pronunciata dal Tribunale. Sostanzialmente, se il verdetto del procedimento civile dovesse essere sfavorevole, RAI e Report potranno rivalersi economicamente sullo stesso Barnard.
  17. ^ Report.it - Forum, su forum.rai.it (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2008).
  18. ^ redprimrose.wordpress - Barnard risponde alla Gabanelli, su redprimrose.wordpress.com. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato il 30 marzo 2019).
  19. ^ Report.it - Questione Barnard [collegamento interrotto], su forum.rai.it.
  20. ^ a b Alex Zanotelli e Gherardo Colombo, La censura c'è - 15-3-08, su megachip.info. URL consultato il 31 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2008).
  21. ^ Report.it - Intervista Minoli, su usalamente.altervista.org (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2011).
  22. ^ Polinux.altervista.org - Lettera aperta dei cittadini, su polinux.altervista.org (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2008).
  23. ^ Polinux.altervista.org - Censura Legale, i fatti, la storia, su polinux.altervista.org (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2010).

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