Giorgio Fornoni

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«...la sua straordinaria capacità di cogliere i volti più emblematici della sofferenza umana, con il cuore prima che con gli occhi. Dominique Lapierre (Prefazione al libro Ai confini del mondo

Giorgio Fornoni

Giorgio Fornoni (Ardesio, 5 ottobre 1946) è un giornalista italiano e reporter indipendente dal 1975.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di operai, dopo le scuole primarie dell'obbligo lavora come garzone di bottega presso la Cooperativa di consumo di Ardesio, fino all'età di 18 anni, e successivamente come capetto.

A 23 anni frequenta le scuole serali, dopo il lavoro, all'Istituto San Marco di Bergamo, e in soli due anni ottiene il diploma di ragioniere. Viene così assunto, come impiegato, presso il Consorzio Agrario di Bergamo, e contemporaneamente, si iscrive all'Università Cattolica di Milano alla facoltà di Economia e Commercio, ma che lascia dopo quattro anni, iscrivendosi alla facoltà di Lingue e letterature orientali all'Università Ca' Foscari di Venezia.[1]

Nel gennaio 1976 apre lo Studio di commercialista, continuando a lavorare presso un'azienda privata dell'alta valle per un paio d'anni.

Interessato alle vestigia delle antiche civiltà, inizia a compiere viaggi e a produrre piccoli reportage fotografici. Sarà nel 1980, tra i primi italiani, dopo il presidente Sandro Pertini a entrare in Cina e a visitare il famoso esercito di statue in terracotta che il primo imperatore della Dinastia Qin aveva fatto costruire e deporre accanto alla sua tomba, a Xian.

Nel 2009 si candida come sindaco di Ardesio in una lista civica; vince le elezioni, ma un'incomprensione interna di una parte della sua lista con cinque dissidenti e altrettanti del partito di opposizione, che unitamente presentano le dimissioni, fanno mancare il numero legale e quindi decadere la giunta e il prosieguo dell'incarico commissionando il comune.[2][3][4] Terminato il tempo di commissariamento il comune indice la nuova elezione, il 10 aprile 2012. Nella nuova lista, composta da molti giovani, si presenta come consigliere ottenendo i voti che valgono la vittoria del nuovo partito.
Per motivi prettamente lavorativi, lascia questo incarico, riprendendo l'attività di video giornalista per Report.[5]

Il reporter[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 mentre si trova in volo da Nuova Delhi a Amritsar, in India, è coinvolto in un dirottamento aereo; sarà questo uno dei motivi a dare il via alla sua vita di reporter indipendente.[6]

Inizia una collaborazione con il mensile L'apostolo di Maria[7], dove pubblica qualche suo documento. Fondamentali si rivelano per lui l'aiuto e la presenza dei missionari monfortani, che diventano il suo principale lasciapassare e referente durante i suoi viaggi e i suoi reportage nei paesi più abbandonati e poveri. Durante la guerra in Bosnia, convince i Caschi Blu a rilasciargli un pass recante la scritta ‘PRESS’ Unpf (United Nations Peace Forces) come inviato speciale, e accanto alla voce News agency viene riportato l'esatto nome del mensile monfortano[8].

Nel 2005, come riconoscimento per i lavori realizzati fino ad allora, ottiene il tesserino di giornalista.

Nel 1999 Milena Gabanelli gli dedica una puntata di Report, intitolata L'altra faccia del giornalismo.

Il 4 novembre 2017, presso l'auditorium di Bergamo, si è svolto un incontro pubblico, dove Milena Gabanelli ha voluto omaggiare il reporter per tutto il lavoro svolto nella sua carriera, puntualizzandone la intuitiva capacità di raccontare sempre l'uomo nella sua parte più intima[9].

Nel novembre del 2019 ha ricevuto il Premio giornalistico Maria Grazia Cutuli che dal 2003 premia la categoria dell'inviato speciale della carta stampata, radio e della televisione.[10]

Documenti e interviste[modifica | modifica wikitesto]

Reportage (selezione)[modifica | modifica wikitesto]

  • 1993 - Documenta i brogli elettorali in Angola. Con intervista a Jonas Savimbi, capo dell'Unità, che verrà ucciso il 22 febbraio 2002 durante una battaglia
  • 1996 - Afghanistan: Passaggio da Kabul, in mano ai talebani fino Jabal os Saraj roccaforte degli anti-talebani. Testimone di una battaglia che porterà ad un'ulteriore avanzata del fronte talebano.
  • 1994 - Cambogia, Phnom Penh: testimonianza di un genocidio compiuto da Pol Pot e dai khmer rossi
  • 1994 - Perù e la via della coca, un viaggio tra le coltivazioni e i narcotraffici.
  • 1996 - Liberia: una giornata tra le bande di bambini soldato del Generale Johson e del Generale Charles Taylor.
  • 1998 - Himalaya la spedizione dove perde un compagno di viaggio Andreino Pasini[11]
  • 2000 2003 - Cecenia, Groznyj di sole donne, distrutta e l'intervista a Anna Politkovskaja[12]
  • 2005 - Lungo documento sulla pena di morte nei diversi stati del mondo, non sempre dichiarata. Nel carcere di Huntsville presenza all'esecuzione letale di Richard Cartwright.
  • 2008 - Congo le sue ricchezze nella miseria del suo popolo.
  • 2016 - Groenlandia documentario - Groenlandia, il pianeta bianco, il documento testimonia la vita nella zona abitata più a nord del mondo, ospite dello scrittore Robert Peroni. Il documento è stato trasmesso in Geo&Geo[13].
  • 2018 San Francesco del Deserto - reportage realizzato in occasione degli ottocento anni dalla venuta di san Francesco sull'isola con la fondazione del convento[14].

Interviste (selezione)[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ha scritto un libro dal titolo Ai confini del mondo - Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune. Prefazione di Dominique Lapierre Postfazione di Valerio Massimo Manfredi[16]

Ha realizzato un documentario su don Francesco Brignoli, Ol pret di Bà.

Ha realizzato un documentario su Il Monte Secco, La leggenda dell'argento [1]

Ha collaborato con Mauro Corona, completando con un filmato la pubblicazione del libro Confessioni ultime edito da Chiare Lettere nel 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Massa, Giorgio Fornoni, le speranze di un reporter, in WHIPART - Associazione Onlus.
  2. ^ Ardesio, si scioglie il Consiglio Il sindaco Fornoni: «Mi ricandido», L'Eco di Bergamo, 2 ottobre 2010. URL consultato il 31 marzo 2020.
  3. ^ Dimissioni di 10 consiglieri, Ardesio Unita. URL consultato il 31 marzo 2020.
  4. ^ Daniele Martinelli, Da inviato di Report a sindaco dimissionario, su danielemartinelli.it, 2009.
  5. ^ ARISTEA CANINI, Ardesio:Giorgio Fornoni si è dimesso da consigliere, su araberara.it, 10 aprile 2012. URL consultato il 23 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2015).
  6. ^ Filmato audio Danilo Ruocco, La libertà di stampa vista da Giorgio Fornoni giornalista di Report, su YouTube, 3 ottobre 2009. URL consultato il 23 giugno 2015.
  7. ^ L'apostolo di Maria, in Librinlinea.
  8. ^ Leonardo Repetto, Intervista esclusiva al giornalista di Report Giorgio Fornoni, in Vimeo Join.
  9. ^ L'omaggio di Milena Gabanelli a Giorgio Fornoni, MyValley.it. URL consultato il 5 novembre 2017.
  10. ^ Premio Cutuli, Il Mattino, 22 novembre 2019. URL consultato il 16 febbraio 2020..
  11. ^ Bianca & nera, Alpinista bergamasco muore sull'HimalayaAlpinista, su archiviostorico.corriere.it, 24 maggio 1998 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  12. ^ Giorgio Fornoni, L’intervista che fece Fornoni ad Anna Politkovskaja, in Bergamo posta più di un quotidiano, 10 giugno 2014.
  13. ^ Geo&Geo Groenlandia, Fornoni Giorgio. URL consultato il 5 novembre 2017.
  14. ^ San Francesco a Venezia, Corriere della Sera. URL consultato il 4 maggio 2018.
  15. ^ Filmato audio Intervista al Dalai Lama (Dharamsala, 1999)-Giorgio Fornoni, su YouTube, produttore Flavio Piffer, 20 ottobre 2014. URL consultato il 23 giugno 2015.
  16. ^ Dominique Lapierre, Ai confini del mondo...con Giorgio Fornoni [collegamento interrotto], in Affari italiani.it, 12 settembre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN305314484 · ISNI (EN0000 0004 1989 8500 · LCCN (ENno2013132901 · BNF (FRcb16718298f (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2013132901