Lira italiana

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Lira italiana
500 lire Caravelle (diritto).gif
Diritto della moneta da 500 lire del tipo "Caravelle" (1957)
Lire 50000 (Bernini).JPG
Diritto e rovescio della banconota da 50 000 lire della serie "Bernini" (1992)
Codice ISO 4217 ITL
Stati bandiera Regno d'Italia
bandiera Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Italia Repubblica Italiana
San Marino San Marino
Città del Vaticano Città del Vaticano
Simbolo L.
Frazioni Centesimo
Monete Dal 1946: 1, 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500, 1 000
Banconote Ultima serie: 1 000, 2 000, 5 000, 10 000, 50 000, 100 000, 500 000
Entità emittente Per le banconote: Banca Nazionale degli Stati Sardi, Banca Nazionale del Regno d'Italia, Banca Romana, Banca Toscana di Credito, Banca Nazionale Toscana fino al 1893; Banco di Napoli, Banco di Sicilia fino al 1926; Banca d'Italia[1] dal 1893. Per le monete lo Stato italiano
Periodo di circolazione 17 marzo 1861[2] - 28 febbraio 2002
Sostituita da Euro dal 1º gennaio 2002
Tasso di cambio 1 EUR = 1936,27 ITL (31 dicembre 1998)
Fu agganciata al franco fino alla Prima guerra mondiale
Lista valute ISO 4217 - Progetto Numismatica

La lira (simbolo: L., comunemente anche o LIT) è stata la valuta italiana dal conseguimento dell'unità nazionale nel 1861 fino all'introduzione dell'euro, cessando definitivamente di avere corso legale il 28 febbraio 2002. È uno dei simboli patri italiani.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monetazione carolingia e Lira (moneta).
Denaro di Carlo Magno

In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente e alle conseguenze politico-militari che ne derivarono, le attività commerciali subirono una brusca frenata, con la conseguente riduzione nella circolazione di monete.

Per i traffici più importanti si prese ad usare monete auree arabe e bizantine, mentre le transazioni minori videro l'affermazione della moneta argentea. Il risultante monometallismo argenteo venne definitivamente sancito dalla riforma monetaria attuata da Carlo Magno nei suoi vasti domini.

L'unica moneta coniata nei territori sotto giurisdizione carolingia fu il denaro, di cui venivano dati 240 esemplari per ogni libbra d'argento portata da privati alla zecca.

Multipli di conto del denaro erano: il soldo (pari a 12 denari) e la lira (pari a 20 soldi). Sia il soldo che la lira erano solo unità di conto, non avevano cioè un corrispettivo metallico.

Lira Tron (1472) battuta dal doge di Venezia Nicolò Tron
Lira genovese del 1794

Questo sistema monetario rimase in uso per secoli in gran parte dell'Europa, escluse alcune zone come l'Italia meridionale che non videro mai l'affermazione di questo sistema basato su lira-soldo-denaro.

Molte volte si cercò di coniare una moneta che avesse il valore nominale di 20 soldi o di 240 denari (ossia una libbra d'argento, cioè una lira) ma questi tentativi portarono quasi sempre a non centrare l'obiettivo nel lungo periodo. Nel 1472 Venezia, sotto il dogato di Nicolò Tron, coniò un pezzo da 20 soldi (6,5 g a lega 948/1000) che fu chiamato Lira Tron.

Il duca Galeazzo Maria Sforza fece coniare nel 1474 a Milano una lira d'argento (9,8 g a lega 962/1000). Monete analoghe furono coniate anche nella Repubblica di Genova, la cosiddetta lira genovese.

In seguito, monete con questo nome si diffusero in molte città italiane (tra cui Firenze, Mantova e Bologna), anche se di valore differente. Questi tipi di monete furono chiamati testoni, grossi o grossoni.

In Piemonte e in Savoia Emanuele Filiberto nel 1562 fece coniare anch'egli una "lira" (12,72 g a lega 895,83/1000).

Nel 1793 venne adottato il sistema decimale francese, con la suddivisione della lira in decimi e centesimi.

Mentre in Francia la nuova moneta, il franco, sostituiva la livre dell'Ancien Régime, in Italia il nome scelto per la nuova moneta fu proprio lira; in ogni caso, le popolazioni dell'Italia nord-occidentale e del Veneto hanno mantenuto l'uso dialettale di chiamare la lira "franch" (pl. "franchi"). In lingua sarda, allo stesso modo, la lira viene chiamata "francu" (pl. "francos" o "francus").

La lira italiana[modifica | modifica wikitesto]

Lira
1lira1863front.jpg 1lira1863retro.jpg
Vittorio Emanuele II: 1 lira del 1863
1lira1954front.jpg 1lira1954retro.jpg
Repubblica Italiana: 1 lira del 1954
1000lire1998fronte.jpg 1000lire1997back.jpg
Repubblica Italiana: 1000 lire del 1997 (versione fallata: Germania divisa)
5 lire del Regno d'Italia napoleonico
1 lira del 1909 della serie denominata "Quadriga veloce"
20 centesimi di lira italiana, 1912
Biglietto di Stato a corso legale da 5 lire (epoca fascista)

L'introduzione della lira italiana va fatta risalire, come per il Tricolore, al periodo napoleonico. Infatti, il Tricolore venne adottato dalla Repubblica Cispadana nella prima campagna d'Italia (1796-1797), mentre la lira venne introdotta durante la seconda campagna d'Italia con la ricostituzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802), trasformatasi poi nel Regno d'Italia (marzo 1805).

Le prime emissioni dalle zecche di Milano, Bologna e Venezia si ebbero nel 1807, con monete da 40, 5 e 2 lire; l'anno successivo vennero coniate anche monete da 20 lire e da 1 lira, quest'ultima caratterizzata da un peso di 5 g ed un titolo d'argento di 900/1000. La lira napoleonica null'altro era se non la versione locale del franco francese, cui corrispondeva perfettamente per forma, peso e valore.

Dopo la fine del Regno d'Italia nel 1814, la lira rimase presente solo nel Ducato di Parma con l'introduzione della monetazione decimale da parte della duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, che emise tagli delle monete da 1, 2, 5, 20 e 40 lire, e nel Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I di Savoia.

Nel 1861, con la riunificazione dell'Italia sotto Casa Savoia, la lira tornò ad essere la valuta italiana. Curiosamente la prima moneta espressamente denominata "una lira italiana" non venne emessa in territorio piemontese, bensì nel dicembre 1859 ad opera del Governo Provvisorio della Toscana, subito imitato dal dittatore Carlo Farini in Emilia, mentre anche in Lombardia si reintroduceva la lira alla francese al posto della moneta austriaca.

Il 24 agosto 1862 venne emanato il decreto che stabilì la messa fuori corso di tutte le altre monete circolanti nei vari stati preunitari entro la fine dell'anno: 1 lira da 5 g di argento al titolo 900/1000 corrispondeva a 0,29025 g d'oro fino, oppure a 4,5 g d'argento fino (scesi a 4,459 nel 1863), cioè allo stesso valore della vecchia lira napoleonica e del contemporaneo franco francese. Con quest'ultimo c'era una totale intercambiabilità, che permise la creazione dell'Unione monetaria latina e la libera circolazione del franco francese, del franco svizzero e del franco belga sul territorio nazionale italiano.

Ultima lira di carta (Biglietto di stato) dello Stato Italiano (1944)[3]
Ultima lira di carta (Biglietto di stato) dello Stato Italiano (1944)[3]
Ultima lira di carta (Biglietto di stato) dello Stato Italiano (1944)[3]

Nel 1866, a causa della crescita della spesa pubblica, in parte dovuta ai costi della terza guerra di indipendenza, fu stabilito il corso forzoso, che durò fino al 1881 (con effetto dal 1883). Già dalla fine del 1887 si dovette però sospendere di fatto la convertibilità dei biglietti, pur senza dichiararlo apertamente. Nel 1893 venne messa in liquidazione la Banca Romana e creata la Banca d'Italia, con una copertura aurea di almeno il 40% delle lire in circolazione.

Re Vittorio Emanuele III di Savoia, che successe sul trono d'Italia al padre Umberto I nel 1900, fu studioso di numismatica e grande collezionista di monete; pubblicò il Corpus Nummorum Italicorum (1909-1943), opera in 20 volumi in cui sono descritte e classificate le monete italiane. Durante il suo regno venne coniata una monetazione circolante ricca e variegata. All'atto dell'abdicazione, donò la sua collezione di monete allo Stato italiano: questa raccolta è parzialmente esposta all'interno del Palazzo Massimo alle terme a Roma.

L'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915), che portò alla penuria di metallo, fece ripristinare il corso forzoso, già abolito nel 1909. Il corso forzoso durò fino al 1927, quando 1 lira corrispondeva a 0,07919 g di oro fino. L'obbligo della copertura in oro venne abolito nel 1935 e nel 1936 la valutazione venne portata a 0,04677 g.

La convertibilità venne ripristinata nel 1960 grazie all'ammissione al Fondo Monetario Internazionale, con una lira corrispondente a 0,00142 grammi d'oro o a 625 lire per dollaro.

La lira italiana nello SME e la sua sostituzione con l'euro[modifica | modifica wikitesto]

Moneta da 50 lire

Nel marzo 1979 entrò in vigore il Sistema monetario europeo (SME) e nacque l'ECU, a cui vi parteciparono le monete di Germania, Francia, Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. La fluttuazione delle monete venne limitata al 2,25% a eccezione della lira che beneficiò della banda allargata al 6%. La lira rimase nello SME fino al 1992, quando due formidabili attacchi speculativi da parte del finanziere George Soros, costrinsero la sterlina britannica e la lira ad uscire dallo SME[4][5]. La lira rientrerà nello SME il 25 novembre 1996, col cambio di 990 Lire per un marco tedesco.

500 lire bimetalliche

Il 1º gennaio 1999 entrò in vigore l'euro, il cui tasso di cambio irrevocabile con la lira fu fissato il giorno precedente. Da quel momento la lira rimase in vigore solo come espressione non decimale dell'euro, anche se monete e banconote continuavano ad essere denominate in lire. Da quella data, invece, per tutte le forme di pagamento "non-fisiche" (trasferimenti elettronici, titoli, ecc.), si adottò solo l'euro. Il 1999 fu anche l'ultimo anno in cui la zecca coniò ed emise le monete per la comune circolazione in lire. Il tasso di conversione irrevocabile fu di 1.936,27 lire italiane per 1 euro.

Il 1º gennaio 2002, con l'entrata in circolazione delle monete e banconote in euro, si aprì una fase di doppia circolazione: le monete e banconote in lire vennero ritirate definitivamente il 1º marzo 2002. Nel 2002 terminò l'emissione delle serie divisionali in lire di monete proof e fior di conio. Inoltre vennero emesse altre serie speciali per ricordare gli anni d'oro della valuta appena abbandonata.

Inizialmente era stato fissato in 10 anni il termine per la prescrizione; di conseguenza le monete e banconote ancora in corso legale all'introduzione dell'euro potevano essere ancora cambiate presso le filiali della Banca d'Italia fino al 29 febbraio 2012. Tuttavia, la manovra del governo Monti decretò la prescrizione immediata delle monete e banconote al 7 dicembre 2011 (Art. 26 del D.L. 201/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011).

Cambi storici della lira italiana[modifica | modifica wikitesto]

Data Dollaro statunitense Sterlina britannica Franco francese Franco svizzero Grammo d'oro Grammo d'argento Marco tedesco ECU - €
1861 5,185 25,22 1 1 3,444 0,222 - -
30.1.1880 5,86 28,375 1,126 1,126 - - 1,394 -
30.1.1914 5,195 25,27 1,004 1,003 - - 1,235 -
30.1.1922 22,43 95,3 1,84 4,38 14,905 - 0,11 -
30.1.1940 19,82 79,11 0,449 4,445 22,3 - 7,94 -
26.1.1950 655 1596 1,69 151,65 737 - 128,7 -
28.1.1983 1404,5 ($/ECU: 0,9418) 2158 (nuovo) 203,37 704,02 22250 - 576,07 ECU: 1322,7
17.3.1995 1764,8 ($/ECU: 1,304) 2807,9 355,9 1531,3 21745 - 1274,7 ECU: 2301,4
30.1.1999 1700,87 ($/€: 1,1387) 2802,13 295,18 (FRF/€: 6,5595) 1200,94 15773 (€ 8,146) - 990 (DEM/€: 1,9558) €: 1936,27

Note:

  • 1861: Cambi teorici della lira in base al gold standard

Valute a pari tasso di cambio[modifica | modifica wikitesto]

100 lire di San Marino

Nei due secoli di vita sono esistite alcune valute aventi pari valore della lira e libera circolazione reciproca, per lo più sulla base di accordi bilaterali.

Tra questi:

Lire e altre valute di occupazione[modifica | modifica wikitesto]

Am-lira[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Am-lira.
100 Am lire
Banconota da 5 lire tripolitane

Tra il 1943 e il 1944 nei territori sotto il governo militare alleato fu coniata la valuta Am-lira. L'emissione delle banconote in AM lire si interruppe per le proteste del governo italiano, in quanto l'eccessiva emissione provocò una forte inflazione.

Lira di Lubiana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: lira di Lubiana.

Nel 1943, in seguito alla capitolazione italiana, la Venezia Giulia cadde sotto l'occupazione tedesca e il collegamento giuridico fra l'Italia e la Provincia di Lubiana divenne oltremodo teorico. Nel 1944 le autorità militari tedesche vollero aumentare la liquidità della provincia, e stamparono la lira di Lubiana, rimasta in corso fino all'arrivo dei partigiani jugoslavi nel maggio 1945.

Lira triestina (o Jugolira)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: lira triestina.

Nel 1945 nei territori della Venezia Giulia occupati dall'esercito jugoslavo venne introdotta una valuta definita "Jugolira" a pari valore con la lira italiana. Nel 1947, col Trattato di Parigi, tali territori passarono sotto la Jugoslavia o nella Zona B del Territorio Libero di Trieste. Il dinaro jugoslavo rimpiazzò immediatamente la lira nei territori annessi, mentre nella zona B il passaggio fu effettuato nel 1949. La zona A del Territorio Libero di Trieste continuò invece ad utilizzare la lira italiana in tutti i suoi coni, comprese le AM-lire.

Lira tripolitana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: lira tripolitana.

Durante l'occupazione inglese della Libia italiana, le autorità britanniche emanarono una valuta denominata lira tripolitana. Circolò dal 1942 insieme alle svalutate banconote italiane con un cambio alla pari, finché nel 1951 il Regno Unito concesse l'indipendenza al Regno di Libia, che coniò la propria sterlina libica.

Campione d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Caso particolare fu quello dell'enclave di Campione d'Italia. Essendo totalmente circondato dal territorio della Confederazione Elvetica, in ambito comunale venne adottato come valuta il franco svizzero ed utilizzati i francobolli svizzeri. Ancora oggi a Campione non viene utilizzato l'euro, bensì il franco.

Tipi sulle monete repubblicane[modifica | modifica wikitesto]

1 lira del 1949
2 lire del 1954
5 lire del 1966
10 lire del 1975
20 lire 1957
100 lire del 1957
200 lire del 1978

Le date si riferiscono alle ordinarie emissioni per la circolazione; si badi tuttavia che a partire dalla fine degli anni sessanta la zecca italiana, onde sfruttare il mercato numismatico, cominciò a produrre confezioni contenenti anche i pezzi non più circolanti. Anche il gettone telefonico è stato a lungo utilizzato come moneta, pur non avendo alcun valore ufficiale di conio statale; il valore, che nel 1959 era di 45 lire, divenne di 50 lire negli anni settanta, di 100 lire dal 1980 e, infine, di 200 lire a partire dal 1984 e fino al ritiro definitivo nel 2001.

Tipi sulle banconote repubblicane[modifica | modifica wikitesto]

Banconota da 500 lire emesso dal 1974 al 1979
La banconota da 10.000 lire "Alessandro Volta" emessa dal 1984 al 1998
La banconota da 500.000 lire

Le date si riferiscono agli anni di emissione delle banconote.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tranne nel caso dei Buoni di Cassa o Biglietti di Stato emessi dal Ministero del Tesoro
  2. ^ Sulla base del Regio Decreto n°788 del 24 agosto 1862, la circolazione delle monete pre-unitarie ebbe termine il 1º gennaio 1863.
  3. ^ Una lira luogotenenza 1944: l'ultima lira d'Italia in carta, guide.supereva.it. URL consultato il 20 aprile 2013.
  4. ^ E i grandi hedge fund Usa vanno all'attacco dell'euro, Repubblica 2010
  5. ^ L'autunno nero del '92 tra tasse e svalutazioni, Lira: storia e curiosità, Sole 24 Ore, 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Maria Cipolla, Le avventure della lira, Il Mulino, Bologna, 1975
  • Natale Rauty, Libbra, lira, lira nuova: vicende di una moneta attraverso dodici secoli, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Pistoia, 1987
  • Stefano Poddi, La lunga storia della lira, Difesa e Lavoro, settembre 2008
  • Antonio Pagani, Monete italiane dall'invasione napoleonica ai giorni d'oggi (1796-1963).
  • Catalogo Alfa delle Monete italiane e Regioni - 33ª edizione 2008 Alfa Edizioni Torino
  • Eupremio Montenegro, Manuale del collezionista di monete italiane, 29ª ed., Torino, Edizioni Montenegro, 2008, ISBN 978-88-88894-03-4.
  • Fabio Gigante, Monete italiane dal '700 all'avvento dell'euro, 21ª ed., Varese, Gigante, 2013, ISBN 978-88-89805-35-0.
  • Franco Gavello; Claudio Bugani, Cartamoneta Italiana - Banconote italiane. Varese, Edizioni Gigante, 2005.
  • Guido Crapanzano; Ermelindo Giulianini, La cartamoneta italiana. Milano, G&G Numismatica, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Lira italiana - Successione
Preceduta da:

Lira alla pari

Ducato delle Due Sicilie
Lira del Lombardo-Veneto
Fiorino toscano
Quattrino pontificio

Motivo: Unità d'Italia

Valuta di Italia
17 marzo 1861 – 28 febbraio 2002
Seguita da:
Euro
Motivo: Unificazione monetaria europea

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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