Lira Tron

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Lira Tron
Lira tron.jpg
Busto sin., sotto tre foglie su ramo. Intorno TRONVS (stella) DVX NICOLAVS Leone alato di San Marco sin. con vangelo in corona. Intorno SANCTVS MARCVS
AR, 28mm, 6.43 g, 6h

Lira Tron o Trono è il nome con cui viene comunemente denominata la Lira emessa dal doge Nicolò Tron nel 1472 e incisa da Antonello della Moneta. È comunemente considerata la prima lira emessa in Italia.

Era d'argento, pesava 6,52 grammi con un titolo di 0,948 e valeva 20 soldi, ognuno da 12 denari. Servivano quindi 240 denari per una lira.

La moneta è anche rilevante perché oltre a Tron solo un altro doge è stato ritratto sulle monete della Serenissima, il predecessore Cristoforo Moro.

Accanto alla lira fu coniata anche la mezza lira, con lo stesso titolo e con un peso di 3,26 grammi. La mezza lira prese il nome di Marcello sotto il dogato di Nicolò Marcello, il successore di Nicolò Tron.

A partire dal 1474 la lira prese il nome di Mocenigo, mantenendo identici peso e titolo. Le ultime monete con questo peso e titolo furono coniate sotto Alvise I Mocenigo.

Altre monete simili furono emesse a Milano, Genova (lira genovese) e Pavia.

Questa iniziativa di raffigurare il proprio ritratto nelle monete della Repubblica Veneta, ripetuta anche dal Doge successivo, sollevò critiche dal Maggior Consiglio che deliberò severamente: "imago ducis fiat flexis genibus ante imaginem sancti marci" e ancora nel ducato d'oro "nec imago ducis in moneta nostra fieri possit".[senza fonte]

San Luigi dei Francesi (1226-1270): Gros tournois ca. 1266
Louis IX gros 1266.jpg
LVDOVICVS• REX, croce araldica TVRONV•S• CIVIS, castello tornese entro bordo di gigli.
25mm, 4.10 g

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XV secolo la monetazione in Europa aveva subito continue svalutazioni, causate dalle spese belliche e dai costi per l'importazione di merci esotiche dall'Oriente.

A causa di tali svalutazioni, il contenuto in argento di un Grosso era calato, in alcuni casi, a meno del cinque per cento.

La lira era una moneta di conto ma, in seguito alla scoperta e al conseguente sfruttamento di nuovi depositi di argento in Europa, a Venezia fu possibile introdurre per la prima volta una moneta di tale valore.

Si trattava di una moneta di modulo ampio che superava il peso di sei grammi e mezzo, un aumento sostanziale rispetto al gros tournois della Francia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]