Milite Ignoto (Italia)

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Il sacello del Milite Ignoto all'Altare della Patria, Roma

Il Milite Ignoto è un militare italiano morto nella prima guerra mondiale, il cui corpo non è stato identificato, che è sepolto all'interno dell'Altare della Patria a Roma.

La tomba del Milite Ignoto è un sacello simbolico che rappresenta tutti i caduti e i dispersi in guerra. Essa è scenario di cerimonie ufficiali durante le celebrazioni della Festa della Repubblica del 2 giugno e della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre, occasioni in cui le massime cariche dello Stato le rendono solenne omaggio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il viaggio in treno del Milite Ignoto italiano (1921)

Nel 1920 il maggior generale Giulio Douhet, sulla scorta di analoghe iniziative già attuate in Francia e in altri Paesi coinvolti nella prima guerra mondiale, propose per primo in Italia di onorare i caduti italiani con la creazione di un monumento al Milite Ignoto a Roma[1]. Questa idea fu raccolta dall'onorevole Cesare Maria De Vecchi, che la fece propria presentando alla Camera dei deputati, nel 1921, un disegno di legge finalizzato alla costruzione, anche in Italia, di un monumento dedicato a tutti i soldati italiani morti in guerra[1]:

« Il disegno di legge che il Parlamento discute è frutto del sentimento italico, dolce ed ardente ad un tempo. Deve essere rivendicata ai nostri uomini d'arme la priorità del proposito di trasportare solennemente a Roma i resti di un caduto ignoto, perché ivi ricevano i più alti onori dovuti a loro e a seicentomila fratelli. »
(Cesare Maria De Vecchi)
La cerimonia di tumulazione del Milite Ignoto all'Altare della Patria (4 novembre 1921)

La legge fu poi approvata dal parlamento[1]. Il Ministero della Guerra costituì quindi una commissione a cui fu dato l'incarico di individuare undici salme di soldati italiani non identificati[1]. Tra esse si sarebbe scelta quella da seppellire solennemente all'Altare della Patria in una tomba che sarebbe diventata il monumento al Milite Ignoto[1].

La scelta delle undici salme non fu casuale; ognuna proveniva da una zona precisa del fronte italiano della prima guerra mondiale (Rovereto, le Dolomiti, gli altipiani, il monte Grappa, Montello, il Basso Piave, il Cadore, Gorizia, il Basso Isonzo, il monte San Michele e Castagnevizza del Carso)[1].

Le undici bare furono poi portate provvisoriamente a Gorizia per poi essere trasferite ad Aquileia[1]. Nel frattempo, all'interno del complesso monumentale dell'Altare della Patria a Roma, fu realizzata la tomba che avrebbe ospitato il Milite Ignoto; la salma del soldato italiano sconosciuto sarebbe stata tumulata sotto la statua della dea Roma.

Il presidente della Repubblica Sandro Pertini rende omaggio al Milite Ignoto

La scelta della salma cui dare solenne sepoltura all'Altare della Patria fu affidata a Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, volontario irredentista di Gradisca d'Isonzo (comune friulano annesso al Regno d'Italia solo dopo la guerra), che aveva disertato dall'esercito austroungarico per unirsi a quello italiano e che era morto in combattimento senza che il suo corpo fosse stato mai ritrovato[1].

Il corpo del soldato da tumulare all'Altare della Patria fu scelto il 28 ottobre 1921 nella basilica di Aquileia. Maria Bergamas fu condotta di fronte a undici feretri allineati. Dopo essere passata davanti ad alcuni di essi, non riuscì a completare la ricognizione: gridando il nome del figlio, si accasciò d'improvviso al suolo davanti a quella che divenne la salma prescelta. La bara così selezionata fu quindi collocata sull'affusto di un cannone e deposta su un carro funebre ferroviario disegnato per l'occasione da Guido Cirilli dopo essere stata scortata da alcuni reduci decorati con la medaglia d'oro al valor militare[1]. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano, nella Tomba dei dieci militi ignoti[1].

Come da prassi per i Capi di Stato esteri in visita in Italia, John Fitzgerald Kennedy (presidente degli Stati Uniti d'America) si appresta a rendere omaggio al Milite Ignoto accompagnato da Giulio Andreotti

Il viaggio verso la Capitale della salma prescelta si compì su treno trainato da due locomotive a vapore modello FS 740 sulla linea Aquileia-Roma, passando per Udine, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna, Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo, Chiusi, Orvieto[2] a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione avesse modo di onorare il caduto[1]. Furono molti gli italiani che attesero, a volte anche per ore, il passaggio del convoglio al fine di poter rendere onore alla salma del Milite Ignoto[2].

Una Stella d'Italia in bronzo era collocata su una delle due locomotive che trainava il carro funebre ferroviario, mentre una seconda era rappresentata sull'edifico principale della stazione di Roma Tiburtina, che accolse il convoglio nella destinazione finale e che all'epoca era conosciuta come "stazione di Portonaccio"[3]. Le bandiere di tutti i reggimenti delle forze armate italiane e le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con re Vittorio Emanuele III di Savoia in testa, accolsero l'arrivo della salma muovendosi incontro al Milite Ignoto; quest'ultimo fu poi portato da un gruppo di decorati di medaglia d'oro nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri[1].

La salma fu sepolta con cerimonia solenne all'Altare della Patria il 4 novembre 1921 in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate[1] e da allora la sua tomba è sempre vigilata da un picchetto d'onore e da due fiamme che ardono perennemente[4]. L'epigrafe della tomba riporta le scritte "Ignoto militi", "XXIV MAGGIO MCMXV" (24 maggio 1915) e "IV NOVEMBRE MCMXVIII" (4 novembre 1918), date di inizio e di fine della partecipazione italiana al primo conflitto mondiale, mentre sulla porta del simulacro è presente questo epitaffio[1]:

« Ignoto il nome - folgora il suo spirito - dovunque è l'Italia - con voce di pianto e d'orgoglio - dicono - innumeri madri: - è mio figlio »
L'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rende omaggio al Milite Ignoto (4 novembre 2006)

Al Milite Ignoto, nel 1921, su iniziativa dell'onorevole Giovanni Giuriati, fu conferita la medaglia d'oro al valor militare, massima decorazione militare, con una motivazione che fu poi riportata anche sul sacello:

« Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria »

Il ministro della Guerra italiano, in un comunicato ufficiale, aggiunse, in riferimento al conferimento della medaglia d'oro al Milite Ignoto[1]:

« Lo sconosciuto, il combattente di tutti gli assalti, l'eroe di tutte le ore, ovunque passò o sostò, prima di morire, confuse insieme il valore e la pietà. Soldato senza nome e senza storia, Egli è la storia: la storia del nostro lungo travaglio, la storia della nostra grande vittoria. »

Alla medaglia al valor militare, il 12 ottobre 1921, si aggiunse la Medal of Honor, massima decorazione militare assegnata dal Governo degli Stati Uniti[5].

Nel corso degli anni trenta il feretro del Milite Ignoto fu traslato nella sua collocazione definitiva, la cripta interna dell'Altare della Patria, che fu denominata sacello del Milite Ignoto. Parti della cripta e del sepolcro sono realizzate con materiali lapidei provenienti dalle montagne che furono teatro degli scontri della prima guerra mondiale (tra cui il monte Grappa e il Carso)[6].

La tomba del Milite Ignoto è sempre piantonata da militari[1]. Alla guardia provvedono militari delle varie armi delle forze armate italiane, che avvicendano ogni dieci anni[1]. Nel 2011, dal 29 ottobre al 2 novembre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia e del novantesimo anniversario della traslazione della salma da Aquileia a Roma, vi fu la rievocazione storica del viaggio in treno[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria.»
— 1921
Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Medal of Honor
«Upon the unknown, unidentified Italian soldier to be buried in the National Monument to Victor Emanuel II, in Rome»
— 12 ottobre 1921
Croce della Libertà per il comando militare di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il comando militare di I Classe

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q MILITE IGNOTO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  2. ^ a b c Ministero della Difesa italiano, Il viaggio dell'eroe, difesa.it. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  3. ^ Da Versailles al milite ignoto. Rituali e retoriche della vittoria in Europa (1919-1921) di Alessandro Miniero, books.google.it. URL consultato il 4 giugno 2017.
  4. ^ Il Vittoriano e piazza Venezia, civitavecchia.portmobility.it. URL consultato il 6 giugno 2017.
  5. ^ (EN) The Unknown Soldier Of World War, homeofheroes.com. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  6. ^ Cadeddu

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusto Tognasso, Ignoto militi, Milano, Zanoli, 1922.
  • Lorenzo Cadeddu, La leggenda del soldato sconosciuto all'Altare della Patria, Udine, Gaspari, 2004.
  • Vito Labita, Dalle trincee all'Altare della patria, in Sergio Bertelli, Cristiano Grottanell (a cura di), Gli occhi di Alessandro. Potere sovrano e sacralità del corpo da Alessandro Magno a Ceausescu, Firenze, Ponte alle Grazie, 1990, pp. 120-153.

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