Milite Ignoto (Italia)

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Guardia d'onore alla tomba del Milite Ignoto sovrastata dalla statua della dea Roma presso il Vittoriano

Il Milite Ignoto o Soldato Ignoto è un militare italiano caduto sul fronte durante la prima guerra mondiale e sepolto a Roma sotto la statua della dea Roma all'Altare della Patria al Vittoriano. La sua identità resta ignota poiché il corpo fu scelto tra quello di caduti privi di elementi che potessero permettere il riconoscimento.

La tomba del Milite Ignoto rappresenta simbolicamente tutti i caduti e i dispersi in guerra italiani; è scenario di cerimonie ufficiali che si svolgono annualmente in occasione di festività civili durante le quali il Presidente della Repubblica Italiana e le massime cariche dello Stato rendono omaggio al sacello del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d'alloro in ricordo ai caduti e ai dispersi italiani nelle guerre. Fu inaugurata solennemente il 4 novembre 1921 con la traslazione da Aquileia dei resti di un soldato, dopo un viaggio in treno speciale attraverso varie città italiane. Il lutto per le centinaia di migliaia di caduti fu legato alla retorica militarista e nazionalista della celebrazione per il terzo anniversario della Vittoria. L'anno successivo, con l'assunzione del potere da parte di Benito Mussolini, il Milite Ignoto divenne uno dei simboli principali della propaganda fascista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di un monumento al Pantheon[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 luglio 1920 a Roma la "Garibaldi. Società dei Reduci delle patrie battaglie" e la "UNUS" (Unione Nazionale Ufficiali e Soldati) approvarono la proposta del colonnello Giulio Douhet per la sepoltura al Pantheon di un soldato non riconosciuto caduto durante la prima guerra mondiale.[1][2]

«Che la salma di un soldato italiano, che non si sia riusciti a identificare, rimasto ucciso in combattimento, sul campo, venga solennemente trasportata a Roma e collocata al Pantheon — simbolo della grandezza di tutti i soldati d'Italia, segno della riconoscenza dell'Italia verso tutti i suoi figli, altare del sacro culto della Patria»

(Proposta approvata il 17 luglio 1920[1])

Durante la guerra Douhet aveva avuto forti contrasti con Luigi Cadorna e gli alti comandi militari; nel 1916 inviò ad alcuni ministri alcune note sulla situazione strategica e fu per questo condannato a un anno di fortezza, scontato nel Forte di Fenestrelle. Egli perciò intendeva la realizzazione della tomba del soldato ignoto come un simbolo della vittoria ottenuta malgrado l'incapacità dei dirigenti politici e militari.[3]

Nell'agosto del 1920 Douhet riprese la proposta su Il Dovere, rivista legata all'associazione "UNUS".

«Tutto sopportò e vinse il nostro soldato. Tutto. Dall'ingiuria gratuita dei politicanti e dei giornalastri che sin dal principio cominciarono a meravigliarsi del suo valore, quasi che gli italiani fossero dei pusillanimi, alla calunnia feroce diramata per il mondo a scarico di una terribile responsabilità. Tutto sopportò e tutto vinse, da solo, nonostante. Perciò al soldato bisogna conferire il sommo onore, quello cui nessuno dei suoi condottieri può aspirare neppure nei suoi più folli sogni di ambizione. Nel Pantheon deve trovare la sua degna tomba alla stessa altezza dei Re e del Genio.»

(Giulio Douhet, su Il Dovere, 24 agosto 1920)

Il riferimento alla «calunnia feroce» è da ricondurre al bollettino di guerra del 28 ottobre 1917 con cui si attribuiva la disfatta di Caporetto alla «mancata resistenza di reparti della 2.a Armata vilmente ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al nemico».[4] Già nel 1919 Douhet aveva pubblicato su Il Dovere dure accuse contro Cadorna in occasione della commissione d'inchiesta su Caporetto;[5][6] all'epoca anche il militarista Il Popolo d'Italia aveva parlato di «molte fucilazioni e poco rancio»,[7] riferendosi alle esecuzioni sommarie e al ricorso alla decimazione e indicando le «baionette dei carabinieri», incaricati delle esecuzioni.[8]

La legge per la sepoltura all'Altare della Patria[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di legge per la «Sepoltura della salma di un soldato ignoto» fu presentato alla Camera dei deputati il 20 giugno 1921, pochi giorni prima delle dimissioni del quinto governo Giolitti. Fu presentato dal ministro della guerra Giulio Rodinò, insieme al presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'interno Giovanni Giolitti e al ministro del tesoro Ivanoe Bonomi.[9] Giolitti si dimise il successivo 27 giugno a causa dell'esigua minoranza ottenuta in parlamento dopo le elezioni politiche svolte a maggio.

Il 28 giugno l'onorevole Cesare Maria De Vecchi fu il relatore alla Camera per la commissione "Esercito e Marina Militare", che aveva indicato come data della sepoltura il 4 novembre 1921 (terzo anniversario della fine della guerra) e come luogo l'Altare della Patria, «perché quivi il popolo potrà, meglio che altrove, in grandi pellegrinaggi rendere i più alti onori al morto che è tutti i morti, che è primo e supremo artefice della nuova storia».[10] Il Pantheon rimaneva perciò luogo destinato esclusivamente ai re d'Italia. Il 4 agosto era all'ordine del giorno la discussione della legge alla Camera, ma Luigi Gasparotto, ministro della guerra del nuovo governo Bonomi, chiese agli oratori di rinunciare a pronunciare discorsi e proseguire «senza abuso di parole», anche per evitare interventi antimilitaristi. La richiesta fu approvata.[11] Il 5 agosto si svolse la votazione a scrutinio segreto con 199 voti favorevoli e 35 contrari.[12]

Il disegno di legge fu presentato al Senato dal ministro Gasparotto il 6 agosto;[13] il senatore Pasquale Del Giudice fu relatore dell'Ufficio Centrale presieduto da Giuseppe Della Noce.[14] Il 10 agosto si svolse la discussione con interventi del generale Armando Diaz, del relatore Del Giudice, del senatore Antonio Fradeletto (per confermare la possibilità della sepoltura presso l'Altare della Patria) e del ministro Gasparotto.[15] La legge, approvata con votazione a scrutinio segreto il giorno stesso, fu firmata da Vittorio Emanuele III l'11 agosto e pubblicata in Gazzetta ufficiale il 20 agosto.[16]

Successivamente con regio decreto del 28 ottobre fu dichiarato festivo il giorno 4 novembre 1921, «dedicato alla celebrazione delle onoranze al soldato ignoto»;[17] la festività del 4 novembre fu stabilita l'anno successivo come Giornata della Vittoria.[18] Il 4 novembre 1919, in prossimità delle elezioni politiche, si era svolta una celebrazione militare con distribuzione di medaglie;[19] il 4 novembre 1920 era stata inaugurata sull'Altare della Patria un'iscrizione con il bollettino della Vittoria ed erano state celebrate le diverse bandiere dei reparti che avevano partecipato al conflitto.[20]

La commissione e le ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Indicazione approssimativa dei luoghi in cui furono individuati gli undici caduti

Già il 20 agosto il Ministero della guerra, incaricato dell'esecuzione della legge appena approvata, diramò la circolare n. 25 che istituiva una commissione speciale, presieduta dal tenente generale Giuseppe Paolini, ispettore per le onoranze alle salme ai caduti di guerra. La commissione aveva l'incarico di individuare le salme di undici caduti al fronte, privi di qualsiasi segno di riconoscimento. Furono assegnati alla commissione anche il colonnello Vincenzo Paladini e il maggiore medico Nicola Fabrizi, entrambi già in servizio per le onoranze ai caduti. Per i sopralluoghi era presente anche monsignor Nani, in qualità di cappellano.[21] Al sindaco di Udine Luigi Spezzotti fu chiesto di indicare il nominativo di quattro ex combattenti (un ufficiale, un sottufficiale, un caporale e un soldato) come membri della commissione e altri quattro come supplenti dei primi. A fine settembre furono nominati come effettivi il tenente Augusto Tognasso di Milano (mutilato), il sergente Giuseppe De Carli di Tiezzo di Azzano Decimo (medaglia d'oro), il caporal maggiore Giuseppe Sartori di Zugliano (medaglia d'argento e medaglia di bronzo) e il soldato Massimo Moro di Lestizza (medaglia d'argento); come supplenti il colonnello Carlo Trivulzio di Udine (5 medaglie di bronzo), il sergente Ivanoe Vaccaroni di Udine (medaglia d'argento, due medaglie di bronzo e due croci di guerra), il caporal maggiore Luigi Marano di Pavia di Udine (medaglia d'argento) e il soldato Lodovico Duca di Pozzuolo del Friuli (medaglia di bronzo).[22]

A ottobre la commissione individuò le salme degli undici soldati in diverse località, cercando di includere luoghi del fronte italiano in cui avevano combattuto le diverse armi, compresa la Regia Marina. Alcune indicazioni sui luoghi esaminati furono fornite da Tognasso in una successiva pubblicazione.[23]

  1. Rovereto: non riuscendo a individuare caduti in sepolture provvisorie sul fronte, fu scelto un caduto ignoto da un vicino cimitero militare, probabilmente dove oggi sorge il Sacrario militare di Castel Dante.
  2. Massiccio del Pasubio: come nel caso precedente, fu necessario scegliere un caduto ignoto da un cimitero militare, forse il cimitero militare della Brigata Liguria.
  3. Monte Ortigara: furono rinvenuti un primo corpo che però aveva un foglietto con un possibile segno identificativo, un caduto austriaco e due caduti insepolti non identificabili; fu scelto uno degli ultimi due.
  4. Monte Grappa: sotto una croce fu rinvenuto un corpo non identificato.
  5. Conegliano: fu scelto un caduto ignoto da un vicino cimitero, forse in corrispondenza del sacrario del Montello.
  6. Cortellazzo-Caposile: fu scelto un caduto ignoto da un vicino cimitero militare (oggi non più esistente).
  7. Cortina d'Ampezzo: fu scelto un caduto ignoto da un cimitero militare, forse in corrispondenza del sacrario militare di Pocol.
  8. Monte Rombon: sotto una croce fu rinvenuto un corpo non identificato.
  9. Monte San Marco: sotto una croce fu rinvenuto un corpo non identificato.
  10. Castagnevizza: sotto una piramide di pietre furono rinvenute due salme di caduti non identificabili; fu scelta quella con maggiori ferite.
  11. Monte Ermada: sotto un elmetto fu rinvenuta una fossa comune con vari teschi; sotto una croce fu rinvenuto un corpo non identificato.

La designazione della salma[modifica | modifica wikitesto]

Le undici bare nella basilica di Aquileia

Secondo le istruzioni del ministero le undici bare, identiche per forma e per dimensioni, furono riunite nella basilica di Aquileia entro il 28 ottobre. Quel giorno, alle ore 11, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e di mutilati, di ex combattenti e di madre e di vedove di caduti fu designata la salma del Milite Ignoto da parte di una «madre di un caduto non riconosciuto ed in modo che la cassa prescelta non si sappia da quale zona del fronte provenga».[24] Fu Maria Bergamas di Gradisca d'Isonzo a scegliere la bara. Il figlio Antonio Bergamas, ebreo triestino, era maestro comunale; nel 1914 disertò dall'esercito austroungarico e passò in Italia dove si arruolò volontario sotto falso nome, raggiungendo il fronte nel giugno 1915. Cadde il 18 giugno 1916 e fu decorato con medaglia d'argento al valore militare.[25][26]

La bara prescelta fu inserita in una cassa speciale inviata dal ministero della guerra. Era una cassa in legno di quercia con decorazioni in metallo in ferro battuto, forgiato da scudi di trincea e sorretto da bombe a mano tipo SIPE. Sul coperchio erano fissati un elmetto, un fucile e una bandiera tricolore.[27]

Le altre dieci salme rimasero ad Aquileia per essere sepolte solennemente il 4 novembre nel cimitero della basilica.[24]

Il trasporto a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Onoranze al passaggio del treno del Milite Ignoto

Sempre il 28 ottobre alla stazione di Aquileia la bara fu posta su un carro ferroviario con affusto di cannone, appositamente disegnato da Guido Cirilli.[28] Su un lato erano scritte le date mcmxv - mcmxviii; sul lato opposto era riportata la citazione dantesca l'ombra sva torna ch'era dipartita.[29]

Il treno speciale partì la mattina successiva alle ore 8. Oltre al carro con la bara erano presenti 15 carri per raccogliere le corone di fiori durante il tragitto; altre carrozze di prima e di seconda classe erano destinate alla scorta d'onore. Il treno fermava cinque minuti in ogni stazione sul percorso. Il Ministero della guerra ordinò il più rigoroso silenzio durante il passaggio del treno; erano vietati discorsi pubblici e all'arrivo del treno poteva essere eventualmente suonata una sola volta La canzone del Piave. Durante le fermate notturne intermedie (Venezia, Bologna, Arezzo) era predisposto il cambio alle rappresentanze di senatori, di deputati, di madri, di vedove, di mutilati e di ex combattenti.[24]

Per la trazione erano utilizzate due locomotive FS 740.[30] I macchinisti furono scelti tra i decorati di guerra; nel 1923 uno di loro, Felice Battistetti (insignito di una medaglia di bronzo), fu licenziato durante le epurazioni operate dal governo fascista, principalmente per aver partecipato ad alcuni scioperi, e il suo caso fu oggetto di discussione alla Camera.[31][32]

Le foto e i filmati del viaggio del treno mostrano ali di folla inginocchiarsi al passaggio del treno, lanci di fiori da parte di donne e bambini, il saluto militare da parte di rappresentanze delle forze armate e di ex combattenti e la benedizione della salma da parte di autorità religiose locali.[33][34] Fiori furono lanciati dal treno nelle acque del Piave,[35] celebrando i caduti ma dimenticando i soldati fucilati dal generale Andrea Graziani dopo Caporetto.[36]

Come riportato dalla tabella ufficiale con l'orario delle principali fermate, la destinazione del viaggio fu la stazione di Portonaccio (oggi stazione di Roma Tiburtina) la sera del 1º novembre; la mattina dopo era previsto l'arrivo alla stazione di Roma Termini per le successive celebrazioni.[24]

Accoglienza al treno del Milite Ignoto
Principali stazioni Arrivo Partenza
Aquileia 29 ottobre 8:00
Udine 29 ottobre 10:00 29 ottobre 11:00
Treviso 29 ottobre 16:00 29 ottobre 17:30
Mestre 29 ottobre 18:30 29 ottobre 19:00
Venezia Santa Lucia 29 ottobre 19:30 30 ottobre 8:00
Padova 30 ottobre 9:40 30 ottobre 11:00
Rovigo 30 ottobre 13:30 30 ottobre 13:45
Ferrara 30 ottobre 15:30 30 ottobre 16:30
Bologna Centrale 30 ottobre 18:30 31 ottobre 6:24
Pracchia 31 ottobre 10:26 31 ottobre 10:51
Pistoia 31 ottobre 12:00 31 ottobre 12:45
Prato 31 ottobre 13:28 31 ottobre 13:33
Firenze Santa Maria Novella 31 ottobre 14:46 31 ottobre 19:10
Arezzo 31 ottobre 23:00 1º novembre 9:45
Chiusi 1º novembre 12:00 1º novembre 12:15
Orvieto 1º novembre 13:45 1º novembre 14:30
Orte 1º novembre 16:25 1º novembre 17:50
Portonaccio 1º novembre 20:25 2 novembre 8:43
Roma Termini 2 novembre 9:00

Alla basilica di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Celebrazione presso la basilica di Santa Maria degli Angeli

La mattina del 2 novembre, quando la bara del Milite Ignoto giunse alla stazione di Roma Termini, fu accolta dal re e dalla famiglia reale, da bandiere, stendardi e labari dell'Esercito, della Marina e della Guardia di Finanza, con generali, comandanti d'armata, capi di stato maggiore dell'Esercito e della Marina; erano invitati, insieme alle diverse cariche dello Stato, decorati di medaglia d'oro e rappresentanze di mutilati, di madri e vedove di caduti e di ex combattenti.[24]

La bara, posta su un affusto di cannone, fu trasportata alla basilica di Santa Maria degli Angeli affiancata da decorati della medaglia d'oro e seguita a piedi dal re Vittorio Emanuele III e dalle cariche dello Stato.[24] In piazza Esedra fu benedetta dal vescovo Angelo Bartolomasi e poi portata all'interno della basilica a spalla e posta su un catafalco per la cerimonia.[37]

La bara rimase nella chiesa fino al 4 novembre con un picchetto d'onore in quattro ufficiali, quattro sottufficiali, quattro caporali, quattro soldati, quattro mutilati e quattro ex combattenti. Durante il giorno la chiesa fu aperta al pubblico per rendere omaggio al caduto.[24]

All'Altare della Patria[modifica | modifica wikitesto]

Le madri e le vedove dei caduti della prima guerra mondiale seguono la bara del Milite Ignoto

Il 4 novembre, terzo anniversario della fine della guerra, alle 8:30 la bara fu caricata su un affusto di cannone. Il lungo corteo delle varie armi di Esercito, Marina, Guardia di Finanza e Guardia di Pubblica Sicurezza precedeva il carro, seguito a sua volta da dieci madri e da dieci vedove di caduti, da rappresentanti di cariche dello Stato e dell'Esercito e da rappresentanza di mutilati e di ex combattenti.[24]

All'Altare della Patria attendevano il corteo il re Vittorio Emanuele III con la famiglia reale e le più alte cariche dello Stato, insieme a rappresentanze di madri e di vedove di caduti, rappresentanze di grandi mutilati, rappresentanze di associazioni e di ex combattenti. Il corteo giunse alle 9:30 riempiendo la piazza;[24] la bara fu portata a spalla alla tomba e sepolta accompagnata dal saluto militare.

Medaglie commemorative[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia modellata e incisa da Lodovico Pogliaghi

Nel 1921 furono realizzate tre medaglie commemorative.

La prima medaglia, su disegno di Aurelio Mistruzzi, fu creata per volere di Udine, di Gorizia e di Aquileia. Fu realizzato un unico esemplare in oro che fu inserito su una croce d'argento (con gli stemmi dei tre comuni) posta nella bara del Milite Ignoto.[38] Ha un diametro di 60 millimetri.[39]

  • Dritto: La Gloria aleggiante a sinistra in atto di baciare sulla fronte il fante ignoto che, serrando nella destra il ferro infranto, riposa nella morte. All'esergo su tre linee: at pia gloria dedit / et oscvlvm / svpremvm.
  • Rovescio: Nel campo il gladio romano allacciato alla palma della vittoria. Ai lati su due righe: ignoto - militi / iv nov. - mcmxxi.

Una seconda medaglia, sempre su disegno di Mistruzzi, fu realizzata in formato ridotto con anello (32 millimetri) per ufficiali e soldati che accompagnarono la bara; copie con dimensioni maggiori (70 millimetri) furono destinate alle personalità dell'Esercito.[40]

  • Dritto: la vittoria alata sorregge il corpo di un caduto che stringe nella destra un gladio. Sul bordo apotheosis - iv nov. mcmxxi.
  • Rovescio: sul bordo comitato per le onoranze al soldato ignoto.

La terza medaglia, su disegno di Lodovico Pogliaghi, era di bronzo e aveva dimensione di 60 millimetri.[41] Ne esiste una versione ridotta da 28 millimetri in argento con anello e con rovescio diverso.[42]

  • Dritto: L'Italia turrita stante con una Vittoria è in atto di deporre un ramo d'alloro sulla salma del Milite Ignoto. Nel campo, ai lati: ignoto - militi. All'esergo, su due righe: iv novembre / mcmxxi. In piccolo a destra: pogliaghi mod. e inc.
  • Rovescio: L'Altare della Patria. Nell'esergo, su quattro righe: eletto da vna madre fra i mille / la madre roma l'accoglie / dall'ara dell'italica fede / vigila il fante ignoto. In piccolo sotto la linea dell'esergo: s. johnson.

Cartoline al Milite Ignoto[modifica | modifica wikitesto]

In occasioni delle celebrazioni del 1921 fu messa in commercio una cartolina divisa in due parti. Su una metà, che sarebbe rimasta all'acquirente, era riprodotto un disegno di Mario Barberis e sul retro erano presenti le istruzioni;[43] l'altra metà riportava la scritta ignoto militi e un fregio con le date mcmxv e mcmxv e sul retro aveva la scritta cartolina in franchigia e sette righe su cui era possibile scrivere.

«Comitato Esecutivo per le Onoranze al Soldato Ignoto. La presente cartolina, edita dal Comitato Esecutivo per le Onoranze al Soldato Ignoto, viene posta in vendita al prezzo di Lire Una, e l'utile netto sarà interamente devoluto agli orfani di guerra. L'acquisitore, separate le due parti della cartolina, può trattenerne una per sé, ed impostare l'altra: quella che porta su di un lato l'iscrizione Militi Ignoto, dopo avervi apposto a tergo la propria firma, accompagnata, se crede, da un suo pensiero. Tutte le cartoline, così impostate, giungeranno al Comitato Esecutivo, che ne curerà la raccolta e la conservazione. Nell'interno del Regno e Colonie tali cartoline godono della franchigia postale; quelle spedite dall'estero dovranno essere regolarmente affrancate.»

(Istruzioni sulla cartolina)

Furono spedite più di trentamila cartoline da tutta Italia, oggi conservate presso il Museo Centrale del Risorgimento.[44][45] Una parte del fondo è stata digitalizzata ed è disponibile online.[46] È stato avviato un progetto di ricerca per la digitalizzazione completa e per lo studio delle cartoline, che presentano contenuti tra loro molto diversi (testi patriottici; frasi di bambini guidati da maestri; semplici firme da parte di chi non sapeva scrivere; ricordi relativi ad amici o a parenti caduti; messaggi di ex combattenti a volte con accenni critici; nomi di ditte che parteciparono alla raccolta di fondi per gli orfani).[47]

«Se la vittoria fu della civiltà noi dovremmo essere i civili. Lo siamo? Non si esaltano i nostri grandi morti perseguitando i vivi. Pace! Mondini Attilio, mutilato di guerra - Moglia (Mantova

(Testo sulla cartolina con codice identificativo MCRR_H001024[48])

«Roberto DeGaetano fu Pasquale, fratello al sottotenente Giovanni DeGaetano, del 27° Reggimento Fanteria, morto nel combattimento di Oslavia del 24 Gennaio 1916. San Roberto 12 Novembre 1921 (Reggio Cal.

(Testo sulla cartolina con codice identificativo MCRR_F000260[49])

Altre celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 4 novembre si ebbero eventi solenni anche in altre città d'Italia e furono effettuate riprese delle manifestazioni a Bergamo, a Catania, a Genova, a Milano, a Napoli, a Palermo e a Torino.[50]

A Torino furono segnalate violenze da parte di fascisti per la mancate esposizione delle bandierine tricolori su alcuni tram cittadini.[51]

Contestazioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Disegno di Giuseppe Scalarini sull'«Avanti!» del 3 novembre 1921[52]

I socialisti non parteciparono alle celebrazioni. Nel riportare cronache degli eventi sottolineavano che «il popolo era stato tenuto lontano».[53]

«L'astensione non deve significare irriverenza od oblio per tutti coloro, che ignoti, furono travolti dalla guerra e le cui membra spezzate rimasero e rimangono tuttora disperse ed insepolte sui luoghi ove si svolsero le lotte fratricide; ma deve assurgere ad alta protesta contro tutte le autorità, le diplomazie, i partiti che nel commemorare il "soldato ignoto" sostengono la ignominiosa politica intesista fautrice di nuove guerre e contro tutti coloro che con tale manifestazione intendono fare una speculazione nazionalistica.»

(Comunicazione del Partito Socialista del 27 ottobre 1921[54])

«È in Roma la salma di un martire della più grande carneficina contemporanea. Oggi è senza nome! Ieri il nome serviva solamente ad essere meglio individuato dal duro sfruttamento del capitale. Delle Sue spoglie si servono oggi i responsabili della Sua morte per puntellare il loro dominio, la loro civiltà: piegano le loro bandiere e ostentano riconoscenza! Illusi! [...] L'Ignoto è dei vostri, proletari. Onoratelo nel silenzio, maledicendo alla guerra!»

(Manifesto del Partito Socialista, 3 novembre 1921[55])

Ancora nel 1923 Giacomo Matteotti, pochi mesi prima di essere rapito e ucciso da fascisti, invitò Filippo Turati a non partecipare alla manifestazione milanese per il 4 novembre, opponendo al "milite ignoto" eroe guerriero un "milite ignoto" vittima innocente della guerra e suggerendo di «riunire il ricordo del milite ignoto anche a quello di tutti i nostri morti ignobilmente assassinati in questi giorni».[56]

I giovani repubblicani durante il corteo ufficiale del 4 novembre lanciarono un manifesto di contestazione tra la folla.

«Possono con cuore sincero glorificare il Milite Ignoto i rappresentanti del militarismo italiano che sulla gloria popolare fanno la più sporca speculazione a beneficio della casta militare; possono glorificarlo i rappresentanti di quel nazionalismo che sogna ancora e armati e guerre e conquiste? No. [...] Perciò la gioventù repubblicana, dalle cui file, volontario, forse uscì l'ignoto che si glorifica e certo uscirono mille ignoti, non si unisce al chiasso che disturba l'austerità del rito.[57]»

Anche gli anarchici si astennero dalla manifestazione.

«Per volontà del governo, della casta militare l'ignoto milite che viene dal popolo non ha ricevuto l'omaggio dal popolo. Grandi ufficiali, nobiloni, arricchiti di guerra hanno imposto che la cerimonia per le onoranze si svolgesse nella loro intimità. [...] I partiti popolari non hanno partecipato a quest'ultimo dramma della guerra spaventosa, mentre fascisti, nazionalisti e altri simili si sono contesi chi forse proveniva dalle nostre file, l'anonimo sul quale han voluto tentare l'ultima speculazione, l'ultimo oltraggio.[58]»

Gli Arditi del Popolo lasciarono un omaggio alla tomba del Soldato Ignoto dopo la conclusione delle cerimonie ufficiali,[59] così come i legionari fiumani.[58]

Oggetto di discussione politica fu anche l'assenza del generale Cadorna. Invitato alle celebrazioni dal ministro Gasparotto, rifiutò perché non voleva apparire in secondo piano rispetto ai suoi subordinati di un tempo.[60]

«Scarto individuale - anche se grave per chi lo compiva - fu quello di un capo militare che, per meschine questioni di grado e di rango e con infelicissime rievocazioni polemiche, ricusò di partecipare alla cerimonia nazionale, quasi che questa partecipazione costituisse un suo privilegio, anziché un suo obbligo morale verso i soldati morti, a centinaia di migliaia, nella guerra da lui preparata e condotta. Né rileveremmo noi oggi questa sconvenienza - come non la rilevammo quando fu compiuta - se proprio da essa altri non avesse voluto trarre, proprio in questa circostanza, occasione e motivo per la riabilitazione e la esaltazione di quel capo, e, che è peggio, con poche parole ed accenni poco riguardosi per il popolo italiano.[61]»

Simbolo della propaganda fascista[modifica | modifica wikitesto]

Sfilata fascista al Vittoriano al termine della marcia su Roma

Nel 1922, un anno dopo la traslazione della salma, il Partito Fascista assunse il Milite Ignoto come proprio simbolo, sia tramite un corteo al termine della marcia su Roma sia durante le celebrazioni del 4 novembre con Mussolini appena nominato Presidente del Consiglio.[62]

«Il Presidente del Consiglio ha condotto oggi i ministri ed il popolo di Roma all'Altare della Patria. Erano al suo fianco il generale Diaz e l'ammiraglio Thaon di Revel, i due alti rappresentanti dell'Esercito e della Marina che nell'infausto biennio antinazionale erano stati messi in disparte mentre a rappresentanti della Nazione si accoglievano i varii Misiano. [...] La lotta, perdurata durante sette anni tra lo spirito nazionale e la congiura disfattista antinazionale, ha avuto oggi un sacro epilogo con un rito che celebrava sul Campidoglio la congiunzione spirituale tra i soldati che morirono per la Vittoria e la Nazione che vuole difendere la Vittoria.[63]»

Anche il nome della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, formata nel 1923, appare richiamarsi al Milite Ignoto.

«Pensando a tempi lontani, quando la nostra generazione sarà scomparsa, il Milite Ignoto sarà creduto Milite della Milizia attuale e la nascita della Milizia automaticamente retrodatata per lo meno al tempo della guerra.»

(Giacomo Devoto, 1935[64])

Nel 1924 il ministro Giovanni Gentile stabilì di aggiungere alla dotazione delle scuole elementari una raffigurazione simbolica del Milite Ignoto, che «contribuirebbe ad ispirare negli allievi vivo amore e profonda devozione alla Patria».[65]

Celebrazioni nel dopoguerra e violenze neofasciste[modifica | modifica wikitesto]

Anche dopo la Seconda guerra mondiale la tomba continuò ad essere luogo di celebrazioni ufficiali a ricordo dei caduti.[66][67][68]

Fu anche oggetto di scontro politico, a causa di provocazioni e violenze da parte di membri del Movimento Sociale Italiano. In particolare il 23 febbraio 1958, in occasione di una celebrazione della Resistenza all'Altare della Patria presso la tomba del Milite Ignoto, il deputato missino Giovanni De Totto al termine della cerimonia ufficiale fece il saluto romano (secondo alcune fonti anche gridando «Viva la Repubblica Sociale») provocando la reazione dei partigiani presenti; altri scontri seguirono tra il corteo di partigiani e un gruppo di missini.[69][70] Il giorno successivo alcuni missini con scope, insetticida e acqua saponata furono bloccati dalle forze dell'ordine sulle scalee del Vittoriano; dichiararono di voler ripulire il monumento dall'«oltraggio» per la celebrazione dei partigiani.[71]

Il 7 ottobre 1962, in occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario della fondazione del Partito Socialista Italiano, una delegazione portò una corona d'alloro alla tomba del Milite Ignoto; alcuni missini cercarono di rimuoverla, provocando la reazione dei presenti. Successivamente neofascisti fecero esplodere una bomba carta al passaggio del corteo socialista in prossimità della Basilica dei Santi Cosma e Damiano.[72][73]

Tomba del Milite Ignoto[modifica | modifica wikitesto]

La tomba fu realizzata ai piedi della dea Roma. La struttura è in marmo Botticino e presenta sul fronte al centro l'iscrizione ignoto militi ("Al soldato ignoto" in latino) e nella parte inferiore le date mcmxv e mcmxviii. Attorno è presente una decorazione di foglie di alloro. Sopra la tomba è posta una corona d'alloro in bronzo con l'iscrizione ai prodi caduti / nella grande guerra liberatrice / le donne d'italia / mcmxxi. La corona attuale appare diversa da quella immortalata nelle fotografie del 1921 e del 1922, che aveva una parte che scendeva al di sotto del piano di appoggio. Fu forse sostituita in occasione dei lavori del 1924, che interessarono la parte centrale del Vittoriano.

Di fronte alla tomba sono posti due bracieri in cui arde una fiamma perenne; alla base di ognuno dei bracieri è posta una targa che riporta l'iscrizione gli italiani all'estero / alla madre patria.[74]

Guardia d'onore[modifica | modifica wikitesto]

Guardia d'onore dell'Aeronautica militare

La tomba del Milite Ignoto è sempre piantonata da due militari (posizionati alle estremità della tomba) appartenenti alle diverse armi delle forze armate italiane che si alternano nel servizio. Originariamente era invece prevista una durata decennale per ogni arma: nei primi dieci anni il picchetto d'onore fu composto da Reali Carabinieri e il 24 maggio 1932 ci fu il passaggio di consegne alla fanteria.[75][76] Attualmente i militari prestano un servizio di guardia di un'ora con riposo di quattro ore;[77] poiché l'Altare della Patria è considerato zona militare, la guardia d'onore è armata e munita di munizioni.[78]

Dopo gli attentati di Roma del 12 dicembre 1969, che colpirono anche l'Altare della Patria,[79] il servizio di guardia fu temporaneamente esteso fino ai piedi della scalinata.[80]

Sacello[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizione in corrispondenza della tomba

All'inizio del 1924, al fine di completare alcuni lavori alla parte centrale dell'Altare della Patria, la bara del Milite Ignoto fu temporaneamente spostata in un locale del Vittoriano. Fu in quell'occasione che Primo Acciaresi suggerì di creare una cripta, usando lo spazio inutilizzato al di sotto del monumento equestre di Vittorio Emanuele II; in questo modo si avrebbe potuto avere un luogo contenuto più adatto al raccoglimento.[81]

Il 24 maggio 1935, in occasione delle celebrazioni per il ventennale dell'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale, il nuovo sacello fu inaugurato insieme al sacrario delle Bandiere. La lapide nel sacello, posta in corrispondenza della tomba esterna, riporta la motivazione della medaglia d'oro al valore militare conferita al Milite Ignoto, attorniata da sei spade (tre per lato) e con la data di inizio e di fine della Prima guerra mondiale per l'Italia.

«soldato ignoto
degno figlio di vna stirpe prode / e di vna millenaria civilta' resistette / inflessibile nelle trincee piv' contese / prodigo' il svo coraggio nelle piv' / crvente battaglie e cadde combattendo / senz'altro premio sperare che la / vittoria e la grandezza della patria / xxiv maggio mcmxv iv novembre mcmxviii
»

Parti della cripta e del sepolcro furono realizzate con materiali lapidei provenienti dalle montagne che furono teatro degli scontri della prima guerra mondiale: il pavimento in marmo è del Carso, mentre il piccolo altare è modellato da un unico blocco di pietra proveniente dal monte Grappa.[82]

Omaggio al Milite Ignoto[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella rende omaggio al Milite Ignoto in occasione della ricorrenza del 75º anniversario della Liberazione del 25 aprile 2020 durante la pandemia di COVID-19

Attualmente il Presidente della Repubblica rende omaggio al Milite Ignoto in tre diverse occasioni durante l'anno.

È anche prassi che i capi di Stato esteri in visita ufficiale in Italia rendano omaggio al Milite Ignoto.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Consegna della medaglia d'onore statunitense da parte del generale Allen[91]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria.»
— Decreto 1º dicembre 1921[92][93]

Onorificenze estere[modifica | modifica wikitesto]

Medal of Honor (Stati Uniti d'America) - nastrino per uniforme ordinaria Medal of Honor (Stati Uniti d'America)
— 21 ottobre 1921[91] - 1º dicembre 1922[94]
Croce della Libertà per Comando Militare di I Classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per Comando Militare di I Classe (Estonia)
— 25 gennaio 1922[95]
Medaglia Militare della Croce di Guerra di prima Classe (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Militare della Croce di Guerra di prima Classe (Portogallo)
— 1922[96]
Medaglia al Valore militare di prima Classe (San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al Valore militare di prima Classe (San Marino)
— 24 novembre 1923 (medaglia speciale con la dizione sul dritto ignoto militi - viii kal. dec. - a. mcmxxiii - ex s.c.)[97]
Croix de Guerre 1914-1918 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre 1914-1918 (Francia)
— 1935[98]
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)
— 1935[98]

Anniversari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia e del novantesimo anniversario della traslazione della salma da Aquileia a Roma, tra il 29 ottobre e il 2 novembre si svolse la rievocazione storica del viaggio in treno del Milite Ignoto.[99]

Celebrazioni del 2021[modifica | modifica wikitesto]

Una risoluzione della commissione Difesa della Camera, approvata il 31 marzo 2021, impegna il Governo «ad organizzare un viaggio della memoria con un treno d'epoca, nella composizione più possibile fedele, che compia un identico percorso con le stesse tappe e gli stessi tempi del treno che portò il Milite Ignoto a Roma».[100]

Il "Gruppo delle Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia", in collaborazione con l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha proposto il conferimento della cittadinanza onoraria da parte di tutti i Comuni italiani; il progetto "Milite Ignoto cittadino d'Italia" ha avuto il sostegno anche del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma.[101]

Il Friuli-Venezia Giulia ha approvato il 28 maggio 2021 una legge regionale per «la restituzione dell'onore ai soldati nati o caduti nel territorio dell’attuale Regione Friuli Venezia Giulia appartenenti alle Forze armate italiane che, nel corso della prima Guerra mondiale, vennero fucilati con sentenze emesse dai tribunali militari di guerra, ancorché straordinari» e per lo studio delle vicende dei soldati condannati alla pena capitale o caduti per esecuzioni sommarie e decimazione, inserendoli nell'albo dei Caduti; ha istituito inoltre per il 1° luglio la celebrazione annuale della Giornata regionale della restituzione dell'onore a ricordo della fucilazione di quattro alpini a Cercivento nel 1916.[102]

Con decreto 15 giugno 2021 del Ministero dell'economia e delle finanze è stata stabilita l'emissione di una moneta celebrativa da 5 euro in versione fior di conio con elementi colorati.[103]

Lo Stato maggiore della difesa-Ufficio Storico ha organizzato diverse iniziative per la «promozione di progetti per le scuole di ogni ordine e grado, volti alla diffusione e alla conoscenza delle vicende storiche legate alla figura del Milite ignoto».[104]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Immagine dal film Tu mi turbi

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Gloria. Apoteosi del Soldato Ignoto (1921) è un documentario realizzato della Federazione Cinematografica Italiana e dell'Unione Fototecnici Cinematografici con la ripresa degli avvenimenti legati alla traslazione del Milite Ignoto da Aquileia fino a Roma.[34][105] Il film fu proiettato sabato 19 novembre al cinema "Moderno" di Roma alla presenza del ministro Gasparotto.[106][107]
  • Ne Il grido dell'aquila (1923) di Mario Volpe, primo film di stampo propagandistico di epoca fascista, in una delle scene finali il fantasma del milite ignoto appare sull'Altare della Patria «rivendicando un risolutivo riscatto morale, una palingenesi capace di ricomporre il mosaico di identità regionali in una fervente epifania nazionalista».[108]
  • Apoteosi (1934) è un documentario di Luca Comerio che contiene anche una parte relativa al viaggio in treno della salma del Milite Ignoto.[109]
  • Tu mi turbi (1983) è un film di Roberto Benigni in cui l'ultimo episodio è incentrato su due soldati a guardia della tomba del Milite Ignoto.[110]
  • Il milite ignoto. La sua storia (2011) è un documentario di Leonardo Tiberi.[111]
  • Fango e gloria - La Grande Guerra (2014) è un film per la televisione diretto da Leonardo Tiberi, incentrato sulla figura del Milite Ignoto; fu realizzato in occasione delle commemorazioni per il centenario dall'entrata in guerra dell'Italia.[112]

Il film La prova generale (1968) fu bocciato dalla commissione censoria che vi ravvisò cinque ipotesi di reato: istigazione alla violenza; oltraggio alla Patria; oltraggio al Milite Ignoto (per una scena girata all'Altare della Patria); oltraggio alla religione; blasfemia.[113]

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

«Da quella Bara che riunisce er pianto / de tante madri, un fijo chiama: – Mamma! / E ogni madre risponne: – Fijo santo!

De tanti cori s'è formato un core: / ardeno tutti ne la stessa fiamma / strazziati dar medesimo dolore.»

(Trilussa)

Brani musicali[modifica | modifica wikitesto]

  • Soldato ignoto o Inno del Milite Ignoto (1921), brano celebrativo composto da E. A. Mario (pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta);[115] alcune critiche furono mosse per l'esecuzione del brano e de La canzone del Piave alla Sala Umberto I di Roma in abbinamento con l'esibizione di una chanteuse e di una ballerina di foxtrot nei giorni delle celebrazioni.[116]
  • La ballata del milite ignoto (1968), brano antimilitarista composto da Lino Patruno e da Walter Valdi, interpretato originariamente da I Gufi.[117][118]
  • Al milite ignoto (1975), brano antimilitarista di Claudio Lolli nell'album Canzoni di rabbia.[119]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b G. Targioni-Tozzetti, Su la tomba del Soldato al Pantheon, in Veritas, 1º dicembre 1920, p. 739. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  2. ^ Lioy, p. 384.
  3. ^ G. Rochat, Giulio Douhet, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 41, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1992. URL consultato il 4 luglio 2021.
  4. ^ E. Viganò, La nostra guerra, Firenze, Le Monnier, 1920, p. 373, SBN IT\ICCU\CUB\0663578.
  5. ^ G. Rochat, L'inchiesta su Caporetto e la lotta politica nel 1919 (PDF), in Il movimento di liberazione in Italia, n. 85, 1966, pp. 23-25. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato il 6 luglio 2021).
  6. ^ G. Douhet, Documenti a complemento della relazione d'inchiesta per Caporetto, Roma, 1919, SBN IT\ICCU\LO1\0495213. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  7. ^ Alla ricerca della verità (JPG), in Popolo d'Italia, 3 luglio 1919, p. 3. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato il 6 luglio 2021).
  8. ^ P. Soldini, Il generale Graziani, su Wikiradio Rai, 3 novembre 2020. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato l'8 novembre 2020).
  9. ^ N. 202 Disegno di legge, in Atti parlamentari. Camera dei Deputati. Legislatura XXVI. Sessione 1921. Documenti, pp. 1-2.
  10. ^ N. 202-A Relazione della commissione, in Atti parlamentari. Camera dei Deputati. Legislatura XXVI. Sessione 1921. Documenti, pp. 1-2.
  11. ^ 1a tornata di giovedì 4 agosto 1921 (PDF), in Atti parlamentari. Camera dei Deputati. Legislatura XXVI. 1ª Sessione. Discussioni, p. 1260. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  12. ^ 2a tornata di venerdì 5 agosto 1921 (PDF), in Atti parlamentari. Camera dei Deputati. Legislatura XXVI. 1ª Sessione. Discussioni, p. 1441. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  13. ^ N. 163 Disegno di legge, in Atti parlamentari. Senato del Regno. Legislatura XXVI. Sessione 1921. Documenti, p. 1.
  14. ^ N. 163-A Relazione dell'Ufficio Centrale, in Atti parlamentari. Senato del Regno. Legislatura XXVI. Sessione 1921. Documenti, p. 1.
  15. ^ Tornata del 10 agosto 1921, in Atti parlamentari. Senato del Regno. Legislatura XXVI. Sessione 1921. Discussioni, pp. 595-597.
  16. ^ Legge 11 agosto 1921 n. 1075, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 20 agosto 1921, p. 1014. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  17. ^ Regio decreto 28 ottobre 1921 n. 1462, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 29 ottobre 1921, p. 1306. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  18. ^ a b Decreto 23 ottobre 1922, n. 1354, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 26 ottobre 1922, p. 2743. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  19. ^ Nel primo anniversario della vittoria, in Il Messaggero, 5 novembre 1919, p. 2. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato il 6 luglio 2021).
  20. ^ L'esaltazione delle bandiere circonfonde di gloria nuova l'imagine augusta della Patria, in Il Messaggero, 5 novembre 1920, p. 1. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato il 6 luglio 2021).
  21. ^ Tognasso, p. 15.
  22. ^ La commissione per la scelta della salma del soldato ignoto (PDF), in Giornale di Udine, 28 settembre 1921, p. 3. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  23. ^ Tognasso.
  24. ^ a b c d e f g h i Ministero della guerra, Ufficio Onoranze Soldato Ignoto, Circolare n. 71 del 30 settembre 1921 (PDF), su Il Parlamento e la Prima Guerra Mondiale. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  25. ^ Volontari delle Giulie e di Dalmazia, Trieste, 1928, p. 114, SBN IT\ICCU\RAV\020394. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  26. ^ A.M. Isastia, Il Milite Ignoto diventa cittadino d'Italia (1921-2021) (PDF), su Ministero della Difesa, p. 19. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  27. ^ Il sarcofago della salma del Soldato Ignoto, in Giornale d'Italia, 27 ottobre 1921, p. 3. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  28. ^ P. Santoboni, Nelle "terre redente": la direzione dell'Ufficio Belle Arti e Monumenti (PDF), in Guido Cirilli. Architetto dell'Accademia, Padova, 2014, pp. 107 e 113, SBN IT\ICCU\PUV\1402745. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 16 maggio 2019).
  29. ^ Inferno, Canto IV, v. 81.
  30. ^ "Il viaggio dell'Eroe" per ricordare il Milite Ignoto, su ferrovie.it. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  31. ^ Il licenziamento del macchinista decorato al valore che condusse a Roma la salma del "Milite Ignoto", in La Voce Repubblicana, 11 luglio 1923, p. 2. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato il 6 luglio 2021).
  32. ^ Tornata di venerdì 13 luglio 1923 (PDF), in Atti parlamentari. Camera dei Deputati. Legislatura XXVI. 1a sessione. Discussioni, pp. 10580 e 10582-10583. URL consultato il 6 luglio 2021 (archiviato il 6 luglio 2021).
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  34. ^ a b Gloria.
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  36. ^ Franzina, a 19 min 40 s.
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  40. ^ 1921 - Agli ufficiali e soldati che accompagnarono la bara del «soldato ignoto», in Rivista italiana di numismatica e scienze affini, 1922, p. 395. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  41. ^ 1921 - Al milite ignoto in Roma, in Rivista italiana di numismatica e scienze affini, 1922, p. 394. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  42. ^ Lotto 2238 - Asta 81, su Inasta. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
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  58. ^ a b I legionari fiumani (PDF), in Umanità Nova, 6 novembre 1921, p. 4. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
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  60. ^ G. Rochat, L'esercito italiano da Vittorio Veneto a Mussolini, 1919-1925, Laterza, 2006, p. 323, SBN IT\ICCU\LO1\1049330.
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  62. ^ Franzina, da 12 min 20 s
  63. ^ Il sacro epilogo (JPG), in Popolo d'Italia, 5 novembre 1922, p. 1. URL consultato il 5 luglio 2021 (archiviato il 5 luglio 2021).
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  68. ^ Omaggio del Governo al Milite Ignoto, in Il Messaggero, 5 novembre 1946, p. 1. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  69. ^ La cerimonia all'Altare della Patria per la celebrazione della Resistenza, in Il Messaggero, 24 febbraio 1958, pp. 1-2. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  70. ^ Dimostrazione dei volontari della libertà in occasione di una celebrazione all'Altare della Patria a Piazza Venezia, su Archivio Luce. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  71. ^ Un partigiano aggredito da 2 giovani sconosciuti, in Il Messaggero, 25 febbraio 1958, p. 4. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  72. ^ Una bomba carta esplode durante la sfilata socialista, in Il Messaggero, 8 ottobre 1962, pp. 1-2. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  73. ^ Denunciati in stato di arresto i dieci missini già fermati, in Il Messaggero, 9 ottobre 1962, p. 4. URL consultato l'8 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  74. ^ Tomba del Milite Ignoto, su Vittoriano. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 7 febbraio 2021).
  75. ^ Baldini.
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  77. ^ Milite Ignoto: ridotta ad un'ora durata servizio di guardia, su Adnkronos, 14 agosto 1998. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
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  79. ^ Attentato dinamitardo al Milite Ignoto. Roma, 16.12.1969, su Biblioteca Universitaria di Bologna. URL consultato il 5 luglio 2021 (archiviato il 5 luglio 2021).
  80. ^ Altri tre attentati a Roma, in Il Messaggero, 13 dicembre 1969, p. 15.
  81. ^ P. Acciaresi, Per la tomba del Milite Ignoto, in Il Messaggero, 26 febbraio 1924, p. 3. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  82. ^ Sacello del Milite Ignoto, su Vittoriano. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato l'8 luglio 2021).
  83. ^ Deposizione di una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, nella ricorrenza del 75º anniversario della Liberazione, su Presidenza della Repubblica, 25 aprile 2020. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 10 aprile 2021).
  84. ^ a b Decreto Legislativo Luogotenenziale 22 aprile 1946, n. 185, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 24 aprile 1946, p. 871. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  85. ^ a b c Legge 27 maggio 1949, n. 260, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 31 maggio 1949, pp. 1415-1416. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 17 giugno 2020).
  86. ^ Mattarella all'Altare della Patria in occasione del 2 giugno, Festa Nazionale della Repubblica, su Presidenza della Repubblica, 2 giugno 2020. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
  87. ^ Decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 28 maggio 1947, n. 387, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 31 maggio 1947, p. 1644. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 30 ottobre 2020).
  88. ^ a b Legge 5 marzo 1977, n. 54, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 7 marzo 1977, p. 1666. URL consultato il 4 luglio 2021 (archiviato il 4 luglio 2021).
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