1 lira

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Umberto I - 1887 - Milano - Stemma
Umberto I - Colonia Eritrea - 1891
"Quadriga veloce", 1909

La moneta italiana da 1 lira è apparsa per la prima volta come moneta del Regno nel 1861: era d'argento al titolo di 900/1000, aveva un diametro di 23,1 mm e pesava 5 grammi. Dal 1863 e fino al 1917 il titolo diventa di 835/1000.

Dopo la prima guerra mondiale la moneta da 1 lira viene coniata in nickel al 1921 al 1938 con un diametro di 26,5 mm ed un peso di 8 g; dal 1939 è coniata in acmonital (acciaio monetale italiano) con lo stesso peso e diametro di 26,7 millimetri.

Dopo la caduta della monarchia sono state coniate monete da una lira in Italma (lega di alluminio e magnesio) da 21,6 mm e 1,25 g (1946-1950) e poi da 17,2 mm e 0,625 g (1951-1959). Monete da 1 lira sono state coniate a partire dal 1968 per le confezioni speciali per collezionisti che la zecca pone in vendita.

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Emanuele II[modifica | modifica wikitesto]

Al dritto riportava l'effigie di Vittorio Emanuele II volta a destra, intorno Vittorio Emanuele II ed in basso la data. Sotto il collo "Ferraris", il nome dell'autore Giuseppe Ferraris.

Per il rovescio ne esistono due tipi:

  • stemma sabaudo con corona e con il collare dell'Annunziata entro rami d'alloro. In basso l'indicazione del valore con a sinistra il segno di zecca e a destra la sigla BN (per Banca Nazionale) in incuso dentro un rettangolo; intorno "REGNO D'ITALIA". Coniata a Torino, Firenze e Napoli nel 1861-62. Coniata assieme alla seguente nel 1863 e 1867 a Torino e Milano.
  • valore su due righe. In alto "REGNO D'ITALIA", in basso rami d'alloro e segno di zecca. Coniata nel 1863 e 1867 a Torino e Milano. Accanto al segno di zecca la sigla "BN" in incuso dentro un rettangolo.

Da notare che dal 1863 al 1917 il titolo dell'argento è di 835/1000.

In tutte le coniazioni in argento da 1 lira (anche durante i regni di Umberto I e Vittorio Emanuele III), il contorno presentava in incuso la scritta FERT ripetuta tre volte alternata a nodi savoia e rosette.

I segni di zecca sono:

Napoli = N
Torino = T
Firenze = F
Milano = M

Umberto I[modifica | modifica wikitesto]

La moneta di Re Umberto I al diritto presentava la testa nuda del re volta a destra, intorno "UMBERTO I - RE D'ITALIA" ed in basso la data. Sotto al collo "Speranza", l'autore: Filippo Speranza. Al rovescio c'era lo stemma sabaudo coronato e con il collare dell'Annunziata e intorno rami di lauro e di quercia. Li valore era ai lati dello stemma. In basso il segno di zecca. Fu coniata a Roma dal 1883 al 1900 ed a Milano nel 1887.

Nel 1890, 1891 e 1897 furono coniate monete da una lira per l'Eritrea appena annessa, con scritta in amarico "1 Birr vale 10 lire" e in arabo "vale 10 Rial". La moneta valeva anche 2/10 di Tallero. Al diritto il busto coronato del Re con corona volto a destra in uniforme. Intorno UMBERTO I RE D'ITALIA a data. Sotto il busto SPERANZA, l'autore. Al rovescio il valore in italiano, arabo ed aramaico su tre righe sotto la stella italiana. Intorno COLONA ERITREA, in basso, rami di alloro e segno di zecca, Roma.

Vittorio Emanuele III[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia. Vittorio Emanuele III: Prova, 1921.
  Italia seduta; a sin. PROVA.
  Stemma coronato entro corona.

Con Vittorio Emanuele III tra il 1901 ed il 1917 furono emesse tra il 1901 ed il 1917 monete da una lira in argento, che rispondevano alle deliberazioni dell'Unione Monetaria Latina. Ci sono tre tipi:

dritto: testa nuda dx; intorno "VITTORIO EMANUELE III". Sotto il nome dell'autore Speranza
rovescio: aquila araldica coronata con scudo sabaudo sul petto. Intorno "REGNO D'ITALIA". Il valore in basso ai lati del segno di zecca (Roma)
dritto: testa nuda del re in uniforme dx; intorno "VITTORIO EMANUELE III . RE D'ITALIA". Sotto il nome dell'autore "D. CALANDRA M."
rovescio: quadriga verso sin, guidata dall'Italia stante trainata da cavalli che si impennano. In esergo il nome dell'incisore "L. Giorgi Inc." ed il segno di zecca (R).
dritto: testa nuda del re in uniforme dx; intorno "VITTORIO EMANUELE III . RE D'ITALIA". Sotto il nome dell'autore "D. CALANDRA M."
rovescio: quadriga verso sin, guidata dall'Italia stante trainata da cavalli che corrono. In esergo il nome degli autori "D. Calandra" e "A. Motti Inc." ed il segno di zecca (R).

Dopo la Prima guerra mondiale dal 1922 fu battuto in nichelio un buono da una lire 1 emesso per sopperire alle spese di guerra. Al dritto era raffigurata l'Italia seduta a sinistra con un ramo di lauro e vittoriosa. I nomi "G. Romagnoli" e "A. Monti Inc.". Al rovescio la "BVONO DA L. 1" con lo stemma coronato e "R" in corona di lauro. Con un diametro di 26,5 mm, pesava 8 g.

Vittorio Emanuele III: 1940.

Nel 1936 fu coniata in nichel un nuova moneta. Al dritto testa nuda del re a sin. ed intorno "VITTORIO EMANUELE III RE E IMP.". In basso il nome dell'autore "G. Romagnoli". Al rovescio era raffigurata un'aquila ad ali spiegate su fascio littorio e sotto uno stemma coronato. Ai lati dello stemma a sin. data, segno di zecca e "L.", a destra "1" ed era fascista. Con un diametro di 26,5 mm, pesava 8 g.

Dal 1939 la moneta fu coniata in lega di acmonital-nichelio (una lega poco ferromagnetica) a causa delle leggi autarchiche imposte dal governo fascista; successivamente vennero coniate in solo acmonital (un materiale decisamente ferromagnetico). Il diametro fu leggermente aumentato a 26,7 mm.

Repubblica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Arancia[modifica | modifica wikitesto]

Repubblica Italiana: 1949

Nel 1946 furono coniate delle monete a titolo di prova che, in attesa dei risultati del referendum, portavano la scritta Italia anziché Repubblica Italiana.

La nuova moneta da una lira recava al dritto l'Italia con una corona di spighe ed al rovescio un'arancia. Pesava 1,25 g, con un diametro di 21,6 mm ed era coniata in Italma.

Nel 1947 di tale moneta ne furono coniati solo 12.000 pezzi, per questo i pezzi di quell'anno sono tra i più rari in assoluto nella storia della moneta repubblicana.

La coniazione riprese velocemente nel 1948. Già in quegli anni le dimensioni per un moneta di così piccolo taglio sembravano esagerate, questo tipo (come le altre monete dell'epoca) venne coniato fino al 1950.

Cornucopia[modifica | modifica wikitesto]

Repubblica Italiana: 1951

Nel 1951 fu emessa una moneta da 1 lira con al dritto una bilancia, simbolo di giustizia ed al rovescio una cornucopia con l'indicazione del valore. Pesava 0,625 g, diametro 17,2 mm, metallo Italma.

Il 1954 fu l'anno che furono coniati più pezzi di questo tipo, circa 42.000.000 di pezzi.

In quegli anni l'inflazione crebbe molto, la moneta da una lira perse molto valore tanto che divenne comune dire riferendosi proprio a quella moneta La lira vale un corno. Nel 1959 a causa di tali motivi si decise di cessarne la fabbricazione.

La fabbricazione della moneta riprese solo nel 1968, ma i pezzi coniati provenivano solo dalle confezioni per il collezionismo. Cessò con l'avvento dell'euro nel 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Pagani, Monete italiane dall'invasione napoleonica ai giorni d'oggi (1796-1963).
  • Alfa Edizioni. Catalogo Alfa delle Monete italiane e Regioni - 33ª edizione 2008 Alfa Edizioni Torino
  • Eupremio Montenegro, Manuale del collezionista di monete italiane, 29ª ed., Torino, Edizioni Montenegro, 2008, ISBN 978-88-88894-03-4.
  • Fabio Gigante, Monete italiane dal '700 all'avvento dell'euro, 21ª ed., Varese, Gigante, 2013, ISBN 978-88-89805-35-0.

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