Acmonital

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Acmonital
moneta da 1 Lira (1940)
moneta da 1 Lira (1940)
Caratteristiche generali
Composizione ferro, cromo e nichel

L'acmonital (abbreviazione di ACciaio MONetario ITALiano[1]) è un tipo di acciaio inox composto essenzialmente da ferro, cromo e nichel, quest'ultimo presente in proporzioni variabili. Contiene inoltre piccole percentuali di molibdeno e vanadio.[1]

È stata una delle leghe usate in Italia per la coniazione delle monete a partire dal 1939[2][3], In particolare utilizzata per le monete del valore di 20 centesimi, 50 centesimi, 1 e 2 lire[4]. La Repubblica Italiana ha inoltre utilizzato l'acmonital per le monete da 50 e 100 lire e per la parte esterna delle monete da 500 lire bimetalliche, per poi abbandonarne l'uso nel 1998[5], pochi anni prima dell'introduzione dell'euro.

Del materiale esistono due diversi tipi:

  • l'acmonital ferromagnetico di composizione ferro 82% e cromo 18%, individuato dalla sigla AISI 430;
  • l'acmonital amagnetico di composizione ferro 72%, cromo 18% e nichel 10% con sigla AISI 304.

In entrambe le leghe è inoltre presente carbonio in percentuali minori. Le monete in acmonital del 1939 furono inizialmente coniate in AISI 304 amagnetico per poi venir fabbricate con AISI 430 ferromagnetico a partire dal 1940, nonostante fosse più duro e quindi difficile da lavorare, a causa del costo elevato del nichel.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Rassegna Enciclopedica Labor, p. 15.
  2. ^ Acmonital, Bolaffi.it.
  3. ^ Acmonital, Sapere.it, dizionario online.
  4. ^ (EN) Coins of steel alloy for Italy, The New York Times official website.
  5. ^ a b Il Nickel e le sue Leghe nella Monetazione (PDF), Sito ufficiale della Società Numismatica Italiana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Rassegna Enciclopedica Labor, 1935-1951, 1ª ed., Milano, Edizioni Labor, 1951.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]