Banco di Sicilia

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Banco di Sicilia S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo società per azioni
Fondazione 27 settembre 1849 a Palermo
Chiusura 2010
Sede principale Palermo
Persone chiave
Settore Banche
Sito web www.bancodisicilia.it

Il Banco di Sicilia era uno dei più antichi istituti di credito d'Italia. Nel 2010 è confluito in Unicredit.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il banco viene fondato nel 1849 con l'unificazione della Cassa di Corte di Palermo e della Cassa di Corte di Messina, separatesi dal Banco delle Due Sicilie in seguito ai moti rivoluzionari del 1848-1849, con la denominazione di Banco Regio dei Reali Domini al di là del Faro.

Assume la denominazione attuale nel 1860 in seguito all'unificazione dell'Italia[1][2].

Banco d'emissione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1867, nell'Italia ormai unificata, viene riconosciuto con legge quale istituto di emissione, funzione che manterrà fino alla riforma bancaria del 1926. Sono gli anni (1862-1893) in cui il Banco viene guidato da Emanuele Notarbartolo. Fra il 1873 e il 1893 il Banco fu membro del Consorzio obbligatorio tra gli istituti di emissione.

Nel 1870 il Banco viene autorizzato all'apertura di nuove filiali, sia in Sicilia (Catania, Agrigento, Trapani, Siracusa e Caltanissetta) sia nella penisola (Napoli, Firenze e Torino). Successivamente molte altre succursali vennero aperte facendolo divenire uno dei principali istituti creditizi nazionali.

Istituto di diritto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma bancaria del 1926, il Banco perde il diritto di emissione, ma ottiene lo statuto di "istituto di diritto pubblico".

Fra il 1927 ed il 1958 videro la luce le sezioni speciali di credito minerario, industriale, fondiario e delle opere pubbliche, che si univano a quella per il credito agrario (istituita nel 1883).

Il Banco di Sicilia è stato operante negli anni '70 - '80 anche in Europa con le filiali di Londra, Francoforte sul Meno, Copenaghen e Parigi, negli USA a New York e negli Emirati Arabi ad Abu Dhabi.

Società per azioni[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma del 1990 diventa una Società per azioni di proprietà dell'omonima fondazione bancaria. Gli anni novanta saranno segnati da un pesante processo di riorganizzazione e risanamento per liberare l'istituto dall'eccessiva incidenza delle sofferenze bancarie e dagli alti costi d'esercizio. Il Banco viene ricapitalizzato, con un significativo ingresso nel capitale sociale, dalla Regione Siciliana nel 1992 e nel 1997 acquisisce le attività e passività dell'altra banca della Regione, la Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele per le province siciliane, in liquidazione. Sempre nel 1997 entra nel capitale il Mediocredito Centrale, banca d'investimento allora di proprietà del Ministero del Tesoro.

La privatizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Con la privatizzazione, nel 1999, del Mediocredito, il Banco entra nell'orbita della Banca di Roma.

Nel 2002 il gruppo bancario viene riorganizzato: si fondono gli istituti preesistenti dando vita al gruppo Capitalia. Le attività bancarie vengono trasferite al Banco di Sicilia S.p.A., controllato al 100% da Capitalia S.p.A.

La fusione Capitalia-Unicredit, diventata operativa dal 1º ottobre 2007, ha portato a una nuova strategia. Il nuovo gruppo in Sicilia è stato così presente con il marchio Banco di Sicilia, nel quale sono confluiti tutti gli sportelli Unicredit Banca, Banca di Roma e Bipop Carire presenti nell'isola, per un totale di oltre 500 sportelli. A sua volta gli sportelli del Banco di Sicilia presenti al Nord sono stati rimarcati come UniCredit Banca, mentre quelli al Centro e al Sud come Unicredit Banca di Roma.

L'incorporazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º novembre 2010 il Banco di Sicilia, così come Unicredit Banca e Unicredit Banca di Roma, è stato incorporato nella capogruppo Unicredit, dando così luogo al progetto di Banca unica del gruppo. Il BdS perciò rimane esclusivamente come marchio per le agenzie Unicredit operanti in Sicilia.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Tra i direttori generali dell'istituto vi furono personaggi dell'economia, della finanza e della politica. Allora le cariche di direttore e presidente di sovrapponevano. Tra questi Emanuele Notarbartolo che resse la banca dal 1876 al 1890, che fu sostituito dall'onorevole Luigi Nervo. Poi il seguì il senatore Giulio Benso duca della Verdura[3]. Negli anni 20 del '900 direttore fu Ignazio Mormino, negli anni '30 Salvatore Badami. Nel 1968 Francesco Bignardi[4].

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel '900 tra i presidenti Giuseppe Dell'Oro, Carlo Bazan (1951-1964), Ciro de Martino, Giannino Parravicini (1979-1991), Gianfranco Imperatori, Salvatore Mancuso, Alfio Noto, Ivan Lo Bello.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Xirinda, sede del BdS a Trapani

La prima sede del Banco di Sicilia fu il Real Palazzo delle Finanze di Palermo (realizzato nel 1844 da Emmanuele Palazzotto), in cui l'architetto Francesco Paolo Palazzotto, primo ed unico architetto del Banco fino alla sua morte nel 1915, adeguò alcuni ambienti nella seconda parte del XIX secolo.

Rimarchevoli la sede di Trapani, pure di Francesco Paolo Palazzotto, con motivi neogotici del 1908, la sede di Siracusa di Salvatore Caronia Roberti (1925) e quella di Palermo sempre di Salvatore Caronia Roberti degli anni 1932-38, che sostituì il primo grandioso progetto di Francesco Paolo Palazzotto per un edificio da costruirsi ove ora è il Palazzo delle Poste, non realizzatosi per la morte improvvisa dell'architetto e per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. La sede di Caltanissetta si deve invece all'architetto Antonio Zanca (1920 circa).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/banco-di-sicilia_(Dizionario_di_Economia_e_Finanza)/
  2. ^ Napoleone Colajanni, Storia della banca italiana, Roma, Newton Compton, 1995
  3. ^ http://www.pleinairbds.it/pagina.asp?tm=cs&pr=Il%20Banco%20di%20Sicilia&tb=pagine
  4. ^ Repubblica

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]