Scudetto (sport)

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Lo scudetto sportivo più noto, quello italiano, con i tre colori della bandiera: verde, bianco e rosso.

In sport di squadra, lo scudetto è un distintivo dalla forma di scudo: viene portato sulla divisa da gioco dalla squadra che nella stagione precedente ha vinto il campionato nazionale. Per estensione, il termine indica la vittoria stessa del campionato.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Serie A[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori del Genoa nella stagione 1924-25, i primi in Italia a mostrare sulle maglie lo scudetto (all'epoca dall'originale forma a quattro lati).

L'invenzione dello scudetto viene fatta risalire al poeta Gabriele D'Annunzio il quale, in occasione di un'amichevole disputata da una selezione italiana militare, fece apporre tale distintivo sulle maglie per la prima volta.[1]

In seguito, venne deciso che la squadra prima classificata apponesse sulla maglia, nella stagione successiva, uno scudetto con i colori della bandiera italiana, rappresentativo dell'unità nazionale a livello calcistico. Nella stagione 1924-25 il Genoa fu quindi la prima squadra a cucire lo scudetto tricolore sulle proprie divise da gioco in quanto vincitrice del precedente campionato.[1] La forma era quella attuale, ma lo scudetto era sormontato dalla corona dei Savoia ed era identico alla bandiera d'Italia dell'epoca: aveva cioè nella zona bianca al centro lo stemma sabaudo, una croce bianca su sfondo rosso.

Gaetano Scirea posa con lo scudetto a tre lati in uso dal secondo dopoguerra, qui sulla maglia della Juventus (il club più titolato d'Italia) e abbinato alle stelle.

Ciò avvenne fino alla stagione 1926-27. A partire dalla successiva e sino al 1943, lo scudetto fu infatti sostituito in toto dallo stemma sabaudo affiancato al fascio littorio (simbolo del regime fascista nel frattempo salito al potere nel Paese); in questa fase storica, dalla stagione 1936-37 lo scudo tricolore venne "retrocesso" a simbolo della vittoria in Coppa Italia.

Alla ripresa dai campionati nazionali dopo la pausa bellica, con la stagione 1945-1946 lo scudetto tornò stabilmente a essere il simbolo dei campioni d'Italia, da adesso privo dello stemma sabaudo (anche in coincidenza col passaggio del Paese dalla monarchia alla repubblica).

Major League Soccer[modifica | modifica wikitesto]

Lo scudetto "italiano" è stato adottato anche dalla Major League Soccer. Chi si aggiudica il torneo, infatti, l'anno seguente può apporre sulle proprie maglie lo scudetto MLS: uno scudo con la bandiera statunitense dietro all'immagine del trofeo. Due anni dopo la vittoria lo scudetto viene sostituito da una stella, che simboleggia quindi la vittoria di un campionato avvenuta due anni prima: la stella può essere applicata con un anno di anticipo, se si sceglie di non apporre lo scudetto MLS.

Süper Lig[modifica | modifica wikitesto]

Anche nella Süper Lig turca la squadra campione ha la possibilità di avere uno scudetto sulle maglie dalla forma tondeggiante coi colori della bandiera nazionale.

Primeira Liga[modifica | modifica wikitesto]

Anche nella Primeira Liga portoghese la squadra campione ha la possibilità di avere uno scudetto sulle maglie, simile a quello italiano (ma con una punta meno marcata) raffigurante lo stemma del Portogallo.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Anche al vincitore del campionato italiano di Serie A di pallacanestro viene assegnato uno scudetto tricolore da apporre sulle divise della stagione successiva, fino a riassegnazione e una stella d'oro permanente dopo la decima vittoria. Attualmente le uniche società decorate con tale stella sono:

Come per il calcio vi è poi l'assegnazione di uno scudetto dilettanti per il vincitore della Legadue Gold e della Legadue Silver – che dal 2013-2014 sostituiscono la Legadue e la Divisione Nazionale A (precedentemente nota come Serie A Dilettanti).

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Può fregiarsi dello scudetto tricolore anche la squadra vincitrice del campionato italiano di hockey su ghiaccio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b COMUNICATO STAMPA N. 83 DEL 16 maggio 2014 (PDF), Lega Serie A, 16 maggio 2014. URL consultato il 6 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]