Festa del Tricolore

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Giornata nazionale della bandiera
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Bandiera d'Italia
Tipo di festa nazionale
Data 7 gennaio
Celebrata in Italia Italia
Oggetto della celebrazione Nascita della bandiera italiana a Reggio nell'Emilia nel 1797
Feste correlate Anniversario dell'Unità d'Italia, Anniversario della liberazione d'Italia, Festa della Repubblica Italiana e Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate
Data d'istituzione 1997
Altri nomi Festa del Tricolore

La Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata nazionale della bandiera, è una giornata celebrativa nazionale italiana, istituita per ricordare la nascita della bandiera nazionale. Si festeggia ogni anno il 7 gennaio, con le celebrazioni ufficiali che avvengono a Reggio nell'Emilia, città dove venne approvata per la prima volta l'adozione del Tricolore da parte di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della bandiera d'Italia.
Bandiera storica, attualmente desuetaBandiera della Repubblica Cispadana

La giornata venne istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996 con l'intenzione di celebrare il bicentenario della nascita a Reggio nell'Emilia della bandiera italiana, che avvenne ufficialmente, come già accennato, il 7 gennaio 1797 con l'adozione ufficiale del Tricolore da parte della Repubblica Cispadana, stato napoleonico nato l'anno precedente e dipendente dalla Prima Repubblica francese.

In precedenza, i colori nazionali italiani erano già comparsi sulle coccarde tricolori e su alcuni vessilli militari ma il 7 gennaio 1797, per la prima volta, il Tricolore venne adottato ufficialmente da uno Stato italiano sovrano. A suggerire l'adozione di una bandiera verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni, che per tale motivo è conosciuto come il "Padre del Tricolore"[1]. Nel verbale della riunione del 7 gennaio 1797 che fu convocata dal comitato fondatore della Repubblica Cispadana e che avvenne in un locale del municipio della città in seguito ribattezzato Sala del Tricolore, si può leggere:

« [...] Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato [...] »
« [...] Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. [...] »
« [...] Dietro ad altra mozione di Compagnoni dopo qualche discussione, si decreta che l'Era della Repubblica Cispadana incominci dal primo giorno di gennaio del corrente anno 1797, e che questo si chiami Anno I della Repubblica Cispadana da segnarsi in tutti gli atti pubblici, aggiungendo, se si vuole, l'anno dell'Era volgare. [...] »
La settecentesca Sala del Tricolore, poi diventata sala consiliare del comune di Reggio nell'Emilia, dove nacque la bandiera italiana
L'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rende gli onori al primo Tricolore durante la Festa del 7 gennaio 2004 a Reggio nell'Emilia

Nell'assemblea del 21 gennaio, che fu invece convocata a Modena, l'adozione del Tricolore fu confermata:

« [...] confermando le delibere di precedenti adunanze – decretò vessillo di Stato il Tricolore – per virtù d'uomini e di tempi – fatto simbolo dell'unità indissolubile della Nazione. [...] »

La bandiera della Repubblica Cispadana era a bande orizzontali con il rosso in alto, il bianco al centro e il verde in basso. Al centro era anche presente l'emblema della repubblica, mentre ai lati erano riportate le lettere "R" e "C", iniziali delle due parole che formano il nome della "Repubblica Cispadana"[1]. Le repubbliche Cispadana e Transpadana si fusero qualche mese dopo dando vita alla Repubblica Cisalpina, il cui Gran Consiglio, l'11 maggio 1798, adottò come bandiera un tricolore a bande verticali senza stemmi, emblemi o lettere[1]:

« [...] la Bandiera della Nazione Cisalpina è formata di tre bande parallele all'asta, verde, la successiva bianca, la terza rossa. L'Asta è similmente tricolorata a spirale, colla punta bianca [...] »

In seguito la bandiera verde, bianca e rossa è stata adottata da altri due Stati napoleonici, la Repubblica Italiana e il successivo Regno d'Italia. Terminata l'epoca napoleonica, il Tricolore si diffuse come uno simboli della lotta risorgimentale. Venne infatti adottato dalla Cittadella di Alessandria durante i moti del 1820-1821 e dalla Repubblica Romana nel 1849.

Nel 1860 il Tricolore italiano venne scelto come bandiera nazionale dal Regno delle Due Sicilie, mentre il 17 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, la bandiera verde, bianca e rossa diventò il vessillo nazionale dell'Italia unita, sebbene non ufficialmente riconosciuta da una legge specifica[2].

Il riconoscimento si ebbe invece il 12 giugno del 1946 grazie a un decreto legislativo del Presidente del Consiglio, dove si adottava ufficialmente il Tricolore come bandiera nazionale della neonata Repubblica Italiana. La decisione fu ratificata il 24 marzo 1947 dall'Assemblea Costituente che decretò, nel contempo, l'inserimento, nell'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana, del seguente testo:

« La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. »
(Articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana)

L'articolo, in questa forma, fu poi ratificato dal parlamento italiano.

Celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cambio della Guardia solenne del Reggimento Corazzieri al Palazzo del Quirinale a Roma in occasione della Festa del Tricolore del 7 gennaio 2016

Il 31 dicembre 1996, con la medesima legge che istituiva la Festa del Tricolore, venne costituito un Comitato nazionale di venti membri che aveva l'obiettivo di organizzare la prima commemorazione solenne della nascita della bandiera italiana[3]. Il Comitato era composto da personalità istituzionali, tra cui i presidenti delle camere, e da membri provenienti dalla società civile, particolarmente dall'ambito storico e culturale[3]. All'epoca fu anche proposto di non festeggiare la data, se non addirittura di modificare la bandiera stessa, ipotesi scarsamente accolte dai membri del Parlamento[4].

Per quanto riguarda il cerimoniale, nel giorno della Festa del Tricolore, presso il Palazzo del Quirinale a Roma, viene eseguito il cambio della Guardia d'onore in forma solenne con lo schieramento e la sfilata del Reggimento Corazzieri in uniforme di gala e della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo[5]. Questo rito solenne viene svolto solamente in altre due occasioni, durante le celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana (2 giugno) e della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate (4 novembre)[5].

A Reggio nell'Emilia, in piazza Prampolini, la Festa del Tricolore viene celebrata con la visita di una delle più alte cariche della Repubblica Italiana (il Presidente della Repubblica o il presidente di una delle camere), che assiste all'alzabandiera sulle note de Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro e che rende gli onori militari a una riproduzione della bandiera della Repubblica Cispadana[6]. Subito dopo un militare della Brigata paracadutisti "Folgore" che porta un Tricolore nelle mani plana in piazza Prampolini[6]. Alla celebrazione officiata dalle massime cariche dello Stato seguono poi varie iniziative culturali che coinvolgono anche le scuole di Reggio nell'Emilia[6].

Come in altre date solenni, nel giorno della Festa del Tricolore la bandiera italiana deve essere esposta in tutti gli uffici pubblici e istituzionali[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Vecchio, p.42.
  2. ^ Storia della bandiera italiana, radiomarconi.com. URL consultato il 14 gennaio 2016.
  3. ^ a b Legge 31 dicembre 1996, n. 671 - Celebrazione nazionale del bicentenario della prima bandiera nazionale, miolegale.it. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  4. ^ Il Tricolore compie duecentodieci anni, repubblica.it. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  5. ^ a b Al via al Quirinale le celebrazioni per il 2 giugno con il Cambio della Guardia d'onore, aostasera.it. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  6. ^ a b c 7 gennaio, ecco la festa del Tricolore, municipio.re.it. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  7. ^ Decreto del Presidente della Repubblica n°121 del 7 aprile, normattiva.it. URL consultato il 21 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]