Pallacanestro Varese

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Pallacanestro Varese S.p.A.
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Pallacanestro Varese logo 2014.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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Terza divisa
Colori sociali Bianco e Rosso.png Bianco e rosso
Dati societari
Città Varese
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A
Fondazione 1945
Denominazione Pallacanestro Varese
(1945-oggi)
Presidente Italia Marco Vittorelli
Proprietario Italia Varese nel cuore s.c. a r.l.
Italia Il Basket Siamo Noi
General manager Italia Claudio Coldebella
Allenatore Italia Attilio Caja
Impianto PALA2A
(5.107 posti)
Sito web www.pallacanestrovarese.it
Palmarès
10 scudettiCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaSupercoppaEurolegaEurolegaEurolegaEurolegaEurolega
Scudetti 10
Coppe Italia 4
Supercoppa italiana 1
Coppe Intercont. 3
Euroleghe 5
Coppe europee 2 Coppa delle Coppe
Altri titoli 1 Legadue
1 Serie A2
1 Serie B
Basketball current event.svg Stagione in corso

La Pallacanestro Varese è la principale squadra di pallacanestro della città di Varese, fondata il 1º agosto 1945. Milita in Serie A, il principale torneo professionistico per club in Italia. Per ragioni di sponsorizzazione, è nota come Openjobmetis Varese.

Per numero di vittorie conseguite a livello nazionale, con 10 scudetti, ed internazionale, con 5 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe e 3 Coppe Intercontinentali, è da considerarsi una delle compagini più prestigiose d'Italia e d'Europa.

Nel febbraio del 2016 la squadra denominata "Grande Ignis", vincente a livello nazionale e internazionale nel decennio degli anni 70 viene inserita dalla Federazione Italiana Pallacanestro nella Italia Basket Hall of Fame, prima formazione di club a farne parte.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Pallacanestro Varese.

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo gruppo di giocatori di palla al cesto di Varese fu fondato nel 1927. Erano atleti della Società Ginnastica Varesina, ma giocavano semplicemente con il nome di Varese sulle maglie. I colori sociali erano il bianco e il rosso.

Il 1º agosto 1945 fu fondata la prima vera e propria società di basket cittadina: la Pallacanestro Varese. A firmare l'atto costitutivo della nuova società furono Sergio Brusa Pasquè, Sergio Marelli ed Emilio Clerici; primo presidente fu Vincenzo Agusta; primo capitano fu Manlio Stabilini. La stagione di debutto è la 1945-46, con Enrico Garbosi in veste di allenatore/giocatore, e vede la Pallacanestro Varese vincere il campionato di Serie B, ottenendo la promozione in serie A per il 1946-1947.

Il primitivo roster era formato da Enrico Garbosi, Vittorio Tracuzzi, Antonio Zorzi, Mario Alesini, Giancarlo Gualco, Carlo Cerioni, Vinicio Nesti, Romano Forastieri. Nel 1948-49 Varese concluse al secondo posto il campionato, alle spalle della Virtus Bologna, mentre nella stagione 1949-1950 arrivò terza.

Nel 1954 la squadra legò per la prima volta il suo nome ad uno sponsor, la Storm.

La "Ignis Varese"[modifica | modifica wikitesto]

Ignis Varese nel 1973
L'Ignis vince il suo settimo scudetto (1974).

L'arrivo alla presidenza dell'industriale Giovanni Borghi, che nel 1956 decise di legare il nome della sua azienda di elettrodomestici Ignis con la squadra di pallacanestro della sua città d'adozione, coincise con il periodo d'oro della Pallacanestro Varese. I colori sociali divennero giallo-blu.

Nella stagione 1960-61 arrivò il primo scudetto, seguito poi da quelli del 1964 e del 1969.

Sempre negli anni 1960, la Ignis Varese vinse una Coppa Intercontinentale ed una Coppa Italia.

Nel 1965-66, Varese ri-vinse lo scudetto contro la Simmenthal Milano, tra le rivali storiche dei varesini, ma il titolo fu poi revocato per la vicenda Gennari, rimasta non ben chiarita.

Negli anni 1970 la formazione bosina conquistò 6 scudetti e raggiunse per 10 volte consecutive la finale di Coppa dei Campioni vincendone 5: la prima nel 1970, battendo a Sarajevo il Cska Mosca per 79-74, replicando poi a Tel Aviv, nel 1972, con la vittoria per 70-69 sulla Jugoplastika Spalato, nel 1973 a Liegi, ancora contro il Cska (71-66), ad Anversa (1975) superando il Real Madrid per 79-66, e nel 1976 a Ginevra, questa volta con il marchio Mobilgirgi sulle maglie, di nuovo contro il Real (81-74).

Tra gli allenatori protagonisti di questi anni, si ricordano Aza Nikolić, Nico Messina e Sandro Gamba. Tra i giocatori, Dino Meneghin, Aldo Ossola, Bob Morse, Marino Zanatta, Ottorino Flaborea, Ivan Bisson, Charlie Yelverton e Manuel Raga.

Anni 80/90[modifica | modifica wikitesto]

La Pallacanestro Varese vince la Coppa delle Coppe nel 1980.

Nel 1981 la famiglia Borghi esce di scena definitivamente e l'industriale Antonio Bulgheroni rileva la società. Negli anni 1980 la Pallacanestro Varese, pur vincendo qualche volta la regular season, non riesce a ripetersi nei playoff.

Nella stagione 1989-90 perde la finale dei playoff contro Pesaro. Nel 1992 la società retrocede in serie A2, ritornando al massimo campionato dopo due anni.

Varese Roosters[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 la Pallacanestro Varese decide di non portare nessun marchio di sponsorizzazione sulle maglie. La scelta è quella di creare un pool di aziende per supportare economicamente la società. La squadra assume il nome di Varese Roosters, da un termine inglese che significa "galletto da combattimento".

Varese si presenta al campionato 1998-99 con un organico giovane, di cui fanno parte giocatori come il playmaker Pozzecco, di cui balzano all'occhio i capelli tinti rosso-fuoco, condivisi anche da Cristiano Zanus Fortes; ad essi si affiancano Andrea Meneghin, figlio del grande Dino, il croato già campione di Eurolega Veljko Mršić, l'esperto Cecco Vescovi, "bandiera" della squadra, l'ala Alessandro De Pol, il giovanissimo centro Giacomo Galanda e il portoricano Daniel Santiago. In panchina siede il tecnico Carlo Recalcati.

Il 1998/99 si rivela una stagione estremamente positiva, culminata con il grande successo della "stella", ovvero il 10º scudetto vinto dalla società lombarda, festeggiato in estate anche dalla stella NBA Allen Iverson, che giunge a Varese per giocare dei match benefici 3 contro 3.

La stagione seguente ci fu un grosso cambiamento di organico (partirono Giacomo Galanda, Alessandro De Pol e Veljko Mršić, sostituiti da Denis Wucherer, Corey Allen, Glenn Sekunda, Eric Cardenas, Alessandro Davolio e Francesco Foiera). Il cambiamento non riuscì a tenere ai vertici la squadra, che anzi venne salvata dalla retrocessione solo con l'arrivo in panchina di Valerio Bianchini.

A fine stagione comunque arrivò la prima Supercoppa italiana nella storia di Varese e la partecipazione al McDonald's Open, nei quali i biancorossi sfiorarono la vittoria contro i campioni NBA dei San Antonio Spurs.

Era Castiglioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 la società passa alla famiglia Castiglioni, imprenditori varesini proprietari di varie aziende del territorio, tra le quali la casa motociclistica Cagiva. Sono anni caratterizzati da un basso profilo: la squadra ora lotta per non retrocedere, ora termina a metà classifica, ora si qualifica stentatamente ai playoff, ma esce quasi subito. Vari allenatori si alternano sulla panchina della squadra: in sequenza Federico Danna, Gianfranco Lombardi, Giancarlo Sacco, Edoardo Colombo, Gregor Beugnot, Edoardo Rusconi, Giulio Cadeo, Gianni Molina e Rubén Magnano, il più duraturo, che guida la squadra dal 2004 al 2007.

Nel 2005 la società festeggia i sessant'anni di vita.

Per la stagione 2007-08, concluso il rapporto con Magnano, in panchina arriva Veljko Mršić, assistito da Andrea Meneghin e Cecco Vescovi. Ma il 28 novembre 2007, dopo un pessimo inizio di stagione, con la squadra ridotta all'ultimo posto in classifica, in panchina viene chiamato Valerio Bianchini e Mrsić viene "retrocesso" ad assistente. Ciò non basta a raddrizzare la situazione: il 30 marzo 2008, la sconfitta casalinga nel derby contro Cantù per 76-83 sancisce la matematica retrocessione di Varese in LegaDue.

Il ritorno in Serie A1[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Legadue FIP 2008-2009 e Pallacanestro Varese 2008-2009.

Il 9 giugno 2008 viene presentato il nuovo tecnico Stefano Pillastrini. Obiettivo dichiarato della società è la risalita immediata in Serie A. Nella stagione, la squadra si posiziona ben presto in vetta alla classifica, ma, complice qualche sconfitta, arriva a giocarsi la promozione diretta solo all'ultima giornata contro la Prima Veroli il 26 aprile 2009. La compagine biancorossa tuttavia mantiene le promesse e, grazie alla vittoria su Veroli per 81-70, riconquista l'accesso alla Serie A, classificandosi davanti alla Vanoli Soresina a disputare i playoff.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie A maschile FIP 2009-2010 e Pallacanestro Varese 2009-2010.

Nella stagione successiva, sempre con Pillastrini in panchina, la Pallacanestro Varese trascorre tutta la stagione nella parte medio-bassa della classifica di serie A1, concludendo al 12º posto con 20 punti conquistati, e salvandosi alla 14ª giornata con una vittoria sulla Vanoli Cremona.

Creazione "Varese nel Cuore"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie A maschile FIP 2010-2011 e Pallacanestro Varese 2011-2012.

Nell'estate del 2010 la proprietà della squadra passa dalla famiglia Castiglioni al neocostituito consorzio "Varese nel Cuore"[2], che detiene il 100% delle quote azionarie della Pallacanestro Varese. Scopo del consorzio è creare un pool di privati ed aziende che possano sostenere la squadra versando una quota media 10.000 € l'anno per tre anni, in modo tale da aumentare il budget a disposizione della squadra. Presidente di Varese nel Cuore viene nominato Michele Lo Nero, che acquisisce pure la presidenza della società (poi ceduta a Francesco Vescovi).

Dal punto di vista tecnico, la novità principale è il ritorno in panchina di coach Carlo Recalcati. Il roster viene profondamente rinnovato, e la squadra riesce a terminare la regular season in 7ª posizione, qualificandosi ai play-off, dove sarà poi eliminata ai quarti di finale dalla Pallacanestro Cantù.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie A maschile FIP 2011-2012 e Pallacanestro Varese 2011-2012.

Carlo Recalcati viene confermato in panchina pure nella stagione successiva, che vede la squadra varesina terminare all'8º posto in regular season e venire successivamente eliminata ai playoff dalla Mens Sana Siena, capolista della stagione regolare.

2012: ritorno ai vertici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie A maschile FIP 2012-2013 e Pallacanestro Varese 2012-2013.

Per il campionato 2012-13, terminato il rapporto con coach Carlo Recalcati, in panchina arriva Francesco Vitucci. Rispetto all'anno precedente, la rosa viene drasticamente rinnovata: l'unico giocatore confermato è Janar Talts. Le scelte della dirigenza si rivelano vincenti: il precampionato termina senza sconfitte, mentre in campionato il girone di andata viene chiuso al primo posto con 26 punti, frutto di 13 vittorie e 2 sole sconfitte (alla 10ª giornata contro la Virtus Roma e alla 15ª contro la Reyer Venezia), con 2 punti di vantaggio sulla Dinamo Sassari.

Dopo 6 anni dall'ultima apparizione, inoltre, la squadra varesina si qualifica alle Final Eight di Coppa Italia, nelle quali batte l'Olimpia Milano per 92-74 ai quarti e la Virtus Roma per 81-71 in semifinale, venendo però sconfitta in finale dalla Mens Sana Siena per 74-77.

Il 28 aprile 2013 dopo la vittoria casalinga su Pesaro per 85-70 Varese vince matematicamente la regular season 2012-2013. Ai play-off, la squadra di Vitucci elimina ai quarti di finale la Reyer Venezia per 4-1, venendo eliminata per 4-3 in semifinale dalla Mens Sana Siena.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie A maschile FIP 2013-2014, Euroleague Basketball 2013-2014, Eurocup 2013-2014 e Pallacanestro Varese 2013-2014.

Concluso il rapporto con Vitucci, viene ingaggiato Fabrizio Frates come coach per la stagione 2013-2014. Oltre al campionato italiano, la squadra prende parte anche all'Eurocup, dopo essere stata eliminata al Qualifying Round di Eurolega. L'8 ottobre viene sconfitta dalla Mens Sana Siena nella finale di Supercoppa italiana. I varesini vengono eliminati anche dall'Eurocup al termine della Regular Season, conclusasi all'ultimo posto del girone C. Il 25 febbraio, il vice-allenatore Stefano Bizzozi prende il posto di Frates sulla panchina, portando la squadra al decimo posto in campionato.

Il 13 giugno 2014 viene ufficializzato il nuovo allenatore: Gianmarco Pozzecco.[3][4] Il 24 febbraio 2015 si dimette dall'incarico, venendo sostituito da Attilio Caja fino al termine della stagione[5].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Pallacanestro Varese


Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
Finale di Coppa Intercontinentale.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).

Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (3º titolo).
Finale di Coppa dei Campioni.
Finale di Coppa Italia.
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (2º titolo).
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (4º titolo).
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (3º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (3º titolo).
3ª in Coppa Italia.
Finale di Coppa dei Campioni.
Finale di Coppa Intercontinentale.
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (4º titolo).
Icona Euroleague.png Vince la Coppa dei Campioni (5º titolo).
Finale di Coppa Intercontinentale.
Finale di Coppa dei Campioni.
Finale di Coppa Intercontinentale.
Finale di Coppa dei Campioni.
Finale di Coppa dei Campioni.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (2º titolo).

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Korać.
Semifinali di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1991-1992 · 11ª in Serie A1, 3ª nel girone verde dei playout, Red Arrow Down.svg retrocessa in Serie A2.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1993-1994 · 1ª in Serie A2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finale di Coppa Italia.
Supercoppa di pallacanestro.svg Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).

Ottavi di finale di Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Finale di Coppa Italia.
Finale di Supercoppa italiana.
Turni preliminari di Eurolega.
Regular season di Eurocup.
Finale di FIBA Europe Cup.
Regular season di Basketball Champions League.

Roster 2017-2018[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 14 agosto 2017.

Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso
4 Serbia G Aleksa Avramović 1994 192 86
5 Antigua e BarbudaLibano C Norvel Pelle 1993 211 98
8 Italia AG Nicola Natali 1988 200 95
11 Stati UnitiNigeria AP Stan Okoye 1991 198 98
15 Italia P Matteo Tambone 1994 192 90
16 Stati Uniti C Tyler Cain 1988 204 107
21 Italia AP Giancarlo Ferrero 1988 198 97 Captain sports.svg
22 Stati Uniti P Cameron Wells 1988 186 94
24 Stati Uniti G Antabia Waller 1988 188 88
96 Stati UnitiUngheria AG Damian Hollis 1988 203 98

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Italia Attilio Caja
Assistenti: Italia Matteo Jemoli
Italia Raimondo Diamante
Italia Massimo Bulleri

Loghi storici[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Cestisti della Pallacanestro Varese

Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

La Hall of Fame della Pallacanestro Varese fu creata per il 60º anniversario della società bosina, nel 2005.

I tifosi scelsero 13 giocatori ed 1 allenatore in base al periodo storico.

Ai 13 giocatori nel 2007 si aggiunse Paolo Vittori che fu inserito dopo la sua elezione nella Italia Basket Hall of Fame.[7]

Nome Nazionalità Ruolo Immagine
Tonino Zorzi Italia Ala Antonio Zorzi.jpg
Tony Gennari Italia Stati Uniti Playmaker Tony Gennari Varese.jpg
Bob Morse Stati Uniti Ala Bob Morse.jpg
Dino Meneghin Italia Pivot Dino Meneghin giovane.jpg
Manuel Raga Messico Ala Manuel Raga.jpg
Charlie Yelverton Stati Uniti Guardia Charles Yelverton.jpg
Corny Thompson Stati Uniti Centro Corny Thompson.jpg
Meo Sacchetti Italia Ala Romeo Sacchetti.jpg
Cecco Vescovi Italia Ala Francesco Cecco Vescovi.jpg
Gianmarco Pozzecco Italia Playmaker Gianmarco Pozzecco.jpg
Aldo Ossola Italia Playmaker Aldo Ossola.jpg
Andrea Meneghin Italia Guardia Andrea Meneghin.jpg
Paolo Vittori Italia Ala Paolo Vittori.jpg
Aza Nikolić Jugoslavia Allenatore Aza Nikolic.jpg

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli allenatori biancorossi

Istituzione del Girone Unico

I presidenti biancorossi

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1960-61, 1963-64, 1968-69, 1969-70, 1970-71, 1972-73, 1973-74, 1976-77, 1977-78, 1998-99 Star*.svg
1969, 1970, 1971, 1973
1999
Serie B: 1945-46
Serie A2: 1993-94
Legadue: 2008-09

Competizioni europee[modifica | modifica wikitesto]

1969-70, 1971-72, 1972-73, 1974-75, 1975-76
1967, 1980

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1966, 1970, 1973
1999

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Cadetti: 1973, 2001
Allievi: 1977, 2001
Bam: 2000

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stella d'argento al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'argento al Merito Sportivo
— 1983[8].

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche generali

Campionato italiano

  • Stagioni in Serie A: 61
  • Partite disputate: 1668
  • Partite vinte: 1048
  • Partite perse: 620
  • Percentuale di vittorie: 59,17%

Coppe italiane

  • Partite disputate: 118
  • Partite vinte: 79
  • Partite perse: 39
  • Percentuale di vittorie: 66,90%

Coppe europee

  • Partite disputate: 330
  • Partite vinte: 209
  • Partite perse: 121
  • Percentuale di vittorie: 63,30%
Record

Positivi

  • Striscia vincente più lunga: 18 partite (1970/71)
  • Massimo punteggio realizzato: 126 (Ignis Varese-Snaidero Udine del 02/02/1975)
  • Minimo punteggio subito: 16 (Gallaratese-Pallacanestro Varese del 30/10/1949)
  • Massimo scarto attivo: +54 (Ignis Varese-Gamma Varese dell'11/03/1973)

Negativi

  • Striscia perdente più lunga: 7 partite (2007/08)
  • Minimo punteggio realizzato: 15 (Pallacanestro Pavia-Pallacanestro Varese del 19/12/1948)
  • Massimo punteggio subito: 134 (Teorematour Arese-Ranger Varese del 09/05/1991)
  • Massimo scarto passivo: -47 (Benetton Treviso-Roosters Varese del 18/03/1999)

Pubblico

  • Record di presenze: 5.979 spettatori (Cagiva Varese-Stefanel Milano del 28/01/1995)
  • Record di incasso: 128.557 (Roosters Varese-Benetton Treviso dell'11/05/1999)

Statistiche aggiornate alla stagione 2010/2011.

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Presenze
Stagioni
Punti
Punti in una partita
Top statistici dalla stagione 1975/76

Colori e simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla sua creazione i colori sociali furono il bianco e il rosso. Nel 1956, grazie allo sponsor Ignis, le divise cambiarono in giallo-blu fino al 1975. Con lo sponsor Mobilgirgi le divise diventano bianco-nere, per poi passare al bianco-blu durante la partnership con DiVarese, tornando infine al bianco-rosso verso gli anni 1990.

Nella finale di Coppa Italia del 1999 i Roosters Varese scesero in campo con le divise giallo-blu in ricordo della vecchia Ignis. Varese uscì sconfitta con un canestro nel finale di Abbio e da quel momento non furono più utilizzate perché considerate, soprattutto per bocca di Andrea Meneghin, porta sfortuna.

Impianti di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palasport Lino Oldrini e Palestra XXV Aprile.

Agli inizi della sua storia alla fine degli anni venti, la Pallacanestro Varese (all'epoca costola della Società Ginnastica Varesina) disputava i suoi incontri presso la sede sociale o (poiché allora ancora possibile) all'aperto. Nel 1929 il Comune approntò a Casbeno una palestra coperta, che venne dedicata vocazionalmente al gioco della "palla al cesto"; nello stesso anno l'edificio venne requisito dall'Opera Nazionale Balilla, che permise comunque lo svolgimento delle gare e degli allenamenti.

Nel maggio 1945, alla firma dello statuto che sancì la nascita ufficiale della Pallacanestro Varese come club autonomo, il sindaco in carica Enrico Bonfanti gli concesse il diritto d'utilizzo della suddetta palestra, la quale rimase sede delle gare interne del club fino al 1964, quando i limiti strutturali della stessa (scarsa capienza di pubblico in primis) ne resero necessaria la sostituzione.

Il 6 dicembre di quell'anno venne pertanto inaugurato a Masnago il nuovo palazzo dello sport, progettato dallo studio Brusa Pasqué e dedicato alla memoria di Lino Oldrini, sindaco della città dal 1956 e deceduto in carica proprio in quell'anno. A decorrere da tale data la Pallacanestro Varese disputa le proprie partite casalinghe in tale struttura, che nel corso dei decenni è stata più volte ampliata e ristrutturata.

Lista denominazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le denominazioni

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo gruppo di tifosi organizzati d'ispirazione ultrà al seguito della Pallacanestro Varese furono i Boys: formatisi nel 1974, essi furono al contempo il gruppo guida sia della "curva" cestistica che di quella del Varese Calcio.

Scioltisi i Boys, nel 2002 la guida del tifo radicale passò al collettivo Gioventù Biancorossa (abbreviato GBR)[9], che a differenza del precedente gruppo era vocazionalmente dedicato alla sola pallacanestro.

Scioltasi anche la GBR, dal 2012 il tifo organizzato è guidato dal gruppo Arditi[10].

Orientamento politico[modifica | modifica wikitesto]

La gazzarra antisemita dei tifosi varesini al palasport di Masnago, il 7 marzo 1979

La tifoseria organizzata varesina è compatta nella professione di ideologie politiche di estrema destra, con aperta simpatia neofascista[11]: nella simbologia e nella nomenclatura dei gruppi rientrano vari elementi mutuati dalla tradizione di tale area politica.

Tale caratteristica balzò agli onori della cronaca il 7 marzo 1979 in occasione della partita Emerson Varese-Maccabi Tel Aviv, valida per la Coppa dei Campioni. Per tutta la durata dell'incontro la curva nord (sede abituale dei collettivi organizzati) inscenò una gazzarra di carattere antisemita: i tifosi lanciarono in campo galline spennate verniciate coi colori della bandiera di Israele e brandendo croci di legno e finti teschi intonarono cori inneggianti ad Adolf Hitler e ai campi di sterminio (ripresi anche sugli striscioni). Tale esibizione (probabilmente ispirata mutatis mutandis ai tifosi varesini dall'abitudine dei tifosi della Juventus di evocare la tragedia di Superga come sfottò nei confronti di quelli del Torino) venne ripresa dalla stampa internazionale, causando anche un irrigidimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Israele. Le indagini portarono all'incriminazione di undici persone indicate come mandanti della gazzarra (aderenti o simpatizzanti del Fronte della Gioventù), le quali vennero poi rinviate a giudizio con l'accusa di apologia di genocidio. Il processo si protrasse dal 1980 al 1985: al termine dei tre gradi di giudizio, quattro imputati (all'epoca minorenni) vennero dichiarati non punibili e affidati brevemente a un riformatorio; gli altri sette vennero invece condannati a pene di reclusione variabili da un anno e quattro mesi a tre anni e quattro mesi, oltre che a risarcire i soggetti costituitisi parti offese (quali l'Unione delle comunità israelitiche in Italia) con una somma totale di 13 860 000 lire. Tale somma venne poi impiegata per finanziare un viaggio al lager di Dachau a trentaquattro studenti di scuole della città di Milano[12]. La tifoseria organizzata varesina tuttavia negò un proprio coinvolgimento diretto in tale episodio, addebitandolo integralmente a soggetti esterni all'ambito sportivo[13].

Amicizie e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Il tifo cestistico organizzato varesino coltiva buoni rapporti coi collettivi al seguito di Udine, B.C. Ferrara e Juvecaserta. Date le comune origini e la concittadinanza, solidi sono anche i legami con la tifoseria del Varese Calcio.

Tra le rivalità, particolarmente accesa e sentita è quella contro la Pall. Cantù[14]: il rischio d'ordine pubblico in occasione delle partite contro la selezione comasca è tale da causare sovente l'irrogazione di provvedimenti restrittivi a carico delle rispettive tifoserie, che in diversi casi sono finanche arrivate allo scontro fisico diretto[15].

Altri rapporti di rivalità vigono nei confronti di Virtus Bologna, Fortitudo Bologna , V.L. Pesaro, Pall. Biella, Virtus Roma e Mens Sana Siena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Grande Ignis e Ivan Bisson inseriti nella “Hall of Fame” italiana, varesenews.it. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  2. ^ Sito ufficiale "Varese nel Cuore", consultato il 28 aprile 2013
  3. ^ Basket. Pozzecco si riprende Varese: "È stata la scelta del cuore", su gazzetta.it, Gazzetta dello Sport, 14 giugno 2014. URL consultato il 21 giugno 2014.
  4. ^ Gianmarco Pozzecco è il nuovo allenatore della Pallacanestro Cimberio Varese, su pallacanestrovarese.it, Pallacanestro Varese, 13 giugno 2014. URL consultato il 21 giugno 2014.
  5. ^ Gianmarco Pozzecco lascia il ruolo di capo allenatore, pallacanestrovarese.it.
  6. ^ L'elefantino è l'emblema delle aziende della famiglia Castiglioni, allora proprietaria della squadra.
  7. ^ Hall of Fame Pallacanestrovarese.it
  8. ^ Onoreficenze società, su coni.it. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  9. ^ varesenews.it, La Gioventù Biancorossa si congeda, www3.varesenews.it. URL consultato il 26 agosto 2014.
  10. ^ varesesport.com, Benvenuti Arditi, varesesport.com. URL consultato il 26 agosto 2014.
  11. ^ Occhi puntati sul capo ultrà del Varese. A Sassari sfidò i tifosi della Torres - sassarinotizie.com, 21 ott 2013
  12. ^ Gianni Spartà, Questa è la storia..., Varese, Nicolini editore, 1991, pp. 157-162
  13. ^ «La gazzarra col Maccabi, che tristezza. Ma noi in curva siamo diventati uomini» - La Provincia di Varese, 20 set 2015
  14. ^ Cantù, coach Recalcati: 'Con Varese grande rivalità e tanta storia' - tuttobasket.net, 1 apr 2017
  15. ^ Varese-Cantù, tre denunciati dopo gli scontri - [[Corriere di Como], 13 gen 2013

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