Palestra XXV Aprile

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palestra XXV Aprile
Palestra della Gioventù del Littorio
Palestra O.N.B.
Palestra comunale
Palestra dei pompieri
Casa dello sport
Palestra XXV Aprile Varese (esterno-anni 1930).JPG
Esterno della palestra negli anni 1930
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Varese, viale XXV Aprile 28
Inizio lavori 1928
Inaugurazione 1929
Struttura palazzo dello sport a pianta rettangolare
Copertura totale, impianto indoor
Pista d'atletica no
Mat. del terreno materiale plastico
Proprietario Comune di Varese
Progetto Edoardo Flumiani
Uso e beneficiari
Pallacanestro Varese (1945-1964)
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°49′10.33″N 8°49′01.77″E / 45.819537°N 8.817157°E45.819537; 8.817157

La palestra XXV Aprile è un'arena coperta ubicata nella città italiana di Varese. Costruita nei tardi anni 1920, ha avuto nel corso della sua esistenza varie destinazioni d'utilizzo e vari usufruttari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca fascista la città di Varese fu interessata da una vasta opera di rifacimento e miglioramento degli impianti sportivi ad uso pubblico. Nel quadro di tale operazione, nel 1928 l'amministrazione comunale commissionò all'ingegner Edoardo Flumiani il progetto di una monumentale palestra coperta polifunzionale, da edificarsi su viale delle Vittorie, presso il polo scolastico del rione di Casbeno[1].

Inaugurata nel 1929, la Palestra della Gioventù del Littorio venne data in gestione alla Società Ginnastica Varesina, ma già nel 1931 venne requisita dalla sezione cittadina dell'Opera nazionale balilla, che progettò (senza darvi seguito) di trasferirvi i suoi uffici e se ne avocò l'uso quasi esclusivo per tenervi assemblee, cerimonie e manifestazioni varie[1].

Fin dai primi anni l'attività prevalente che si svolse nella palestra consistette in partite di pallacanestro (o palla al cesto, come veniva denominata originariamente). Nel 1945 viale delle Vittorie mutò odonimo in viale XXV Aprile: il cambiamento si riverberò anche sulla denominazione della palestra, i cui spazi vennero in tale periodo riorganizzati. Il grande campo del primo piano divenne stabilmente sede delle gare interne della neonata Pallacanestro Varese, mentre al pianterreno vennero collocati alcuni uffici del comune di Varese e la caserma dei vigili del fuoco (poi trasferita in via Stefano Legnani)[2].

Il maggior club cestistico varesino giocò alla palestra comunale fino ai primi anni 1960, conquistandovi i primi due scudetti della propria storia. Tali fortune fecero crescere il seguito attorno alla squadra: sempre più pubblico chiedeva di poter assistere alle gare interne, ma la palestra disponeva unicamente di piccole tribune posticce (costruite in tubi metallici e legno) e di strette balconate, potendo dunque accogliere al massimo poche centinaia di persone.

In virtù di ciò nel 1964 la Pallacanestro Varese si trasferì al neo-costruito palasport Lino Oldrini di Masnago: l'anno dopo la palestra XXV Aprile venne dunque destinata ad uso delle vicine scuole medie e superiori (affinché vi svolgessero le attività di educazione fisica), di alcune società sportive dilettantistiche e in generale della cittadinanza varesina.

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto non ha mai avuto una denominazione ufficiale: comunemente noto come Palestra comunale, col passare dei decenni è stato altresì denominato con vari appellativi, quali Palestra della Gioventù del Littorio, Palestra dell'Opera nazionale balilla in epoca fascista, Palestra dei pompieri, Palestra XXV Aprile e Casa dello sport nel secondo dopoguerra[3].

Dati strutturali[modifica | modifica wikitesto]

Interno della palestra negli anni 1930.
Esterno: la facciata di viale XXV Aprile (2017).

L'architettura della palestra è conforme ai canoni dell'edilizia monumentale d'epoca fascista, pur se con un certo eclettismo: ad un'impostazione complessivamente razionalista unisce infatti elementi decorativi d'impronta neoclassica. L'edificio è costruito in pietra intonacata; la pianta è rettangolare e simmetrica, sviluppandosi su 4 piani distribuiti su due livelli del terreno. La copertura, dalla sezione semicircolare, è retta internamente da capriate in calcestruzzo armato (con struttura portante a vista) e rivestita esternamente da pannelli in fibrocemento.

Il piano inferiore, rispondente su viale XXV Aprile, è protetto da un porticato a colonne, su cui superiormente è posta una balconata. Il corpo centrale del primo piano è scandito da otto colonne (quattro per facciata) entro le quali si aprono grandi vetrate ad arco; le due strutture laterali sono invece rette da sei semicolonne (tre per facciata) entro le quali si aprono ulteriori finestre rettangolari.

Due iscrizioni in latino segnano le facciate principali: sul lato di via Guido Morselli appare la scritta

(LA)

« JUVENTAE LUDIS URBIS DECORI »

(IT)

« I giochi della gioventù [sono] ornamento della città »

Su viale XXV Aprile invece

(LA)

« HIC SALUS HIC VIRTUS HIC ROBUR »

(IT)

« Qui [è] la salute, la virtù, la forza »

Internamente la palestra dispone di un campo centrale, una palestrina accessoria al secondo piano, tre spogliatoi indipendenti e alcuni locali di servizio adibiti a ufficio e magazzino: l'entrata è da via Guido Morselli, all'altezza del livello di terreno superiore. Il pianterreno, accessibile da viale XXV Aprile, ospita invece locali ad uso del comune di Varese.

La palestra XXV Aprile nei media[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 la marca d'abbigliamento sportivo Adidas girò nella palestra una pubblicità televisiva con protagonista il celebre giocatore di basket Kobe Bryant[1][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]