Giovanni Borghi

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Giovanni Borghi

Giovanni Borghi (Milano, 14 settembre 1910Comerio, 25 settembre 1975) è stato un imprenditore italiano, fondatore della Ignis e titolare della Emerson, familiarmente detto da tutti "cumenda", in lombardo "commendatore", è stato una delle figure di maggiore spicco nel panorama industriale della provincia di Varese. Ha avuto due figli: Guido ed Emidia.

I successi del "cumenda"[modifica | modifica wikitesto]

Fu titolare di una rinomata azienda produttrice di elettrodomestici, in particolare frigoriferi, la Ignis (che gli ha dato grandissima fama) e della Emerson, nota azienda toscana produttrice di tv color e videoregistratori presente sul mercato fino agli anni '80. Il figlio Guido ha continuato l'attività paterna, con un'azienda di frigoriferi nel medio Varesotto, anche dopo che la famiglia aveva venduto la Ignis al colosso olandese Philips.

Giovanni Borghi allo Stadio Franco Ossola di Varese

Borghi e Ignis nello sport[modifica | modifica wikitesto]

Borghi ha investito moltissimo (sia tempo che denaro) anche nello sport.

È stato proprietario della Pallacanestro Varese nel periodo di maggiore splendore della squadra; nel contempo la sua presidenza ha segnato anche i più grandi successi calcistici della squadra del Varese Football Club, che non a caso, proprio a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, ha calcato per anni il palcoscenico della Serie A.

Tra gli altri sport ai quali Borghi ha dato il suo prezioso contributo, anche il ciclismo (tra i ciclisti degni di nota della squadra del commendatore, Ercole Baldini e Miguel Poblet), il pugilato (tra i suoi "pupilli" i celebri Campioni del Mondo Sandro Mazzinghi e Duilio Loi) e, non da ultimo, il canottaggio fondando la storica Canottieri Ignis e portando Stefano Martinoli sul palcoscenico Olimpico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1966[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V. Notarnicola - Giovanni Borghi - Milano, Longanesi, 1966.
  • G. Spartà - Mister Ignis: Giovanni Borghi nell'Italia del miracolo - Segrate, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51406-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

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