Playmaker

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Tony Parker 4 titoli vinti con i San Antonio Spurs.

Il playmaker, abbreviato talvolta in play, negli schemi indicato con il numero 1, è uno dei ruoli standard della pallacanestro.

Normalmente si tratta del giocatore con il miglior trattamento di palla. Essenzialmente, il playmaker ha il compito di guidare la fase offensiva della squadra, portando avanti il pallone e controllandolo, assicurandosi di far partire l'attacco e lo schema al momento giusto. In genere infatti è colui che è in possesso della palla per la maggior parte del tempo.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le caratteristiche principali occorrenti a questo tipo di giocatore sono varie. Oltre ad avere un ottimo palleggio, per muoversi agilmente tra la difesa avversaria, molto importanti sono il passaggio e la velocità: più il playmaker è veloce, maggiori saranno le possibilità di trovare spazio per il passaggio e di conseguenza di far giocare la squadra. Deve inoltre avere una buona capacità di comando e un'ottima visione di gioco; in passato, infatti, molti playmaker fungevano anche da allenatori. Infine, caratteristiche apprezzabili in questo ruolo sono un buon tiro dalla lunga distanza e la capacità di penetrare la difesa avversaria e giungere al tiro da sotto canestro o dalle immediate vicinanze. Un playmaker bravo a penetrare può costringere la difesa a scattare verso di lui per impedirgli un facile layup aprendo spazio per il tiro da tre. I playmaker sono spesso valutati più con gli assist che con i punti segnati; vengono prese molto in considerazione anche le palle perse e quelle recuperate. L'altezza in questo ruolo è secondaria. Ci sono sia ottimi giocatori piccoli come Chris Paul sia potenti playmaker di 2.06 m come nel caso di Magic Johnson.

Stile di gioco[modifica | modifica wikitesto]

I playmaker giocano in genere oltre la linea dei tre punti, sono loro che di norma portano la palla nella metà campo avversaria ed iniziano l'azione chiamando schemi con le dita della mano, in una serie di gesti precedentemente concordati con i compagni di squadra. Il loro compito è quello di creare situazioni favorevoli per andare a canestro sia personalmente, sia cercando di trovare il compagno smarcato per concludere l'azione. In difesa il loro compito è di mettere pressione al playmaker avversario cercando di recuperare palloni per creare contropiedi. Negli ultimi anni vari sono stati i cambiamenti di gioco in questa posizione. Alcuni come Chauncey Billups hanno iniziato a utilizzare il post, tecnica utilizzata prevalentemente dai lunghi e altri come Stephen Curry si sono specializzati nel fare punti più che nel passare. Ultimamente si osservano anche playmaker esplosivi e atletici, come nel caso di Derrick Rose, Russell Westbrook o Kyrie Irving, orientati più verso il punteggio che sugli assist.

Ci sono vari modi di interpretare il ruolo, quello classico: ottimo possesso di palla, grande visione di gioco e precisione nei passaggi, capace di realizzare sfruttando penetrazioni e tiro da fuori; il play realizzatore: giocatore che è tra i principali terminali offensivi della squadra e che crea gioco più con iniziative personali che con la regia, un esempio è quello di Stephen Curry; il playmaker tuttofare, di cui Magic Johnson è stato il precursore, giocatore che sovrasta i pariruolo fisicamente, che alle qualità del playmaker aggiunge anche un buon contributo a rimbalzo ed è in genere un ottimo difensore che può marcare avversari di vari ruoli.

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