Steve Nash

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Steve Nash
Steve Nash Lakers smiling 2013.jpg
Nash con la maglia dei Los Angeles Lakers
Nome Steven John Nash
Nazionalità Canada Canada
Regno Unito Regno Unito
Altezza 191 cm
Peso 81 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Playmaker
Ritirato 2015
Carriera
Giovanili
1992-1996 S. Clara Broncos
Squadre di club
1996-1998 Phoenix Suns 141 (904)
1998-2004 Dallas Mavericks 408 (5937)
2004-2012 Phoenix Suns 603 (9808)
2012-2015 L.A. Lakers 65 (738)
Nazionale
1993-2003 Canada Canada 35
Palmarès
Transparent.png Campionati Americani
Argento Porto Rico 1999
Bronzo Argentina 2001
FISU International University Sport Federation.svg Universiadi
Argento Buffalo 1993
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Steven John Nash, detto Steve (Johannesburg, 7 febbraio 1974), è un ex cestista canadese con cittadinanza britannica[1], che ha militato nella NBA.

Ha ricevuto il NBA Most Valuable Player Award (MVP) per la stagione 2004-05, il primo bianco a ricevere tale riconoscimento dai tempi di Larry Bird (1986), e il primo non-statunitense dopo Hakeem Olajuwon (1994). Tenendo però conto che Olajuwon fu naturalizzato dagli Stati Uniti, Nash può essere considerato il primo giocatore di fatto "non statunitense" a ricevere il premio. Nella stagione successiva, 2005-06, Nash si è riconfermato ricevendo per il secondo anno consecutivo il premio MVP, impresa riuscita, finora, solamente ad altri 9 giocatori.

Il 21 marzo 2015 comunica il ritiro ufficiale[2].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Alto 191 cm, è dotato di ottimo tiro sia da due che da tre punti, intelligente passatore e penetratore con un grande controllo di palla. Inoltre è tra i migliori tiratori di liberi nella storia dell'NBA, con percentuali superiori al 90%.[3]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nash è nato a Johannesburg, in Sud Africa, da madre gallese e padre inglese, il 7 febbraio 1974. La sua famiglia si trasferì a Regina, Saskatchewan, quando aveva 18 mesi, prima di stabilirsi a Victoria, British Columbia. Ha giocato a hockey su ghiaccio e calcio e non ha cominciato a giocare a basket fino all'età di 12 o 13 anni. In terza media, tuttavia, ha detto a sua madre che un giorno avrebbe giocato nella NBA e sarebbe diventato una star[senza fonte]. Il fratello minore è l'ex calciatore Martin Nash.

Phoenix Suns[modifica | modifica wikitesto]

Nash con la maglia dei Suns

Dopo aver conseguito la laurea in sociologia e psicologia, viene selezionato al primo turno nel Draft NBA 1996 dai Phoenix Suns con la 15ª scelta assoluta. La sua sceltà fu molto contestata dai fan, che si lamentavano del fatto che la squadra avesse scelto un giocatore semisconosciuto. Questo perché, nonostante le ottime prestazioni, Nash non giocava in una Conference importante. Durante le sue prime due stagioni ha giocato come riserva prima di Kevin Johnson e Sam Cassell e poi di Jason Kidd. Sia Johnson che Cassell avevano già avuto esperienze nelle NBA Finals mentre Kidd era stato la seconda scelta del Draft NBA 1994 ed era già un'All-Star al momento del suo arrivo a Phoenix.

Durante la sua prima stagione gioca in media solo 10,5 minuti a partita, ma durante la sua seconda stagione il suo minutaggio aumenta e riesce a classificarsi 13º per percentuale nel tiro da tre punti. Tuttavia la sua permanenza con i Suns non continua. Durante gli anni a Santa Clara aveva conosciuto e fatto amicizia con Donnie Nelson, assistente allenatore dei Dallas Mavericks, che a quel tempo era nello staff dei Golden State Warriors. Passato ai Mavericks Nelson riesce a convincere suo padre, Don Nelson, allora allenatore e general manager dei Mavs, a portare a Dallas il sottoutilizzato Nash. Dopo il Draft NBA 1998 viene ceduto ai Mavericks in cambio di Martin Müürsepp, Bubba Wells, dei diritti su Pat Garrity e su una futura scelta al Draft (che sarebbe poi stato Shawn Marion, futuro compagno di squadra di Nash nei Suns).

Dallas Mavericks[modifica | modifica wikitesto]

È con i Mavericks che Nash si afferma come un formidabile playmaker. Durante la sua prima stagione con la squadra texana (iniziata in ritardo a causa del lockout 1998) gioca da titolare tutte le 40 partite con una media di 7,9 punti, 2,9 rimbalzi e 5,5 assist a partita. Con un record di 19-31 i Mavericks fallirono l'accesso ai play-off ma per la stagione 1999-2000 la prospettive della squadra erano notevolmente migliorate. Durante la stagione perde 25 partite a causa di un infortunio alla caviglia ma, ritornato in campo, segna 6 doppie doppie nell'ultimo mese di stagione regolare. Conclude la stagione con 8,6 punti e 4,9 assist di media. Molto importante per la squadra fu il contributo del compagno e amico di Nash Dirk Nowitzki, che diventa rapidamente un top player, del veterano Michael Finley, che aveva disputato un'annata da All-Star, e del nuovo proprietario della squadra, l'imprenditore Mark Cuban, che aveva portato nuove energie e motivazioni alla franchigia. Nash si ritrova quindi intorno un ottimo ambiente nel quale prosperare.

Nella stagione 2000-01 Nash totalizza 15,6 punti e 7,3 assist di media. Con Nash a dirigere l'azione, Nowitzki e Finley danno il loro meglio, e, con l'ingaggio dell'All-Star Juwan Howard, la squadra viene completata. I Mavericks conquistano l'accesso ai Playoff per la prima volta in più di 10 anni. I Mavericks vengono poi eliminati nelle semifinali di Western Conference dai San Antonio Spurs per 4-1, ma quello era l'inizio di un'era memorabile per Nash e i Mavericks. Nella stagione 2001-02 Nash, con un career-high di 17,9 punti e 7,7 assist a partita, si guadagna un posto per l'All-Star Game e nell'All-NBA Third Team. Diventato un All-Star, appare in numerosi spot televisivi ed è uno dei "Big Three" dei Mavericks con Nowitzki e Finley; durante questa stagione i Mavericks si qualificano nuovamente per i play-off venendo eliminati in semifinale dai Sacramento Kings per 4-1.

Nella stagione 2002-03 si ripete, con una media di 17,7 punti e 7,3 assist a partita e si riguadagna All-Star Game e All-NBA Third Team. Nash e Nowitzki guidano la squadra a una striscia di 14 partite vinte consecutivamente a inizio stagione e la portano fino alle finali di Western Conference, dove vengono eliminati per 4-2 dai San Antonio Spurs, futuri campioni NBA. È la seconda apparizione alle finali di Western Conference nella storia della franchigia. La stagione 2003-04 vede una massiccia opera di rafforzamento da parte dei Mavericks con le acquisizioni di Antoine Walker e Antawn Jamison ma anche un calo di prestazione da parte di Nash. Di conseguenza non viene selezionato per All-Star Game e nell'All-NBA Team nonostante avesse raggiunto i massimi in carriera in termini di assist (8,8) e precisione nei tiri liberi (91,6%). Nei play-off i Mavericks (5° classificati) vengono nuovamente eliminati dai Sacramento Kings per 4-1.

Al termine della stagione 2003-04 Nash, diventato free agent, tenta di discutere con Cuban (che pagava già per complessivamente quasi 50 milioni di dollari per gli stipendi di Walker, Nowitzki, Finley e Jamison). Cuban, deciso a costruire la squadra intorno al giovane Nowitzki, e, non volendo rischiare facendo firmare a un trentenne un contratto a lungo termine, offre a Nash un quadriennale con opzione per il quinto a circa 9 milioni di dollari l'anno. Contemporaneamente i Suns decidono di offrie un contratto di sei anni a 63 milioni di dollari. Nash, riluttante a lasciare i Mavericks, decide allora di tornare da Cuban per ricevere un pareggiamento dell'offerta, al quale Cuban non acconsente; Nash si trasferisce allora ai Suns per la stagione 2004-05. Con i Suns Nash vincerà due premi MVP e il 14 luglio 2006 al The Late Show with David Letterman Cuban dichiara: "...sapete che Steve è un bravo ragazzo e io lo amo da morire, ma perché non poteva giocare da MVP per noi?".

Ritorno ai Phoenix Suns[modifica | modifica wikitesto]

Nash in azione contro i Washington Wizards.

Nash approda in una squadra composta da molte giovani promesse come Shawn Marion, Joe Johnson e Amar'e Stoudemire. La stagione prima dell'arrivo di Nash i Suns avevano chiuso con un record di 29-53 ed erano destinati a disputare un'altra stagione deludente. L'allenatore Mike D'Antoni prediligeva un gioco molto veloce, e questo richiedeva giocatori piccoli e agili. La familiarità di Nash con questo tipo di gioco e l'atleticità dei suoi compagni porta i Suns a un record di 62-20 (il migliore della stagione) e una media di 110,4 punti a partita, la più alta negli ultimi 10 anni. Artefice di questa trasformazione, Nash colleziona 11,5 assist a partita tirando con il 50,2% dal campo e con il 43,1% da tre in stagione regolare. Riesce a strappare il titolo di MVP a Shaquille O'Neal diventando il primo canadese e il terzo playmaker dopo Magic Johnson e Bob Cousy. Durante i play-off i Suns sconfiggono prima i Memphis Grizzlies per 4-0 e poi i Dallas Mavericks per 4-2. Arrivati alle finali di Western Conference (dalle quali mancavano dal 1993) i Suns vengono però sconfitti dai San Antonio Spurs, arcirivali e futuri campioni NBA, per 4-1.

La stagione seguente Stoudemire subisce un grave infortunio al ginocchio mentre Johnson e Quentin Richardson vengono ceduti. I Suns sanno di non poter ripetere i risultati della stagione precedente ma, grazie a Nash, riescono comunque a vincere la Pacific Division con un rispettabile record di 54-28. I Suns sono ancora la squadra con la media punti più alta con addirittura sette giocatori con una media punti superiore a 10 e Nash viene votato per la prima volta titolare negli All-Star Western Conference. Con un career-high di punti (18,8), rimbalzi (4,2) percentuale dal campo (51,2), percentuale nei tiri liberi (leader della lega con 91,2) e assist (10,5), Nash viene eletto per la seconda volta MVP. Durante il primo turno dei Playoff i Suns, dopo essere stati in svantaggio per 3-1 contro i Los Angeles Lakers, riescono a vincere 4-3. Alle semifinali di Western Conference, contro i Los Angeles Clippers, vincono ancora 4-3. Vengono nuovamente eliminati alle finali di Western Conference dalla ex squadra di Nash, i Dallas Mavericks.

Durante la stagione 2006-2007 Nash disputa un'altra annata stellare, con 18,6 punti e un career-high di 11,6 assist a partita, diventando così il primo dopo Magic Johnson nel 1990-91 a totalizzare 18 punti e 11 assist nella stagione regolare. Nash è il più votato per l'All-NBA First Team, in cui viene inserito insieme a Stoudemire; per la prima volta dopo l'inserimento di Kobe Bryant e Shaquille O'Neal nel 2003-2004 due compagni di squadra vengono inseriti nell'All-NBA First Team. Nash ricevette 129 voti (primo posto) e 645 punti dai 129 giornalisti. Ha sfiorato il terzo MVP consecutivo classificandosi secondo con 44 voti contro gli 83 di Dirk Nowitzki. Durante i Playoff i Suns eliminano i Los Angeles Lakers 4-1 venendo poi eliminati dagli Spurs 4-2.

Durante la stagione 2007-08 Nash gioca 81 partite in stagione regolare; durante questa stagione la Western Conference è particolarmente competitiva e i Suns si qualificano sesti con 55 vittorie per i play-off. Nonostante un calo di rendimenti in stagione regolare, la precisione di Nash rimane acuta, ripetendo quella del titolo MVP 2005-2006 (almeno il 50% nei tiri dal campo, il 40% nei tiri da tre e il 90% nei tiri liberi). Il 31 gennaio 2008 viene convocato per l'All-Star Game per la sesta volta in carriera. Nonostante questo, Nash continua a ottenere insuccessi nei play-off. Nonostante la cessione di Marion ai Miami Heat in cambio del quattro volte campione NBA Shaquille O'Neal, i Suns vengono sconfitti al primo turno dagli Spurs per la terza volta in quattro anni. Durante gara-5, decisiva per la serie, Nash viene accusato di soffrire di "ansia da eliminazione" perdendo la palla due volte negli ultimi due minuti. Nonostante questo viene inserito nell'All-NBA Second Team.

Prima della stagione 2008-09 l'allenatore Mike D'Antoni viene sostituito da Terry Porter, che passa a uno stile di gioco più difensivo. I Suns faticano ad adattarsi a questo nuovo stile di gioco e a dicembre cedono Raja Bell e Boris Diaw ai Charlotte Bobcats in cambio dell'atletica ala piccola Jason Richardson continuando a combattere. A febbraio Porter viene sostituito da Alvin Gentry dopo in record di 28-23, ma i Suns non riescono a qualificarsi per i play-off; Nash non partecipa quindi ai Playoff per la prima volta dal suo ritorno a Phoenix.

La stagione 2009-10 viene inaugurata dai Suns con una serie di ottime prestazioni che li fa partire con un record di 8-1 (migliore partenza dal 1980-81) con Nash che riesce a distribuire più di 20 assist in due partite. Il 21 gennaio 2010 Nash viene scelto come playmaker titolare negli All-Star Western Conference. Con Nash in regia i Suns rimangono la squadra con media punti più alta per la quinta stagione consecutiva e si classificano terzi nella Western Conference con 54 vittorie. Grazie alle solide prestazioni di Richardson e del veterano Grant Hill i Suns sconfiggono i Portland Trail Blazers per 4-2 e distruggono gli Spurs 4-0. Arrivati in finale di Western Conference i Suns affrontano i Los Angeles Lakers campioni NBA in carica: Lakers vincono le prime due partite ma i Suns riescono a riportare la serie in parità. Un tiro allo scadere di Ron Artest da la vittoria ai Lakers in gara-5 e i 37 punti di Kobe Bryant in gara-6 fanno terminare la serie sul 4-2.

Durante la stagione 2010-11 il roster dei Suns viene pesantemente modificato per due volte. Durante la pre-season Stoudemire viene ingaggiato dai New York Knicks, Leandro Barbosa (ai Suns dal 2003) viene ceduto in cambio di Hedo Türkoğlu. Vengono ingaggiati inoltre Josh Childress e Hakim Warrick. Durante la stagione Türkoğlu, Richardson e Earl Clark vengono ceduti agli Orlando Magic in cambio di Vince Carter, Marcin Gortat e Mickaël Piétrus, mentre il giovane talento Goran Dragić viene ceduto agli Houston Rockets in cambio di Aaron Brooks. I Suns incappano in molte difficoltà a causa dei numerosi cambiamenti e non riescono a qualificarsi ai Playoff per la seconda volta dal ritorno di Nash. La stagione 2011-12 è accorciata a causa del lockout a 66 partite invece delle canoniche 82 Nel febbraio 2012 viene convocato per il suo sesto All-Star Game; al momento della convocazione era l'assist-leader in NBA.

Il 21 febbraio 2012, nella partita contro i Denver Nuggets, supera Oscar Robertson in numero di assist in carriera. Nonostante Nash continui a mantenere delle medie di grandissimo livello e la squadra riesca a chiudere la stagione con 33 vittorie e 33 sconfitte i suns mancano l'accesso alla post-season per il secondo anno consecutivo e Nash decide di abbandonare Phoenix.

Los Angeles Lakers e il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Steve Nash con i Lakers

Il 4 luglio 2012 firma un contratto sign-and-trade (firma e scambia) con i Suns e viene ceduto ai Los Angeles Lakers in cambio delle prime scelte del 2013 e 2015, delle seconde scelte del 2013 e 2014 e un indennizzo di 9 milioni di dollari, firmando un contratto triennale a 25 milioni di dollari. Nonostante le uniche destinazioni possibili sembrassero all'inizio Toronto Raptors, Brooklyn Nets, New York Knicks e Dallas Mavericks, Nash sceglie di trasferirsi ai Lakers per stare vicino alla famiglia, che vive a Phoenix. Poiché il suo numero abituale, il 13, è stato ritirato dai Lakers in onore di Wilt Chamberlain, Nash sceglie il numero 10 in onore di tutti i dieci del mondo del calcio. Si infortuna gravemente e salta 30 partite. Al suo ritorno contro i Golden State Warriors mette a referto 12 punti e nove assist e va a ricomporre il duo con Mike D'Antoni già suo allenatore a Phoenix, che nel frattempo era stato nominato allenatore dei Lakers al posto dell'esonerato Mike Brown. Nella partita contro gli Houston Rockets dell'8 gennaio 2013 diventa il quinto giocatore nella storia della NBA a superare quota 10.000 assist.[4] Il 9 aprile 2014, sempre contro gli Houston Rockets diventa il 3° miglior assist-man nella storia dell'NBA, superando Mark Jackson. Il 21 marzo 2015, all'età di 41 anni, annuncia il suo ritiro.[5]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo di punti: 52, due volte
  • Massimo di rimbalzi: 13 vs Philadelphia 76ers (30 marzo 2005)
  • Massimo di assist: 22 vs New York Knicks (2 gennaio 2006)
  • Massimo di stoppate: 2, sei volte
  • Massimo di palle rubate: 5 vs Boston Celtics (18 dicembre 2000)

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1996-1997 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 65 2 684 74/175 23/55 428/51 63 138 20 0 213
1997-1998 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 76 9 1664 268/584 81/195 74/86 160 262 63 4 691
1998-1999 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 40 40 1269 114/314 49/131 38/46 114 219 37 2 315
1999-2000 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 56 27 1532 173/363 60/149 75/85 121 272 37 3 481
2000-2001 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 70 70 2387 386/792 89/219 231/258 223 509 72 5 1092
2001-2002 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 82 82 2838 525/1088 156/347 260/293 254 634 53 4 1466
2002-2003 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 82 82 2712 518/1114 111/269 308/339 234 598 85 6 1455
2003-2004 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 78 78 2613 397/845 104/257 230/251 232 687 67 8 1128
2004-2005 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 75 75 2573 430/857 94/218 211/238 249 861 74 6 1165
2005-2006 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 79 79 2796 541/1056 150/342 257/279 333 826 61 12 1489
2006-2007 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 76 76 2683 517/971 156/343 222/247 269 884 57 6 1412
2007-2008 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 81 81 2780 485/962 179/381 222/245 282 898 53 5 1371
2008-2009 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 74 74 2484 428/851 108/246 196/210 223 717 55 10 1160
2009-2010 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 81 81 2660 499/985 124/291 211/225 268 892 42 12 1333
2010-2011 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 75 75 2497 399/811 81/205 227/249 260 855 48 4 1106
2011-2012 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 62 62 1961 295/555 55/141 127/142 186 664 38 8 772
2012-2013 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 50 50 1627 236/475 57/130 107/116 142 333 30 5 636
2013-2014 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 15 10 313 36/94 8/24 22/24 29 86 7 2 102
Totale carriera 1217 1053 38072 6321/12892 49,0% 1685/3939 42,8% 3060/3384 90,4% 3642 10335 899 102 17387

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1997 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 4 0 15 2/9 1/4 0/0 1 1 1 1 5
1998 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 4 1 51 8/18 1/5 5/8 10 7 2 0 22
2001 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 10 10 370 45/108 16/39 30/34 32 64 6 1 136
2002 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 8 8 324 51/118 20/45 34/35 32 70 4 0 156
2003 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 20 20 729 115/257 37/76 55/63 70 145 17 1 322
2004 Stati Uniti Dallas Mavericks NBA 5 5 197 27/70 6/16 8/9 26 45 4 0 68
2005 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 15 15 609 140/269 21/54 57/62 72 170 14 3 358
2006 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 20 20 798 146/291 32/87 83/91 73 204 8 5 407
2007 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 11 11 413 74/160 19/39 41/46 35 146 4 1 208
2008 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 5 5 183 32/70 6/20 11/12 14 39 2 1 81
2010 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 16 16 539 99/191 19/50 67/75 52 162 4 1 284
2013 Stati Uniti Los Angeles Lakers NBA 2 2 61 10/23 0/3 5/5 5 9 0 0 25
Totale carriera 120 113 4287 749/1584 47,3% 178/438 40,6% 396/440 90,0% 422 1061 66 14 2072

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

2005, 2006
  • All-NBA Team:
First Team: 2005, 2006, 2007
Second Team: 2008, 2010
Third Team: 2002, 2003
2005, 2006, 2007, 2010, 2011
  • Miglior tiratore di liberi: 2
2006, 2010
2002, 2003, 2005, 2006, 2007, 2008, 2010, 2012
  • Il 23 novembre 2010 ha superato quota 15.000 punti in carriera.[6]
Steve Nash a Chinatown nel 2010

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine del Canada - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine del Canada
— nominato il 25 ottobre 2007[7]
Membro dell'Ordine della Columbia Britannica - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine della Columbia Britannica
— 2006
Achievement dell'Ordine della Caccia al bufalo - nastrino per uniforme ordinaria Achievement dell'Ordine della Caccia al bufalo
«In occasione della sua visita a Winnipeg, per il suo impegno umanitario.»
— 12 settembre 2011[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Phoenix Suns' Steve Nash has interest, passport to play overseas
  2. ^ Nba, la lettera con cui Steve Nash ha annunciato
  3. ^ "Characters", di Federico Buffa
  4. ^ Davide Chinellato, Houston travolge i Lakers, La Gazzetta dello Sport, 9 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  5. ^ Nba, la lettera con cui Steve Nash ha annunciato il ritiro, La Gazzetta dello Sport, 21 marzo 2015. URL consultato il 21 marzo 2015.
  6. ^ (EN) Suns-Rockets notebook, NBA.com, 23 novembre 2010. URL consultato il 23 novembre 2010.
  7. ^ (EN) Sito web del Governatore Generale del Canada: dettaglio decorato.
  8. ^ Elenco degli insigniti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jeff Rudd, Long Shot: Steve Nash's Journey to the NBA

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN43714773 · LCCN: (ENn2005093143