Stephen Curry

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Stephen Curry
Stephen Curry dribbling 2016 (cropped).jpg
Curry con la maglia dei Golden State Warriors nel 2016.
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 190 cm
Peso 86 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Playmaker
Squadra Golden St. Warriors
Carriera
Giovanili
2003-2006Charlotte Christian School
2006-2009Davidson Wildcats
Squadre di club
2009-Golden St. Warriors698 (16.396)
Nazionale
2007Stati Uniti Stati Uniti U-199 (85)
2010-Stati Uniti Stati Uniti22 (187)
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Turchia 2010
Oro Spagna 2014
Transparent.png Mondiali Under-19
Argento Serbia 2007
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 aprile 2019

Wardell Stephen "Steph" Curry II (Akron, 14 marzo 1988) è un cestista statunitense.

È stato nominato MVP delle stagioni 2014-2015 e 2015-2016, ed è ritenuto da molti il miglior tiratore della storia dell'NBA.[1][2][3][4] Si è laureato 3 volte Campione NBA (2014-2015, 2016-2017 e 2017-2018), battendo per tre volte i Cleveland Cavaliers in finale.

Nella stagione NBA 2015-2016 ha stabilito, con i suoi Golden State Warriors, il record di partite vinte in regular season (73, a fronte di 9 sconfitte), battendo il precedente primato dei Chicago Bulls (72 vittorie e 10 sconfitte nella stagione 1995-1996). Nella medesima stagione, è diventato il primo giocatore della storia dell'NBA ad essere stato eletto all'unanimità MVP della regular season. Convocato 6 volte in totale agli NBA All-Star Game, è inoltre il giocatore col maggior numero di triple messe a segno in una stagione (402, nell'annata 2015-2016) e il secondo per triple realizzate in una singola partita (13, il 7 novembre 2016) superato successivamente dal suo compagno di squadra Klay Thompson con 14 triple in una singola partita.[5][6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stephen (Steph) Curry è nato ad Akron, Ohio,[7] nel medesimo ospedale dove era nato quattro anni prima LeBron James, ma è cresciuto a Charlotte, nella Carolina del Nord,[8] dove il padre Dell giocava per gli Charlotte Hornets. Spesso lui portava Steph e il fratello minore Seth – divenuto anch'egli cestista NBA – a tirare prima dell'inizio della partita. Da bambino ha frequentato la scuola Montessori, che era stata avviata dalla madre Sonya. Dal 2001 al 2002, durante la militanza del padre nei Raptors, Curry ha vissuto a Toronto e ha frequentato il Queensway Christian College.

Curry si è sposato il 30 luglio 2011 con Ayesha Alexander (conosciuta a 15 anni presso una chiesa cristiana a Charlotte) con la quale ha avuto due figlie: Riley Elizabeth, nata il 19 luglio 2012, e Ryan Carson, nata il 10 luglio 2015, e un figlio, Canon Wardell Jack, nato il 2 luglio 2018. È sponsorizzato dalla Under Armour, con la quale ha creato la sua linea di scarpe da basket e non solo.

Dopo le finali NBA 2015, Curry ha dato a Biserka Petrović, madre del futuro membro della Hall of fame Dražen, una delle maglie indossate durante le partite delle finali, che è stata aggiunta al Memorial Center di Petrović, un museo dedicato al giocatore scomparso che si trova nella capitale croata di Zagabria. Durante le feste natalizie del 2015 con la sua famiglia ha consegnato generi di conforto a 400 famiglie bisognose di Oakland.

Nel 2018 sua sorella Sydel si è sposata con il suo compagno di squadra Damion Lee.[9][10]

Nel 2019 è stato prodotto un documentario sulla sua vita intitolato “Stephen vs The Game”, realizzato e distribuito da Facebook Watch in collaborazione con Religion of Sports.[11]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Curry è spesso ritenuto il miglior specialista nel tiro da tre punti della storia dell'NBA: numerosi ex cestisti, tra cui Dave Bing, Steve Nash e Scottie Pippen, si sono espressi in questi termini.[1][2][3] Dello stesso avviso è Ray Allen, detentore del record per il maggior numero di triple messe a segno in NBA, che ha definito Curry «di un'altra categoria» rispetto a qualsiasi altro tiratore – compresi grandi specialisti come lo stesso Allen, Kyle Korver, Reggie Miller e Klay Thompson –, per via della sua capacità di tirare con estrema efficacia non solo in uscita dai blocchi, ma anche costruendo un tiro dal palleggio, grazie a doti di ball handling da playmaker puro.[4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school[modifica | modifica wikitesto]

Curry ha frequentato dal 2003 al 2006 la Charlotte Christian School a Charlotte, Carolina del Nord, ed è il miglior marcatore di tutti i tempi della scuola, con oltre 1.700 punti.[12] Ha frequentato la scuola media al Queensway Christian College in Etobicoke, Ontario, Canada, portando la sua squadra ad una stagione imbattuta. Ha finito la sua stagione da senior con oltre il 48% dal campo da tre punti. Nonostante il successo, Curry era al liceo, il suo fisico non di alto livello non gli permise di ricevere alcuna borsa di studio dai grandi college. Molte università dell'ACC non lo scelsero proprio per il suo fisico poco sviluppato, con il quale non sarebbe riuscito a sostenere una stagione. Dal momento che il padre di Curry aveva giocato per Virginia Tech, Stephen voleva giocare per gli Hokies. Dopo aver ricevuto offerte da Davidson College, Virginia Commonwealth, Winthrop, Curry scelse Davidson College, college che non vinceva una gara del torneo NCAA da ben quarant'anni.[13] Tra l'altro il sito 247Sports.com lo aveva inserito solamente come 256° miglior prospetto nazionale del 2006.[13]

College[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima gara stagionale contro Eastern Michigan, Curry conclude la partita realizzando 15 punti ma perdendo 13 palloni. Nella gara successiva, contro Michigan, mette a referto una prestazione da 32 punti, 4 assist e 9 rimbalzi. Curry finisce la stagione primo nella Southern Conference per numero di punti, con una media di 21,5 a partita e secondo migliore realizzatore della NCAA dietro solamente a Kevin Durant. Al termine della stagione viene selezionato dalla nazionale statunitense Under-19, con la quale al campionato del mondo tiene una media di 9,4 punti, 3,8 rimbalzi, 2,2 assist in 19,4 minuti.

Nella sua seconda stagione collegiale Curry completa la sua crescita arrivando a toccare 191cm e nuovamente termina la stagione primo nella Southern Conference per numero di punti, con una media di 25.5 punti a partita ai quale aggiunge 4.7 rimbalzi e 2.8 assist a partita, portando la sua squadra alle Final Eight del Torneo NCAA

NBA[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Curry nella stagione da rookie

Dichiaratosi eleggibile per il Draft NBA 2009, i dubbi su di lui rimangono, soprattutto riguardo alla sua fisicità. Molte squadre infatti ritengono che sia troppo esile per i parquet NBA. Alla fine i Golden State Warriors decidono di spendere la loro 7ª scelta per Stephen, offrendogli un contratto di 12,7 milioni di dollari in 4 anni. Debutta nella NBA il 28 ottobre 2009, partendo in quintetto e mettendo a referto 14 punti, 7 assist, 4 palle rubate e 2 palle perse in 36 minuti di gioco. Il 10 febbraio 2010 fa registrare la sua prima tripla doppia contro i Los Angeles Clippers (36 punti, 13 assist e 10 rimbalzi).[14] Le due stagioni successive sono caratterizzate dai numerosi problemi fisici, soprattutto alle caviglie, che costringono Curry a saltare numerose partite.

Curry in palleggio nel 2011

Nella stagione 2012-2013 Curry incrementa il proprio rendimento, registrando il proprio career high di 54 punti nella trasferta contro i New York Knicks del 27 febbraio 2013, realizzando 11 tiri da tre punti (al tempo uno in meno del record di Kobe Bryant e Donyell Marshall) su 13.[15] Il 17 aprile, nell'ultima partita stagionale contro i Portland Trail Blazers, Curry realizza il 272º canestro da tre della sua stagione, superando il record di triple in un'annata NBA che apparteneva a Ray Allen. Inoltre i Warriors ottengono la loro prima partecipazione ai playoff dal 2007, uscendo in semifinale di conference contro i San Antonio Spurs.

L'anello NBA e i due titoli di MVP[modifica | modifica wikitesto]

Curry nella sua prima stagione da MVP.

Nel corso della stagione 2014-2015 Curry stabilisce diversi record: il 7 gennaio 2015, nella vittoria sugli Indiana Pacers, realizza la millesima tripla in carriera, impiegando 369 partite per riuscirvi, 88 In meno del precedente detentore del record, Dennis Scott (457).[16][17]

Il 4 febbraio 2015 segna 51 punti in occasione del successo per 128-114 contro i Dallas Mavericks.[18]

Per la prima volta ottiene la maggioranza dei voti nelle nomination per i quintetti dei Team East e West dell'All Star Game 2015, spodestando LeBron James. Il 14 febbraio 2015 vince la gara dei tiri da tre punti dell'NBA All-Star Weekend,[19] totalizzando 27 punti, record della manifestazione.

Il 9 aprile, nella vittoria sui Portland Trail Blazers (ottenuta grazie ai suoi 45 punti), supera il record di 272 tiri da tre punti realizzati in una singola stagione che a lui stesso apparteneva, concludendo la stagione con un totale di 286.[20]

Al termine della stagione, dopo aver guidato i suoi Warriors ad uno record di 67-15 (migliore della lega), riceve il premio di MVP. Golden State raggiunge la finale NBA dopo aver battuto i New Orleans Pelicans (contro cui in gara-3 ha guidato la rimonta della squadra che era sotto di 20 punti),[21] i Memphis Grizzlies e gli Houston Rockets. Nelle Finals i Warriors battono i Cleveland Cavaliers per 4-2 grazie anche ad una prestazione da 37 punti in gara-5 di Curry, che il 17 giugno si laurea campione NBA. Nel corso della post-season, infrange il record di 58 triple realizzate in una edizione dei playoff NBA che apparteneva a Reggie Miller, portandolo a 98.

All'inizio della stagione successiva Curry scavalca suo padre Dell con 1.245 triple, posizionandosi al 42esimo posto nella classifica dei migliori tiratori da 3 di tutti i tempi. I Warriors iniziano la stagione con un 24-0 (miglior partenza nella storia della NBA), inclusa una vittoria contro i Los Angeles Clippers in cui la squadra di Oakland inseguiva da meno 23 nel secondo quarto. Contando anche le 4 vittorie della passata regular season, la striscia di vittorie è di ben 28 partite, seconda solo alle 33 dei Los Angeles Lakers 1971-1972.

Nella stessa partita in cui realizza la seconda tripla-doppia stagionale (contro i Pacers, il 22 gennaio), raggiunge le 200 triple in stagione, diventando così il primo nella storia della lega a ottenere questo risultato per quattro stagioni consecutive. La sua eccellente stagione gli vale la convocazione all'All Star Game per la terza volta di fila. Nella partita contro i San Antonio Spurs realizza 37 punti, raggiungendo i 10.000 punti in carriera e 1400 triple, diventando il più giovane e veloce della storia a riuscirci.

Il 26 febbraio, nella vittoria in trasferta contro gli Orlando Magic, supera il record NBA di Kyle Korver di almeno una tripla realizzata in 127 partite consecutive, portandosi a quota 128.[22] Nella partita seguente contro gli Oklahoma City Thunder metterà a segno 12 triple, eguagliando quindi il record NBA di più tiri da tre realizzati in una singola partita.

Curry mentre effettua una tripla.

Nel corso della stagione i Warriors si approprieranno di due record NBA: quello di 45 vittorie casalinghe consecutive (la notte del 7 marzo, nella vittoria per 113-119 contro gli Orlando Magic[23]) e quello di 73 vittorie totali (infrangendo il record di 72-10 dei Chicago Bulls di Michael Jordan del 95/96).[24]

Curry chiuderà l'annata con 402 triple totali, nuovo record assoluto,[5][6] che lo rendono il primo ad averne messe a segno 400 in una stagione.

Durante il primo turno dei Playoffs 2016 contro gli Houston Rockets subisce due infortuni, in gara-1 e in gara-4. Torna in campo durante il secondo turno nella serie contro i Portland Trail Blazers per gara 4, mettendo a referto 40 punti di cui 17 nel solo overtime, prestazione record per un supplementare di qualsiasi partita NBA, stagione regolare e playoff inclusi.

Viene premiato con l'MVP per la stagione 2015-2016, ricevendo tutti e 131 i voti (prima volta nella storia). Dopo aver sconfitto i Blazers 4-1 incontra i Thunder in finale di conference e dopo esser stati sotto 3-1, Curry e i Warriors vincono 4-3, decima squadra nella storia a riuscirci e solo la terza nelle finali di conference[25]. In finale incontrano i Cleveland Cavaliers per la seconda volta in due anni, non riuscendo tuttavia a portare ad Oakland l'anello per il secondo anno consecutivo, vedendosi sconfitto da Cleveland per 4-3 nella serie, dopo essere andati in vantaggio per 3-1, rendendoli la prima squadra ad essere rimontata da tale parziale in una Finals.[26]

L'arrivo di Durant e gli altri due anelli NBA[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'estate 2016 i Golden State Warriors ingaggiano la superstar degli Oklahoma City Thunder Kevin Durant come free agent.[27]

Stephen Curry nel 2016

All'inizio della regular season 2016-17, Curry interrompe il record di partite consecutive con almeno una tripla messa a segno (157), totalizzando uno 0 su 10 dall'arco nella sconfitta esterna contro i Los Angeles Lakers per 97-117 (4 novembre 2016). Trova comunque il modo di riscattarsi nella partita successiva, disputata il 7 novembre, in cui non solo aiuta i Warriors a battere i New Orleans Pelicans per 116-106, ma mette anche a referto 13 triple su 17 tentativi (nuovo record NBA).[28]

Il 19 gennaio riceve la convocazione per il quarto anno consecutivo all'All Star Game; inoltre sempre in gennaio, grazie alle sue prestazioni, viene nominato giocatore del mese insieme al compagno di squadra Kevin Durant.

Il 2 febbraio, nella vittoria esterna dei Golden State Warriors sui Los Angeles Clippers per 133-120, Curry realizza la tripla numero 200 della stagione rendendolo il primo giocatore della storia dell'NBA a raggiungere questo risultato per 5 stagioni consecutive.[29] A fine stagione Curry totalizzerà ben 324 triple, diventando il primo della storia a superarne 300 per due stagioni e inoltre supererà le 1900 triple in carriera, portandosi a 1917. I suoi risultati portano i Warriors ad un record di 67-15, migliore di tutta la lega per il terzo anno consecutivo.

Ai play-off i Golden State Warriors incontrano al primo turno i Portland Trail Blazers di Damian Lillard: i Warriors vincono la serie 4-0 grazie anche a Curry che mette a referto 37 punti in game 4. Durante il secondo turno, i Warriors incontrano gli Utah Jazz. La serie si rivela una fotocopia del primo turno: 4-0 Golden State e arrivo all'NBA Conference Finals con un record di 8-0 nei playoffs. Alle finali di conference i Warriors incontrano i San Antonio Spurs. In game 1 Curry mette a referto 40 punti, aiutando la propria squadra a recuperare 25 punti di svantaggio e vincere la partita. Anche in questa occasione i Warriors vincono la serie 4-0 dopo l'infortunio subito da Kawhi Leonard, leader degli Spurs.

Curry e i Warriors raggiungono così l'NBA Finals per il terzo anno consecutivo contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James con un record perfetto di 12-0. Durante game 2, Curry realizza la prima tripla doppia in carriera registrata alle Finals, trascinando i Warriors alla vittoria per 132-113 e portando la serie sul 2-0.[30] Golden State vince anche game 3 alimentando il proprio record di vittorie nei playoffs, che diventa 15-0. I Warriors perdono game 4, ma successivamente si aggiudicano game 5 chiudendo la serie 4-1, vincendo 129-120 davanti ai propri tifosi grazie ad una gran prestazione sia di Curry (34 punti) che di Durant (nominato MVP delle Finals). In questo modo Curry porta a casa il suo secondo anello NBA in carriera. Inoltre, avendo segnato almeno una tripla in tutti i 17 incontri dei playoffs, alimenta il proprio record (nonché record NBA), portandolo a 75 partite consecutive con almeno una tripla messa a segno.

Il 1º luglio 2017 Curry rinnova con i Warriors a 201 milioni di dollari per 5 anni, diventando il giocatore con l'ingaggio più alto della lega, nonché il primo di sempre a firmare un contratto da 200 milioni.[31][32]

L'anno seguente i suoi GSW si rinnovano campioni NBA con una netta vittoria per 4-0 ai danni dei Cavs. Nonostante le notevoli prestazioni di Curry in gara 1 (29 punti, 6 rimbalzi, 9 assist), gara 2 (33 punti, 7 rimbalzi, 8 assist, con un record per le finali di 9 triple realizzate) e gara 4 (37 punti, 6 rimbalzi, 4 assist),[33] il titolo di MVP viene consegnato al compagno di squadra Kevin Durant.[34]

Nel 2018-2019, in gara-1 del primo turno dei playoffs contro i Los Angeles Clippers supera Ray Allen per triple segnate nel corso dei playoffs.[35]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Curry nel 2014.

La prima esperienza di Curry con la nazionale degli Stati Uniti è avvenuta al mondiale FIBA Under 19 del 2007, dove ha contribuito a conquistare l'argento.[36]

Nel 2010 è stato selezionato con la nazionale maggiore, giocando dei minuti importanti al mondiale FIBA del 2010, dove gli Stati Uniti hanno conquistato l'oro.[36]

Nel 2014 ha assunto un ruolo più importante nella squadra, aiutando la squadra a vincere il titolo di campione del mondo al mondiale in Spagna.[36]

Ha preferito non prendere parte ai Giochi olimpici del 2016 per poter recuperare da alcuni infortuni al ginocchio e alla caviglia.[36][37]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high
Denota una stagione in cui ha vinto il titolo
* Primo nella lega

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Stagione regolare[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2009-2010 Golden St. Warriors 80 77 36,2 46,2 43,7 88,5 4,5 5,9 1,9 0,2 17,5
2010-2011 Golden St. Warriors 74 74 33,6 48 44,2 93,4* 3,9 5,8 1,5 0,3 18,6
2011-2012 Golden St. Warriors 26 23 28,2 49 45,5 80,9 3,4 5,3 1,5 0,3 14,7
2012-2013 Golden St. Warriors 78 78 38,2 45,1 45,3 90 4 6,9 1,6 0,2 22,9
2013-2014 Golden St. Warriors 78 78 36,5 47,1 42,4 88,5 4,3 8,5 1,6 0,2 24
2014-15 Golden St. Warriors 80 80 32,7 48,7 44,3 91,4* 4,3 7,7 2 0,2 23,8
2015-16 Golden St. Warriors 79 79 34,2 50,4 45,4 90,8* 5,4 6,7 2,1* 0,2 30,1*
2016-17 Golden St. Warriors 79 79 33,4 46,8 41,1 89,8 4,5 6,6 1,8 0,2 25,3
2017-18 Golden St. Warriors 51 51 32 49,5 42,3 92,1* 5,1 6,1 1,6 0,2 26,4
2018-19 Golden St. Warriors 69 69 33,8 47,2 43,7 91,6 5,3 5,2 1,3 0,4 27,3
Carriera 694 688 34,4 47,7 43,6 90,5 4,5 6,6 1,7 0,2 23,5

Playoffs[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2013 Golden St. Warriors 12 12 41,4 43,4 39,6 92,1 3,8 8,1 1,7 0,2 23,4
2014 Golden St. Warriors 7 7 42,3 44 38,6 88,1 3,6 8,4 1,7 0,1 23
2015 Golden St. Warriors 21 21 39,3 45,6 42,2 83,5 5 6,4 1,9 0,1 28,3
2016 Golden St. Warriors 18 17 34,3 43,8 40,4 91,6 5,5 5,2 1,4 0,3 25,1
2017 Golden St. Warriors 17 17 35,3 48,4 41,9 90,4 6,2 6,7 2 0,2 28,1
2018 Golden St. Warriors 15 14 37 45,1 39,5 95,7 6,1 5,4 1,7 0,7 25,5
2019 Golden St. Warriors 22 22 38,5 44,1 37,7 94,3 6 5,7 1,1 0,2 28,2
Carriera 112 110 37,8 45 40,1 90,6 5,4 6,3 1,6 0,3 26,5

Cronologia presenze e punti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e dei punti in Nazionale - Stati Uniti Stati Uniti
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Punti Note
22-8-2010 Madrid Spagna Spagna 85 - 86 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 7 [38]
28-8-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 106 - 78 Croazia Croazia Mondiali 2010 - 1º turno 4 [39]
29-8-2010 Istanbul Slovenia Slovenia 77 - 99 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 3 [40]
1-9-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 88 - 51 Iran Iran Mondiali 2010 - 1º turno 4 [41]
2-9-2010 Istanbul Tunisia Tunisia 57 - 92 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 13 [42]
6-9-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 106 - 78 Angola Angola Mondiali 2010 - Ottavi di finale 5 [43]
9-9-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 89 - 79 Russia Russia Mondiali 2010 - Quarti di finale 2 [44]
11-9-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 89 - 74 Lituania Lituania Mondiali 2010 - Semifinale 3 [45]
12-9-2010 Istanbul Turchia Turchia 64 - 81 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - Finale 3 [46]
16-8-2014 Chicago Stati Uniti Stati Uniti 95 - 78 Brasile Brasile Amichevole 9 [47]
20-8-2014 New York Stati Uniti Stati Uniti 105 - 62 Rep. Dominicana Rep. Dominicana Amichevole 8 [48]
22-8-2014 New York Stati Uniti Stati Uniti 105 - 62 Porto Rico Porto Rico Amichevole 20 [49]
26-8-2014 Las Palmas Slovenia Slovenia 71 - 101 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 10 [50]
30-8-2014 Barakaldo Stati Uniti Stati Uniti 114 - 55 Finlandia Finlandia Mondiali 2014 - 1º turno 4 [51]
31-8-2014 Barakaldo Turchia Turchia 77 - 98 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2014 - 1º turno 9 [52]
2-9-2014 Barakaldo Stati Uniti Stati Uniti 98 - 71 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Mondiali 2014 - 1º turno 12 [53]
3-9-2014 Barakaldo Stati Uniti Stati Uniti 106 - 71 Rep. Dominicana Rep. Dominicana Mondiali 2014 - 1º turno 8 [54]
4-9-2014 Barakaldo Ucraina Ucraina 71 - 95 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2014 - 1º turno 14 [55]
6-9-2014 Barcellona Stati Uniti Stati Uniti 86 - 63 Messico Messico Mondiali 2014 - Ottavi di finale 20 [56]
9-9-2014 Barcellona Slovenia Slovenia 76 - 119 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2014 - Quarti di finale 6 [57]
11-9-2014 Barcellona Stati Uniti Stati Uniti 96 - 68 Lituania Lituania Mondiali 2014 - Semifinale 13 [58]
14-9-2014 Madrid Stati Uniti Stati Uniti 129 - 92 Serbia Serbia Mondiali 2014 - Finale 10 [59]
Totale Presenze 22 Punti 187


Record[modifica | modifica wikitesto]

Record personali[modifica | modifica wikitesto]

Record NBA[modifica | modifica wikitesto]

  • Record NBA di triple segnate in una stagione (402)[5][6]
  • Record NBA per triple segnate in un'edizione dei playoff (98)
  • Record NBA per partite consecutive con almeno una tripla messa a segno (157)[5][6]
  • Record NBA per partite consecutive con almeno una tripla messa a segno nei playoff (75)
  • Record NBA per triple segnate nella storia dei playoff (386)
  • Record NBA per triple segnate nella storia delle finali (121)
  • Record NBA per punti segnati in un overtime: 17 vs Portland Trail Blazers (9 maggio 2016)
  • Record NBA per triple segnate in una finale NBA: 9 vs Cleveland Cavaliers (3 giugno 2018)
  • Record NBA per partite in carriera con almeno 11 triple segnate (6)
  • Record NBA per partite consecutive con almeno 5 triple segnate (6)

Record nei Golden State Warriors[modifica | modifica wikitesto]

  • Record di franchigia per triple segnate

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

  • NCAA AP All-America First Team (2009)
  • NCAA AP All-America Second Team (2008)

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Golden State Warriors: 2015, 2017, 2018
2014-2015, 2015-2016
2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019
First Team: 2015, 2016, 2019
Second Team: 2014, 2017
Third Team: 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Ric Bucher, Is Stephen Curry the Best Shooter Ever? Yes, Say Many of NBA's All-Time Marksmen, su bleacherreport.com, 1º giugno 2015. URL consultato l'8 novembre 2016.
  2. ^ a b (EN) AJ Neuharth-Keusch, Scottie Pippen says Stephen Curry is the best shooter ever, su usatoday.com, 11 marzo 2016. URL consultato l'8 novembre 2016.
  3. ^ a b (EN) Michael Rothstein, Dave Bing on Stephen Curry: 'Best shooter that has played the game', su espn.com, 6 giugno 2016. URL consultato l'8 novembre 2016.
  4. ^ a b Ananth Pandian, Ray Allen on Steph Curry's 3-point skills: He's 'in a category of his own', su cbssports.com, 18 aprile 2016.
  5. ^ a b c d e (EN) Best way to break a slump: Break a record, su espn.com, 8 novembre 2016.
  6. ^ a b c d e Nba, fenomeno Curry: segna 13 triple, è record, su sportmediaset.mediaset.it, 8 novembre 2016.
  7. ^ Fishman, p. 9.
  8. ^ Fishman, p. 10.
  9. ^ (EN) Steph Curry's Little Sister Sydel Curry Is Married!, su Essence. URL consultato il 4 aprile 2019.
  10. ^ (EN) Jonathan Adams, Damion Lee’s Wife, Sydel, Is Steph Curry’s Sister, su Heavy.com, 3 marzo 2019. URL consultato il 4 aprile 2019.
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