Damian Lillard

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Damian Lillard
Damian Lillard against the Cleveland Cavaliers (cropped).jpg
Lillard con i Portland Trail Blazers nel 2019
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 190[1] cm
Peso 89[1] kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Playmaker
Squadra Portland T. Blazers
Carriera
Giovanili
Oakland High School
2008-2012Weber St. Wildcats
Squadre di club
2012-Portland T. Blazers549 (12.909)
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 12 aprile 2019

Damian Lamonte Ollie Lillard (Oakland, 15 luglio 1990) è un cestista e rapper statunitense, professionista nella NBA con i Portland Trail Blazers.

Viene soprannominato Dame Dolla (nome d'arte da rapper)[2] e Logo Lillard per i suoi tiri da centrocampo.[3][4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 marzo 2018, nel corso della sfida contro i New Orleans Pelicans (in cui ha segnato 41 punti),[5] ha avuto un figlio chiamato Damian Jr. dalla relazione con Kay’La Hanson,[5][6] sua fidanzata dai tempi del college.[7]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore dotato di grande personalità e professionalità,[8][9] di ruolo playmaker,[9] è molto forte nella metacampo offensiva con buone conclusioni sia dalla media distanza che da 3 punti,[9][10][11] talvolta anche da lunghe distanze,[3] mentre è debole nella metacampo difensiva.[12]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Primi studi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo secondo anno, Lillard si trasferì al St. Joseph Notre Dame High School ad Alameda, in California, una scuola privata dalla quale era uscito anche l'ex play NBA Jason Kidd, ma entro la fine dell'anno dovette trasferirsi di nuovo a causa del suo scarso impiego nella squadra. Decise di iscriversi all'Oakland High School dove trovò coach Orlando Watkins che lo promosse in pianta stabile in prima squadra.

Al suo primo anno nella nuova High School concluse la stagione con una media di 19,4 punti a partita, mentre il suo secondo anno si concluse con 22,4 punti e 5,2 assist a partita ed Oakland terminò la stagione con un record di 23 vittorie e 9 sconfitte. Nonostante il suo buon anno Lillard venne valutato in prospettiva solo con due stelle (su cinque) da Rivals.com. Terminati i due anni, Lillard decise di accettare la borsa di studio offertagli dalla Weber State University, un'università con sede a Ogden, nello Stato dello Utah.

Gli anni a WSU[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo anno da freshman Lillard chiuse la stagione con una media di 11,5 punti, che gli valse il titolo di "Freshman of the Year" e la nomina nel first-team della Big Sky Conference. Fu il secondo a riuscirci dopo Rodney Stuckey nel 2006, quando giocava per la Eastern Washington University.[13]

Durante il suo anno da sophomore, Lillard incrementò la sua media realizzativa a 19,9 punti a partita e trascinò la Weber State nella conquista del titolo di Conference. Al termine della stagione Lillard venne nominato "Big Sky Player of the Year".

Anche l'anno successivo Lillard ebbe subito un buon inizio, ma la sua stagione si interruppe dopo sole 10 partite a causa di un infortunio al piede. Riuscì comunque a dare una mano alla sua squadra segnando 19,7 punti a partita.

Al suo quarto e ultimo anno, Lillard concluse la stagione con 24,5 punti (secondo assoluto in NCAA alle spalle di Reggie Hamilton di Oakland University), 5 rimbalzi e 4 assist di media a partita.[14][15] Nello stesso anno portò il suo career-high universitario a 41 punti nella vittoria, dopo due overtime, per 91-89 contro San Jose State University. Nella stessa partita segnò il canestro da tre punti decisivo allo scadere. Al termine della stagione, venne nominato per la terza volta nel first-team della Big Sky Conference e ricevette per la seconda volta il premio di "Big Sky Player of the Year".

Tutto ciò lo fece vedere agli occhi degli esperti come il più promettente play dell'intera nazione e lo stesso Lillard prende la decisione di rendersi eleggibile al Draft NBA 2012. Conclude così la sua carriera universitaria come secondo miglior marcatore della storia della Weber State con 1934 punti e come quinto assoluto della Big Sky Conference.[14]

NBA (2012-)[modifica | modifica wikitesto]

2012-2013: l'arrivo nella NBA e il Rookie of the Year[modifica | modifica wikitesto]

Lillard durante l'anno da rookie

Lillard viene scelto dai Portland Trail Blazers come sesta scelta assoluta nel primo giro del Draft NBA del 2012.[16] Il 13 luglio 2012 firma il suo contratto da rookie[17] con i Trail Blazers e prende parte alla NBA Summer League concludendola con medie di 26,5 punti, 4 rimbalzi e 5,3 assist.[18] Ha scelto poi d'indossare la maglia numero 0 perché rappresenta la lettera "O" oltre che la sua crescita (è l'iniziale di Oakland e Ogden, città in cui è cresciuto, e di Oregon).[19][20][21] Il 31 ottobre 2012 fa il suo debutto in NBA contro i Los Angeles Lakers mettendo a referto 23 punti e 11 assist diventando, dopo Oscar Robertson e Isiah Thomas, il terzo giocatore nella storia della NBA con almeno 20 punti e 10 assist al debutto.[22][23]

Prende parte al NBA All-Star Weekend partecipando al Rising Stars Challenge e vincendo il Taco Bell Skills Challenge. Il 10 aprile 2013 mette a segno il suo season-high di 38 punti, sempre contro i Lakers. In seguito, Lillard viene nominato Western Conference Rookie of the Month per il mese di aprile;[24] lo stesso premio lo ha vinto 6 volte su 6 in stagione.[25]

Lillard conclude la sua prima stagione NBA con 19 punti, 6,5 assist e 3,1 rimbalzi a partita e ottiene il record del maggior numero di canestri da tre (185) realizzati da un rookie in una stagione,[26] diventando subito un leader della squadra.[26] Inoltre si unisce a Oscar Robertson e Allen Iverson come terzo rookie nella storia della NBA a far registrare 1500 punti e 500 assist in una stagione.[25] Eguaglia anche il record di Clyde Drexler come secondo giocatore nella storia dei Trail Blazers a far registrare 1500 punti e 500 assist in una stagione.[26]

Tutto ciò ha contribuito alla nomina unanime di Lillard come Rookie of the Year, quarto a riuscirci all'unanimità dopo Blake Griffin nel 2011, David Robinson nel 1990 e Ralph Sampson nel 1984.[27]

2013-2014: il primo All-Star Game e l'approdo ai play-off[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 gennaio 2014, Lillard mette a segno il suo season-high con 41 punti nella sconfitta contro i Sacramento Kings, di cui 26 punti segnati nel quarto quarto. Questo fatto gli consegna il record di franchigia per il maggior numero di punti segnati in un solo quarto.[28]

Nello stesso anno, viene votato dagli allenatori NBA per partecipare all'All-Star Game. In quell'edizione Lillard diventerà il primo giocatore della storia a partecipare a cinque eventi dell'All-Star Weekend: il Rising Stars Challenge il venerdì, lo Skills Challenge (dove arriva primo insieme alla guardia di Utah Trey Burke), il Three-Point Shootout e lo Slam Dunk Contest il sabato e l'All-Star Game la domenica.[29][30]

Lillard chiude la stagione con 20,7 punti, 5,6 assist e 3,5 rimbalzi e contribuisce a portare Portland al quinto posto nella Western Conference, con un record di 54-28. Portland si ritrova così nei Playoff e nel primo turno si ritrova ad affrontare gli Houston Rockets.

Il 20 aprile 2014, nella vittoria contro Houston, Lillard mette a referto 31 punti e 5 assist, diventando così il primo giocatore nella storia della NBA a mettere a segno più di 30 punti al debutto nei Playoff.[31] Il 2 maggio 2014, in gara 6 della serie con i Rockets, Lillard realizza, sulla sirena, il tiro da tre della vittoria di Portland segnando il definitivo 99-98,[26] facendo così terminare la serie e portando i Trail Blazers al secondo turno.[32] Portland vince così la serie contro Houston 4-2 e ritorna al secondo turno di Playoff dopo 14 anni.[26][32] Questo evento aggiunge un altro record alla carriera di Lillard, risulta infatti il quarto giocatore nella storia della NBA ad aver realizzato un buzzer-beater per risolvere una serie di Playoff dopo Ralph Sampson, Michael Jordan e John Stockton.[33][34]

Le speranze di Portland terminano però al secondo turno, dove la squadra dell'Oregon si ritrova contro i San Antonio Spurs futuri campioni. Lillard chiude la sua prima esperienza nei play-off con 22,9 punti, 6,5 assist e 5,1 rimbalzi per partita. Il 4 giugno viene nominato per la prima volta nell'All-NBA Third Team.[35]

2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Per la terza stagione consecutiva, Lillard gioca tutte le 82 partite della regular season. Ha stabilito il record per il maggior numero di triple segnate nelle prime tre stagioni di un giocatore. Il 19 dicembre 2014, ha segnato 43 punti vincendo con una tripla allo scadere 129-119 contro i San Antonio Spurs. Quattro giorni dopo, realizza 40 punti contro gli Oklahoma City Thunder. L'8 febbraio 2015, Lillard è stato selezionato come sostituto per l'infortunato Blake Griffin all'All-Star Game (dopo che poco tempo prima aveva manifestato il suo disappunto per non essere stato chiamato).[8][36] Il 4 marzo 2015, Lillard ha registrato il proprio career-high in rimbalzi, prendendone 18 nella vittoria 98-93 sui Los Angeles Clippers. I Trail Blazers hanno concluso la stagione regolare al quarto posto della Western Conference con un record di 51-31. Hanno affrontato i Memphis Grizzlies nel primo turno dei playoff, perdendo la serie in cinque partite. Lillard ha tirato con 16% dalla linea dei tre punti durante la serie, realizzandone solo 5 su 31 tentativi.[37]

2015-2016[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 luglio 2015, Lillard ha firmato un prolungamento del contratto a 120 milioni in 5 anni, in maglia Blazers.[38]

Il 28 ottobre 2015, ha registrato 21 punti e 11 assist vincendo la partita di apertura stagionale (107-92) contro i New Orleans Pelicans;[39] la sua unica tripla realizzata è stata la sua 600° in carriera, diventando così il giocatore NBA più veloce della storia a raggiungere il traguardo in 247 partite,[39] oltre a essere diventato il secondo giocatore di Portland ad avere raggiunto più velocemente il traguardo dei 1500 assist dopo Terry Porter (che lo ha raggiunto dopo 215 gare nel 1987-1988).[39]

Il 21 dicembre, salta la sua prima partita della sua carriera a causa di una fascite plantare al piede sinistro, mettendo fine alla sua serie di 275 partite consecutive. L'8 gennaio, ha segnato un 40 punti, non abbastanza per sconfiggere i Golden State Warriors. Il 19 febbraio, ha messo a referto 51 punti, riuscendo stavolta a vincere per 137-105 contro Golden State. Due giorni dopo, ha segnato 30 punti contro gli Utah Jazz, diventando il primo Blazer a segnare almeno 30 punti in quattro partite consecutive, da quando Clyde Drexler compí l'impresa nel 1991. Ha esteso quella serie a cinque nella partita seguente contro i Brooklyn Nets. Durante le sue prime 300 partite in NBA, Lillard ha tenuto una media di 21.2 punti e 6.2 assist a partita. Solo quattro altri giocatori nella storia della NBA hanno segnato almeno 21 punti e 6 assist nelle prime 300 partite: Oscar Robertson (30,2 e 10,3), Nate Archibald (24,5 e 8,4), LeBron James (26,7 e 6,4) e Dwyane Wade (24,0 e 6,4). Il 4 marzo, ha giocato la sua seconda partita da 50 punti della stagione contro i Toronto Raptors.[40]

Nel finale di stagione, il 13 aprile nel successo per 107-99 contro i Denver Nuggets, ha centrato la sua 827a tripla in carriera, superando il record di franchigia di 826 di Wesley Matthews[41] ed è diventato il terzo Blazer a tenere oltre 25 punti in stagione, unendosi a Drexler e Kiki Vandeweghe.[41] A fine anno tiene di media 25,1 punti, 6,8 assist e 4 rimbalzi, venendo inserito per la prima volta nell'All-NBA Second Team.[35]

Dopo aver sconfitto i Los Angeles Clippers al primo turno dei playoff, i Blazers si sono trovati ad affrontare i Golden State Warriors nel secondo round, dominatori della stagione regolare con il miglior record W/L della storia (73-9). In Game 3 Lillard ha contribuito nell'unica vittoria della serie con 40 punti e 10 assist, portando la serie a 2-1 in favore degli Warriors.[42] Non bastano i suoi 36 punti e 10 assist per vincere gara 4. In questi playoff mantiene una media di 26.5 punti e 6.3 assist. Portland perderà la serie in 5 partite.

2016-2017[modifica | modifica wikitesto]

Nella gara di apertura della stagione il 25 ottobre, Lillard registra 39 punti, 9 rimbalzi e 6 assist vincendo 113-104 contro Utah.[43] Quattro giorni dopo, ha segnato 37 punti, infilando un floater con meno di un secondo rimasto su cronometro, mandando la partita all'overtime, vinta poi dai Blazers 115-113 sui Denver Nuggets.[44][45] Lillard ha accumulato 695 punti nelle prime 25 partite della stagione dei Blazers, superando il precedente record di 681 di Drexler nel 1988. Ha saltato cinque partite tra il 26 dicembre e il 4 gennaio dopo essersi slogato la caviglia contro San Antonio il 23 dicembre. Il 28 gennaio contro Golden State, ha raggiunto 8.000 punti carriera, unendosi a Michael Jordan e LeBron James come gli unici tre giocatori a raggiungere 8.000 punti e 2.000 assist nelle loro prime cinque stagioni. Il 19 marzo, ha segnato 49 punti stagionali, vincendo contro gli Heat, migliorando il record in carriera con nove triple realizzate. L'8 aprile 2017 ha segnato un record in franchigia e career-high personale di 59 punti nella vittoria 101-86 sui Jazz,[46] Tra l'altro ha superato il record di Clyde Drexler e Kiki Vandeweghe per partite in cui (un giocatore dei Trail Blazers) ha segnato 30 o più punti (ovvero 26).[47] Dopo la pausa All-Star, nonostante un problema alla caviglia,[48] Lillard ha aiutato i Trail Blazers ad ottenere un 18-8 di fine stagione, guadagnandosi l'ottavo posto nella Western Conference con un record di 41-41.[49] Hanno affrontato i Golden State Warriors per il secondo anno consecutivo al primo round dei palyoffs; nella serie i Blazers subirono uno sweep 4-0, nonostante Lillard mantenne nella serie una media di 27.8 punti, 4,5 rimbalzi, 3,3 assist e palle 1,3 rubate a partita, tirando col 43% dal campo, col 28% da dietro l'arco e col 96% dalla linea di tiro libero.[50] Il 2 maggio 2017, gli è stato assegnato il Magic Johnson Award per la stagione 2016-17, che onora il giocatore che meglio combina l'eccellenza sul campo da basket con la collaborazione e la dignità nel rapporto con i media e il pubblico.[51]

2017-2018[modifica | modifica wikitesto]

Lillard nel marzo 2018

Il 9 dicembre pareggia il record di franchigia con nove triple, segnando 35 punti nella sconfitta 124-117 contro gli Houston Rockets.[52] Lillard subisce un infortunio al bicipite femorale alla fine di dicembre che lo tiene fermo fino al 2 gennaio. Il 22 gennaio Lillard viene nominato Western Conference Player of the Week per le partite giocate dal 15 al 21 gennaio.[53] Il giorno dopo è nominato riserva All-Star della Western Conference.[54] Il 9 febbraio, in una vittoria per 118-100 sui Sacramento Kings, ha segnato un season-high di 50 punti in 29 minuti, la quarta partita da 50 punti della sua carriera: ha segnato 22 punti nel terzo quarto prima di sedersi per tutto l'ultimo quarto, ha tirato 16 su 26 dal campo con otto tiri da 3 punti e 10 su 10 tiri liberi.[55] Il 14 febbraio realizza 44 punti e 8 assist vincendo 123-117 sui Warriors.[56] Il 24 febbraio, ha realizzato un lay-up con 0,9 secondi rimasti vincendo la partita contro i Suns 106-104, concludendo con un punteggio di 40 punti. Ha mantenuto una media di 31,4 punti a febbraio, aggiudicandosi la media più alta in classifica per qualsiasi mese nella storia di Portland superando Geoff Petrie.[57] Il 28 marzo 2018 ha segnato 41 punti in occasione della vittoria per 107-103 contro i New Orleans Pelicans.[5] Nel finale di stagione dei Trail Blazers dell'11 aprile, ha registrato 36 punti e 10 assist in una vittoria 102-93 contro lo Utah Jazz.[58] La vittoria è valsa ai Trail Blazers il terzo posto nei playoff con un record di 49-33.[58] Ha terminato la regular season con con una media di 26,9 punti, quarto nella lega.[59] Nel primo round dei playoff i Blazers hanno sfidato i Pelicans, subendo un deludente sweep in 4 partite. Lillard ha mantenuto le medie più basse in carriera ai playoff, con 18.5 punti e 4.8 assist, tirando col 35% dal campo e col 30% da tre punti.[60]

È stato inserito nell'All-NBA First Team, diventando il terzo giocatore nella storia della franchigia a essere inserito nel primo quintetto della lega, dopo Drexler (1991-92) e Bill Walton (1977-78).[61]

2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

Nella gara d'apertura della stagione segna 28 punti nel successo per 128-119 contro i Lakers del neo-arrivato LeBron James, risultando essere il migliore marcatore della squadra.[62] Il 26 ottobre ha segnato 41 punti nella vittoria per 128-114 contro gli Orlando Magic, di cui 34 negli ultimi 2 quarti.[63] Il 29 novembre, oltre ad aver (ri)segnato 41 punti, realizza il record di franchigia per tiri da 3 segnati mettendone 10 nel successo per 115-112 contro gli Orlando Magic.[64] Il 28 dicembre ha segnato un canestro decisivo da 3 punti a 6,3 secondi dalla fine dell'overtime nel successo per 110-109 contro i Golden State Warriors (in cui ha segnato 21 punti).[65] Il 16 marzo 2019 segna 24 punti nel successo per 124-110 contro i New Orleans Pelicans; con questa prestazione supera LaMarcus Aldridge diventando il secondo miglior marcatore nella storia della franchigia.[66] Il 5 aprile 2019, in occasione della vittoria per 116-89 contro i Memphis Grizzlies, mette a referto 20 punti, 7 rimbalzi e 10 assist, diventando il secondo giocatore dei Trail Blazers dopo Clyde Drexler a mettere a referto in una stagione almeno 2.000 punti e 500 assist.[67] L'8 aprile 2019 segna 30 punti nel successo per 115-108 contro i Denver Nuggets, e supera il suo record (che è anche quello di franchigia) di 229 triple segnate in una stagione del 2015-2016.[68] Nei playoffs ha avuto un ruolo decisivo per far sì che i Trail Blazers superassero gli Oklahoma City Thunder di Russell Westbrook in 5 gare, segnando con un tiro da 3 punti da grande distanza il buzzer beater che ha chiuso la serie in gara-5 sul punteggio di 118-115;[69][70] in questa partita ha realizzato 50 punti con 10 tiri da 3 stabilendo il record di franchigia nei playoffs in quest'ultima statistica,[71] mentre nella serie ha tenuto di media 33 punti,[72] oltre ad avere rivaleggiato con Westbrook anche dal punto di vista agonistico.[73][74] In gara-1 del turno successivo contro i Denver Nuggets ha segnato 39 punti che però non sono bastati alla squadra a evitare la sconfitta della squadra per 121-113,[75] nonostante avesse faticato al tiro da 3 punti ma segnando molto dentro l'area.[75] Nelle gare successive continua a faticare da dietro l'arco, in gara-3 ha realizzato 28 punti nella gara vinta dopo 4 overtime (era dal 1953 che non si verificava questo avvenimento)[76][77][78] per 140-137,[79] mentre nella vittoriosa gara-6 (119-108 il punteggio finale) ha segnato nuovamente un tiro da 3 da lunga distanza,[4] oltre ad avere messo a referto 32 punti;[80] con questa prestazione ha superato Clyde Drexler segnando il 15° trentello ai playoffs con Portland.[80] In gara-7, nonostante fosse andato vicino alla tripla doppia con 14 punti, 10 rimbalzi e 8 assist,[81] non giocò una buona gara, ma i Blazers passarono il turno a gara-7 grazie a 37 punti (e 9 rimbalzi) di CJ McCollum,[81][82] tornando alle finali di conference dopo 19 anni di assenza.[81] In finale di conference i Trail Blazers dovettero riarrendersi di fronte ai Golden State Warriors in 4 gare,[83] nonostante avesse tenuto di media 22,3 punti nella serie (19, 23, 19 e 28 i punti da lui realizzati nella serie).[83] Tra l'altro, in gara-2, Lillard subì un infortunio alle costole[84][85] ma ciononostante giocò tutte le 4 gare contro gli Warriors.

La sua ottima stagione gli è valsa a fine anno il secondo inserimento in carriera nell'All-NBA Second Team.[86] Oltretutto, per via del suo impegno nel sociale, gli è stato conferito il J. Walter Kennedy Citizenship Award.[87] Il 30 giugno 2019 ha rinnovato il suo contratto per 4 anni a 196 milioni complessivi.[88]

Fuori dal campo[modifica | modifica wikitesto]

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 ha stipulato un accordo con Adidas,[89] successivamente rinegoziato con l'azienda tedesca il 14 aprile 2014 da 100 milioni di dollari in 10 anni.[89] Ha una sua marca di scarpe nota come Adidas Dame.[90]

Carriera da rapper[modifica | modifica wikitesto]

Dame Dolla
Damian Lillard with a fan.jpg
Lillard con un fan
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereHip hop
Periodo di attività musicale2015 – in attività
EtichettaFront Page Music
Album pubblicati2
Studio2
Sito ufficiale

Nel 2015 ha iniziato la sua carriera da rapper con il nome d'arte Dame Dolla pubblicando il suo primo singolo Soldier in The Game.[91][92] Il 15 luglio 2016, in occasione del suo 26º compleanno, si è esibito per la prima volte in live al Crystal Ballroom di Portland.[93] Il 21 ottobre 2016 ha pubblicato il suo primo album The Letter O.[2] Il 6 ottobre 2017 ha pubblicato il suo secondo album intitolato Confirmed.[2]

Il suo rapper preferito è Tupac Shakur,[2] che lui omaggia nel suo secondo album,[2] oltre a essersi ispirato a Notorious B.I.G. e Nas.[2]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Dettagli dell'album Peak chart positions
US[94] USIndie[95] USR&B/HH[96]
The Letter O
  • Rilasciato: 21 ottobre 2016
  • Etichetta: Front Page Music
  • Formato: Digital download
119 13 7
Confirmed
  • Rilasciato: 6 ottobre 2017
  • Etichetta: Front Page Music
  • Formato: Digital download
18

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Da artista principale[modifica | modifica wikitesto]
Titolo Album Anno
Bigger Than Us[97]
(ft. Paul Rey)
Singolo non incluso in nessun album 2015
Run It Up[98]
(ft. Lil Wayne)
Confirmed 2017
Shot Clock[99]
(ft. Dupre)
Singolo non incluso in nessun album
Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]
Titolo Album Anno
I Wish I Could Tell You[100]
(ft. Brookfield Duece)
Singolo non incluso in nessun album 2015

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2012-13 Portland T. Blazers 82 82 38.6 42.9 36.8 84.4 3.1 6.5 0.9 0.2 19.0
2013-14 Portland T. Blazers 82 82 35.8 42.4 39.4 87.1 3.5 5.6 0.8 0.3 20.7
2014-15 Portland T. Blazers 82 82 35.7 43.4 34.3 86.4 4.6 6.2 1.2 0.3 21.0
2015-16 Portland T. Blazers 75 75 35.7 41.9 37.5 89.2 4.0 6.8 0.9 0.4 25.1
2016-17 Portland T. Blazers 75 75 35.9 44.4 37.0 89.5 4.9 5.9 0.9 0.3 27.0
2017-18 Portland T. Blazers 73 73 36.6 43.9 36.1 91.6 4.5 6.6 1.1 0.4 26.9
2018-19 Portland T. Blazers 80 80 35.5 44.4 36.9 91.2 4.6 6.9 1.1 0.4 25.8
Carriera 549 549 36.3 43.4 36.8 88.9 4.2 6.3 1.0 0.3 23.5
All-Star 4 0 15.3 43.1 37.5 0.0 3.0 2.2 0.7 0.0 14.7

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2014 Portland T. Blazers 11 11 42.4 43.9 38.6 89.4 5.1 6.5 1.0 0.1 22.9
2015 Portland T. Blazers 5 5 40.2 40.6 16.1 78.1 4.0 4.6 0.4 0.6 21.6
2016 Portland T. Blazers 11 11 39.7 36.8 39.3 91.0 4.3 6.3 1.3 0.3 26.5
2017 Portland T. Blazers 4 4 37.8 43.3 28.1 96.0 4.5 3.3 1.3 0.5 27.8
2018 Portland T. Blazers 4 4 40.5 352 30.0 88.2 4.5 4.8 1.3 0.0 18.5
2019 Portland T. Blazers 16 16 40.6 41.8 37.3 83.3 4.8 6.6 1.7 0.3 26.9
Carriera 51 51 40.5 40.6 35.3 87.0 4.6 5.9 1.3 0.3 24.8

Massimi in carriera[modifica | modifica wikitesto]

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2008-09 Weber St. Wildcats 31 26 29.4 43.4 37.4 84.1 3.9 2.9 1.1 0.2 11.5
2009-10 Weber St. Wildcats 31 31 34.3 43.1 39.3 85.3 4.0 3.6 1.1 0.1 19.9
2010-11 Weber St. Wildcats 10 9 28.5 43.8 34.5 85.7 3.8 3.3 1.4 0.2 17.7
2011-12 Weber St. Wildcats 32 32 34.5 46.7 40.9 88.7 5.0 4.0 1.5 0.2 24.5
Carriera 104 98 32.3 44.6 39.0 86.7 4.3 3.5 1.2 0.2 18.6

Massimi in carriera[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo di punti: 41 vs San Jose State Spartans (3 dicembre 2011)[102]
  • Massimo di rimbalzi: 12 vs Mayville State University (19 dicembre 2011)
  • Massimo di assist: 9 vs Southern Utah Thunderbirds (10 dicembre 2011)
  • Massimo di palle rubate: 4 (3 volte)
  • Massimo di stoppate: 2 vs Montana Grizzlies (2 gennaio 2010)
  • Massimo di minuti giocati: 50 vs Idaho State (16 gennaio 2010)

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Premi NBA[modifica | modifica wikitesto]

2012-2013

All-Star Game[modifica | modifica wikitesto]

2014, 2015, 2018, 2019
2013, 2014

All-NBA[modifica | modifica wikitesto]

Third Team: 2014
Second Team: 2016, 2019
First Team: 2018
2012-2013

College[modifica | modifica wikitesto]

2009-2010, 2011-2012
  • NCAA AP All-America Third Team (2012)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Davide Piasentini, Shots For The Ages. I canestri che hanno cambiato il basket Nba, Youcanprint, 2016, ISBN 9788892622210.

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