Grant Hill

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Grant Hill
Grant Hill 2007-12-08.jpg
Hill in palleggio con la maglia dei Phoenix Suns
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 203 cm
Peso 102 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Ala piccola
Ritirato 2013
Hall of fame Naismith Hall of Fame (2018)
Carriera
Giovanili
South Lakes High School
1990-1994Duke Blue Devils
Squadre di club
1994-2000Detroit Pistons435 (9.393)
2000-2007Orlando Magic200 (3.280)
2007-2012Phoenix Suns362 (4.371)
2012-2013L.A. Clippers29 (93)
Nazionale
1991-1996Stati Uniti Stati Uniti17 (134)[1]
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Atlanta 1996
Flag of PASO.svg Giochi Panamericani
Bronzo L'Avana 1991
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Grant Henry Hill (Dallas, 5 ottobre 1972) è un ex cestista statunitense, di ruolo ala piccola.

Grant Hill ha giocato come ala piccola per 19 anni militando in ordine nei Detroit Pistons, negli Orlando Magic, nei Phoenix Suns e nei Los Angeles Clippers.[2]

Ha giocato 1.026 partite in NBA, ha partecipato a 7 All-Star Game[3] ed è entrato 5 volte nell'All-NBA Team (una volta nel primo le altre nel secondo),[4] ma non ha mai vinto l'anello.[5]

Con la nazionale ha vinto una medaglia di bronzo ai giochi panamericani 1991[6] e un oro alle Olimpiadi del 1996.[7]

Ha vinto per 3 volte l'NBA Sportsmanship Award,[8] risultando essere il cestista ad averlo vinto più volte in assoluto.[9]

Dal 2018 è fra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.[10]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Hill è nato a Dallas mentre suo padre (Calvin Hill) è una stella dei Dallas Cowboys.[11] Sua madre Janet, laureatasi al Wellesley College, ha condiviso la camera con Hillary Clinton quando entrambe erano al primo anno.[11]

Prima di andare alla Duke University ha girato uno spot per la Sprite.[12]

Durante la sua carriera universitaria ha conseguito la laurea in storia e in scienze politiche.[13]

A Detroit ha conosciuto Tamia, con cui si è sposato nel 1999,[14] da cui ha avuto 2 figlie: Myla Grace (classe 2002) e Lael Rose (classe 2007).[15]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

È considerato uno dei giocatori più completi della storia NBA, tra i migliori degli anni novanta.[10][16][17] Tra le sue qualità spiccavano l'atletismo,[16] il controllo palla,[16] la visione di gioco[7] e l'intelligenza tattica[18] che lo rendevano a tutti gli effetti un all-around player.[7][19]

Era considerato il nuovo Michael Jordan,[7][17][20][21][22] mentre da altri è stato definito un LeBron prima di LeBron.[22][23][24][25] Tuttavia a causa del fatto che la sua carriera è stata enormemente condizionata dagli infortuni è stato definito uno dei più grandi what if nella storia del basket.[7][22][26][27]

In carriera si è anche distinto per la professionalità e determinazione con le quali si approciava alla pallacanestro.[28][29][30]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school e college[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della carriera di suo padre nella NFL, la famiglia si trasferì a Reston, Virginia, dove Grant diventò una stella dell'high-school.[31] In seguito giocò per 4 anni alla Duke University, vincendo il titolo nazionale nel 1991 e nel 1992[7][13] e perdendo il campionato nel 1994.[31] Oltre che i 2 titoli partecipò al McDonald's All-American Game nel 1990 ed entrò tra i membri di 2 NCAA AP All-America Team.[10][13] A scuola comunque praticò diversi sport prima di scegliere la pallacanestro,[32] suonando pure il pianoforte.[32] Al termine della sua carriera univeristaria venne definito dal suo ex allenatore a Duke a Mike Krzyzewski il miglior giocatore che avesse mai allenato.[19]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Detroit Pistons[modifica | modifica wikitesto]

Grant Hill venne scelto dai Detroit Pistons come terza scelta nel Draft NBA dopo essersi laureato nel 1994.[10] Nella sua prima stagione, Hill realizzò in media 19,9 punti, 5,0 assist, 6,4 rimbalzi e 1,77 palle rubate per partita,[13] guidando la sua squadra in ogni statistica a fine anno[13] e diventando il quinto a riuscire in ciò.[13] In quest'annata divenne sin da subito uno dei giocatori preferiti dal pubblico,[33] oltre al fatto che il coach dei Pistons Don Chaney lodò la sua comprensione del gioco e paragonò Hill a 2 ex campioni dell'NBA come Magic Johnson e Larry Bird.[19] A fine stagione si divise il titolo di NBA Rookie of the Year Award con Jason Kidd.[7] Hill inoltre giocò regolarmente nell'NBA All-Star Game.[7] Nella stagione 1995-1996 partecipò all'All-Star Game risultando essere il giocatore più votato della lega, anche più del ritornato Michael Jordan,[13] e al termine della stagione venne inserito, per la prima volta di 5 consecutive, in un All-NBA Team.[13] Nel 1997 mise a referto 13 triple-doppie in una sola stagione guidando la lega in tale statistica,[34] segnando in media 21,4 punti più 9,0 rimbalzi e 7,3 assist.[25] Nella seconda metà degli anni novanta Hill si affermò così come uno dei giocatori più forti della NBA.[17]

Comunque, nonostante il valore aggiunto portato alla squadra da Grant Hill, i Detroit Pistons non riuscirono mai a proseguire a lungo nel cammino dei playoffs, fermandosi al primo turno in ognuna delle loro 4 apparizioni (1996, 1997, 1999, 2000).[13] L'8 febbraio 1999 realizzò il proprio career high di punti segnandone 46 nel successo per 106-103 contro gli Washington Wizards.[35] Al termine della stagione 1998-1999 diventò il 2º giocatore, dopo Wilt Chamberlain, a guidare la sua squadra in punti, assist e rimbalzi di media in 3 stagioni diverse nella storia dell'NBA.[36] La stagione 1999-2000 fu quella più prolifica della sua carriera (25,8 punti a partita) ma calando in assist e rimbalzi (rispettivamente 5,2 e 6,6), e giocando nei playoffs pur con un infortunio alla sua caviglia sinistra;[36] cionostante i Pistons vennero sweepati al primo turno dai Miami Heat e Hill peggiorò la propria situazione fisica.[36] Viste le sue medie, rientra tra i 6 giocatori ad avere totalizzato almeno 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi nelle prime 6 stagioni in carriera; gli altri a esserci riusciti sono Oscar Robertson, Jerry West, Larry Bird, Michael Jordan e successivamente rispetto a Hill LeBron James.[7][37]

Orlando Magic[modifica | modifica wikitesto]

Grant Hill in allenamento a Phoenix

A fine anno Hill venne scambiato con gli Orlando Magic per Chucky Atkins e Ben Wallace.[38][39] Prima di trasferirsi in Florida ci fu per lui la possibilità di trasferirsi ai Lakers in cambio della loro stella Kobe Bryant.[40][41]

I Magic sperarono che potesse fare coppia con la superstar Tracy McGrady, comprato dai Toronto Raptors, per far tornare i Magic tra i grandi della NBA.[39] Hill si trovò però in difficoltà sin dal suo arrivo ad Orlando per problemi alla caviglia, giocando in sole 4 partite[18] (per quanto all'inizio si temeva che non riuscisse neppure a giocarle)[42] nella sua prima stagione con la nuova squadra, 14 nella seconda stagione e 29 nella terza. Nel marzo 2003 si sottopose a un intervento chirurgico per cercare di risolvere definitivamente i problemi alla caviglia;[43] cinque giorni dopo l'operazione, però, Hill rischiò addirittura di morire a causa di un'infezione da stafilococco, che lo costrinse a una settimana di ricovero e sei mesi di antibiotici.[43]

È rientrato nella stagione 2004-2005 dimostrando di essere ancora molto amato dai tifosi,[43] che con i loro voti lo fecero partire in quintetto nell'All-Star Game per l'Eastern Conference.[44] Al termine della stagione vinse il premio per la sportività.[8]

Quando sembrava, dopo aver giocato una stagione quasi intera nel 2004-2005, che Hill (ormai 33enne) potesse tornare sui buoni livelli della sua esperienza a Detroit, nella stagione 2005-2006 ebbe di nuovo problemi fisici, tra i quali un'ernia inguinale, disputando solo 21 match.[45]

Tornò a giocare nel campionato 2006-2007 per gli Orlando Magic con i quali tenne una media di 14,4 punti e 3,6 rimbalzi a gara, con la squadra che tuttavia venne eliminata al primo turno in 4 gare dai Detroit Pistons.[46]

Phoenix Suns[modifica | modifica wikitesto]

Hill in riscaldamento ai Suns

Nell'estate 2007, dopo avere pensato al ritiro per via dei tanti infortuni patiti,[47] rimase free agent e in luglio firmò con i Phoenix Suns.[48]

Ai Suns Hill indossò la maglia numero 33 (lo stesso che usa fin dai tempi di Duke) nonostante il numero fosse stato ritirato in onore di Alvan Adams:[49] l'eccezione venne fatta per la reputazione di grande atleta e di professionista serio di cui Hill ha sempre goduto.[49] Arrivò ai Suns con il pensiero di giocare un paio d'anni prima di ritirarsi, ma per via delle prestazioni offerte in campo rinviò la sua decisione di qualche anno.[28]

In Arizona Hill vinse per la seconda volta il premio per la sportività[8] e partì nel quintetto base (seppure con minutaggi intorno alla mezz'ora) dando con la sua esperienza un apporto prezioso per la squadra del duo Nash-Stoudemire, imponendosi sin da subito come uno dei leader della squadra.[50]

L'anno successivo giocò per la prima volta in carriera 82 partite su 82 all'età di 36 anni.[50]

Nella stagione 2009-2010 vinse per la terza volta il premio Joe Dumars per la sportività e soprattutto riuscì per la prima volta in carriera (a 38 anni)[8] ad accedere alle finali di conference durante i playoffs, in quanto Phoenix superò Portland per 4-2 e San Antonio per 4-0.[51] Il cammino dei Suns si fermò alla Finali di Conference, contro i Lakers di Kobe Bryant e Pau Gasol, con Hill che negli ultimi minuti, seppur marcandolo al suo meglio, non poté impedire il canestro vincente di Kobe Bryant.[52] Le due stagioni successive furono invece povere di soddisfazioni con la squadra che non raggiunse i playoffs (con lui che rinnovò nel dicembre 2011 per un altro anno).[53]

Los Angeles Clippers[modifica | modifica wikitesto]

Alla soglia dei 40 anni (secondo giocatore più anziano in attività, un giorno più giovane di Kurt Thomas)[54] decise di accettare la sfida propostagli dai Los Angeles Clippers, firmando un contratto biennale il 17 luglio 2012.[55] Fece il suo esordio con la franchigia di Los Angeles il 12 gennaio 2013.[56] Appena 4 giorni più tardi raggiunse le 1.000 presenze in NBA contro gli Houston Rockets.[57] Nonostante fosse ormai avesse superato i 40 anni diede comunque un buon contributo alla squadra ad esempio quando marcò Carmelo Anthony contro i New York Knicks nel 4° quarto,[28][58] o con una stoppata decisiva su Jerryd Bayless contro Memphis (rivelatasi decisiva per il raggiungimento dei playoffs della squadra).[28]

Nei playoffs i Clippers, nonostante un grande Chris Paul,[59] si fermarono al 1º turno a gara-6 contro i Memphis Grizzlies, impedendo a Hill di vincere l'anello.[59]

Il 1º giugno 2013 annunciò il suo ritiro dalla lega in diretta tv su TNT.[3][60]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere disputato i giochi panamericani nel 1991,[6] nell'estate del 1996 Hill vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atlanta 1996 con la nazionale USA,[7] in cui diede il suo contributo al 2° Dream Team (composto tra i tanti da giocatori come John Stockton, Charles Barkley, Hakeem Olajuwon, Scottie Pippen e Shaquille O'Neal)[61] al raggiungimento della vittoria finale fornendo buone prestazioni,[61] seppur non giocando le ultime 2 partite decisive contro Australia e Jugoslavia. Quattro anni dopo venne convocato anche per le Olimpiadi di Sydney 2000, ma dovette rinunciare a causa dell'infortunio patito durante la stagione.[36][62] Venne sostituito da Shareef Abdur-Rahim.[62]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Stagione regolare[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1994-1995 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 70 69 2678 508-1064 4-27 374-511 445 353 124 62 1394
1995-1996 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 80 80 3260 564-1,221 5-26 485-646 783 548 100 48 1618
1996-1997 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 80 80 3147 625-1259 10-33 450-633 721 583 144 48 1710
1997-1998 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 81 81 3294 615,1361 3-21 479-647 623 551 143 53 1712
1998-1999 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 50 50 1852 384,802 0-14 285-379 355 300 80 27 1053
1999-2000 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 74 74 2776 696-1,422 34-98 480-604 490 385 103 43 1906
2000-2001 Stati Uniti Orlando Magic NBA 4 4 132 19-43 1-1 16-26 25 25 5 2 55
2001-2002 Stati Uniti Orlando Magic NBA 14 14 513 83-195 0-2 69-80 125 64 8 4 235
2002-2003 Stati Uniti Orlando Magic NBA 29 29 840 151/307 1/4 118/144 206 122 28 13 421
2004-2005 Stati Uniti Orlando Magic NBA 67 67 2338 517/1015 3/13 280/341 318 220 97 28 1317
2005-2006 Stati Uniti Orlando Magic NBA 21 17 612 119/243 2/8 78/102 80 48 24 6 318
2006-2007 Stati Uniti Orlando Magic NBA 65 64 2008 342/660 2/12 248/324 237 138 61 25 934
2007-2008 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 70 68 2222 358/712 33/104 170/196 353 203 65 56 919
2008-2009 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 82 68 2444 390/745 24/76 181/224 405 186 90 54 985
2009-2010 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 81 81 2430 336/703 35/80 205/251 445 193 60 36 912
2010-2011 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 80 80 2408 399/825 45/114 213/257 338 200 64 35 1056
2011-2012 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 49 46 1378 201/451 14/53 83/109 171 107 41 29 499
2012-2013 Stati Uniti Los Angeles Clippers NBA 29 0 437 38/98 3/11 14/24 49 26 11 7 93
Totale carriera 1026 972 34774 6345/19126 219/697 4228/5498 6169 4252 1248 576 17137

Playoffs[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1995-1996 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 3 3 115 22-39 1-2 12-14 22 11 3 0 57
1996-1997 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 5 5 203 45-103 0-0 28-39 34 27 4 5 118
1998-1999 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 5 5 176 42-92 0-1 13-16 36 37 10 2 97
1999-2000 Stati Uniti Detroit Pistons NBA 2 2 55 6-16 1-2 9-10 11 9 1 0 22
2006-2007 Stati Uniti Orlando Magic NBA 4 4 143 19-38 0-0 22-33 22 15 2 1 60
2007-2008 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 3 2 67 5-11 0-0 1-1 16 3 2 1 11
2009-2010 Stati Uniti Phoenix Suns NBA 16 16 451 59/123 3/16 33/38 93 36 13 10 154
2012-2013 Stati Uniti Los Angeles Clippers NBA 1 0 20 2/4 0/0 0/0 4 2 0 0 4
Totale carriera 39 37 1232 200/426 5/21 118/151 238 140 35 19 523

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Record individuali in una singola partita di Grant Hill:

  • Punti: 46 vs. Wizards, 8 febbraio 1999[63]
  • Tiri segnati: 17 vs. Magic, 3 gennaio 2000
  • Tiri tentati: 35 vs. Heat, 2 novembre 1999
  • Tiri da 3 segnati: 4 vs. Pacers, 27 febbraio 2011
  • Tiri da 3 tentati: 8 vs. Magic, 10 novembre 2007
  • Tiri liberi segnati: 18 vs. Wizards, 8 febbraio 1999
  • Tiri liberi tentati: 22 vs. Wizards, 8 febbraio 1999
  • Rimbalzi offensivi: 8 (3 volte)
  • Rimbalzi difensivi: 17 vs. Grizzlies, 26 marzo 1996
  • Rimbalzi totali: 18 (2 volte)
  • Assist: 14 (2 volte)
  • Stoppate: 4 (3 volte)
  • Palle rubate: 6 (5 volte)
  • Minuti giocati: 55 vs. Suns, 3 dicembre 1997

Cronologia presenze e punti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e dei punti in Nazionale - Stati Uniti Stati Uniti
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Punti Note
3-8-1991 L'Avana Cuba Cuba 88 - 92 Stati Uniti Stati Uniti n.d. [6]
5-8-1991 L'Avana Stati Uniti Stati Uniti 91 - 66 Venezuela Venezuela n.d. [6]
6-8-1991 L'Avana Stati Uniti Stati Uniti 87 - 81 Argentina Argentina n.d. [6]
9-8-1991 L'Avana Stati Uniti Stati Uniti 116 - 58 Bahamas Bahamas n.d. [6]
12-8-1991 L'Avana Stati Uniti Stati Uniti 114 - 68 Uruguay Uruguay n.d. [6]
15-8-1991 L'Avana Porto Rico Porto Rico 73 - 68 Stati Uniti Stati Uniti n.d. [6]
17-8-1991 L'Avana Stati Uniti Stati Uniti 93 - 74 Cuba Cuba n.d. [6]
7-7-1996 Cleveland Stati Uniti Stati Uniti 109 - 68 Brasile Brasile Amichevole 10 [64]
10-7-1996 Phoenix Stati Uniti Stati Uniti 119 - 58 Cina Cina Amichevole 14 [65]
12-7-1996 Salt Lake City Stati Uniti Stati Uniti 118 - 77 Australia Australia Amichevole n.d. [66]
14-7-1996 Indianapolis Stati Uniti Stati Uniti 128 - 62 Grecia Grecia Amichevole 15 [67]
20-7-1996 Atlanta Stati Uniti Stati Uniti 96 - 68 Argentina Argentina Olimpiadi 1996 - Fase a gironi 10 [68]
22-7-1996 Atlanta Stati Uniti Stati Uniti 87 - 54 Angola Angola Olimpiadi 1996 - Fase a gironi 7 [69]
24-7-1996 Atlanta Stati Uniti Stati Uniti 104 - 82 Lituania Lituania Olimpiadi 1996 - Fase a gironi 9 [70]
26-7-1996 Atlanta Stati Uniti Stati Uniti 133 - 70 Cina Cina Olimpiadi 1996 - Fase a gironi 19 [71]
28-7-1996 Atlanta Stati Uniti Stati Uniti 102 - 71 Croazia Croazia Olimpiadi 1996 - Fase a gironi 9 [72]
30-7-1996 Atlanta Stati Uniti Stati Uniti 98 - 75 Brasile Brasile Olimpiadi 1996 - Quarti di finale 4 [73]
Totale Presenze 17 Punti 97


Hill (destra) nel 2016 con l'ex segretario della difesa degli Stati Uniti Ashton Carter

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Pochi mesi dopo il ritiro dall'attività agonistica iniziò a condurre il programma Inside Stuff insieme a Kristen Ledlow.[74][75]

Nel giugno 2015 diventò socio di minoranza degli Atlanta Hawks.[76]

Nel settembre 2018 venne introdotto nella Hall Of Fame.[10]

Fuori dal campo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'anno da rookie, fece un'apparizione da David Letterman nel suo show, suonando pure il pianoforte mostrando un'ottima capacità a riguardo[32] (dovute al fatto che a 9 anni iniziò a prendere lezioni di piano, che smise di suonare dopo l'iscrizione all'high school).[77]

Il 7 settembre 1995, in occasione degli MTV Video Music Awards, presentò un premio in collaborazione con la conduttrice Ricki Lake.[78][79]

Apparve nel video di Rockstar, canzone dei Nickelback.[80]

Per via dello stafilococco avuto durante la sua carriera diventò molto attivo sull'argomento fondando un'organizzazione non-profit chiamata Stop MRSA Now!.[81] Hill fa beneficenza anche con donazioni a organizzazioni caritatevoli.[82]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

First team: 1995
First team: 1997
Second Team: 1996, 1998, 1999, 2000
1995, 1996, 1997, 1998, 2000, 2001, 2005

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

Duke Blue Devils: 1991, 1992
  • NCAA AP All-America Team:
First team: 1994
Third team: 1993

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per quanto riguarda i Giochi panamericani 1991 segnò 37 punti, ma mancano referti a riguardo
  2. ^ Grant Hill si ritira: l'addio dopo 18 stagioni in NBA, su Basketinside.com, 2 giugno 2013. URL consultato il 5 aprile 2019.
  3. ^ a b (EN) SEVEN-TIME NBA ALL-STAR GRANT HILL RETIRES, su Los Angeles Clippers. URL consultato il 25 aprile 2019.
  4. ^ (EN) NBA & ABA All-League Teams, su Basketball-Reference.com. URL consultato il 5 aprile 2019.
  5. ^ (EN) Dan Carson, 20 past and present NBA stars who don't need a ring for validation, su FOX Sports. URL consultato il 25 aprile 2019.
  6. ^ a b c d e f g h i (EN) ELEVENTH PAN AMERICAN GAMES -- 1991, su www.usab.com. URL consultato il 25 aprile 2019.
  7. ^ a b c d e f g h i j Il talento cristallino e impossibile di Grant Hill, su sport.sky.it. URL consultato il 10 marzo 2019.
  8. ^ a b c d NBA.com: Hill first-ever three-time NBA Sportsmanship Award winner, su web.archive.org, 29 aprile 2010. URL consultato il 5 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2010).
  9. ^ NBA Sportsmanship Award - NBA Awards - RealGM, su basketball.realgm.com. URL consultato il 25 aprile 2019.
  10. ^ a b c d e (EN) Sekou Smith, Q&A with Grant Hill: 'Hall of Fame is very validating for me', su NBA.com. URL consultato il 5 aprile 2019.
  11. ^ a b (EN) Marc J. Spears, Grant Hill: ‘I was fortunate, but that didn’t necessarily help in the basketball world’, su The Undefeated, 7 settembre 2018. URL consultato il 29 marzo 2019.
  12. ^ Halloran.
  13. ^ a b c d e f g h i Porter.
  14. ^ (EN) Johnson Publishing Company, Jet, Johnson Publishing Company, 6 settembre 1999. URL consultato il 5 aprile 2019.
  15. ^ Singer Tamia Has Multiple Sclerosis, su blackdoctor.org. URL consultato il 29 marzo 2019.
  16. ^ a b c (EN) Darko Mihajlovski, NBA Power Rankings: The 20 Most Complete Players In NBA History, su Bleacher Report. URL consultato il 5 aprile 2019.
  17. ^ a b c (EN) The 25 Most Versatile Players in NBA History, su Complex. URL consultato il 5 aprile 2019.
  18. ^ a b Porterfield, p. 31.
  19. ^ a b c Rolfe, Ross, p. 7.
  20. ^ (EN) Top 10 Players Who Were Supposed To Be The Next Michael Jordan, su NBA News Rumors Trades Stats Free Agency, 17 marzo 2018. URL consultato il 10 marzo 2019.
  21. ^ (EN) 15 Players That Were Projected To Be The Next Michael Jordan... And Weren't, su TheSportster, 19 novembre 2016. URL consultato il 10 marzo 2019.
  22. ^ a b c What if Grant Hill…, su SuperBasket, 21 agosto 2018. URL consultato il 5 aprile 2019.
  23. ^ (EN) Bruno Manrique, Grant Hill Was The 'King' Of One Special Element Breaking Into The NBA, Even Over LeBron James, su ClutchPoints, 6 settembre 2018. URL consultato il 5 aprile 2019.
  24. ^ (EN) Grant Hill was LeBron before LeBron, su For The Win, 3 giugno 2013. URL consultato il 20 marzo 2019.
  25. ^ a b (EN) 2018 Hall of Fame: How good was Grant Hill?, su NBA.com Canada, 5 settembre 2018. URL consultato il 6 luglio 2019.
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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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