Detroit Pistons

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Detroit Pistons
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Blu reale, rosso, grigio, blu marino, bianco[1][2]
                        
Dati societari
Città Detroit
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Confederazione NBA
Federazione Eastern Conference
Division Central Division
Fondazione 1941
Denominazione Fort Wayne Zollner Pistons
(1941-1948)
Fort Wayne Pistons
(1948-1957)
Detroit Pistons
(1957-)
Proprietario Tom Gores
General manager Jeff Bower
Allenatore Dwane Casey
Impianto Little Caesars Arena
(20.491 posti)
Sito web www.nba.com/pistons
Palmarès
Trofeo Larry O'BrienTrofeo Larry O'BrienTrofeo Larry O'Brien
Titoli NBA 3
Titoli di conference 7
Titoli di division 11
Titoli NBL 2
Altri titoli 5 Titoli di Division NBL
Basketball current event.svg Stagione in corso

I Detroit Pistons sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association e hanno sede ad Auburn Hills, Michigan, un sobborgo di Detroit. La squadra ha giocato le sue partite casalinghe presso il Palace of Auburn Hills dal 1988 fino al termine della stagione NBA 2016-2017 per poi spostarsi dalla stagione successiva nella nuova Little Caesars Arena in costruzione nel centro di Detroit.

I Detroit Pistons hanno vinto tre titoli Nba nel 1989, 1990 e nel 2004.

Storia della franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita dei Fort Wayne (Zollner) Pistons (1941-1957)[modifica | modifica wikitesto]

La franchigia venne fondata nel 1941 a Fort Wayne, nello Stato dell'Indiana, da Fred Zollner, proprietario di una compagnia che produceva pistoni per la General Motors e giocavano le proprie partite casalinghe presso la palestra del North Side Liceo a Fort Wayne, Indiana.

Prima della nascita della NBA, di cui i Pistons sono la squadra più antica, la franchigia militò nella National Basketball League, nella quale si laureò due volte campione (1944 e 1945). I Fort Wayne Zollner Pistons vinsero inoltre il Torneo Mondiale di Basket Professionista nel 1944, 1945 e 1946.

La denominazione iniziale della squadra era Fort Wayne Zollner Pistons ma nel 1948, con il trasferimento nella BAA, mutò in Fort Wayne Pistons[3].

Guidati dall'ala George Yardley, i Fort Wayne Pistons raggiunsero le finali NBA nel 1955 e nel 1956, perse rispettivamente contro i Syracuse Nationals (4-3) e i Philadelphia Warriors (4-1).

Il trasferimento a Detroit e il ventennio difficile (1957-1979)[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante a Fort Wayne i Pistons poterono godere di un solido apporto dei tifosi locali, nel 1957 Zollner decise di seguire la tendenza delle altre franchigie e di spostare la squadra in una città dal bacino di utenza più ampio e adeguato a poter mantenere una squadra NBA: la scelta cadde su Detroit, una metropoli sprovvista di una squadra professionistica dopo che i Detroit Gems erano scomparsi dopo una sola stagione di esistenza (1946-47).

I nuovi Detroit Pistons giocarono all'Olympia Stadium (ex sede della franchigia NHL Detroit Red Wings) durante le loro prime quattro stagioni, per poi trasferirsi alla Cobo Arena.

In quegli anni la squadra ottenne sempre risultati deludenti, sia sul campo sia ai botteghini.

Tra gli anni 60 e 70 i Pistons si caratterizzarono per essere una compagine dalle spiccate individualità ma dal gioco di squadra pressoché inesistente. Tante le superstar che in quei primi anni vissuti a Detroit giocarono per i Pistons: Dave DeBusschere (diventato il più giovane giocatore-allenatore nella storia del NBA), Dave Bing, Jimmy Walker e Bob Lanier.

Nel 1974, Zollner vendette la squadra a Bill Davidson che nel 1978 spostò i Pistons dal centro di Detroit al sobborgo di Pontiac, dove potevano giocare nel gigantesco Silverdome, una struttura costruita per le partite di football americano.

Davidson rimase proprietario della Franchigia fino alla sua morte avvenuta il 14 marzo 2009.

L'era dei "Bad Boys" (1979-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni ottanta incominciarono male, con un bilancio di 16-66 nella stagione 1979-80 e di 21-61 nella stagione 1980-1981.

La squadra del 1979-80 perse le ultime 14 partite che, sommate con le 7 sconfitte consecutive all'inizio della stagione 1980-81, stabilirono un record di 21 sconfitte consecutive (poi superato).

Le fortune della squadra cominciarono a cambiare nel 1981, quando venne presa la guardia Isiah Thomas proveniente dall'Indiana University che insieme all'ex centro dei Cleveland Cavaliers (e con un passato italiano a Brescia) Bill Laimbeer e la guardia Vinnie Johnson, proveniente dai Seattle SuperSonics, composero il vero nucleo della squadra che negli anni futuri lottò per i vertici della Lega.

La via per il successo, tuttavia, non ebbe un inizio facile: nel 1984 infatti i Pistons vennero sconfitti per 3-2 dagli sfavoriti New York Knicks. Nei Playoff 1985 i Pistons vinsero la loro prima serie di playoff, affrontando in semifinale i Boston Celtics, campioni uscenti; nonostante la vittoria dei Celtics per 4-2, la sorprendente prestazione dei Pistons pose le basi per una rivalità che sarebbe continuata per tutto il decennio successivo.

Nel draft 1985 i Pistons selezionarono - con la 18ª scelta assoluta - la guardia Joe Dumars e acquisirono Rick Mahorn dai Washington Bullets.

La squadra fece tuttavia un passo indietro, venendo eliminata al primo turno dei play-off dai più atletici Atlanta Hawks. Dopo la sconfitta, l'allenatore Chuck Daly e il capitano Isiah Thomas stabilirono che l'unico modo per salire ai vertici dell'Eastern Conference era adottare uno stile di gioco più aggressivo.

In vista della stagione 1986-1987 i Pistons acquisirono alcuni giocatori chiave: John Salley (11ª scelta assoluta), Dennis Rodman (27ª) e Adrian Dantley (acquisito in uno scambio con gli Utah Jazz).

La squadra adottò uno stile di gioco più fisico e difensivo, che gli procurò il soprannome di "Bad Boys".

Nel 1987 i Pistons raggiunsero le finali di Eastern Conference, miglior risultato dai tempi di Fort Wayne, contro i Celtics. Dopo aver portato i campioni in carica a un pareggio sul 2-2, i Pistons erano sul punto di vincere gara 5 al Boston Garden a pochi secondi dalla fine. Dopo una palla persa dai Celtics, Thomas tentò di recuperare velocemente la palla, non sentendo la richiesta di Chuck Daly di chiamare un timeout (la NBA non aveva ancora introdotto la regola che permetteva agli allenatori di chiamare da soli il timeout). Larry Bird rubò allora la palla passandola a Dennis Johnson che realizzò il tiro-vittoria. I Pistons vinceranno gara 6 a Detroit ma i Celtics vinceranno gara 7 a Boston.

Motivati dalla sconfitta contro i Celtics i Pistons, aiutati anche dall'acquisizione di James Edwards, raggiunsero un allora record per la franchigia di 54 vittorie vincendo per la prima volta nella storia la Central Division. Ai Playoffs 1988 i Pistons vendicarono le due precedenti sconfitte con i Celtics sconfiggendoli per 4-2 e avanzando alle Finali 1988 per la prima volta dal loro arrivo a Detroit.

La prima finale dei Pistons li vide contrapposti ai più quotati Los Angeles Lakers guidati da un trio di All-Star composto da Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar e James Worthy. Dopo una serie di 3-2 a favore dei Lakers, i Pistons sembrarono sul punto di vincere il loro primo titolo NBA in gara 6. In quella partita Isiah Thomas, con una caviglia gravemente slogata, mise a segno un record per le Finali NBA di 25 punti nel terzo quarto. Nonostante questo i Lakers vinsero la partita per 103-102, grazie a due tiri liberi realizzati da Jabbar a seguito di un discutibile fallo chiamato su Bill Laimbeer, definito da molti tifosi di Pistons e da Laimbeer stesso un "fallo fantasma". Con Isiah Thomas non in grado di giocare al massimo, i Pistons vennero sconfitti a fatica per 108-105.

La squadra gioca nel lussuoso Palace of Auburn Hills dal 1988. Nel 1989 i Pistons completarono la costruzione della rosa cedendo Adrian Dantley in cambio di Mark Aguirre, manovra inizialmente criticata duramente dai tifosi dei Pistons, che poi però si ravvederanno. La squadra vinse 63 partite, frantumando il precedente record della franchigia, avanzando come un rullo compressore ai Playoffs battendo rispettivamente 3-0 i rivali dei Celtics al primo turno; 4-0 Milwaukee in semifinale e distruggendo 4-2 i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen in finale di Conference. Al termine del percorso i Pistons si trovarono nuovamente di fronte ai Los Angeles Lakers per una serie di finali NBA dal forte sapore di vendetta. Questa volta furono proprio i Pistons a trionfare distruggendo letteralmente i rivali dei Lakers con un netto 4-0 e vincendo il loro primo titolo NBA. Dumars venne nominato MVP delle Finali. Gara 4 della serie ha segnato anche il ritiro di Kareem Abdul-Jabbar.

I Pistons difesero con successo il titolo nel 1990. Dopo aver vinto 59 partite e il terzo titolo di Division, i Pistons avanzarono nei Playoffs arrivando alle finali di Eastern Conference per la quarta volta consecutiva contro i Chicago Bulls di Michael Jordan. Affrontandosi per la terza stagione consecutiva, i Pistons e i Bulls si dividono equamente le prime sei partite ma i Pistons conclusero la serie con una vittoria per 93-74 in gara-7. Arrivati per la terza volta consecutiva alle Finali, i Pistons affrontano i Portland Trail Blazers. Dopo aver diviso le prime due partite al Palace, i Pistons vanno a Portland, dove non vincevano una partita dal 1974, per giocare gara-3, gara-4 e gara-5. I Pistons vinsero tutte e tre le partite a Portland, diventando la prima squadra a vincere le tre partite centrali in trasferta. Il momento decisivo arriva all'ultima partita. I Pistons, in svantaggio per 90-83 a due minuti dalla fine, mettono a segno un'incredibile rimonta riuscendo a tenere gli avversari inchiodati ai 90 punti fino al termine del match: prima Vinnie Johnson, canestro più tiro libero (realizzato) e tiro in sospensione, a portare il punteggio sul 90 a 88 per Portland a poco più di un minuto dalla fine del match; poi è Isiah Thomas a realizzare il canestro del pareggio dalla media distanza. 90-90, trentacinque secondi dalla fine, palla a Portland. Altissima la tensione per i Blazers che sbagliano il canestro del possibile vantaggio e consegnano l'ultimo possesso del match a Detroit a 20 secondi dalla fine.

Thomas gioca con il cronometro, prova la penetrazione ma si vede murato dalla difesa dei Blazers, così allarga sul versante destro per Vinnie Johnson che grazie a un tiro da 5 metri a 0,07 secondi dalla fine della partita decide gara 5 e consegna il secondo titolo NBA consecutivo a Detroit. A Thomas invece il premio di MVP delle Finali.

La corsa al titolo dei Pistons nel 1991 si concluse alle finali di Eastern Conference, dove i Pistons furono distrutti per 4-0 dai Chicago Bulls, futuri campioni NBA. La principale causa della loro eliminazione fu l'infortunio di Thomas, operato al polso appena prima dei Playoffs. Le finali di Conference furono ricordate soprattutto perché nell'ultima partita i Pistons uscirono dal campo poco prima della fine senza stringere la mano ai Bulls. Dopo la serie Michael Jordan si disse "Scioccato che Isiah non abbia giocato così duramente".[senza fonte]

Ultimo titolo[modifica | modifica wikitesto]

I Pistons passarono attraverso un lungo periodo di transizione quando i giocatori chiave si ritirarono (Laimbeer nel 1993 e Thomas nel 1994) o cambiarono squadra (Johnson, Rodman, Edwards e Salley tra gli altri), arrivando a chiudere la stagione 1993-94 con un bilancio di 20-62. Dopo essere stati eliminati dai Miami Heat nei play-off 2000, Dumars (che si era ritirato nel 1999) viene assunto come presidente. Si trova subito a fronteggiare quello che sembrava un grande regresso per la squadra, visto che Grant Hill, unica stella della squadra nelle ultime stagioni, stava per essere ceduto agli Orlando Magic. Tuttavia Dumars riesce a ottenere dai Magic Ben Wallace e Chucky Atkins in cambio di Hill. Entrambi si inseriscono velocemente negli schemi dei Pistons e Wallace diventerà un'All-Star oltre che a uno dei principali artefici del titolo 2004. Al contrario Hill avrebbe giocato solo 47 partite in quattro anni a causa di un infortunio alla caviglia.

La stagione 2000-01 è ancora difficile per i Pistons concludendo con 32-50. A fine stagione Dumars licenzia l'allenatore George Irvine assumendo al suo posto Rick Carlisle, un assistente allenatore molto rispettato che aveva già vinto il titolo NBA da giocatore con i Boston Celtics. La franchigia torna anche ai tradizionali colori rosso, bianco e blu.

Guidati da Carlisle i Pistons chiudono la loro prima stagione con più di 50 vittorie dal 1997 e vincono la loro prima serie ai play-off dal 1991. Nella off-season 2002 Dumars arricchisce la rosa della squadra ingaggiando il free agent Chauncey Billups, acquisendo Rip Hamilton dai Washington Wizards e selezionando Tayshaun Prince da Kentucky, altri tre artefici del titolo 2004. I Pistons chiudono un'altra stagione da 50 vittorie e avanzano fino alle finali di Eastern Conference dove però vengono distrutti per 4-0 dai New Jersey Nets.

Nonostante i notevoli miglioramenti della squadra Carlisle viene licenziato nella offseason 2003. Si pensa ci siano state cinque ragioni alla base del suo licenziamento: primo, Carlisle era sembrato riluttante a dare spazio ad alcuni dei giovani della squadra, come Prince e Mehmet Okur, durante la stagione regolare, cosa che aveva fatto infuriare Dumars; in secondo luogo alcuni giocatori (in particolare Wallace) non andavano d'accordo con Carlisle; in terzo luogo Carlisle usava un sistema di gioco offensivo troppo prudente; inoltre l'Hall of Fame Larry Brown aveva dato la sua disponibilità ad allenare i Pistons, e Carlisle si era detto interessato alla panchina degli Indiana Pacers durante la corsa dei Pistons ai play-off 2003. Brown accetta l'incarico in estate e Carlisle viene ingaggiato dai Pacers come previsto.

Al Draft del 2003 i Pistons hanno la 2ª scelta assoluta ma la spendono male selezionando il serbo Darko Miličić quando erano ancora disponibili Dwyane Wade, Carmelo Anthony e Chris Bosh. La trasformazione dei Pistons in una squadra da titolo viene completata nel 2004 con l'ingaggio di Rasheed Wallace. I Pistons avevano quindi un giocatore di alto livello in tutti i ruoli. Allenati da Brown, i Pistons sono tornati ai vertici, concludendo con un bilancio di 54-28, il migliore dal 1997. Ai play-off 2004, dopo aver sconfitto per 4-1 i Milwaukee Bucks, riescono a sconfiggere i New Jersey Nets campioni uscenti della Eastern Conference per 4-3 dopo essere stati in svantaggio di 2-3. I Pistons sconfiggono poi a fatica per 4-2 gli Indiana Pacers allenati da Carlisle arrivando alle finali NBA per la prima volta dal 1990. I Pistons vinsero il campionato NBA 2003-04 battendo i favoritissimi Los Angeles Lakers per 4-1 in una serie che resta tutt'oggi ancora celebre come uno dei più grandi upset della storia dell'NBA; i Lakers, vincitori di tre campionati NBA nei precedenti quattro anni, potevano contare su una squadra stellare con giocatori del calibro di Shaquille O'Neal, Kobe Bryant, Gary Payton e Karl Malone. I Pistons riescono a vincere tre partite su quattro con un margine di vantaggio in doppia cifra e in gara-3 fanno segnare ai Lakers appena 68 punti, record negativo per loro. Billups venne eletto MVP delle finali. Con questa vittoria il proprietario dei Pistons, William Davidson, diventa il primo (e finora anche l'unico) proprietario le cui squadre vincono nello stesso anno il titolo NBA e il titolo NHL, avendo vinto anche la Stanley Cup come proprietario dei Tampa Bay Lightning.

L'anno successivo, nonostante la perdita di alcuni elementi chiave della panchina (tra i quali Okur, Mike James e Corliss Williamson), i Pistons sono ancora considerati una delle squadre favorite per il titolo NBA. Durante la stagione regolare mettono a segno 54 vittorie, chiudendo la quarta stagione consecutiva con 50 o più vittorie. Ai play-off 2005 sconfiggono prima i Philadelphia 76ers 4-1 e poi gli Indiana Pacers 4-2 (nonostante fossero stati in svantaggio per 2-1). Alle finali di Eastern Conference incontrano i Miami Heat; nonostante finiscano ancora una volta in svantaggio i Pistons riescono a vincere la serie 4-3. I Pistons arrivano quindi nuovamente in finale ma vengono battuti per 4-3 dai San Antonio Spurs. Nella prima gara-7 delle finali NBA dal 1994 i Pistons perdono una partita combattutissima contro gli Spurs, che vincono il terzo titolo NBA dal 1999. La stagione 2004-2005 è stata caratterizzata da una grande polemica, come delle questioni di distrazione che riguardano Brown. Durante il primo mese della stagione scoppia una grande rissa durante una partita tra i Pistons e gli Indiana Pacers; la rissa, che ha coinvolto sia giocatori sia tifosi, è stata una delle più grandi nella storia dello sport americano. Il risultato sono state numerose multe e sospensioni per alcuni giocatori e un grande controllo di NBA e giornalisti. Brown lascia due volte la squadra a causa di alcuni problemi di salute scatenando delle voci che lo volevano in trattativa con altre squadre. Preoccupati per il suo stato di salute e irritati per la ricerca di altri posti di lavoro durante la stagione i Pistons rescindono il contratto di Brown subito dopo finali NBA 2005. Brown è subito nominato allenatore dei New York Knicks mentre i Pistons al suo posto assumono Flip Saunders, già allenatore dei Minnesota Timberwolves.

Nella stagione 2005-06 i Pistons partono come favoriti per la vittoria del titolo e infatti la franchigia chiude la Regular Season al primo posto nella Central Division con il record di vittorie per la squadra di 64-18. La loro partenza con 37-5 è la migliore per qualsiasi franchigia di Detroit nella storia e il secondo miglior inizio nelle prime 42 partite nella storia NBA. Quattro dei cinque titolari dei Pistons (Billups, Hamilton, R.Wallace e B.Wallace) furono selezionati per l'All-Star Game e Saunders venne selezionato per allenarli. I Pistons chiudono la stagione con un bilancio di 64-18, stabilendo un record di vittorie per la franchigia sia totale sia parziale (27). Inoltre la squadra stabilisce un altro record schierando lo stesso quintetto iniziale per 73 partite consecutive dall'inizio della stagione. Nei playoff dopo le vittorie contro i Milwaukee Bucks (4-1) e i Cleveland Cavaliers (4-3, dopo essere stati in svantaggio 3-2), Detroit arriva alle finali della Eastern Conference dove però si deve arrendere per 4-2 ai Miami Heat, i quali poi vinceranno il titolo contro i Dallas Mavericks.

Durante l'estate la squadra perde uno dei suoi elementi cardine, Ben Wallace, il quale passa ai Chicago Bulls; nonostante un'offerta dei Pistons di un contratto di 4 anni a 48 milioni di dollari (che lo avrebbero reso il Piston più pagato di sempre), Wallace accetta quella dei Bulls di 4 anni a 60 milioni. Per rimpiazzarlo i Pistons acquistano dai San Antonio Spurs il centro Nazr Mohammed. Nonostante questo ingaggio i Pistons continuano a cercare ulteriori rinforzi e il 17 gennaio ingaggiano il free agent Chris Webber. La nuova stagione 2006-07 parte con qualche affanno iniziale (partenza con un bilancio di 21-15) ma alla fine Detroit riuscirà, dopo l'ingaggio di Webber (32-14 il bilancio dopo il suo arrivo) a vincere la Central Division e l'11 aprile anche l'Eastern Conference, che garantiva il vantaggio di giocare in casa ai primi turni dei playoff. Nei play-off i Pistons prima incontrano gli Orlando Magic, i quali vengono liquidati con un secco 4-0 (prima vittoria in quattro partite dal 1990 per i Pistons), poi i Chicago Bulls (prima volta che due squadre della Central Division si incontravano nella postseason dal 1991), che vengono sconfitti per 4-2 permettendo l'accesso alle finali della Eastern Conference; dopo aver vinto le prime due partite di 26 e 21 punti, i Pistons vincono gara 3 81-74 andando però in vantaggio anche di 19 punti, i Bulls evitano l'eliminazione vincendo gara 4 e gara 5 ma i Pistons chiudono la serie vincendo gara 6 95-85. Nelle finali (quinta volta consecutiva come dal 1987 al 1991) Detroit incontra i Cleveland Cavaliers, alla vigilia nettamente sfavoriti; infatti i Pistons si aggiudicano facilmente le prime 2 partite della serie, da lì in poi però Detroit non riuscirà più a vincere una partita e verranno eliminati clamorosamente per 4-2.

Al draft 2007 i Pistons selezionano Rodney Stuckey con la 15ª scelta e Arron Afflalo con la 27ª. Rifirmano poi Billups facendogli firmare un contratto a lungo termine, rifirmano inoltre il talento Amir Johnson e la riserva chiave Antonio McDyess. La stagione è segnata dal 50º anniversario dell'arrivo della franchigia a Detroit. Prima dell'inizio della stagione Wallace viene spostato in posizione di centro. Al suo terzo anno sulla panchina dei Pistons, Saunders diventa l'allenatore più longevo da Chuck Daly, che aveva allenato la squadra per 9 anni (1983-1992). La regular season 2007/2008 dei Pistons si rivela ancora inconcludente; Detroit riesce a vincere nuovamente la Central Division con un bilancio di 59-23 (il secondo migliore della lega, solo i Boston Celtics erano riusciti a fare meglio ed erano considerati i loro principali avversari al titolo NBA in Eastern Conference), centrando così la qualificazione ai Playoff, nei quali incontra i Philadelphia 76ers (battuti per 4-2) e gli Orlando Magic (eliminati per 4-1), approdando per il 6º anno consecutivo alle Eastern Conference Finals; la finale li vede contrapposti ai Boston Celtics, i quali battono i Pistons per 4-2.

Declino[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 2008 Detroit cede uno degli elementi cardine delle passate stagioni, Chauncey Billups, che passa ai Denver Nuggets assieme ad Antonio McDyess (che però verrà subito tagliato venendo reingaggiato dai Pistons il 9 dicembre 2008) in cambio di Allen Iverson. La trade si rivelerà una delle peggiori nella storia dei Pistons e darà inizio a un periodo di crisi: infatti, mentre Iverson ha un rendimento disastroso per tutta la stagione, venendo addirittura messo fuori squadra per le pessime prestazioni, Billups porta i Nuggets fino in finale di Western Conference ai play-off. La stagione è contrassegnata da molte polemiche e infortuni. A causa di questo e della scarsa qualità del gioco i Pistons si qualificano a malapena per i play-off il 10 aprile 2009 con l'8ª posizione. I Pistons incontrano al primo turno i Cleveland Cavaliers e vengono distrutti per 4-0. Era la prima volta dal 2000 che i Pistons venivano eliminati al primo turno nei play-off. A fine stagione Iverson diventa free agent e lascia la squadra.

Durante la offseason 2009, Dumars per sostituire Iverson si accorda con la guardia Ben Gordon (Sixth Man of the Year nel 2005) facendogli firmare un contratto di 5 anni a 55 milioni di dollari, ingaggia inoltre l'ala Charlie Villanueva con un contratto di 5 anni a 35 milioni di dollari. I Pistons perdono però Rasheed Wallace e Antonio McDyess. L'8 luglio 2009 viene assunto l'ex assistente allenatore dei Cleveland Cavaliers John Kuester come nuovo allenatore. Kuester era, come il suo predecessore Michael Curry, debuttante come capoallenatore in NBA. Prima dell'inizio della stagione 2009-10 viene ingaggiato il centro Ben Wallace (4 volte Defensive Player of the Year e 4 volte All-Star nonché già ai Pistons tra il 2000 e il 2006) per sostituire Rasheed Wallace. Nonostante questi cambiamenti la squadra, a causa degli infortuni dei giocatori chiave, disputa un'annata addirittura peggiore della precedente. Il 23 marzo 2010 i Pistons, a causa di una sconfitta contro gli Indiana Pacers, vengono eliminati dalla corsa ai play-off partecipando così alla prima draft lottery nella loro storia e chiudendo la prima stagione con più di 50 sconfitte dal 2001. Al primo giro del draft i Pistons scelgono il centro Greg Monroe da Georgetown con la 7ª scelta. Arriva poi l'ingaggio del veterano 7 volte All-Star Tracy McGrady (anche Most Improved Player nel 2001 e miglior marcatore nel 2003 e nel 2004).

Nell'aprile 2011 viene finalmente raggiunto l'accordo della cessione dei Pistons al miliardario Tom Gores. L'accordo è stato approvato dalla NBA a giugno e comprendeva anche il Palace of Auburn Hills e il DTE Energy Music Theatre. Nel draft i Pistons selezionano la guardia Brandon Knight da Kentucky con l'8° scelta e Vernon Macklin da Florida con la 52ª scelta. Prima della stagione 2011-2012 la squadra assume un nuovo allenatore: Lawrence Frank, ex capoallenatore dei New Jersey Nets e assistente allenatore dei Boston Celtics; tagliano inoltre un altro dei protagonisti della vittoria del titolo NBA nel 2004: Hamilton. Nella stagione 2011-12 avviene un miglioramento rispetto alle precedenti per i Pistons, nonostante chiudano ancora con un record perdente. Dopo una partenza con un record di 4-20 i Pistons riescono a vincere metà delle rimanenti partite chiudendo con un record di 25-41. La squadra continua a basarsi su un organico giovane capeggiato da Rodney Stuckey circondato da giovani promettenti come Jonas Jerebko, la matricola Brandon Knight e il talentuoso Greg Monroe. La squadra sceglie anche Andre Drummond al draft 2012 per aggiungere più talento.

Andre Drummond

In vista della stagione 2012-13 i Pistons si sbarazzano di Gordon, deludente durante tutta la sua permanenza a Detroit, cedendolo insieme a una scelta protetta al draft 2013 agli Charlotte Bobcats in cambio di Corey Maggette. Al draft viene selezionato il centro Andre Drummond. L'ormai chiaro intento della squadra è quello di basarsi su giovani giocatori, con ben 5 matricole in rosa per la stagione 2012-13. Il 31 gennaio 2013 cedono Tayshaun Prince, l'ultimo dei protagonisti dell'ultimo titolo, e Austin Daye ai Memphis Grizzlies in uno scambio che coinvolge anche i Toronto Raptors, ottenendo il playmaker José Calderón. I Pistons chiudono la stagione con un bilancio di 29-53, arrivando ancora una volta fuori dai play-off. Il 18 aprile 2012 viene licenziato dopo due stagioni l'allenatore Lawrence Frank.

In vista della stagione successiva viene ingaggiato come nuovo allenatore Maurice Cheeks, ex assistente allenatore degli Oklahoma City Thunder. Il 6 luglio 2013 ufficializzano l'ingaggio di uno dei free agent più ambiti: Josh Smith, dopo la sua ultima stagione agli Atlanta Hawks. Il 14 luglio 2013 viene poi firmato Luigi Datome, primo giocatore italiano per la franchigia e MVP del campionato italiano 2012-13, dalla Virtus Roma. In seguito viene ingaggiato Chauncey Billups, uno dei simboli dei Pistons dell'ultimo titolo, con la cessione del quale era incominciato il declino della squadra. Il 31 luglio viene infine acquisito il playmaker Brandon Jennings dai Milwaukee Bucks in cambio di Brandon Knight, Khris Middleton e V'jačeslav Kravcov. La squadra, guidata dal duo Smith-Jennings, parte per la prima volta dopo gli anni dell'ultimo titolo attrezzata per qualificarsi per i play-off con un roster ricco di giocatori di talento. Nel corso della stagione il progetto si dimostra però fallimentare: nonostante un buon avvio, il quintetto con tre lunghi (Smith, Monroe e Drummond) si dimostra ben presto non funzionale e la squadra esce ben presto dalla corsa play-off. Il 9 febbraio 2014 Cheeks viene licenziato e gli subentra il suo vice John Loyer.

Arene di gioco[modifica | modifica wikitesto]

A Fort Wayne (Indiana):

A Detroit:

Squadra attuale[modifica | modifica wikitesto]

Detroit Pistons roster
Giocatori Staff Tecnico
Pos. Num. Naz. Nome Altezza Peso Data di nascita Provenienza
3.0 AP 25 Stati Uniti Bullock, Reggie 201 cm 93 kg 16-03-1991 North Carolina
3.0 AP 33 Stati Uniti Ennis, James 201 cm 95 kg 07-07-1990 Long Beach State
1.3 P/G 20 Stati Uniti Buycks, Dwight 191 cm 86 kg 06-03-1989 Marquette
6.0 C 0 Stati Uniti Drummond, Andre 211 cm 127 kg 10-08-1993 Connecticut
4.5 AG 8 Stati Uniti Ellenson, Henry 211 cm 111 kg 13-01-1997 Marquette
1.0 P 22 Stati Uniti Felder, Kay (TW) 175 cm 80 kg 29-03-1995 Oakland
1.3 P/G 9 Stati Uniti Galloway, Langston 188 cm 91 kg 09-12-1991 Saint Joseph's
4.5 AG 23 Stati Uniti Griffin, Blake 208 cm 114 kg 16-03-1989 Oklahoma
1.5 G 38 Stati Uniti Hearn, Reggie (TW) 196 cm 105 kg 14-08-1991 Northwestern
1.0 P 1 Stati Uniti Jackson, Reggie 191 cm 94 kg 16-04-1990 Boston College
3.0 AP 7 Stati Uniti Johnson, Stanley 201 cm 111 kg 25-09-1996 Arizona
1.5 G 5 Stati Uniti Kennard, Luke 196 cm 91 kg 24-06-1996 Duke
4.5 AG 30 Stati Uniti Leuer, Jon Injured 208 cm 103 kg 14-05-1989 Wisconsin
4.75 AG/C 24 Stati Uniti Moreland, Eric 208 cm 108 kg 24-12-1991 Oregon State
1.0 P 14 Stati Uniti Smith, Ish 183 cm 79 kg 05-07-1988 Wake Forest
4.5 AG 43 Stati Uniti Tolliver, Anthony 203 cm 109 kg 01-06-1985 Creighton
1.0 P 41 Stati Uniti Nelson, Jameer 183 cm 86 kg 09-02-1982 Saint Joseph's
1.0 P Stati Uniti Thomas, Khyri (SD) 193 cm 90 kg 08-05-1996 Creighton
1.5 G Stati Uniti Brown, Bruce (SD) 196 cm 86 kg 15-08-1996 Miami (FL)
Allenatore
Assistente/i

Legenda
  • (C) Capitano
  • (FA) Free agent
  • (S) Sospeso
  • (TW) Contratto Two-way
  • (GL) Assegnato a squadra G League affiliata
  • (SD) Scelto al Draft
  • Infortunato Infortunato

RosterTransazioni
Ultima transazione: 21 giugno 2018

Record stagione per stagione[modifica | modifica wikitesto]

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
Stagione V P % Play-off Risultati
Fort Wayne Zollner Pistons (NBL)
1941-42 15 9 .625 Vincono le semifinali
Perdono le finali NBL
Fort Wayne 2, Akron 1
Oshkash 2, Fort Wayne 1
1942-43 17 6 .739 Vincono le semifinali
Perdono le finali NBL
Fort Wayne 2, Chicago 1
Sheboygan 2, Fort Wayne 1
1943-44 18 4 .818 Vincono le semifinali
Vincono le finali NBL
Fort Wayne 2, Cleveland 0
Fort Wayne 3, Sheboygan 0
1944-45 25 5 .833 Vincono le semifinali
Vincono le finali NBL
Fort Wayne 2, Cleveland 0
Fort Wayne 3, Sheboygan 2
1945-46 26 8 .765 Perdono le semifinali Rochester 3, Fort Wayne 1
1946-47 25 19 .568 Vincono il primo turno
Perdono le semifinali
Fort Wayne 3, Toledo 1
Rochester 2, Fort Wayne 1
1947-48 40 20 .667 Perdono il primo turno Rochester 3, Fort Wayne 1
Fort Wayne Pistons (BAA/NBA)
1948-49 22 38 .367
1949-50 40 28 .588 Vincono le semifinali di division
Perdono le finali di division
Fort Wayne 2, Rochester 0
Minneapolis 2, Fort Wayne 0
1950-51 32 36 .471 Perdono le semifinali di division Rochester 2, Fort Wayne 1
1951-52 29 37 .439 Perdono le semifinali di division Rochester 2, Fort Wayne 0
1952-53 36 33 .522 Vincono le semifinali di division
Perdono le finali di division
Fort Wayne 2, Rochester 1
Minneapolis 2, Fort Wayne 0
1953-54 40 32 .556
1954-55 43 29 .597 Vincono le finali di division
Perdono le finali NBA
Fort Wayne 3, Minneapolis 2
Syracuse 4, Fort Wayne 3
1955-56 37 35 .514 Vincono le finali di division
Perdono le finali NBA
Fort Wayne 3, St. Louis 2
Philadelphia 4, Fort Wayne 1
1956-57 34 38 .472 Perdono le semifinali di division Minneapolis 2, Fort Wayne 0
Detroit Pistons
1957-58 33 39 .458 Vincono le semifinali di division
Perdono le finali di division
Detroit 2, Cincinnati 0
St. Louis 4, Detroit 1
1958-59 28 44 .389 Perdono le semifinali di division Minneapolis 2, Detroit 1
1959-60 30 45 .400 Perdono le semifinali di division Minneapolis 2, Detroit 0
1960-61 34 45 .430 Perdono le semifinali di division Los Angeles 3, Detroit 2
1961-62 37 43 .463 Vincono le semifinali di division
Perdono le finali di division
Detroit 3, Cincinnati 1
Los Angeles 4, Detroit 2
1962-63 34 46 .425 Perdono le semifinali di division St. Louis 3, Detroit 1
1963-64 23 57 .288
1964-65 31 49 .388
1965-66 22 58 .275
1966-67 30 51 .370
1967-68 40 42 .488 Perdono le semifinali di division Boston 4, Detroit 2
1968-69 32 50 .390
1969-70 31 51 .378
1970-71 45 37 .549
1971-72 26 56 .317
1972-73 40 42 .488
1973-74 52 30 .634 Perdono le semifinali di conference Chicago 4, Detroit 3
1974-75 40 42 .488 Perdono il primo turno Seattle 2, Detroit 1
1975-76 36 46 .439 Vincono il primo turno
Perdono le semifinali di conference
Detroit 2, Milwaukee 1
Golden State 4, Detroit 2
1976-77 44 38 .537 Perdono il primo turno Golden State 2, Detroit 1
1977-78 38 44 .463
1978-79 30 52 .366
1979-80 16 66 .195
1980-81 21 61 .256
1981-82 39 43 .476
1982-83 37 45 .451
1983-84 49 33 .598 Perdono il primo turno New York 3, Detroit 2
1984-85 46 36 .561 Vincono il primo turno
Perdono le semifinali di conference
Detroit 3, New Jersey 0
Boston 4, Detroit 2
1985-86 46 36 .561 Perdono il primo turno Atlanta 3, Detroit 1
1986-87 52 30 .634 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Perdono le finali di conference
Detroit 3, Washington 0
Detroit 4, Atlanta 1
Boston 4, Detroit 3
1987-88 54 28 .659 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Vincono le finali di conference
Perdono le finali NBA
Detroit 3, Washington 2
Detroit 4, Chicago 1
Detroit 4, Boston 2
LA Lakers 4, Detroit 3
1988-89 63 19 .768 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Vincono le finali di conference
Vincono le finali NBA
Detroit 3, Boston 0
Detroit 4, Milwaukee 0
Detroit 4, Chicago 2
Detroit 4, LA Lakers 0
1989-90 59 23 .720 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Vincono le finali di conference
Vincono le finali NBA
Detroit 3, Indiana 0
Detroit 4, New York 1
Detroit 4, Chicago 3
Detroit 4, Portland 1
1990-91 50 32 .610 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Perdono le finali di conference
Detroit 3, Atlanta 2
Detroit 4, Boston 2
Chicago 4, Detroit 0
1991-92 48 34 .585 Perdono il primo turno New York 3, Detroit 2
1992-93 40 42 .488
1993-94 20 62 .244
1994-95 28 54 .341
1995-96 46 36 .561 Perdono il primo turno Orlando 3, Detroit 0
1996-97 54 28 .659 Perdono il primo turno Atlanta 3, Detroit 2
1997-98 37 45 .451
1998-99 29 21 .580 Perdono il primo turno Atlanta 3, Detroit 2
1999-2000 42 40 .512 Perdono il primo turno Miami 3, Detroit 0
2000-01 32 50 0.390
2001-02 50 32 .610 Vincono il primo turno
Perdono le semifinali di conference
Detroit 3, Toronto 2
Boston 4, Detroit 1
2002-03 50 32 .610 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Perdono le finali di conference
Detroit 4, Orlando 3
Detroit 4, Philadelphia 2
New Jersey 4, Detroit 0
2003-04 54 28 .659 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Vincono le finali di conference
Vincono le finali NBA
Detroit 4, Milwaukee 1
Detroit 4, New Jersey 3
Detroit 4, Indiana 2
Detroit 4, LA Lakers 1
2004-05 54 28 .659 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Vincono le finali di conference
Perdono le finali NBA
Detroit 4, Philadelphia 1
Detroit 4, Indiana 2
Detroit 4, Miami 3
San Antonio 4, Detroit 3
2005-06 64 18 .780 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Perdono le finali di conference
Detroit 4, Milwaukee 1
Detroit 4, Cleveland 3
Miami 4, Detroit 2
2006-07 53 29 .646 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Perdono le finali di conference
Detroit 4, Orlando 0
Detroit 4, Chicago 2
Cleveland 4, Detroit 2
2007-08 59 23 .720 Vincono il primo turno
Vincono le semifinali di conference
Perdono le finali di conference
Detroit 4, Philadelphia 2
Detroit 4, Orlando 1
Boston 4, Detroit 2
2008-09 39 43 .476 Perdono il primo turno Cleveland 4, Detroit 0
2009-10 27 55 .329
2010-11 30 52 .366
2011-12 25 41 .379
2012-13 29 53 .354
2013-14 29 53 .354
2014-15 32 50 .390
2015-16 44 38 .537 Perdono il primo turno Cleveland 4, Detroit 0
2016-17 37 45 .451
2017-18 39 43 .476
Regular Season 2692 2840 .487
Playoffs 200 165 .548 3 titoli NBA

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Membri Detroit nella Basketball Hall of Fame
Giocatori
Num. Nome Ruolo Stagione/i Introdotto Num. Nome Ruolo Stagione/i Introdotto
4 Andy Phillip G/AP 1952–1956 1961[4] 22 Dave DeBusschere A 1962–1968 1983[5]
17 Bob Houbregs C/AG 1954–1958 1987[6] 20 Bobby McDermott G 1941–1946 1988[7]
21 Dave Bing P 1966–1975 1990[8] 11 Harry Gallatin A/C 1957–1958 1991[9]
16 Bob Lanier C 1970–1980 1992[10] 8 Walt Bellamy C 1968–1970 1993[11]
15 Dick McGuire P 1957–1960 1993[12] 12 George Yardley AP/G 1953–1959 1996[13]
18 Bailey Howell AP 1959–1964 1997[14] 11 Bob McAdoo A/C 1979–1981 2000[15]
11 Isiah Thomas P 1981–1994 2000[16] 17 Earl Lloyd 1 AP 1958–1960 2003[17]
4 Joe Dumars G 1985–1999 2006[18] 45 Adrian Dantley AP 1986–1989 2008[19]
10 Dennis Rodman AG 1986–1993 2011[20] 24 Nathaniel Clifton C/AG 1956–1957 2014[21]
1 Allen Iverson P 2008–2009 2016[22] 1 Tracy McGrady G/AP 2010–2011 2017[23]
33 Grant Hill AP 1994–2000 2018[24] 10 Rod Thorn 2 G 1964–1965 2018[25]
Staff
Nome Ruolo Stagione/i Introdotto Nome Ruolo Stagione/i Introdotto
2 Chuck Daly Allenatore 1983–1992 1994[26] Larry Brown Allenatore 2003–2005 2002[27]
Earl Lloyd 1 Allenatore 1971–1972 2003[17] Dick Vitale 3 Allenatore 1978–1979 2008[28]
Maurice Cheeks 4 Allenatore 2013–2014 2018[24]
Contributori
Nome Ruolo Stagione/i Introdotto Nome Ruolo Stagione/i Introdotto
Fred Zollner Fondatore/Proprietario 1941–1974 1999[29] Bill Davidson Proprietario 1974–2009 2008[30]

Note:

  • 1 Lloyd è stato introdotto come contributore e come primo giocatore e allenatore afro-americano della NBA.[17]
  • 2 Thorn è stato introdotto come contributore.[25]
  • 3 Vitale è stato introdotto come contributore per la sua carriera da telecronista del college basketball.[28]
  • 4 Cheeks è stato introdotto come giocatore.[24]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Il quintetto titolare dei Pistons campioni NBA 2004
Numeri ritirati Detroit Pistons
Num. Giocatore Ruolo Stagione/i Giorno ritiro
1 Chauncey Billups P/G 2002–2008
2013–2014 1
10 febbraio 2016[31]
2 Chuck Daly Allenatore 2 1983–1992 25 gennaio 1997[32]
3 Ben Wallace C 2000–2006
2009–2012
16 gennaio 2016[33]
4 Joe Dumars G 1985–1999 3 10 marzo 2000[32]
10 Dennis Rodman AG 1986–1993 1 aprile 2011[32]
11 Isiah Thomas P 1981–1994 17 febbraio 1996[32]
15 Vinnie Johnson G 1981–1991 5 febbraio 1994[32]
16 Bob Lanier C 1970–1980 9 gennaio 1993[32]
21 Dave Bing P 1966–1975 18 marzo 1983[32]
32 Richard Hamilton G/AP 2002–2011 26 febbraio 2017[34]
40 Bill Laimbeer C 1982–1994 4 febbraio 1995[32]
Bill Davidson Proprietario 1974–2009 4 28 dicembre 2011[35]
Jack McCloskey General manager 1979–1992 5 29 marzo 2008[36]

Note:

  • 1 Reggie Jackson indossa attualmente il numero.[37]
  • 2 Non ha mai giocato nella NBA; il numero rappresenta i due titoli NBA conquistati da allenatore.[38]
  • 3 Anche presidente della squadra nel periodo 2000–2014.[39]
  • 4 Banner in onore dei suoi 35 anni con la squadra.[35]
  • 5 Banner in onore dei suoi 13 anni da general manager della squadra.[36]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dei Fort Wayne Pistons e Categoria:Allenatori dei Detroit Pistons
Legenda
PA Partite allenate
V Vittorie
S Sconfitte
V% Percentuale di vittorie
Ha trascorso l'intera sua carriera da allenatore con i Pistons
Eletto nella Basketball Hall of Fame

Note: Statistiche aggiornate a fine stagione 2017-2018.

Num. Nome Stagione/i PA V S V% PA V S V% Successi Ref.
Stagione regolare Playoff
Fort Wayne Pistons
1 Carl Bennett 1948 6 0 6 .000 [40]
2 Curly Armstrong 1948–1949 (da giocatore-allenatore) 54 22 32 .407 [41]
3 Murray Mendenhall 19491951 136 72 64 .529 [42]
4 Paul Birch 19511954 207 105 102 .507 14 4 10 .286 [43]
5 Charley Eckman 19541957 216 114 102 .528 24 10 14 .417 [44]
Detroit Pistons
Charley Eckman 1957 25 9 16 .360 0 0 0 [44]
6 Red Rocha 19571960 153 65 88 .425 10 4 6 .400 [45]
7 Dick McGuire 1959–1960 (da giocatore-allenatore)
19601963
280 122 158 .436 21 8 13 .381 [46]
8 Charles Wolf 19631964 91 25 66 .433 [47]
9 Dave DeBusschere 19641967 (da giocatore-allenatore) 222 79 143 .356 [48]
10 Donnie Butcher 19671968 112 52 60 .464 6 2 4 .333 [49]
11 Paul Seymour 1968–1969 60 22 38 .367 [50]
12 Butch van Breda Kolff 19691971 174 82 92 .471 [51]
13 Terry Dischinger 1971 (da giocatore-allenatore) 2 0 2 .000 [52]
14 Earl Lloyd 19711972 77 22 55 .286 [53]
15 Ray Scott 19721976 281 147 134 .523 10 4 6 .400 1973–74 Allenatore dell'anno NBA[54] [55]
16 Herb Brown 19761977 146 72 74 .493 12 5 7 .417 [56]
17 Bob Kauffman 1977–1978 58 29 29 .500 [57]
18 Dick Vitale 19781979 94 34 60 .362 [58]
19 Richie Adubato 1979–1980 70 12 58 .171 [59]
20 Scotty Robertson 19801983 246 97 149 .394 [60]
21 Chuck Daly 19831992 738 467 271 .633 113 71 42 .628 2 titoli NBA (1989, 1990)
nella top 10 allenatori della storia NBA[61]
[38]
22 Ron Rothstein 1992–1993 82 40 42 .488 [62]
23 Don Chaney 19931995 164 48 116 .293 [63]
24 Doug Collins 19951998 209 121 88 .579 8 2 6 .250 [64]
25 Alvin Gentry 19982000 145 73 72 .503 5 2 3 .400 [65]
26 George Irvine 20002001 106 46 60 .434 3 0 3 .000 [66]
27 Rick Carlisle 20012003 164 100 64 .610 27 12 15 .444 2001–02 Allenatore dell'anno NBA[54] [67]
28 Larry Brown 20032005 164 108 56 .659 48 31 17 .646 1 titolo NBA (2004) [68]
29 Flip Saunders 20052008 246 176 70 .715 51 30 21 .588 [69]
30 Michael Curry 2008–2009 82 39 43 .476 4 0 4 .000 [70]
31 John Kuester 20092011 164 57 107 .348 [71]
32 Lawrence Frank 20112013 148 54 94 .365 [72]
33 Maurice Cheeks 2013–2014 50 21 29 .420 [73]
34 John Loyer 2014 32 8 24 .250 [74]
35 Stan Van Gundy 20142018 328 152 176 .463 4 0 4 .000 [75]
36 Dwane Casey 2018–presente [76]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès Detroit Pistons
Titoli Anni
NBA Larry O'brien Trophy.jpg Titoli NBA 3 1989, 1990, 2004
Titoli di Conference 7 1955, 1956, 1988, 1989, 1990, 2004, 2005
Titoli di Division 11 1954-1955, 1955-1956, 1987-1988, 1988-1989, 1989-1990, 2001-2002, 2002-2003, 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008

NBL[modifica | modifica wikitesto]

1944, 1945
1943, 1944, 1945, 1946

Premi e riconoscimenti individuali[modifica | modifica wikitesto]

All-NBA First Team

All-NBA Second Team

All-NBA Third Team

NBA All-Defensive First Team

NBA All-Defensive Second Team

NBA All-Rookie First Team

NBA All-Rookie Second Team

Leader di franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Maiuscolo: giocatore ancora attivo ai Pistons.

Corsivo: giocatore ancora attivo, non con i Pistons.

Punti segnati (regular season) aggiornato a fine stagione 2017–18 [77][78]

  1. Isiah Thomas (18.822)
  2. Joe Dumars (16.401)
  3. Bob Lanier (15.488)
  4. Dave Bing (15.235)
  5. Bill Laimbeer (12.665)
  6. Richard Hamilton (11.582)
  7. Vinnie Johnson (10.146)
  8. Tayshaun Prince (10.006)
  9. Grant Hill (9.393)
  10. John Long (9.023)
  1. Bailey Howell (8.182)
  2. Gene Shue (8.034)
  3. Chauncey Billups (7.940)
  4. Kelly Tripucka (7.597)
  5. Jerry Stackhouse (7.451)
  6. Eddie Miles (7.419)
  7. George Yardley (7.339)
  8. Larry Foust (7.124)
  9. Dave DeBusschere (7.096)
  10. Ray Scott (6.724)

Altre statistiche (regular season) aggiornate a fine stagione 2017–18[77]

Minuti giocati
Giocatore Minuti
Isiah Thomas 35.516
Joe Dumars 35.139
Bill Laimbeer 30.602
Tayshaun Prince 26.166
Dave Bing 26.052
Bob Lanier 24.640
Richard Hamilton 21.679
Ben Wallace 21.358
Vinnie Johnson 20.218
Lindsey Hunter 18.574
Rimbalzi presi
Giocatore Rimbalzi
Bill Laimbeer 9.430
Bob Lanier 8.063
Ben Wallace 7.264
Dennis Rodman 6.299
Andre Drummond 6.192
Larry Foust 5.200
Walter Dukes 4.986
Dave DeBusschere 4.947
Bailey Howell 4.583
Ray Scott 4.508
Assist effettuati
Giocatore Assist
Isiah Thomas 9.061
Joe Dumars 4.612
Dave Bing 4.330
Chauncey Billups 2.984
Grant Hill 2.720
Vinnie Johnson 2.661
Richard Hamilton 2.419
Bob Lanier 2.256
Tayshaun Prince 2.074
Lindsey Hunter 2.038
Palle recuperate
Giocatore Recuperi
Isiah Thomas 1.861
Ben Wallace 931
Joe Dumars 902
Lindsey Hunter 896
Chris Ford 785
Vinnie Johnson 708
Grant Hill 694
John Long 649
Bill Laimbeer 632
Terry Tyler 615
Stoppate effettuate
Giocatore Stoppate
Ben Wallace 1.486
Terry Tyler 1.070
Bob Lanier 859
Bill Laimbeer 857
John Salley 709
Andre Drummond 707
Rasheed Wallace 623
Tayshaun Prince 448
Jason Maxiell 426
Dennis Rodman 399

Record[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 dicembre 1983, nella partita in casa contro i Denver Nuggets si toccò il record del maggior numero di punti segnati in una partita di NBA: 370, 186 per Detroit e 184 per Denver[79].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pistons New Logo, Detroit Pistons, 16 maggio 2017.
  2. ^ Detroit Pistons Reproduction and Usage Guideline Sheet (JPG), NBA Properties, Inc.. URL consultato il 20 gennaio 2017.
  3. ^ Frank P. Jozsa, The National Basketball Association: Business, Organization and Strategy, World Scientific, 2011, p. 72, ISBN 978-981-4313-90-2.
  4. ^ Andy Phillip, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  5. ^ Dave DeBusschere, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2017).
  6. ^ Bobby Houbregs, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  7. ^ Bobby McDermott, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  8. ^ Dave Bing, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  9. ^ Harry Gallatin, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  10. ^ Bob Lanier, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  11. ^ Walt Bellamy, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
  12. ^ Dick McGuire, su Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. URL consultato il 30 agosto 2017.
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