Carmelo Anthony

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Carmelo Anthony
Carmelo Anthony Nov 2013.jpg
Carmelo Anthony con i New York Knicks
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 203 cm
Peso 109 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Ala piccola / Ala grande
Carriera
Giovanili
Oak Hill Academy
2002-2003Syracuse Orange
Squadre di club
2003-2011Denver Nuggets564 (13.970)
2011-2017N.Y. Knicks412 (10.186)
2017-2018Oklahoma Thunder78 (1.261)
2018-2019Houston Rockets10 (134)
Nazionale
2004-2016Stati Uniti Stati Uniti63 (926)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Atene 2004
Oro Pechino 2008
Oro Londra 2012
Oro Rio de Janeiro 2016
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Giappone 2006
Transparent.png Campionati Americani
Oro Stati Uniti 2007
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 12 novembre 2018

Carmelo Kyam Anthony (Brooklyn, 29 maggio 1984) è un cestista statunitense, di ruolo ala.

Soprannominato Melo,[1][2] è 19º nella classifica dei migliori marcatori NBA.[3] Con la Nazionale statunitense, di cui è il miglior realizzatore, ha partecipato a quattro Olimpiadi, vincendo la medaglia di bronzo nel 2004 alle Olimpiadi di Atene e la medaglia d'oro ai Giochi di Pechino 2008, ai Giochi di Londra 2012 e ai Giochi di Rio de Janeiro 2016. Detiene il record di punti segnati (62) al Madison Square Garden. Con questa prestazione detiene il record di punti per un giocatore dei Knicks in una singola partita.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Brooklyn da Carmelo Iriarte e Mary Anthony, a 8 anni si è spostato coi genitori a Baltimora.[4] Suo padre è nato a Manhattan da genitori portoricani,[5] oltre ad avere origini venezuelane, africane e spagnole mentre sua madre ha origini africane.[1] Il papà di Anthony è morto di cancro quando Melo aveva due anni.[6][7] Ha due fratelli di nome Robert e Wilford,[8] oltre che una sorella di nome Michelle (morta nel 2010),[9] oltre che una sorellastra di nome Daphne.[8]

Nel 2010 si è sposato con La La Vazquez,[2] con cui si era fidanzato nel 2004 e da cui ha avuto un figlio di nome Kiyan nel 2007.[2][10]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Di ruolo ala piccola, può essere adattato a giocare da ala grande; è un grande finalizzatore in particolare a giocare in post e in isolamento, oltre che a tirare dalla media distanza e da 3 punti,[11][12][13] tanto da essere considerato uno dei migliori realizzatori di tutti i tempi.[14][15][16] Pecca invece nella fase difensiva.[17]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Syracuse e il draft[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere frequentato la Oak Hill Academy,[18] Anthony si iscrisse all'Università di Syracuse.[19] A Syracuse disputò una sola stagione che è considerata una delle migliori nella storia del basket: nel 2003, infatti, riesce a vincere il titolo NCAA, quello di miglior giocatore delle finali ed altri prestigiosi premi personali.[7] Di media ha tenuto 22,2 punti.[8] Questa stagione permette a Anthony, sebbene non fosse ancora in NBA, di raggiungere una popolarità insolita per un non professionista, meritandosi anche la copertina del giornale sportivo Sports Illustrated.

Anthony viene selezionato al draft NBA dello stesso anno dai Denver Nuggets con la terza scelta assoluta: lo precedono soltanto LeBron James e, inaspettatamente, Darko Miličić; precede comunque future stelle quali Chris Bosh e Dwyane Wade.[20]

Denver Nuggets (2003-2011)[modifica | modifica wikitesto]

La prima stagione in NBA di Anthony è folgorante: diventa il leader della squadra riuscendo a qualificarla per i play-off e le sue cifre (21 punti, 6,1 rimbalzi e 2,8 assist a partita) lo consacrano nuova stella del panorama NBA. A fine anno arriva secondo al premio di miglior rookie dell'anno, dietro a LeBron James.

Durante la sua seconda stagione in NBA delude in parte le aspettative, ma dimostra di saper mantenere statistiche elevate (20,8 punti di media) anche in una stagione relativamente difficile, portando inoltre i Denver Nuggets per il secondo anno di fila ai play-off.

La stagione 2005-06 è quella della consacrazione: in ottanta gare tiene una media di 26,5 punti, 4,9 rimbalzi e 2,7 assist, ma risulta poco convincente dal punto di vista della squadra. I Nuggets arrivano di nuovo ai playoff e vengono eliminati ancora una volta in modo non proprio dignitoso per 4-1 dai Los Angeles Clippers.

Nel 2006-07 si conferma un gran marcatore (28,9 punti a partita) ma viene squalificato per quindici turni in seguito alla rissa nella partita contro i New York Knicks di metà dicembre, che gli è quasi costata la convocazione per l'All-Star Game: viene ripescato per l'evento, insieme a Josh Howard, solo in seguito agli infortuni di Yao Ming e Carlos Boozer.

Anthony con la casacca numero 15 dei Denver Nuggets

Nella stagione 2007-08 ancora una volta si è dimostrato uno dei più prolifici giocatori della NBA, viaggiando ad una media di 25,7 punti a partita a cui si aggiungono 7,4 rimbalzi e 3,4 assist.

Il 10 dicembre 2008, nella gara vinta dai Denver Nuggets per 116-105 sui Minnesota Timberwolves, Anthony eguaglia il record di punti realizzati in un solo quarto mettendone a segno ben 33 nel terzo; conclude la gara con 45 punti, 11 rimbalzi, 3 assist e 4 palle rubate. In precedenza solo a George Gervin era riuscita questa impresa (il 9 aprile 1978, 33 punti nel secondo quarto della partita tra San Antonio Spurs e New Orleans Jazz).

La stagione 2008-09 è la migliore dal punto di vista dei risultati per i Nuggets; le pepite arrivano infatti alla finale di Conference dove devono cedere 4-2 ai Lakers futuri campioni NBA. Anthony disputa dei playoff di altissimo livello terminando con 27,2 punti, 5,8 rimbalzi e 4,1 assist di media nella post-season.

Nelle prime due partite di apertura della stagione 2009-10 Anthony totalizza 71 punti, segnandone 30 alla prima e 41 la sera dopo, rispettivamente nelle vittorie contro gli Utah Jazz e i Portland Trail Blazers.[21] Con tale performance, Anthony diventa uno dei cinque giocatori nella storia dei Nuggets ad aver segnato 60 o più punti nelle prime due gare della stagione; tra gli altri ci sono Alex English (il quale ci è riuscito due volte, nel 1985 con 79 punti e nel 1988 con 74), Mahmoud Abdul-Rauf (anch'esso due volte, nel 1992 con 64 punti e nel 1995 con 62), David Thompson nel 1980 con 60 punti e infine Nick Van Exel nel 2001 con 71 punti.

Il 28 novembre 2009, nella gara vinta dai Denver Nuggets per 128-125 sui New York Knicks, Anthony fa registrare il suo career-high di punti (50) e nella partita contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James del 18 febbraio segna 40 punti e realizza il punto della vittoria a pochi secondi dalla fine. Chiude la sua settima stagione NBA con 28,2 punti e 6,6 rimbalzi, venendo inserito per la prima volta nell'All-NBA Second Team. Nonostante i 30 punti di media segnati da Anthony nei playoff, Denver chiude la sua post-season perdendo 4-2 la serie contro gli Utah Jazz.

Nel corso del biennio 2009-10 Anthony mostra di non voler proseguire la carriera in Colorado, rifiutando la ricchissima estensione del suo contratto coi Nuggets, dichiarando che i New York Knicks erano la sua meta preferita.[22] Essendo in scadenza di contratto nell'estate 2011 la franchigia di Denver decide quindi di scambiare Anthony per evitare di perderlo come free agent al termine della stagione.

Giocatore franchigia a New York (2011-2017)[modifica | modifica wikitesto]

2011-2013: i play-off e le eliminazioni precoci[modifica | modifica wikitesto]

Anthony nel 2013 con i New York Knicks

Il 21 febbraio 2011 i New York Knicks cedono ai Denver Nuggets Danilo Gallinari, Raymond Felton, Wilson Chandler, Timofej Mozgov, tre milioni di dollari cash e tre scelte nei prossimi draft in cambio di Carmelo Anthony, Chauncey Billups, Anthony Carter, Shelden Williams e Renaldo Balkman.[23] Ai Knicks Anthony sceglie di indossare la casacca n. 7, essendo il suo n. 15 ritirato in onore di Earl Monroe e Dick McGuire.

Pur con ottime prestazioni, l'avventura di Anthony nei Playoff 2011 si chiude al primo turno contro Boston. Viene inserito nel quintetto base della NBA Eastern Conference per l'edizione 2012 dell'NBA All-Star Game.

La stagione 2011-12 per Anthony inizia nel peggiore dei modi: i New York Knicks senza di lui registrano una striscia di sette vittorie consecutive grazie all'esplosione di Jeremy Lin, ma al suo rientro il record della squadra precipita a due vinte e dieci perse. I continui malumori con il coach Mike D'Antoni costringeranno quest'ultimo a dare le dimissioni. Dopo aver disputato un buon finale di stagione, i suoi Knicks perderanno al primo turno dei Play off per mano dei Miami Heat di LeBron James. Alla fine sarà proprio la star degli Heat ad impartire una dura lezione difensiva proprio ai danni di Anthony, con quest'ultimo capace di 41 punti in gara-4.

Il 17 febbraio 2013 prende parte all'All-Star Game a Houston partendo in quintetto base. Sarà il migliore della Eastern, mettendo a referto una doppia doppia da 26 punti e 12 rimbalzi. Il 2 aprile 2013 contro i Miami Heat pareggia per la terza volta il suo carrer-high di 50 punti. Conclude la regular season vincendo il titolo di miglior marcatore NBA con 28,7 punti di media, conditi da 6,9 rimbalzi e 2,6 assist in 37,0 minuti a partita. Finisce inoltre secondo nella corsa al premio di MVP, dietro a LeBron James. All'esordio ai Playoffs, contro i Boston Celtics, contribuisce notevolmente alla vittoria (78-85), con 36 punti, 6 rimbalzi e 4 palle rubate. I Knicks passano il turno, venendo però eliminati successivamente da Indiana per 4-2, con Anthony che ha tenuto delle percentuali negative al tiro durante la serie.[24]

2013-2017: stagioni negative e la richiesta di trade[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 gennaio 2014 realizza il suo nuovo career-high con 62 punti segnati contro i Bobcats.[25] La sua prestazione infrange sia il record di punti messi a segno al Madison Square Garden di New York, fino ad allora appartenuto a Kobe Bryant con 61 punti, sia il record di franchigia dei Knicks di 60 punti che era detenuto da Bernard King.[25] I Knicks non si qualificano ai Playoff, prima volta che Anthony non li raggiunge nella sua carriera.

Il 23 giugno 2014 decide di esercitare una clausola per uscire dal suo contratto con i Knicks. Il successivo 13 luglio rinnova però con i Knicks, firmando un contratto quinquennale a 129 milioni di dollari. Anthony gioca l'All-star game e, in trenta minuti giocati realizza 14 punti. Dopo il weekend delle stelle Anthony si opera e conclude così una stagione con 24 punti a partita di media. I Knicks chiuderanno la stagione all'ultimo posto della Eastern Conference con un record di 17-65.

Nella stagione seguente mantiene le medie di 21,8 punti, 4,2 assist e 7,7 rimbalzi (convocato all'All Star Game) con i Knicks che chiudono con un record di 32-50, migliorando rispetto all'anno prima, ma non riuscendo comunque a qualificarsi per i Playoff.

Nella stagione 2016-2017 diventa il terzo giocatore di sempre (dopo Kareem Abdul-Jabbar e Elvin Hayes) e a segnare almeno 10 000 punti con due squadre diverse. Partecipa poi al suo decimo All Star Game, sostituendo l'infortunato Kevin Love. Per la quarta stagione consecutiva i Knicks non riescono a qualificarsi ai Playoff. Durante l'offseason rompe definitivamente con la dirigenza di New York, chiedendo uno scambio e informando della sua disponibilità a non esercitare la clausola di non-scambio in caso di trasferimento agli Houston Rockets o ai Cleveland Cavaliers.[26][27]

Oklahoma City Thunder, Houston Rockets (2017-2019)[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 settembre 2017 viene scambiato dai New York Knicks agli Oklahoma City Thunder in cambio di Enes Kanter, Doug McDermott e una seconda scelta.[28]

Il 19 luglio 2018 viene scambiato agli Atlanta Hawks in una trade che coinvolge Dennis Schroeder, Mike Muscala e una scelta protetta del 2022; tuttavia, Anthony verrà tagliato dalla franchigia della Georgia dopo 11 giorni.[29]

Il successivo 13 agosto si accasa agli Houston Rockets,[30] dove però non riesce mai ad essere incisivo nel sistema di gioco tanto che il 16 novembre viene messo fuori rosa;[31][32] successivamente viene scambiato ai Chicago Bulls il 22 gennaio 2019 dopo aver giocato solo 10 gare con la franchigia texana.[33] La sua permanenza a Chicago dura pochissimo in quanto il 2 febbraio, senza neppure avere giocato una partita, viene tagliato.[34]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Anthony partecipa alle Olimpiadi di Atene 2004 con la nazionale americana, conquistando la medaglia di bronzo ma giocando poco e lamentandosi dello scarso minutaggio concessogli dall'allenatore Larry Brown.

Alle Olimpiadi di Pechino 2008 Anthony ha vinto la medaglia d'oro, diventando uno dei veri trascinatori della squadra: decisivi i suoi 21 punti in semifinale contro l'Argentina di Manu Ginobili.

Anthony viene poi convocato per le Olimpiadi di Londra 2012 dal coach Mike Krzyzewski, insieme anche al compagno di squadra Tyson Chandler. Capitato nel gruppo A, Anthony riesce ad essere top scorer di partita in tre gare su cinque contro la Tunisia (16), contro la Nigeria (37) e contro la Lituania (20 a pari merito con LeBron James).[35] Vince poi la medaglia d'oro battendo in finale la Spagna dei fratelli Marc e Pau Gasol per 107-100, mettendo a referto 8 punti, 5 rimbalzi e 3 assist.

Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 mette a segno 31 punti nella sfida contro l'Australia, diventando così il miglior realizzatore della Nazionale statunitense nella rassegna, superando LeBron James, fermo a 293 punti. Vince la medaglia d'oro in finale sulla Serbia, mettendo a referto 7 punti. Con tre medaglie d'oro e una medaglia di bronzo, Anthony diventa il cestista più medagliato nella storia dei Giochi Olimpici.[36] In 63 presenze con la Nazionale (amichevoli incluse) sono 926 i punti realizzati, con una media di 14.6 a partita.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high
* Primo nella lega

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2003-2004 Denver Nuggets 82 82 36,5 42,6 32,2 77,7 6,1 2,8 1,2 0,5 21,0
2004-2005 Denver Nuggets 75 75 34,8 43,1 26,6 79,6 5,7 2,6 0,9 0,4 20,8
2005-2006 Denver Nuggets 80 80 36,8 48,1 24,3 80,8 4,9 2,7 1,1 0,5 26,5
2006-2007 Denver Nuggets 65 65 38,2 47,6 26,8 80,8 6,0 3,8 1,2 0,4 28,9
2007-2008 Denver Nuggets 77 77 36,4 49,2 35,4 78,6 7,4 3,4 1,3 0,5 25,7
2008-2009 Denver Nuggets 66 66 34,3 44,3 37,1 79,3 6,8 3,4 1,1 0,4 22,8
2009-2010 Denver Nuggets 69 69 38,2 45,8 31,6 83,0 6,6 3,2 1,3 0,4 28,2
2010-2011 Denver Nuggets 50 50 35,5 45,2 33,3 82,3 7,6 2,8 0,9 0,6 25,2
2010-2011 N.Y. Knicks 27 27 36,2 46,1 42,4 87,2 6,7 3,0 0,9 0,6 26,3
2011-2012 N.Y. Knicks 55 55 34,1 43,0 33,5 80,4 6,3 3,6 1,1 0,4 22,6
2012-2013 N.Y. Knicks 67 67 37,0 44,9 37,9 83,0 6,9 2,6 0,8 0,5 28,7*
2013-2014 N.Y. Knicks 77 77 38,7* 45,2 40,2 84,8 8,1 3,1 1,2 0,7 27,4
2014-2015 N.Y. Knicks 40 40 35,7 44,4 34,1 79,7 6,6 3,1 1,0 0,4 24,2
2015-2016 N.Y. Knicks 72 72 35,1 43,4 33,9 82,9 7,7 4,2 0,9 0,5 21,8
2016-2017 N.Y. Knicks 74 74 34,3 43,3 36,0 83,3 5,9 2,9 0,8 0,4 22,4
2017-2018 Oklahoma Thunder 78 78 32,1 40,4 35,7 76,7 5,8 1,3 0,6 0,6 16,2
2018-2019 Houston Rockets 10 2 29,4 40,5 32,8 68,2 5,4 0,5 0,4 0,7 13,4
Carriera 1064 1056 35,8 44,9 34,7 81,1 6,5 3,0 1,0 0,5 24,0
All-Star 10 8 26,2 50,7 32,7 72,7 7,5 1,1 0,5 0,3 18,5

Playoffs[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2004 Denver Nuggets 4 4 35,8 32,8 18,2 80,0 8,3 2,8 1,3 0,0 15,0
2005 Denver Nuggets 5 5 36,0 42,2 0,0 81,3 5,4 2,0 0,6 0,2 19,2
2006 Denver Nuggets 5 5 38,6 33,3 0,0 75,0 6,6 2,8 0,8 0,2 21,0
2007 Denver Nuggets 5 5 42,0 48,0 50,0 79,5 8,6 1,2 1,0 0,0 26,8
2008 Denver Nuggets 4 4 36,5 36,4 25,0 82,8 9,5 2,0 0,5 0,3 22,5
2009 Denver Nuggets 16 16 38,3 45,3 36,4 82,6 5,8 4,1 1,8 0,6 27,2
2010 Denver Nuggets 6 6 42,3 46,4 31,6 87,7 8,5 3,3 2,0 0,5 30,7
2011 N.Y. Knicks 4 4 39,0 37,5 34,6 85,3 10,3 4,8 1,3 0,8 26,0
2012 N.Y. Knicks 5 5 40,8 41,9 22,2 75,6 8,2 2,2 1,2 0,2 27,8
2013 N.Y. Knicks 12 12 40,1 40,6 29,8 88,5 6,6 1,6 1,1 0,2 28,8
2018 Oklahoma Thunder 6 6 32,3 37,5 21,4 73,3 5,7 0,3 1,8 0,7 11,8
Carriera 72 72 38,5 41,5 30,9 82,4 7,1 2,6 1,3 0,4 24,5

Massimi in carriera[modifica | modifica wikitesto]

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2002-2003 Syracuse Orange 35 35 36,4 45,3 33,7 70,6 10,0 2,2 1,6 0,9 22,2

Massimi in carriera[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

College[modifica | modifica wikitesto]

Syracuse Orange: 2003

NBA[modifica | modifica wikitesto]

stagione 2012-2013 (28,7 punti)
Second Team: 2010, 2013
Third Team: 2006, 2007, 2009, 2012,
2007, 2008, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • Gold medal olympic.svg Oro ai Campionati Olimpici:
Pechino 2008
Londra 2012
Rio 2016
  • Bronze medal olympic.svg Bronzo ai Campionati Olimpici:
Atene 2004
  • Bronzo Bronzo ai Campionati Mondiali:
Giappone 2006
  • Oro Oro ai Campionati Americani:
Las Vegas 2007
  • Membro del quintetto ideale dei Mondiali 2006
  • Leader di sempre per punti segnati nel minor tempo alle Olimpiadi (37 punti in 14 minuti)
  • Detiene il record per punti del Team Usa al campionato del mondo FIBA 2006 (35 punti contro l'Italia)
  • Leader del Team Usa per punti segnati

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • NBA Player of the Month: 6 volte
  • NBA Player of the Week: 15 volte
  • NBA Rookie of the Month: 6 volte
  • Big East Rookie of the Year: 2003
  • All-Big East First Team: 2003
  • All-Big East Rookie Team: 2003
  • Big East Conference Men's Basketball Rookie of the Year: 2003
  • Consensus National Freshman of the Year: 2003
  • Colorado Sports Hall of Fame Professional Athlete of the Year: 2008
  • USA Basketball Male Athlete of the Year: 2006

Record[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

  • Primo giocatore della storia ad essere il top scorer della sua squadra per tutta la stagione (2013-2014)
  • È uno dei quattro giocatori ad aver segnato di media almeno 20 punti, 4 rimbalzi e 2 assist in ognuna delle prime dieci stagioni NBA (gli altri tre giocatori sono Kareem Abdul-Jabbar, Oscar Robertson e LeBron James)
  • Detentore del record di punti segnati in una partita da un giocatore dei New York Knicks: 62
  • Detentore del record di punti segnati in una partita al Madison Square Garden : 62
  • Unico giocatore nella storia della NBA a registrare 60 punti e 0 palle perse in una singola partita
  • Uno dei sette giocatori NBA a registrare almeno 60 punti e 10 rimbalzi in una partita (gli altri sei giocatori sono Wilt Chamberlain, Michael Jordan, Karl Malone, David Robinson, Shaquille O'Neal e Tracy McGrady)
  • Uno dei quattro giocatori a registrare nella storia della NBA almeno 60 punti al Madison Square Garden (gli altri tre giocatori sono Bernard King, Kobe Bryant e James Harden)
  • Uno dei sei giocatori in grado di segnare almeno 60 punti in meno di 40 minuti (gli altri cinque giocatori sono Jerry West, George Gervin, Karl Malone, Kobe Bryant e Klay Thompson)
  • Uno dei tre giocatori nella storia della NBA a registrare 10 000 punti per due franchigie (gli altri due giocatori sono Kareem Abdul-Jabbar ed Elvin Hayes)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmelo Anthony e Greg Brown, Carmelo Anthony: It's Just the Beginning, Positively For Kids, 2004, ISBN 9780963465078.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Melo dishes on his Puerto Rican heritage, su ESPN.com, 1º marzo 2012. URL consultato il 17 luglio 2019.
  2. ^ a b c Fishman, p. 7.
  3. ^ (EN) All Time Leaders, su NBA Stats. URL consultato il 17 luglio 2019.
  4. ^ Hoblin, p. 6.
  5. ^ (EN) The world should know Carmelo Anthony is also Afro-Latino and Puerto Rican, su ESPN.com, 25 agosto 2016. URL consultato il 17 luglio 2019.
  6. ^ Fishman, p. 9.
  7. ^ a b PUERTO RICO HERALD: Island Takes Pride In Carmelo Anthony’s Roots, Even Though Syracuse Freshman’s Future Lies In The U.S., su web.archive.org, 30 ottobre 2011. URL consultato il 17 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2011).
  8. ^ a b c Rocky Mountain News: Nuggets & NBA, su web.archive.org, 16 ottobre 2007. URL consultato il 17 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2007).
  9. ^ (EN) Anthony back with Nuggets after sister's death, su ESPN.com, 31 dicembre 2010. URL consultato il 17 luglio 2019.
  10. ^ (EN) LaLa Vazquez Has a Boy with NBA's Carmelo Anthony, su PEOPLE.com. URL consultato il 17 luglio 2019.
  11. ^ (EN) Tim Daniels, Carmelo Anthony: I'm Only Player in History 'Criticized for What He's Great At', su Bleacher Report. URL consultato il 17 luglio 2019.
  12. ^ La stagione sulle montagne russe di Carmelo Anthony, su L'Ultimo Uomo, 16 aprile 2018. URL consultato il 17 luglio 2019.
  13. ^ (EN) Carmelo Anthony is the last great American ball hog, su ESPN.com, 21 gennaio 2019. URL consultato il 17 luglio 2019.
  14. ^ (EN) Sam Penix, In The Last 8 Seasons, Carmelo Anthony Has Done What No Ring-less Player Has Ever Done, su ClutchPoints, 1º ottobre 2017. URL consultato il 17 luglio 2019.
  15. ^ (EN) Adam Fromal, Is Kevin Durant or Carmelo Anthony the Better Pure Scorer?, su Bleacher Report. URL consultato il 17 luglio 2019.
  16. ^ (EN) Amar'e Stoudemire says Carmelo Anthony is NBA's best pure scorer, su CBSSports.com. URL consultato il 17 luglio 2019.
  17. ^ (EN) Adam Fromal, NBA Metrics 101: The Worst 5 Defenders at Every Position, su Bleacher Report. URL consultato il 17 luglio 2019.
  18. ^ Hoblin, p. 8.
  19. ^ Hoblin, p. 9.
  20. ^ (EN) 2003 NBA Draft, su Basketball-Reference.com. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  21. ^ Carmelo scores 41, rallies Nuggets past Blazers, su NBC Sports, 31 ottobre 2009. URL consultato il 17 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2009).
  22. ^ (EN) Source: Melo will sign only with N.Y. if traded, su ESPN.com, 12 dicembre 2010. URL consultato il 17 luglio 2019.
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