Chauncey Billups

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Chauncey Billups
ChaunceyBillupsWizards.jpg
Billups con la maglia dei Detroit Pistons
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 191 cm
Peso 92 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Playmaker / guardia
Ritirato 16 aprile 2014
Carriera
Giovanili
1991-1995George Washington H.S.
1995-1997Colorado Buffaloes
Squadre di club
1997-1998Boston Celtics51 (565)
1998-1999Toronto Raptors29 (328)
1999-2000Denver Nuggets58 (736)
2000-2002Minnesota T'wolves159 (1.740)
2002-2008Detroit Pistons463 (7.868)
2008-2011Denver Nuggets201 (4.177)
2011N.Y. Knicks21 (368)
2011-2013L.A. Clippers42 (483)
2013-2014Detroit Pistons19 (72)
Nazionale
2007-2010Stati Uniti Stati Uniti20 (154)
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Turchia 2010
Transparent.png Campionati americani
Oro Stati Uniti 2007
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Chauncey Ray Billups (Denver, 25 settembre 1976) è un ex cestista, opinionista e analista sportivo statunitense, attualmente lavora per l'emittente televisiva ESPN[1].

Soprannominato Mr. Big Shot per la sua attitudine a segnare canestri nei momenti topici delle partite, si è laureato Campione NBA nel 2004 con i Detroit Pistons, venendo nominato anche NBA Finals MVP. Nel corso della carriera ha partecipato per cinque volte all'NBA All-Star Game (2006, 2007, 2008, 2009 e 2010), è stato inserito per tre volte negli All-NBA Team (Second Team nel 2006 e Third Team nel 2007 e 2009) e per due volte negli NBA All-Defensive Team (in entrambe le occasioni Second Team, nel 2005 e 2006). Ha inoltre vinto i premi di NBA Citizenship Award, NBA Sportsmanship Award e NBA Teammate of the Year Award (nel 2008, 2009 e 2013). È il 16° miglior tiratore da tre punti e il 44° miglior assist-man nella storia della NBA. Con la Nazionale Statunitense ha vinto la medaglia d'oro ai FIBA Americas 2007 e al FIBA World Championship 2010. È il fratello di Rodney Billups.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Billups era un playmaker atipico; era molto forte muscolarmente e riusciva spesso a concludere le sue azioni offensive con penetrazioni che lo portano fin dentro il cuore dell'area.[2] Alto 191 cm e pesa circa 92 kg, si era creato la nomea di giocatore capace di risolvere la partita con tiri allo scadere anche grazie alla sua abilità di crearsi un tiro dal palleggio senza bisogno di blocchi.[2] Riusciva a dare anche grande pressione difensiva dato che la sua taglia fisica gli permetteva spesso di sovrastare gli altri playmaker.[2] Nel numero di assist è sempre stato un po' deficitario essendo arrivato soltanto nella stagione 2005-06 a superare gli 8 assist di media (per la precisione 8,6).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver giocato per due anni nel college di Colorado venne scelto nel primo giro del Draft NBA 1997 dai Boston Celtics come terza scelta assoluta. I suoi primi anni nella lega sono però caratterizzati da numerose squadre e poco affiatamento con i vari allenatori. Il 18 febbraio 1998 viene scambiato ai Toronto Raptors,[3] dove però resta meno di un anno, dato che il 21 gennaio 1999 viene girato ai Denver Nuggets.[3]

Anche nella sua città natale non riesce a trovare l'ambiente che lo riesca a far esprimere al meglio, così viene di nuovo ceduto, e il 1º febbraio 2000 viene mandato agli Orlando Magic. Qui arriva allo scadere del contratto che aveva firmato nel suo anno da rookie, e nell'estate del 2000 si ritrova sul mercato.

Viene preso dai Minnesota Timberwolves per coprire il ruolo di playmaker di riserva.[3] A Minnesota, approfittando anche dell'infortunio del play titolare Terrell Brandon,[2] gioca per due anni riuscendo a dimostrare di poter giocare ad alto livello, trovando una buona intesa con il compagno Kevin Garnett.[3]

Detroit Pistons[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le due buone stagioni a Minnesota, i Timberwolves decidono di non riconfermarlo una volta terminato il suo contratto. Così nell'estate del 2002 si trova di nuovo sul mercato e viene firmato dai Detroit Pistons che ne fanno il loro playmaker titolare. A Detroit comincia ad acquisire sicurezza, dimostrando freddezza nei momenti decisivi della partita, segnando diversi canestri allo scadere.

La prima stagione con i Pistons si conclude nelle finali della Eastern Conference contro i New Jersey Nets di Jason Kidd. Contro uno dei playmaker più forti della lega Billups si confronta alla pari e porta la sua squadra a gara-7, dove però i Pistons vengono sconfitti.

Nella stagione 2003-04 i Pistons arrivano in finale dove si scontrano contro i Los Angeles Lakers di Shaquille O'Neal, Kobe Bryant, Karl Malone e Gary Payton; sulla carta non dovrebbe esserci partita ma i Pistons seguendo un Billups che esprime la sua migliore pallacanestro si impongono per 4-1.[4] Billups viene insignito del premio di MVP delle finali. Era dai tempi di Isiah Thomas (dei Pistons tra l'altro) che un playmaker non vinceva l'MVP delle finali.[5]

L'anno dopo i Pistons arrivano ancora in finale, questa volta contro i San Antonio Spurs di Tim Duncan, Emanuel Ginóbili e Tony Parker. Per Detroit arriva però una sconfitta per 4-3. Nell'estate del 2005 i Pistons perdono il loro allenatore, Larry Brown, che era stato il primo coach che aveva saputo estrarre il meglio da Billups.

Nonostante questo, anche nella stagione 2005-06 sotto coach Flip Saunders, che lo aveva già allenato a Minnesota, Billups continua ad esprimere il suo ottimo gioco, ottenendo per la prima volta la convocazione all'All Star Game. La stagione si conclude con il raggiungimento della finale di conference contro i Miami Heat di Wade e Shaq che vede vincitori questi ultimi per 4 a 2.

Durante la successiva ottiene la sua seconda convocazione all'All Star Game e arriva nuovamente in finale di conference; lì i Detroit Pistons deludono e perdono di nuovo per 4-2, stavolta contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James, dopo essere stati in vantaggio per 2 a 0. Nel 2008 arriva la sesta finale dell'est consecutiva che vede ancora una volta i Pistons sconfitti per 4 a 2, stavolta ad opera dei Boston Celtics dell'ex compagno Garnett, di Ray Allen e Paul Pierce.

Ritorno ai Nuggets[modifica | modifica wikitesto]

Billups ai Denver Nuggets

Il 3 novembre 2008, Billups viene scambiato assieme a Antonio McDyess e a Cheikh Samb con Allen Iverson, tornando dunque nella squadra della sua città: i Denver Nuggets. Essendo già assegnate le maglie numero 4 (suo numero preferito) e 1 (usato negli anni a Detroit), ai Nuggets Billups ha scelto di indossare il numero 7, in onore di un grande sportivo di Denver, l'ex giocatore di NFL John Elway che portava quel numero nei Denver Broncos. Chauncey si inserisce a meraviglia subito e porta quel cambio di rotta nella gestione della squadra che i Nuggets desideravano, trovando in Billups un playmaker meno individualista e realizzatore ma più portato al coinvolgimento dei compagni rispetto ad Iverson. I risultati di squadra lo premiano con la convocazione per il suo terzo All Star Game in carriera.

Al primo anno a Denver arriva nuovamente in finale di conference, ma per essere ancora sconfitto 4-2 contro i futuri campioni dei Los Angeles Lakers. A dispetto della sua maggior propensione al passaggio rispetto alla soluzione personale, il giocatore chiude la stagione 2008-09 con la miglior media di realizzazione in carriera. Fa ancora meglio l'anno seguente, al termine del quale fa registrare 19,5 punti a partita. Questa volta però la stagione si conclude con l'eliminazione al primo turno dei playoff contro gli Utah Jazz

New York Knicks[modifica | modifica wikitesto]

Billups in azione con i Knicks contro i Magic

Il 22 febbraio 2011, nonostante avesse manifestato più volte di chiudere la sua carriera ai Nuggets è tra i numerosi giocatori coinvolti nella trade che porta Carmelo Anthony ai New York Knicks, passando anch'egli alla squadra di New York.[6] Fra i giocatori che si sono trasferiti ai Nuggets ci sono Danilo Gallinari, Raymond Felton e Wilson Chandler.[6] "È stato difficile, è stata la cosa più difficile che abbia mai dovuto fare - dichiarò Billups - Ho dovuto dire alle mie ragazze che papà era stato scambiato, che stava lasciando per giocare in giro per il paese. Ho detto loro che non è stata una mia scelta, che non si poteva far nulla al riguardo. Dovevo andare. Non è stata una scena felice". La mezza stagione a New York non convince, colpa soprattutto di una serie catastrofica di infortuni che lo costringono a saltare anche gara-1, gara-3 e gara-4 dei play-off. Durante i play-off i Knicks vengono subito eliminati per mano dei Boston Celtics.

Dopo l'eliminazione Bullups rilascia alcune dichiarazioni in cui si dice volenteroso di rimanere ai Knicks anche per la stagione successiva: "Mi piacerebbe molto riprovare con questi ragazzi - dichiarò Billups - Non giocare 30 partite dopo una trade, ma disputare un'intera stagione. Avere l'opportunità di avere una scossa favorevole con questi ragazzi. Sarei felicissimo". Il 10 dicembre 2011, i Knicks esercitano l'opzione amnesty clause sul suo contratto rendendolo così free-agent, libero di firmare con che squadra vuole ma legato comunque ad un contratto che New York dovrà pagare interamente senza pesare sul salary cap; questa decisione fa irritare molto Billups, che minaccia addirittura il ritiro.

Los Angeles Clippers[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 dicembre 2011, firma per i Los Angeles Clippers. Il giocatore sembra però destinato ad essere ceduto ai New Orleans Hornets per arrivare a Chris Paul; tuttavia l'arrivo dello stesso Paul senza la sua contemporanea cessione lo fa rimettere all'istante sul mercato. Nonostante queste indiscrezioni, ad inizio stagione parte costantemente in quintetto come guardia (con Paul regista) e inanella una serie di ottime prestazioni mantenendo una media di 15 punti e 4 assist a partita, guidando la squadra al miglior inizio di regular season dell'ultima decade.

Memorabile la sua conclusione allo scadere del 18 gennaio 2012, quando un suo tiro dall'arco stende i campioni di Dallas con il punteggio di 91 a 89. Il 7 febbraio dello stesso anno subisce un grave infortunio al tendine d'Achille che pone fine alla sua stagione, con grande rammarico dei Clippers che avevano trovato in lui e Chris Paul la miglior coppia di guardie della lega. Terminata la stagione, rimasto free agent, viene riconfermato dai Clippers.

Ritorno ai Pistons[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2013 lascia i Clippers e ritorna ai Detroit Pistons[7].

Il 9 settembre 2014, a seguito di numerosi infortuni,[2] Billups annuncia il suo ritiro dalla NBA dopo 17 anni.[2]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

College[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1995-1996 Stati Uniti Colorado Buffaloes Pac-8 Conf. 26 26 919 100/224 45/127 130/151 165 143 42 4 465
1996-1997 Stati Uniti Colorado Buffaloes Pac-10 Conf. 29 29 947 77/181 75/187 176/260 141 139 62 4 555
Totale carriera 55 55 1866 177/405 120/314 306/357 306 282 104 8 1020

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high
Denota una stagione in cui ha vinto il titolo

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 16 aprile 2014 (ultima partita di regular season giocata)

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
1997-1998 Boston Celtics 51 44 25,4 42,6 39,0 81,7 2,2 4,3 1,5 0 11,1
1997-1998 Toronto Raptors 29 26 31,7 37,7 34,9 91,9 2,7 3,3 1,0 0,1 11,3
1998-1999 Denver Nuggets 45 41 33,1 40,8 38,6 91,3 2,1 3,8 1,3 0,3 13,9
1999-2000 Denver Nuggets 13 5 23,5 33,7 17,1 84,1 2,6 3,0 0,8 0,2 8,6
2000–2001 Minnesota T'wolves 77 33 23,2 42,2 37,6 84,2 2,1 3,4 0,7 0,1 9,3
2001–2002 Minnesota T'wolves 82 54 28,7 42,3 39,4 88,5 2,8 5,5 0,8 0,2 12,5
2002–2003 Detroit Pistons 74 74 31,4 42,1 39,2 87,8 3,7 3,9 0,9 0,2 16,2
2003–2004 Detroit Pistons 78 78 35,4 39,4 38,8 87,8 3,5 5,7 1,1 0,1 16,9
2004–2005 Detroit Pistons 80 80 35,8 44,2 42,6 89,8 3,4 5,8 1,0 0,1 16,5
2005–2006 Detroit Pistons 81 81 36,1 41,8 43,3 89,4 3,1 8,6 0,9 0,1 18,5
2006–2007 Detroit Pistons 70 70 36,2 42,7 34,5 88,3 3,4 7,2 1,2 0,2 17,0
2007–2008 Detroit Pistons 78 78 32,3 44,8 40,1 91,8 2,7 6,8 1,3 0,2 17,0
2008–2009 Detroit Pistons 2 2 35,0 33,3 38,6 90,0 5,0 7,5 1,5 0,5 12,5
2008–2009 Denver Nuggets 77 77 35,3 42,0 41,0 91,3 3,0 6,4 1,2 0,2 17,9
2009–2010 Denver Nuggets 73 73 34,1 41,8 38,6 91,0 3,1 5,6 1,1 0,1 19,5
2010–2011 Denver Nuggets 51 51 32,3 43,8 44,1 92,3 2,5 5,3 1,0 0,2 16,5
2010–2011 N.Y. Knicks 21 21 31,6 40,3 32,8 90,2 3,1 5,5 0,9 0,1 17,5
2011-2012 L.A. Clippers 20 20 30,4 36,4 38,4 89,5 2,5 4,0 0,5 0,2 15,0
2012-2013 L.A. Clippers 22 22 19,0 40,2 36,7 93,8 1,5 2,2 0,5 0 8,4
2013-2014 Detroit Pistons 19 7 16,3 30,4 29,2 83,3 1,5 2,2 0,4 0,1 3,8
Carriera 1 043 937 31,6 41,5 38,7 89,4 2,9 5,4 1,0 0,2 15,2
All-Star 5 0 19,0 45,5 32,0 75,0 2,2 5,0 0,4 0 10,2

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 3 maggio 2013 (ultima partita di play-off giocata)

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2001 Minnesota T'wolves 3 0 8,7 16,7 0 100 1,7 0,7 0 0 1,0
2002 Minnesota T'wolves 3 3 44,7 45,1 40,0 70,0 5,0 5,7 1,0 0,3 22,0
2003 Detroit Pistons 14 14 34,6 37,4 31,0 93,3 3,4 4,7 0,6 0,1 18,0
2004 Detroit Pistons 23 23 38,3 38,5 34,6 89,0 3,0 5,9 1,3 0,1 16,4
2005 Detroit Pistons 25 25 39,4 42,8 34,9 89,3 4,3 6,6 1,0 0,2 18,7
2006 Detroit Pistons 18 18 39,2 40,6 34,0 90,5 3,4 6,5 1,2 0,1 17,9
2007 Detroit Pistons 16 16 40,6 43,5 38,9 83,2 3,3 5,7 1,2 0,1 18,6
2008 Detroit Pistons 15 15 32,0 40,1 37,5 83,2 2,9 5,5 0,8 0,1 16,1
2009 Denver Nuggets 16 16 38,7 45,7 46,8 90,6 3,8 6,8 1,3 0,3 20,6
2010 Denver Nuggets 6 6 34,5 44,6 35,5 88,1 2,3 6,3 1,0 0,5 20,6
2011 N.Y. Knicks 1 1 35,0 27,3 33,3 100 2,0 4,0 0 0 10,0
2013 L.A. Clippers 6 6 19,2 30,6 35,3 81,8 2,0 1,0 0,2 0,2 6,2
Carriera 146 143 36,4 41,1 36,6 88,0 3,4 5,7 1,0 0,2 17,3

Cronologia presenze e punti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e dei punti in Nazionale - Stati Uniti Stati Uniti
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Punti Note
22-08-2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 112 - 69 Venezuela Venezuela Americas Ch'ship 2007 - Gironi di qual. 5 [8]
23-08-2007 Las Vegas Isole Vergini americane Isole Vergini americane 59 - 123 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Gironi di qual. 6 [9]
25-08-2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 113 - 63 Canada Canada Americas Ch'ship 2007 - Gironi di qual. 3 [10]
26-08-2007 Las Vegas Brasile Brasile 76 - 113 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - 2ª fase a gironi 9 [11]
27-08-2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 127 - 100 Messico Messico Americas Ch'ship 2007 - 2ª fase a gironi 9 [12]
28-08-2007 Las Vegas Porto Rico Porto Rico 78 - 117 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - 2ª fase a gironi 3 [13]
29-08-2007 Las Vegas Uruguay Uruguay 79 - 118 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - 2ª fase a gironi 4 [14]
30-08-2007 Las Vegas Argentina Argentina 76 - 91 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - 2ª fase a gironi 10 [15]
1-09-2007 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 135 - 91 Porto Rico Porto Rico Americas Ch'ship 2007 - Semifinale 0 [16]
2-09-2007 Las Vegas Argentina Argentina 81 - 118 Stati Uniti Stati Uniti Americas Ch'ship 2007 - Finale 7 [17]
22-08-2010 Madrid Spagna Spagna 85 - 86 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 10 [18]
28-08-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 106 - 78 Croazia Croazia Mondiali 2010 - 1º turno 12 [19]
29-08-2010 Istanbul Slovenia Slovenia 77 - 99 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 8 [20]
30-08-2010 Istanbul Brasile Brasile 68 - 70 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 15 [21]
1-09-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 88 - 51 Iran Iran Mondiali 2010 - 1º turno 5 [22]
2-09-2010 Istanbul Tunisia Tunisia 57 - 92 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 7 [23]
6-09-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 106 - 78 Angola Angola Mondiali 2010 - Ottavi di finale 19 [24]
9-09-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 89 - 79 Russia Russia Mondiali 2010 - Quarti di finale 15 [25]
11-09-2010 Istanbul Stati Uniti Stati Uniti 89 - 74 Lituania Lituania Mondiali 2010 - Semifinale 3 [26]
12-09-2010 Istanbul Turchia Turchia 64 - 81 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2010 - Finale 4 [27]
Totale Presenze 20 Punti 154


Record[modifica | modifica wikitesto]

Record personali[modifica | modifica wikitesto]

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Record NBA[modifica | modifica wikitesto]

Record nei Detroit Pistons[modifica | modifica wikitesto]

  • 2° miglior realizzatore da tre punti nella storia della franchigia
  • 4° miglior assist-man nella storia della franchigia
  • 13° miglior realizzatore nella storia della franchigia

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Detroit Pistons: 2004
Second Team: 2006
Third Team: 2007, 2009
Second Team: 2005, 2006
2006, 2007, 2008, 2009, 2010

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chauncey Billups, ESPN, espnpressroom.com. URL consultato il 13 maggio 2020.
  2. ^ a b c d e f Nba, Chauncey Billups si ritira: vinse l'anello coi Pistons nel 2004, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 7 marzo 2019.
  3. ^ a b c d (EN) Letter to My Younger Self | By Chauncey Billups, su The Players' Tribune. URL consultato il 7 marzo 2019.
  4. ^ NBA Jersey Stories – La rinascita dei Detroit Pistons | Nba Passion, su www.nbapassion.com. URL consultato il 7 marzo 2019.
  5. ^ Serrano.
  6. ^ a b (EN) Carmelo Anthony traded to New York Knicks in blockbuster deal, in The Denver Post. URL consultato il 1º maggio 2020.
  7. ^ (EN) Billups agrees to return to Pistons with two-year deal, nba.com. URL consultato il 10 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013).
  8. ^ (EN) USA vs. Venezuela box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  9. ^ (EN) US Virgin Island vs. USA box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  10. ^ (EN) USA vs. Canada box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  11. ^ (EN) Brazil vs. USA box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  12. ^ (EN) USA vs. Mexico box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  13. ^ (EN) Puerto Rico vs. USA box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  14. ^ (EN) Uruguay vs. USA box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  15. ^ (EN) Argentina vs. USA box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  16. ^ (EN) USA vs. Puerto Rico (Semifinal) box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  17. ^ (EN) USA vs. Argentina (Final) box score, in FIBA. URL consultato il 25 maggio 2019.
  18. ^ (ES) España exige el máximo a EEUU, su elmundo.es, El Mundo, 24 agosto 2010. URL consultato il 31 maggio 2019.
  19. ^ USA-Croatia 28-8-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  20. ^ Slovenia vs. USA 29-8-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  21. ^ Brazil vs. USA 30-8-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  22. ^ USA vs. Iran 1-9-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  23. ^ Tunisia vs. USA 2-9-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  24. ^ USA vs. Angola 6-9-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  25. ^ USA vs. Russia 9-9-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  26. ^ USA vs. Lithuania 11-9-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.
  27. ^ Turkey vs. USA 12-9-2010. URL consultato il 14 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Shea Serrano, Basket (e altre storie), traduzione di S. Lombardi, illustrazioni di A. Torres, Mondadori Electa, 2018, ISBN 978-88-91-81790-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]