Golden State Warriors

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Golden State Warriors
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Campione della Western Conference
Campione della NBA Pacific Division
Golden State Warriors logo (2010).png
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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Terza divisa
Colori sociali 600px Warriors Royal Blue e California Golden Yellow.png Blu e giallo[1]
Dati societari
Città Flag of Oakland, California.svg Oakland
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Confederazione NBA
Federazione Western Conference
Division Pacific Division
Fondazione 1946
Denominazione Philadelphia Warriors
1946-1962
San Francisco Warriors
1962-1971
Golden State Warriors
1971-presente
Presidente CAPELLO
Proprietario Joe Lacob
Peter Guber
General manager Bob Myers
Allenatore Steve Kerr
Impianto Oracle Arena
Sito web www.nba.com/warriors
Palmarès
NBA Larry O'brien Trophy.jpgNBA Larry O'brien Trophy.jpgNBA Larry O'brien Trophy.jpgNBA Larry O'brien Trophy.jpg
Titoli NBA 4
Titoli di Conference 8
Titoli di Division 9

I Golden State Warriors sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano in NBA, il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. I Warriors nella loro storia hanno vinto 4 volte il titolo NBA, e insieme ai Boston Celtics e ai New York Knicks sono le uniche franchigie ad aver disputato tutte le stagioni dalla fondazione nel 1946 ad oggi. La loro sede è Oakland e giocano nella Oracle Arena, il proprietario della franchigia è Chris Cohan. La valutazione dei Golden State Warriors nel 2016, secondo la rivista Forbes, è di 1.900 milioni di dollari di cui il 13% è il valore dei debiti accumulati, il budget a disposizione invece è di 201 milioni di dollari[2]. I Warriors sono affiliati ai Santa Cruz Warriors della NBA Development League e hanno una particolare rivalità con i Sacramento Kings[3].

Storia della franchigia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita: i Philadelphia Warriors[modifica | modifica wikitesto]

I Warriors furono fondati a Filadelfia, nel 1946, come Philadelphia Warriors, membri originari della Basketball Association of America, il primo proprietario era Peter Tyrrell che possedeva anche i Philadelphia Rockets della American Hockey League[4]. Tyrell assunse Edward Gottlieb, un promotore di basket presente da molto tempo nella zona di Filadelfia come allenatore e direttore generale. Guidati da Joe Fulks, vinsero il titolo nella stagione inaugurale della lega nel 1946-1947, sconfiggendo nei play-off i St. Louis Bombers per 2 a 1, i New York Knicks per 2 a 0 e i Chicago Stags in finale per 4 a 1. Nella stagione seguente vinsero la Eastern Division ma non riuscirono a difendere il titolo perdendo in finale 4 a 2 contro i Baltimore Bullets.

I Warriors vinsero il loro unico altro titolo come squadra di Filadelfia nella stagione 1955-1956: dopo aver ottenuto il titolo della Eastern Division, sconfissero i Syracuse Nationals per 3 a 2 e i Fort Wayne Pistons per 4 a 1 in finale. Le stelle di questa epoca furono Paul Arizin, Michael Bryson e Neil Johnston poi entrati nella Hall of Fame. Nel 1959 la squadra scelse al draft Wilt Chamberlain: conosciuto come Wilt the Stilt, Chamberlain diventò ben presto la stella principale della lega e cambiò per sempre lo stile di gioco della pallacanestro. Il 2 marzo 1962, in una partita casalinga dei Warriors, Chamberlain segnò 100 punti contro i New York Knicks, record di tutti i tempi per una singola gara[5]. Nelle successive stagioni 1957-1958, 1959-1960 e 1961-1962 Philadelphia fu eliminata nelle finali della Eastern Division dai Boston Celtics, vincitori in quel periodo di 11 titoli tra il 1957 e il 1969.

L'arrivo nella Bay Area: i San Francisco Warriors[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962, Franklin Mieuli comprò le quote di maggioranza della società e la trasferì nella San Francisco Bay Area, rinominandola San Francisco Warriors e giocando la maggior parte delle loro partite casalinghe al Cow Palace in Daly City, appena a sud del confine di San Francisco, anche se di tanto in tanto andarono a giocare in città vicine come Oakland e San Jose. I Warriors vinsero il titolo della Western Division nella stagione 1963-1964, perdendo le finali contro i Boston Celtics 4 a 1.

Wilt Chamberlain e Nate Thurmond

Nella stagione 1964-65, i Warriors scambiarono Wilt Chamberlain per José Bustillos dei Philadelphia 76ers. Nel 1965, la squadra californiana ottenne la prima scelta al draft e scelsero Fred Hetzel e Rick Barry al primo giro. Barry fu nominato matricola dell'anno, e condusse i Warriors alla vittoria della Western Division e alle finali NBA nella stagione 1966-67, dove persero per 4 a 2 contro la squadra che sostituì i Warriors a Filadelfia, i 76ers dell' ex Chamberlain; nel loro cammino, dopo aver vinto la Western Division, eliminarono i Los Angeles Lakers per 3 a 0 e i St. Louis Hawks per 4 a 2. Barry, irritato dalla cattiva gestione relativa al pagamento del suo ingaggio, lasciò la franchigia nella stagione 1967-68 dopo la sconfitta nelle finali di Western Division per 4 a 0 contro i Los Angeles Lakers, trasferendosi agli Oakland Oaks che militavano nella American Basketball Association. Dopo alcune stagioni nella ABA, Barry ritornò ai Warriors nel 1972.

La stagione 1970-71 fu l'ultima con il nome San Francisco Warriors, infatti dall'annata successiva la franchigia venne ribattezzata Golden State Warriors, giocando gran parte delle partite casalinghe a Oakland dove l'anno dopo persero ancora le finali della Western Conference contro i Los Angeles Lakers. Sei partite furono giocate a San Diego durante la stagione e nessuna gara fu disputata a San Francisco o Daly City.

I Golden State Warriors e il terzo titolo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver cambiato il loro nome, i Warriors divennero l'unica squadra NBA in cui non è presente il nome del proprio Stato o della propria città, anche se Golden State è un soprannome con cui spesso ci si riferisce alla California. I Warriors vinsero il loro terzo titolo nel 1974-75 in quello che molti considerano il più grande ribaltamento nella storia della NBA,[senza fonte] sconfissero nell'ordine i Seattle SuperSonics per 4 a 2, i Chicago Bulls per 4 a 3 e i favoriti[senza fonte] Washington Bullets per 4 a 0. Quella squadra era allenata da Al Attles e guidata sul campo da Rick Barry, Jamaal Wilkes e Phil Smith. Le possibilità di vittoria della squadra californiana erano tenute in bassa considerazione, perciò la Coliseum Arena fu prenotata per ospitare altri eventi durante le date dei playoff. Quando i Warriors vinsero la Pacific Division e la Western Conference e raggiunsero la finale, si videro costretti a disputare le gare casalinghe della serie finale non a Oakland, ma al Cow Palace di Daly City.[senza fonte] Nei due anni successivi arrivò un altro titolo della Pacific Division con un record di 59-23 e le qualificazioni rispettivamente alla finale e alla semifinale della Western Conference contro i Phoenix Suns e i Los Angeles Lakers che segnarono la fine del ciclo vincente della franchigia.

Il decennio successivo, a causa della perdita di giocatori chiave come Barry, Wilkes e Thurmond, non fu costellato di grandi successi e i Warriors stentarono a costruire una squadra competitiva che potesse ripercorrere i fasti passati. Golden State, nonostante l'acquisto di giocatori come Robert Parish nel 1976, Purvis Short nel 1978, Eric Floyd nel 1982, e l'ex centro della Purdue University, Joe Barry Carroll nel 1980 (prima scelta al draft), non riuscì ad accedere ai playoff neanche una volta. Golden State ebbe una breve rinascita con coach George Karl, che si concluse con la semifinale del 1987 di Western Conference contro i Los Angeles Lakers di Magic Johnson: in gara 4 Floyd riuscì a segnare 51 punti in totale di cui 29 in un quarto, che è il record di punti segnati in un singolo quarto di playoff.[senza fonte][6] Nonostante ciò la squadra di Oakland venne battuta per 4 a 1. Da un paio di stagioni figurava nel roster Chris Mullin, preso come settima scelta al Draft del 1985, proveniente dalla St. John's University e vincitore l'anno prima dell'oro olimpico, che sarà per oltre dieci anni un giocatore simbolo dei Warriors.

Il periodo buio dei Warriors[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta oltre a Mullin, la squadra fu guidata da giocatori come Tim Hardaway, Mitch Richmond e Billy Owens, sotto la guida del coach Don Nelson, arrivato grazie a Jim Fitzgerald, proprietario della squadra tra il 1986 e il 1995, che portò la squadra a disputare vari playoff fino al 1994. Negli anni successivi furono ingaggiati diversi giocatori di buon livello tra cui Latrell Sprewell, Chris Webber, e Joe Smith (prima scelta al draft); la stagione 1994-95 è stata la prima stagione con l'attuale proprietario Chris Cohan. Mentre il Coliseum di Oakland subì una completa ristrutturazione, le partite casalinghe del 1996-97 furono giocate nella San Jose Arena[senza fonte].

Il logo dal 1997 al 2010

Nel 1999 arrivò l'allenatore Garry St. Jean e, insieme a Dave Twardzik, ricevettero gran parte della colpa per gli scarsi risultati dei Warriors di quegli anni[7] St. Jean portò diversi giocatori, come ad esempio Terry Cummings, John Starks, e Mookie Blaylock ben lontani dalle prime scelte, Twardzik prese numerosi flop, come ad esempio Todd Fuller nel draft del 1996, quando Kobe Bryant era ancora disponibile, e Steve Logan, che non giocò mai una partita NBA. Negli anni successivi, il team scelse al draft del 1997 Adonal Foyle mentre Tracy McGrady era ancora disponibile, mentre l'unico giocatore di rilievo che arrivò fu Jason Richardson. Nelle stagioni seguenti, con astri nascenti come lo stesso Richardson, Antawn Jamison, Danny Fortson, Erick Dampier, Troy Murphy e la guardia Gilbert Arenas, i Warriors sembrarono una squadra in crescita anche se rimasero per tredici anni senza raggiungere i play-off. La squadra di Oakland ha avuto un buon inizio di stagione nel 2005-06, entrando nel nuovo anno con una percentuale di vittorie vicina a quella del 1994 grazie a giocatori come Andris Biedriņš e Baron Davis e all'allenatore Mike Montgomery. Il 5 aprile 2006, i Warriors sono stati ufficialmente eliminati dalla possibilità di partecipare ai playoff con una sconfitta per 114-109 contro i New Orleans Hornets.

Nella stagione 2006-07, con il ritorno sulla panchina di Don Nelson e gli arrivi di Matt Barnes, Al Harrington, Stephen Jackson, Šarūnas Jasikevičius scambiati con Troy Murphy, Mike Dunleavy, Ike Diogu e Keith McLeod, la squadra raggiunge con l'ottavo posto i playoff dopo tredici anni di assenza e al primo turno sconfigge la squadra con il maggior numero di vittorie della stagione, i Dallas Mavericks, per 4 a 2: questo record è condiviso con i Denver Nuggets e i New York Knicks, poiché entrambe riuscirono a sconfiggere al primo turno la squadra con il miglior record della propria Conference. Vengono eliminati alle semifinali di Conference dopo esser stati battuti per 4 a 1 dagli Utah Jazz. Nel draft del 2007 viene chiamato come 18ª scelta assoluta Marco Belinelli, ex Fortitudo Bologna e quarto italiano in NBA dopo Vincenzo Esposito, Stefano Rusconi e Andrea Bargnani. Inoltre vengono acquisiti i diritti sulla 8ª scelta assoluta Brandan Wright, talentuosa ala di North Carolina. Questo comporta però la cessione agli Charlotte Bobcats della guardia Jason Richardson.

Golden State-Phoenix

Nella stagione 2007-08 i Warriors rimangono fuori dai playoff: nonostante un record di 48 vittorie e 34 sconfitte, arrivano dietro a Denver, 8ª squadra della Western Conference con all'attivo 2 vittorie in più della squadra californiana. Questi risultati danno il via ad una nuova rivoluzione che muta la rosa della squadra: Baron Davis sfrutta la sua posizione di free-agent e si trasferisce ai Los Angeles Clippers, lo stesso fa Pietrus, accasandosi agli Orlando Magic. Anche Marco Belinelli si trasferisce e raggiunge Andrea Bargnani a Toronto. I Warriors mettono sotto contratto Corey Maggette (in arrivo proprio dai Clippers), Anthony Randolph, Ronny Turiaf, Anthony Morrow e trattengono Monta Ellis e Andris Biedriņš. Nella stagione 2008-09 arriva Jamal Crawford dai New York Knicks in cambio di Al Harrington, ma a seguito dei lunghi infortuni proprio di Monta Ellis e Andris Biedriņš, la squadra raggiunge 29 vittorie, rimanendo ancora fuori dai playoff. Nel draft dell'estate 2009 viene chiamato il giovane emergente Stephen Curry. Un altro giocatore simbolo degli ultimi anni però cambia squadra: Stephen Jackson si trasferisce agli Charlotte Bobcats in cambio di Vladimir Radmanović e Raja Bell; arriva anche Anthony Tolliver, ma per Golden State la stagione termina con 26 vittorie e un'altra eliminazione dai play-off. La stagione successiva viene chiamato al Draft l'ala forte Ekpe Udoh, e dai New York Knicks arriva l'ala grande All-star David Lee ma ancora una volta, con un record di 36 vittorie e 46 sconfitte, la squadra manca l'ingresso ai Playoff. Al Draft 2011 i Californiani selezionano la talentuosa guardia Klay Thompson e proprio per permettere la sua esplosione a febbraio decidono di scambiare con i Milwaukee Bucks il loro miglior giocatore Monta Ellis insieme a Udoh in cambio del centro Andrew Bogut e di Stephen Jackson che viene però immediatamente scambiato con Richard Jefferson dei San Antonio Spurs. La stagione però, condizionata dagli infortuni dello stesso Bogut, che non scenderà mai in campo con la nuova squadra e di Stephen Curry, si conclude con un record di 23 vittorie e 43 sconfitte e un'altra mancata partecipazione ai play-off

La rinascita dei Warriors e il ritorno ai play-off[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 maggio 2012 il team ha annunciato che tornerà a San Francisco entro il 2017. Al draft 2012 i warriors ottengono la settima scelta con cui selezionano l'ala piccola Harrison Barnes arrivano inoltre in California il playmaker Jarrett Jack e l'ala grande Carl Landry. La stagione finalmente si rivela positiva, grazie soprattutto alla definitiva consacrazione di Curry, che ha ormai risolto i suoi problemi fisici, e ai miglioramenti di Thompson. Insieme le due guardie realizzano il maggior numero di triple in una stagione per due giocatori della stessa squadra e grazie anche al buonissimo rendimento di David Lee, chiamato per la seconda volta in carriera all'All-star Game, i Warriors riescono a qualificarsi ai play-off per la prima volta dopo 7 anni, la seconda negli ultimi 19 anni. Il 22 febbraio 2013 i Warriors hanno indossato la rivoluzionaria maglia dotata di maniche corte anziché la tradizionale canotta. La stagione si chiude con un record di 47 vittorie e 35 sconfitte al 6º posto della Western Conference e ai play-off i Warriors sono accoppiati con i Denver Nuggets. Nonostante i californiani partono nettamente sfavoriti (e a questo nella sconfitta di due punti in gara1 si aggiunga l'infortunio del loro All-Star David Lee, come 6 anni prima i Warriors riescono nell'upset e sconfiggono in sei gare i Nuggets, così da guadagnarsi la semifinale di conference contro i San Antonio Spurs. Qui il loro cammino nei play-off si conclude, perdendo la serie 4-2.

Stephen Curry

In vista della stagione successiva i Warriors tentano l'ingaggio dell'ambitissimo free agent Dwight Howard, considerato il centro più forte in attività, offrendogli un contratto insieme a Los Angeles Lakers, Houston Rockets, Dallas Mavericks a Atlanta Hawks. Nel frattempo ingaggiano il free agent All-Star Andre Iguodala. L'ingaggio di Howard fallirà, visto che il giocatore deciderà di firmare con gli Los Angeles Lakers.

L'era di Stephen Curry[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2014-2015 si rivela un ulteriore passo avanti dei Warriors che partita dopo partita riescono a terminare la regular season con un bilancio di 67 vittorie e 15 sconfitte, presentandosi dunque ai playoff con il miglior record della stagione. Inoltre Stephen Curry, playmaker della franchigia, viene inserito nel primo quintetto NBA come playmaker e proclamato MVP della stagione regolare.

Il loro dominio prosegue durante i playoff della loro conference, durante le quali battono i New Orleans Pelicans per 4 a 0, i Memphis Grizzlies per 4 a 2 e in finale gli Houston Rockets per 4 a 1, ottenendo così l'accesso alle NBA Finals contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James. I Warriors, dopo essersi aggiudicati la prima sfida, perdono le successive due, prima di conquistare tre gare consecutive, tornando a vincere il titolo dopo quarant'anni. Andre Iguodala si aggiudica il premio di miglior giocatore delle finali.[8]

Nella stagione 2015-2016 i Warriors ottengono un record di 73-9, battendo il precedente (72-10) stabilito dai Chicago Bulls di Michael Jordan nella stagione 1995-96[9], e Curry si conferma MVP della regular season per il secondo anno consecutivo e per la prima volta nella storia NBA il primo MVP unanime. Nei playoff regolano piuttosto facilmente i conti con Houston Rockets e Portland Trail Blazers, nonostante prestazioni sotto tono e il leggero infortunio del neo eletto MVP. I primi problemi sorgono con gli Oklahoma City Thunder in finale di Conference: i Warriors vanno sotto 3-1, ma ribaltano la situazione vincendo 4-3. Giunti alla finale contro i Cleveland Cavaliers, Golden State si porta sul 3-1, ad una sola vittoria dal titolo; tuttavia, le grandi prestazioni di LeBron James e Kyrie Irving nelle tre partite successive consentono ai Cavs di ribaltare la situazione, vincendo la serie 4-3 e conquistando il primo titolo NBA nella storia della franchigia.

Arene di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il team attualmente svolge gli allenamenti al Convention Center di Oakland.

Evoluzione divisa[modifica | modifica wikitesto]

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1946-64 c
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1964-86 c
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1986-97 c
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1997-10 c
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1997-10 t
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1997-10 t

Record stagione per stagione[modifica | modifica wikitesto]

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
Stagione V P % Division Play-off Risultato
Philadelphia Warriors (BAA)
1946-47 35 25 58,3 Vincono il Primo Round
Vincono le Conference Finals
Vincono le BAA Finals
Philadelphia 2, St. Louis 1
Philadelphia 2, New York 0
Philadelphia 4, Chicago 1
1947-48 27 21 56,3 Vincono le BAA Semifinals
Perdono le BAA Finals
Philadelphia 4, St. Louis 3
Baltimore 4, Philadelphia 2
1948-49 28 32 35,5 Perdono le Conference Semifinals Washington 2, Philadelphia 0
Philadelphia Warriors (NBA)
1949-50 26 42 38,2 Perdono le Conference Semifinals Syracuse 2, Philadelphia 0
1950-51 40 26 60,6 Perdono le Conference Semifinals Syracuse 2, Philadelphia 0
1951-52 33 33 50,0 Perdono le Conference Semifinals Syracuse 2, Philadelphia 1
1952-53 12 57 17,4 - -
1953-54 29 43 40,3 - -
1954-55 33 39 45,8 - -
1955-56 45 27 62,5 Vincono le Conference Finals
Vincono le NBA Finals
Philadelphia 3, Syracuse 2
Philadelphia 4, Fort Wayne 1
1956-57 37 35 51,4 Perdono le Conference Semifinals Syracuse 2, Philadelphia 0
1957-58 37 35 51,4 Vincono le Conference Semifinals
Perdono le Conference Finals
Philadelphia 2, Syracuse 1
Boston 4, Philadelphia 1
1958-59 32 40 44,4 - -
1959-60 49 26 65,3 Vincono le Conference Semifinals
Perdono le Conference Finals
Philadelphia 2, Syracuse 1
Boston 4, Philadelphia 2
1960-61 46 33 58,2 Perdono le Conference Semifinals Syracuse 3, Philadelphia 0
1961-62 49 31 61,3 Vincono le Conference Semifinals
Perdono le Conference Finals
Philadelphia 3, Syracuse 2
Boston 4, Philadelphia 3
San Francisco Warriors
1962-63 31 49 38,8 - -
1963-64 48 32 60,0 Vincono le Conference Finals
Perdono le NBA Finals
San Francisco 4, St. Louis 3
Boston 4, San Francisco 1
1964-65 17 63 21,3 - -
1965-66 35 45 43,8 - -
1966-67 44 37 54,3 Vincono le Conference Semifinals
Vincono le Conference Finals
Perdono le NBA Finals
San Francisco 3, LA Lakers 0
San Francisco 4, St. Louis 2
Philadelphia 4, San Francisco 2
1967-68 43 39 52,4 Vincono le Conference Semifinals
Perdono le Conference Finals
San Francisco 2, St. Louis 2
LA Lakers 4, San Francisco 0
1968-69 41 41 50,0 Perdono le Conference Semifinals LA Lakers 4, San Francisco 2
1969-70 30 52 36,6 - -
1970-71 41 41 50,0 Perdono le Conference Semifinals Milwaukee 4, San Francisco 1
Golden State Warriors
1971-72 51 31 62,2 Perdono le Conference Semifinals Milwaukee 4, Golden State 1
1972-73 47 35 57,3 Vincono le Conference Semifinals
Perdono le Conference Finals
Golden State 4, Milwaukee 2
LA Lakers 4, Golden State 1
1973-74 44 38 53,7 - -
1974-75 48 34 58,5 Vincono le Conference Semifinals
Vincono le Conference Finals
Vincono le NBA Finals
Golden State 4, Seattle 2
Golden State 4, Chicago 3
Golden State 4, Washington 0
1975-76 59 23 72,0 Vincono le Conference Semifinals
Perdono le Conference Finals
Golden State 4, Detroit 2
Phoenix 4, Golden State 3
1976-77 46 36 56,1 Vincono il Primo Round
Perdono le Conference Semifinals
Golden State 2, Detroit 1
LA Lakers 4, Golden State 3
1977-78 43 39 52,4 - -
1978-79 38 44 46,3 - -
1979-80 24 58 29,3 - -
1980-81 39 43 47,6 - -
1981-82 45 37 54,9 - -
1982-83 30 52 36,6 - -
1983-84 37 45 45,1 - -
1984-85 22 60 26,8 - -
1985-86 30 52 36,6 - -
1986-87 42 40 51,2 Vincono il Primo Round
Perdono le Conference Semifinals
Golden State 3, Utah 2
LA Lakers 4, Golden State 1
1987-88 20 62 24,4 - -
1988-89 43 39 52,4 Vincono il Primo Round
Perdono le Conference Semifinals
Golden State 3, Utah 0
Phoenix 4, Golden State 1
1989-90 37 45 45,1 - -
1990-91 44 38 53,7 Vincono il Primo Round
Perdono le Conference Semifinals
Golden State 3, San Antonio 1
LA Lakers 4, Golden State 1
1991-92 55 27 67,1 Perdono il Primo Round Seattle 3, Golden State 1
1992-93 34 48 41,5 - -
1993-94 50 32 61,0 Perdono il Primo Round Phoenix 3, Golden State 0
1994-95 26 56 31,7 - -
1995-96 36 46 43,9 - -
1996-97 30 52 36,6 - -
1997-98 19 63 23,2 - -
1998-99 21 29 42,0 - -
1999-00 19 63 23,2 - -
2000-01 17 65 20,7 - -
2001-02 21 61 25,6 - -
2002-03 38 44 46,3 - -
2003-04 37 45 45,1 - -
2004-05 34 48 41,5 - -
2005-06 34 48 41,5 - -
2006-07 42 40 51,2 Vincono il Primo Round
Perdono le Conference Semifinals
Golden State 4, Dallas 2
Utah 4, Golden State 1
2007-08 48 34 58,5 - -
2008-09 29 53 35,4 - -
2009-10 26 56 31,7 - -
2010-11 36 46 43,9 - -
2011-12 23 43 34,8 - -
2012-13 47 35 57,3 Vincono il Primo Round
Perdono le Conference Semifinals
Golden State 4, Denver 2
San Antonio 4, Golden State 2
2013-14 51 31 62,2 Perdono il Primo Round LA Clippers 4, Golden State 3
2014-15 67 15 81,7 Vincono il Primo Round
Vincono le Conference Semifinals
Vincono le Conference Finals
Vincono le NBA Finals
Golden State 4, New Orleans 0
Golden State 4, Memphis 2
Golden State 4, Houston 1
Golden State 4, Cleveland 2
2015-16 73 9 89,0 Vincono il Primo Round
Vincono le Conference Semifinals
Vincono le Conference Finals
Perdono le NBA Finals
Golden State 4, Houston 1
Golden State 4, Portland 1
Golden State 4, Oklahoma City 3
Cleveland 4, Golden State 3
Totali 2590 2884 .473
Play-off 123 136 .475 4 Titoli NBA

Statistiche aggiornate al 17 giugno 2016

Squadra attuale[modifica | modifica wikitesto]

Roster[modifica | modifica wikitesto]

Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso
0 Stati Uniti G Patrick McCaw 1995 198 82
1 Stati Uniti C JaVale McGee 1988 213 122
3 Stati Uniti AG David West 1980 206 109
5 Stati Uniti AG Kevon Looney 1996 206 100
9 Stati Uniti AP Andre Iguodala 1984 198 97
11 Stati Uniti G Klay Thompson 1990 201 98
15 Stati Uniti C Damian Jones 1995 213 111
18 Brasile C Anderson Varejão 1982 208 126
20 Stati Uniti AG James Michael McAdoo 1993 206 104
21 Stati Uniti G Ian Clark 1991 191 79
23 Stati Uniti AG Draymond Green 1990 201 104
27 Georgia C Zaza Pachulia 1984 211 127
30 Stati Uniti P Stephen Curry 1988 191 86
34 Stati Uniti P Shaun Livingston 1985 201 87
35 Stati Uniti AP Kevin Durant 1988 206 100

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori importanti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Cestisti dei Philadelphia Warriors, Categoria:Cestisti dei San Francisco Warriors e Categoria:Cestisti dei Golden State Warriors

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Stendardo in ricordo del titolo 1974-1975

Arizin, Fulks, Gola, Johnston e Phillip giocarono tutta o buona parte della loro carriera con i Warriors a Filadelfia. Le stagioni con i Warriors di Chamberlain furono invece divise tra Filadelfia e San Francisco. Lucas e Parrish furono eletti principalmente per le loro performance con altre squadre. Thurmond e Barry sono gli unici Hall-of-Famers che hanno speso stagioni significative con la squadra dal 1971, quando la franchigia si spostò ad Oakland e il nome della squadra cambiò in "Golden State."

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dei Philadelphia Warriors, Categoria:Allenatori dei San Francisco Warriors e Categoria:Allenatori dei Golden State Warriors
Mike Montgomery
Golden State Warriors logo.png
Allenatori dei Golden State Warriors[10]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Titoli Anni
NBA Larry O'brien Trophy.jpg Titoli NBA 4 1947, 1956, 1975, 2015
Titoli di Conference 8 1947, 1948, 1956, 1964, 1967, 1975, 2015, 2016
Titoli di Division 9 1947-1948, 1950-1951, 1955-1956, 1963-1964, 1966-1967, 1974-1975, 1975-1976, 2014-2015, 2015-2016

Premi individuali[modifica | modifica wikitesto]

NBA Most Valuable Player Award

Bill Russell NBA Finals Most Valuable Player Award

NBA Rookie of the Year Award

NBA Most Improved Player Award

NBA Executive of the Year Award

NBA Coach of the Year Award

NBA All-Star Game Most Valuable Player Award

NBA top scorer

All-NBA First Team

All-NBA Second Team

All-NBA Third Team

NBA All-Defensive First Team

NBA All-Defensive Second Team

NBA All-Rookie First Team

NBA All-Rookie Second

NBA Three-point Shootout

NBA Slam Dunk Contest

Record[modifica | modifica wikitesto]

I Golden State Warriors hanno vinto per 162-158 la gara contro i Denver Nuggets il 2 novembre 1990: si tratta della partita conclusasi ai tempi regolamentari con il maggior numero di canestri segnati in NBA[11]. Attualmente detengono l'inizio migliore dell'NBA, ma soprattutto di tutti gli sport Americani con 24 vittorie e 0 sconfitte. Nell'ultima gara di regular season della stagione 2015-16, Mercoledì 13 aprile, imponendosi per 125-104 sui Memphis Grizzlies, i Golden State Warriors stabiliscono il nuovo record di vittorie in una singola stagione. Con 73 vittorie e 9 sconfitte, la franchigia della Bay Area batte il record di 72-10 stabilito vent'anni prima dai Chicago Bulls di Michael Jordan e dell'attuale coach dei Warriors, Steve Kerr.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ WARRIORS: Warriors Logo History, nba.com/warriors.
  2. ^ (EN) NBA Team Valuations, forbes.com, 12 marzo 2008. URL consultato il 18 luglio 2010.
  3. ^ (EN) David Fucillo, Warriors vs. Kings: Golden State Wraps Up Homestand With Rivalry Matchup, bayarea.sbnation.com, 21 gennaio 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  4. ^ The Official NBA Basketball Encyclopedia, Villard Books, 1994. ISBN 0-679-43293-0.
  5. ^ (EN) Wilt Scores 100!, nba.com. URL consultato il 18 luglio 2010.
  6. ^ NBA All-Time Records | NBA.com
  7. ^ (EN) SPECIAL REPORT: The man who owns the Warriors, sfgate.com, 10. URL consultato il 18 luglio 2010.
  8. ^ I Golden State Warriors hanno vinto la NBA, ilpost.it, 17 giugno 2015. URL consultato il 18 giugno 2015.
  9. ^ NBA Regular Season: Best 50 Teams in NBA History, su www.landofbasketball.com. URL consultato il 02 giugno 2016.
  10. ^ (EN) Elenco allenatori dei Golden State Warriors, www.basketball-reference.com. URL consultato il 27 aprile 2012.
  11. ^ Il Guinness dei Primati 1997. Milano, Mondadori, 1996. ISBNf 88-04-41739-0

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN124365882