Charlotte Bobcats

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Charlotte Bobcats
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali 600px Blu Arancione Grigio e Nero.png Arancio, blu e argento
Simboli Bobcat (lince rossa in italiano)
Dati societari
Città Charlotte
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Eastern Conference
Division Southeast Division
Fondazione 2004
Denominazione Charlotte Bobcats
2004-2014
Charlotte Hornets
(dal 2014)[1]
Proprietario Stati Uniti Michael Jordan
Stati Uniti Nelly
General manager Stati Uniti Rich Cho
Allenatore Stati Uniti Steve Clifford
Palazzetto Time Warner Cable Arena
(19026 posti)
Sito web www.nba.com/bobcats

I Charlotte Bobcats sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Quando i Charlotte Hornets si spostarono a New Orleans, per la stagione 2002-03, la città di Charlotte e l'NBA concordarono di creare una nuova squadra per la stagione 2004-05. Diversi gruppi, compreso uno guidato dall'ex stella dei Boston Celtics, Larry Bird, fecero delle offerte per la squadra. Alla fine la spuntò il gruppo guidato dal milionario Robert L. Johnson, proprietario del Black Entertainment Television e uno dei primi proprietari di squadra afro-americani dello sport statunitense. Tra i soci spiccava inoltre il rapper Nelly. La Commissione Regionale Sportiva di Charlotte ha indetto il concorso "Aiuta nominando la squadra", ricevendo oltre 1250 proposte: "Bobcats", "Flight" e "Dragons" sono state le tre denominazioni più votate dai tifosi. Nell'estate 2003, durante una festa che ha attirato una straripante folla di 7000 tifosi, la nuova franchigia ha rivelato che il nome sarebbe stato "Bobcats": la lince rossa (bobcat) è, secondo la Commissione Naturalistica del North Carolina, un predatore atletico, feroce e originario della North Carolina e della South Carolina. Charlotte, che già ospitava i Carolina Panthers della NFL ha fatto di quella correlata al felino una scelta ideale per l'area della nuova squadra. I Bobcats assunsero Bernie Bickerstaff come primo capoallenatore e direttore generale nella storia della franchigia. Nonostante i tentativi falliti alle urne per finanziare completamente una nuova arena nel centro di Charlotte, i politici della città hanno deciso di aumentare una tassa degli alberghi e del tempo libero per finanziarla; George Shinn, proprietario degli Hornets, aveva precedentemente chiesto alla città una nuova arena ma, non essendo riuscito ad ottenerla, decise di trasferire la franchigia. La squadra venne inserita nella Eastern Conference, NBA Southeastern Division, assieme a Miami Heat, Orlando Magic, Atlanta Hawks, e Washington Wizards.

Emeka Okafor, seconda scelta nel draft 2004

I Bobcats hanno avuto il loro "expansion draft" il 22 giugno 2004, selezionando giocatori veterani come Predrag Drobnjak e relativamente inesperti come Theron Smith. Hanno avuto inoltre la seconda scelta nel "draft 2004", che hanno usato per selezionare il campione NCAA Emeka Okafor, dall'Università del Connecticut. La prima partita dei Bobcats nella stagione 2004-2005 è stata una sconfitta per 103-96 contro i Washington Wizards al Charlotte Coliseum. Due giorni dopo hanno vinto la prima partita nella loro storia per 111-100 contro gli Orlando Magic. Il 14 dicembre i Bobcats hanno battuto i New Orleans Hornets per 94-93 nel primo ritorno della squadra a Charlotte dal suo trasferimento a New Orleans. I Bobcats hanno tuttavia faticato, chiudendo la stagione con un bilancio di 18-64 e non riuscendo a vincere più di due partite di fila. Il leader della squadra, Okafor, ha disputato una buona stagione vincendo l'NBA Rookie of the Year Award.

Nel draft 2005 i Bobcats selezionano Raymond Felton e Sean May da North Carolina. Con loro, in aggiunta a Okafor e Gerald Wallace, la squadra spera di costruire una giovane e solida base per il futuro. Nella nuova stagione i Bobcats inaugurano la Charlotte Bobcats Arena con una vittoria ai tempi supplementari contro i Boston Celtics. Nonostante altre difficoltà, riescono a chiudere la stagione con quattro vittorie consecutive e un bilancio di 26-56, migliorandosi di 8 partite rispetto alla stagione inaugurale. Nel 2006 viene nominato general manager della franchigia Michael Jordan, miglior giocatore di sempre nella NBA e nativo del North Carolina, che acquista anche una quota di minoranza della squadra diventando il secondo maggior azionista.

Gerald Wallace, primo "Bobcat" a diventare un All-Star

Durante la stagione 2006-2007 i Bobcats mostrano un certo miglioramento, chiudendo con un bilancio di 22-33 (che faceva sperare in ottica play-off) in febbraio. La squadra è tuttavia entrata in una crisi perdendo otto partite consecutive e chiudendo il mese di marzo con un bilancio di 22-41. A seguito della crisi Jordan ha annunciato che l'allenatore Bernie Bickerstaff non sarebbe stato confermato per la stagione successiva, ma avrebbe continuato ad allenare la squadra per la stagione in corso. I Bobcats hanno vinto 11 delle loro ultime 19 partite chiudendo la loro terza stagione con un bilancio di 33-49. In tre stagioni con i Bobcats Bickerstaff ha chiuso con un bilancio di 77-169.

Durante l'offseason 2007 la squadra si è concentrata su dirigenza e allenatore. Rod Higgins viene assunto come direttore generale, mentre Sam Vincent diventa il secondo allenatore nella storia della franchigia. Viene inoltre aggiunto allo staff tecnico Phil Ford, e un altro posto si libera quando Buzz Peterson è assunto dalla Coastal Carolina University come direttore sportivo. Nel draft 2007 i Bobcats selezionano con l'ottava scelta Brandan Wright, che viene però subito ceduto ai Golden State Warriors in cambio di Jason Richardson, con l'acquisizione del quale sperano di trovare finalmente un leader. Purtroppo i Bobcats non riescono a capitalizzare queste mosse, chiudendo la stagione 2007-2008 con un deludente bilancio di 32-50. La squadra, sicura di centrare i play-off per la prima volta nella sua storia, ha faticato dando adito ad alcune voci secondo le quali molti giocatori erano in contrasto con l'allenatore. Il 26 aprile 2008, dopo appena un anno, Sam Vincent viene licenziato.

Il 26 aprile 2008 i Bobcats ingaggiano come allenatore l'Hall of Fame Larry Brown. Con la nona scelta selezionano al draft 2008 D.J. Augustin da Texas. Il 10 dicembre 2008, dopo poco più di un mese dall'inizio della stagione, cedono il loro capocannoniere Jason Richardson insieme a Jared Dudley ai Phoenix Suns in cambio di Boris Diaw e Raja Bell. La trattativa si rivela efficace e i Bobcats nella stagione 2008-2009 arrivano vicinissimi ai play-off, chiudendo con un bilancio di 35-47, a sole quattro vittorie dall'ottavo posto. I membri della squadra hanno espresso alla dirigenza la loro frustrazione per la gestione della Charlotte Jumper Classic, un evento equestre, alla fine della stagione. Il conflitto di programmazione ha costretto i Bobcats a giocare le loro ultime quattro partite in trasferta, chiudendo così virtualmente ogni speranza per i play-off. A fine stagione Robert Johnson annuncia di aver messo la squadra in vendita.

Michael Jordan ha acquistato nel 2010 i diritti dei Bobcats, diventandone così l'unico proprietario

Al draft 2009 viene selezionato con la 12ª scelta Gerald Henderson da Duke. I Bobcats cedono poi Okafor ai New Orleans Hornets in cambio di Tyson Chandler e acquisiscono Stephen Jackson e Acie Law dai Golden State Warriors in cambio di Raja Bell e Vladimir Radmanović. Il 19 marzo 2010 Michael Jordan acquista il club (con la partecipazione dell'amico rapper Nelly, già proprietario dei Bobcats insieme a Robert Johnson) per 275 milioni di dollari e ne diventa il nuovo proprietario. Alla fine della stagione 2009-2010, grazie a una vittoria per 104-103 sui New Orleans Hornets, ottengono la loro prima partecipazione ai playoff (chiudendo con un bilancio di 44-38, il primo bilancio vincente nella loro storia) dove vengono però sconfitti 4 a 0 al primo turno dagli Orlando Magic. Il leader dei Bobcats, Gerald Wallace, diventa inoltre il primo giocatore nella storia della squadra a venire convocato per l'All-Star Game.

I Bobcats iniziano la stagione 2010-2011 con grandi speranze grazie ai risultati della stagione precedente. Nonostante le cessioni di alcuni dei giocatori migliori come Chandler e Felton, i Bobcats speravano di disputare ancora i play-off. La squadra incontrò tuttavia numerose difficoltà e il 22 dicembre 2010, a seguito di un bilancio di 9-19, Jordan annuncia che Brown si è dimesso dal ruolo di allenatore; lo stesso giorno viene ingaggiato l'allenatore veterano Paul Silas. Il 24 febbraio 2011, ultimo giorno di mercato, i Bobcats, per liberare spazio salariale, cedono il loro leader Wallace ai Portland Trail Blazers in cambio di due prime scelte al draft, Joel Przybilla, Sean Marks, e Dante Cunningham. Cedono inoltre il centro veterano Nazr Mohammed agli Oklahoma City Thunder in cambio di D.J. White e Morris Peterson. Inoltre gli infortuni durante la stagione di Jackson e Tyrus Thomas precludono ai Bobcats ogni tentativo di cercare di raggiungere gli Indiana Pacers (che in stagione regolare li avevano distrutti per 4-0) per l'ottavo posto in Eastern Conference. I Bobcats chiudono la stagione con un bilancio di 34-48 (25-29 sotto la guida di Silas).

Il 13 giugno 2011 i Bobcats operano alcuni cambiamenti nella dirigenza assumendo l'ex direttore generale dei Portland Trail Blazers Rich Cho nello stesso ruolo e Rod Higgins come direttore sportivo. Il giorno del draft 2011 cedono Jackson, Shaun Livingston e la 19° scelta complessiva ai Milwaukee Bucks in cambio dell'ex stella di Duke Corey Maggette e della 7ª scelta complessiva. In questo modo hanno potuto selezionare al draft dapprima Bismack Biyombo e, poco dopo, Kemba Walker, NCAA Final Four Most Outstanding Player, con la 9ª scelta. Cedono inoltre la loro seconda scelta al draft 2013 agli Oklahoma City Thunder in cambio di Byron Mullens e ingaggiano la guardia Reggie Williams. I Bobcats iniziano la stagione con una vittoria per 96-95 contro i Milwaukee Bucks, ma vincere sarebbe stato molto difficile in quella stagione. Il 27 aprile 2012, perdendo contro i New York Knicks, concludono la stagione con un bilancio di 7 vittorie e 59 sconfitte, con un rapporto vinte/giocate di 0,106, il più basso della storia della NBA. La squadra ha inoltre perso tutte le ultime 23 partite, record per la franchigia che supera quello di 16 sconfitte consecutive fatto registrare a inizio stagione. Il 30 aprile 2012 i Bobcats annunciano che Silas non sarebbe stato confermato per la stagione 2012-2013.

Reduci dalla peggior stagione della loro storia, i Bobcats decidono di disfarsi di Maggette cedendolo ai Detroit Pistons in cambio di Ben Gordon e una scelta protetta al draft 2013. Vengono poi ingaggiati Brendan Haywood e Ramon Sessions; è proprio su questi ultimi che la squadra si vuole basare. Al draft NBA 2012 ottengono la 2ª scelta che utilizzano per mettere sotto contratto l'ala campione NCAA con Kentucky Michael Kidd-Gilchrist. I Bobcats vincono la prima partita della stagione per 90-89 contro gli Indiana Pacers. Durante questa partita Walker ha messo a segno un career high di 30 punti, 3 assist e 5 rimbalzi; questo sarà il preludio di un sorprendente inizio di 7-5 (in 6 delle 7 partite le vittorie arriveranno con 4 o meno punti di vantaggio), a cui seguirà però una striscia di 18 sconfitte consecutive. I Bobcats chiudono poi la stagione con un bilancio di 21-61, che, seppur migliore dell'anno passato, li fa classificare penultimi in Eastern Conference e in NBA. Il 23 aprile 2013, conclusasi la stagione, l'allenatore Mike Dunlap viene licenziato. In vista della stagione successiva viene sostituito da Steve Clifford, ex assistente allenatore dei Los Angeles Lakers.

Nello stesso mese, la decisione del nuovo proprietario degli Hornets Tom Benson di rinominare la squadra in Pelicans ha alimentato alcune voci secondo le quali i Bobcats sarebbero interessati a riprendere il vecchio nome della franchigia di Charlotte. Tali indiscrezioni vengono confermate da Jordan il 21 maggio 2013 tramite un comunicato ufficiale, nel quale annuncia di aver avviato le pratiche da sottoporre alla NBA per il cambio di nome della squadra.[2] Il 18 luglio 2013 il comitato di proprietari della NBA ha approvato all'unanimità il cambio di denominazione in Hornets, che diventerà effettivo a partire dalla stagione 2014-2015.[3][4]

Arene di gioco[modifica | modifica sorgente]

Squadra attuale[modifica | modifica sorgente]

Roster[modifica | modifica sorgente]

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Blu Arancione Grigio e Nero.png
0 RD del Congo   C Bismack Biyombo 1992 206 104
5 Stati Uniti   P Jannero Pargo 1979 188 79
8 Stati Uniti   AG D.J. White 1986 206 114
9 Stati Uniti   G Gerald Henderson 1987 196 98
11 Stati Uniti   AG Josh McRoberts 1987 208 109
12 Stati Uniti   G Gary Neal 1984 193 95
13 Stati Uniti   P Luke Ridnour 1981 188 79
14 Stati Uniti   AP Michael Kidd-Gilchrist 1993 201 103
15 Stati Uniti   P Kemba Walker 1990 185 99
25 Stati Uniti   AG Al Jefferson 1985 208 116
33 Stati Uniti   C Brendan Haywood 1979 213 119
40 Stati Uniti   AG Cody Zeller 1992 213 108
43 Stati Uniti   AG Anthony Tolliver 1985 203 109
44 Svezia   AP Jeffery Taylor 1989 201 102
55 Stati Uniti   AP Chris Douglas-Roberts 1987 201 91

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Stagioni passate[modifica | modifica sorgente]

Record stagione per stagione[modifica | modifica sorgente]

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
STAGIONE V P % PLAYOFF RISULTATI
Charlotte Bobcats
2004-05 18 64 .220
2005-06 26 56 .317
2006-07 33 49 .402
2007-08 32 50 .390
2008-09 35 47 .427
2009-10 44 38 .537 Perde nel primo turno Charlotte 0, Orlando 4
2010-11 34 48 .415
2011-12 7 59 .106
2012-13 21 61 .256
Totali 250 472 .346
Playoff 0 4 .000


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei Charlotte Bobcats.

Il giocatore più rappresentativo nella storia della giovane franchigia è stato sicuramente Gerald Wallace, che nella stagione 2009-2010 è stato il primo "Bobcat" a diventare un All-Star, mettendo a referto la sua prima partecipazione nella partita Est contro Ovest. Altri giocatori di rilievo per le "linci rosse" sono stati Stephen "Captain Jack" Jackson, gran tiratore e leader in mezzo al campo, Emeka Okafor, leader dei Bobcats nelle loro prime stagioni in NBA, e Jason Richardson, capocannoniere dei Bobcats a cavallo delle stagioni 2007-2008 e 2008-2009.

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica sorgente]

Numeri ritirati[modifica | modifica sorgente]

Nessuno

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei Charlotte Bobcats.

Premi e riconoscimenti individuali[modifica | modifica sorgente]

NBA Rookie of the Year Award

NBA All-Defensive First Team

NBA All-Rookie First Team

NBA All-Rookie Second Team

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ NBA approves Charlotte's name change in NBA.com, 18 luglio 2013.
  2. ^ Bobcats Sports & Entertainment Applies to Change Team's Name to Hornets, 21 maggio 2013.
  3. ^ NBA approves Charlotte's name change in NBA.com, 18 luglio 2013.
  4. ^ Charlotte riavrà i suoi Hornets, 19 luglio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]