Phoenix Suns

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Phoenix Suns
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Phoenix Suns logo 2013.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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Terza divisa
Colori sociali Arancione, Viola, Grigio, Nero, Bianco[1][2]
                        
Dati societari
Città Phoenix
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Western Conference
Division Pacific Division
Fondazione 1968
Denominazione Phoenix Suns
1968-presente
Proprietario Robert Sarver
General manager Ryan McDonough
Allenatore Earl Watson
Impianto Talking Stick Resort Arena
(18.422 posti)
Sito web www.nba.com/suns
Palmarès
Titoli di Conference 2
Titoli di Division 6

I Phoenix Suns sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association. Dal 1992 la loro casa è la Talking Stick Resort Arena, che è stato precedentemente nota come America West Arena, nel centro di Phoenix. L'Arena è spesso definita come il "Palazzo Viola" per i suoi sedili viola.

I Suns ha cominciato giocare come una squadra di espansione nel 1968. La franchigia possiede il quarto miglior record percentuale di vittorie della NBA di tutti i tempi, vincendo il 55 per cento delle sue partite. In 45 anni, hanno fatto i playoff 29 volte, fatto diciannove stagioni con 50 o più vittorie, fatto nove viaggi alla finale della Western Conference, e raggiunto le finali NBA nel 1976 e nel 1993. Di conseguenza, in base alla loro percentuale vittorie-sconfitte, i Suns sono la franchigia più vincente a non aver mai vinto un campionato NBA.

Storia della franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Creazione[modifica | modifica wikitesto]

I Suns sono una delle due franchigie a debuttare in NBA nella stagione 1968-69, insieme ai Milwaukee Bucks. Sono stati la prima squadra professionistica dell'Arizona, e saranno anche l'unica per i successivi 20 anni fino a quando i Cardinals non si trasferiranno da St. Louis nel 1988. La squadra ha giocato per i primi 24 anni nel Arizona Veterans Memorial Coliseum, situato a nord-ovest del centro di Phoenix. La franchigia viene creata da una cordata guidata dagli imprenditori locali Karl Eller, Don Pitt, Don Diamond, Bhavik Darji, Marvin Meyer, and Richard Bloch; facevano inoltre parte della cordata i conduttori televisivi Andy Williams, Bobbie Gentry e Ed Ames. Ci furono molte critiche, in particolare l'allora commissario NBA J. Walter Kennedy aveva dichiarato che Phoenix era "troppo calda", "troppo piccola" e "troppo lontana" per poter essere un buon mercato per l'NBA. L'area metropolitana di Phoenix era tuttavia in rapida crescita e avrebbe ingaggiato rivalità geografiche con le città di Los Angeles, San Diego, San Francisco e Seattle.

A seguito delle continue sollecitazioni, il 22 gennaio 1968 il consiglio di amministrazione della NBA ha infine concesso l'autorizzazione ai Suns e ai Bucks di entrare in NBA. È stata pagata una quota di iscrizione di 2 milioni di dollari. Il nome "Suns" è stato scelto tra altri 28.000 proposti in un concorso indetto dallo Stato dell'Arizona. Il vincitore ha vinto 1.000 dollari e un abbonamento per la stagione inaugurale. Suns è stato preferito a Scorpions, Rattlers, Thunderbirds, Wranglers, Mavericks, Mustangs e Cougars. Stan Fabe, che possedeva un impianto commerciale di stampa a Tucson, ha disegnato lo stemma della squadra per soli 200 dollari, dopo che la squadra aveva pagato 5.000 dollari a un artista locale, senza ottenere risultati soddisfacenti. Nel draft di espansione spiccano tra le scelte Gail Goodrich e Dick Van Arsdale.

Inizi e primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Viene ingaggiato Jerry Colangelo, allora osservatore dei Chicago Bulls (franchigia nata due anni prima), come direttore generale ad appena 28 anni e Johnny Kerr come allenatore. I Suns debuttano nel campionato NBA nella stagione 1968-69 con una vittoria ai danni dei Seattle SuperSonics nella serata di apertura. A differenza del primo anno dei Bulls, nel quale Colangelo e Kerr avevano portato la squadra a un bilancio di 33 vittorie, riuscendo a guadagnarsi un posto per i play-off (oltre a un Coach of the Year Award per Kerr), i Suns terminano il loro primo anno con un bilancio di 16-66, distante 25 partite dalla zona play-off. Sia Goodrich e Van Arsdale vengono convocati per l'All-Star Game nella loro prima stagione con i Suns. Goodrich avrebbe fatto ritorno dopo due anni con i Suns ai Los Angeles Lakers, mentre Van Arsdale avrebbe giocato con la maglia dei Suns per il resto della sua carriera, diventando in seguito anche allenatore della squadra di Phoenix. L'ultimo posto dei Suns li porta a un sorteggio per la prima scelta al draft con i Milwaukee Bucks. I Bucks vincono il sorteggio, acquisendo i diritti del centro da UCLA Kareem Abdul-Jabbar (allora conosciuto come Lew Alcindor); i Suns selezionano allora il centro Neal Walk dall'Università della Florida. Mentre i Bucks arriveranno a vincere il titolo nella stagione 1970-71 e alle finali 1974, i Suns non avrebbero raggiunto le finali fino al 1976. La stagione 1969-70 vede un miglioramento di risultati per i Suns, che chiudono con un bilancio di 39-43, ma venendo eliminati dai Los Angeles Lakers futuri campioni di Western Conference al primo turno dei play-off. Nelle due stagioni successive (1970-1971 e 1971-72) i Suns chiudono con un bilancio di 48 e 49 vittorie, ma non si qualificano per i play-off per entrambe le stagioni, non qualificandosi più fino al 1976.

NBA Finals 1976

23 maggio-6 giugno 1976

Boston Celtics - Phoenix Suns 98-87
Boston Celtics - Phoenix Suns 105-90
Phoenix Suns - Boston Celtics 105-98
Phoenix Suns - Boston Celtics 109-107 OT
Boston Celtics - Phoenix Suns 128-126 OT
Phoenix Suns - Boston Celtics 80-87

MVP: Jo Jo White

Nel 1976, accompagnati dall'uscita fortunata del film Rocky, provano ad applicare gli insegnamenti di Sylvester Stallone direttamente sul campo: finiscono la stagione con un record di 40 vinte e 42 perse, ma battono i campioni NBA in carica Golden State Warriors nei play-off e si scontrano con i Boston Celtics nelle finali NBA, finendo sconfitti in 6 gare. La gara 5 continua fino a 3 supplementari, in una delle partite più emozionanti della storia NBA.

I successivi anni non sono fortunati per i Suns, tra scandali legati a giri di droga negli anni ottanta e la difficoltà di mettere d'accordo uno spogliatoio difficile. Tutto inizia a cambiare nel 1987, con uno scambio con i Cleveland Cavaliers che porta a Phoenix Kevin Johnson e Mark West, a cui faranno seguito l'anno successivo Tom Chambers da Seattle e la matricola Jeff Hornacek: da quell'anno comincerà una serie di 13 anni di play-off consecutivi. Nel 1989 fa scalpore la loro vittoria ai danni dei Los Angeles Lakers, prima che la squadra venga sconfitta dai Portland Trail Blazers nella finale di conference.

Era Barkley[modifica | modifica wikitesto]

Charles Barkley
NBA Finals 1993

9-20 giugno 1993

Phoenix Suns - Chicago Bulls 92-100
Phoenix Suns - Chicago Bulls 108-111
Chicago Bulls - Phoenix Suns 121-129 OT
Chicago Bulls - Phoenix Suns 111-105
Chicago Bulls - Phoenix Suns 98-108
Phoenix Suns - Chicago Bulls 98-99

MVP: Michael Jordan

Nel 1992 arriva nei Suns Charles Barkley, destinato a entrare nella Hall of Fame, e con esso i Suns si classificarono primi nella stagione 1992-93 con 62 vittorie e arriva la seconda finale nella storia, persa in 6 gare contro i Chicago Bulls trainati da Michael Jordan e Scottie Pippen.

I due anni successivi vedono i Phoenix crollare nei playoffs per due volte contro gli Houston Rockets (che vinceranno il titolo). Nel 1996 Barkley viene scambiato ai Rockets dove finirà la carriera (nel 2004 vedrà come ringraziamento della squadra il suo numero di maglia ritirato), e per i Suns inizia una spirale discendente, legata anche al ritiro di Kevin Johnson.

I Suns comunque riescono a raggiungere i playoffs fino alla stagione 2001-02, quando non ci riusciranno dopo 14 anni: questa stagione viene caratterizzata dallo scambio di Jason Kidd che finisce ai New Jersey Nets per Stephon Marbury. Nel 2002 emerge la matricola Amar'e Stoudemire, che arriva direttamente dalla high school saltando il college, come hanno fatto Kevin Garnett e Kobe Bryant: vince il titolo di Matricola dell'anno e porta i Suns di nuovo nei play-off.

La stagione 2003-04, tuttavia, vede ancora una volta i Suns fuori dai playoffs a causa di disastrosi scambi di giocatori e di cambi al vertice della società: nell'aprile del 2004 sono venduti per 401 milioni di dollari a un gruppo di investimenti.

Era Nash[modifica | modifica wikitesto]

Steve Nash

La stagione 2004-05 è stata invece un anno straordinario, dove la squadra, guidata in panchina da Mike D'Antoni, con un gioco spumeggiante tutto votato all'attacco e al tiro da tre punti è riuscita addirittura ad avere il miglior record di vittorie di tutta la lega. Nei playoffs è stata però sconfitta in finale di conference dai San Antonio Spurs.

Nel 2005 Steve Nash vince l'MVP come miglior giocatore della Lega. La cosa più straordinaria è che lo stesso premio gli viene consegnato anche l'anno successivo (2006), rendendo così a tutti gli effetti immortale la figura del playmaker e fantasista canadese, accostato ormai a personaggi leggendari della storia della NBA.

Nella stagione 2006-07 i Suns hanno disputato una grande stagione secondi in tutta la lega, nei playoffs si sono sbarazzati dei Los Angeles Lakers 4-2 però nel turno successivo vengono eliminati con lo stesso risultato dai San Antonio Spurs in una serie accesissima che ha aperto molte polemiche.

Dopo il draft 2007, i Suns hanno messo sotto contratto il free agent Grant Hill proveniente dagli Orlando Magic.

I Suns cominciano la stagione 2007-08 con la stessa ossatura della stagione precedente, continuando a ottenere ottimi risultati in Regular Season confermandosi come una squadra di vertice. Il 6 febbraio 2008, il centro dei Miami Heat Shaquille O'Neal è approdato alla corte di Mike D'Antoni in cambio di Shawn Marion e Marcus Banks, in uno degli scambi che hanno caratterizzato l'intera annata, ricca di operazioni di mercato importanti. La squadra arriva ai Playoff NBA con il sesto posto nella Western Conference, affrontando al primo turno gli acerrimi rivali: i San Antonio Spurs. La serie è caratterizzata da una strepitosa Gara 1, che viene vinta in extremis dagli Spurs e pregiudica pesantamente l'andamento della serie. Phoenix riesce a vincere una sola partita e viene eliminata 4-1. Per il quarto anno consecutivo, la squadra fallisce l'approdo alle Finali NBA e la dirigenza decide di optare per un cambio di rotta licenziando Mike D'Antoni e nominando Terry Porter come nuovo allenatore per la stagione 2008-09.

Nonostante una buona partenza i risultati cominciano a lasciar spazio alle numerose sconfitte e Kerr decide così di tentare il tutto per tutto licenziando in tronco, nel febbraio 2009 - senza nemmeno una stagione sulle spalle - coach Terry Porter, sostituendolo con Alvin Gentry, l'unico superstite dell'entourage di D'Antoni. I Suns ricominciano a correre e a infilare valanghe di punti. Tuttavia, l'infortunio di Amar'e Stoudemire è una tegola pesantissima e le agguerrite franchigie dell'Ovest hanno la meglio su Phoenix, che non riesce a qualificarsi per i playoff per la prima volta dopo molti anni.

L'anno dopo, sempre con coach Gentry, i Suns ottengono il terzo posto finale nella Western Conference: al primo turno dei play-off battono 4-2 i Portland Trail Blazers, sconfiggendo alle semifinali di Conference 4-0 i San Antonio Spurs, ma venendo sconfitti alle finali dai Los Angeles Lakers per 4 a 2. All'inizio della serie con i Los Angeles Lakers, il general manager Steve Kerr si dimette dal precedente ruolo, per occupare il suo vecchio lavoro di commentatore per la TNT.

Amar'e Stoudemire

La stagione 2009-2010 terminata alla grande, con una finale di conference inaspettata (persa 4-2 contro i poi campioni NBA Los Angeles Lakers ), ha concluso un passo importante della storia di Phoenix, quella del duo Steve Nash - Amar'e Stoudemire; quest'ultimo passato nella pazza estate degli scambi 2010 alla corte del coach Mike D'Antoni ai New York Knicks. Per provare a rimanere ai vertici del basket NBA, i Phoenix Suns scambiano la play-guardia brasiliana Leandro Barbosa e l'ala grande Dwayne Jones in cambio del turco Hidayet Türkoğlu; inoltre, per continuare l'ormai noto gioco veloce, i Suns si affidano al free agent Hakim Warrick, uscente dai Chicago Bulls, e all'"Afro-man" Josh Childress, di ritorno da una esperienza biennale in Europa. Dopo le prime 10 gare, i Suns si ritrovano con un record di 6-4 (avendo già affrontato per ben due volte i campioni in carica Lakers). Aspettando il prosieguo della stagione si può accennare il secondo record nella storia di tiri da tre messi a segno allo Staples Center di Los Angeles. A conferma dell'inizio stagione, le successive 10 gare (20 in totale) si concludono con 11-9. Da sottolineare il cattivo calendario e l'infortunio di Robin Lopez, nonostante ciò la squadra, comandata da uno Steve Nash intramontabile, continua a essere sopra il 50% di vittorie, grazie anche ai tiri da 3 di Jason Richardson e a un ritrovato Grant Hill. Il 18 dicembre 2010 è stata conclusa una trade tra i Phoenix Suns e gli Orlando Magic che ha portato nella città della Florida Hidayet Türkoğlu, Jason Richardson e Earl Clark. Sono invece approdati in Arizona Vince Carter, Marcin Gortat, Mickaël Piétrus, la prima scelta al draft del 2011 e 3 milioni di dollari.

Era Post Nash: L'Arrivo di Dragić e Bledsoe[modifica | modifica wikitesto]

Goran Dragić
Stemma della squadra utilizzato fino al 2013

L'era di Steve Nash finisce il 5 luglio 2012 quando il giocatore canadese, diventato free agent, capisce la volontà dei Suns di non rinnovare con lui e decide così di firmare con i Suns un contratto sign-and-trade (in modo di far fruttare ai Suns qualcosa dalla sua cessione) venendo poi ceduto ai Los Angeles Lakers in cambio delle prime scelte ai draft 2013 e 2015, a una seconda scelta al draft 2013 e a una somma in denaro. Al draft 2012 viene scelto il playmaker Kendall Marshall da North Carolina. Sul mercato i Suns, dopo aver tentato l'ingaggio del talentuoso Eric Gordon (poi rifirmato dai New Orleans Hornets), ingaggiano il playmaker Goran Dragić (che aveva già militato nei Suns dal 2008 al 2011), l'ala piccola Michael Beasley (seconda scelta al draft 2008) e l'ala grande Luis Scola. I Suns partecipano poi a una trade a tre squadre imbastita dai Minnesota Timberwolves per liberare lo spazio salariale necessario per ingaggiare Andrej Kirilenko, senza però piazzare ingaggi o cessioni di rilievo (ceduti Robin Lopez e Hakim Warrick ai New Orleans Hornets ricevono dai Wolves Wesley Johnson e una futura scelta al draft). Successivamente i Suns ingaggiano anche il centro Jermaine O'Neal (Most Improved Player nel 2002 e 6 volte All-Star). Durante questa stagione i Suns diventano la quarta squadra in NBA a raggiungere 2000 vittorie, grazie ad una vittoria per 97-81 contro i Chicago Bulls fuori casa. Il 18 gennaio 2013, a seguito di una striscia di 24 sconfitte consecutive, l'allenatore Alvin Gentry rassegna le sue dimissioni da capoallenatore; due giorni dopo viene nominato allenatore ad interim l'assistente Lindsey Hunter; qualche giorno dopo rassegnano le loro dimissioni anche gli assistenti allenatori Dan Majerle ed Elston Turner. I Suns chiudono la stagione con un disastroso bilancio di 25-57, che li fa classificare ultimi in Western Conference e quartultimi in NBA.

In vista della stagione successiva viene ingaggiato come allenatore Jeff Hornacek, nella stagione precedente assistente allenatore degli Utah Jazz ed ex giocatore dei Suns tra il 1986 e il 1992. Al draft viene selezionato il centro Alex Len'. In seguito vengono acquisiti Eric Bledsoe e Caron Butler in una trade con Los Angeles Clippers e Milwaukee Bucks. Il progetto della squadra è quello di "tankare" la stagione per puntare a ricevere una delle prime scelte al draft 2014; questa strategia è confermata dalla cessione del centro titolare Marcin Gortat ai Washington Wizards in cambio dell'infortunato a lungo termine Emeka Okafor e di una scelta al draft 2014. L'esplosione di Dragić, Bledsoe e Gerald Green cambia però improvvisamente le strategie della squadra, che si vede proiettata nella lotta per i play-off. Per rafforzarsi in vista play-off, la squadra si mette alla ricerca di un lungo di peso, intavolando trattative per Pau Gasol e Joakim Noah, senza però successo. Proprio l'assenza di un lungo di peso e l'alta competitività della Western Conference (se fossero stati in Eastern Conference i Suns i sarebbero qualificati ai play-off con la 3ª posizione) fanno gradualmente calare la squadra, che, dopo una lunga lotta con Memphis Grizzlies e Dallas Mavericks, chiude la stagione con un record di 48-34, appena fuori dai play-off. La stagione successiva, 2014-2015, vede un leggero peggioramento del record finale, con i Suns che chiudono 39-43 e sono di nuovo estromessi da un posto nei play-off nella competitiva Western Conference, e perdono anche Goran Dragić, il quale decide di firmare con i Miami Heat.

Confermato lo staff tecnico, i Suns entrano con forza nella off-season come una delle squadre favorite per assicurarsi i servigi del free-agent Lamarcus Aldridge, che finirà invece ai San Antonio Spurs. A metà della stagione 2015-2016, a seguito di un deludente record di 14 vittorie e 35 sconfitte, i Suns nella mattinata del 1º febbraio 2016 annunciano l'esonero del coach Jeff Hornacek, e lo rimpiazzano con Earl Watson.

Arene[modifica | modifica wikitesto]

Squadra attuale[modifica | modifica wikitesto]

Roster[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Cestisti dei Phoenix Suns
Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso
1 Stati Uniti PG Devin Booker 1996 198 93
2 Stati Uniti PG Eric Bledsoe 1989 185 86
3 Stati Uniti PG Brandon Knight 1991 191 86
4 Stati Uniti C Tyson Chandler 1982 216 109
12 Stati Uniti AP T.J. Warren 1993 203 104
15 Stati Uniti AC Alan Williams 1993 203 118
17 Stati Uniti AP P.J. Tucker 1985 198 105
20 Stati Uniti G Archie Goodwin 1994 196 91
21 Ucraina C Alex Len 1993 216 118
23 Stati Uniti G John Jenkins 1991 193 98
Brasile P Leandro Barbosa 1982 191 85
Stati Uniti AG Marquese Chriss 1997 208 107
Croazia AC Dragan Bender 1997 216 102

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Record stagione per stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 novembre 1990 i Suns sconfissero i Denver Nuggets segnando 107 punti solo nel primo tempo: si tratta di record NBA[3].

Campione NBA Campione di Conference Campione di Division
Stagione V P % Playoff Risultato
Phoenix Suns
1968-69 16 66 19,5
1969-70 39 43 47,6 Perde Semifinali Division LA Lakers 4, Phoenix 3
1970-71 48 34 58,5
1971-72 49 33 59,8
1972-73 38 44 46,3
1973-74 30 52 36,6
1974-75 32 50 39,0
1975-76 42 40 51,2 Vince Semifinali Conference
Vince Finali Conference
Perde Finali NBA
Phoenix 4, Seattle 2
Phoenix 4, Golden State 3
Boston 4, Phoenix 2
1976-77 34 48 41,5
1977-78 49 33 59,8 Perde 1º Turno Milwaukee 2, Phoenix 0
1978-79 50 32 61,0 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 2, Portland 1
Phoenix 4, Kansas City 1
Seattle 4, Phoenix 3
1979-80 55 27 67,1 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 2, Kansas City 1
LA Lakers 4, Phoenix 1
1980-81 57 25 69,5 Perde Semifinali Conference Kansas City 4, Phoenix 3
1981-82 46 36 56,1 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 2, Denver 1
LA Lakers 4, Phoenix 0
1982-83 53 29 64,6 Perde 1º Turno Denver 2, Phoenix 1
1983-84 41 41 50,0 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 3, Portland 2
Phoenix 4, Utah 2
LA Lakers 4, Phoenix 2
1984-85 36 46 43,9 Perde 1º Turno LA Lakers 3, Phoenix 0
1985-86 32 50 39,0
1986-87 36 46 43,9
1987-88 24 54 34,1
1988-89 55 27 67,1 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 3, Denver 0
Phoenix 4, Golden State 1
LA Lakers 4, Phoenix 0
1989-90 54 28 65,9 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 3, Utah 2
Phoenix 4, LA Lakers 1
Portland 4, Phoenix 2
1990-91 55 27 67,1 Perde 1º Turno Utah 3, Phoenix 1
1991-92 53 29 64,6 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 3, San Antonio 0
Portland 4, Phoenix 1
1992-93 62 20 75,6 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Vince Finali Conference
Perde Finali NBA
Phoenix 3, LA Lakers 2
Phoenix 4, San Antonio 2
Phoenix 4, Seattle 3
Chicago 4, Phoenix 2
1993-94 56 26 68,3 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 3, Golden State 0
Houston 4, Phoenix 3
1994-95 59 23 72,0 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 3, Portland 0
Houston 4, Phoenix 3
1995-96 41 41 50,0 Perde 1º Turno San Antonio 3, Phoenix 1
1996-97 40 42 48,8 Perde 1º Turno Seattle 3, Phoenix 2
1997-98 56 26 68,3 Perde 1º Turno San Antonio 3, Phoenix 1
1998-99 27 23 54,0 Perde 1º Turno Portland 3, Phoenix 0
1999-00 53 29 64,6 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 3, San Antonio 1
LA Lakers 4, Phoenix 1
2000-01 51 31 62,3 Perde 1º Turno Sacramento 3, Phoenix 1
2001-02 36 46 43,9
2002-03 44 38 53,7 Perde 1º Turno San Antonio 4, Phoenix 2
2003-04 29 53 35,4
2004-05 62 20 75,6 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 4, Memphis 0
Phoenix 4, Dallas 2
San Antonio 4, Phoenix 1
2005-06 54 28 65,9 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 4, LA Lakers 3
Phoenix 4, LA Clippers 3
Dallas 4, Phoenix 2
2006-07 61 21 74,4 Vince 1º Turno
Perde Semifinali Conference
Phoenix 4, L.A. Lakers 1
San Antonio 4, Phoenix 2
2007-08 55 27 67,1 Perde 1º Turno San Antonio 4, Phoenix 1
2008-09 46 36 56,1
2009-10 54 28 65,9 Vince 1º Turno
Vince Semifinali Conference
Perde Finali Conference
Phoenix 4, Portland 2
Phoenix 4, San Antonio 0
Los Angeles Lakers 4, Phoenix 2
2010-11 40 42 48,8
2011-12 33 33 50,0
2012-13 25 57 30,5
2013-14 48 34 58,5
2014-15 39 43 47,6
2015-16 23 59 28,0
Totale 2010 1632 55,1
Playoffs 132 137 49,1

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Titoli Anni
Titoli di Conference 2 1976, 1993
Titoli di Division 6 1980-1981, 1992-1993, 1994-1995, 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007

Cestisti[modifica | modifica wikitesto]

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Shaquille O'Neal

Membri della Basketball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

* A Grant Hill, durante il suo periodo di militanza nei Suns, fu consentito di indossare la maglia col numero 33 nonostante fosse stata ritirata.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dei Phoenix Suns
# Nome Periodo GG V P P% GG V P V%
Regular season Playoffs
1 Johnny Kerr 1968–1969 120 31 89 25,8
2 Jerry Colangelo 1969 44 24 20 54,5 7 3 4 42,9
3 Cotton Fitzsimmons 1970–1971 164 97 67 59,1
4 Butch van Breda Kolff 1972 7 3 4 42,9
5 Jerry Colangelo 1972 75 35 40 46,7
6 John MacLeod 1973–1986 1122 579 543 51,6 81 37 44 45,7
7 Dick Van Arsdale 1986 26 14 12 53,8
8 John Wetzel 1987 82 28 54 34,1
9 Cotton Fitzsimmons 1988–1991 328 217 111 66,2 40 21 19 52,5
10 Paul Westphal 1992–1995 279 191 88 68,5 44 25 19 56,8
11 Cotton Fitzsimmons 1995 49 27 22 55,1 4 1 3 25,0
12 Danny Ainge 1996–1999 226 136 90 60,2 12 3 9 25,0
13 Scott Skiles 1999–2001 195 116 79 59,5 13 5 8 38,5
14 Frank Johnson 2001–2003 134 63 71 47,0 6 2 4 33,3
15 Mike D'Antoni 2003–2007 389 253 136 65,0 51 26 25 51,0
16 Terry Porter 2008 51 28 23 54,9
17 Alvin Gentry 2008–2012 261 145 116 55,6 16 10 6 62,5
18 Lindsey Hunter 2012 41 12 29 29,3
19 Jeff Hornacek 2013-2015
20 Earl Watson 2016-

Premi individuali[modifica | modifica wikitesto]

NBA Three-point Shootout
All-NBA First Team
All-NBA Second Team
All-NBA Third Team

Leaders di franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Punti segnati (regular season)

1. Walter Davis (15.666)
2. Alvan Adams (13.910)
3. Kevin Johnson (12.747)
4. Shawn Marion (12.134)
5. Dick Van Arsdale (12.060)
6. Amar'e Stoudemire (11.035)
7. Steve Nash (10.712)
8. Paul Westphal (9.564)
9. Larry Nance (8.430)
10. Dan Majerle (8.034)
11. Tom Chambers (7.817)
12. Charles Barkley (6.556)
13. Jeff Hornacek (6.420)
14. Connie Hawkins (6.368)
15. Neal Walk (6.010)
16. Leandro Barbosa (5.874)
17. Charlie Scott (5.163)
18. Truck Robinson (4.789)
19. Clifford Robinson (4.775)
20. Jason Kidd (4.440)
21. Clem Haskins (4.407)
22. Grant Hill (4.371)
23. Stephon Marbury (4.188)
24. Kyle Macy (4.180)
25. Dennis Johnson (4.140)
26. Eddie Johnson (4.081)
27. James Edwards (3.933)
28. Cedric Ceballos (3.916)
29. Joe Johnson (3.847)
30. Mark West (3.761)

Minuti giocati

1. Alvan Adams (27.203)
2. Shawn Marion (24.948)
3. Dick Van Arsdale (24.242)
4. Kevin Johnson (24.018)
5. Walter Davis (23.143)
6. Steve Nash (22.781)
7. Dan Majerle (19.409)
8. Amar'e Stoudemire (17.686)
9. Larry Nance (15.731)
10. Jeff Hornacek (14.380)

Rimbalzi

1. Alvan Adams (6.937)
2. Shawn Marion (6.616)
3. Amar'e Stoudemire (4.613)
4. Larry Nance (3.791)
5. Neal Walk (3.637)
6. Mark West (3.241)
7. Charles Barkley (3.232)
8. Paul Silas (2.886)
9. Dan Majerle (2.823)
10. Connie Hawkins (2.806)

Assist

1. Steve Nash (6.997)
2. Kevin Johnson (6.518)
3. Alvan Adams (4.012)
4. Walter Davis (3.340)
5. Jason Kidd (3.011)
6. Jeff Hornacek (2.523)
7. Paul Westphal (2.429)
8. Dick Van Arsdale (2.396)
9. Jay Humphries (1.862)
10. Dan Majerle (1.824)

Palle recuperate

1. Alvan Adams (1.289)
2. Shawn Marion (1.245)
3. Walter Davis (1.040)
4. Kevin Johnson (1.022)
5. Dan Majerle (811)
6. Paul Westphal (753)
7. Jeff Hornacek (692)
8. Jason Kidd (655)
9. Larry Nance (516)
10. Steve Nash (511)

Stoppate

1. Larry Nance (940)
2. Mark West (897)
3. Shawn Marion (894)
4. Alvan Adams (808)
5. Amar'e Stoudemire (722)
6. Andrew Lang (509)
7. Alvin Scott (371)
8. Oliver Miller (336)
9. Garfield Heard (303)
10. Clifford Robinson (292)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Phoenix Suns Unveil New Logos, Phoenix Suns, 26 giugno 2013. URL consultato il 26 giugno 2013.
  2. ^ Phoenix Suns Reproduction Guideline Sheet, NBA Media Central, 2 luglio 2013. URL consultato il 20 maggio 2015.
  3. ^ Il Guinness dei Primati 1997. Milano, Mondadori, 1996. ISBN 88-04-41739-0

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