Rapping

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Il rapping è la tecnica vocale caratteristica della musica rap, che consiste nell'esecuzione di allitterazioni, assonanze e rime senza note su basi ritmiche uniformi, cadenzate e spesso già assemblate e registrate, strumentali o più spesso elettroniche.

Derivazione del termine[modifica | modifica wikitesto]

La definizione di rap nella cultura HipHop deriva dal suo significato originario in inglese, "discutere in modo informale".

Il primo ad introdurre la tecnica del rapping fu DJ Hollywood negli anni settanta, che coinvolgeva il pubblico al microfono rappando su basi musicali, dietro la sua console nelle disco. Attualmente quasi tutti i rapper non sono DJ.

Origini dello stile[modifica | modifica wikitesto]

Nella musica hip hop, i primi esempi storici di rapping si possono rintracciare nella cultura africana.

Moltissimi secoli fa, alcuni poeti dell'Africa Occidentale erano soliti esprimere ritmicamente i versi, su strumenti musicali rudimentali. Siffatte origini, ampiamente riconosciute anche fuori del contesto rap, sono state peraltro dimenticate dai rapper e "poeti" odierni.

Il blues, che deriva dalle worksong e dai canti spirituali degli schiavi neri d'America, fu creato da musicisti sia bianchi che di colore sul delta del Mississippi, ai tempi delle prime emancipazioni razziali negli Stati Uniti. Secondo alcuni storici, già negli anni venti alcuni musicisti blues sperimentarono forme primitive di rapping sulle loro basi: a confermarlo è Elijah Wald, vincitore di alcuni premi Grammy, che considerò l'hip hop "living blues" (blues vivente, "con l'anima"). Inoltre, critici musicali e storici hanno osservato somiglianze tra i testi del blues e quelli dell'hip hop moderno.

Il jazz, in gran parte derivato dal blues, nacque all'inizio del ventesimo secolo. Anche qui buona parte dell'improvvisazione vocale si riallaccia al freestyle, ovvero a quella dell'hip hop. Il jazz ha influenzato una buona fetta dell'hip hop dagli anni '70 ad oggi: infatti lo "scatting", tipico del jazz, fu introdotto nel brano old school hip hop Rapper's Delight dei Sugarhill Gang. Ancora in tempi recenti jazzisti come Miles Davis e Herbie Hancock collaborarono con alcuni rapper.

A metà del Novecento, anche la cultura musicale della Giamaica non fu esente dai cambiamenti in corso, nella musica del Nuovo Continente. Negli anni cinquanta, i discendenti degli antichi schiavi giamaicani iniziarono a mischiare calypso, mento e soca con jazz, soul e blues dagli Stati Uniti: fu così che sorsero generi di fusione come dub, ska e reggae. All'inizio del 1969, i dj cominciarono a sperimentare il toasting (rappare storie di eroismo) su basi dub. I toasting su basi dub, i versi dei dj e le rime dei cantanti jazz, rappresentarono le basi per la nascita del rapping. Successivamente verso la metà degli anni settanta, presso le feste di strada di New York (o chiamati anche BlockParty), il giamaicano DJ Kool Herc cominciò a campionare e a separare le sezioni ritmiche di vari brani, di generi come funk, reggae, jazz, R&B e disco music sul suono del cassa e rullante. In quel periodo i DJ come Afrika Bambaataa avevano come principale obiettivo l'intrattenimento del pubblico, facendo ballare la gente ai party, nei giardini pubblici, nei campetti da basket, lungo le spiagge semplicemente esibendosi con il loro DJ set e mixando basi e dischi. Dj Hollywood fu il primo MC della storia ("MC", abbreviazione di "Master of Ceremonies) che rappava e coinvolgeva il pubblico delle disco. Aveva la capacità di rappare raccontando anche aneddoti improvvisati su parti non cantate dei dischi in vinile continuando a utilizzare tecniche di DJing. Quindi il primo ruolo dell'MC era quello di attirare l'attenzione del pubblico. Alla fine questa pratica si affinò e divenne nota come rapping. Tutto ciò non aveva però il benché minimo peso discografico, trattandosi di improvvisazioni e non di prodotti confezionati in studio.

Tra la fine di quel decennio e i primi anni ottanta, il rapping si estese anche fuori dell'area di New York, e ricevette una discreta trasmissione in radio. Si affermarono allora i primi rapper, che scrissero brani ispirati dalla musica pop e con rime continue: in tal senso, uno dei primi innovatori fu Melle Mel, dei Furious Five. Il primo album a rendere davvero di successo l'hip hop fu Raising Hell dei Run DMC (1986), le cui liriche aggressive e i cui schemi inusuali avrebbero influenzato i rapper degli anni successivi.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Schemi delle rime[modifica | modifica wikitesto]

I due elementi centrali del rapping sono il ritmo e soprattutto la rima. Quest'ultima è generalmente baciata o talvolta interna, è scandita sui cosiddetti "ritmi 4/4" ed è incentrata sulla somiglianza delle parole finali dei versi (consonanza e/o assonanza). Vi sono rapper che usano schemi di rima più complessi, come Nas, Rakim, Ghostface Killah, Eminem o Pharoahe Monch.

Testi e figure retoriche[modifica | modifica wikitesto]

Spesso i rapper usano nei testi allitterazioni, allegorie, similitudini e metafore, ma anche giochi di parole.

I testi hip hop si rifanno spesso alla cultura popolare, o ad altri argomenti più o meno impegnati. Le loro allusioni servono ad illustrare od enfatizzare i messaggi delle canzoni.

Gergo e scelta delle parole[modifica | modifica wikitesto]

Molti che ascoltano l'hip hop, credono che i testi di un rapper si avvalgano di un vocabolario complesso. In realtà il rapping è accompagnato da un vero e proprio dizionario rap, fatto di proprie parole, di un proprio gergo, di un proprio lessico.

Le parolacce proprie degli afroamericani, hanno notevolmente influenzato il rapping e viceversa. Vi sono regioni degli USA che hanno introdotto un gergo hip hop, come la Bay Area (Mac Dre, E-40), Atlanta (OutKast, Lil Jon) e il Kentucky (Nappy Roots).

Argomenti affrontati[modifica | modifica wikitesto]

L'hip hop sorse a New York negli anni settanta, e continua tuttora ad incentrarsi sulle grandi città di entrambe le coste statunitensi. Molti rapper usano l'ambiente metropolitano come sfondo per i loro versi, parlando per lo più della vita difficile dei bassifondi. Un elemento tipico del rapping è "il tormento", derivato dal parlare di continuo di problemi sentimentali o economici.

I temi dell'hip hop sono spesso ispirati dalla "poesia ritmata" dei Last Poets e di Gil Scott Heron.

Tra gli ultimi anni Ottanta e i primi anni novanta, emersero i Public Enemy, che composero canzoni incentrate su temi politici e sociali. Anche alcuni rapper odierni della costa orientale degli USA (Mos Def, Talib Kweli, Nas, Dead Prez) sono noti per i loro testi impegnati.

Invece altri rapper, anziché parlare della vita di strada, a volte parlano di altri temi come la criminalità. Il primo a dedicarsi a tali tematiche, fu Schoolly D, che avrebbe anche ispirato Ice T e i primi artisti gangsta rap (tra cui i Niggaz With Attitude e KRS-ONE). Alcuni rapper della costa occidentale come Snoop Dogg e i Cypress Hill, nei primi anni Novanta lanciarono anche brani che parlavano dell'uso della marijuana.

La più diffusa forma di rap a sfondo religioso, attualmente, è il Christian rap. Ma anche i Five Percent Nation, un gruppo rap di religione non cristiana, hanno influenzato i temi di molti altri del genere (Rakim, Wu-Tang Clan, Brand Nubian, X Clan, Busta Rhymes, Nas).

Le "Party rhymes" (le rime festaiole, quelle tipiche delle feste di periferia), erano tipiche dell'old school hip hop. Tuttora influenzano l'hip hop, ma nei testi odierni nemmeno i riferimenti al sesso e all'amore mancano.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Flow significa in inglese "flusso", ed indica la sequenza di rime rap. Esso si basa sulla prosodia, sulla cadenza ritmica e sul tempo di scansione. La cadenza si accorda con la dinamica e la direzione del ritmo.

Rapper come Rakim sperimentavano cadenze complesse. Alcuni rapper odierni (tra cui Snoop Dogg) si avvalgono di cadenze versatili.

La prosodia di un rap si basa in gran parte sulla metrica. Gli artisti hardcore rap Run-DMC e KRS-ONE usano pentametri trocaici, con cadenze affini a quelle di una vera e propria conversazione.

Il flow di un MC dipende dal tipo di rima composta, al punto che le parole più usate vanno in linea con i ritmi delle percussioni, in un modo che rende la rima più in tandem con la musica. Rakim, che molti ritengono abbia influito sullo stile di quasi tutti i rapper a lui successivi, si cimentava non solo a seguire le percussioni, ma anche a complementare la melodia del brano usando la propria voce (imitando, per esempio, il suono del sassofono).

In alcuni sottogeneri dell'hip hop, un rapping a battiti lenti è spesso ritenuto fondamentale. Attualmente, il record per i rapping più veloci è dell'MC Ricky Brown, che scandì 723 sillabe in 51,27 secondi (14,1 sillabe in un secondo) nella canzone No Clue ai B&G Studios, il 15 gennaio 2005.

Per realizzare un flow decente, un rapper deve anche sviluppare la presenza vocale, l'enunciazione e il controllo respiratorio. In un album hip hop, la presenza vocale è il segno distintivo più importante della voce di un rapper. Anche l'enunciazione è essenziale; alcuni rapper scelgono anche di puntare sulla comicità del loro flow. Il controllo respiratorio – ovvero la capacità di respirare senza mai interrompere la scansione di rime – è un altro requisito basilare, sia per i rapper sia soprattutto per gli MC (i quali ultimi, per scandire rime difficili, non devono mai fare pause).

A volte i rapping sono in linea con la melodia di sottofondo. Il primo a provare siffatto tipo di flow fu Egyptian Lover, proveniente dalla costa occidentale degli USA. 50 Cent rende spesso leggermente melodici i propri flow. Cee-Lo è anche in grado di rappare sulle coordinate del ritmo. I Bone Thugs-N-Harmony sono stati tra i primi a sperimentare rapping armonici e a battiti rapidi - cosa questa, fatta oggi anche dai Do or Die, come i BTNH provenienti dagli Stati Uniti centrali.

I gruppi hip hop usano anche tecniche di sincronizzazione: quest'ultima consiste in un dialogo tra due o più rapper mentre rimano. I Furious Five, che cantavano con Grandmaster Flash, furono i primi a creare una sincronizzazione a cinque. Alcuni rapper "interpretano" le parti di due personaggi diversi, che dialogano l'un l'altro nella stessa canzone (ad esempio, in Warning di Notorious B.I.G. e in Stan e "Guilty Conscience" di Eminem).

Freestyle[modifica | modifica wikitesto]

Il freestyle consiste nell'improvvisazione di rime rappate, alcuni rapper riutilizzano involontariamente i vecchi tipi di rapping, oppure preparano segmenti o interi versi in rapida successione. Di conseguenza, i freestyle spontanei sono realizzati su linee di rapping generiche, semplici e facilmente utilizzabili.

Battle[modifica | modifica wikitesto]

Il battle - che può essere improvvisato - consiste nella sfida tra due o più rapper davanti a spettatori, a saper rappare.

La tradizione di insultare amici o conoscenti di uno sfidante nelle rime, era usata perfino da Muhammad Ali nei suoi incontri di pugilato. Il vincitore di un battling è decretato dal pubblico e/o dalla giuria. Secondo Kool Moe Dee, un battler di successo dev'essere abile nell'insultare gli avversari per le loro debolezze, piuttosto che per le loro capacità.

Programmi televisivi come 106 And Park (BET) e DFX (MTV), ogni settimana trasmettono battling dal vivo. I battling hanno ottenuto ampia popolarità anche fuori della comunità afroamericana, con 8 Mile (2002), prima esperienza cinematografica di Eminem. Quest'ultimo, come molti altri rapper, rilascia anche "canzoni infiammatorie", che nei loro testi insultano i suoi avversari.

Identità culturale[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un censimento effettuato nel 2000, tre abitanti su quattro degli Stati Uniti sono bianchi, mentre solo uno su otto è di colore. Tuttavia, quasi tutti i rapper sono neri.

Salvo rare eccezioni, quasi tutti i rapper americani odierni provengono da ambienti poveri (spesso suburbani). Il noto artista pop rap Vanilla Ice, sfruttò questo luogo comune, dicendo di essere di origini più povere delle sue reali. In seguito, Vanilla Ice sostenne che la sua major lo convinse a mentire, perché incrementasse i suoi profitti.

Il più noto esempio di rapper non di colore è Eminem, in gran parte di ascendente scozzese. Secondo il Guinness dei primati (2005), Eminem è anche l'artista rap di maggiore successo commerciale; gli è secondo 2Pac, che dopo il suo assassinio (1996) pubblicò numerosi album postumi. Anche i Beastie Boys sono un'eccezione alla regola di cui prima: si tratta di un gruppo hip hop di origini ebraiche e proveniente dalla classe media, ma ugualmente di grande successo di pubblico. Da rapper bianchi è formato anche il gruppo horrorcore Insane Clown Posse, il quale ultimo è inoltre titolare della Psychopathic Records, e ha collaborato con Bone Thugs-N-Harmony, Three 6 Mafia, Mack 10, Vanilla Ice, 2 Live Crew, Tech N9ne e Paul Wall.

Anche se molti rapper sono di colore, quasi tutti i loro fan sono bianchi - dato che rispecchia la demografia statunitense. Secondo il musicologo Arthur Kempton, "oggi il 70 per cento dell'hip hop è comprato e ascoltato da ragazzi bianchi". Tale discrepanza è forte soprattutto nell'underground hip hop, dove molti che seguono i concerti sono bianchi. Secondo il rapper underground Zion, ciò avviene perché "moltissimi neri in realtà non vogliono ascoltare l'hip hop, che ritengono rozzo e banale". Molti altri suoi colleghi, tra cui Boots Riley dei The Coup, con lui condividono un pubblico quasi tutto tra i bianchi.

Quasi tutti i rapper si identificano come eterosessuali, in genere poco inclini (sia maschi che femmine) a mostrare comprensione per le devianze sessuali. Esiste una cultura hip hop anche rappresentata dagli omosessuali, di cui si è parlato nel 2005 nel documentario Pick Up the Mic; questo benché oggi solo la bisessuale Queen Pen e il gay Caushun, abbiano avuto notevole successo in area mainstream.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Vari politici e giornalisti hanno accusato molti rapper di insegnare, mediante i testi, una cultura fatta di violenza, di edonismo e di avversione al costume.

Generi di derivazione e di fusione[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia dell'hip hop, la tecnica del rapping da qui è stata introdotta anche nel resto della musica.

Interi generi, tra cui il rap rock (derivato anche da funk, punk, alternative rock, heavy metal) e l'hip house, sono derivati proprio incorporando testi rappati in differenti basi strumentali. Tutti i grandi generi basati principalmente sulle percussioni hanno a volte introdotto il rapping, tra cui la dance (DJ Hollywood), il jazz (Gang Starr), la new wave (Blondie), il funk (Fatback Band), l'odierno R&B (Mary J. Blige), il reggaeton (Daddy Yankee), o anche parte della musica dance giapponese.

L'UK garage ha incominciato a basarsi sempre di più sui rapper nel cosiddetto genere grime, del quale l'esponente più conosciuto è Dizzee Rascal.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]