Dwight Howard

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Dwight Howard
Dwight Howard 30483967610.jpg
Howard con la maglia degli Atlanta Hawks.
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 211 cm
Peso 120 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Centro
Squadra Wash. Wizards
Carriera
Giovanili
2000-2004SW Atlanta Christian Academy
Squadre di club
2004-2012Orlando Magic 621 (11.435)
2012-2013L.A. Lakers76 (1.296)
2013-2016Houston Rockets183 (2.919)
2016-2017Atlanta Hawks 74 (1.002)
2017-2018Charlotte Hornets 81 (1.347)
2018-Wash. Wizards 9 (115)
Nazionale
2006-2008Stati Uniti Stati Uniti27 (253)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Pechino 2008
Transparent.png Mondiale
Bronzo Giappone 2006
Transparent.png Campionati Americani
Oro Stati Uniti 2007
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 aprile 2019

Dwight David Howard (Atlanta, 8 dicembre 1985) è un cestista statunitense, di ruolo centro, che milita nella NBA nei Washington Wizards.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Howard gioca nel ruolo di centro. È considerato tra i migliori difensori grazie alle sue doti nei rimbalzi e nelle stoppate: in carriera ha vinto tre volte il riconoscimento di NBA Defensive Player of the Year Award,[1] per due volte è stato miglior stoppatore NBA[2] e dal 2008 al 2012 miglior rimbalzista.[3] Abile nelle schiacciate, ha vinto l'NBA Slam Dunk Contest nel 2008. Non eccelle nei tiri liberi: nella sua carriera NBA ha una media di circa il 57% di realizzazioni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school[modifica | modifica wikitesto]

Howard ha incominciato a giocare alla Southwest Atlanta Christian Academy, un'accademia privata, che possiede uno dei migliori programmi di pallacanestro degli interi Stati Uniti d'America. È stato premiato con numerosi premi liceali, incluso il Gatorade National Boys Basketball Player of the Year, nel 2003-04.

Orlando Magic (2004-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 Howard si rende eleggibile per il draft NBA, volendo così tentare l'arduo salto direttamente tra i professionisti, senza andare al college. Ma la scelta si dimostra azzeccata, visto che gli Orlando Magic lo scelgono con la prima scelta assoluta, passando così davanti al favorito Emeka Okafor, fresco di titolo di campione NCAA con UConn.

Howard dimostra nelle sue prime due stagioni in NBA, di essere all'altezza, e accumula prestazioni esaltanti, soprattutto in difesa e a rimbalzo, mandando a referto una doppia-doppia (più di 10 punti e 10 rimbalzi) di media per ogni incontro fin dal primo anno nella Lega. Nella prima parte della regular season 2007-08 mantiene una media di 23,5 punti e 14 rimbalzi, mostrando enormi progressi offensivi, contribuendo così a riportare Orlando tra le prime squadre della Eastern Conference.

Howard con la casacca dei Magic.

Leader indiscusso dei Magic, è considerato da molti fan ed esperti l'erede naturale di Shaquille O'Neal.[senza fonte] Il 17 febbraio 2008 ha giocato il suo primo All-Star Game come titolare scelto dai tifosi e non più come riserva. In questa stessa edizione dell'All-Star Game, Dwight Howard vince lo Slam Dunk Contest, alla sua seconda partecipazione, sbaragliando la concorrenza del campione uscente Gerald Green grazie a una schiacciata spettacolare eseguita con indosso un vestito da Superman (guadagnandosi così il soprannome). Soprattutto grazie al suo apporto gli Orlando Magic arrivano ai play-off con la testa di serie nº 3 nella Eastern Conference (Dwight Howard conclude la regular season 2007-08 con una doppia doppia di media: 20,7 punti e 14,2 rimbalzi) e vincono anche agevolmente la prima fase contro i Toronto Raptors. Durante questa serie Dwight diventa il primo giocatore da quasi 40 anni a realizzare due 20+20 consecutivi ai play-off (Nate Thurmond l'ultimo nel 1969), e nel resto della serie ne realizza anche un terzo. Tuttavia Howard e i suoi compagni devono arrendersi ai Detroit Pistons nelle semifinali di Conference. Nella stagione 2008-09 guida la lega in rimbalzi e stoppate, il quinto giocatore di sempre a riuscirci, e conquista il titolo di Difensore dell'anno (nessuno lo aveva fatto a soli 24 anni).[4] Durante questa stagione, Howard guida i suoi Orlando Magic ai playoff, sempre con la testa di serie nº 3, battendo in ordine Philadelphia Sixers (6 gare); Boston Celtics (7 gare) e i Cleveland Cavaliers di LeBron James in sei gare, portando così la sua squadra alle finali NBA (la loro prima finale dal 1995) contro i Los Angeles Lakers (poi persa in cinque gare). Durante la serie contro i Cavaliers, nella decisiva gara-6, realizza una prestazione da 40 punti (career high) e 14 rimbalzi. Nella stagione successiva Howard continua a essere il miglior centro della Lega, riconfermandosi come il miglior stoppatore e il miglior rimbalzista, e facendo registrare anche la più alta media realizzativa, pur calando leggermente nei punti segnati. Al termine della regular season, dove i Magic fanno registrare il secondo miglior record della NBA, conquista il suo secondo premio consecutivo come miglior difensore.[5] Ai play-off i Magic stavolta si fermano in finale di Conference contro i Celtics vincitori in sei gare dopo aver battuto sia gli Charlotte Bobcats sia gli Atlanta Hawks in quattro gare. Nonostante sia attualmente considerato uno dei migliori centri della NBA, Howard però subisce anche alcune critiche, in special modo riguardo alla mancanza di un affidabile tiro dalla media distanza e alla scarsa varietà nei movimenti spalle a canestro: decide allora di affidarsi a un vero esperto del settore, il grande ex-centro dei Rockets Hakeem Olajuwon, con cui si allena nell'estate 2010.[6] Olajuwon è convinto che Howard sia già il miglior centro NBA, ma nonostante questo possa ancora migliorare molto.[7] Nella stagione 2010-11 Howard guida i Magic in punti segnati (22,8), rimbalzi (14,1), stoppate (2,4) e percentuale di tiro dal campo (59,3%) e diventa il primo giocatore della storia NBA a vincere il premio di Miglior difensore dell'anno per la terza volta consecutiva. Alla fine della stagione regolare Orlando ha la testa di serie n. 4 nella Eastern Conference con un record di 52 vinte e 30 perse. Nei Playoffs incontrano gli Atlanta Hawks che eliminano Orlando in sei gare nonostante 6 doppie doppie consecutive da parte del centro dei Magic. Viene inserito nel quintetto base della NBA Eastern Conference per l'edizione 2012 dell'NBA All-Star Game. Il 20 aprile 2012 si sottopone a un'operazione alla schiena per un'ernia al disco, compromettendo così la sua partecipazione a play-off e alle olimpiadi. Lascia gli Orlando Magic con 11.435 punti realizzati (18,41 di media) in 621 gare.

Los Angeles Lakers (2012-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Howard in maglia Lakers.

Dopo mesi di voci e trattative, il 10 agosto 2012 i Magic accontentano il desiderio di cambiare squadra di Howard, cedendolo ai Los Angeles Lakers in un giro a 4 squadre che include anche i Philadelphia 76ers e i Denver Nuggets. Howard arriva ai Lakers convinto che la nuova squadra sia una da titolo, sicché il quintetto base era composto da Steve Nash, Kobe Bryant, Metta World Peace, Pau Gasol e lui. Purtroppo la strada si rivela in salita e dopo anche un cambio d'allenatore (da Mike Brown a Mike D'Antoni) alla fine la franchigia californiana si qualifica settima. Howard vince il titolo di miglior rimbalzista NBA, concludendo con 12,4 rimbalzi a cui vanno aggiunti i 17,1 punti e le 2,4 stoppate di media. Ai Playoffs i Lakers, privi di Kobe Bryant infortunato, escono al primo turno eliminati facilmente dagli Spurs (poi finalisti) per 4-0.

Houston Rockets (2013-2016)[modifica | modifica wikitesto]

Howard e Chandler Parsons. I due furono compagni per un anno a Houston.

Il 5 luglio 2013 Howard decide di cambiare nuovamente squadra annunciando su Twitter il suo passaggio agli Houston Rockets. L'ufficialità del trasferimento viene comunicata dai Rockets pochi giorni più tardi[8] al termine di una discreta prima stagione al fianco di un'altra superstar NBA come James Harden, raggiunge i play-off, che si rivelano più complicati del previsto; infatti vengo eliminati sorprendentemente al primo turno dai Portland Trail Blazers in 5 gare. Nella stagione 2014-2015, la seconda con la maglia dei Rockets, si rivela deludente per quanto riguarda le prestazioni personali, anche a causa di continui problemi fisici, ma ottima a livello di squadra; di fatto Houston dopo una regoular season che li vede terminare al secondo posto, riescono ad arrivare sino alle finali di conference ma vengono polverizzati 4-1 dai Golden State Warriors, futuri campioni NBA. Howard per tutta la durata della post season alterna buone prestazioni e prestazioni assolutamente anonime. La stagione 2015-2016 si apre con moltissime aspettative sui nuovi Houston Rockets, durante l'estate la squadra ingaggia il playmaker Ty Lawson, un giocatore d'indiscutibile talento ma con problemi di alcolismo, inoltre secondo le indiscrezioni Dwight sembra aver recuperato completamente dagli infortuni. Purtroppo per Houston però le cose non vanno come ci si aspettava in off season: la squadra fatica tanto da dover esonerare il coach Kevin Mchale, il quale secondo i media avrebbe perso di mano lo spogliatoio, Howard, una volta ritenuto il miglior centro della lega, è ormai e soggetto a critiche continue da parte di giornali e tifosi che lo ritraggono come il colpevole della situazione attuale della squadra, oltre a registrare medie molto più basse rispetto alle stagioni precedenti. Il 18 gennaio segna però 36 punti, conditi da 26 rimbalzi, suo massimo in carriera, scrollandosi via un po' di critiche dei media che lo dipingono come "soft". Alla fine della stagione i Rockets conquistano un insperato ottavo posto (soprattutto a causa del crollo degli Utah Jazz dovuto agli infortuni di tutti i titolari). Nei play-off reincontrano i Golden State Warriors che, pur senza il loro leader tecnico Steph Curry per alcune partite durante la serie, eliminano i Rockets ancora una volta per 4-1.

Dwight Howard in azione con la canotta degli Hawks.

Atlanta Hawks (2016-2017)[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 luglio 2016 firma un contratto triennale da 70,5 milioni di dollari con gli Atlanta Hawks, facendo così ritorno nella sua città natale.[9]

Con gli Hawks nelle prime battute della stagione 2016-2017 Howard disputa delle ottime prestazioni, formando con Paul Millsap una delle migliori coppie di lunghi della Lega.[10]

La sua stagione ad Atlanta è nel complesso positiva con una doppia doppia di media da 16,6 punti e 12,5 rimbalzi.

Charlotte Hornets (2017-2018)[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 giugno 2017 viene ceduto insieme con la 31ª scelta al draft 2017 agli Charlotte Hornets in cambio di Marco Belinelli, Miles Plumlee e la 41ª scelta al draft 2017.[11]

Washington Wizards (2018-)[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 luglio 2018 passa ai Brooklyn Nets in cambio di Timofey Mozgov, due seconde scelte al Draft e un compenso economico non ancora noto. Viene tagliato immediatamente dalla squadra e firma il 12 luglio per i Washington Wizards.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2006, Howard è stato convocato nella Nazionale statunitense che ha partecipato al Campionato mondiale in Giappone. Due anni dopo viene convocato anche per i Giochi olimpici di Pechino 2008, dove vince la medaglia d'oro.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 22 Marzo 2018

  • Massimo di punti: 45 (2 volte)
  • Massimo di rimbalzi: 30 Vs Brooklyn Nets (22 marzo 2018)
  • Massimo di assist: 7 (2 volte)
  • Massimo di stoppate: 10 vs Oklahoma City Thunder (12 novembre 2008)


Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high
* Primo nella lega

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2004-2005 Orlando Magic 82 82 32,6 52,0 0,0 67,1 10,0 0,9 0,9 1,7 12,0
2005-2006 Orlando Magic 82 81 36,8 53,1 0,0 59,5 12,5 1,5 0,8 1,4 15,8
2006-2007 Orlando Magic 82 82 36,9 60,3 50,0 58,6 12,3 1,9 0,9 1,9 17,6
2007-2008 Orlando Magic 82 82 37,7 59,9 0,0 59,0 14,2* 1,3 0,9 2,1 20,7
2008-2009 Orlando Magic 79 79 35,7 57,2 0,0 59,4 13,8* 1,4 1,0 2,9* 20,6
2009-2010 Orlando Magic 82 82 34,7 61,2* 0,0 59,2 13,2* 1,8 0,9 2,8* 18,3
2010-2011 Orlando Magic 78 78 37,5 59,3 0,0 59,6 14,1 1,4 1,4 2,4 22,9
2011-2012 Orlando Magic 54 54 38,3 57,3 0,0 49,1 14,5* 1,9 1,5 2,1 20,6
2012-2013 L.A. Lakers 76 76 35,8 57,8 16,7 49,2 12,4* 1,4 1,1 2,4 17,1
2013-2014 Houston Rockets 71 71 33,7 59,1 28,6 54,7 12,2 1,8 0,8 1,8 18,3
2014-2015 Houston Rockets 41 41 29,8 59,3 50,0 52,8 1,5 1,2 0,7 1,3 15,8
2015-2016 Houston Rockets 71 71 32,1 62,0 0,0 48,9 11,8 1,4 1,0 1,6 13,7
2016-2017 Atlanta Hawks 74 74 29,7 63,3 0,0 53,3 12,7 1,4 0,9 1,2 13,5
2017-2018 Charlotte Hornets 81 81 30,4 55,5 14,3 57,4 12,5 1,3 0,6 1,6 16,6
2018-2019 Wash. Wizards 9 9 25,6 62,3 0,0 60,4 9,2 0,4 0,8 0,4 12,8
Carriera 1035 1034 34,5 58,3 9,5 56,6 12,7 1,5 0,9 2,0 17,4
All-Star 8 6 23,3 64,2 15,4 45,0 8,8 1,5 0,6 1,1 12,1

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2007 Orlando Magic 4 4 41,8 54,8 0,0 45,5 14,8 1,8 0,5 1,0 15,3
2008 Orlando Magic 10 10 42,1 58,1 0,0 54,2 15,8 0,9 0,8 3,4 18,9
2009 Orlando Magic 23 23 39,3 60,1 0,0 63,6 15,3 1,9 0,9 2,6 20,3
2010 Orlando Magic 14 14 35,5 61,4 0,0 51,9 11,1 1,4 0,8 3,5 18,1
2011 Orlando Magic 6 6 43,0 63,0 0,0 68,2 15,5 0,5 0,7 1,8 27,0
2013 L.A. Lakers 4 4 31,5 61,9 0,0 44,4 10,8 1,0 0,5 2,0 17,0
2014 Houston Rockets 6 6 38,5 54,7 0,0 62,5 13,7 1,8 0,7 2,8 26,0
2015 Houston Rockets 17 17 33,8 57,7 0,0 41,2 14,0 1,2 1,4 2,3 16,4
2016 Houston Rockets 5 5 36,0 54,2 0,0 36,8 14,0 1,6 0,8 1,4 13,2
2017 Atlanta Hawks 6 6 26,1 50,0 0,0 63,2 10,7 1,3 1,0 0,8 8,0
Carriera 95 95 37,0 58,6 0,0 54,5 13,8 1,4 0,9 2,5 18,4

Riconoscimenti e record[modifica | modifica wikitesto]

2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014
  • NBA Slam Dunk Contest: 2008
  • Primo in schiacciate totali per la stagione 2005-06
  • Leader nella regular season per rimbalzi totali: 2006 (1.022), 2007 (1.008), 2008 (1.161), 2009 (1.093), 2010 (1.082), 2012 (785)
  • Record di stoppate in una gara delle finali: 9
  • Più giovane giocatore a raggiungere i 3000 rimbalzi in carriera
  • McDonald's All American: 2004
  • Record di tiri liberi tentati in una partita (39)[12]
  • Il 24 gennaio 2012 diventa il miglior marcatore di sempre degli Orlando Magic, mettendo a referto (contro gli Indiana Pacers) 14 punti e salendo a quota 10657 totali in carriera[13]
  • Prima scelta assoluta al Draft NBA 2004

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • Medaglia di bronzo ai Mondiali 2006
  • Medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) NBA Defensive Player of the Year Award Winners, su NBA.com. URL consultato il 9 febbraio 2019.
  2. ^ (EN) NBA & ABA Year-by-Year Leaders and Records for Blocks Per Game, su Basketball-Reference.com. URL consultato il 9 febbraio 2019.
  3. ^ (EN) NBA & ABA Year-by-Year Leaders and Records for Rebounds Per Game, su Basketball-Reference.com. URL consultato il 9 febbraio 2019.
  4. ^ (EN) Howard becomes youngest player to win top defensive honor, NBA.com. URL consultato il 21 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2012).
  5. ^ (EN) Howard wins Kia Defensive Player of Year honors again, NBA.com. URL consultato il 21 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2010).
  6. ^ (EN) Magic's Howard too busy to get caught up in Heat talk, NBA.com. URL consultato il 3 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2010).
  7. ^ (EN) Olajuwon keeps 'The Dream' alive in Dwight Howard, NBA.com. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  8. ^ (EN) Howard Selects Houston in Free Agency, nba.com. URL consultato il 26 luglio 2013.
  9. ^ Hawks Sign Eight-Time NBA All-Star Dwight Howard | Atlanta Hawks, in Atlanta Hawks. URL consultato il 13 novembre 2016.
  10. ^ A rejuvenated Dwight Howard has sparked Atlanta Hawks to fast start - NBA.com, su www.nba.com. URL consultato il 13 novembre 2016.
  11. ^ Hornets Acquire 8-Time NBA All-Star Howard from Hawks, su nba.com.
  12. ^ Howard, tanti liberi ma quanti errori, gazzetta.it. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  13. ^ Howard entra nella storia di Orlando, gazzetta.it. URL consultato il 25 gennaio 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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