Ray Allen

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Ray Allen
Ray Allen Heat.jpg
Allen con la maglia dei Miami Heat
Nome Walter Ray Allen
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 196 cm
Peso 93 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Guardia
Ritirato 1º novembre 2016
Carriera
Giovanili
Hillcrest High School
1993-1996 Connect. Huskies
Squadre di club
1996-2003 Milwaukee Bucks 494 (9.681)
2003-2007 Seattle S.Sonics 296 (7.273)
2007-2012 Boston Celtics 358 (5.987)
2012-2014 Miami Heat 152 (1.564)
Nazionale
1995-2003 Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Sydney 2000
Transparent.png Campionati Americani
Oro Porto Rico 2003
FISU International University Sport Federation.svg Universiadi
Oro Fukuoka 1995
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º novembre 2016

Walter Ray Allen (Merced, 20 luglio 1975) è un ex cestista statunitense, di ruolo guardia.

Considerato uno dei migliori tiratori di tutti i tempi,[1][2] prima dell'affermazione di Stephen Curry è stato spesso definito il migliore in assoluto.[3][4] Vincitore di due titoli NBA (il primo con la casacca dei Boston Celtics, il secondo con i Miami Heat), conta 10 convocazioni all'All-Star Game, ed è il giocatore ad aver realizzato più tiri da tre punti nella storia della lega (2973).

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Alto 196 cm per circa 93 kg, è soprannominato Candy Man (lett. "venditore di dolciumi"), per l'eleganza del suo stile di gioco.[5] Soffre di un lieve disturbo ossessivo-compulsivo, dal quale deriva la sua routine di allenamento, estremamente precisa e rigorosa.[6]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school e college[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver giocato per tre anni nella University of Connecticut, Allen si dichiara eleggibile per il draft del 1996. I Minnesota Timberwolves lo selezionano come quinta scelta assoluta alle spalle di Allen Iverson, Marcus Camby, Shareef Abdur-Rahim e Stephon Marbury; i T'wolves sono però interessati in modo particolare al playmaker scelto dai Milwaukee Bucks Stephon Marbury: Allen viene così immediatamente girato ai Bucks insieme al pivot Andrew Lang.

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Milwaukee Bucks[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo primo anno ai Bucks la squadra è giovane ma dotata di buon talento. Allen, al fianco dei due leader della squadra Vin Baker e Glenn Robinson, svolge un buon campionato che gli vale l'inclusione nel secondo quintetto di matricole. Nonostante i frequenti scambi di giocatori che vedono coinvolti i Bucks e nonostante Allen cominci ad attestarsi intorno ai venti punti a partita, la squadra di Milwaukee non riesce ad arrivare ai playoff per tre anni. Solo nella stagione 1998-99 i Bucks approdano alla post season, prima esperienza in assoluto per Allen. Questo successo è dovuto principalmente all'arrivo sulla panchina dei Bucks di George Karl, allenatore che nella stagione 1995-96 aveva portato i SuperSonics in finale, e all'arrivo nel ruolo di playmaker di Sam Cassell, che insieme a Glenn Robinson e Ray Allen forma il nucleo della squadra (denominato Big Three). I Bucks vengono però eliminati al primo turno dagli Indiana Pacers in sole tre gare. L'anno dopo si ripete la stessa esperienza, nonostante per Allen arrivi la prima convocazione per l'All Star Game: i Bucks vengono eliminati al primo turno ancora dai Pacers, questa volta però in cinque gare.

La stagione 2000-01 è l'anno della consacrazione per i Bucks. L'intesa tra i Big Three è solida ed affermata e dopo aver compilato un ottimo record in regular season, i Bucks approdano ai playoff come una delle favorite. Al primo turno eliminano gli Orlando Magic per 3-1 e nel secondo turno vincono una serie combattutissima contro i Charlotte Hornets, eliminandoli in sette partite, vincendo l'ultima gara per 104-95. In finale di Conference incontrano i Philadelphia 76ers dell'MVP della regular season Allen Iverson. I Bucks perdono la serie in maniera onorevole per 4-3.

L'anno dopo i Bucks partono come una delle squadre favorite per la vittoria della Eastern Conference. La stagione sarà però costellata da infortuni ai membri principali della squadra e da una serie di litigi che portano la dirigenza allo smantellamento dei Big Three. Viene innanzitutto ceduto Glenn Robinson agli Atlanta Hawks, considerato il principale responsabile dei dissidi interni. Il 20 febbraio 2003 anche Allen viene ceduto; una trade lo porta ai Seattle SuperSonics in cambio di Gary Payton e Desmond Mason.

Seattle SuperSonics[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2003-04 i Sonics non riescono ad accedere ai play-off, ma nella stagione successiva, forse la migliore disputata in carriera da Allen, la squadra di Seattle centra l'accesso alla fase successiva, vincendo il primo turno contro i Sacramento Kings per 4-1 e dovendo arrendersi soltanto ai futuri campioni NBA, i San Antonio Spurs, per 4-2. La stagione 2005-06 è però un passo indietro, dato che i Sonics non centrano l'accesso ai playoff e anzi si ritrovano ad essere una delle ultime squadre della Western Conference, così come l'anno successivo. Durante il draft viene ceduto ai Boston Celtics, venendo così incontro sia alla volontà del giocatore, che desidera giocare in una squadra da titolo, sia a quella dei Sonics, che pianificano un ringiovanimento della squadra.

Boston Celtics[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 giugno 2007 Ray Allen e la trentacinquesima scelta assoluta del draft 2007, Glen Davis, vengono ceduti a Boston in cambio di Delonte West, Wally Szczerbiak e la quinta scelta assoluta Jeff Green. Insieme a Kevin Garnett e Paul Pierce costituisce il gruppo dei "Big three" che guida i Celtics alla vittoria della regular season. Allen conclude la stagione con una media punti di 17,4 e una percentuale nel tiro da tre punti di poco inferiore al 40%.

Allen in un'azione di gioco con la casacca dei Celtics.

Nei play-off Ray Allen, soprattutto nelle semifinali di Conference contro i Cleveland Cavaliers, non riesce ad incidere come dovrebbe ed infatti Boston fatica andando a gara-7 sia con gli Atlanta Hawks sia contro i Cavs di LeBron James. Nella serie contro i Detroit Pistons Allen gioca finalmente ai suoi standard, realizzando ben 29 punti in gara-5 e contribuendo al ritorno dei Celtics alle Finals. Contro i Los Angeles Lakers, nella più classica delle sfide della storia dell'NBA, Ray Allen gioca una buona serie e con il successo dei Celtics in gara-6 (26 punti e 7 triple su 9 tentativi) per 131-92 si aggiudica il primo titolo NBA della sua carriera.

Nella stagione successiva Allen si dimostra una delle migliori guardie della lega, svolgendo un ruolo fondamentale per Boston, soprattutto ai play-off dove, a causa dell'assenza di Kevin Garnett, segna oltre 20 punti per partita, con l'apice di 51 punti in gara 6 contro i Chicago Bulls dopo tre overtime (record di franchigia per punti e per triple a referto, ben 9) e segnando la tripla vincente in gara-2 in faccia a Joakim Noah a due secondi dal termine del quarto periodo. La sua stagione finirà al secondo turno per l'eliminazione dei campioni ad opera degli Orlando Magic.

Alla lunetta del tiro libero.

Nella stagione 2009-10 le sue cifre calano, scendendo a circa 17 punti per partita (solo 36% da tre punti) e, come tutti i Celtics, gioca una regular season sottotono. La notte dell'11 dicembre 2009, nella partita contro i Washington Wizards vinta dai Boston Celtics 104-102, raggiunge quota 20.000 punti in carriera. Durante i play-off il suo rendimento migliora: ottime le due serie contro i Miami Heat (4-1) ed i Cleveland Cavaliers (4-2), mentre gioca in maniera eccellente contro i Magic, aiutando Boston ad eliminare Orlando per 4-2 e a raggiungere le finali NBA. Le finali contro i Los Angeles Lakers si aprono con un buon inizio: in gara-2 mette a segno 8 triple (di cui 7 consecutive tra il primo e il secondo quarto) su 11 tentativi, record assoluto per una gara di finale; nelle tre gare al TD Garden, tuttavia, Ray non è incisivo al tiro (in gara-3: 0/13 dal campo di cui 8 tiri da tre, in gara-4 0/4 da tre, così come in gara-5), a causa del duro lavoro difensivo su Kobe Bryant. Nelle restanti gare a Los Angeles Allen fa ancora tanta fatica (ben 19 punti con 7-14 dal campo in gara-6, poi 13 punti con 3-14 dal campo in gara-7 ma costringe Kobe a un disastroso 8-24 al tiro), non riuscendo ad essere incisivo come nelle finali del 2008: i Celtics infatti perderanno la serie nell'ultima e decisiva gara-7 per 83-79 dopo essere stati in vantaggio di 13 lunghezze verso metà del terzo quarto. Da notare comunque che la difesa di Ray in gara-7 contro Kobe Bryant (8-24 dal campo e 0-5 da 3) è stata inserita nell'elenco delle cinque migliori prestazioni difensive di ogni epoca di un Celtic nei play-off.

La stagione 2010-11 dev'essere per i Celtics quella del riscatto e Allen disputa un'annata eccellente: 16,5 punti di media, 46% dal campo e 44% da tre (entrambi career high). L'11 febbraio, durante la partita Lakers-Celtics, Allen riesce, grazie a tre canestri da tre punti, a battere il record di triple che fino a quel giorno era stato di Reggie Miller (presente al TD Garden in veste di commentatore per TNT), portandosi a 2.562 (Reggie si era fermato a 2.560). Successivamente partecipa al Three-Point Contest dell'NBA All-Star Weekend chiudendo terzo e viene votato per partecipare all'All-Star Game partendo dalla panchina (insieme ad altri tre Celtics: Paul Pierce, Rajon Rondo e Kevin Garnett). Una serie di scambi però rovina la grande stagione dei Celtics, i quali perdono due posizioni a Est nei due mesi successivi e nei playoff, dopo aver battuto i New York Knicks per 4-0 grazie soprattutto a Ray (canestro vincente in gara-1 e 8/11 da tre in gara-3) e Pierce, vengono eliminati alle semifinali dai Miami Heat (4-1) disputando una serie molto negativa.

Alla fine della stagione 2011-12 diventa free agent.

Miami Heat[modifica | modifica wikitesto]

Al tiro contro i Cleveland Cavaliers.

Nei primi giorni di luglio 2012 firma un contratto triennale con i Miami Heat, i campioni in carica. Esordisce all'AmericanAirlines Arena il 31 ottobre 2012 nella vittoria 120-107 contro i Boston Celtics, sua ex squadra, mettendo a referto 19 punti. Conclude la stagione con 79 partite giocate, da sesto uomo, con 10,9 punti di media con il 44% al tiro. Ai play-off, in gara-3 del primo turno contro i Milwaukee Bucks, entra nella storia diventando il giocatore con più triple segnate ai play-off (322) superando ancora una volta Reggie Miller. Durante gara-6 delle finali contro i San Antonio Spurs mette la tripla del pareggio a 5,2 secondi dalla fine del quarto quarto realizzando un canestro incredibile, portando la partita ai supplementari poi vinti dai suoi Heat[7]. Al termine della serie contro la squadra texana si laurea campione NBA per la seconda volta in carriera.

Disputa un'ultima annata con la casacca dei Miami Heat, la 2013-2014; annuncia ufficialmente il ritiro due anni dopo, il 1º novembre 2016.[8]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo di punti: 54 vs Utah Jazz (12 gennaio 2007)
  • Massimo di rimbalzi: 13, tre volte
  • Massimo di assist: 13, due volte
  • Massimo di stoppate: 2, ventidue volte
  • Massimo di palle rubate: 6, tre volte

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1996-1997 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 82 81 2532 390/908 117/298 205/349 326 210 75 10 1102
1997-1998 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 82 82 3287 563/1315 134/368 342/391 405 356 111 12 1602
1998-1999 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 50 50 1719 303/673 74/208 176/195 212 178 53 7 856
1999-2000 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 82 82 3070 642/1411 172/407 353/398 359 308 110 19 1809
2000-2001 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 82 82 3129 628/1309 202/467 348/392 428 374 124 20 1806
2001-2002 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 69 67 2525 530/1148 229/528 214/245 312 271 88 18 1503
2002-2003 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 47 46 1683 351/803 123/311 178/195 218 164 57 11 1003
2002-2003 Stati Uniti Seattle SuperSonics NBA 29 29 1197 247/560 78/222 138/150 163 170 46 3 710
2003-2004 Stati Uniti Seattle SuperSonics NBA 56 56 2125 447/1017 148/378 245/271 286 268 71 11 1287
2004-2005 Stati Uniti Seattle SuperSonics NBA 78 78 3064 640/1494 209/556 378/428 347 289 84 5 1867
2005-2006 Stati Uniti Seattle SuperSonics NBA 78 78 3022 681/1500 269/653 324/359 332 286 105 16 1955
2006-2007 Stati Uniti Seattle SuperSonics NBA 55 55 2219 505/1153 165/443 279/309 247 228 82 11 1454
2007-2008 Stati Uniti Boston Celtics NBA 73 73 2624 439/986 180/452 215/237 268 225 65 16 1273
2008-2009 Stati Uniti Boston Celtics NBA 79 79 2876 499/1040 199/486 237/249 278 218 69 13 1434
2009-2010 Stati Uniti Boston Celtics NBA 80 80 2819 464/973 145/399 231/253 253 210 64 25 1304
2010-2011 Stati Uniti Boston Celtics NBA 80 80 2890 480/978 168/378 193/219 274 219 77 16 1321
2011-2012 Stati Uniti Boston Celtics NBA 46 42 1565 226/493 106/234 97/106 142 109 49 8 655
2012-2013 Stati Uniti Miami Heat NBA 79 0 2035 292/651 139/332 140/158 217 135 67 15 863
2013-2014 Stati Uniti Miami Heat NBA 73 9 1936 240/543 116/309 105/116 205 143 54 8 701
Totale carriera 1300 1149 46344 8567/18955 2973/7429 4398/4920 5272 4361 1451 244 24505

Playoffs[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1999 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 3 3 120 25/47 9/19 8/13 22 13 3 1 67
2000 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 5 5 186 40/90 10/26 20/22 33 13 8 0 110
2001 Stati Uniti Milwaukee Bucks NBA 18 18 768 158/331 57/119 79/86 74 108 24 10 452
2005 Stati Uniti Seattle SuperSonics NBA 11 11 436 31/82 209/556 59/63 47 43 14 4 291
2008 Stati Uniti Boston Celtics NBA 26 26 987 133/311 55/139 84/92 98 71 24 8 405
2009 Stati Uniti Boston Celtics NBA 14 14 565 83/206 35/100 55/58 55 37 15 5 256
2010 Stati Uniti Boston Celtics NBA 24 24 925 131/304 56/145 69/80 80 63 22 3 387
2011 Stati Uniti Boston Celtics NBA 9 9 361 57/109 32/56 24/25 34 22 11 1 170
2012 Stati Uniti Boston Celtics NBA 18 10 616 66/167 28/92 32/45 74 18 17 2 192
2013 Stati Uniti Miami Heat NBA 23 0 573 74/172 39/96 47/54 64 29 12 3 234
2014 Stati Uniti Miami Heat NBA 20 1 527 59/143 33/85 34/37 67 32 14 4 185
Totale carriera 171 121 6064 928/2095 385/959 508/575 648 449 164 41 2749

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Boston Celtics: 2008
Miami Heat: 2013
Second Team: 2005
Third Team: 2001
2000, 2001, 2002, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2011
  • Vincitore del Three-point Shootout:

2001

  • NBA Sportsmanship Award (2003)

NCAA[modifica | modifica wikitesto]

  • NCAA AP All-America First Team: 1996
  • NCAA AP All-America Third Team: 1995

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • Medaglia d'oro alle olimpiadi di Sidney 2000
  • Medaglia d'oro ai campionati americani del 2003

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Nelle finali del 2008 mette a segno ventidue triple in sei gare con grandi prestazioni individuali in gara-3 e in gara-6, durante la quale mette a segno sette triple su nove tentativi. Il suo record è stato battuto nelle finali del 2013 da Danny Green dei San Antonio Spurs, capace di segnare ben ventisette triple in quelle finali.
  • Detiene il record di triple segnate in una singola partita di finale: otto su undici tentativi, con un 7/7 stabilito nel primo tempo, con cui i Boston Celtics batterono i Lakers in gara-2 il 6 giugno 2010.
  • Il 10 febbraio 2011, nel primo quarto del "derby" Los Angeles Lakers - Boston Celtics, Allen ha prima raggiunto Reggie Miller in testa alla classifica dei migliori tiratori da 3 di sempre, quindi lo ha superato, mettendo a referto la sua tripla numero 2.561.Saliti a 2,973 nel 2014.
  • Il 25 aprile 2013, in gara-3 del primo turno dei play-off contro Milwaukee, Ray Allen realizza la sua tripla numero 321 nei play-off, superando così il precedente record di Reggie Miller.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato l'attore protagonista del film di Spike Lee, He Got Game, con Denzel Washington. In seguito è apparso anche nel film di James Toback, Harvard Man con Sarah Michelle Gellar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ric Bucher, Is Stephen Curry the Best Shooter Ever? Yes, Say Many of NBA's All-Time Marksmen, Bleacher Report, 1º giugno 2015. URL consultato l'8 novembre 2016.
  2. ^ (EN) AJ Neuharth-Keusch, Scottie Pippen says Stephen Curry is the best shooter ever, USA Today, 11 marzo 2016. URL consultato l'8 novembre 2016.
  3. ^ (EN) Jovan Buha, Ray Allen on Steph Curry's shooting: 'Steph is in a category of his own', Fox Sports, 19 aprile 2016. URL consultato il 9 novembre 2016.
  4. ^ (EN) Bill Simmons, Game of NBA Thrones, Part 2, su grantland.com, 20 luglio 2012. URL consultato il 9 novembre 2016.
  5. ^ (EN) Alexander Wolff, TOP GUN IN A CONFERENCE FULL OF HIGH-FLYING SHOOTERS, UCONN'S RAY ALLEN HAS PUT TOGETHER A SEASON THAT MAKES HIM THE BIG EAST'S, Sports Illustrated, 4 marzo 1996. URL consultato il 9 novembre 2016.
  6. ^ (EN) Jackie MacMullan, Routine excellence is Allen's secret, The Boston Glove, 20 aprile 2008. URL consultato il 9 novembre 2016.
  7. ^ Nba, Miami vola sul 3-0, Memphis accorcia le distanze, Gazzetta.it, 26 aprile 2013. URL consultato il 27 aprile 2013.
  8. ^ Letter to My Younger Self theplayerstribune.com

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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