Moses Malone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Moses Malone
Moses Malone.jpg
Moses Malone nel 2005
Dati biografici
Nome Moses Eugene Malone
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 208 cm
Peso 118 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centro
Allenatore
Ritirato 1995 - giocatore
2007 - allenatore
Hall of Fame Naismith Hall of Fame (2001)
Carriera
Giovanili
Petersburg High School
Squadre di club
1974-1975 Utah Stars Utah Stars 83 (1557)
1975-1976 Spirits of St. Louis Spirits of St. Louis 43 (614)
1976 Buffalo Braves Buffalo Braves 2 (0)
1976-1982 Houston Rockets Houston Rockets 464 (11119)
1982-1986 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers 302 (7217)
1986-1988 Washington Bullets Washington Bullets 152 (3367)
1988-1991 Atlanta Hawks Atlanta Hawks 244 (4034)
1991-1993 Milwaukee Bucks Milwaukee Bucks 93 (1329)
1993-1994 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers 55 (294)
1994-1995 San Antonio Spurs San Antonio Spurs 17 (49)
Carriera da allenatore
2006-2007 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers (vice)
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Moses Eugene Malone (Petersburg, 23 marzo 1955) è un ex cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella ABA e nella NBA.

Centro di 2,08 metri, strepitoso a rimbalzo e completo in quasi tutti i fondamentali di gioco, è considerato uno dei più forti di sempre nella storia di questo sport [1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Prime esperienze cestistiche[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver frequentato la Petersburg High School, Moses, che si era dapprima segnato all'università del Maryland, decise di essere sufficientemente maturo per approdare direttamente al mondo del basket professionistico, diventando il primo giocatore della storia della pallacanestro americana a saltare la carriera al college prima di iniziare a giocare fra i professionisti.

Malone venne rapidamente ingaggiato dagli Utah Stars, squadra militante nel campionato American Basketball Association(ABA), la lega allora concorrente della NBA. Il suo anno da rookie (stagione 1975) fu immediatamente un successo, chiudendo con medie da 18,8 punti, 14,6 rimbalzi e 1,5 stoppate a partita, con una straordinaria percentuale al tiro del 57,1%. L'anno seguente passò alla franchigia degli Spirits of St. Louis, dove, a causa della fittissima concentrazione di grandi giocatori (quali Maurice Lucas, Caldwell Jones e Marvin Barnes), vide ridursi notevolmente il minutaggio.

Al termine della stagione 1976 la ABA, all'apice della sua popolarità, fallì improvvisamente, ed ai giocatori (Malone compreso) fu offerta la possibilità di proseguire la carriera professionistica, approdando nella NBA tramite il "dispersal draft".

NBA[modifica | modifica sorgente]

Esordi[modifica | modifica sorgente]

Scelto dai Portland Trail Blazers ed immediatamente girato ai Buffalo Braves, fece il suo arrivo agli Houston Rockets a metà stagione 1976-77, dove sarebbe rimasto per altri 5 anni. Malone si dimostrò anche nella NBA fra i migliori giocatori in circolazione; perfetta fusione di agilità e potenza, in attacco fu devastante sia per le ottime doti di tiro dal post basso, sia per la capacità unica nel catturare rimbalzi offensivi, specialità nella quale è ricordato come il migliore di sempre[senza fonte]. In difesa si dimostrò in grado di tenere a bada qualunque avversario, anche molto superiore fisicamente di lui, e ciò ha contribuito a lasciarne il ricordo di miglior centro degli anni '80 nella Eastern Conference, e, secondo alcuni, anche nell'intera NBA.

Houston Rockets[modifica | modifica sorgente]

Con l'arrivo di Moses, Houston si trasformò in breve tempo in una delle franchigie protagoniste del panorama americano, raggiungendo nel 1977 le finali di Conference. Nel 1979 Malone vinse il titolo di MVP ed ottenne la prima inclusione nel 1º quintetto ideale. Nel 1981, portando a termine una stagione da favola, Malone guidò letteralmente i suoi Rockets fino alle Finals, dove furono però ricacciati indietro in 6 partite dai Boston Celtics.

Nel 1982 ottenne per la seconda volta in carriera il premio di MVP, e ricevendo ancora una volta l'inserimento nell'NBA All-First Team. Al termine di quell'ottima stagione, si chiusero i rapporti fra Moses ed i Rockets, ed il campione da Petersburg approdò ai Philadelphia 76ers, allora testa di serie numero 1 della Eastern Conference.

Philadelphia 76ers[modifica | modifica sorgente]

A Filadelfia Malone trovò al suo arrivo una squadra ottimamente costruita e ricca di talento, ma che, dopo essere arrivata ad un passo dall'anello nel 1977, 1980 e 1982, rischiava ora di aver lasciato sfuggirsi definitivamente l'occasione buona per la consacrazione a campioni NBA. I Sixers fondavano la maggior parte del loro valore sul grande talento di Julius Erving e sull'ottimo playmaker Maurice Cheeks.

L'arrivo di Malone completò in modo eccellente anche il reparto dei lunghi, fino a quel momento occupato da giocatori discreti ma non all'altezza del resto della squadra, rafforzandono molto la solidità del team senza perdere le brillanti qualità già evidenziate nelle precedenti stagioni. Coach Billy Cunningham fu infatti in grado di garantire a tutte e tre le stelle in maglia Sixers spazio e minuti, riuscendo a combinare perfettamente le qualità di due giocatori (Malone ed Erving) entrambi abituati al ruolo di leader squadra. Il risultato fu impressionante: Philadelphia concluse la stagione col miglior record della lega (65 vittorie e 17 sconfitte), tuttora imbattuto nella storia della franchigia, e Malone si aggiudicò per la terza stagione in carriera (la seconda consecutiva) il titolo di MVP. Ai playoff il cammino di Phila fu inarrestabile: 4-0 contro New York, 4-1 contro i Milwaukee Bucks nelle finali di conference ed un umiliante 4-0 nelle Finals rifilato ai Lakers dello Showtime, che li avevano sempre respinti nelle 2 occasioni precedenti. A coronamento di una stagione indimenticabile, Malone si aggiudico anche il premio di MVP delle finali.

Tale varietà di successi, anche per via di problemi legati agli infortuni, non sarà più ripetuta negli anni successivi. Nel 1985, con l'arrivo del talentuosissimo rookie Charles Barkley, i 76ers raggiunserò nuovamente le finali di conference, ma stavolta non seppero avere la meglio sui Boston Celtics della celebre frontline Bird-McHale-Parish. Al termine della stagione 1985, Malone conquistò il suo 6º ed ultimo titolo di miglior rimbalzista. La stagione 1985-86 sarà l'ultima di Malone in maglia Sixers.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Gli ultimi anni della carriera di Malone furono caratterizzati da spostamenti piuttosto frequenti in squadre senza troppe pretese. Dal 1986 al 1988 giocò per i Washington Bullets, mantenendo ancora statistiche più che invidiabili (28,3 punti e 13,2 rimbalzi per partita nel 1987).

In seguito militò per tre stagioni di fila negli Atlanta Hawks, che avevano in quel periodo il loro leader in Dominique Wilkins, rivestendo un ruolo di prim'ordine in squadra.

Seguirono due anni a Milwaukee ed un nostalgico ritorno a Philadelphia, per concludere a San Antonio nel 1995 per fare da chioccia a David Robinson, uno dei centri di maggior rilievo degli anni '90.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Philadelphia 76ers: 1983
1978-1979, 1981-1982, 1982-1983

Record personali[modifica | modifica sorgente]

  • Settimo nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi.
  • Quinto nella classifica dei migliori rimbalzisti di tutti i tempi.
  • Primo nella classifica dei migliori rimbalzisti offensivi di tutti i tempi.
  • Secondo nella classifica dei tiri liberi segnati.
  • Ottavo nella classifica delle partite giocate in NBA.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 50 migliori giocatori del cinquantenario della NBA, 29 ottobre 1996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 35808301 LCCN: n82146147