James Harden

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James Harden
James Harden (30764015001).jpg
Harden in partita con la divisa degli Houston Rockets
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 196 cm
Peso 100 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Guardia
Squadra Houston Rockets
Carriera
Giovanili
Artesia High School
2007-2009ASU Sun Devils
Squadre di club
2009-2012Oklahoma Thunder220 (2.795)
2012-Houston Rockets545 (15.832)
Nazionale
2012-Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Londra 2012
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Spagna 2014
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 12 aprile 2019

James Edward Harden Jr. (Los Angeles, 26 agosto 1989) è un cestista statunitense, professionista negli Houston Rockets nella NBA.

È considerato uno dei migliori cestisti in attività, e una delle migliori guardie tiratrici della storia. A livello collegiale ha militato tra le file dell'Arizona State, dove è stato nominato All-American nel 2009. Nel medesimo anno ha dichiarato la sua eleggibilità per il Draft NBA 2009, venendo selezionato come terza scelta assoluta dagli Oklahoma City Thunder.[1] Nel 2012 è stato nominato come miglior sesto uomo dell'anno ed ha aiutato la propria franchigia a raggiungere le NBA Finals, perse contro i Miami Heat. Successivamente si è trasferito agli Houston Rockets, squadra nella quale si è affermato come uno dei giocatori più prolifici della sua generazione e tra le migliori guardie tiratrici della NBA, vincendo il premio di MVP nel 2018.[2][3][4] Con la nazionale degli Stati Uniti ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra 2012 e ai Mondiali di Spagna 2014.

Soprannominato The Beard, in italiano Il Barba, a causa della sua folta e distintiva barba,[5][6] Harden è il primo giocatore nella storia della NBA a fare una tripla doppia da 60 punti in una partita. Inoltre, assieme a Wilt Chamberlain, Elgin Baylor, Michael Jordan e Kobe Bryant, è l'unico ad aver segnato almeno 60 punti in più di un'occasione. Harden, insieme a Bill Walton, è l'unico giocatore ad aver vinto sia l'NBA Sixth Man of the Year, sia l'NBA Most Valuable Player.[7]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Considerato uno dei migliori realizzatori della storia,[8][9][10] è un grande ball handler,[11] ha un ampio range di tiro[12] e predilige il tiro dalla lunga distanza[12] e le penetrazioni; l'elevato QI cestistico gli permette, in caso di chiusura della difesa, di trovare sempre il compagno libero,[13] qualità che lo rende, oltre che una guardia,[8][14] uno dei migliori playmaker della lega.[8][14] Nonostante l'elevata massa muscolare, che gli permette di assorbire i contatti in penetrazione,[13] è dotato di un primo passo fulminante, letale anche per i migliori difensori.[13] È riconosciuto come uno dei migliori giocatori in isolamento di sempre, scelta offensiva da lui molto utilizzata, grazie alla capacità di interpretare la difesa e di agire di conseguenza.[13][15][16] Tra i suoi movimenti rientrano anche l'eurostep[13][17] e lo step-back.[10][12]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school[modifica | modifica wikitesto]

James Harden ha frequentato la Artesia High School di Lakewood (California).

Nel suo primo anno ha realizzato una media di 18,8 punti, 7,9 rimbalzi e 3,9 assist. Ha iniziato la prima parte dell'anno successivo collezionando una media di 13,2 punti. Nella seconda parte è riuscito a migliorare e a concludere la stagione con una media di 18,8 punti, 7,7 rimbalzi e 3,5 assist, candidando Artesia per la vittoria del titolo e portando la sua squadra ad un record di 33-1. Artesia, infatti, vincerà il titolo con un record di 33-2.

Ha inoltre aiutato la sua squadra dell'AAU (Amateur Athletic Union), la Pump-N-Run Elite, a vincere il campionato Adidas Super 64 del 2006.[18] Ha segnato 34 punti nella partita contro il DC Assault, team composto da Michael Beasley, Nolan Smith e Austin Freeman. Lo stesso giorno ha giocato una partita contro gli Houston Hoops, concludendo l'incontro con 33 punti. La partita finale ha visto i Pump-N-Run vittoriosi contro i Southern California All-Stars di Kevin Love.

College[modifica | modifica wikitesto]

Harden in un'azione contro Alfred Aboya.

Nella stagione 2007-08, Arizona State ha dovuto difendere il titolo della Pacific-10 Conference.[19] Con 17,8 punti, 5,3 rimbalzi e 2,1 assist di media nel suo primo anno, Harden ha aiutato la sua squadra a raggiungere il record di 21-13. Arizona State non arriverà però oltre il quinto posto della Pac-10.

Fuori dalla NCAA, Arizona State è stata scelta per il National Invitation Tournament del 2008. Dopo aver sconfitto due squadre, i Sun Devils si sono dovuti arrendere nella finale contro i campioni in carica, i Florida Gators.

Dopo questa annata, Harden è apparso nella copertina di Sports Illustrated. Ha iniziato la stagione 2008-09 piuttosto bene, raggiungendo un career-high di 40 punti contro gli UTEP Miners il 30 novembre 2008.[20] Finirà la stagione 2008-09 con una media di 20,1 punti, 5,6 rimbalzi e 4,2 assist.

Dopo la sconfitta dei Sun Devils contro gli USC Trojans, Harden è stato nominato per l'All-Pac 10 Tournament Team.[21]

Dopo la fine della stagione, Harden ha dichiarato la sua eleggibilità per il Draft NBA 2009.[22][23][24] Ha inoltre assunto Rob Pelinka come suo agente.[25]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Oklahoma City Thunder[modifica | modifica wikitesto]

Harden durante il periodo ai Thunder

Il 25 giugno 2009 viene scelto come terza scelta assoluta al Draft NBA dagli Oklahoma City Thunder, diventando così il primo giocatore a essere selezionato dai Thunder, appena entrati in NBA al posto dei Seattle SuperSonics.[26][27] Conclude la sua prima annata con 9,9 punti, 3,2 rimbalzi e 1,8 assist in più di 22 minuti a partita, cifre che gli permettono di entrare nell'NBA All-Rookie Second Team 2010. I suoi primi Play-off NBA si chiudono invece con una media 7,7 punti, 2,5 rimbalzi e 1,8 assist a partita. Nella sua seconda stagione disputa tutte le 82 partite di stagione regolare, con una media di 12,2 punti a partita. Ai play-off mantiene una media di 13 punti a partita, tirando con il 47% dal campo.

La stagione 2011-2012 è quella della sua esplosione, diventa infatti un punto fermo dei giovani Thunder che ottengono il secondo record nella Western Conference; è il terzo marcatore del team, dietro a Durant e Westbrook con 16,8 punti di media, più 4,1 rimbalzi e 3,7 assist, giocando però solo 2 partite su 62 da titolare. Il 18 aprile 2012 ha firmato il suo career high di punti, 40 nella vittoria per 109-97 contro i Phoenix Suns. Il 22 aprile, contro i Los Angeles Lakers, ha subito una commozione cerebrale dopo aver ricevuto una gomitata da Metta World Peace, che fece finta di star agitando le braccia per festeggiare una schiacciata; World Peace venne espulso e successivamente squalificato per 7 partite. Rientra per la prima partita dei play-off contro i Dallas Mavericks. Viene eletto per la prima volta Miglior sesto uomo dell'anno, diventando il secondo giocatore più giovane ad averlo mai vinto.[28] Arriva con i Thunder fino alle finali NBA, che però perdono per 4-1 contro i Miami Heat dei big three; contro gli Heat Harden ha deluso, tenendo di media un 37,5% di percentuale al tiro.[29][30]

Harden fronteggia Kevin Durant, suo ex compagno di squadra ai Thunder.

Houston Rockets[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2012-2013[modifica | modifica wikitesto]

I Thunder provano quindi a prolungargli il contratto offrendogliene uno quadriennale a 55 milioni di dollari, ma ogni trattativa fallisce. Il 27 ottobre 2012 viene quindi coinvolto in uno scambio con gli Houston Rockets che lo porta a Houston insieme a Cole Aldrich, Daequan Cook e Lazar Hayward in cambio di Kevin Martin, Jeremy Lamb, due prime scelte e una seconda scelta al draft.[31] Il general manager dei Rockets Daryl Morey ha definito Harden un giocatore "fondamentale" per far tornare la squadra a competere per il titolo NBA. Il successivo 31 ottobre firma un contratto quinquennale a 80 milioni di $. Fa il suo debutto nella prima partita stagionale, una trasferta vinta contro i Detroit Pistons 105-96, mettendo a referto 37 punti, 12 assist, 6 rimbalzi e 4 palle rubate. I suoi 37 punti lo fanno diventare il secondo giocatore con più punti al suo debutto e il primo con almeno 37 punti e 12 assist al suo debutto. Harden è stato inoltre il primo giocatore dei Rockets a mettere a segno un 37-12 da Hakeem Olajuwon nella stagione 1994-95. Il 2 novembre contro gli Atlanta Hawks fa registrare il suo career high con 45 punti. Diventa così il quinto giocatore per numero di punti segnati nelle prime due partite (82) di regular season, dietro Wilt Chamberlain (che occupa la prima, la seconda e la quarta posizione) e dietro Michael Jordan. Il 2 febbraio realizza la prima tripla doppia in carriera contro gli Charlotte Bobcats, conducendo i suoi Rockets ad una comoda vittoria grazie a 21 punti, 11 rimbalzi e 11 assist. Il 17 febbraio viene selezionato per prendere parte all'All-Star Game, che si è disputato presso il Toyota Center di Houston; mette a referto 15 punti, conditi da 6 rimbalzi e 3 assist in 25 minuti. Il 20 febbraio 2013 aggiorna il suo massimo in carriera, segnando 46 punti alla sua ex squadra: gli Oklahoma City Thunder. Conclude l'anno con 25,9 punti di media, con 4,9 rimbalzi e 5,8 assist in 38,3 minuti.

Stagione 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]
Al tiro contro John Wall.

Il 1º aprile 2015 contro i Sacramento Kings realizza il suo nuovo career-high di 51 punti con 16/25 dal campo, di cui 8/9 da tre, 11/13 dalla lunetta, aggiungendo 8 rimbalzi e 6 assist. Il 26 maggio 2015 in gara 4 delle finali di conference mette a segno 45 punti, 9 rimbalzi e 5 assist contro i Golden State Warriors. I suoi Rockets vengono comunque eliminati per 4-1.

Stagione 2015-2016[modifica | modifica wikitesto]
In palleggio contro Aaron Gordon.

Durante la stagione 2015-16 alla sua 492ª partita, grazie ai 27 punti segnati contro i Minnesota Timberwolves raggiunge quota 10.000 punti in carriera.[32]

Il 20 gennaio nella partita contro i Detroit Pistons persa per 123-114 segna la sua settima tripla doppia in carriera mettendo a referto 33 punti, 17 rimbalzi e 14 assist. Grazie a questa prestazione Harden raggiunge diversi record: 17 rimbalzi rappresentano il suo career high; supera quota 1000 triple segnate in carriera; è il primo giocatore dopo Wilt Chamberlain a realizzare una tripla doppia con almeno 33 punti, almeno 17 rimbalzi e almeno 14 assist (Wilt il 18 marzo 1968 ai tempi dei 76ers segnò 53 punti, 32 rimbalzi e 14 assist contro i Lakers).

Stagione 2016-2017: l’arrivo di Mike D’Antoni[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo di Mike D'Antoni come allenatore, nella stagione 2016-2017 Harden si vede spostato alla posizione di playmaker. Viene inoltre nominato titolare per l'All Star Game di New Orleans. Il 31 Dicembre 2016 contro i New York Knicks realizza la Tripla doppia più alta della storia della NBA con 53 punti, 17 assist e 16 rimbalzi. Il 27 gennaio 2017 nella partita contro i Philadelphia 76ers segna 51 punti conditi da 13 rimbalzi e 13 assist diventando così il primo giocatore della storia della NBA a segnare 2 triple doppie con almeno 50 punti in una stagione[33] (insieme a Russell Westbrook, che ci riuscirà sempre nello stesso anno[34]). I suoi Rockets vengono però eliminati in sei gare in semifinale di Conference dai San Antonio Spurs, anche grazie a prestazione sottotono da parte di Harden. Viene successivamente nominato nel primo quintetto All-NBA e finisce secondo nella corsa al premio di MVP della regular season, vinto da Russell Westbrook.

In estate firma l'estensione più ricca della storia, raggiungendo un accordo per 4 anni a 228 milioni.[35]

Stagione 2017-2018: il primo MVP[modifica | modifica wikitesto]

Harden innalza nuovamente il suo livello di gioco, portando i suoi Rockets al primo posto nella Western Conference, grazie anche all'arrivo dell'All-Star Chris Paul in estate. Nei Playoff Houston arriva fino in Finale di Conference, dopo aver battuto i Timberwolves e i Jazz. Qui devono arrendersi ai Golden State Warriors, futuri campioni, in sette partite, complice anche l’infortunio di Paul in gara 5. Al termine della stagione viene incluso nel primo quintetto All-NBA e viene nominato MVP della regalar season, dopo aver mantenuto le medie di 30,4 punti, 5,4 rimbalzi e 8,8 assist a partita,[36] oltre a essere stato il giocatore con più tiri da 3 segnati.[37]

Stagione 2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

La stagione inizia con molte difficoltà. La squadra paga inizialmente i numerosi infortuni, in particolare quelli di Paul, Gordon e Capela, ma riesce presto a risalire la classifica grazie alle mostruose prestazioni di Harden, che infrange anche il record di Kobe Bryant per partite consecutive con almeno 30 punti segnati.[38]. La striscia si interrompe a 32 partite nel successo per 119-114 contro gli Atlanta Hawks, in cui ha segnato comunque 28 punti.[39][40]

Il 3 gennaio 2019, nel successo esterno contro i Golden State Warriors, con 10 realizzazioni da tre punti (per complessivi 44 punti), 10 rimbalzi e 15 assist diventa il primo cestista ad aver realizzato in NBA 10 triple in una tripla doppia, il primo cestista ad aver realizzato almeno 10 triple e 10 assist in un match e il terzo (dopo Donyell Marshall e Trevor Ariza) ad aver realizzato almeno 10 triple e 10 rimbalzi[41]. A fine anno è stato il migliore realizzatore della lega.[42]

Il 24 gennaio 2019 realizza 61 punti nella vittoriosa trasferta sul campo dei Knicks (110-114), diventando così il quinto giocatore della storia della NBA ad aver segnato almeno 60 punti in più di una partita (prima di lui ci sono riusciti soltanto Chamberlain, Bryant, Jordan e Baylor)[43]. Il 22 marzo 2019 riesce a ripetersi realizzando altri 61 punti contro i San Antonio Spurs.[44] Termina la stagione nuovamente come migliore marcatore della lega (36,1 i punti di media),[45] e con 9 gare in cui ha segnato 50 o più punti.[46]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Viene convocato per le Olimpiadi di Londra 2012 dal coach Mike Krzyzewski, con anche i suoi compagni Russell Westbrook e Kevin Durant di OKC.[30] Con il Team USA vince il torneo battendo in finale la nazionale spagnola. Il 14 settembre 2014 vince, da capitano, i mondiali di Spagna, battendo in finale la Serbia.[47]

Successivamente ha rifiutato le convocazioni alle Olimpiadi di Rio 2016[48] e ai Mondiali 2019.[49]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2009-2010 Oklahoma Thunder 76 0 22,9 40,3 37,5 80,8 3,2 1,8 1,1 0,3 9,9
2010-2011 Oklahoma Thunder 82 5 26,7 43,6 34,9 84,3 3,1 2,1 1,1 0,3 12,2
2011-2012 Oklahoma Thunder 62 2 31,4 49,1 39,0 84,6 4,1 3,7 1,0 0,2 16,8
2012-2013 78 78 38,3 43,8 36,8 85,1 4,9 5,8 1,8 0,5 25,9
2013-2014 73 73 38,0 45,6 36,6 86,6 4,7 6,1 1,6 0,4 25,4
2014-2015 81 81 36,8 44,0 37,5 86,8 5,7 7,0 1,9 0,7 27,4
2015-2016 82 82 38,1 43,9 35,9 86,0 6,1 7,5 1,7 0,6 29,0
2016-2017 81 81 36,4 44,0 34,7 84,7 8,1 11,2 1,5 0,5 29,1
2017-2018 72 72 35,4 44,9 36,7 85,8 5,4 8,8 1,8 0,7 30,4
2018-2019 78 78 36,8 44,2 36,8 87,9 6,6 7,5 2,0 0,7 36,1

Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2010 Oklahoma Thunder 6 0 20,0 38,7 37,5 84,2 2,5 1,8 1,0 0,2 7,7
2011 Oklahoma Thunder 17 0 31,6 47,5 30,3 82,5 5,4 3,6 1,2 0,8 13,0
2012 Oklahoma Thunder 20 0 31,5 43,5 41,0 85,7 5,1 3,4 1,6 0,1 16,3
2013 Houston Rockets 6 6 40,5 39,1 34,1 80,3 6,7 4,5 2,0 1,0 26,3
2014 Houston Rockets 6 6 43,8 37,6 29,6 90,0 4,7 5,8 2,0 0,2 26,8
2015 Houston Rockets 17 17 37,4 43,9 38,3 91,6 5,7 7,5 1,6 0,4 27,2
2016 Houston Rockets 5 5 38,6 41,0 31,0 84,4 5,2 7,6 2,4 0,2 26,6
2017 Houston Rockets 11 11 37,0 41,3 27,8 87,8 5,5 8,5 1,9 0,5 28,5
2018 Houston Rockets 17 17 36,5 41,0 29,9 88,7 5,2 6,8 2,2 0,6 28,6
2019 Houston Rockets 11 11 38,5 41,3 35,0 83,7 6,9 6,6 2,2 0,9 31,6

Record[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e punti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e dei punti in Nazionale - Stati Uniti Stati Uniti
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Punti Note
12-7-2012 Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 113 - 59 Rep. Dominicana Rep. Dominicana Amichevole 8 [51]
16-7-2012 Washington Stati Uniti Stati Uniti 80 - 69 Brasile Brasile Amichevole 0 [52]
19-7-2012 Manchester Regno Unito Regno Unito 78 - 118 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 9 [53]
24-7-2012 Barcellona Spagna Spagna 78 - 100 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 7 [54]
29-7-2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 98 - 71 Francia Francia Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 5 [55]
31-7-2012 Londra Tunisia Tunisia 63 - 110 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 10 [56]
2-8-2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 156 - 73 Nigeria Nigeria Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 7 [57]
4-8-2012 Londra Lituania Lituania 94 - 99 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 3 [58]
6-8-2012 Londra Argentina Argentina 97 - 126 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Fase a gironi 7 [59]
8-8-2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 119 - 86 Australia Australia Olimpiadi 2012 - Quarti di finale 7 [60]
10-8-2012 Londra Argentina Argentina 83 - 109 Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi 2012 - Semifinale 3 [61]
12-8-2012 Londra Stati Uniti Stati Uniti 107 - 100 Spagna Spagna Olimpiadi 2012 - Finale 2 [62]
16-8-2014 Chicago Stati Uniti Stati Uniti 95 - 78 Brasile Brasile Amichevole 18 [63]
20-8-2014 New York Stati Uniti Stati Uniti 105 - 62 Rep. Dominicana Rep. Dominicana Amichevole 12 [64]
22-8-2014 New York Stati Uniti Stati Uniti 112 - 86 Porto Rico Porto Rico Amichevole 13 [65]
26-8-2014 Las Palmas Slovenia Slovenia 71 - 101 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 9 [66]
30-8-2014 Barakaldo Stati Uniti Stati Uniti 114 - 55 Finlandia Finlandia Mondiali 2014 - 1º turno 9 [67]
31-8-2014 Barakaldo Turchia Turchia 77 - 98 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2014 - 1º turno 14 [68]
2-9-2014 Barakaldo Stati Uniti Stati Uniti 98 - 71 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Mondiali 2014 - 1º turno 13 [69]
3-9-2014 Barakaldo Stati Uniti Stati Uniti 106 - 71 Rep. Dominicana Rep. Dominicana Mondiali 2014 - 1º turno 10 [70]
4-9-2014 Barakaldo Ucraina Ucraina 71 - 95 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2014 - 1º turno 17 [71]
6-9-2014 Barcellona Stati Uniti Stati Uniti 86 - 63 Messico Messico Mondiali 2014 - Ottavi di finale 12 [72]
9-9-2014 Barcellona Slovenia Slovenia 76 - 119 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2014 - Quarti di finale 14 [73]
11-9-2014 Barcellona Stati Uniti Stati Uniti 96 - 68 Lituania Lituania Mondiali 2014 - Semifinale 16 [74]
14-9-2014 Madrid Stati Uniti Stati Uniti 129 - 92 Serbia Serbia Mondiali 2014 - Finale 23 [75]
Totale Presenze 25 Punti 248


Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

2017-2018
(2018, 2019)
First Team: 2014, 2015, 2017, 2018, 2019
Third Team: 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bradley, Bill. – "Leading Off". – The Sacramento Bee. – January 21, 2009.
  2. ^ NBA.com 2015-16 GM Survey
  3. ^ Harden stands out among pack of top shooting guards
  4. ^ #NBArank: LeBron, Davis headline top five
  5. ^ Nba, da The Beard a Gallo: 10 soprannomi da Nba, su gazzetta.it. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  6. ^ Harden rinnova con I Rockets per 118 milioni, su raisport.rai.it.
  7. ^ Sky Sport, James Harden è l’MVP NBA 2017-18, su sport.sky.it. URL consultato il 29 luglio 2019.
  8. ^ a b c Nba, guardie: la top 10 del 2018-19, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 19 luglio 2019.
  9. ^ Jonathan Tjarks, James Harden Is Pushing the Limits of Basketball, su The Ringer, 3 gennaio 2019. URL consultato il 19 luglio 2019.
  10. ^ a b (EN) Jack Davenport, James Harden: How the Houston Rockets' guard is dominating the NBA, in BBC, 11 febbraio 2019. URL consultato il 19 luglio 2019.
  11. ^ (EN) I can't stop watching this oddly satisfying video of James Harden doing a ball-handling drill, su For The Win, 17 novembre 2016. URL consultato il 19 luglio 2019.
  12. ^ a b c The case for James Harden’s season as best ever on offense, su Houston Chronicle, 14 febbraio 2019. URL consultato il 19 luglio 2019.
  13. ^ a b c d e Come James Harden ha salvato gli Houston Rockets, su L'Ultimo Uomo, 9 gennaio 2019. URL consultato il 19 luglio 2019.
  14. ^ a b (EN) James Harden changes positions for Houston Rockets, su espn.com, 27 settembre 2016.
  15. ^ (EN) Pelicans coach Alvin Gentry: Rockets' James Harden is 'the best iso player in the world' - HoustonChronicle.com, su www.chron.com, 29 dicembre 2018. URL consultato il 19 luglio 2019.
  16. ^ James Harden Has Run More Isolation Plays Than Any Other NBA Team, su UPROXX, 16 gennaio 2019. URL consultato il 19 luglio 2019.
  17. ^ Scott Davis, James Harden Has Perfected One Of The Best Moves In Basketball, su Business Insider. URL consultato il 19 luglio 2019.
  18. ^ Sorting Out A Zillion Players In Vegas
  19. ^ UCLA Picked To Defend Pac-10 Title in 2007-08 Archiviato il 18 giugno 2009 in Internet Archive.
  20. ^ Boxscore - Arizona State vs. UTEP 11/20/08
  21. ^ Pac-10 All-Tournament Team Archiviato il 2 agosto 2009 in WebCite.
  22. ^ Bradley, Bill. - "Leading Off". - The Sacramento Bee. - January 21, 2009.
  23. ^ (EN) Draft Depot - 2009 NBA Mock Draft, nbadraftdepot.com. URL consultato il 28 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2009).
  24. ^ (EN) James Harden Declares Entry to NBA Draft, thesundevils.cstv.com. URL consultato il 28 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2009).
  25. ^ (EN) James Harden, draftexpress.com. URL consultato il 12 maggio 2009.
  26. ^ (EN) John Lorge, NBA: Full 2009 Draft Recap, su Bleacher Report. URL consultato il 19 luglio 2019.
  27. ^ (EN) Thunder selects James Harden with the third overall pick in the NBA Draft, su Oklahoman.com, 26 giugno 2009. URL consultato il 19 luglio 2019.
  28. ^ (EN) Thunder's Harden wins Sixth Man of the Year, su ESPN.com, 10 maggio 2012. URL consultato il 19 luglio 2019.
  29. ^ Harden cerca un piano B, su Ultime notizie sportive - La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 19 luglio 2019.
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