Vince Carter

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Vince Carter
Vince Carter 2013-03-25 (1).jpg
Vince Carter nel 2013
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 198 cm
Peso 100 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Guardia / ala piccola
Squadra Atlanta Hawks
Carriera
Giovanili
199?-1995Daytona Beach Mainland High School
1995-1998N. Carol. Tar Heels
Squadre di club
1998-2004Toronto Raptors 403 (9420)
2004-2009N.J. Nets374 (8834)
2009-2010Orlando Magic 97 (1577)
2010-2011Phoenix Suns 51 (689)
2011-2014Dallas Mavericks 223 (2670)
2014-2017Memphis Grizzlies 199 (1365)
2017-2018Sacramento Kings 58 (313)
2018-Atlanta Hawks 18 (133)
Nazionale
2000-2003Stati Uniti Stati Uniti18
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Sydney 2000
Transparent.png Campionati Americani
Oro Porto Rico 2003
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 26 luglio 2018

Vincent Lamar "Vince" Carter (Daytona Beach, 26 gennaio 1977) è un cestista statunitense, professionista nella NBA con gli Atlanta Hawks.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È cugino di terzo grado di un'altra stella della pallacanestro statunitense, Tracy McGrady. Noto fin dai tempi del college per le grandi doti atletiche, grazie alla sua esplosività e creatività nelle conclusioni è considerato uno dei migliori schiacciatori della storia, oltre ad essere uno dei più amati dal pubblico sin da quando giocava nei Toronto Raptors.

Ha vinto la gara delle schiacciate all'NBA All-Star Weekend 2000, oggi considerato da molti come il più bello di tutti i tempi.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

High school e college[modifica | modifica wikitesto]

La carriera di Vince ha inizio alla Mainland High School, dove giocava per i Bucks, venendo subito notato dai maggiori college per le sue doti atletiche. La schiacciata diventa il pezzo forte del suo repertorio, permettendogli di conquistare la simpatia di migliaia di tifosi e al tempo stesso di attirare l'interesse di numerose squadre NBA.

Ha frequentato la University of North Carolina per tre anni, poi viene pescato con la quinta scelta assoluta al Draft del 1998 dai Golden State Warriors e immediatamente scambiato con i Toronto Raptors per i diritti su Antawn Jamison (chiamato appena prima di lui, con la scelta numero quattro).

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Carter con la canotta degli Orlando Magic

Nel 2000 vince lo Slam Dunk Contest dell'All-Star Game. La sua partecipazione è stata definita come "la resurrezione della gara delle schiacciate"

La sua abilità nelle schiacciate dà luogo a paragoni con Michael Jordan e gli vale i soprannomi Air Canada e Vinsanity (gioco di parole tra il suo nome e la parola insanity, con riferimento all'entusiasmo che provoca nei tifosi); Shaquille O'Neal lo chiamerà invece scherzosamente Half man, half amazing ("metà uomo, metà meraviglia")

Vince il premio come rookie dell'anno nella stagione 1998-99, con 18,3 punti di media, mentre l'anno successivo viene scelto per partecipare all'All-Star Game per la prima volta, ottenendo il record di voti ricevuti dal pubblico, e da allora li disputerà ogni anno fino al 2007.

La stagione successiva segna 27,6 punti di media, ma cominciano i problemi alle ginocchia che gli faranno saltare 61 partite nelle due stagioni successive. Chiude il 2002 con 24,7 punti a partita, il 2003 con 20,6. Nella stagione 2003-04 Carter segna di media 22,5 punti, prende 4,8 rimbalzi e 4,8 assist. In questo periodo i Raptors si qualificheranno sempre per i play-off, ma non raggiungono in nessuna occasione le finali di Conference.

Nel dicembre del 2004 i Raptors, con i quali è in rotta da tempo, lo cedono ai New Jersey Nets nel corso di un complesso scambio di giocatori tra le due franchigie.

Rivitalizzato dal nuovo ambiente Carter mostra di nuovo il meglio del suo repertorio trascinando i Nets ai playoffs (finendo però la corsa già al primo turno contro Miami) dopo aver concluso la stagione 2004-2005 con un'autentica rimonta e mettendo insieme un totale di 24,5 punti, 5,2 rimbalzi e 4,2 assist a partita.

Nel giugno del 2009, insieme a Ryan Anderson, si trasferisce agli Orlando Magic in cambio di Rafer Alston, Courtney Lee e Tony Battie.[1] Conclude la prima stagione giocando 75 partite con una media di 16,6, 3,9 rimbalzi e 3,1 assist. La stagione successiva gioca solamente 22 partite a causa dello scambio con i Suns; in questo periodo registra 15,1 punti, 4,1 rimbalzi e 2,9 assist di media.

Nel dicembre 2010 viene ceduto, insieme a Mickaël Piétrus e Marcin Gortat, ai Phoenix Suns in cambio di Hidayet Türkoğlu, Jason Richardson ed Earl Clark.[2]

Vince Carter con la canotta dei Phoenix Suns

Il 10 dicembre 2011 viene tagliato da Phoenix ma viene subito ingaggiato dai Dallas Mavericks. Nella formazione allenata da Rick Carlisle si ritaglia un ruolo da sesto uomo, mettendo la sua esperienza e le sue doti balistiche al servizio della squadra partendo dalla panchina. A 37 anni, il 26 aprile 2014, un suo buzzer-beater da tre punti permette ai Mavericks di vincere gara-3 dei playoff contro i rivali texani dei San Antonio Spurs. Tuttavia a spuntarla furono proprio gli Spurs futuri vincitori dell'anello che vinsero la serie per 4-3.

Il 12 luglio 2014 firma un contratto triennale a 12,2 milioni di dollari con i Memphis Grizzlies.[3]

Il 30 marzo 2017, con i suoi 21 punti messi a segno nella vittoria dei suoi Memphis Grizzlies sugli Indiana Pacers, ha stabilito un nuovo record: nessuno aveva mai segnato 20 o più punti a 40 anni e 62 giorni d'età. Si è portato a 24 511 punti segnati in carriera, diventando il 22esimo marcatore di sempre nella storia NBA.[4]

L'11 luglio 2017 Carter si trasferì da free agent ai Sacramento Kings, per poi passare il 26 luglio 2018, all'età di 41 anni, agli Atlanta Hawks.[5]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 gioca nel Dream Team, vincendo le Olimpiadi. In questa occasione, nella partita contro la Francia del girone di qualificazione disputata il 25 settembre 2000 e vinta dalla nazionale USA 106-94, compie uno straordinario gesto atletico: dopo aver recuperato palla fuori dalla linea dei 3 punti, si fionda verso il canestro e staccando dal limite dell'area dei tre secondi scavalca a gambe divaricate il pivot francese Frédéric Weis, di 218 cm, sorvolandolo ed andando a schiacciare con ferocia inaudita. Jason Kidd, altro giocatore della nazionale statunitense, a fine partita la indicherà come "una delle più grandi giocate che io abbia mai visto".[6] La schiacciata passerà alla storia come "le dunk de la mort" ("la schiacciata della morte"), come titolarono i giornali francesi.

Inizialmente, Carter non era stato selezionato tra i dodici olimpionici di Sydney: fu infatti convocato solo dopo la rinuncia per infortunio di Tom Gugliotta.[7][8]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007
2000: Third Team
2001: Second Team

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Record personali[modifica | modifica wikitesto]

Il suo massimo di punti segnati in una gara risale al 27 febbraio 2000, quando mette a referto 51 punti contro i Phoenix Suns. È stato il primo giocatore a realizzare quel punteggio con la maglia dei Toronto Raptors, fino a quando Terrence Ross lo ha eguagliato il 25 gennaio 2014, punteggio rimasto record di franchigia per quasi 18 anni finché DeMar DeRozan non lo ha superato segnando 52 punti il 1º gennaio 2018. Carter è poi riuscito a raggiungere nuovamente quota 51 con la maglia dei New Jersey Nets, in data 23 dicembre 2005 a Miami contro gli Heat.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Appare nel film Like Mike dove gioca una partita contro i protagonisti del film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nets ship Carter to Magic for Alston, rookie Lee, su ESPN.com, 25 giugno 2009. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  2. ^ (EN) Orlando Magic Trade Vince Carter To The Phoenix Suns For Jason Richardson and Hedo Turkoglu*, in Business Insider. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  3. ^ Carter leaves Mavs, signs deal with Grizzlies, in ESPN.com. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  4. ^ Elia Pasini, Il vecchio Carter non smette di volare: Vincredible supera Ray Allen nella classifica marcatori ogni epoca!, su NBARELIGION.COM, 30 marzo 2017. URL consultato il 31 marzo 2017.
  5. ^ (EN) Official release, Sacramento Kings sign veterans Vince Carter, George Hill, Zach Randolph | NBA.com, in NBA.com. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  6. ^ (EN) Vince Carter’s Legendary ‘Dunk Of Death’ Is Still Cementing His Legacy 15 Years Later, in UPROXX, 25 settembre 2015. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  7. ^ In a single bound: Oral history of Vince Carter's greatest dunk, in ESPN.com. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  8. ^ “Dunk de la mort”: quando Vince Carter schiacciò saltando Frederic Weis, in Eurosport, 25 settembre 2016. URL consultato il 18 dicembre 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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