Predrag Stojaković

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Predrag Stojaković
Peja Stojakovic Mavs cropped.jpg
Stojaković con la maglia dei Dallas Mavericks
Nazionalità bandiera Jugoslavia
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
Serbia Serbia
Grecia Grecia
Altezza 208 cm
Peso 104 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Ala piccola
Ritirato 19 dicembre 2011
Carriera
Squadre di club
1992-1993Stella Rossa
1993-1998PAOK Salonicco
1998-2006Sacramento Kings 518 (9.498)
2006Indiana Pacers 40 (779)
2006-2010N.O. Hornets 219 (3.135)
2010-2011Toronto Raptors 2 (20)
2011Dallas Mavericks 25 (215)
Nazionale
1999-2003Jugoslavia Jugoslavia
2003-2006Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
2007Serbia Serbia
Palmarès
Jugoslavia Jugoslavia
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Stati Uniti 2002
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Bronzo Francia 1999
Oro Turchia 2001
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Predrag "Peja" Stojaković (in serbo: Предраг "Пеђа" Стојаковић?, in greco Πρέντραγκ "Πέτζα" Κίνης Στογιάκοβιτς; Požega, 9 giugno 1977) è un dirigente sportivo ed ex cestista serbo con cittadinanza greca, professionista nella NBA e in Europa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stojaković è nato in Croazia ed è scappato in Serbia all'inizio delle guerre jugoslave.[1] ha acquisito la cittadinanza greca quando si unì al PAOK in Grecia. È sposato con la modella greca Aleka Kamila, e la coppia ha tre figli.[2] Peja ha anche servito nell'esercito greco.[3][4][5]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Considerato uno dei migliori tiratori da 3 punti di tutti i tempi,[6][7][8] giocava da ala piccola[8] ed è stato tra i primi europei a imporsi in NBA.[9] Un suo difetto è stata l'incostanza nel rendimento.[8]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Europa (1992-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nelle giovanili della Stella Rossa Belgrado (squadra preferita della famiglia),[10] a 16 anni si è trasferito in Grecia per diventare un giocatore professionista, venendo ingaggiato dal PAOK Salonicco dove ha giocato per 4 stagioni, ricevendo il titolo di miglior giocatore del campionato greco della stagione 1997-98.

NBA (1998-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Scelto al primo giro (numero 14) al Draft NBA 1996 dai Sacramento Kings,[11] ha continuato a giocare in Grecia, fino alla stagione 1998-1999 quando si è trasferito nell'NBA.[9] Ai Kings arriva insieme al connazionale e amico Vlade Divac che lo ha preso sotto la sua ala protettiva. Dopo due stagioni in cui è stato riserva (seppur dando il suo contributo in uscita dalla panchina), il campionato 2000-01 segnò la sua consacrazione[12] con 20,4 punti di media a cui si aggiunsero 5,8 rimbalzi e una percentuale vicina al 40% nei tiri da tre punti: questi numeri alla sua prima stagione da titolare gli valsero il secondo posto nella graduatoria di Rivelazione dell'anno.

Nel 2001-02 ha giocato il suo primo All-Star Game.[9] Lo stesso anno ha contribuito all'avanzamento della squadra nei playoffs, in cui è stata eliminata in finale dai Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O'Neal a gara-7; in quest'ultima gara Stojaković (che in stagione aveva una percentuale di 41,6% di tiri da 3 segnati)[13][14] ha sbagliato tutti e 6 i tiri da 3 effettuati, tra cui uno a 12 secondi dalla fine che avrebbe portuto i Kings avanti di 2 punti,[14] e che forse avrebbe evitato l'eliminazione della squadra.[14] Confermatosi ottimo giocatore anche negli anni successivi, specialmente nei tiri dalla lunga distanza (ha vinto la gara dei tiri dai tre punti agli All-Star Game del 2002 e del 2003),[9] la stagione 2003-04 ha sancito la sua definitiva consacrazione: con una media di 24,2 punti a gara (suo massimo di carriera) ha chiuso al secondo posto nella classifica marcatori del campionato; a cui bisogna aggiungere il primo posto nella classifica dei tiri liberi (92,7%) e nei canestri da tre punti realizzati (240).

Nella gennaio del 2006 è stato protagonista di uno scambio con la franchigia degli Indiana Pacers, che ha portato in California il pariruolo Ron Artest.[15]

Nel luglio 2006 è diventato free-agent, firmando poi con i New Orleans Hornets.[16]

Il 20 novembre 2010, dopo avere chiesto la cessione poco tempo prima,[17] è passato ai Toronto Raptors (insieme al compagno Jerryd Bayless) in cambio di Jarrett Jack, David Andersen e Marcus Banks.[18]

Nella stessa stagione c'è per lui un ulteriore cambio di casacca: il 25 gennaio 2011 passa ai Dallas Mavericks in cambio del centro Alexis Ajinça;[19] con i Mavericks vince lo stesso anno il titolo NBA in 6 gare contro i Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh.[9] Durante i playoff che portano all'anello, Stojakovic è protagonista in gara-3 contro i Los Angeles Lakers campioni NBA in carica,[9] che nel 2002 spensero i suoi sogni di vincere il titolo con i Kings,[9] e che stavolta vengono sconfitti anche grazie a 3 tiri da tre segnati dall'ala serba[9] che si rivela decisivo per la rimonta dei Mavs che erano sotto nel punteggio e che portano la serie sul 3-0 chiudendola con una gara d'anticipo;[20][21] vinceranno anche gara-4 i texani, e qui Stojaković ha invece segnato 21 punti con 6 tiri su 6 da 3 segnati,[21] andando vicino al 100% di percentuale totale in quanto ha segnato nella stessa gara 1 tiro da 2 su 1 tentato e 1 tiro libero su 2 tentati.[21]

Stojaković (centro) a New Orleans

Il 19 dicembre 2011 annuncia il proprio ritiro dall'attività agonistica.[22]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

A livello di nazionale, con la Jugoslavia ha vinto la medaglia d'oro ai Campionati europei del 2001 (di cui è stato nominato MVP) e i Campionati del mondo del 2002; il suo palmares comprende una medaglia di bronzo ai Campionati europei del 1999. Ha annunciato il proprio ritiro dalla nazionale nell'aprile 2010 comunque non avendo più indossato la casacca del suo paese dal 2007.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

In suo onore, il 16 dicembre 2014, i Sacramento Kings hanno ritirato la maglia numero 16 indossata durante la sua militanza in California.[9][23]

Nell'agosto 2015 l'ex compagno di squadra (e GM) Vlade Divac lo nomina dirigente dei Sacramento Kings diventando "director of player personnel".[24][25] Un mese più tardi il 23 settembre diventa GM dei Reno Bighorns, franchigia della D-League affiliata ai Kings.[26] Il 9 maggio 2018 viene promosso come assistente di Divac.[27]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Squadra[modifica | modifica wikitesto]

Stella Rossa Belgrado: 1992-93
PAOK Salonicco: 1995
Dallas Mavericks: 2011

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (SR) Predrag Stojaković – kraj blistave karijere, su B92.net. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  2. ^ (EL) Αλέκα Καμηλά - Πρέντραγκ Στογιάκοβιτς: Στη Χαλκιδική με τα τρία παιδιά τους, su www.fthis.gr, 3 agosto 2014. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  3. ^ personale Archiviato il 7 settembre 2013 in Internet Archive.
  4. ^ USATODAY.com - Stojakovic scratches Olympics, su usatoday30.usatoday.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  5. ^ (EN) Despite trade demand, Stojakovic reports, su ESPN.com, 2 ottobre 2004. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  6. ^ (EN) Peja Stojakovic: The Shooter, su Sacramento Kings. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  7. ^ (EN) Brad Taningco, DeMar DeRozan's Surprising Pick For The Best Shooter He Has Ever Played With, su ClutchPoints, 18 ottobre 2017. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  8. ^ a b c Born in the post, Predrag Stojakovic, il miglior tiro che non sia mai entrato, su Io Gioco Pulito, 8 giugno 2018. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  9. ^ a b c d e f g h i (EN) Peja Stojakovic Helped Pave The Way for European Players, su SLAMonline, 8 febbraio 2018. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  10. ^ (SR) Peđa za MONDO: Neću da varam košarku!, su Mondo Portal. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  11. ^ (EN) 1996 NBA Draft, su Basketball-Reference.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  12. ^ Lopes Pegna Massimo, Chiabotti Luca, Peterson Dan, Stojakovic, l'Europa sta sfondando, su archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  13. ^ (EN) Peja Stojakovic 2001-02 Game Log, su Basketball-Reference.com. URL consultato il 3 marzo 2019.
  14. ^ a b c Serrano.
  15. ^ (EN) Done deal: Pacers trade Artest to Kings for Peja, su ESPN.com, 26 gennaio 2006. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  16. ^ (EN) Hornets 'serious' after completing Stojakovic deal, su ESPN.com, 13 luglio 2006. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  17. ^ (EN) Jimmy Smith, New Orleans Hornets' Peja Stojakovic: 'It's obvious I'm not in the plans', su nola.com, 8 novembre 2010. URL consultato il 12 aprile 2019.
  18. ^ Five-Player Deal Sends Stojakovic To Toronto, Jack To New Orleans, su toronto.citynews.ca. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  19. ^ (EN) Mavs ink Stojakovic after finalizing Ajinca trade, su ESPN.com, 24 gennaio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  20. ^ (EN) Avinash Kunnath, Peja Stojakovic Finally Exorcises Demons, Buries The Los Angeles Lakers, su bayarea.sbnation.com, 7 maggio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  21. ^ a b c Peja Stojakovic Game By Game Page | NBA.com, su web.archive.org, 11 febbraio 2012. URL consultato l'8 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2012).
  22. ^ (EN) Gabe Zaldivar, Peja Stojakovic Retires: Veteran Sharpshooter Gracefully Bows out of NBA, su Bleacher Report. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  23. ^ Sacramento Kings, Stojakovic Jersey Retirement Ceremony. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  24. ^ Divac e Stojakovic, Sacramento parla serbo, su www.corrieredellosport.it. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  25. ^ (EN) Kings' Divac adds title of general manager, su NBA.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  26. ^ (EN) Stojakovic introduced as Bighorns GM, su Reno Gazette Journal. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  27. ^ (EN) Kings Name Peja Stojakovic Assistant General Manager, su Sacramento Kings. URL consultato l'8 febbraio 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Shea Serrano, Basket (e altre storie), traduzione di S. Lombardi, illustrazioni di A. Torres, Mondadori Electa, 2018, ISBN 978-88-91-81790-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]