Vin Baker

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Vin Baker
Lipofsky-Vin Baker.jpg
Baker con la maglia dei Seattle SuperSonics
Nome Vincent Lamont Baker
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 211 cm
Peso 109 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Ala grande / centro
Allenatore
Ritirato 2006 - giocatore
2012 - allenatore
Carriera
Giovanili
Old Saybrook High School
1989-1993 Hartford Hawks
Squadre di club
1993-1997 Milwaukee Bucks 324
1997-2002 Seattle S.Sonics 326
2002-2004 Boston Celtics 89
2004-2005 N.Y. Knicks 41
2005 Houston Rockets 3
2006 L.A. Clippers 8
2006 Minnesota T'wolves 0
Nazionale
1999-2000 Stati Uniti Stati Uniti 18
Carriera da allenatore
2009-2010 Texas South. Tigers (vice)
2011-2012 St. Bernard School (vice)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Sydney 2000
Transparent.png Campionati Americani
Oro Porto Rico 1999
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Vincent Lamont "Vin" Baker (Lake Wales, 23 novembre 1971) è un ex cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella NBA.

Alto 211 cm, il suo peso forma era di 109 kg circa. Ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney 2000.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

L'approdo a Milwaukee[modifica | modifica wikitesto]

Baker milita in un college non di prima fascia, ad Hartford, ma il suo talento e la sua prestanza fisica sono notati dagli scout NBA. Nel draft NBA del 1993 viene selezionato come ottava scelta assoluta dai Milwaukee Bucks. Fin dal suo esordio dimostra un notevole talento a rimbalzo e una spiccata capacità di produrre punti. A Milwaukee, sotto coach Mike Dunleavy, Vin forma con Glenn Robinson una coppia di ali dal notevole talento offensivo, che fanno ben sperare la società. Dal 1993 alla stagione 1995-96 però, sotto coach Dunleavy i play-off non sono mai raggiunti e neanche l'approdo in panchina di Chris Ford nella stagione 1996-97 porta al traguardo della post season. La dirigenza decide così di scindere la coppia Baker-Robinson, e a partire è proprio Baker.

L'esperienza a Seattle[modifica | modifica wikitesto]

Baker viene mandato ai Seattle SuperSonics in un giro a tre squadre che vede Shawn Kemp da Seattle approdare ai Cleveland Cavs e Terrell Brandon da Cleveland andare a Milwaukee. A Seattle Baker ha il difficile compito di sostituire Kemp, ma grazie all'intesa con Gary Payton riesce ad eseguire il suo compito. I Sonics approdano ai play-off come una delle migliori squadre della Western Conference; nella post season eliminano i Minnesota Timberwolves, ma al secondo turno vengono eliminati dai Los Angeles Lakers. Per la squadra è una delusione. Coach George Karl sente terminato il suo ciclo da allenatore a Seattle e lascia la squadra.

La difficile estate del 1998[modifica | modifica wikitesto]

L'estate del 1998 è un periodo pieno di dubbi per l'NBA: non si sa se l'anno dopo ci sarebbe stato il campionato a causa della serrata e dei litigi tra i proprietari e l'associazione dei giocatori. Le squadre non si allenano. Baker a Seattle è lontanissimo da casa sua (è originario del New England, anche se è nato in Florida) e per ingannare il tempo comincia a bere e di conseguenza ad ingrassare. Quando nel 1999 riprende la stagione Baker è completamente fuori forma e le sue cifre calano drasticamente. Seattle avrebbe bisogno di una seconda stella a fianco di Payton, stella che Baker era stato la stagione prima ma che adesso non riesce più ad essere. Tiene celati i suoi problemi di alcolismo e continua a giocare alternando momenti di gioco desolante ad altri in cui la sua classe torna a brillare. Seattle ha dei modesti risultati di squadra, riuscendo a raggiungere i play-off soltanto nella stagione 2001-02 dove viene eliminata dai San Antonio Spurs al primo turno in cinque partite.

Il ritorno a "casa"[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate Seattle decide di scambiare Baker, e lo manda nella squadra della sua città d'origine, i Boston Celtics. Finalmente Baker trova il coraggio di ammettere i suoi problemi di dipendenza dall'alcool, problemi che comunque a Seattle erano abbastanza noti. Viene ricoverato in una clinica saltando la parte conclusiva della stagione. L'anno dopo torna in campo ma ancora ricade nei problemi di dipendenza dall'alcool; Boston rescinde il suo contratto e Baker torna in clinica.

Le ultime peregrinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Uscito dalla clinica Baker sembra completamente guarito; le squadre NBA però non hanno più molta fiducia in lui. Nella parte finale della stagione 2003-04 gioca qualche partita con i New York Knicks, come anche all'inizio della stagione successiva. Baker è tornato con un fisico notevole, dimagrito e muscoloso. È comunque l'ombra della stella che aveva calcato i parquet NBA a metà degli anni novanta. Gioca tre partite alla fine della stagione 2004-05 negli Houston Rockets e nella stagione 2005-06 ottiene un ingaggio dai Los Angeles Clippers. Il 1º ottobre 2006 firma il suo ultimo contratto NBA con i Minnesota Timberwolves, che però lo tagliano il 13 novembre senza che sia mai sceso sul parquet.

Tecnica e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Baker nei migliori anni della sua carriera è stato un giocatore dall'eccezionale capacità di giocare in post basso. Potente fisicamente e dotato di un grande stacco da terra aveva notevoli movimenti vicino canestro e con il passare degli anni ha costruito anche un buon tiro dalla media distanza. È stato inserito nel secondo quintetto assoluto NBA nella stagione 1997-98, la sua migliore a Seattle, e nel terzo quintetto NBA nella stagione 1996-97. Nel suo anno da rookie è stato anche inserito nel miglior quintetto delle matricole. Ha collezionato 4 convocazioni all'NBA All-Star Game e ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sidney 2000.

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