Major League Baseball

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Major League Baseball
Logo della competizione
Sport Baseball pictogram.svg Baseball
Tipo Squadre di club
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Canada Canada
Continente Nord America
Direttore Rob Manfred
Cadenza Annuale
Partecipanti 30
Sito Internet mlb.mlb.com
Storia
Fondazione 1903[1]

(National League 1876)[2] (American League 1901)

Numero edizioni 113
Detentore Kansas City Royals
Record vittorie New York Yankees (27 titoli)
Ultima edizione Major League Baseball 2015
Edizione in corso Major League Baseball 2016
Trofeo WorldSeries.gif
Commissioner's Trophy

La Major League Baseball, comunemente nota come MLB, è una lega professionistica di baseball nordamericana e grazie al livello tecnico dei suoi giocatori viene considerato il campionato numero uno al mondo.

È la più vecchia tra le maggiori leghe sportive professionistiche degli Stati Uniti e Canada ed è stata fondata nel 1903 grazie all'unione delle due leghe già esistenti, la National League (fondata nel 1876) e l'American League (fondata nel 1901). È governata dalla "Major League Constitution" cioè un patto stipulato per imporre regole morali alle squadre e ai giocatori che con gli anni ha subito numerose modifiche, le più recenti sono datate 2012. Esiste un'unica commissione fondata nel 1920 che si occupa di garantire il corretto svolgimento del campionato e di salvaguardare l'immagine della lega; l'attuale commissioner è Rob Manfred. La MLB gestisce anche il campionato delle Minor League e ogni quattro anni organizza il campionato del mondo di baseball (World Baseball Classic).

Le squadre partecipanti sono 30 e ognuna gioca 162 incontri durante la stagione regolare che inizia generalmente la prima domenica di aprile e finisce nel primo weekend di ottobre. I playoff cominciano qualche giorno dopo e si concludono dopo circa un mese con le finali chiamate World Series che assegnano il titolo.

Prima dell'inizio di ogni campionato, solitamente tra febbraio e marzo, i giocatori e le squadre si preparano al meglio effettuando un allenamento primaverile chiamato "spring training" nel quale vengono giocate una serie di partite in località dal clima mite.

Divisione delle squadre e calendario[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre appartenenti al campionato della Major League sono 30 (29 statunitensi e 1 canadese, i Toronto Blue Jays) e sono suddivise in due leghe principali, 15 giocano nella più antica chiamata National League (NL) e 15 nell'American League (AL). Ognuna ha una sua divisione interna chiamata "division" e le squadre sono raggruppate in gruppi da cinque secondo uno schema geografico in East, Central e West (5 NL East, 5 NL Central, 5 NL West, 5 AL East, 5 AL Central, 5 AL West). Nel 2013 la squadra degli Houston Astros è passata dalla NL Central alla AL West e quindi oggi entrambe le leghe hanno 15 squadre con 3 divisioni da 5 team ciascuna.

Le due leghe hanno regole leggermente diverse e quando due formazioni di leghe opposte si incontrano si usano le regole della squadra di casa.

La stagione regolare di ogni squadra è formata da 162 partite, una durata stabilita nel 1961 (dal 1898 al 1960 le gare erano 154). Il calendario delle partite prevede che ogni squadra disputi più partite contro squadre vicine geograficamente alla propria città, ossia della stessa division. Nel 1997 la Major League Baseball introdusse per la prima volta gli "interleague play" ovvero gli scontri fra squadre di leghe diverse, questo cambiamento venne criticato dai puristi del gioco ma esaltò i fan.

American League[modifica | modifica wikitesto]

Divisione Squadra Città/Stato Stadio Nazione
East Baltimore Orioles Baltimora, Maryland Oriole Park at Camden Yards Stati Uniti Stati Uniti
Boston Red Sox Boston, Massachusetts Fenway Park
New York Yankees New York City (Bronx), New York Yankee Stadium
Tampa Bay Rays St. Petersburg, Florida Tropicana Field
Toronto Blue Jays Toronto, Ontario Rogers Centre Canada Canada
Central Chicago White Sox Chicago, Illinois U.S. Cellular Field Stati Uniti Stati Uniti
Cleveland Indians Cleveland, Ohio Progressive Field
Detroit Tigers Detroit, Michigan Comerica Park
Kansas City Royals Kansas City, Missouri Kauffman Stadium
Minnesota Twins Minneapolis, Minnesota Target Field
West Houston Astros Houston, Texas Minute Maid Park
Los Angeles Angels of Anaheim Anaheim, California Angel Stadium of Anaheim
Oakland Athletics Oakland, California Oakland-Alameda County Coliseum
Seattle Mariners Seattle, Washington Safeco Field
Texas Rangers Arlington, Texas Rangers Ballpark in Arlington

National League[modifica | modifica wikitesto]

Divisione Squadra Città/Stato Stadio Nazione
East Atlanta Braves Atlanta, Georgia Turner Field Stati Uniti Stati Uniti
Miami Marlins Miami, Florida Marlins Park
New York Mets New York City (Queens), New York Citi Field
Philadelphia Phillies Filadelfia, Pennsylvania Citizens Bank Park
Washington Nationals Washington, D.C. Nationals Park
Central Chicago Cubs Chicago, Illinois Wrigley Field
Cincinnati Reds Cincinnati, Ohio Great American Ball Park
Milwaukee Brewers Milwaukee, Wisconsin Miller Park
Pittsburgh Pirates Pittsburgh, Pennsylvania PNC Park
St. Louis Cardinals St. Louis, Missouri Busch Stadium
West Arizona Diamondbacks Phoenix, Arizona Chase Field
Colorado Rockies Denver, Colorado Coors Field
Los Angeles Dodgers Los Angeles, California Dodger Stadium
San Diego Padres San Diego, California PETCO Park
San Francisco Giants San Francisco, California AT&T Park

Nomi delle squadre e colori[modifica | modifica wikitesto]

Nello sport professionistico statunitense esiste una struttura standardizzata e orientata al mercato che è evoluta nel tempo per nomi e colori delle squadre, incidendo sull'identità delle squadre stesse. Sono coinvolti tre fattori: un designatore geografico, cioè il nome delle città o della regione, un soprannome e dei colori rintracciabili nello stemma. Questo approccio contrasta con lo sport non americano, dove gli schemi usati sono del tutto differenti.

La componente geografica è necessaria a differenziare formazioni diverse: ad esempio i New York Rangers, dell'hockey, dai Texas Rangers del baseball; gli Arizona Cardinals del football dai Saint Louis Cardinals del baseball, eccetera.

Originariamente i club atletici dei gentleman erano attori chiave nello sviluppo del baseball organizzato, così i primi team più importanti furono semplicemente chiamati col nome del club stesso: Athletic Club, Mutual Club, Olympic Club, Forest City Club, Kekionga Club, Atlantic Club, Western Club. Dal 1871 con la nascita della National Association le squadre iniziarono a competere non solo con rivali locali ma con altre formazioni del nord-est. Quindi furono aggiunti ai nomi dei pattern indicanti i toponimi geografici: Athletic of Philadelphia, Mutual of New York, Olympic of Washington, Forest City of Cleveland, Kekionga of Fort Wayne, Atlantic of Brooklyn, Western of Keokuk.

Dal 1876, quando si avviò l'attività agonistica della NL, le squadre di baseball non furono più associate direttamente ai club atletici e la maggior parte delle squadre originali furono nominate in base ai colori della loro divisa. Ne sono esempi: Boston Red Stockings, Chicago White Stockings, Cincinnati Red Stockings, Hartford Dark Blues, Louisville Grays, St. Louis Brown Stockings. Le formazioni di New York e Filadelfia invece conservarono ancora il tradizionale Mutual e Athletic.

In questo periodo i soprannomi erano costruiti ad hoc e usati secondo il piacimento di giornalisti sportivi e spettatori. I soprannomi furono associati a particolari città e i tifosi si rivolgevano a loro in quel modo, seppur non legato a prodotti o elementi tipici locali né alle precedenti squadre di quella località.

All'inizio del XX secolo i soprannomi cominciarono a divenire più importanti, a livello societario ma anche di marketing. A volte accadde che una squadra cambiasse il proprio nome o ne adottasse uno ufficiale che si sovrapponesse a quello passato. Un esempio sono i Boston Braves, che prima di assumere quella denominazione avevano molti soprannomi. Spesso i nomi vennero cambiati per lo scarso successo fra stampa e pubblico. Gli originali Washington Senators si chiamavano "Washington Nationals" e questo fu il nome ufficiale per decenni; poi però Senators, nickname già usato da tempo, prese il sopravvento a fine anni 1950.

Al contrario i Brooklyn Dodgers iniziarono adottando il vecchio nome "Atlantic", per passare ad essere i "Bridegrooms" prima e i "Trolley Dodgers" poi; la trasformazione continuò in "Superbas", "Robins" (per il nome del manager Wilbert Robinson). In questa girandola di nomi il soprannome "Dodgers" però persistette fino agli anni 1930 quando finalmente finì sulle maglie.

Un esempio di cambio per marketing è quello degli Houston Colt .45, che nel 1965 divennero Houston Astros, quando la città divenne il simbolo della corsa allo spazio essendo sede del centro di controllo delle missioni NASA.

I colori sociali sono talvolta legati al nome della società e occasionalmente sono cambiati per motivi di marketing. Un esempio accadde nel 1963 quando il presidente Charles O. Finley cambiò i colori dei Kansas City Athletics da un tradizionale bianco-grigio con strisce blu e rosse ad un giallo luminoso con strisce gialle, in concomitanza con l'avvento della televisione a colori.

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente le regole ufficiali della MLB prevedono che tutti i giocatori della stessa squadra indossino uniformi di ugual colore e stile consistenti in un cappellino con visiera, una camicia piuttosto larga per agevolare i movimenti, pantaloni lunghi e scarpe con tacchetti. Durante i primi anni della lega questo non accadeva infatti le squadre erano distinte solamente in base al colore di una parte dell'abbigliamento, per esempio i Cincinnati Red Stockings divennero famosi grazie al fatto che tutti i giocatori indossassero calzettoni rossi e nel 1876 i giocatori dei Chicago White Stockings indossavano cappelli con colori differenti. A partire dal 1882 la National League assegnò un colore distintivo per ogni team ad esempio il rosso per Boston, il bianco per Chicago, il grigio per Buffalo e così via.

Tradizionalmente le squadre che giocavano in casa indossavano uniformi prevalentemente bianche e quando giocavano in trasferta predominava il grigio, seppur con cuciture e strisce che riprendevano i colori societari. Queste convenzioni sono nate oltre che per distinguere le squadre sul campo di gioco, anche per il fatto che non era semplice lavare continuamente le divise soprattutto quando un team giocava parecchie partite di seguito in trasferta; il grigio permetteva di nascondere lo sporco che si accumulava durante ogni partita e questa tradizione è durata nel tempo nonostante la diffusione dei lavaggi automatici. Dagli anni settanta in poi, con l'avvento delle fibre sintetiche, le squadre inserirono molto di più i colori nelle uniformi e a partire dagli anni novanta il marketing delle squadre della MLB si fece sempre più intenso tramite la vendita al pubblico di cappellini e magliette. Questi fatti hanno portato la lega a creare una vasta gamma di uniformi per ogni team che al giorno d'oggi non hanno più una sola tenuta di casa e una da trasferta, ma possono scegliere tra diverse combinazioni, ad esempio esistono divise da riscaldamento, da precampionato, divise della domenica, da amichevole e infine durante il campionato si giocano partite chiamate "Turn Back the Clock Day" o "Throwback Games" in cui le squadre indossano le loro divise storiche e più significative.

George Carlin, famoso comico e attore statunitense, durante il suo spettacolo chiamato "Baseball & Football" osservava che nel baseball, a differenza che nel football, l'allenatore deve indossare la stessa uniforme dei giocatori anche se questo non accadeva durante i primi anni della lega. Era frequente vedere allenatori seduti in panchina vestiti in modo formale ma con il passare degli anni, soprattutto quando ex giocatori andavano a ricoprire il ruolo di allenatore, si è vista nascere la moda di continuare a vestire l'uniforme della squadra anche in panchina e questa particolarità è esplosa negli anni quaranta. Oggi è diventata una regola non scritta e tutti gli allenatori presenti sul campo (capo allenatore, suggeritori sulle basi e coach dei lanciatori) indossano la stessa uniforme dei giocatori.

Dal 2005 è presente un unico fornitore ufficiale delle divise per la Major League che è l'azienda statunitense Majestic Athletic.

Le regole ufficiali prevedono che:

  • I giocatori della stessa squadra devono indossare uniformi identiche e ognuno deve avere un numero diverso sulla schiena per il riconoscimento
  • Sul retro possono esserci scritti i nomi dei giocatori (anche se non obbligatori) e ogni scritta supplementare deve essere approvata dal presidente di Lega
  • Se l'abbigliamento sottostante è visibile (scaldamuscoli, tutori, maglie traspiranti...) tutti i giocatori di una squadra devono averlo dello stesso colore
  • Non devono essere presenti annunci pubblicitari su qualsiasi parte della divisa
  • Le maniche possono avere lunghezza differente per ogni braccio ma la differenza dev'essere minima e non devono essere ripiegate o rovinate in alcun modo
  • Deve esserci un'uniforme bianca per le partite casalinghe e una di color grigio per le trasferte (spesso sostituita con una di colore scuro dei colori societari).
  • Non ci deve essere nulla che richiami l'immagine della pallina da baseball. Parecchie squadre hanno inserito nel proprio logo forme di palline o del campo di gioco ma sono talmente piccole o coperte, camuffate con altri simboli o con il nome della squadra che vengono tollerate dalla lega.

All-star game[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi di luglio la stagione raggiunge la metà e viene interrotta per tre giorni, durante i quali si disputa il Major League Baseball All-Star Game. La partita si disputa tra i migliori giocatori della National League e della American League, in uno stadio scelto anno per anno delle leghe. A guidare le due selezioni sono i due coach che si sono affrontati l'anno prima nelle World Series, i quali hanno anche il compito di convocare i lanciatori, scegliendoli fra le varie squadre. Oltre alla "partita delle stelle" il programma comprende altre esibizioni, come l'Home run derby, molto apprezzato dai tifosi.

La kermesse ha avuto la sua prima edizione nel 1933 e si è disputata con continuità, con l'unica eccezione del 1945 a causa del conflitto mondiale. Fino all'edizione del 2002 si è trattato di una mera esibizione, senza nulla di concreto in palio. Proprio quella sfida tuttavia finì in parità, dopo 11 inning, per carenza di lanciatori, esito molto criticato dal pubblico. Come risposta nel 2003 e 2004 venne tentata una nuova formula per incentivare i giocatori: la squadra vincitrice della partita avrebbe avuto il beneficio del vantaggio di campo nelle World Series, superando così la precedente alternanza fra AL e NL. Per il successo riscosso tale regola è stata poi adottata a tempo indeterminato.

Dal 1970 sono i fan a determinare i partecipanti all'All Star game, indicando con apposite votazioni i preferiti per ognuna delle otto posizioni della formazione iniziale (esclusi i lanciatori); il voto avviene su cartoncini prestampati, con uno spazio riservato per i voti scritti. Il voto dei fan totale è stato abolito dal 1957 dopo uno scandalo avvenuto a Cincinnati: un giornale locale con schede preparate appositamente riuscì a far giocare titolari sette giocatori della città sugli otto totali. Nel 1970 fu ripristinato il voto e da qualche anno si può partecipare anche via Internet.

Per gli altri giocatori delle formazioni sono state usate diverse formule. Per un lungo numero di anni vennero scelti dagli allenatori delle due selezioni. Nel 2004 però la MLB ha istituito un sistema di voto per cui alcuni sono scelti dal voto fra giocatori della lega e altri dall'allenatore dopo essersi consultato con l'ufficio del commissioner. Inoltre ogni squadra deve essere rappresentata da almeno un giocatore, in modo da aumentare l'interesse dell'All-Star Game fra i tifosi.

Post-season[modifica | modifica wikitesto]

Le regole di accesso alla postseason, cioè quella porzione della stagione durante la quale si disputano confronti ad eliminazione diretta per guadagnare il diritto di accedere alle World Series che mettono in palio titolo di campione, sono state modificate più volte nel corso degli anni. Dal 1995 al 2011 le regole in vigore prevedevano che, alla fine della stagione, si qualificassero per i play-off i tre campioni di division di ogni lega insieme alla squadra (la "Wild Card") con il miglior punteggio fra le rimanenti. Dal 2012 per accedere alla Wild Card è necessario vincere un ulteriore singolo incontro di playoff ad eliminazione diretta tra le due migliori squadre non vincitrici di division, mentre le altre squadre qualificate riposano. La post-season prosegue articolata in tre round:

  • 2 serie ALDS (American League Division Series) e 2 serie NLDS (National League Division Series), ogni serie al meglio delle cinque partite fra le quattro qualificate dalla regoular season di ogni lega.
  • ALCS (American League Championship Series) e NLCS (National League Championship Series), ogni serie al meglio delle sette partite fra le qualificate delle Division Series. La Championship Series assegna il titolo di campione di lega, commemorato con una tipica bandiera di forma triangolare (il pennant).
  • World Series, serie al meglio delle sette partite tra i campioni delle due leghe. La vittoria nella serie assegna il titolo di campioni del mondo.

Vincitori delle World Series

Squadra Titoli
New York Yankees 27
St. Louis Cardinals 11
Oakland Athletics (5 come Philadelphia Athletics) 9
Boston Red Sox (uno come Boston Americans) 8
San Francisco Giants (5 come New York Giants) 8
Los Angeles Dodgers (uno come Brooklyn Dodgers) 6
Cincinnati Reds 5
Pittsburgh Pirates 5
Detroit Tigers 4
Atlanta Braves (uno come Boston Braves e uno come Milwaukee Braves) 3
Baltimore Orioles 3
Chicago White Sox 3
Minnesota Twins (uno come Washington Senators) 3
Chicago Cubs 2
Cleveland Indians 2
Miami Marlins (entrambi come Florida Marlins) 2
New York Mets 2
Toronto Blue Jays 2
Philadelphia Phillies 2
Kansas City Royals 2
Arizona Diamondbacks 1
Los Angeles Angels of Anaheim 1

Politica anti-doping[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della Major League Baseball i test antidoping sono stati sempre ben poco considerati. Tuttavia, dopo lo scandalo BALCO sull'uso di steroidi, che ha messo in risalto come molti dei migliori giocatori di baseball usassero droghe per migliorare le proprie prestazioni, la MLB ha deciso di punire più severamente i colpevoli e attuare controlli più severi. La politica è stata accettata da atleti e manager ed è entrata in vigore nel 2005.

Dopo la prima positività si è sospesi 10 partite, alla seconda 30 incontri, alla terza 60, alla quarta un anno, alla quinta la punizione è a discrezione del commissioner. I giocatori sono testati almeno una volta all'anno, ma molti sono controllati diverse volte.

Questo programma rimpiazza quello precedente, con il quale nessuno era stato sospeso nel 2004. Con questa politica, istituita nel 2002, una prima positività avrebbe comportato solo un trattamento per l'atleta, senza rendere pubblico il suo nome.

Quindi nel novembre 2005 proprietari e giocatori approvarono persino regole più severe per i positivi all'antidoping rispetto a quelle appena accettate. Sotto le nuove norme una prima positività comporta una sospensione di 50 partite, una seconda 100, una terza squalifica a vita dalla MLB. Questa politica porta finalmente la MLB vicina alle regole internazionali, da cui si era tenuta a lungo a distanza. Proprio questa riluttanza a adeguarsi nella lotta al doping è stata una delle cause per cui il baseball è stato escluso dal programma olimpico a partire dal 2012.

Il 30 marzo 2006 Bud Selig ha lanciato un'inchiesta sull'uso di steroidi da parte di giocatori come Barry Bonds, Jason Giambi, Tom Moglia e Gary Sheffield, sulla scia di polemiche lanciate da libri come Game of Shadows.

Il 13 dicembre 2007 è uscito The Mitchell Report stipulato dall'ex senatore statunitense Mitchell. Ben 89 giocatori professionisti della Major League Baseball sono stati citati in questo resoconto. Essi sono stati accusati per uso di steroidi o droghe. Tra i tanti nomi citati spiccano quelli di Barry Bonds, fresco vincitore del titolo di Fuoricampo, Roger Clemens, Andy Petitte, Miguel Tejada, Eric Gagne e Alexander Rodriguez.

Provenienze dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della stagione 2014 c'erano 853 giocatori negli opening rosters, dei quali le provenienze erano le seguenti:

All'inizio della stagione 2015 c'erano 868 giocatori negli opening rosters, dei quali le provenienze erano le seguenti:

Politiche di blackout nel broadcasting[modifica | modifica wikitesto]

La Major League Baseball ha numerose regole di blackout, applicate in base a due criteri:

  • Un'emittente locale ha la priorità a trasmettere partite della squadra del proprio mercato rispetto alle emittenti nazionali. Per esempio la TBS manda in onda molte partite degli Atlanta Braves negli USA e in Canada. Fox Sports Net (FSN) mostra partite anche in molte altre aree. Se i Braves giocano un incontro che FSN o un'altra emittente locale trasmette, TBS sarà blacked out per la durata dell'incontro per chiunque nel codice postale del mercato della squadra che gioca contro i Braves. Un mercato che ha una squadra locale che gioca in una partita infrasettimanale su ESPN o ESPN2 ed è mostrata su una TV locale, vedrà ESPNEWS o, in passato, un'altra partita in onda su ESPN o ESPN2 alla stessa ora (se ESPN o ESPN2 opera una copertura regionale delle trasmissioni e se effettua una scelta degli incontri), o sarà soggetta ad un'altra programmazione. La trasmissione via Internet è caratterizzata dalle stesse regole.
  • La FOX ha determinati diritti sulle partite del sabato ed ESPN ha gli stessi su quelle notturne della domenica. Le emittenti non possono mostrare partite del proprio mercato senza riguardo del fatto che la partita sia in casa o fuori se la partita stessa ha un certo orario di inizio (generalmente non vi sono altre partite previste in quei momenti). Questo, almeno teoricamente, avviene per fare in modo che il pubblico veda le partite del mercato su ESPN o su FOX.

Tutti i Continental United States, eccetto alcuni casi isolati, hanno almeno un territorio di blackout di squadra. Alcune aree potrebbero giacere entro i territori di due o più. Le squadre generalmente hanno esclusivi diritti territoriali sull'area immediatamente circostante, ma persino allora possono esserci eccezioni.

MLB in televisione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2008 e fino all'estate 2013 la Major League Baseball è stata trasmessa con commento originale in inglese a pagamento sulla pay TV Sky Italia su ESPN America. Fino al 2012 veniva anche trasmessa con commenti in italiano da parte di Elio e Faso (membri della band Elio e le Storie Tese) insieme a Pietro Colnago su Sky Sport. Inoltre settimanalmente per una parte della stagione e per tutta la stagione Regular Season e Post Season dal 2008 viene trasmesso un match MLB in sintesi di un'ora circa (solitamente il Sunday Night Baseball o il Monday Night Baseball) su un circuito di più di 20 TV locali italiane con commento in italiano. Dalle World Series 2013 la MLB torna ad essere trasmessa con commento in lingua italiana su Sky Sport, grazie a una partnership con Fox International Channels, per poi essere trasmessa su Fox Sports dalla stagione 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Commissionership: A Historical Perspective, mlb.mlb.com. URL consultato il 24 maggio 2016.
    «The strength of the American League grew as an increasing number of National League players opted for the higher salaries offered by the new association. Faced with the prospect of losing many of its best players, the NL chose peace and declared the AL its equal in 1903. This led to a new National Agreement and the birth of the World Series. The American and National Leagues were established as major leagues and all other associations comprised the minor leagues, which fell under the jurisdiction of the National Association of Professional Baseball Leagues.».
  2. ^ Marty Noble, MLB carries on strong, 200,000 games later, mlb.mlb.com, 23 settembre 2011. URL consultato il 24 maggio 2016.
    «Look what they started on a ballfield in Philadelphia in 1876».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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