National Hockey League

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National Hockey League
Logo della competizione
Altri nomi National Hockey Association
(fino al 1918)
Sport Ice hockey pictogram.svg Hockey su ghiaccio
Paese Canada Canada (7 squadre)
Stati Uniti Stati Uniti (23 squadre)
Direttore Gary Bettman
Titolo Stanley Cup
Apertura ottobre
Partecipanti 30 squadre
Sito Internet NHL.com
Storia
Fondazione 1917 a Montreal, Canada
Numero edizioni 99
Detentore Chicago Blackhawks
(6o Titolo)
Record vittorie Montreal Canadiens
(25 Titoli NHL e 24 Stanley Cup)
Edizione in corso National Hockey League 2015-2016

La National Hockey League, nota anche con la sigla NHL, è un'organizzazione professionistica composta da squadre di hockey su ghiaccio provenienti da Stati Uniti e Canada, dove è anche nota soprattutto in Québec con il nome francese di Ligue nationale de hockey (LNH). È considerata la principale lega di hockey su ghiaccio del mondo[1] e una delle maggiori leghe sportive professionistiche nordamericane. La Stanley Cup, il più vecchio trofeo per sport professionistici del Nord America[2], viene assegnato annualmente al campione di lega alla fine di ogni stagione, dopo i playoff.

La NHL ospita molti giocatori provenienti da diverse parti del mondo, e attualmente la lega ha giocatori di circa 20 paesi diversi[3]. I canadesi hanno storicamente costituito la maggioranza dei giocatori della NHL, dato che sia lo sport che la lega hanno avuto origine in Canada. Negli ultimi 25 anni la percentuale di giocatori statunitensi ed europei è aumentata a causa della continua espansione della NHL negli Stati Uniti, per gli elevati livelli di gioco paragonati ad altre leghe, e per la disponibilità di molti giocatori di buon livello europei[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio logo della NHL utilizzato fino al 2005.

Nel 1917, in seguito ai conflitti sorti all'interno della National Hockey Association (NHA) tra Eddie Livingstone, proprietario dei Toronto Blueshirts, ed altri proprietari, i dirigenti di quattro squadre (Canadiens de Montréal, Montreal Wanderers, Ottawa Senators e Quebec Bulldogs) si incontrano all'Hotel Windsor di Montreal per discutere del futuro della NHA[5]. L'incontro portò alla fondazione il 26 novembre 1917[6] della National Hockey League, con sede a Montreal, Canada. Le squadre fondatrici furono i Canadiens, i Wanderers ed i Senators e il primo presidente della lega fu Frank Calder. Una franchigia di Toronto venne data temporaneamente ai Toronto Arena Corp, spesso indicati come Toronto Arenas, benché giocassero senza un nickname[5][7].

I Canadiens di Montreal, 1942

Nonostante le difficoltà del primo decennio, le squadre della NHL erano già allora estremamente competitive: nei primi nove anni di vita della lega conquistarono per sette volte la Stanley Cup. Dal 1926 in poi la coppa divenne un trofeo esclusivo della NHL[8]. A quel punto la lega cominciò ad ampliarsi: prima con l'ingresso degli Hamilton Tigers (192021), e poi di Boston Bruins (1924), Montreal Maroons (1924-25), New York Americans, Pittsburgh Pirates (1925-26), New York Rangers, Chicago Blackhawks e Detroit Cougars (192627). Nella stagione 1930-31 la lega era composta da 10 team. Negli anni seguenti, tra la grande depressione e la seconda guerra mondiale, precisamente dal 1942, rimasero solo 6 squadre, oggi conosciute come Original Six: Montreal Canadiens, Toronto Maple Leafs, Detroit Red Wings, Chicago Blackhawks, Boston Bruins e New York Rangers, che per i seguenti 25 anni saranno gli unici team a far parte della NHL. In questo periodo la famiglia Norris aveva influenza su 4 delle 6 squadre della lega, dato che Detroit e Chicago erano dirette da membri della famiglia, e Boston e New York avevano contratto mutui con essi. I media di allora rinominarono la lega "the Norris House League"[9].

La concorrenza della Western Hockey League e la ricerca di una maggiore appetibilità televisiva portò ad una nuova espansione: nel 1967 il numero di squadre raddoppiò passando da 6 a 12, con l'ingresso nella lega di Philadelphia Flyers, St. Louis Blues, Minnesota North Stars, Los Angeles Kings, Oakland Seals e Pittsburgh Penguins. Le squadre furono suddivise in due gruppi: le Original Six vennero messe nella East Division, mentre le sei squadre nuove formarono la West Division. I playoff furono allargati di conseguenza, passando da quattro a otto squadre (4 per division); i primi due turni venivano giocati all'interno della propria division (primo turno con accoppiamenti 1-4 e 2-3, quindi la finale divisionale), garantendo quindi lo scontro per la Stanley Cup tra una Original Six e una squadra di espansione.
La lega si allargò nuovamente nel 1970 quando entrarono a farne parte i Canucks a Vancouver (città a cui era stata negata una franchigia alla precedente espansione) e i Sabres a Buffalo.

Nel 1972 venne fondata la World Hockey Association e, nonostante non concorresse per la Stanley Cup (assegnava un proprio trofeo chiamato AVCO World Trophy), le sue potenzialità come rivale erano chiare a tutti. La NHL decise quindi di procedere con un'ulteriore espansione aggiungendo al campionato New York Islanders e Atlanta Flames, e, nel 1974, Kansas City Scouts e Washington Capitals[10]. Le due leghe si contesero giocatori e fans fino al 1979, anno dello scioglimento della WHA. A quel punto quattro dei rimanenti sei team della WHA (New England Whalers, Québec Nordiques, Edmonton Oilers e Winnipeg Jets) si unirono alla NHL, mentre i rimanenti due (Birmingham Bulls e Cincinnati Stingers) si sciolsero [11]. I Whalers furono costretti, dietro richiesta dei Boston Bruins, a cambiare nome in Hartford Whalers.

Con l'espansione del 1974, le allora 18 squadre NHL vennero suddivise in 2 conference, denominate Campbell e Wales, ciascuna comprendente due division. Dal momento che né le conference né le division riflettevano alcun criterio geografico, vennero scelte denominazioni legate a personaggi storici dell'hockey nord-americano. Le division della Wales Conference si chiamavano Adams e Norris, mentre quelle della Campbell Conference si chiamavano Patrick e Smythe. Dalla stagione 1981-82, per diminuire i costi degli spostamenti, furono apportati opportuni aggiustamenti alla suddivisione delle squadre nelle varie division (incluso uno scambio di conference tra la Patrick e la Norris Division) in modo da ottenere una suddivisione maggiormente geografica: la Wales Conference rappresentava quindi l'Est (in particolare, la Adams Division copriva il nord-est, la Patrick Division copriva la costa atlantica), mentre la Campbell Conference rappresentava l'Ovest (in particolare, la Norris Division copriva la fascia centrale, mentre la Smythe Division copriva la zona più occidentale). Per lo stesso motivo il calendario fu modificato, nella sua composizione, alzando il numero di scontri tra le squadre più prossime tra loro e diminuendo quello tra le squadre più lontane tra loro (nella stagione precedente ciascuna squadra giocava lo stesso numero di partite contro tutte le altre).
Questa suddivisione cambiò nel 1993, quando la NHL si riorganizzò in conference "geografiche" (Eastern e Western), a loro volta suddivise dapprima in due division (Northeast e Atlantic; Central e Pacific) e quindi, dalla stagione 1998-99, in tre (Atlantic, Southeast e Northeast; Central, Northwest e Pacific). Le ragioni della riorganizzazione sono da imputare alla rapida espansione verso gli Stati Uniti ed allo sforzo di espandere il bacino di utenza della lega.

Dagli anni novanta ad oggi si sono aggiunte 9 nuove franchigie: San Jose Sharks nel 1991, Ottawa Senators e Tampa Bay Lightning nel 1992, Mighty Ducks of Anaheim e Florida Panthers nel 1993, Nashville Predators nel 1998, Atlanta Thrashers nel 1999 (divenuti Winnipeg Jets nel 2011), Minnesota Wild e Columbus Blue Jackets nel 2000, portando così il totale alle 30 squadre attuali.

Dalla stagione 2013-14 il numero di division si è ridotto da sei a quattro (Atlantic e Metropolitan all'Est, Central e Pacific all'Ovest), con conseguente ridistribuzione delle squadre.

Vincitori della Stanley Cup[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vincitori della Stanley Cup.
Vittorie nella Stanley Cup
Le squadre defunte non sono incluse
Squadra Titoli
Montreal Canadiens 24
Toronto Maple Leafs 13
Detroit Red Wings 11
Boston Bruins 6
Chicago Blackhawks 6
Edmonton Oilers 5
New York Islanders 4
New York Rangers 4
New Jersey Devils 3
Pittsburgh Penguins 3
Los Angeles Kings 2
Colorado Avalanche 2
Philadelphia Flyers 2
Anaheim Ducks 1
Calgary Flames 1
Carolina Hurricanes 1
Dallas Stars 1
Tampa Bay Lightning 1

I Montreal Canadiens sono la franchigia con più successi, con 24 Stanley Cup vinte; delle quattro maggiori leghe sportive professionali del Nord America i Canadiens sono secondi solo ai New York Yankees per numero di campionati vinti: gli Yankees hanno infatti vinto 27 campionati della Major League Baseball. La seconda franchigia per numero di campionati vinti nella NHL è quella dei Toronto Maple Leafs con 13 Stanley Cup, ma la loro ultima vittoria risale al 1967. I Detroit Red Wings, con 11 Stanley Cup, sono la franchigia statunitense ad aver vinto il maggior numero di campionati. Il maggior numero di vittorie consecutive nella Stanley Cup è di cinque, ed appartiene ai Montreal Canadiens, dal campionato 1955-56 a quello 1959-60; sia i New York Islanders (dal 1979-80 al 1982-83) che i Montreal Canadiens (dal 1975-76 al 1978-79) hanno quattro vittorie consecutive[12]. La formazione del 1977 dei Montreal Canadiens, quella che vinse la seconda di quattro Stanley Cup consecutive, è stata nominata dalla ESPN come la seconda migliore squadra sportiva di tutti i tempi[13].

Blocchi della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della NHL ci sono stati quattro blocchi della stagione, tra il 1992 ed il 2013.

Il primo fu uno sciopero indetto dalla National Hockey League Players Association nell'aprile del 1992, sciopero che durò per 10 giorni, e tutti gli incontri non disputati in quel periodo vennero programmati successivamente[14]. Il lockout all'inizio della stagione 1994-95 forzò la lega a ridurre gli incontri da 84 a 48, con le squadre che disputarono solo gli incontri intra-conference durante la porzione di stagione giocata[14]. Il susseguente accordo tra la NHL e l'associazione dei giocatori, portò ad un rinnovo del contratto, che si sarebbe dovuto rinegoziare nel 1998, ma il termine fu successivamente esteso al 15 settembre 2004[15].

Senza nessun nuovo accordo in mano quando il contratto si concluse il 15 settembre 2004, il commissario della lega Gary Bettman annunciò un nuovo lockout dell'associazione dei giocatori e la fine delle operazioni da parte della dirigenza della NHL[15]. Il lockout fermò la lega per 310 giorni, il più lungo di tutta la storia dello sport professionistico. La NHL fu infatti la prima lega sportiva professionistica a perdere un'intera stagione[15].

La lega votò allora per inserire la clausola della "certezza del costo" per i propri team, ma la NHLPA replicò che questo era poco più che un eufemismo per mascherare il cosiddetto salary cap, ossia l'inserimento di un tetto massimo che le squadre potevano utilizzare per i salari dei giocatori. L'associazione dei giocatori inizialmente rifiutò questa clausola. Un nuovo accordo venne raggiunto nel luglio 2005, con termine dopo sei anni, con l'opzione di estensione per un altro anno, portando così la NHL a ripartire nella stagione 2005-06[15].

Il 5 ottobre 2005, la prima giornata della stagione post-lockout iniziò con 15 incontri. Di questi 15 incontri, 11 vennero disputati in arene con il tutto esaurito[16]. Nella stessa stagione venne battuto il record di spettatori. Complessivamente si arrivò a 20.854.169 spettatori, una media di 16.955 a partita, che portò ad un incremento dell'1,2% rispetto al precedente record ottenuto nella stagione 2001-02[17]. Inoltre, i Montreal Canadiens, Colorado Avalanche, Minnesota Wild, ed i Vancouver Canucks realizzarono il tutto esaurito in tutti i loro incontri casalinghi[17][18]. Le sei squadre canadesi giocarono al 98% o più della capacità delle arene in tutti gli incontri casalinghi[17]. 24 delle 30 squadre eguagliarono o superarono il proprio record del 2003–04. I Pittsburgh Penguins ebbero il maggior incremento con il 33%, principalmente grazie alla prima scelta ai draft, il diciottenne Sidney Crosby.[17][19].

Il 15 settembre 2012 ha avuto inizio un'altra serrata, chiusa il 6 gennaio 2013 con un accordo decennale, e la stagione in corso dimezzata.

Organizzazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lo scudo della NHL, nella versione argentata in uso dal 2005.

La National Hockey League nacque nel 1917 con quattro squadre, e attraverso una serie di espansioni, riduzioni e spostamenti consiste attualmente di 30 squadre, 23 delle quali con sede negli Stati Uniti e 7 in Canada.
Il numero di squadre attuale è in vigore dalla stagione 2000-01, quando i Minnesota Wild ed i Columbus Blue Jackets vennero inseriti nella lega come team di espansione. L'attuale dislocazione delle squadre è invece in vigore dal 2011, quando gli Atlanta Thrashers vennero ceduti ad un gruppo canadese che trasferì la franchigia a Winnipeg a partire dalla stagione 2011-12, quindici anni dopo il trasferimento degli originali Winnipeg Jets a Phoenix.

Di tutte le maggiori leghe nordamericane, la NHL è l'unica ad avere squadre con sede nella capitale di due stati diversi: Ottawa e Washington D.C..

I 30 team che attualmente compongono la NHL sono divisi in due conference, a loro volta suddivise in due division con numero variabile di squadre, sette per la Western Conference e otto per la Eastern Conference. L'attuale suddivisione delle squadre è in vigore dalla stagione 2013-14.

Eastern Conference[modifica | modifica wikitesto]

Atlantic Division Metropolitan Division
Boston Bruins Carolina Hurricanes
Buffalo Sabres Columbus Blue Jackets
Detroit Red Wings New Jersey Devils
Florida Panthers NY Islanders
Montreal Canadiens NY Rangers
Ottawa Senators Philadelphia Flyers
Tampa Bay Lightning Pittsburgh Penguins
Toronto Maple Leafs Washington Capitals

Western Conference[modifica | modifica wikitesto]

Central Division Pacific Division
Chicago Blackhawks Anaheim Ducks
Colorado Avalanche Arizona Coyotes
Dallas Stars Calgary Flames
Minnesota Wild Edmonton Oilers
Nashville Predators LA Kings
St. Louis Blues San Jose Sharks
Winnipeg Jets Vancouver Canucks

Altre squadre che hanno partecipato alla NHL[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la prima stagione della NHL, molte squadre si sono disputate i trofei e la Stanley Cup. Di seguito si elencano le diverse squadre che hanno cambiato nome o che non esistono più, divise in periodi storici.

1917-1942[modifica | modifica wikitesto]

Anni Nome Nome successivo
1917-1918 Montreal Wanderers nessuno, franchigia chiusa
1917-1934 Ottawa Senators St. Louis Eagles
1917-1920 Quebec Bulldogs Hamilton Tigers
1920-1925 Hamilton Tigers New York Americans
1924-1938 Montreal Maroons nessuno, franchigia chiusa
1925-1941 New York Americans Brooklyn Americans
1925-1930 Pittsburgh Pirates Philadelphia Quakers
1930-1931 Philadelphia Quakers nessuno, franchigia chiusa
1934-1935 St. Louis Eagles nessuno, franchigia chiusa
1941-1942 Brooklyn Americans nessuno, franchigia chiusa

Dopo l'espansione del 1967[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 la NHL decise di ampliare il numero di squadre da 6 a 12. Alcune di queste franchigie esistono ancora, altre no.

Anni Nome Nome successivo
1967-1970 Oakland Seals California Golden Seals
1970-1974 California Golden Seals Cleveland Barons
1972-1980 Atlanta Flames Calgary Flames *
1974-1976 Kansas City Scouts Colorado Rockies
1976-1978 Cleveland Barons fusione con i Minnesota North Stars
1976-1982 Colorado Rockies New Jersey Devils *
1967-1993 Minnesota North Stars Dallas Stars *
  • * Squadre ancora in attività

Dopo l'aggiunta delle squadre della WHA[modifica | modifica wikitesto]

Anni Nome Nome successivo
1979-1995 Quebec Nordiques Colorado Avalanche[20]
1979-1996 Winnipeg Jets Phoenix Coyotes[21]
1979-1997 Hartford Whalers Carolina Hurricanes[22]
1999-2011 Atlanta Thrashers Winnipeg Jets

Cambiamenti di nome della franchigia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune squadre hanno cambiato il loro nome nonostante non si siano spostate di città.

Anni Nome Nome successivo
1917-1919 Toronto Arenas Toronto St. Patricks
1919-1926 Toronto St. Patricks Toronto Maple Leafs
1926-1930 Detroit Cougars Detroit Falcons
1930-1932 Detroit Falcons Detroit Red Wings
1993-2006 Mighty Ducks of Anaheim Anaheim Ducks
1996-2014 Phoenix Coyotes Arizona Coyotes

La stagione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione NHL è divisa tra stagione regolare, che inizia il primo mercoledì di ottobre e termina ai primi di aprile (in cui tutte le squadre si incontrano tra di loro secondo un calendario predefinito), e playoff, che iniziano subito dopo il termine della stagione regolare e terminano ai primi di giugno (in cui le squadre si affrontano in scontri a eliminazione diretta giocati con serie al meglio delle sette partite).

Regular season[modifica | modifica wikitesto]

Nella NHL la regular season consiste in 82 partite, 41 in casa e 41 in trasferta. Il calendario è sbilanciato: ogni squadra gioca più di frequente contro le altre squadre della propria division e più di rado contro quelle dell'altra conference. Gli attuali criteri di composizione del calendario sono entrati in vigore nella stagione 2013-14, con il riallineamento delle squadre in quattro division, e sono differenti a seconda del numero di squadre presenti nella propria division di appartenenza.[23]

Per le squadre della Eastern Conference (8 squadre per division) i criteri sono i seguenti:

  • 30 partite contro le altre squadre della propria division (cinque squadre vengono affrontate 4 volte, le altre due 5 volte)
  • 24 partite contro le squadre dell'altra division della Eastern Conference (3 per squadra)
  • 28 partite contro le squadre della Western Conference (2 per squadra)

Per le squadre della Western Conference (7 squadre per division) i criteri sono i seguenti:

  • 29 partite contro le altre squadre della propria division (cinque squadre vengono affrontate 5 volte, l'altra 4 volte)
  • 21 partite contro le squadre dell'altra division della Western Conference (3 per squadra)
  • 32 partite contro le squadre della Eastern Conference (2 per squadra)

Per esigenze di calendario, una squadra della Pacific e una della Central Division giocano tra loro uno scontro inter-divisionale in più, giocando di conseguenza una partita in meno all'interno della propria division. Tali squadre ruotano a turno ogni anno.
Parimenti, negli scontri intra-divisionali, le squadre che si affrontano un numero dispari di volte ruotano a turno ogni anno.

Per ogni partita vengono attribuiti:

  • due punti per una vittoria
  • un punto per una sconfitta ai supplementari o agli shootout
  • zero punti per una sconfitta nel tempo regolamentare[24].

La NHL è l'unica lega tra le maggiori leghe professionistiche nordamericane ad assegnare un punto per la sconfitta in overtime[25].

Alla fine della regular season le migliori tre squadre di ciascuna division accedono di diritto ai playoff, per un totale di dodici franchigie. Le rimanenti quattro, due per ciascuna Conference, vengono scelte in base al numero di punti conquistati nella stagione regolare senza tener conto della division di appartenenza, e vengono definite wild card.
Alle qualificate di diritto vengono assegnate le teste di serie da 1 a 3 (in base al piazzamento in classifica nella division), le wild card sono considerate tutte teste di serie numero 4.

Playoff della Stanley Cup[modifica | modifica wikitesto]

I playoff, chiamati anche playoff della Stanley Cup, sono organizzati in quattro turni, ciascuno dei quali viene giocato al meglio delle sette partite (serie best-of-seven).
I playoff vengono disputati in maniera separata tra le due conference, pertanto i primi tre turni vengono disputati rispettivamente nella Eastern Conference e nella Western Conference. Nella finale della Stanley Cup si sfidano quindi la vincitrice della East e la vincitrice della West.

L'attuale criterio di composizione del tabellone è entrato in vigore nella stagione 2013-14, con il riallineamento delle squadre in quattro division e la conseguente modifica ai criteri di qualificazione. Il tabellone risulta ora simile (ma non completamente uguale) a quello utilizzato nei playoff dal 1982 al 1993, quando i primi due turni venivano disputati all'interno delle division.

Il tabellone è diviso in due parti (una per conference), a loro volta divise idealmente in due sezioni (una per division). In ogni sezione sono presenti due scontri: uno tra le teste di serie 1 e 4 (ossia, la vincitrice della division e una wild card) e l'altro tra le teste di serie 2 e 3 (ossia la seconda e la terza classificata della division). Per ogni conference, la migliore delle due vincitrici di division gioca contro la peggiore delle due wild card, e viceversa.
Le vincitrici di questi incontri si affrontano nel secondo turno; le vincitrici delle quattro sezioni si affrontano a due a due nelle finali di conference; le due squadre rimaste si giocano la Stanley Cup.

Nei primi due turni, il vantaggio del campo va alla squadra con la testa di serie più alta, mentre negli ultimi due va alla squadra con il maggior numero di punti conquistati durante la regular season. In caso di parità, si applicano gli stessi criteri utilizzati per stilare la classifica della regular season: si guarda il numero di vittorie ottenute (escludendo quelle agli shootout), quindi la classifica avulsa, e da ultimo la differenza reti complessiva. La squadra con il vantaggio del campo disputa in casa le prime due partite e le eventuali gara 5 e gara 7 (formato 2-2-1-1-1).

  Primo turno Semifinali di conference Finali di conference Finale Stanley Cup
                                     
A1    
WC    
     
     
A2  
A3    
     
Eastern Conference
     
M1    
WC    
   
     
M2  
M3    
   
   
C1    
WC    
   
     
C2  
C3    
   
Western Conference
     
P1    
WC    
   
     
P2  
P3    

Regole[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Hockey_su_ghiaccio § Regolamento.

Nonostante la NHL segua le regole generiche dell'hockey su ghiaccio, ci sono alcune differenze rispetto agli incontri organizzati dall'International Ice Hockey Federation.

Durata degli incontri[modifica | modifica wikitesto]

Ogni incontro, della durata totale di 60 minuti, è diviso in tre periodi di 20 minuti ciascuno. Tra un tempo e l'altro ci sono 15 minuti di intervallo. Durante le interruzioni del gioco le squadre hanno 18 secondi di tempo per sostituire i giocatori (5 secondi per la squadra in trasferta, 8 secondi per la squadra di casa e 5 secondi per posizionarsi), eccetto durante i timeout televisivi. Questi timeout durano 2 minuti ognuno, e avvengono 3 volte per periodo: durante il gioco normale dopo 6, 10 e 14 minuti dall'inizio del periodo, a meno che non si sia in power play o sia stato appena segnato un goal. Le squadre hanno la facoltà di richiedere, durante le interruzioni del gioco, un solo timeout di 30 secondi.

Campo da gioco[modifica | modifica wikitesto]

Campo da gioco della NHL:
1. area penalità
2. panchine squadre
3. area arbitri

Il campo da gioco è una superficie ghiacciata rettangolare con gli angoli arrotondati, circondata da una balaustra. Misura 60.96x25.91 metri nella NHL, mentre i campi internazionali variano tra i 60/61 metri di lunghezza per 29/30 di larghezza. La linea rossa divide il campo a metà, mentre le due linee blu lo dividono in tre zone. Vicino agli estremi del campo ci sono due sottili linee rosse che vengono usate per giudicare i gol e le infrazioni di icing.

Una novità della stagione 2005-06, dopo essere stata testata nella AHL, è la comparsa di un trapezio dietro le porte. Il portiere può giocare il puck solo in quest'area o davanti alla linea del gol. Se gioca il puck dietro la linea del gol e non all'interno del trapezio, una penalità minore di 2 minuti verrà comminata dagli arbitri. Questa regola è spesso indicata come la "Brodeur rule", dal nome del portiere dei New Jersey Devils Martin Brodeur, che giocava spesso il puck dietro la rete, e questo fatto viene indicato come causa della creazione della nuova regola[26][27].

Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Quando il disco oltrepassa completamente la linea della porta, viene segnato un goal. Un goal può essere annullato quando succede una delle seguenti situazioni:

  • la squadra che ha segnato prende una penalità durante il gioco;
  • il puck viene diretto in rete intenzionalmente con la parte alta del bastone, con il guanto o con il pattino;
  • interferenza sul portiere;
  • il puck entra nella rete dopo che l'arbitro ha intenzione di fermare il gioco;
  • il puck entra nella rete a tempo scaduto.

La squadra con più goal alla fine dei 60 minuti ha vinto la partita. In caso di pareggio si disputa un tempo supplementare di 5 minuti, che a partire dalla stagione 2015-16 viene giocato in 3 contro 3, in cui vige la regola del sudden death (la prima segnatura pone fine alla partita).
Nel caso in cui il supplementare non risolva la situazione, la partita viene decisa agli shootout, il cui meccanismo è analogo a quello impiegato nel calcio con i tiri di rigore. Tre giocatori per ogni squadra, scelti dai rispettivi allenatori, si alternano nell'effettuare un tiro di rigore. Al termine dei tre turni la squadra che ne ha realizzati di più vince la partita. La sequenza può terminare anticipatamente se la squadra in svantaggio è matematicamente impossibilitata a raggiungere la parità. In caso di parità al termine dei tre turni si procede a oltranza, finché la parità non viene risolta. Nessun giocatore può tirare due volte fino a che ogni giocatore della panchina non abbia tirato almeno una volta[28]. La squadra che perde all'overtime o agli shootout prende comunque un punto per la classifica.

Durante i play-off non sono previsti gli shootout: si disputano tempi supplementari a oltranza, di 20 minuti l'uno, giocati regolarmente in 5 contro 5, sempre con la regola del sudden death.

Fuorigioco[modifica | modifica wikitesto]

Si ha quando un attaccante entra nella zona d'attacco prima del puck. Il gioco viene interrotto e si riprende con un ingaggio nella zona neutrale.

La regola del "two-line pass" o "offside pass", che si verificava se un passaggio partito dall'interno della zona difensiva superava la linea di centrocampo, è stata eliminata dalla NHL nel 2006.

Liberazione vietata[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore che dalla propria metà campo manda il disco oltre la linea di porta avversaria (nel caso in cui non venga realizzata una rete) commette una liberazione vietata. Il gioco viene interrotto e si riprende con un faceoff nella zona difensiva della squadra che ha commesso l'infrazione.

Durante un power-play, tale regola non si applica alla squadra che si trova in inferiorità numerica.

Penalità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'hockey una penalità è una punizione per un comportamento non consentito. Tutte le penalità vengono decise dall'arbitro. I guardalinee possono solo segnalare le infrazioni più ovvie, come la presenza di troppi giocatori sul ghiaccio.

Le penalità sono di cinque tipi: minore, maggiore, misconduct, game misconduct e match penalty.

Il giocatore a cui viene fischiata una penalità minore si accomoda per due minuti in panca puniti, e la sua squadra si trova a giocare con un uomo in meno. Se durante questi due minuti la squadra in power-play realizza un goal, il giocatore viene liberato anzitempo dalla panca puniti. In caso rete subita in doppia inferiorità numerica, viene liberato il giocatore a cui è rimasto meno tempo da scontare.

Alcune fra le penalità minori sono:

  • Tripping (sgambetto)
  • Roughing (gioco violento)
  • Elbowing (gomitata)
  • Holding (trattenuta)
  • Interference (ostruzione)
  • Charging (carica irregolare)
  • Checking from behind (carica da dietro)
  • High-sticking (bastone alto)
  • Hooking (aggancio col bastone)
  • Slashing (colpo col bastone)
  • Boarding (spinta irregolare contro i bordi del campo)
  • Delay of game (perdita di tempo)

In caso di fallo grave, al giocatore può essere sanzionata una doppia penalità minore (4 minuti totali), che viene considerata come due penalità minori consecutive: se la squadra in inferiorità numerica subisce un goal durante i primi due minuti, viene annullata solo la prima delle due penalità, e al giocatore rimangono comunque da scontare i secondi due minuti.

Le penalità maggiori, che solitamente vengono comminate in caso di rissa o di fallo particolarmente violento, durano cinque minuti, e devono sempre essere scontate per intero: non vengono interrotte neanche se la squadra in inferiorità numerica subisce un goal. Nel caso in cui rimangano da giocare meno di cinque minuti, solitamente il giocatore viene rimandato direttamente negli spogliatoi anziché in panca puniti. Nel caso in cui venga penalizzato un giocatore per squadra in seguito a rissa, alle due squadre è consentito sostituire il giocatore sul ghiaccio (ossia, il numero di giocatori in pista non cambia); il giocatore torna disponibile per la squadra alla prima interruzione del gioco dopo lo scadere dei cinque minuti.

Le penalità di tipo misconduct durano 10 minuti e vengono assegnate per cattiva condotta. Un misconduct rende il giocatore non disponibile alla squadra per la durata della penalità, ma non comporta alcuna alterazione del numero di giocatori in campo.

Un game misconduct (detto anche penalità partita) consiste nell'espulsione del giocatore, che deve obbligatoriamente lasciare la pista e rientrare negli spogliatoi. Il game misconduct in sé non altera il numero dei giocatori in campo. Se a un giocatore viene comminata contemporaneamente una penalità maggiore o minore e un game misconduct, il giocatore viene espulso, un compagno di squadra (scelto dall'allenatore) sconta la penalità in panca puniti al posto suo e la sua squadra gioca in inferiorità numerica. A fini statistici, in NHL, un game misconduct viene conteggiato con 10 minuti a carico del giocatore penalizzato.

Un match penalty, assegnata in casi particolarmente gravi, comporta l'espulsione immediata del giocatore con annessa penalità maggiore (scontata da un compagno di squadra scelto dall'allenatore). Secondo il regolamento NHL, un match penalty comporta l'automatica sospensione del giocatore, definita poi nel numero di partite dal Commissioner NHL o suoi delegati.[29] A fini statistici, in NHL, un match penalty viene conteggiato con 10 minuti a carico del giocatore penalizzato.

Premi e trofei[modifica | modifica wikitesto]

Al termine di ogni stagione la NHL assegna una gran quantità di premi alle squadre e ai singoli giocatori.

Premi per squadre[modifica | modifica wikitesto]

Premi per i giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini dei trofei[modifica | modifica wikitesto]

Hockey Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio della Hockey Hall of Fame a Toronto

Giocatori, allenatori, arbitri e guardalinee, oltre ai proprietari delle squadre che si sono particolarmente distinti durante la loro carriera possono essere inseriti nella Hockey Hall of Fame. I giocatori possono essere inseriti solamente dopo tre anni dalla loro ultima partita, il periodo di tempo più basso di tutti i maggiori sport professionistici. In passato, dieci giocatori sono stati ritenuti così meritevoli di questo riconoscimento che il periodo dei tre anni è stato ignorato[30]. L'ultimo di questi è stato Wayne Gretzky nel 1999. La NHL ha dichiarato che dopo quello di Gretzky non ci sarebbero più stati inserimenti "prematuri"[30]. Il 6 febbraio 2000 in virtù di essere stato il più grande giocatore di tutti i tempi, il numero di Wayne Gretzky, il 99, è stato ritirato per tutta la lega NHL: nessun giocatore di nessuna franchigia NHL potrà più indossarlo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James Marsh, National Hockey League, The Canadian Encyclopedia, 2006. URL consultato l'8 giugno 2008.
  2. ^ (EN) NHL.com - Stanley Cup Fun Facts, NHL. URL consultato l'8 giugno 2008.
  3. ^ (EN) NHL aims to put global warming on ice, NHL.com. URL consultato l'8 giugno 2008.
  4. ^ (EN) European players taking more and more leadership roles, captaincies in NHL, usatoday.com. URL consultato l'8 giugno 2008.
  5. ^ a b [McFarlane], pp.15–16
  6. ^ (EN) NHL history, nhl.com. URL consultato il 19 giugno 2008.
  7. ^ La Toronto Arena Hockey Club venne costruita nell'ottobre 1918. vedi [Holzman]
  8. ^ [McFarlane], pp.5
  9. ^ (EN) Robert H. Boyle, Black Hawks on the Wing, vault.sportsillustrated.cnn.com, 2 febbraio 1959. URL consultato il 25 aprile 2008.
  10. ^ [McFarlane], pp.116–117,119
  11. ^ [McFarlane], pp.166–167
  12. ^ (EN) Jamie Fitzpatrick, Stanley Cup Winners, about.com, 2006. URL consultato l'8 giugno 2008.
  13. ^ (EN) ESPN, The 10 greatest teams, ESPN.com, 31 dicembre 1999. URL consultato l'8 giugno 2008.
  14. ^ a b (EN) CBC Sports, We've been here before, cbc.ca, 29 gennaio 2004. URL consultato l'8 giugno 2008.
  15. ^ a b c d Paul D. audohar, The hockey lockout of 2004–05 (PDF), in Monthly Labor Review, dicembre 2005. URL consultato l'8 giugno 2008.
  16. ^ (EN) NHL.com, NHL returns with packed arenas, single-date attendance record, NHL.com, 6 ottobre 2005. URL consultato l'8 giugno 2008.
  17. ^ a b c d (EN) John Molinaro, A season to remember, CBC.ca, 20 aprile 2006. URL consultato l'8 giugno 2008.
  18. ^ (EN) Bob Mackin, Canucks abuse fan trust, Slam Sports, 18 aprile 2006. URL consultato l'8 giugno 2008.
  19. ^ (EN) Finder, Chuck, Penguins ticket sales hit the roof, Pittsburgh Post-Gazette, 19 agosto 2005. URL consultato l'8 giugno 2008.
  20. ^ (EN) Storia dei Quebec Nordiques sul sito della World Hockey Association whahockey.com
  21. ^ (EN) Storia dei Coyotes sul loro sito ufficiale
  22. ^ (EN) Storia dei Whalers e degli Hurricanes sul sito degli Hurricanes
  23. ^ (EN) NHL announces 2015-16 season schedule, NHL.com, 25 giugno 2015. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  24. ^ Shawn Sillinger, NHL standings: A simple solution, betus.com, 14 maggio 2006. URL consultato l'8 giugno 2008.
  25. ^ Why the NHL Should lose the 'Overtime Loss Point' System, americanchronicle.com, 4 agosto 2006. URL consultato il 15 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2008).
  26. ^ (EN) Diamos, Jason, New Rule Will Take a Weapon Away from Brodeur, New York Times (subscription required), 16 settembre 2005. URL consultato l'8 giugno 2008.
  27. ^ (EN) Jones, Tom, Brodeur not handling new rule well, St. Petersburg Times, 18 settembre 2005. URL consultato l'8 giugno 2008.
  28. ^ National Hockey League, 2007-2008 NHL Rulebook., National Hockey League), 2007. URL consultato l'8 giugno 2008.
  29. ^ National Hockey League, 2015-2016 NHL Rulebook. (PDF), National Hockey League), 2015. URL consultato il 4 dicembre 2015.
  30. ^ a b phoenixcoyotes.com, Wayne Gretzky signs five-year contract as head coach, phoenixcoyotes.com, 31 maggio 2006. URL consultato il 9 giugno 2008.

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