Carlo Caglieris

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!986-1988 Basket Asti
Carlo Caglieris
Carlo Caglieris (Virtus Bologna).jpg
Caglieris in palleggio con la maglia della Sinudyne Bologna
Nazionalità Italia Italia
Altezza 177 cm
Peso 80 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Playmaker
Ritirato 1986
Hall of fame Italia Basket Hall of Fame (2013)
Carriera
Giovanili

1964-1967 Don Bosco Crocetta Torino 1967-1968 Ignis Varese

Squadre di club
1968-1971Libertas Biella
1971-1974Libertas Asti
1974-1975Fortitudo Bologna
1975-1981Virtus Bologna206 (2055)
1981-1985Auxilium Torino138 (1271)
1985-1986Treviso27 (153)
Nazionale
1975-1984Italia Italia131 (493)
Palmarès
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Oro Francia 1983
Gold medal mediterranean.svg Giochi del Mediterraneo
Bronzo Algeri 1975
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Carlo Caglieris, detto Charlie (Brescia, 2 luglio 1951), è un ex cestista italiano.

Playmaker attivo in Serie A negli anni settanta e ottanta, ha segnato un totale di 4.795 punti nella massima serie[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto cestisticamente, dopo una breve parentesi nei pulcini della Juventus, nella Don Bosco Crocetta di Torino e passato poi nelle giovanili dell'Ignis Varese, nel 1970-71 giocò in serie A con la Gelati Cecchi Biella, retrocessa a fine stagione. Libero da vincoli contrattuali per lo scioglimento della società laniera, scelse l'ambiziosa Saclà Asti allenata da Lajos Toth, con la quale colse la promozione dalla serie B alla serie A. Nel campionato 1972-73 contribuì a portare la squadra astigiana in finale di Coppa Italia (sconfitta dall'Ignis Varese, poi campione d'Italia). Nel 1973-74 ritornò a Torino, in seguito al trasferimento della squadra per mancanza di un palazzetto in grado di garantire i 3500 posti richiesti dal nuovo regolamento federale, dove disputò campionato e Coppa delle Coppe, prima di essere ceduto per motivi di bilancio all'Alco Fortitudo Bologna.

Solo un anno dopo, contrariamente alle sue attese e speranze, invece di rientrare a Torino approdò alla Virtus Bologna di Dan Peterson, con la quale vinse lo scudetto che mancava alla V nera da vent'anni esatti. Con la Virtus ottenne altri 2 scudetti, nel 1978-79 e la stagione successiva con Terry Driscoll.

Nel 1981 tornò nella "sua" Torino dove con la Berloni disputò quattro campionati, senza però ripetere i successi degli anni precedenti.

Nel 1985 si trasferì alla Benetton Treviso con cui disputò la sua ultima stagione.

Con la Nazionale Juniores ha vinto la medaglia di bronzo ai campionati europei di Atene nel 1970.Vanta inoltre numerose presenze nelle rappresentative nazionali under 21 e Under 23 .

Con la nazionale italiana di pallacanestro ha giocato 131 partite, segnando 493 punti, guadagnando la medaglia d'oro ai campionati europei di Nantes nel 1983 (famosa l'immagine del playmaker che bacia il pallone a fine gara). Partecipò alle olimpiadi di Los Angeles 1984, ottenendo il quinto posto e disputò i mondiali di Manila. Vinse inoltre un titolo mondiale militare.

Venne anche selezionato nella formazione del Resto d'Europa e vinse in Cecoslovacchia l'Oscar del Basket.

Considerato uno dei più forti playmaker italiani di tutti i tempi è stato un professore di Educazione Fisica liceale e universitario, nonché promotore di un progetto sociale molto importante che riguarda le carceri. Nel 2005 ha vinto il premio "Basket e Solidarietà". Ha partecipato ad una puntata de I soliti ignoti - Identità nascoste, condotto da Fabrizio Frizzi, andata in onda su Rai Uno il 14 settembre 2007. Nel 2013 è stato inserito nella Hall of Fame del basket italiano.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Virtus Bologna: 1975-1976, 1978-1979, 1979-1980

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • Silver medal.svg Oro Campionato Mondiale Militare Udine 1972
1972
  • Bronze medal.svg Bronzo Giochi del Mediterrano 1975
1975
  • Gold medal.svg Oro Europei Francia 1983
1983

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Almanacco illustrato del basket 1990. Panini, Modena, 1989, p. 25.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]