Vittorio Tracuzzi

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Vittorio Tracuzzi
Tracuzzi.jpg
Tracuzzi allenatore della Pallacanestro Varese. Alle spalle Antonio Bulgheroni
Nazionalità bandiera Regno d'Italia
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ritirato 1956 - giocatore
Hall of fame Italia Basket Hall of Fame (2009)
Carriera
Squadre di club
1944-1945 Peloro
1945 Palermo
1946 PTT Roma
1946-1948 Ginnastica Roma
1948-1954 Pall. Varese 134 (839)
1954-1956 Virtus Bologna  ? (49)
Nazionale
Italia Italia 44 (124)
Carriera da allenatore
1948-1954 Pall. Varese 77-58
1952-1953 Italia Italia 13-15
1953-1954 Bernocchi Legnano 15-1
1954-1960 Virtus Bologna 108-22
1960-1962 Pall. Cantù 26-18
1962-1968 Pall. Varese 87-20
1968-1970 Pall. Milano 16-16
1970-1972 Virtus Bologna 6-20
1972-1976 Junior Casale
1976-1977 Cestistica Messina
1977-1978 Viola Reggio Cal.
1978-1979 Virtus Ragusa
1979-1981 Italia Italia U-20 (vice)
1981-1985 Italia Italia
Palmarès
Coppa delle Coppe 1 vittoria
Serie A maschile 3 scudetti
Serie A femminile 1 scudetto
Per maggiori dettagli vedi qui
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« I suoi insegnamenti hanno anticipato i tempi e, forse, sono stati capiti in ritardo, perché lui era sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, di geniale, di innovativo. »
(Ninni Gebbia[1])

Vittorio Tracuzzi (San Filippo del Mela, 2 gennaio 1923Bologna, 21 ottobre 1986) è stato un cestista e allenatore di pallacanestro italiano.

È stato commissario tecnico sia della nazionale italiana maschile che di quella femminile e ha inoltre vinto quattro titoli italiani e una Coppa delle Coppe.

A lui è stato intitolato il PalaTracuzzi, impianto di pallacanestro di Messina.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

« Allenatore fondamentale per la mia crescita, preparatissimo al punto da concepire il basket dieci anni prima degli altri »
(Gianfranco Lombardi[2])

Era un giocatore spigoloso, imprevedibile, sfrontato[3].

La sua opera di formatore e di allenatore è stata raccolta da Gaetano Gebbia nel volume La pallacanestro di Vittorio Tracuzzi[4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nei club[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941 ha giocato con una Rapprentativa Giovanile Nazionale in una tournée in Cecoslovacchia. Come club, giocò inizialmente a Messina[5], nel 1945 alla Peloro[6] e a Palermo, nel 1946 a Roma con il P.T.T quindi nel 1947 e nel 1948 sempre a Roma con la Ginnastica Roma e chiuse la carriera nella Pallacanestro Varese, di cui divenne allenatore nel 1948, pur continuando a giocare. Nella Virtus Bologna ricoprì nuovamente il doppio ruolo giocatore-tecnico.

Ogni tanto ritornò in Sicilia, dove disputò un'amichevole con la Cestistica Messina[7].

In Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha esordito nella nazionale di pallacanestro italiana il 28 aprile 1947, in occasione di Italia-Albania 60-15, prima partita degli Europei di Cecoslovacchia 1947 a Praga. L'Italia si classificò nona e Tracuzzi giocò da titolare. Il commissario tecnico era Elliott Van Zandt, che sgrezzò Tracuzzi e i suoi compagni lavorando sui fondamentali[8].

Il cestista disputò anche l'Olimpiade Londra 1948[9], il Trofeo Mairano 1949, il Torneo Internazionale di Nizza 1950 e l'Europeo Francia 1951. Lasciò la nazionale l'8 marzo 1952, al termine di Italia-Belgio 31-43, dopo quasi cinquanta partite.

Da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Tracuzzi con Sofia Vinci

La partita successiva sulla panchina azzurra si sedette proprio lui. Subentrò a Giancarlo Marinelli come commissario tecnico dopo il secondo Trofeo Mairano. Diresse l'Italia per il torneo preolimpico e l'Olimpiade di Helsinki (Marinelli partì con lui come suo vice, ma gli azzurri chiusero con un deludente 17º posto[10]), per il terzo trofeo internazionale di Istanbul, l'Europeo URSS 1953 e il quarto trofeo di Istanbul. Nel 1954 gli subentrò Francesco Ferrero.

Contemporaneamente, aveva già intrapreso la carriera di allenatore in A1 con il Varese. Dal 1948 al 1954 è coach dei lombardi, con cui ottiene un secondo posto nel 1948-49. Nel 1953-54 vince anche uno scudetto con le ragazze della Bernocchi Legnano. Nel 1954-55 è alla Virtus Minganti Bologna, con cui vince subito lo scudetto e fa il bis la stagione dopo. Nei quattro campionati successivi, la Virtus Bologna è sempre vicecampione, cambiando sponsor nel 1958 (da Minganti a Oransoda). Nel biennio 1960-1962 è ingaggiato dalla Levissima Cantù, con cui conclude due campionati al quarto posto[11].

Nel 1962 torna a Varese e conquista lo scudetto 1963-64, cinque secondi posti e la Coppa delle Coppe 1966-1967. Nel 1968 è al All'Onestà Milano, per un biennio d'alta classifica anche se fu esonerato nel 1970 per il crollo improvviso della squadra. Concluse con un altro biennio alla Norda Virtus Bologna, lasciando definitivamente l'A1 nel 1972. Per quattro anni, dal 1972 al 1976, allenò la Junior Casale Monferrato. Poi allenò la Viola Reggio Calabria e la Cestistica Messina.

Dopo un periodo con la Nazionale juniores[12], tra il 1981 e il 1985 ritornò alla Nazionale, ma quella femminile.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Dal 5 gennaio 2010 è entrato a far parte dell'Italia Basket Hall of Fame. Le finali nazionali Under-19 femminili sono dedicate alla sua memoria[13].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Pall. Varese: 1966-1967
Virtus Bologna: 1954-1955, 1955-1956
Pall. Varese 1963-1964
Bernocchi Legnano 1953-1954

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Tracuzzi, cuore da zingaro / 3 su basketcatanese.it, 18 marzo 2010. URL consultato il 29 giugno 2015.
  2. ^ Nunzio Spina, Basket e Olimpiadi: anni ’60. «Dado» Lombardi racconta su basketcatanese.it, 30 marzo 2012. URL consultato il 29 giugno 2015.
  3. ^ Nunzio Spina, Vittorio Tracuzzi, cuore da zingaro su basketcatanese.it, 5 marzo 2010. URL consultato il 29 giugno 2015.
  4. ^ Roberto Quartarone, Tutta la genialità di Tracuzzi in una monografia su basketcatanese.it, 22 giugno 2015. URL consultato il 29 giugno 2015.
  5. ^ Roberto Quartarone, I pionieri della Grifone: Vittorio Currò su basketcatanese.it, 11 novembre 2007. URL consultato il 29 giugno 2015.
  6. ^ 1944-1945 - la stagione maschile su storia.basketcatanese.it. URL consultato il 28 giugno 2015.
  7. ^ Roberto Quartarone, La classe di Gigi Marletta, un cestista d’altri tempi su basketcatanese.it, 1º dicembre 2011. URL consultato il 28 giugno 2015.
  8. ^ Nunzio Spina, Il coach che predicava i fondamentali su basketcatanese.it, 13 giugno 2010. URL consultato il 29 giugno 2015.
  9. ^ Nunzio Spina, Basket e Olimpiadi: Londra 1948. Lo sport emerge dalle macerie! su basketcatanese.it, 19 gennaio 2012. URL consultato il 29 giugno 2015.
  10. ^ Nunzio Spina, Basket e Olimpiadi: Helsinki 1952. L’inizio di una grande sfida! su basketcatanese.it, 2 febbraio 2012. URL consultato il 29 giugno 2015.
  11. ^ Nunzio Spina, Vittorio Tracuzzi, cuore da zingaro / 2 su basketcatanese.it, 11 marzo 2010. URL consultato il 29 giugno 2015.
  12. ^ Nunzio Spina, Angelo Destasio: una carriera di sogni e di sfide in Basket Catanese, 29 settembre 2008. URL consultato il 26 agosto 2011.
  13. ^ Finale Nazionale Beko U19 Femm. Magika Pallacanestro Campione d'Italia, battuto in finale il Minibasket Battipaglia 60-55 su FIP, 25 aprile 2015. URL consultato il 29 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco illustrato del basket '90. Modena, Panini, 1989.
  • Gaetano Gebbia, La pallacanestro di Vittorio Tracuzzi, Perugia, BasketCoach.net, 2015, p. 320, ISBN 9788899184087.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]