Pallacanestro Biella

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Pallacanestro Biella
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Blu e Rosso (Strisce).png Rosso e blu
Dati societari
Città Biella
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A2
Fondazione 1994
Denominazione Pallacanestro Biella (dal 1994)
Presidente Massimo Angelico
General manager Marco Sambugaro
Allenatore Michele Carrea
Impianto Biella Forum
(5.007 posti)
Sito web www.pallacanestrobiella.it
Palmarès
Coppe nazionali 1 Coppa Italia DNA

La Pallacanestro Biella SSDARL[1] è una società di pallacanestro maschile della città di Biella. Milita in Serie A2, ed è conosciuta anche come Angelico Biella, dal nome del main sponsor in campionato. Il club ha militato per 12 stagioni consecutive in Serie A, tra il 2001 e il 2013 e conta due partecipazioni alle coppe Europee (Eurocup 2009-2010 e EuroChallenge 2014-15). In bacheca anche una Coppa Italia DNA, vinta nella stagione 2013-2014.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta e sessanta la pallacanestro biellese era rappresentata dalla "Libertas Biella", società che disputò per la prima volta la massima serie nella stagione 1960-1961.

La storia della Pallacanestro Biella inizia nel mese di giugno del 1994, quando le due maggiori società cestistiche biellesi (Biella Basket Club e Amici del Basket Biella) decisero di unire le proprie risorse umane, tecniche ed economiche per dar vita alla Associazione Sportiva Pallacanestro Biella. La nuova società acquisì il titolo sportivo di Garlasco, e si iscrisse alla Serie B2.

1994-1995: Si parte da Federico Danna[modifica | modifica wikitesto]

Il primo colpo di mercato arriva a giugno 1994, quando Alberto Savio e Marco Atripaldi firmano un triennale con Federico Danna, già coach di Torino in Serie A e considerato uno dei migliori tecnici soprattutto per il lavoro con i giovani. Coach Danna infatti, oltre alla prima squadra, allena anche una squadra propaganda e supervisiona il settore giovanile. La formazione allestita per la stagione 1994/95 conclude la prima fase al 2º posto, ottenendo l'accesso alla fase finale di Play-off e lotta poi fino al termine del campionato per la promozione in Serie B d'Eccellenza, meritandosi il titolo di “squadra rivelazione” del campionato.

1995-1996: La prima promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il roster viene reso ancora più competitivo, con l'arrivo dell'esperto Gianpiero Savio, giocatore dal grande passato in Serie A e già alla corte di Federico Danna a Torino. L'obiettivo di inizio anno era chiaramente uno solo: la promozione in B d'Eccellenza. L'obiettivo viene centrato tra l'entusiasmo generale, dopo un campionato condotto in testa dalla prima all'ultima giornata, con lo straordinario record di 25 vittorie su 32 partite disputate. Biella chiude la stagione regolare con 34 punti, davanti a Oderzo fermo a quota 30. Nei play-off i rossoblù diventano inarrestabili e centrano otto vittorie consecutive che vogliono dire promozione

1996-1997: L'ultima di Giampi Savio[modifica | modifica wikitesto]

Come nella passata stagione, in estate arrivano giocatori importanti come Conti e Compagni. Ma il vero colpo di mercato arriva a gennaio, quando Federico Danna rinnova per altre due stagioni, fino al 1999. I rossoblù si trovano in un girone equilibratissimo e chiudono la stagione regolare al 7º posto, anche se si trovano a soli due punti dalla vetta della classifica. Gli scontri diretti escludono l'Ing/Fila dai play-off e la condannano addirittura ai play-out, dove vince sette gare su dieci e vince il girone. La stagione si chiude con l'addio al basket di Giampiero Savio, che all'ultima gara segna ancora quattro bombe.

1997-1998: La promozione in A2[modifica | modifica wikitesto]

Biella cambia ancora il proprio volto con l'arrivo di cinque giocatori: Piazza, Volpato, Raggi, Ogliaro e Zamberlan, che diventa presto un nuovo idolo della curva. Sarà una grande stagione per i rossoblu, che segna il ritorno in serie A dopo 27 anni. Dopo aver chiuso la prima fase in testa, vincendo 15 partite su 22, il girone successivo vede invece i rossoblu sfiorare subito la promozione, chiudendo secondi il girone e cedendo solo a gara-3 a Roseto. Biella però vince lo spareggio per il terzo posto in campo neutro a Viterbo contro Barcellona Pozzo di Gotto (contro il futuro rossoblù Matteo Soragna). Quella vittoria vale la promozione in A2 a seguito delle rinunce di Napoli e Caserta.

1998-1999: Di nuovo serie A dopo 27 anni[modifica | modifica wikitesto]

È l'anno dell'arrivo a Biella di due dei giocatori più amati dalla tifoseria rossoblù: Joseph Blair e Nate Erdmann, che sono anche i primi americani della storia di Pallacanestro Biella. La Fila raggiunge senza troppi problemi l'obiettivo iniziale della salvezza, chiudendo in 6ª posizione su 14 squadre (nonostante avesse perso per infortunio nella fase ad orologio proprio Blair, sostituito da Hendrick), raggiungendo le semifinali. La serie contro la Scavolini Pesaro è intensissima, ma Biella la spunta a gara-4 di fronte a 3000 spettatori. La finale rimane però un tabù contro una fortissima Reggio Calabria di Manu Ginóbili, che conquista meritatamente la A1.

1999-2000: La semifinale thrilling contro Jesi[modifica | modifica wikitesto]

Come in tradizione di Pallacanestro Biella, viene confermata la struttura portante della squadra, con Norman Nolan a sostituire Blair, Massimo Sorrentino, Cristiano Masper e il colpo Davide Pessina. La stagione viene condizionata dai tanti infortuni, e la Fila chiude la regular season all'8º posto con 18 punti. Nella seconda fase invece Biella guadagna una posizione e chiude 7ª, conquistando la semifinale. La serie con la Jesi di Boni, Firic e Gigena è “thrilling”. I rossoblù vanno sotto 2-0, ma recuperano con due capolavori firmati Erdmann e Sorrentino. Si arriva a gara-5, con Erdmann fuori per infortunio: Jesi passa e Biella resta in A2. L'anno si chiude con l'addio di Federico Danna, che si trasferisce a Varese in A1.

2000-2001: L'anno dei primati[modifica | modifica wikitesto]

Al posto di Danna arrivano Marco Crespi nel ruolo di head-coach, e Alessandro Ramagli come vice. È il preludio di un'annata che rimarrà nella storia della Pallacanestro Italiana. Arrivano giocatori di un'altra categoria come Corey Brewer, Kevin Rankin (dall'Ulker Istanbul) e Antonio Granger, giocatore dal talento cristallino che avremmo rivisto in futuro su palcoscenici ben più importanti come in Uleb Cup ed Eurolega. La Fila domina il campionato, centrando 30 vittorie su 36 gare: è A1! È anche l'anno della sfida ai campionissimi della Kinder Bologna, che in quella stagione centreranno il “Grande Slam”, ma che i rossoblù costringono addirittura al supplementare alle Final-8 di Coppa Italia di Forlì.

2001-2002: Il primo anno in A1[modifica | modifica wikitesto]

Il primo anno di A1 comincia con la partenza di Crespi verso Siviglia e la promozione a head-coach di Alessandro Ramagli. Marco Atripaldi piazza tre acquisti importantissimi: il corteggiatissimo Segado “Cookie” Belcher uomo di punta del college di Nebraska, il playmaker dal grande talento offensivo “Mago” Malik Dixon, e “Tiramolla” Michael Batiste, che vedremo poi come uno dei migliori centri d'Europa al Panathinaikos campione d'Eurolega e di 7 campionati in Grecia. All'ultimo minuto del mercato arriva uno dei più grandi idoli della curva: Andrea Niccolai, che con 16 punti trascina i rossoblù alla vittoria nell'esordio in A1. La Lauretana centra la salvezza con 14 vittorie e 22 sconfitte, e il 13º posto con 28 punti a +4 sulla retrocessione.

2002-2003: L'emozione dei playoff[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una partenza svantaggiata (1 vittoria e 8 ko), la Lauretana prende il volo contro la Skipper Bologna al termine dell'andata. Tutto il talento di Jamel Thomas si accende di colpo (24 punti in 20′ contro la Fortitudo), e diventano determinanti Di Bella e, dalla panchina, Carraretto e Michelori. Il PalaPajetta diventa una fortezza quasi inespugnabile, anche grazie al duo sottocanestro, Jaacks-Sales. La Lauretana si conferma “ammazzagrandi”: nel ritorno cadono tutti tranne Siena e i campioni d'Italia di Treviso. Addirittura Biella centra i play-off con una giornata d'anticipo (vittoria di 30 punti sulla Virtus Bologna). Il cammino della Lauretana negli ottavi si chiude però alle pendici del Vesuvio in gara-3, ma a testa alta e con la voglia di riprovarci e migliorarsi, insieme.

2003-2004: Biella ingrana la quinta nel ritorno[modifica | modifica wikitesto]

È l'ultima stagione di Matteo Soragna in rossoblù, con la sua maglia numero 7 che verrà ritirata, prima di essere poi rispolverata nell'estate del 2009, quella del ritorno. Biella chiude all'11º posto, frutto di un girone di ritorno, con le vittorie di Trieste, che scaccia lo spettro retrocessione, Udine e Napoli, che hanno portato la Lauretana a giocarsi a Roma le chances di play-off. È l'anno di DeMarco Johnson, dell'infortunio di Belcher (sostituito da Kyle Hill), e della partenza di Carraretto dopo la vittoria su Messina verso il Tau di Ivanovic, all'epoca incontrastato padrone della Liga. Ironia della sorte, l'ultima partita è a Treviso, con Hill che impallina da ogni parte il canestro della Benetton (10/12 da tre) e Soragna che prende confidenza con la sua nuova casa.

2004-2005: La salvezza all'ultimo respiro[modifica | modifica wikitesto]

L'anno 2004/2005 è soffertissimo, probabilmente il più complicato della storia del club, con la salvezza centrata per differenza canestri sul parquet della Climamio campione d'Italia, proprio mentre Livorno infilava Reggio Calabria. Un anno sfortunatissimo, in cui l'addio di Belcher per infortunio e il lungo ko di Di Bella rimangono splendide istantanee, come le vittorie casalinghe con Milano e Cantù (probabilmente quest'ultima la partita più bella mai vista sul parquet di Biella), le prodezze di Austin, la resurrezione di Santarossa e Giovannoni, il rientro rabbioso e caparbio di capitan Di Bella, i voli di Minard ed il volto pulito di “Iceman” Black, australiano dal carattere straordinario fondamentale nel finale. Tutto fino alla festa del 30 aprile a Bologna, in cui per davvero si è festeggiato più di uno scudetto. Una salvezza meritata, trasformata paradossalmente nell'evento mediatico della primavera, grazie alle telecamere di Sky.

2005-2006: Dopo 11 anni Savio passa la presidenza a Verzoletto[modifica | modifica wikitesto]

Si volta nuovamente pagina, con Di Bella che va a Bologna, Bougaieff a Casale (al Piemonte sembra proprio affezionato…), Minard a Reggio Emilia, via anche Jaacks e Austin, e Aguiar che va a guadagnarsi minuti a Sassari. Ma a cambiare non è soltanto la squadra: dopo 11 anni di presidenza, Alberto Savio comunica il suo “passo indietro”, facendo spazio a Stefano Verzoletto, altro imprenditore biellese appassionato e tifoso, già nella compagine societaria rossoblù. Arriva Damon Williams, uno dei killer di Biella l'anno precedente, l'esperto e carismatico Frosini, il piemontesissimo Garri, l'esuberante Cotani, il talentuoso Bremer, il cecchino Joe “Smoking” Smith e Thabo Sefolosha, primo rossoblù chiamato al Draft Nba. Oltre a un nuovo marchio che porterà in giro per l'Italia il nome di Biella: Angelico. La stagione si chiude con l'8º posto e l'eliminazione ai quarti con la Climamio.

2006-2007: Bechi e i 600 di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Ramagli saluta dopo 5 intensi e bellissimi anni, ma in panchina si parla sempre livornese, con Luca Bechi promosso a capo-allenatore. La squadra è rivoluzionata: restano capitan Frosini e Cotani, a loro si affiancano Barlera, il giovane Porta da Livorno e il play della nazionale tedesca Roller. Sul fronte Usa iniziano la stagione Coppenrath, Daniels e il duo da Louisville Gaines-Dean. A gennaio Ganeto va a Casale e Dean vola in Russia. Al loro posto due amatissimi ex: Jamel Thomas e Stephen Black. Con loro Biella raggiunge la più alta classifica terminando 6ª e incrociando la Virtus nei quarti: la partenza col botto della vittoria in gara-1 entusiasma e galvanizza i rossoblù, che arrivano a gara-5 a Bologna davanti a oltre 600 tifosi rossoblù. Biella scrive così un'altra bellissima pagina della sua storia, che registra anche l'addio di Atripaldi verso Treviso.

2007-2008: Un girone d'andata da secondi della classe[modifica | modifica wikitesto]

Daniele Baiesi raccoglie il testimone di Atripaldi, mentre Bechi costruisce una squadra giovane e piena di entusiasmo, ripartendo da Cotani, Barlera e dalla classe '83 italiana con Rosselli, Cinciarini e Santolamazza, a cui si aggiungerà a novembre Spinelli. Dall'estero arrivano prospetti interessanti come Jerebko, mentre gli americani sono tre esordienti provenienti dalla NBDL, Troy Bell, BJ Elder e Kevinn Pinkney, più Brandon Hunter. La partenza è incredibile e l'Angelico taglia alcuni storici traguardi, come il 2º posto al termine dell'andata e la semifinale di Coppa Italia (ko con la vincitrice Avellino). Nel ritorno il calo fisiologico, anche per la gioventù e l'inesperienza. A marzo Langford rimpiazza Bell (che va anche lui a Casale). L'obiettivo di inizio stagione della salvezza è raggiunto con largo anticipo insieme ad alcune grandi vittorie, come con Milano e la Fortitudo, che impreziosiscono la stagione.

2008-2009: La marcia su Roma e la semifinale scudetto[modifica | modifica wikitesto]

È l'estate dei grandi ritorni. Comincia Atripaldi, che rientra nel ruolo di Presidente, continuano Garri, Smith e Gaines. A loro si aggiungono Aradori, Gist e Plaisted, subito ko e sostituito dal guerriero sloveno Jurak, che completa il reparto lunghi con Brunner. Il 1º marzo 2009 l'esordio nel Biella Forum viene bagnato dalle sette triple di Aradori e da una larga vittoria con Montegranaro. Sei vittorie consecutive regalano il 7º posto e i quarti con Roma, con cui si arriva a gara-5. È il 26 maggio 2009: Biella espugna il PalaEur seguita da oltre 200 tifosi e conquista la storica semifinale con Milano! Dopo aver sfiorato in gara-1 la vittoria, l'Angelico pareggia la serie in una gara-2 giocata in un Biella Forum stracolmo, che esplode quando Spinelli segna il canestro decisivo nel supplementare. Gara-4 è l'epilogo della stagione rossoblu: il Biella Forum è ancora una volta gremito, ma Biella resiste per metà partita. Da pelle d'oca l'ultimo minuto, con tutto il pubblico in piedi a tributare una meritatissima standing ovation.

2009-2010: Dall'Europa alla salvezza all'ultimo secondo[modifica | modifica wikitesto]

Una stagione che ha dell'incredibile. La fortuna volta le spalle ai rossoblù fin dall'inizio. Plisnic si infortuna in preparazione e resta fuori fino a marzo e viene sostituito da Schultze, mentre Jones, re delle schiacciate in Nba bel 2004, fa solo intravedere sprazzi della sua classe prima che la spalla lo obblighi a chiudere anzitempo la stagione. Il suo sostituto Colmeman viene scartato, viene preso Diaz che si infortuna dopo poche partite. A turno saltano qualche gara anche Smith e Soragna, rientrato alla base ed entrato di nuovo in possesso della sua maglia numero 7. Nonostante tutto l'Angelico si presenta all'Europa con 4 vittorie su 6 gare, che però non bastano a passare il turno (è l'unica eliminata in EuroCup con 8 punti). In campionato la squadra risente dei troppi cambiamenti e arriva a giocarsi la salvezza all'ultima giornata contro la Ferrara degli ex, Spinelli e Schultze (nel frattempo passato in Emilia). Lo “spareggio” è da cardiopalma e vede i rossoblù trionfare al termine di una gara difficilissima e che ancora una volta cattura le attenzioni di tutta l'Italia cestistica.

2010-2011: Un'altra salvezza al cardiopalma[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra stagione al cardiopalma, culminata per il secondo anno consecutivo con la salvezza all'ultima giornata. Un team giovane e arrembante, allenato per la prima volta da coach Cancellieri, di rientro da Veroli e alla sua prima esperienza in Serie A. Una squadra capace di prestazioni super, come la incredibili vittorie a Treviso, Varese e Milano, e debacle improvvise, guidato in cabina di regia dal play “genio e sregolatezza” Edgar Sosa e ben coadiuvato dall'atletismo di Jeff Viggiano e dall'esplosività di Marc Salyers e Goran Suton. L'inizio di stagione è molto promettente, con i rossoblu che conquistano per la terza volta l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia, quest'anno a Torino dove cade pesantemente contro Cantù con un passivo di 29 punti. Al giro di boa però le cose cambiano e la squadra entra in una serie negativa che la porta al penultimo posto. Nel momento più critico però i ragazzi sfoderano le prestazioni migliori: vittoria in casa contro la diretta rivale Brindisi dell'ex coach Luca Bechi, seguita tre giorni dopo dal successo a Montegranaro, con cui si evita anche il problema “wild-card”. Pallacanestro Biella può così festeggiare l'undicesimo anno consecutivo in serie A.

2011-2012: Una meritata salvezza[modifica | modifica wikitesto]

Della squadra dell'anno precedente vengono confermati capitan Soragna, Chessa, Jurak e "the king" Coleman. Il roster viene completato con il rokie Jacob Pullen, gli europei Miralles e Dragigevic e l'oriundo Tavernari. Dopo un buon inizio con 7 vittorie e 3 sconfitte, i rossoblù si perdono in 5 sconfitte di fila. Si arriva così al 15 gennaio: davanti a 5000 persone gli uomini di Cancellieri battono Milano 84-76. Il girone di ritorno si chiuderà con 5 vittorie, tra cui la vittoria salvezza con la junior Casale.

2012-2013: La retrocessione[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione precedente vengono confermati capitan Soragna, Jurak, Chrisiskopoulos e Laganà; Tommo Raspino fa rientro dal prestito a Omegna e arrivano sotto il Mucrone gli americani Robinson, Brachinks, Moore, Mavunga (questi ultimi due sono rokie) e il serbo Jaramaz. Dopo un inizio non molto esaltante (1 vinta su 7, in casa contro Caserta), la squadra di Cancellieri vnce con Avellino e Venezia, ma la crisi ripiomba ancora più forte. Nonostante cinque tagli e gli innesti di Rochestie e degli ex Trey Jonshon e Kevyn Pinkney, la squadra si trova al giro di boa all'ultimo posto. Nel ritorno saranno solo tre le vittorie (Bologna e Cantù in casa, Caserta in trasferta) e il 14 aprile, dopo la sconfitta in quel di Brindisi e la contemporanee vittorie di Pesaro e Bologna, anche la matematica sancisce la retrocessione dei piemontesi, con 3 giornate d'anticipo, dopo 12 anni di A1.

2013-2014: La "rinascita" in DNA Gold e la Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Sfondo bagliore.png
Coppa Italia DNA 2014

Rimini, 9 marzo 2014

Biella-Trento 100-94

Eurotrend Pallacanestro Biella: Murta ne, Chillo 4, Raspino 22, Infante 12, Lombardi 6, Berti 3, Voskuil 27, De Vico, Hollis 26, Bloise ne. All.: Corbani.
Aquila Basket Trento: Triche 29, Bailoni ne, Pascolo 21, Baldi Rossi 14, Forray 8, Fiorito, Molinaro ne, Elder 7, Lechthaler, Spanghero 15. All.: Buscaglia

Dopo l'amara retrocessione, è ora di voltare pagina e ripartire: La squadra si iscrive al campionato di DNA Gold (la ex Legadue), il secondo campionato italiano, nato dopo la riforma dell'estate 2013. Dopo gli addii di Cancellieri e Atripaldi, Gabriele Fioretti diventa il nuovo gm, Giovanni D'Adamo sarà il nuovo ad, e come coach viene ingaggiato il milanese Fabio Corbani. Il roster vede le conferme di Laganà, Raspino e De Vico, a cui si aggiungono i biellesi Lombardi e Murta(in prestito nella passata stagione rispettivamente a Brescia e ad Alba), Chillo da Imola, Infante da Veroli, gli americani Voskuil e Hollis, e l'italo-americano Mathis da Capo D'Orlando, che però, a due giorni dal ritiro, lascerà la squadra per motivi famigliari, comportando l'arrivo dell'ex Veroli Simone Berti. Fin dall'inizio c'è molto scetticismo sulla squadra, tanto che le statistiche pre-campionato la vedono in lotta per non retrocedere. Dopo la sconfitta alla prima contro la GZC Veroli, i rossoblù infilano una serie di 5 vittorie consecutive (tra cui i derby con Torino e Casale), che valgono al roster l'etichetta di "squadra rivelazione" . Al termine del girone d'andata, il team di Corbani è secondo in classifica, in virtù del quale potrà giocarsi le final6 di Coppa Italia. Il girone di ritorno inizia molto male (4 ko), ma i ragazzi riescono a ritrovare la fiducia, tornando a macinare punti importanti. Nel derby con Casale,alla 23esima giornata, Laganà si infortuna gravemente, e al suo posto arriva Bloise da Cantù. Si arriva intanto al week-end del 7-9 marzo; Rimini, Final six: una incredibile Angelico (targata per l'occasione "Eurotrend"), dopo aver sconfitto l'Orlandina in semifinale, in finale ha anche la meglio sulla favorita Trento, portando così a casa, davanti a 400 biellesi giunti in romagna per l'occasione, uno storico risultato. La stagione regolare, che intanto prosegue, si conclude a fine aprile, con la squadra al quarto posto, classificata per i play-off. Gli accoppiamenti vedono i lanieri contro la Manital Torino: dopo la vittoria in gara 1, i rossoblù, ormai stremati da una lunga stagione, vengono sconfitti dai colleghi torinesi nelle altre tre gare della serie. L'11 maggio, dopo l'84-79 di gara 4, termina la stagione di Biella: un'annata da incorniciare, sia per il gioco che per la coppa, ottenuti soprattutto grazie al talento dei giovani giocatori, alla capacità di coach Corbani di creare un gruppo molto unito, e ai tifosi sempre presenti.

2014-2015: Quinto posto in A2 Gold e l'esperienza in Eurochallenge[modifica | modifica wikitesto]

La straordinaria vittoria della Coppa Italia LNP della passata stagione, apre inaspettatamente le porte dell'Europa all'Angelico Biella che non si fa trovare impreparata e coglie al volo l'occasione decidendo di accettare le sfida e partecipare all'Eurochallenge[2]. Confermata buona parte del roster della scorsa stagione, che sarà ancora guidato da coach Fabio Corbani, tutto ruoterà ancora una volta attorno alla stella di Alan Voskuil, che sceglie di restare a Biella ancora un anno, trascinato dall'incredibile affetto dimostratogli dalla tifoseria. Partito invece Damian Hollis, l'altro slot da americano sarà occupato da Benjamin Raymond. Il delicato ruolo di play è invece affidato all'emergente Tommaso Laquintana, in prestito da Capo d'Orlando. In Europa Biella fa la sua bella figura, concludendo il girone con 9 punti a pari merito con Anversa che però passa il turno. Le altre squadre erano la blasonata Le Mans e i finlandesi del KTP di Kotka. In campionato, le grandi prestazioni dei due americani Alan Voskuil (che però si infortunerà nel corso della stagione e sarà sostituito da Kyle Johnson) e BJ Raymond, portano la squadra al 5º posto finale che regala per il secondo anno consecutivo i playoff ai lanieri. Agli ottavi, contro Treviglio (DNA Silver), Biella passa il turno al meglio delle 3 gare (2-1), per poi uscire di scena ai quarti di finale nel derby con Casale (1-3 per la Junior).

2015-2016: Nella "Western conference" della pallacanestro italiana[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della riorganizzazione della Serie A2 della pallacanestro italiana, con la divisione su due gironi, Biella si trova inserita per questa stagione nel raggruppamento Ovest, assieme ad altre tre squadre piemontesi: Casale, Omegna e Tortona. In estate viene attuata una drastica rifondazione del roster. Della passata stagione rimangono i soli Niccolò De Vico e Luca Infante. Si punta quindi sugli americani Jazzmarr Ferguson e Marcel Jones, mentre in panchina, dopo aver salutato coach Corbani, si siede l'emergente Michele Carrea. L'inizio di stagione è difficilissimo. Quattro sconfitte nelle prime quattro partite, portano all'immediato taglio di Jones, e all'ingaggio dell'esperto Mike Hall, vecchia conoscenza del basket italiano (Milano e Teramo), con qualche presenza persino in NBA ai Washington Wizards. L'impatto di Hall si fa subito sentire e nelle successive 4 gare, Biella porta a casa i primi due successi, contro la corazzata Ferentino) e la capolista Agropoli, facendo ben sperare per il prosieguo della stagione. Il campionato prosegue con grande equilibrio e poco distacco fra le prime e le ultime della classe. Ogni partita può essere vinta, ma Biella fatica a trovare i due punti, fino alle tre vittorie consecutive di inizio 2016 contro Siena, Agrigento e Casale che danno un po' di respiro ai Lanieri. Il 18 gennaio 2016 viene poi tagliato il play Alessandro Grande a favore dell'italoargentino Ariel Svoboda. Altre due vittorie proiettano l'Angelico ad un passo dalla zona playoff, ma il 31 gennaio la squadra perde per il resto della stagione Mike Hall, prontamente sostituito con l'ala piccola brittannica William Saunders in uscita da Casale. Nella vittoria casalinga contro Rieti del 14 febbraio 2016, la curva Barlera dedica una speciale coreografia proprio a Mike Hall, seduto a bordocampo con compagna e figlioletto, ennesima dimostrazione dell'attaccamento dei supporter biellesi nei confronti dei propri beniamini durante i momenti di difficoltà.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Pallacanestro Biella
  • 1994 · Fondazione della Pallacanestro Biella con sede a Biella, Arrow Blue Up 001.svg ammessa in Serie B2.
  • 1994-1995 · 2ª in Serie B2, play-off promozione.
  • 1995-1996 · 1ª in Serie B2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie B d'Eccellenza.
  • 1996-1997 · 7ª nel girone A di Serie B d'Eccellenza, 1ª nella poule retrocessione 1 dei play-out.
  • 1997-1998 · 1ª nel girone A di Serie B d'Eccellenza, 2ª nel gruppo 1 dei play-off promozione, vince lo spareggio promozione, Green Arrow Up.svg promossa in Legadue.
  • 1998-1999 · 6ª in Serie A2, finale dei play-off promozione.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

2ª nel girone H della fase a gironi di Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
Regular season di Eurocup.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia di Divisione Nazionale A (1º titolo).

Partecipazioni ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 12 2001-2002 2012-2013 12
Serie A2 6 1998-1999 2015-2016 6
Serie B1 2 19961997 19971998 2
Serie B2 2 19941995 19951996 2

Palazzetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lauretana Biella Forum.

La Pallacanestro Biella nei primi anni della sua storia giocò le gare casalinghe al PalaPajetta. Nel 2009 si trasferì nel nuovo Palacoop, oggi Biella Forum.

Roster 2015-2016[modifica | modifica wikitesto]

(Aggiornato al 17 maggio 2016)

Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt.
1 Stati UnitiIrlanda AG Mike Hall 1984 203
7 Italia C Diego Banti 1983 206
9 Italia AP Andrea La Torre 1997 204
10 Italia C Luca Infante 1982 205
16 Italia P Marco Venuto 1985 190
21 Italia AP Niccolò De Vico 1994 198
22 Regno Unito AP William Saunders 1991 201
27 Italia C Luca Rattalino 1997 205
55 Italia AP Simone Pierich 1981 200
77 ArgentinaItalia PG Ariel Svoboda 1985 192
Stati Uniti PG Jazzmarr Ferguson 1988 185 75

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Italia Michele Carrea
Assistente: Italia Francesco Viola
Preparatore Fisico: Italia Roberto Marocco
Team Manager: Italia Nicola Minessi
Fisioterapista: Italia Pier Paolo Bruzzi
General Manager: Italia Marco Sambugaro

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Presidente: Italia Massimo Angelico
Amministratore Delegato: Italia Gianni D'Adamo
General Manager: Italia Marco Sambugaro
Responsabile Marketing: Italia Niccolò Bosio
Organizzazione Eventi: Italia Giulia Marino
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione: Angola Luca Rosia
Segreteria e Settore Giovanile: Italia Manuela Gromo
Responsabile Amministrativa: Italia Paola Pavesi
Responsabile Settore Giovanile: Italia Federico Danna

Presidenti e Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Elenco completo dei Presidenti
Elenco completo degli Allenatori

Cestisti più rappresentativi[modifica | modifica wikitesto]

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  • 1994-1998: Ing Sviluppo
  • 1998-2001: Fila
  • 2001-2005: Lauretana
  • dal 2005: Angelico

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato ufficiale n. 1305 del 26 giugno 2015 (PDF), su LNP. URL consultato il 26 giugno 2015.
  2. ^ newsbiella.it, http://www.newsbiella.it/2014/06/18/leggi-notizia/argomenti/sport-6/articolo/basket-angelico-biella-dice-si-alleurochallenge.html .

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]