Stella Azzurra Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
A.S. Stella Azzurra Roma
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Stella Azzurra Roma logo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Kit body stella azzurra a.png
Kit body basketball.png
Kit shorts.png
Kit shorts.svg
Casa
Kit body stella azzurra h.png
Kit body basketball.png
Kit shorts.png
Kit shorts.svg
Trasferta
Colori sociali 600 px Bianco con stella Azzurra.svg Bianco · azzurro
Simboli Stella
Dati societari
Città Roma
Nazione Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A2
Fondazione 1938
Denominazione A.S. Stella Azzurra Roma
(dal 1938)
Presidente Fabio De Mita
General manager Stefano Sbarra
Allenatore Massimo Prosperi
Impianto PalaCoccia (Veroli)
(3,500[1] posti)
Sito web www.stellazzurra.it

L'Associazione Sportiva Stella Azzurra Roma è una società di pallacanestro di Roma. Fondata nel 1938 presso il Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode, ebbe il suo momento migliore a cavallo tra la metà degli anni sessanta e la fine dei settanta del XX secolo quando militò quasi costantemente in massima divisione riuscendo in due occasioni, nel 1975 e nel 1977, a qualificarsi per la Coppa Korać.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società fu fondata nel 1938 presso il centenario Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode di Piazza di Spagna a Roma[2], ma fu solo nell'immediato dopoguerra che, su iniziativa di Mario Grottanelli, presbitero e istruttore[3], la squadra ebbe uno statuto e una struttura[3]; nel 1948 si affiliò alla Federazione Italiana Pallacanestro[2] e già nel 1951-52 fu in serie C per un solo anno, in quanto guadagnò la promozione in serie B; nel 1954, con il secondo posto assoluto in seconda divisione, lo Stella Azzurra giunse alla massima serie dopo appena sei anni di attività agonistica ufficiale.

La squadra, che dopo i Giochi olimpici di Roma del 1960 iniziò a disputare i suoi incontri al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, diede vita durante gli anni sessanta ad accesi derby con la Lazio[2]; ben presto, vista la notevole affluenza di pubblico, gli incontri stracittadini furono sovente dirottati al più capiente Palazzo dello Sport all'EUR[2].

La Stella Azzurra 1974-75 guidata da Valerio Bianchini

A causa dell'accelerazione federale sul professionismo e l'apertura agli stranieri, la serie A conobbe una lievitazione di costi[2] di cui Roma, che nel 1966 vantava tre squadre in prima divisione[2], fu la vittima più illustre: tra il 1966 e il 1970 la Stella Azzurra conobbe tre stagioni di serie B, mentre la Lazio finì addirittura in serie C[2]; la Stella Azzurra tornò in A nel 1972 e, di nuovo, nel 1974, anno che vide, sotto la presidenza del giovane imprenditore ed ex giocatore Luciano Acciari[2], l'avvento sulla panchina di un trentenne Valerio Bianchini: questi, costruendo una squadra che si basava su giocatori che in seguito avrebbero rappresentato l'Italia, guidò la squadra al suo primo appuntamento internazionale, la Coppa Korać 1974-75, ai quarti di finale della quale giunse.

Il culmine dell'epopea sportiva dello Stella Azzurra si ebbe tra il 1976 e il 1977: dapprima la squadra giunse quarta assoluta in campionato dietro Virtus Bologna, Varese e Cantù, che all'epoca costituivano la nobiltà della pallacanestro nazionale ed europeo, e, nella stagione successiva, l'arrivo alla semifinale di Coppa Korać 1976-77 dopo avere eliminato Aris Salonicco, Caen e Hapoel Ramat Gan. In semifinale fu la Jugoplastika di Spalato a battere lo Stella Azzurra nel doppio confronto (perso 71-96 in Jugoslavia[4] e vinto 87-76 a Roma[5]). Della formazione che affrontò le semifinali facevano parte nomi quali Enrico Gilardi, Fabio Fossati e gli statunitensi Dave Sorenson e Len Kosmalski[2].

Con il trasferimento di Bianchini a Pall. Cantù nel 1979 terminò il periodo più fruttuoso della società; la squadra retrocedette in A2 nel 1980 e, due anni più tardi, scese in serie B, lasciando il testimone cittadino alla Virtus Roma[2]; da allora la Stella Azzurra non tornò più in prima divisione anche se nel corso degli anni è stata laboratorio di giovani giocatori che attraverso di essa sono passati alle serie superiore. In anni più recenti il prodotto più noto del vivaio è il romano Andrea Bargnani, dal 2016 ala grande del Saski Baskonia, che prima di essere prima scelta dei Toronto Raptors al draft del 2006 militò nella Stella Azzurra tra il 2002 e il 2003[6].

Con l'acquisto, avvenuto il 2 luglio 2020, del titolo sportivo del Roseto Sharks[7], la Stella Azzurra ha acquisito il diritto a disputare la stagione 2020-21 in serie A2[7].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Stella Azzurra Roma
  • 1938 · Fondazione dell'A.S. Stella Azzurra Roma.

  • 1948-1949 · in Serie D.
  • 1949-1950 · in Serie D.


Ottavi finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.

Quarto turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1973-1974 · 1ª nel girone C di Serie B, 1ª nel girone finale, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Korać.
Semifinali di Coppa Korać.



  • 2010-2011 · in Serie B Dilettanti.
Quarti di finale Coppa Italia LNP.

Impianto di gioco[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto interno di tutte le squadre è l'Arena "Altero Felici", che si trova in via Flaminia nella zona dei Due Ponti; capace di 800 posti, l'arena ha tre campi in parquet. Il "Felici" ospita anche regolarmente esibizioni e amichevoli dei cestisti della NCAA nel corso dei loro tour di propaganda[8]. Per il ritorno in Serie A2, il palazzetto scelto è quello di Veroli, il PalaCoccia, capace di contenere 3.500 spettatori.

Settore femminile[modifica | modifica wikitesto]

La società ha una sezione femminile che schiera formazioni juniores dalla Under-13 alla Under-19, tutte che competono nei campionati regionali di categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.tg24.info/veroli-pala-coccia-da-sogno-a-realta/
  2. ^ a b c d e f g h i j Arceri, pag. 118-20.
  3. ^ a b Stella Azzurra : la storia, A.S. Stella Azzurra Roma. URL consultato il 21 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2015).
  4. ^ Basket, bene le italiane nelle Coppe, in La Stampa, 12 marzo 1977, p. 18. URL consultato il 20 aprile 2015.
  5. ^ (ES) Resultados de las competiciones europeas (PDF), in La Vanguardia, Barcellona, 18 marzo 1977. URL consultato il 21 aprile 2015.
  6. ^ Flavio Vanetti, La favola di Bargnani, stella del basket NBA, in Corriere della Sera, 8 gennaio 2007. URL consultato il 21 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2015).
  7. ^ a b Roseto Sharks dice stop: ceduto il titolo sportivo alla Stella Azzurra Roma, in il Centro, 2 luglio 2020. URL consultato il 2 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2020).
  8. ^ Arena Altero Felici, A.S. Stella Azzurra Roma. URL consultato il 21 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Pallacanestro Portale Pallacanestro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pallacanestro