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Panathīnaïkos Athlītikos Omilos (pallacanestro maschile)

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Panathinaikos A.O.
Pallacanestro
Detentore della Coppa di Grecia Detentore della Coppa di Grecia
Segni distintivi
Uniformi di gara
Casa
Trasferta
Colori sociali Bianco e verde
Dati societari
CittàAtene
NazioneGrecia (bandiera) Grecia
ConfederazioneFIBA Europe
FederazioneHEBA
CampionatoA1 Ethniki
Fondazione1908
DenominazionePanathinaikos A.O.
(1922-presente)
ProprietarioGrecia (bandiera) Dimitrios Giannakopoulos
PresidenteGrecia (bandiera) Vasilīs Parthenopoulos
General managerGrecia (bandiera) Stavros Ntinos
AllenatoreTurchia (bandiera) Ergin Ataman
ImpiantoOAKA Arena
(19,250 posti)
Sito webwww.paobc.gr
Palmarès
EurolegaEurolegaEurolegaEurolegaEurolegaEurolegaEurolegaCoppa intercontinentale
Titoli nazionali41 Campionati greci
Coppe nazionali22 Coppe di Grecia
1 Supercoppa greca
Coppe Intercontinentali1
Euroleghe7
Stagione in corso

Il Panathinaikos A.O. (in greco: Κ.Α.Ε. Παναθηναϊκός - K.A.E. Panathinaïkós) è la squadra di pallacanestro della società polisportiva Panathinaikos A.O., club con sede ad Atene, in Grecia.

Nascita e primi anni (1918–1945)

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La squadra di pallacanestro del 1940

Il Panathinaikos nacque come club di calcio nel 1908. Nel 1919 la pallacanestro era ancora sconosciuta in Grecia. In quel periodo, Giorgos Kalafatis partecipò, insieme ad altri atleti, ai Giochi Interalleati di Parigi, dove assistette a partite di pallacanestro disputate tra le potenze dell’Intesa. Al suo ritorno in Grecia, portando con sé l’attrezzatura necessaria, fondò la sezione cestistica del Panathinaikos, guidata da Apostolos Nikolaïdīs.[1] Nel 1919, il Panathinaikos disputò la sua prima partita contro lo X.A.N. Salonicco (YMCA), un altro club pioniere della pallacanestro in Grecia. L’incontro si svolse presso lo Stadio Panathinaiko.[2]

Nel 1937, Giorgos Kalafatis riuscì a riorganizzare la squadra di pallacanestro del Panathinaikos che, nell’anno successivo, tentò di competere con club già affermati come lo YMCA, l’Ethnikos G.S. Athens, il Panionios, l’Aris e l’Iraklis. Angelos Fillipou, Nikos Mantzaroglou, Litsas e Dimitrakos furono i principali promotori del gruppo, ai quali si unirono successivamente Telis Karagiorgos, Thymios Karadimos, Giorgos Bofilios, Philipos Papaikonomou, Petros Polycratis e Nikos Polycratis.

Durante la successiva occupazione della Grecia durante la seconda guerra mondiale, Dimitris Giannatos (membro fondatore della squadra di pallacanestro) fu giustiziato dalle forze di occupazione tedesche, in quanto appartenente al gruppo della resistenza greca denominato «Ivanov».[3]

Storia del dopoguerra (1946–1970)

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Faidon Matthaiou

Nella stagione 1945-46 (il primo campionato del dopoguerra) e in quella 1946-47, il Panathinaikos si laureò campione di Grecia, grazie anche al contributo di giocatori come Giannīs Lamprou, Missas Pantazopoulos e Stelios Arvanitīs (che in seguito avrebbero conquistato la medaglia di bronzo a EuroBasket 1949), oltre a Jack Nicolaidis (nipote di Apostolos Nikolaïdīs).[4]

Nel 1949-50 e nel 1950-51, il Panathinaikos tornò a vincere il campionato, conquistando nuovamente due titoli consecutivi, con il contributo decisivo di Faidōn Matthaiou (considerato il Patriarca della pallacanestro greca) e Nikos Mīlas.[4] Nella stagione 1953-1954 il club ripeté il successo nazionale, conquistando per la quinta volta il titolo. I cinque anni successivi furono invece privi di titoli, come dimostra l’assenza di titolofino alla stagione 1960–61, che segnò un periodo di rinnovamento per la squadra.[4]

Giorgos Kolokithas

Nella stagione 1960-1961, il Panathinaikos tornò al successo, vincendo il campionato, con nuovi leader come Georgios Vassilakopoulos, Stelios Tavoularis e Petros Panagiōtarakos.[4]

Nella stagione successiva, il Panathinaikos si confermò campione nazionale. In quell’anno, il PAO partecipò anche per la prima volta a una competizione europea, affrontando l’Hapoel Tel Aviv nel primo turno della FIBA European Champions Cup 1961-1962; tuttavia la squadra uscì sconfitta nel doppio confrontro, venendo eliminata.[5]

Il 23 novembre 1963, il Panathinaikos sconfisse l’Olympiacos con il punteggio di 90–48 nella Coppa Mantellos, torneo che fu successivamente sostituito dalla Coppa di Grecia, istituita nel 1976.[6]

Nel campionato A Nazionale 1966-1967, il Panathinaikos conquistò nuovamente il titolo nazionale, l'ottavo della sua storia, con Giōrgos Kolokythas, uno dei più grandi cestisti della sua epoca, tra i protagonisti della squadra.[4] Nella stagione 1968-69, la squadra oltre a conquiastare nuovamente la vittoria del campionato greco, raggiunse per la prima volta la fase finale di una competizione europea, con il raggiungimento delle semifinali della Coppa delle Coppe 1968-69, dove però il Panathinaikos fu eliminato dalla Dinamo Tbilisi.[7]

L’anno successivo, nel 1970, il PAO divenne la prima squadra greca di pallacanestro a schierare un giocatore straniero (Craig Greenwood) in una partita europea.[8]

L’età dell’oro (1970–1984)

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Apostolos Kontos

Nel periodo che va dal 1970 al 1984, il Panathinaikos vinse 10 delle 14 edizioni disputate della Lega greca,[9] con grande leader e realizzatore Apostolos Kontos.

In questo periodo, Kostas Mourouzis, soprannominato la volpe delle panchine,[10] guidò la squadra dei 4 K — i giovani Kontos, Korōnaios, Kokolakīs e Kefalos. Questi giocatori, insieme a Iordanidīs, che fungeva da collegamento con i veterani, conquistarono cinque campionati greci consecutivi e raggiunsero uno dei maggiori traguardi dell’epoca approdando alle semifinali della FIBA European Champions Cup 1971-1972, con il contributo dell’americano Willy Kirkland. Tuttavia, la Ignis Varese, una delle grandi potenze del periodo, si rivelò un ostacolo insormontabile per il Panathinaikos.

Nelle quattro stagioni successive, il Panathinaikos conquistò ancora una volta il campionato greco, nel 1976-1977, e vinse inoltre la sua prima Coppa di Grecia nel 1979. Nel 1974 arrivò Memos Ioannou e nel 1979 il greco-americano David Stergakos, giocatore che avrebbe dato un contributo fondamentale negli anni seguenti.

Nei cinque anni successivi di questo straordinario ciclo di successi, il Panathinaikos vinse quattro campionati greci (1980, 1981, 1982, 1984) e due Coppe di Grecia (1982, 1983). In particolare, nel 1982, sotto la guida di Kostas Politis, il Panathinaikos conquistò il suo primo double nazionale (campionato e coppa), oltre a un 6º posto nella FIBA European Champions Cup 1981-1982. Durante la fase a gironi di quell’edizione, il Panathinaikos chiuse davanti a un forte CSKA Mosca, vincendo una partita al cardiopalma all’ultimo secondo. L’ultimo titolo nazionale prima del successivo declino arrivò nel 1984, quando il Panathinaikos vinse la gara decisiva a Corfù, con Liveris Andritsos e Tom Kappos protagonisti.

Il Panathinaikos ebbe inoltre l’opportunità di evitare il declino imminente quando scoprì Rony Seikaly, ma problemi burocratici del governo greco gli impedirono di giocare nella Lega greca come cittadino greco, nonostante sostenesse di averne diritto. Ciò lo costrinse infine a trasferirsi negli Stati Uniti per giocare con l'Università di Syracuse.[11]

Il declino (1985–1992)

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Nella stagione 1984-1985, il PAO concluse al 3º posto nella Lega greca. Stergakos, Ioannou, Vidas, Andritsos e Koroneos — che lasciò la squadra l’anno successivo — furono i giocatori chiave di quella squadra. Tuttavia, gli equilibri del campionato greco si erano ormai spostati a favore dell’Aris, e il Panathinaikos cessò di essere la squadra dominante, assumendo un ruolo secondario. Ciononostante, rimase un avversario temibile.

Nel 1986, contro ogni pronostico, eliminò il potente Aris dalla Coppa di Grecia in semifinale.[12] Il Panathinaikos sconfisse poi l’Olympiacos in finale, conquistando quello che sarebbe stato il suo ultimo trofeo fino al 1993.[12] Nelle due stagioni successive, il PAO concluse al 5º posto nella Lega greca, segnando i peggiori risultati da molti anni.[4]

Nel 1988 fu revocato il divieto di tesserare giocatori stranieri nella Lega greca, permettendo al Panathinaikos di ingaggiare Edgar Jones dalla NBA.[13] Jones si dimostrò un eccellente tiratore, realizzatore e rimbalzista e, per i due anni successivi, fu la stella della squadra. Sebbene il PAO ottenesse vittorie significative contro altre grandi squadre greche, non riuscì a conquistare trofei di rilievo. Nei due anni successivi, Antonio Davis — che in seguito avrebbe avuto una brillante carriera nella NBA — sostituì Jones come leader della squadra.[14]

Durante questo periodo, il Panathinaikos ingaggiò anche alcuni dei più talentuosi giovani giocatori greci, tra cui Fragiskos Alvertis, Nikos Oikonomou e Christos Myriounis.[15] Nonostante questo promettente organico, il club visse il peggior periodo della sua storia, chiudendo al 7º posto nella Lega greca nel 1991 e scendendo all’8º posto nel 1992, restando fuori dalle competizioni europee per la prima volta dal 1967.[4]

Ritorno ai vertici (1992–1995)

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Nikos Galis
Fragiskos Alvertis

Nel 1992, la sezione cestistica del Panathinaikos divenne una squadra professionistica sotto la gestione della famiglia Giannakopoulos.[16] Quell’estate il club avviò una profonda ricostruzione della squadra, ingaggiando Nikos Galīs, ampiamente considerato il più grande cestista greco di sempre,[17][18] affiancato da giocatori di primo piano come Stojko Vranković, Tiit Sokk,[19] Arijan Komazec e Sasha Volkov.[20][21] Galis guidò il Panathinaikos alla conquista della Coppa di Grecia 1992-93, interropendo così il digiuno da titoli.[22]

La squadra raggiunse anche le finali della A1 Ethniki 1992-1993, disputate contro gli eterni rivali dell'Olympiakos ma perse il titolo dopo essersi ritirata dalla decisiva Gara 4 in segno di protesta contro le decisioni arbitrali di Gara 3.[23][24]

Nella stagione 1993–94, Galis, insieme a Sasha Volkov e Stojko Vranković, furono tra i protagonisti della campagna europea del Panathinaikos, culminata con il 3º posto conquistato nelle Final Four della FIBA European Championship 1993-1994, il miglior piazzamento nella storia del club fino a quel momento.[25][26][27]

La stagione 1994–95 iniziò con grandi ambizioni: il Panathinaikos ingaggiò Panagiotis Giannakis e Žarko Paspalj, diventando favorito per tutti i titoli nazionali.[28] Il club eliminò l’Olympiacos in una combattuta gara di Coppa di Grecia prima dell’inizio del campionato, vincendo 42–40 il 24 settembre 1994.[29]

Tuttavia, dopo le prime partite della Lega greca, Nikos Galīs annunciò il ritiro dalla pallacanestro professionistica, dopo essere stato determinante sia nella vittoria della Coppa di Grecia sia nelle decisive qualificazioni alla FIBA European League.[30][31] Nonostante alcune prestazioni di alto livello, la squadra concluse nuovamente al 3º posto in Europa al Final Four di FIBA European League 1995.[32]

Il Panathinaikos raggiunse anche le finali della Lega greca, ma perse nuovamente lo scontro con l'Olympiacos per 3–2.[24]

Campioni d’Europa, del Mondo e di Grecia (1996–1999)

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Dominique Wilkins
Byron Scott
Dino Rađa

Tra il 1996 e il 1998, il Panathinaikos raggiunse tutti i suoi obiettivi conquistando, nell’ordine, il titolo della FIBA European League, la FIBA Intercontinental Cup e il campionato della Lega greca.

Nel 1996 le aspettative erano altissime, poiché per il Panathinaikos era fondamentale conquistare un grande trofeo. Nell’estate del 1995 il club ingaggiò il nove volte NBA All-Star, Dominique Wilkins, uno dei migliori giocatori statunitensi ad aver mai militato in Europa.[33] Allenatore capo era Božidar Maljković.[34] Insieme a Giannakis, Vranković, Alvertis e Patavoukas, formarono un roster di grande esperienza.[35]

Nell’aprile 1996, alle Final Four di Parigi della FIBA European Championship 1995-1996, il Panathinaikos divenne la prima squadra greca a vincere la FIBA European League, sconfiggendo il Banca Catalana FC Barcelona per 67-66.[36][37] In Grecia, tuttavia, la squadra non riuscì a vincere il campionato, perdendo per il secondo anno consecutivo contro le finali contro l'Olympiacos.[38]

Nella stagione 1996–97, Maljković ristrutturò la squadra puntando maggiormente sul collettivo. Il Panathinaikos conquistò la Coppa Intercontinentale FIBA 1996 sconfiggendo l’Olimpia Venado Tuerto dall'Argentina, campioni della Liga Sudamericana per 2–1 in una serie al meglio delle tre partite.[39] Tuttavia, la squadra concluse al 5º posto nella Lega greca, perdendo il diritto di partecipare all’EuroLeague della stagione successiva.

Nella stagione 1997–98, Slobodan Subotić divenne allenatore.[40] Il club ingaggiò Dino Rađa, Byron Scott, Fanis Christodoulou e altri giocatori di rilievo.[41] Con il contributo di Alvertis, Oikonomou e Koch, il Panathinaikos conquistò la vittoria nel campionato greco, battendo in finale il PAOK Salonicco per 3-2, ponendo fine a un digiuno di titoli nazionali che durava da 14 anni.[42][43]

Nell’estate del 1998, il presidente Pavlos Giannakopoulos rafforzò ulteriormente la squadra con gli arrivi di Dejan Bodiroga, Nando Gentile, Pat Burke e Nikos Boudouris.[41] Nella finale dei playoff dell'A1 Ethniki 1998-1999, l’Olympiacos disponeva del fattore campo, ma il Panathinaikos conquistò la decisiva vittoria in esterna, assicurandosi il ventunesimo titolo della sua storia.[44]

Era Obradović (1999–2012)

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Željko Obradović
Dimitris Diamantidis guidò l' Euroleague per assist, palle rubate e PIR nelle statistiche dal 2000–01, ed è stato sei volte Euroleague Best Defender.
Šarūnas Jasikevičius

L’arrivo di Željko Obradović al Panathinaikos nell’estate del 1999 segnò l’inizio di un’epoca straordinaria per il club, consacrandolo come una delle squadre più forti nella storia del basket europeo per club.[45]

Il primo compito di Obradović fu costruire la squadra attorno a Dejan Bodiroga, leader assoluto del Panathinaikos in quel periodo.[46] La strategia si rivelò vincente: il Panathinaikos conquistò due titoli di Euroleague (2000 e 2002) dopo tre partecipazioni consecutive alle finali (2000–2002), e vinse tre campionati greci consecutivi (1998-99, 1999-00, 2000-01).[47]

Nel 2000, alle Final Four di Salonicco 2000, il Panathinaikos sconfisse il Maccabi Tel Aviv per 73–67 nella finalissima, conquistando la sua seconda EuroLeague.[48] Nel 2002, alle Final Four di Euroleague 2002 di Bologna, il Panathinaikos superò i padroni di casa della Kinder Bologna per 89–83, ottenendo il terzo titolo europeo.[48]

Nonostante questi successi, in quel periodo il Panathinaikos non riuscì a vincere la Coppa di Grecia.[49] Tra i giocatori più importanti figuravano Rebrača, Gentile, Middleton, Alvertis, Kattash, Kutluay e Fotsis. Il dominio nazionale si interruppe nel 2002 — lo stesso anno del terzo titolo europeo — e la partenza di Bodiroga rese necessaria una profonda ristrutturazione del roster.

La stagione 2002–03 segnò l’inizio della ricostruzione operata da Obradović. Il tecnico riportò la squadra ai vertici del basket greco, guidandola a nove campionati consecutivi (dal 2002-03 al 2010-11), conquistando anche sei double nazionali e due Triple Crown (campionato, coppa ed Euroleague), instaurando una vera e propria dinastia.[50]

Con l’addio di Bodiroga, il modello di gioco passò da una struttura centrata su una superstar a un sistema collettivo. Giocatori come Lakovič, Alvertis, Diamantidis, Fotsis, Tsartsaris, Batiste e, successivamente, Spanoulis, Šiškauskas e Jasikevičius misero il successo di squadra davanti ai riconoscimenti individuali, trasformando il Panathinaikos in una macchina da titoli indipendente da un singolo fuoriclasse.

Nelle Final Four della Euroleague Basketball 2006-2007, disputato in casa del PAO all’OAKA Indoor Hall di Atene, il Panathinaikos sconfisse i campioni in carica del CSKA Mosca per 93–91 in finale, conquistando la quarta EuroLeague.[48] Le due squadre si ritrovarono nella finale della Euroleague Basketball 2008-2009 a Berlino, dove il Panathinaikos si impose nuovamente, vincendo per 73–71, ottenendo così il quinto titolo europeo.[48] Il 14 dicembre 2009, il Panathinaikos fu votato miglior squadra sportiva greca dell’anno, mentre Obradović fu eletto miglior allenatore.[51]

Nel 2011 la squadra tornò a disputate le Final Four della Euroleague, disputate a Barcellona; qui il Panathinaikos superò in semifinale la Montepaschi Siena per 77–69, con Calathes autore di 17 punti, sei rimbalzi e due recuperi.[52] In finale batté il Maccabi Tel Aviv per 78–70, conquistando la sesta EuroLeague e consolidando ulteriormente il proprio status di “Grande Club” del basket greco.[53]

Periodo post-Obradović (2012–2018)

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James Gist

Dopo l’addio di Obradović, il nuovo allenatore del Panathinaikos, Argiris Pedoulakis, fu costretto a rivoluzionare profondamente il roster, inserendo 12 nuovi giocatori, tra cui James Gist, Roko Ukić e gli ex NBA Jason Kapono e Marcus Banks. I capitani Dimitris Diamantidis e Kostas Tsartsaris guidarono la ricostruzione dei “Verdi”, che raggiunsero i quarti di finale di Euroleague, venendo eliminati dal FC Barcelona Regal in una serie di cinque partite.[54]

Tuttavia nella stagione 2012-2013, il Panathinaikos conquistò la sua 14ª Coppa di Grecia battendo l’Olympiacos in finale per 81–78.[55] Nella stessa stagione, il Panathinaikos sconfisse due volte l’Olympiacos in casa nelle finali della Lega greca, conquistando il 33º campionato della sua storia.[56]

Con Dimitris Giannakopoulos alla presidenza, il club avviò una strategia di apertura verso il mercato asiatico. Il primo passo fu l’ingaggio del giocatore cinese Shang Ping, diventando il primo club europeo a inserire un atleta cinese nel proprio roster.[57] Il 12 settembre 2013, il Panathinaikos arrivò a Guangzhou, diventando la prima squadra europea a recarsi in Cina per una serie di partite. Il 13 settembre affrontò una squadra della CBA, diventando il primo club europeo a battere una formazione cinese, i Foshan Dralions, per 67–66.[58]

L’8 marzo 2014, dopo il malcontento dei tifosi per i risultati in Euroleague, il club annunciò l’esonero di Argiris Pedoulakis. Fragiskos Alvertis, figura storica del club, fu nominato allenatore ad interim.[59] Sotto la sua guida, il Panathinaikos conquistò un altro double nazionale, battendo l’Olympiacos sia in Coppa di Grecia sia nelle finali di campionato. Poco dopo, Duško Ivanović fu nominato nuovo allenatore.[60]

Il 5 aprile 2015, il Panathinaikos sconfisse l’Apollon Patrasso nella finale di Coppa di Grecia per 68–53, dopo aver eliminato Olympiacos e PAOK nei turni precedenti.[61] La squadra raggiunse anche i playoff di Euroleague, dove però fu eliminato dal CSKA Mosca, ed inoltre perse le finali della Lega greca contro l’Olympiacos per 0–3.

Nick Calathes

Il 30 giugno 2015, Sasha Đjorđjević fu annunciato come nuovo allenatore. Nello stesso periodo, il club ingaggiò il playmaker greco Nick Calathes e il centro serbo Miroslav Raduljica. L’esordio della nuova gestione fu promettente: l’8 ottobre 2015 il Panathinaikos eliminò l’Olympiacos dalla Coppa di Grecia vincendo 70–64 in trasferta nei quarti di finale.[62] Il 6 marzo 2016 conquistò la Coppa di Grecia per la 17ª volta (quinta consecutiva), battendo il Faros Keratsiniou per 101–52.[63]

Il 19 aprile 2016, Sasha Đjorđjević fu sostituito dal ritorno di Argyris Pedoulakis, ma il Panathinaikos perse le finali di campionato contro l’Olympiacos per 1–3.[64]

Dopo il ritiro di Dimitris Diamantidis, il club aumentò il budget per ingaggiare nuovi protagonisti, tra cui Mike James, K.C. Rivers, Chris Singleton e Ioannis Bourousis. Furono inoltre siglati importanti accordi di sponsorizzazione, in particolare con OPAP, la principale società di scommesse greca. La nomina di Xavi Pascual a capo allenatore segnò l’inizio di una nuova fase.[65]

Nelle stagioni 2016-17 e 2017-18, sotto la guida di Pascual, il Panathinaikos vinse due campionati consecutivi contro l’Olympiacos e la Coppa di Grecia 2017 contro l’Aris. Raggiunse inoltre i playoff di Euroleague in entrambe le stagioni, venendo eliminato dai futuri campioni (il Fenerbahçe nel 2017 e il Real Madrid nel 2018).[66][67]

Nelle finali della Lega greca 2017, il Panathinaikos superò l’Olympiacos per 3–2, vincendo la gara decisiva in trasferta. Nella stagione successiva divenne l’unica squadra europea a concludere la stagione regolare nazionale da imbattuta, per poi vincere nuovamente le finali per 3–2 contro l’Olympiacos.[68]

Nonostante le difficoltà successive all’addio di Obradović e le oscillazioni finanziarie del club, il Panathinaikos rimane l’unica squadra europea ad aver conquistato almeno un titolo in 27 stagioni consecutive, dal 1996 in poi.[69]

Era Rick Pitino (2018–2020)

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Rick Pitino

Dopo due stagioni e mezzo, il 20 dicembre 2018 il Panathinaikos si separò dall’allenatore Xavi Pascual.[70][71][72] Pascual pagò le scarse prestazioni della squadra e la serie negativa nella Euroleague Basketball 2018-2019. Georgios Vovoras assunse temporaneamente la guida tecnica mentre il club raggiungeva un accordo con il membro della Hall of Fame Rick Pitino fino al termine della stagione 2018–19.[73]

Sotto la guida di Pitino, il Panathinaikos rimontò in Euroleague chiudendo al sesto posto e qualificandosi ai playoff, dove fu eliminato dal Real Madrid. La stagione si concluse con la vittoria della Coppa di Grecia contro il PAOK e del titolo della Lega greca, superando il Promitheas Patrasso per 3–0 nelle finali.[74]

Il club offrì a Pitino un contratto per la stagione successiva, ma questioni familiari lo costrinsero a rientrare negli Stati Uniti.[75] Il 24 giugno 2019 il Panathinaikos firmò un contratto biennale con Argyris Pedoulakis.[76] Il suo terzo mandato terminò il 15 novembre 2019, quando il club lo esonerò dopo risultati negativi in Euroleague e l’eliminazione dalla Coppa di Grecia.[77]

Il 26 novembre 2019, Rick Pitino tornò ufficialmente al Panathinaikos firmando un contratto fino all’estate 2021.[78][79]

Il 20 marzo 2020, Panathinaikos e Pitino risolsero consensualmente il contratto a causa della pandemia di COVID-19, che comportò la sospensione di Euroleague e Greek Basketball League.[80] Pitino tornò negli Stati Uniti e divenne allenatore degli Iona Gaels.[81] Ancora una volta, Georgios Vovoras assunse il ruolo di allenatore ad interim.[82]

Dimissioni di Giannakopoulos e nuova gestione (2020–2023)

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Nell’estate del 2020 il Panathinaikos attraversò profondi cambiamenti. Il 10 giugno, il proprietario della squadra, Dimitris Giannakopoulos, tenne una conferenza stampa annunciando che non sarebbe più stato coinvolto nel club e che la società era in vendita per 25 milioni di euro.[83] Si aprì così una nuova e inedita fase per i “Verdi”, con la necessità di ricostruire la squadra sulla base del bilancio e senza poter mantenere giocatori con contratti onerosi. Diversi atleti lasciarono il club, tra cui il capitano storico Nick Calathes.[84] Anche Manos Papadopoulos, figura legata alla famiglia Giannakopoulos per oltre 30 anni, lasciò il Panathinaikos per diventare direttore sportivo dello Zenit San Pietroburgo.[85]

Il 26 giugno 2020 il Panathinaikos annunciò che la gestione sportiva sarebbe stata affidata alle leggende del club Dimitris Diamantidis e Fragiskos Alvertis, insieme all’ex CEO Takis Triantopoulos.[86] Nel frattempo, George Vovoras fu nominato capo allenatore per la stagione successiva.[87]

Dopo quasi sette mesi e a causa dei risultati negativi, il 4 gennaio il 2021 Panathinaikos e Vovoras si separarono.[88] Kostas Charalampidis fu allenatore ad interim per pochi giorni, fino al 14 gennaio 2021, quando il club annunciò Oded Kattash come nuovo capo allenatore con un contratto di un anno e mezzo.[89] Con Kattash, il Panathinaikos vinse sia la Greek Basket League 2020-21[90] sia la Coppa di Grecia 2020-21.[91] Tuttavia, il 24 giugno 2021 le parti si separarono.[92]

Il 26 giugno 2021 il Panathinaikos nominò Dīmītrīs Priftīs nuovo capo allenatore con un contratto triennale.[93] Priftis non era estraneo all’ambiente, avendo già ricoperto il ruolo di assistente nel 2014 sotto la guida di Fragiskos Alvertis.

Il 12 aprile 2022, dopo una sconfitta casalinga contro l’Olympiacos in una gara di stagione regolare della Greek League 2021-22, in un inatteso colpo di scena furono esonerati Priftis, i general manager Diamantidis e Alvertis e il direttore tecnico Nikos Pappas, mentre il presidente Panagiotis Triantopoulos rassegnò le dimissioni.[94] A Fragiskos Alvertis fu offerta la possibilità di restare come team manager, ma rifiutò, lasciando il club dopo 32 anni.[95]

L’ex allenatore Argyris Pedoulakis fu nominato direttore tecnico con responsabilità sulla ricostruzione e sulla scelta del nuovo allenatore. Il 14 aprile 2022 il Panathinaikos annunciò il ritorno di George Vovoras fino al termine della stagione, con l’ex tecnico del Lavrio Chrīstos Serelīs come assistente.[96] Secondo il comunicato ufficiale del club, i profondi cambiamenti erano dovuti all’incapacità di «creare un nucleo base di atleti e costruire una squadra per il presente e soprattutto per il futuro», oltre alle difficoltà economiche legate al mantenimento dell’equilibrio di bilancio.

Ritorno di Giannakopoulos, era Ergin Ataman e titolo di EuroLeague (2023–presente)

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Ergin Ataman

Nel giugno 2022, Dimitris Giannakopoulos annunciò il suo ritorno alla guida del Panathinaikos.

La stagione 2023–24 iniziò con la nomina di Ergin Ataman come nuovo allenatore con un contratto biennale.[97] L’accordo fu ufficializzato il 20 giugno 2023.[98] Successivamente il club ingaggiò Kostas Sloukas, che divenne immediatamente capitano dopo aver lasciato l’Olympiacos, oltre a Juancho Hernangómez, Mathias Lessort, Ioannis Papapetrou, Jerian Grant, Dinos Mitoglou, Luca Vildoza, Kostas Antetokounmpo, Dimitris Moraitis, Aleksander Balcerowski e, pochi mesi dopo, il futuro miglior realizzatore della squadra Kendrick Nunn.

Nella Euroleague Basketball 2023-2024, il Panathinaikos chiuse al secondo posto la stagione regolare, tornando ai playoff dopo cinque anni.[99] Nei playoff superò il Maccabi Tel Aviv per 3–2, qualificandosi alle Final Four di Euroleague 2024.[100] In semifinale sconfisse il Fenerbahçe e in finale travolse il Real Madrid, conquistando la settima Euroleague della sua storia. Kostas Sloukas fu nominato MVP delle Final Four.[101]

Circa un mese dopo, il Panathinaikos vinse anche la Greek Basket League 2023-24, battendo l’Olympiacos 3–2 in finale dopo essere stato sotto 0–2 nella serie. Sloukas fu nuovamente nominato MVP delle finali.[102]

La stagione 2024–25 fu meno brillante a causa di numerosi infortuni, tra cui quello di Mathias Lessort.[103] Tuttavia, la squadra concluse la stagione regolare della Greek Basket League da imbattuta. Il 16 febbraio 2025 vinse anche la Coppa di Grecia battendo l’Olympiacos in finale; Sloukas fu ancora MVP.[104]

Nella Euroleague 2024-2025, il Panathinaikos chiuse al terzo posto la stagione regolare e si qualificò ai playoff.[105] Kendrick Nunn vinse sia il premio di Euroleague MVP sia l’Alphonso Ford Trophy.[106][107] Nei playoff superò l’Anadolu Efes per 3–2, qualificandosi alle Final Four 2025.[108] Ad Abu Dhabi, sede delle Final Four, fu eliminato in semifinale dal Fenerbahçe.[109]

La stagione 2025–26 è iniziata con grandi ambizioni grazie agli ingaggi di T.J. Shorts, Richaun Holmes e Nikos Rogkavopoulos.[110]

Il club non partecipò alla Supercoppa di Grecia 2025 a causa della sovrapposizione con il Torneo Pavlos Giannakopoulos in Australia. La Federazione cestistica della Grecia non modificò la data e il club fu multato di 20.000 euro.[111]

La squadra affrontò inoltre problemi di profondità nel reparto lunghi, poiché Mathias Lessort non rientrò dall’infortunio e sia Richaun Holmes sia Ömer Yurtseven subirono stop nelle prime settimane della stagione.[112] Per sopperire alla carenza di centri, il club firmò Kenneth Faried con un contratto d’emergenza di due mesi.[113]

Cronistoria del Panathīnaïkos Athlītikos Omilos
  • 1937 · Nasce la sezione cestistica del Panathīnaïkos Athlītikos Omilos.



Turno di qualificazione di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinali di Coppa delle Coppe.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.

Ottavi di finale di Coppa delle Coppe.
Semifinali di Coppa dei Campioni.
Primo turno di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Turno preliminare di Coppa Korać.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Primo turno di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa di Grecia (1º titolo).
Primo turno di Coppa Korać.
  • 1979-1980 · 1ª nel gruppo Sud di A Nazionale, 1ª nel girone finale, campione di Grecia (16º titolo).
Ottavi di finale di Coppa di Grecia.
Quarti di finale di Coppa delle Coppe.

Ottavi di finale di Coppa di Grecia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa di Grecia (2º titolo).
Semifinali di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa di Grecia (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Quarti di finale di Coppa delle Coppe.
Finale di Coppa di Grecia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa di Grecia (4º titolo).
Ottavi di finale di Coppa delle Coppe.
Fase C di Coppa di Grecia.
Primo turno di Coppa delle Coppe.
Ottavi di finale di Coppa di Grecia.
Turno preliminare di Coppa Korać.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Primo turno di Coppa Korać.
Quarti di finale di Coppa di Grecia.
Turno preliminare di Coppa Korać.

Semifinali di Coppa di Grecia.
Fase a gironi di Coppa Korać.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Fase a gironi di Coppa Korać.
Vince la Coppa di Grecia (5º titolo).
Ottavi di finale di Coppa di Grecia.
3ª in Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa di Grecia.
3ª in Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa di Grecia (6º titolo).
Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
4ª in Coppa di Grecia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
4ª in Coppa di Grecia.
Semifinali di Eurocoppa.
Quarti di finale di Coppa di Grecia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Finale di Coppa di Grecia.
Vince la Coppa dei Campioni (2º titolo).

Finale di Coppa di Grecia.
Finale di Coppa dei Campioni.
3ª in Coppa di Grecia.
Vince l'Eurolega (3º titolo).
Vince la Coppa di Grecia (7º titolo).
Top 16 di Eurolega.
Ottavi di finale di Coppa di Grecia.
Top 16 di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (8º titolo).
3ª in Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (9º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (10º titolo).
Vince l'Eurolega (4º titolo).
Vince la Coppa di Grecia (11º titolo).
Top 16 di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (12º titolo).
Vince l'Eurolega (5º titolo).
Finale di Coppa di Grecia.
Top 16 di Eurolega.

Finale di Coppa di Grecia.
Vince l'Eurolega (6º titolo).
Vince la Coppa di Grecia (13º titolo).
4ª in Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (14º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (15º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (16º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (17º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (18º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Quarti di finale di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (19º titolo).
Quarti di finale di Eurolega.
Quarti di finale di Coppa di Grecia.
Regular season di Eurolega.[115]

3ª in Supercoppa greca.
Regular season di Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (20º titolo).
Vince la Supercoppa greca (1º titolo).
Finale di Coppa di Grecia.
Regular season di Eurolega.
Finale di Supercoppa greca.
Semifinali di Coppa di Grecia.
Penultimo di Eurolega.
Finale di Supercoppa greca.
Finale di Coppa di Grecia.
Vince l'Eurolega (7º titolo).
Finale di Supercoppa greca.
Vince la Coppa di Grecia (21º titolo).
4ª in Eurolega.
Vince la Coppa di Grecia (22º titolo).
in Eurolega.

Fino al 1992, il Presidente del Panathinaikos A.C. era responsabile della gestione della squadra. Nel 1992 la sezione cestistica divenne professionistica, dotandosi di un proprio Presidente.

Anni Presidente
1992–2000 Grecia (bandiera) Pavlos Giannakopoulos
2000–2002 Grecia (bandiera) Dimitris Panagoulias
2002–2003 Grecia (bandiera) Giorgos Panagoulias
2003–2012 Grecia (bandiera) Pavlos Giannakopoulos
Grecia (bandiera) Thanasis Giannakopoulos
2012–2014 Grecia (bandiera) Dimitris Giannakopoulos
2014–2020 Grecia (bandiera) Manos Papadopoulos
2020–2022 Grecia (bandiera) Panagiotis Triantopoulos
2022–presente Grecia (bandiera) Vassileios Parthenopoulos

Stemma e colori

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Il trifoglio è l’emblema della squadra e simboleggia armonia, unità, natura e fortuna. Fin dalla fondazione, i colori principali del club sono il verde e il bianco (il verde rappresenta la salute e la natura, come la fisiofilia, mentre il bianco simboleggia la virtù). Colori alternativi utilizzati nel corso degli anni includono il nero, il lime, il blu scuro o il viola per le divise, oltre a elementi in giallo oro.

Dal 1992, anno in cui la sezione cestistica del club è divenuta professionistica, il Panathinaikos B.C. utilizza un proprio logo ufficiale.

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Dal 1982 il Panathinaikos ha avuto fornitori tecnici e sponsor di maglia designati. Le tabelle seguenti riportano gli sponsor di maglia e i fornitori tecnici per anno:

Maglia da allenamento del Panathinaikos BC (2008–09)
Periodo Fornitore tecnico Sponsor di maglia
1982–1986 Converse Motor Oil
1986–1989 Nike
1989–1992 Nessuno
1992–1993 Reebok Maxwell House
1993–1994 Adidas
1994–1996 Nike Beck's
1996–1997 Pony Dental V6
1997–1998 Nessuno
1998–1999 Nike Nessuno
1999–2000 Bake Rolls
2000–2008 Adidas Nokia Series
2008–2011 Cosmote
2011–2014 Pame Stoixima
2014–2016 Stoiximan.gr
2016–presente Pame Stoixima

Sponsorizzazioni attuali

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Divise storiche

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Divisa
Divisa
Divisa
Divisa
Divisa
Divisa
Divisa
Divisa

Arene di gioco

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O.A.K.A. Olympic Indoor Hall

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Lo stesso argomento in dettaglio: O.A.K.A. Olympic Indoor Hall.

La storica arena casalinga del Panathinaikos è l'O.A.K.A. Olympic Indoor Hall, conosciuto per motivi di sponsorizzazione con il nome di Telekom Center Athens, il più grande impianto indoor della Grecia[116]. Si trova a Marousi ed è parte dell’Athens Olympic Sports Complex. Nel 2023 il Panathinaikos ha firmato un contratto di concessione con lo Stato greco, diventando l’unico gestore dell’impianto per 49 anni[117].

L’arena è stata inaugurata nel 1995, ristrutturata in occasione dei Giochi olimpici di Atene 2004 e completamente rinnovata nel 2024. È considerata una delle più grandi e moderne arene sportive indoor d’Europa. La capienza per le partite di pallacanestro è di 18.300 spettatori[118], ma può raggiungere temporaneamente una capacità massima di 21.098 posti.

Pavlos and Thanasis Giannakopoulos Indoor Hall

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Il Pavlos e Thanasis Giannakopoulos, situato all'interno del Leoforos Alexandras.

Una palestra coperta si trova sotto la Curva Est dello stadio, al di sotto dei Gate 6 e 7. Quando fu costruita nel 1959, rappresentava il primo impianto indoor della Grecia. Ha una capienza di circa 1.500 posti ed è celebre per l’atmosfera particolarmente intensa creata dai tifosi del Panathinaikos.

Durante la cerimonia inaugurale, Tasos Stefanou[119], allora responsabile della sezione cestistica del Panathinaikos, affermò che l’impianto avrebbe creato una sensazione quasi claustrofobica per le squadre avversarie, ricordandogli l’ambientazione del film Il sepolcro indiano di Fritz Lang, proiettato nei cinema nello stesso periodo. Il paragone ebbe immediata risonanza e il soprannome Tafos tou Indou (in greco «Tomba dell’Indiano») venne adottato fin da subito, restando fino a oggi la denominazione informale più utilizzata per distinguere la palestra dalle altre strutture del complesso.

Abbandonato nel 2008 in vista della costruzione di un impianto più capiente, è stato ripreso urgentemente in considerazione data la crisi economica della Grecia. La conseguente ristrutturazione di una struttura fatiscente ha imposto, per contenere i costi, la riduzione della capienza. La riapertura è avvenuta nel 2013.

Nel 2015 l’impianto assunse ufficialmente il nome di «Pavlos Giannakopoulos», in onore dello storico presidente del Panathinaikos B.C. Nel 2017 la denominazione fu ulteriormente modificata in «Pavlos e Thanasis Giannakopoulos», rendendo omaggio a entrambi gli ex presidenti del Panathinaikos B.C. e del Panathinaikos A.O..

Roster 2025-2026

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Aggiornato al 24 agosto 2025.

Panathīnaïkos Aktor Atene 2025-26
GiocatoriStaff tecnico
N.Naz.RuoloNomeAnnoAlt.Peso
0 Stati Uniti (bandiera) Macedonia del Nord (bandiera) P Shorts, T.J. T.J. Shorts 1997 175 cm 73 kg
5 Grecia (bandiera) GA Kalaitzakīs, Panagiōtīs Panagiōtīs Kalaitzakīs 1999 200 cm 92 kg
6 Turchia (bandiera) AP Osman, Cedi Cedi Osman 1995 206 cm 104 kg
8 Stati Uniti (bandiera) C Holmes, Richaun Richaun Holmes 1993 206 cm 106 kg
10 Grecia (bandiera) P Sloukas, Kōstas Kōstas Sloukas (C) 1990 190 cm 90 kg
11 Stati Uniti (bandiera) AG Hayes-Davis, Nigel Nigel Hayes-Davis 1994 203 cm 103 kg
17 Grecia (bandiera) AP Rogkavopoulos, Nikos Nikos Rogkavopoulos 2001 203 cm 91 kg
20 Grecia (bandiera) C Samodurov, Alexandros Alexandros Samodurov 2005 210 cm 95 kg
22 Stati Uniti (bandiera) P Grant, Jerian Jerian Grant 1992 193 cm 90 kg
25 Stati Uniti (bandiera) G Nunn, Kendrick Kendrick Nunn 1995 191 cm 86 kg
26 Francia (bandiera) C Lessort, Mathias Mathias Lessort 1995 206 cm 112 kg
27 Grecia (bandiera) G Toliopoulos, Vasilīs Vasilīs Toliopoulos 1996 188 cm 86 kg
35 Stati Uniti (bandiera) C Faried, Kenneth Kenneth Faried 1989 203 cm 102 kg
40 Lituania (bandiera) AP Grigonis, Marius Marius Grigonis 1994 198 cm 93 kg
41 Spagna (bandiera) AG Hernangómez, Juancho Juancho Hernangómez 1995 206 cm 97 kg
44 Grecia (bandiera) AG Mītoglou, Kōnstantinos Kōnstantinos Mītoglou 1996 210 cm 116 kg
Allenatore
Assistente/i

Legenda
  • Injured Infortunato

Roster

Staff tecnico

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Ruolo Nome
Capo AllenatoreTurchia (bandiera) Ergin Ataman
AssistenteGrecia (bandiera) Christos Serelis
AssistenteTurchia (bandiera) Cenk Yıldırım
AssistenteGrecia (bandiera) Vassilis Symtsak
AssistenteGrecia (bandiera) Savvas Kamperidis
Preparatore atleticoGrecia (bandiera) Dimitris Paspalas
Preparatore atleticoGrecia (bandiera) Giorgos Papoulias
Team managerGrecia (bandiera) Giorgos Gkotzogiannis
Responsabile operativoGrecia (bandiera) Savvas Aronis
I banner celebrativi appesi al tetto dell' OAKA arena.

Titoli nazionali

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1945-1946, 1946-1947, 1949-1950, 1950-1951, 1953-1954, 1960-1961, 1961-1962, 1966-1967, 1968-1969, 1970-1971, 1971-1972, 1972-1973, 1973-1974, 1974-1975, 1976-1977, 1979-1980, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1997-1998, 1998-1999, 1999-2000, 2000-2001, 2002-2003, 2003-2004, 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2012-2013, 2013-2014, 2016-2017, 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2023-2024
1978-1979, 1981-1982, 1982-1983, 1985-1986, 1992-1993, 1995-1996, 2002-2003, 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2018-2019, 2020-2021, 2024-2025, 2025-2026
2021

Titoli internazionali

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1995-1996, 1999-2000, 2001-2002, 2006-2007, 2008-2009, 2010-2011, 2023-2024
1996[120]
Le singole voci sono elencate nella Categoria:Cestisti del Panathīnaïkos A.O..

Numeri ritirati

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Numeri ritirati esposti al Telekom Center Athens
Numeri ritirati del Panathinaikos
Naz. Giocatore Ruolo Periodo Data ritiro
1Dedicato ai tifosi e al gruppo ultras Gate 13
4Grecia (bandiera)Fragiskos AlvertisAla piccola1990-200911 ottobre 2009[121]
13Grecia (bandiera)Dimitris DiamantidisPlaymaker2004-201617 settembre 2016[122]

Green Legends

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Elencati come Green Legends sul sito ufficiale del Panathinaikos B.C.:[123]

Giocatori che hanno lasciato il segno nella storia del basket

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Menzionati dal Panathinaikos B.C. come players who have left their mark in basketball history (Giocatori che hanno lasciato il segno nella storia del basket):[124]

Capitani del club

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Kostas Sloukas, dal 2023 capitano del PAO.
Giocatore Periodo
Grecia (bandiera) Apostolos Kontos1972–1983
Grecia (bandiera) Takis Koroneos1983–1985
Grecia (bandiera) Memos Ioannou1985–1990
Grecia (bandiera) Liveris Andritsos1990–1992
Grecia (bandiera)Stati Uniti (bandiera) Nikos Galis1992–1994
Grecia (bandiera) Panagiotis Giannakis1994–1996
Grecia (bandiera) Nikos Oikonomou1996–1997
Grecia (bandiera) Kostas Patavoukas1997–1999
Grecia (bandiera) Fragiskos Alvertis1999–2009
Grecia (bandiera) Dimitris Diamantidis2009–2016
Grecia (bandiera)Stati Uniti (bandiera) Nick Calathes2016–2017
Grecia (bandiera) Ian Vougioukas2017–2018
Grecia (bandiera)Stati Uniti (bandiera) Nick Calathes2018–2020
Grecia (bandiera) Ioannis Papapetrou2020–2022
Grecia (bandiera) Georgios Papagiannis2022–2023
Grecia (bandiera) Kostas Sloukas2023–presente
Allenatore Periodo
Grecia (bandiera) Missas Pantazopoulos1945–1951
Grecia (bandiera) Nikos Milas1960–1961, 1963–1965, 1975–1976
Grecia (bandiera) Kostas Mourouzis1966–1974, 1986–1987
Stati Uniti (bandiera) Richard Dukeshire1974–1975
Grecia (bandiera) Michalis Kyritsis1978, 1983–1986, 1988–1989, 1997
Grecia (bandiera) Kostas Politis1978–1982, 1993–1994
Grecia (bandiera) Christos Kefalos1982–1983
Grecia (bandiera) Christos Iordanidis1989–1991
Croazia (bandiera) Željko Pavličević1991–1993
Grecia (bandiera) Efthimis Kioumourtzoglou1994–1995
Jugoslavia (bandiera) Božidar Maljković1995–1997
Slovenia (bandiera)Grecia (bandiera) Slobodan Subotić1997–1999
Serbia e Montenegro (bandiera)Serbia (bandiera) Željko Obradović1999–2012
Grecia (bandiera) Argyris Pedoulakis2012–2014, 2016, 2019
Montenegro (bandiera) Duško Ivanović2014–2015
Allenatore Periodo
Serbia (bandiera) Aleksandar Đorđević2015–2016
Spagna (bandiera) Xavi Pascual2016–2018
Stati Uniti (bandiera) Rick Pitino2018–2019, 2019–2020
Grecia (bandiera) Georgios Vovoras2020–2021, 2022
Grecia (bandiera) Kostas Charalampidis2021
Israele (bandiera) Oded Kattash2021
Grecia (bandiera) Dimitris Priftis2021–2022
Montenegro (bandiera) Dejan Radonjić2022–2023
Grecia (bandiera) Chrīstos Serelīs2023
Turchia (bandiera) Ergin Ataman2023–presente
Lo stesso argomento in dettaglio: Gate 13.
I tifosi del Panathinaikos, OAKA arena.

Il Panathinaikos è rinomato per il sostegno appassionato dei propri tifosi, riuniti principalmente nel gruppo ultras Gate 13. Fondato ufficialmente nel 1966, il Gate 13 prende il nome dal settore 13 dello Stadio Leoforos (storico impianto del club nel calcio), da cui il gruppo ebbe origine prima di estendere la propria presenza a tutte le sezioni sportive del Panathinaikos, inclusa la pallacanestro.

Nel corso dei decenni, Gate 13 è divenuto uno dei gruppi organizzati più influenti e numerosi della Grecia. È caratterizzato da una forte identità simbolica, dall’uso predominante dei colori verde e bianco e dalla presenza costante di coreografie elaborate, striscioni e fumogeni durante le partite casalinghe al Telekom Center Athens. La tifoseria organizzata occupa tradizionalmente una porzione definita dell’arena, contribuendo a creare un’atmosfera particolarmente intensa nelle competizioni europee.

Il Gate 13 ha inoltre sviluppato una rete di sottosezioni in diverse città della Grecia e all’estero, riflettendo la diffusione del tifo panathinaikista anche nella diaspora greca. Il gruppo sostiene tutte le discipline del club polisportivo, rafforzando l’identità unitaria del Panathinaikos come associazione multisportiva.

Le celebrazioni per i cento anni del Panathinaikos.

Dal punto di vista storico, la presenza dei tifosi del Panathinaikos ha avuto un impatto significativo nelle competizioni europee. Il 29 marzo 2006, durante una partita casalinga al Telekom Center Athens contro la Benetton Treviso nella seconda fase della EuroLeague 2005-06, la squadra stabilì un record di affluenza interna in EuroLeague con 20.000 spettatori.[125]

Il 18 aprile 2013, durante Gara 4 dei quarti di finale di Euroleague Basketball 2012-2013 contro il Barcellona, si stima che circa 30.000 tifosi abbiano assistito alla partita, superando ampiamente la capienza omologata dell’impianto.[126] Sebbene tale dato non sia riconosciuto ufficialmente dall’EuroLeague come record assoluto, l’evento è frequentemente citato come uno dei momenti di maggiore intensità ambientale nella storia recente della competizione.

La rivalità con l’Olympiacos rappresenta uno degli aspetti centrali dell’identità di Gate 13. Le sfide del cosiddetto "Derby degli eterni rivali" sono spesso accompagnate da coreografie su larga scala e da una mobilitazione significativa della tifoseria organizzata. La presenza del Gate 13 è inoltre documentata in numerose trasferte europee, contribuendo alla reputazione del Panathinaikos come una delle squadre con il seguito più caldo e visibile nelle competizioni continentali.

Nel corso della sua storia, il Gate 13 ha anche promosso iniziative sociali e attività solidali, mantenendo un ruolo attivo nella dimensione comunitaria del club, pur restando talvolta al centro di dibattiti pubblici legati al fenomeno ultras nel contesto del calcio e della pallacanestro greca.

Mr. Green, la mascotte ufficiale della squadra, nel 2025

Mr. Green (2006–2021, 2023–presente)

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"Mr. Green" è la prima mascotte ufficiale del Panathinaikos B.C. Introdotta nel 2006, è rappresentata da un giocatore di basket verde e muscoloso con un pallone al posto della testa. Indossa solitamente una maglia con il numero "08", riferimento al 1908, anno di fondazione del Panathinaikos. La creazione della mascotte richiese quasi un mese e utilizzò materiali simili a quelli impiegati nei costumi cinematografici di Hollywood.

Intrattiene il pubblico durante le pause delle partite, distribuisce gadget e partecipa a numerosi eventi all’interno dell’arena. Mr. Green è presente a ogni gara casalinga al Telekom Center Athens e prende parte a iniziative sociali dedicate ai bambini. Ha inoltre partecipato a sei All-Star Game.[127]

Green Kong (2021–2023)

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Il 18 settembre 2021, durante la preseason 2021–22 e il “3º Torneo Pavlos Giannakopoulos”, fu presentata una nuova mascotte denominata "Green Kong", un gorilla dai capelli grigi con la maglia del Panathinaikos. Due anni dopo, il club ha reintrodotto la precedente mascotte, Mr. Green.

Il Panathinaikos intrattiene una storica e intensa rivalità con l’Olympiacos, e le sfide tra le due squadre sono conosciute come il "Derby degli eterni rivali". Il Panathinaikos è il club più titolato della pallacanestro greca, mentre l’Olympiacos ha spesso concluso le stagioni alle sue spalle. I due club sono considerati le principali potenze storiche del basket greco, avendo militato ai massimi livelli più a lungo di qualsiasi altra squadra.

La rivalità si intensificò negli anni ’90 e 2000, quando le due squadre si affrontarono in numerose partite di stagione regolare, serie di playoff e incontri di Euroleague divenuti storici.

Rivalità minori

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Il Panathinaikos ha avuto in passato una rivalità secondaria con l’Aris, soprattutto negli anni ’80, periodo in cui i due club dominavano la scena nazionale. Esistono inoltre rivalità minori con l’AEK e il PAOK, principalmente legate alla contrapposizione tra tifoserie piuttosto che alla competizione sul campo. Nessuna di queste, tuttavia, raggiunge l’intensità e l’importanza della rivalità con l’Olympiacos.

  1. History, su Panathinaikos B.C., 26 marzo 2025. URL consultato il 13 novembre 2025.
  2. A Century in the Making: Film Sharing Panathinaikos Basketball Story, su The Pappas Post, 23 giugno 2021. URL consultato il 13 novembre 2025.
  3. Σαν σήμερα το 1943-Η εκτέλεση του επανιδρυτή του μπάσκετ του ΠΑΟ, su Panathinaikos A.O., 4 gennaio 2024. URL consultato il 13 novembre 2025.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 Greek Men's Basketball Champions, su ESAKE. URL consultato il 13 novembre 2025.
  5. Σαν σήμερα το 1961-Η ευρωπαϊκή πορεία του Παναθηναϊκού, su SanSimera. URL consultato il 13 novembre 2025.
  6. Η μεγαλύτερη νίκη επί ΟΣΦΠ στο μπάσκετ!, su Panathinaikos A.O., 24 novembre 2020. URL consultato il 13 novembre 2025.
  7. FIBA European Cup Winners' Cup 1968–69, su Eurobasket. URL consultato il 13 novembre 2025.
  8. Παναθηναϊκός – πρώτο Final 4 1971/72, su Sport-Retro, 17 febbraio 2019. URL consultato il 13 novembre 2025.
  9. Panathinaikos – Welcome to EUROLEAGUE BASKETBALL, su euroleague.net. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  10. Κώστας Μουρούζης – Άλεπoύ των πάγκων, su ESAKE. URL consultato il 13 novembre 2025.
  11. Ρό νυ Σεϊκάλι — Μιχαρώντας βόμβες και καλαθιά, su Athletes Stories, 9 maggio 2024. URL consultato il 13 novembre 2025.
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