Pallacanestro Reggiana

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Pallacanestro Reggiana
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Logo Pallacanestro Reggiana.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Bianco Rosso e Bianco.png Bianco e rosso
Dati societari
Città Reggio Emilia
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A
Fondazione 1974
Presidente Italia Ivan Paterlini
Allenatore Italia Massimiliano Menetti
Impianto PalaBigi
(3.500 posti)
Sito web www.pallacanestroreggiana.it/
Palmarès
Titoli nazionali 2 Legadue
2 Campionati di Serie A2
Coppe europee 1 EuroChallenge
Basketball current event.svg Stagione in corso

La Pallacanestro Reggiana è una società cestistica di Reggio Emilia. Gioca le partite in casa presso il PalaBigi, ed è conosciuta anche come Grissin Bon Reggio Emilia per ragioni di sponsorizzazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

La Pallacanestro Reggiana viene fondata da un gruppo di amici il 3 settembre 1974. La squadra adotta inizialmente come colori sociali il bianco e l'azzurro e partecipa al campionato di Promozione.

La prima serie A[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976/77 la Pallacanestro Reggiana si fonde con la Cestistica Tricolore modificando i colori sociali negli attuali bianco e rosso; nel 1982 la squadra centra la prima storica promozione in serie A con l'allenatore Gianni Zappi, battendo a Udine la Pallacanestro Pavia. Dopo diverse stagioni in serie A con ottimi risultati (tra cui la promozione in serie A1 nel 1984 e l'arrivo di giocatori del calibro di Bob Morse, Joe Bryant, Roosevelt Bouie e Giuseppe Brumatti), nel 1992/93 arriva la stella americana Mike Mitchell, tuttora recordman di presenze e punti. Il giocatore, che aveva già disputato 10 campionati nella NBA, restò in biancorosso per sette stagioni fino a concludere la carriera proprio a Reggio Emilia al termine del campionato 1998-99.

Consolini, Basile e semifinale play-off[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver riconquistato la serie A1 in varie occasioni, la Pallacanestro Reggiana torna di nuovo in A2; nel 1996/97 il team guidato dal coach Giordano Consolini e dal giovane Gianluca Basile viene nuovamente promosso in serie A1. Nella stagione seguente il ritorno in panchina di Dado Lombardi coincide con uno storico quarto posto in campionato, con il club biancorosso, salvatosi all'ultima giornata di regular season sconfiggendo ai supplementari la Fortitudo Bologna, che raggiunge (dopo aver eliminato le blasonate Milano e Treviso) la semifinale dei play-off scudetto, in cui viene eliminata dalla Fortitudo Bologna vicecampione. In quella stagione gli americani erano Mike Mitchell e Chris Jent. L'anno seguente la Pallacanestro Reggiana disputa la sua prima storica Coppa Korac. Proprio durante la stagione 1998-99 la stella Gianluca Basile viene ceduta (a fronte di una cospicua contropartita) alla Fortitudo Bologna.

Cimurri e l'inizio del calvario in A2[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999-2000 la società passa in mano a Chiarino Cimurri, ma la stagione non è fortunata ed i biancorossi tornano in A2. L'anno seguente la compagine reggiana, dopo aver disputato un'ottima stagione regolare, sfiora l'immediato ritorno in A1 perdendo nella finale dei play-off contro Livorno.

Landi e la beffa[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2001-02 la società cambia ancora proprietario; a guidare il team reggiano come Presidente nel neonato campionato di Legadue è Stefano Landi. I biancorossi disputano un campionato strepitoso che dominano durante l'intera stagione regolare, ma quell'anno solo una squadra otterrà la promozione dopo i play off, ed ancora una volta la beffa arriva nella finalissima dove il quintetto biancorosso, arricchito dall'arrivo a metà stagione di Ferdinando Gentile, viene battuto da Napoli.

Fiba Cup e scudetto Under-20[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato seguente ha un cabotaggio più modesto, ma la stagione è impreziosita dalla partecipazione nella Fiba Champions Cup e dalla conquista dello Scudetto nel campionato Under-20. Da segnalare l'esplosione del giovane Angelo Gigli.

Frates e la promozione[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2003-04 la Pallacanestro Reggiana guidata da Fabrizio Frates centra finalmente la promozione in serie A, dominando e vincendo il campionato di Legadue. Artefici della cavalcata bianco-rossa sono gli americani Alvin Young e Kiwane Garris, oltre ai vari Tutt, Gigli, Mordente e Damião.

L'apogeo: finale Coppa Italia, qualificazione ULEB e le stelline italiane[modifica | modifica wikitesto]

La stagione successiva è ricchissima di soddisfazioni per i reggiani in cui brilla la stella di Angelo Gigli, il centro romano che nell'estate gioca nelle Summer League NBA. Ma grazie al costante lavoro di valorizzazione dei giovani italiani operato da Fabrizio Frates esplodono sul palcoscenico più importante anche altri due elementi italiani: Marco Mordente e Giorgio Boscagin. I biancorossi centrano senza troppi patemi la salvezza ed approdano meritatamente alle Final 8 di Coppa Italia, disputata a Forlì: dopo aver eliminato le favorite Olimpia Milano e Virtus Roma, i biancorossi reggiani arrivano in finale di Coppa Italia, dove si arrendono solo di fronte ai trevigiani di Ettore Messina (risultato 74-64 per i biancoverdi), guadagnando comunque la storica qualificazione alla ULEB Cup. Altre gradite conferme della stagione sono Kiwane Garris (votato MVP nell'All Star Game di Torino), Marcelo Damião e il combattivo Ken Lacey.

ULEB Cup e nuovi talenti[modifica | modifica wikitesto]

Ripartendo da Gigli e Boscagin, la squadra di coach Frates affronta l'Europa (in ULEB Cup), griffata Landi Renzo, ottenendo risultati sorprendenti: dapprima dominando il proprio girone, poi raggiungendo lo storico traguardo dei quarti di finale dove si vede sconfitta dai serbi dell'Hemofarm Vrsac. Dall'avventura nella seconda competizione continentale la Bipop trae conferme ma soprattutto la scoperta di pedine fondamentali quali l'austriaco Benjamin Ortner (già prospetto NBA), Angelo Gigli, Luca Infante e Federico Pugi - frutti del vivaio biancorosso- oltre alla riscoperta del veterano Marco Carra; infine tutta la società si è arricchita di un notevole bagaglio di esperienza in ambito internazionale.

In campionato la falsa partenza pregiudica la rincorsa ai playoff, ma la Bipop non viene mai risucchiata nella lotta per la salvezza. Da segnalare il record di "triple" segnate in una singola partita del campionato di Serie A (in casa della Virtus Bologna) dall'americano Terrell McIntyre. Intanto sono ben quattro le conoscenze reggiane alla corte di coach Carlo Recalcati nella nazionale azzurra: il capitano Gianluca Basile, Angelo Gigli, Marco Mordente e Giorgio Boscagin.

L'esonero di Pasquali sostituito dal vice Menetti[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2006-2007 inizia con risultati non positivi sia per difficoltà tecniche come il prematuro rilascio sul mercato di Marcelo Nicola, preso in estate per aggiungere esperienza al giovane roster, a causa di incomprensioni e contrasti con l'allenatore e la società, sia per l'infortunio occorso a Giorgio Boscagin. A fronte di un disastroso bilancio di solo 2 vittorie dall'inizio della stagione, il 9 novembre 2006 viene esonerato Renato Pasquali, rimpiazzato dal suo vice Massimiliano Menetti; Pasquali è il primo allenatore della gestione Landi ad essere esonerato.

Menetti, già coach-assistant di Frates, è alla prima esperienza da head-coach. Il posto in panchina non è l'unico a saltare, la Bipop attua in inverno una vera e propria rivoluzione spalmata su diversi mesi: in uscita tre giocatori, tra i quali il cecchino americano Mike Penberthy, acquistato con l'intenzione di farne la principale arma offensiva ma ridimensionato da scarsa forma ed infortuni, ed in entrata ben cinque ottimi elementi: Baxter, Flores, Lamma, Ress, ed il ritorno di Joey Beard.

Nella stagione 2006-07 la Bipop-Carire Under-21 allenata da Andrea Menozzi ottiene l'ennesimo risultato di prestigio. Il 25 aprile 2007 i giovani biancorossi capitanati da Francesco Mauceri conquistano il secondo tricolore Under-21 della storia della società. Dopo una partita al cardiopalma giocata al PalaBigi di Reggio Emilia, la squadra, trascinata da un grandioso Patrizio Verri, sconfigge la Benetton Treviso per 68-65. Al termine dell'incontro proprio la guardia Patrizio Verri è nominato MVP delle Final Four, mentre Luca Anselmi viene inserito nel miglior quintetto delle finali. Nel maggio 2007 a riprova dell'ottimo vivaio la Pallacanestro Reggiana conquista anche lo Scudetto nel Torneo 3 contro 3 under 14 della Federazione Italiana. Un torneo che vedeva all'avvio oltre 15.000 giovani cestisti a livello nazionale. La squadra reggiana, allenata da Rovacchi e composta da Grisanti, Gonzaga, Canuti e Lusuardi dopo aver eliminato Virtus e Fortitudo nelle finali regionali, si impone nelle finali di Jesolo alle 20 squadre finaliste.[1]

La retrocessione in LegaDue[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante una disperata rimonta nel girone di ritorno (con una striscia di ben 6 vittorie consecutive, record in serie A per la società), la differenza canestri negativa nei confronti delle dirette concorrenti ha condannato la Bipop alla retrocessione in Legadue all'ultima giornata, sconfitta per mano dell'Upea Capo d'Orlando guidata curiosamente da Alvin Young, l'ex-capitano biancorosso che portò nel 2004 Reggio Emilia nella massima serie.

Nella stagione successiva la squadra viene affidata a coach Franco Marcelletti, alla sua seconda esperienza in biancorosso. I colpi di mercato sono il ritorno del play Alvin Young e l'arrivo dell'esperto Leonardo Busca: sono loro, assieme a Benjamin Ortner, Luca Infante, Matteo Maestrello e Paul Marigney a trascinare il club fino alle semifinali playoff, dove viene fermata dall'Aurora Jesi. Proprio nel campionato 2007-08 disputa un'ottima stagione il giovanissimo Nicolò Melli, astro nascente del panorama cestistico italiano. È l'ennesima conferma dell'eccellente tradizione che caratterizza ormai da anni il vivaio reggiano.

2008-2010: Un anno deludente ed uno sorprendente[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2008-09 per la squadra reggiana (Sponsorizzata per il secondo anno consecutivo da Trenkwalder) inizia con il dichiarato obiettivo di centrare la promozione al campionato di Serie A. Il roster non viene rivoluzionato e mantiene l'ossatura della squadra che ha centrato la semifinale play-off l'anno precedente; confermati mister Franco Marcelletti, il capitano Alvin Young, Luca Infante, Matteo Maestrello, Marco Carra e il talentino Nicolò Melli (classe '91, uno dei migliori prospetti in Italia). Arrivano il playmaker Robert Fultz dalla Scavolini Spar Pesaro, Bryant Smith dal campionato cipriota, Chris Heinrich da Pavia e Filippo Masoni dal Basket Ferrara più i giovani provenienti dal vivaio Defant, Derraa, Campani e Ancellotti. Il campionato inizia sotto la buona stella per i biancorossi che sconfiggono in casa la Reyer Venezia alla prima di campionato per 84-67. Durante il girone di andata spicca su tutte la vittoria sul campo del PalaWhirlpool contro la Cimberio Varese grazie ad un Melli straordinario. Purtroppo questo sarà il suo ultimo match giocato perché la domenica seguente dopo pochi secondi dall'inizio del match contro la Dinamo Basket Sassari il giovane sarà costretto ad uscire causa un infortunio che lo terrà fuori per oltre sette mesi e la sua assenza sotto canestro si farà sentire. Le due vittorie successive consentiranno a Reggio Emilia di terminare il girone di andata al primo posto solitario guadagnandosi la qualificazione alla Coppa Italia di Legadue come prima testa di serie. Qui però iniziò un periodo pessimo per i biancorossi che durerà per tutto il girone di ritorno che porterà i biancorossi dal lottare per la Serie A a quella per evitare la Retrocessione. Alla 17ª giornata l'allenatore Marcelletti viene esonerato e subentra Alessandro Ramagli ma le cose non cambiano: la squadra fallisce l'obiettivo della Coppa Italia perdendo contro la Vanoli Soresina al primo turno nella Final Four ed al termine del girone di ritorno, malgrado i nuovi innesti come Giorgio Boscagin (da Varese), Demián Filloy (dalla Sutor Montegranaro) e Glen McGowan più i tagli di Smith e Heinrich: la squadra sprofonderà fino al quattordicesimo posto collezionando tre vittorie e dodici sconfitte nel girone di ritorno. Dopo questa scottatura i biancorossi, nella stagione 2009-2010, ridimensionano i loro obiettivi allestendo una squadra giovane e competitiva con alcuni esperti di grande valore come l'ex nazionale lituano Donatas Slanina (che però un infortunio ad ottobre lo metterà fuori gioco per tutto il proseguimento del campionato) e l'ex virtussino Alessandro Frosini. Restano Nicolò Melli, Robert Fultz, Giorgio Boscagin e l'allenatore Alessandro Ramagli. Gli obiettivi sono quelli di far crescere i giovani e onorare il campionato. La stagione invece vede i reggiani grandi protagonisti e concludere secondi la stagione d'andata (qualificandoli alla Final Four di Coppa Italia) ma un calo nel finale di stagione li farà sprofondare al quinto posto in classifica a giocarsi i Play-off contro Vigevano dopo esser stata per gran parte del campionato in lizza per la promozione diretta. La Pallacanestro Reggiana passa il primo turno vincendo la serie 3-2 dopo essere stata sotto per ben due volte (0-1 dopo la prima a Reggio Emilia, 1-2 dopo la prima a Vigevano) ma si deve arrendere in semifinale a Veroli Basket che, merito di una condizione fisica nettamente superiore, riesce ad eliminare i biancorossi vincendo la serie 3-0.

Stagione 2010-2011[modifica | modifica wikitesto]

La nuova stagione cestistica si apre con una scommessa: dopo l'addio di Alessandro Ramagli arriva alla corte di Via Martiri Della Bettola Piero Coen, allenatore al debutto in Legadue ma con alle spalle numerose esperienze nella Serie A Dilettanti. Abbandonano Reggio Emilia il talento di casa Nicolò Melli (destinazione Olimpia Milano), Giorgio Boscagin (Teramo Basket) e Jamar Smith. Arrivano Joel Salvi, Matteo Frassineti, Joe Troy Smith e Romel Beck. Anche in società ci sono dei cambiamenti: Stefano Landi si dimette dalla carica di presidente a causa dei numerosi impegni di lavoro (ma rimanendo comunque nel CDA) e la carica è assunta da Ivan Paterlini. L'inizio campionato però non è soddisfacente e, dopo tre vittorie ed altrettante sconfitte (di cui due maturate in modo clamoroso), la società esonera Piero Coen e lo sostituisce con Alessandro Finelli. Dopo un mese di scarsi risultati, malumori e incomprensioni fra staff tecnico, coach e dirigenza, Alessandro Finelli rassegna le dimissioni alla vigilia del match Pallacanestro Reggiana - Reyer Venezia (12ª giornata girone di andata). La squadra è affidata al vice Massimiliano Menetti. La società si accorda in tempi record con Fabrizio Frates, che viene presentato quale nuovo head-coach con un contratto fino a luglio 2013. Dall'arrivo del nuovo capo allenatore (che lascerà poi la società a fine stagione per accasarsi a Milano) la squadra cambia volto anche grazie alle partenze di Joe Troy Smith, Romel Beck, Joel Salvi e agli arrivi di Dawan Robinson, Troy Bell e Roberto Chiacig. La squadra conquisterà la salvezza all'ultima giornata contro Veroli Basket e grazie alla contemporanea sconfitta di Scaligera Basket Verona contro Scafati Basket.

Stagione 2011-2012[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2011-2012 si conclude con la vittoria del campionato di Legadue e la promozione in Serie A. In rosa figurano giocatori del calibro di Dawan Robinson, Donell Taylor, Riccardo Cervi, Michele Antonutti e Fabio Ruini. La Trenkwalder rimane nella parte alta della classifica per tutto il campionato e nelle ultime giornate conquista la vetta solitaria della classifica per non abbandonarla più: la squadra di Reggio Emilia ritorna così in Serie A.

Stagione 2012-2013[modifica | modifica wikitesto]

La stagione parte con 2 acquisti, ovvero Andrea Cinciarini e Greg Brunner, tenendo però quasi la stesso roster dell'anno prima. La prima parte di stagione proietta la Trenkwalder a più di metà classifica (ottavo posto), qualificandosi alla Coppa Italia, che però venne sconfitta ai quarti da Siena. Al termine della regular season la squadra termina al 6º posto, un ottimo risultato per una squadra che l'anno prima era in Lega2. Ai quarti dei play-off prende la Virtus Roma. Dopo un'incredibile serie, Roma passò a gara 7 vincendo 4-3 e portandosi alle semifinali.

Stagione 2013-2014[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2013/2014 parte con una rivoluzione: via il capocannoniere della Lega, ovvero Donell Taylor; la squadra cambia sponsor, chiamandosi Grissin Bon Reggio Emilia. A Reggio arrivano nuovi giocatori: James White, Koby Karl, Giovanni Pini e Ojars Sillins. Dopo la prima parte di stagione, la Grissin Bon si qualifica per il 2º anno consecutivo alla Coppa Italia. Ai quarti incontra Cantù e vince, approdando alle semifinali, dove si deve piegare a Sassari. Date le scarse prestazioni, si decide di fare uno scambio di giocatori: fuori Coby Karl, dentro Rimantas Kaukėnas. Il 27 aprile, a Bologna, la Grissin Bon conquista l'Eurochallenge, battendo in finale i russi del Triumf Ljubercy (79-65). È il primo titolo europeo della storia della squadra. Al termine della stagione regolare, la Grissin Bon si piazza 7º. Ai play-off incontra la 2°, ovvero la Montepaschi Siena. Al termine di una lunga battaglia, Reggio si deve arrendere a Siena, perdendo gara 5 per 84-79 in casa della Montepaschi, che così approda in semifinale.

Stagione 2014-15[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2014-15 per Reggio Emilia inizia sotto i migliori auspici: arrivano l'MVP uscente Drake Diener da Sassari, il nazionale lituano Darjus Lavrinović dal Budyvelnik Kyev, il nazionale italiano Achille Polonara da Varese e viene inserito in pianta stabile in prima squadra il promettente play reggiano Federico Mussini e il ceco Adam Pechacek, proveniente dal settore giovanile della Virtus Bologna. Abbandonano la città all'ombra della Ghiara James White, accordatosi con l'Unics Kazan, Greg Brunner, Troy Bell, Ariel Filloy, il capitano Michele Antonutti e Angelo Gigli, a fine prestito dall'Olimpia Milano. Nel precampionato, però, si infortunano Ojars Silins, Giovanni Pini e soprattutto Darjus Lavrinović, caduto male in uno scontro di gioco ai Mondiali di Spagna contro gli Stati Uniti: viene dunque ingaggiato per sostituirlo il gemello Ksystof Lavrinović con un contratto fino a Dicembre. Durante la vittoria all'esordio al PalaTrento, si infortuna alla gamba anche Drake Diener e si rende dunque necessario l'ingaggio a gettone del l'idolo del pubblico Donell Taylor, reduce da una stagione al di sotto delle attese a Venezia. La Grissin Bon inenalla vittorie in una partenza a razzo in campionato (unica ad espugnare il PalaBigi è la Vanoli Cremona 69-70), tra cui si ricorda la storica vittoria a Varese per 112-118 dopo ben tre tempi supplementari, record per il campionato italiano, e la grande prestazione contro i campioni d'Italia di Milano battuti a Reggio per 77-76 grazie a un tiro libero allo scadere segnato da Riccardo Cervi dopo un fallo di David Moss. I reggiani partecipano all'Eurocup per la prima volta dall'apparizione nel 2005-06, dove la Landi Renzo era stata fermata solamente dai serbi dell'Hemofarm di Vrsač, grazie alla vittoria dell'Eurochallenge ottenuta nella stagione precedente a Bologna. Il girone non è dei più semplici: ci sono i tedeschi del Brose Baskets Bamberg e del Telekom Baskets Bonn, i francesi dello Strasburgo e del Paris-Levallois e gli spagnoli del CAI Zaragoza. La "maledizione degli infortuni" pregiudica decisamente il cammino dei biancorossi trapiantati al PalaDozza di Bologna per l'inadeguatezza del PalaBigi, capaci di vincere solamente due gare interne contro Bamberg e Paris-Levallois, gettando via una partita già vinta contro Bonn e venendo perciò eliminati. Alla fine del girone d'andata Reggio è terza, avendo perso solamente quattro gare: priva di Cervi e Darjus Lavrinović, la Grissin Bon saluta Donell Taylor, diretto al Maccabi Ashdod, e Ksystof Lavrinović, tornato in Lituania al Lietuvos Rytas di Vilnius. Con una formazione ridimensionata dalla costante maledizione abbattutasi sulla squadra, i reggiani affrontano la Coppa Italia a Desio con l'obbiettivo della finale: viene sconfitta la neo-promossa Trento, sesta classificate, per 80-77 e per il secondo anno consecutivo viene conquistata la semifinale, dove i biancorossi si devono arrendere di nuovo contro la Dinamo Sassari detentrice del trofeo per 65-77. Dopo un periodo in lieve calo, la Grissin Bon ingaggia un agguerito testa a testa con la Reyer Venezia per la conquista della seconda posizione in vista dei playoff: i reggiani paiono vincere il duello con la vittoria contro i diretti rivali al PalaBigi per 70-67 e gli scontri diretti a favore grazie alla vittoria al Taliercio nel girone d'andata, ma la sconfitta a Pistoia e la contemporanea vittoria di Venezia con Trento consegna di fatto la seconda piazza agli orogranata. Nei Playoff, dunque, la Grissin Bon, terza, deve vedersela con la sesta classificata, l'Enel Brindisi di quel Piero Bucchi che negò la A a Reggio espugnando il PalaBigi con Napoli in gara 5. Reggio vince gara 1 miracolosamente 78-76, dopo essere stata sotto alla fine del primo quarto 30-7, ma viene sconfitta fra le mura amiche 71-74 in gara 2. La serie si sposta in Puglia: Brindisi vince in rimonta gara 3 62-58, ma i reggiani, col loro tipico cuore, con una grande difesa vincono 62-73 gara 4, riportando tutto alla decisiva gara 5 in Emilia. Nella mente dei tifosi reggiani riecheggiano i fantasmi della gara 5 dell'anno precedente al PalaEstra di Siena, ma questa volta una prestazione completa della squadra permette ai reggiani di passare il turno, imponendosi 86-62 sui rivali pugliesi in una serie segnata da un reciproco rispetto fra le due città. Reggio Emilia accede dunque alla Semifinale Scudetto per la prima volta dal lontano 1997, in cui la CFM di Dado Lombardi espugnò il PalaVerde in gara 5 contro la Benetton di Zeljko Obradović, arrendendosi in seguito agli arcirivali della Fortitudo Bologna. In semifinale gli emiliani incontrano la Reyer Venezia, in una semifinale che si preannuncia bollente visto il gemellaggio fra gli Arsân reggiani e i Fioi dea Sud trevigiani, rivali storici dei lagunari. La Reyer si impone nettamente in gara 1 per 87-70 grazie alle prestazioni di Perić e Goss, ormai nemesi del team reggiano; il copione di gara 2 è invece differente: una grande prestazione di Darjus Lavrinović e una difesa pressoché perfetta permettono ai biancorossi di espugnare il Taliercio 69-72. La serie si sposta in un PalaBigi "all-White", dove Reggio conta di portarsi sul 3-1, ma ecco ricomparire sotto San Prospero la "maledizione degli infortuni": dopo sette minuti in gara 3 si infortuna Darjus Lavrinović, Amedeo Della Valle gioca con la tallonite, Andrea Cinciarini e Rimantas Kaukenas con la febbre; la Reyer si impone 70-76, portandosi sul 2-1. Per la seconda volta nei Playoff gli emiliani sono con le spalle al muro, ma ancora una volta il cuore dei reggiani fa la differenza in gara 4, che la formazione di coach Menetti vince nettamente 79-60 annullando Perić e Goss; nota negativa l'infortunio di Mussini a 39' secondi dal termine della gara. Gara 5 è cosa di Venezia che approfitta degli sbandamenti reggiani abilmente penetrando e "bombardando dall'arco" col risultato di 89-67. Venezia ha il match point per raggiungere la finale, Reggio ha perso anche Drake Diener per un problema a una gamba. Cinciarini, Della Valle, Silins, Polonara, Chikoko, Cervi, Kaukenas, Pechacek e i giovani Rovatti, Magnani e Stefanini: questo è il roster della Grissin Bon in gara 6. I reggiani compiono un vero e proprio miracolo trascinati da Silins, Cinciarini e Kaukenas, battendo Venezia 82-78, nonostante un Goss da 31 punti: si va a Gara 7 a Mestre. Grazie a un vero e proprio miracolo dello staff medico viene recuperato in extremis Darjus Lavrinović per il match decisivo, e il lituano sarà proprio decisivo. Sessantacinque reggiani si recano nella gabbia del Taliercio, quasi 2.500 si radunano in Piazza Martiri del 7 Luglio davanti al Teatro Valli per assistere alla gara dal maxischermo installato dal Comune. Reggio parte bene, rimane attaccata a Venezia, ma nel terzo quarto va sotto di nove punti (38-29). Cinciarini, Lavrinović e Kaukenas prendono in mano la squadra, Della Valle e Polonara segnano dall'arco: i reggiani infilano un parziale di 11-0 e si portano avanti. È un testa a testa con i reyerini guidati da Jarrius Jackson e traditi da Goss e Perić, la Grissin Bon è più lucida: finisce 70-63 per gli emiliani. È l'11 Giugno 2015: Reggio Emilia, che quattro anni prima rischiava di retrocedere nei Dilettanti, raggiunge la sua prima Finale scudetto contro Sassari. È festa a Reggio Emilia, invasa dai caroselli e dai festeggiamenti nel centro storico; è festa a Venezia dove i reggiani festeggiano negli spogliatoi, dopo il lancio durante la partita di bottigliette, oggetti di carta e ferro da parte di individui isolati della curva del Taliercio. La Grissin Bon rientra a Reggio Emilia alle 2.40 accolta al casello autostradale delle Vele di Calatrava da oltre 300 tifosi a celebrare la prima storica finale contro gli amici della Dinamo Sassari. Dopo sette gare al cardiopalmo, dove sfiora per due volte all'overtime il successo al PalaSerradimigni Reggio Emilia cade nella sfida decisiva 75-73. La Dinamo Sassari è campione d'Italia.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Pallacanestro Reggiana
  • 1974 · Fondazione della Pallacanestro Reggiana con sede a Reggio nell'Emilia.
  • 1974-1975 · in Serie D.
  • 1975-1976 · in Serie D, Green Arrow Up.svg promossa in Serie C.
  • 1976-1977 · in Serie C.
  • 1977-1978 · in Serie C, Green Arrow Up.svg promossa in Serie B.
  • 1978-1979 · 8ª nel girone B di Serie B.
  • 1979-1980 · 3ª nel girone B di Serie B, 3ª nel girone A di poule promozione A2.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Gironi eliminatori di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1986-1987 · 13ª in Serie A1, 4ª nel girone giallo dei play-out, Red Arrow Down.svg retrocessa in Serie A2.
Semifinali di Coppa Italia.
  • 1987-1988 · 2ª in Serie A2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3ª nel girone D degli ottavi di finale di Coppa Italia.

  • 1990-1991 · 14ª in Serie A1, 5ª nel girone verde dei play-out, Red Arrow Down.svg retrocessa in Serie A2.
Semifinali di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1992-1993 · 1ª in Serie A2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1, ottavi di finale dei play-off scudetto.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1996-1997 · 3ª in Serie A2, vince la finale B dei play-off promozione, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Korać.

Seconda fase di FIBA Europe Champions Cup.
Finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di ULEB Cup.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinali di Coppa Italia.
Coppa del Campionato di Pallacanestro.png Vince l'EuroChallenge (1º titolo).
Semifinale di Coppa Italia.

Roster 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

  Naz.   Ruolo Nome Anno Alt. Peso  
5 Zimbabwe C Vitalis Chikoko 1991 208 90
6 Italia AG Achille Polonara 1991 205 92
7 Lituania C Darjuš Lavrinovič 1979 212 108
8 Italia G Amedeo Della Valle 1993 196 86
10 Cecoslovacchia AG Adam Pecháček 1995 207 100
11 Italia C Giovanni Pini 1992 204 92
13 Lituania G Rimantas Kaukėnas 1977 192 84
14 Italia C Riccardo Cervi 1991 214 112
15 Lettonia AP Ojārs Siliņš 1993 204 98
16 Stati Uniti G Drake Diener 1981 196 91
Italia P Cristiano Magnani 1996 180 93
Italia G Gabriele Stefanini 1999 187 87
Italia G Andrea Rovatti 1996 198 95
20 Italia P Andrea Cinciarini 1986 193 87
Lettonia G Arturs Strautins 1998 196 93

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Italia Massimiliano Menetti
Vice-Allenatore: Italia Flavio Fioretti
Assistente allenatore: Italia Devis Cagnardi
Preparatore atletico: Italia Emanuele Tibiletti
Fisioterapista: Italia Simone Stanzani
Medico sociale: Italia Vincenzo Guiducci
Team Manager: Italia Filippo Barozzi
Addetto agli arbitri: Italia Claudio Panzera
Addetto ai materiali: Italia Roberto Della Corna
Addetto alle statistiche: Italia Leo Ergelini

|Presidente: |Italia Ivan Paterlini |}

Amministratore Delegato: Italia Alessandro Dalla Salda

|General Manager: |Italia Alessandro Frosini

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

2013-2014
2003-2004
2011-12
2005-2006
2002-2003

Cestisti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Cestisti della Pallacanestro Reggiana.

Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

-Piero Montecchi, playmaker (1982-1987 e 1995-1998)

-Pino Brumatti, guardia (1983-1987)

-Bob Morse, ala (1984-1986)

-Joe Bryant, ala grande (1989-1991)

-Mike Mitchell, ala piccola (1992-1999)

-Gianluca Basile, playmaker (1995-1999)

Giocatori del decennio:

-1974-1984: Orazio Rustichelli

-1984-1994: Piero Montecchi

-1994-2004: Gianluca Basile

-2004-2014: Alvin Young

Migliore Giocatore dei Quarant'anni:

-Mike Mitchell

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Allenatori della Pallacanestro Reggiana.

Impianti di gioco[modifica | modifica wikitesto]

La Pallacanestro Reggiana gioca le proprie gare interne al PalaBigi, situato in via Guasco 8 nel centro storico di Reggio Emilia, nel quartiere della Basilica della Beata Vergine della Ghiara. Intitolato a Giulio Bigi, l'impianto è stato edificato nel 1980 ed è dotato di due tribune centrali, quattro settori laterali (tra cui il settore ospiti di 90 unità), due tribune laterali (di cui una è occupata dal gruppo ultras Arsân), un settore parterre, una zona hospitality e due tabelloni. Da tempo la città chiede un nuovo palazzetto, ma più volte le proposte presentate dalla società non hanno trovato un comune accordo con la giunta comunale, tra cui quella di un arena polifunzionale nel 2006 e quella di ristrutturazione e riqualifica della zona del PalaBigi nel 2015. Perciò, vista l'inadeguatezza dell'impianto rispetto ai traguardi raggiunti dalla squadra, la Pallacanestro Reggiana è stata costretta ad emigrare al PalaDozza di Bologna per la Final Four di Eurochallenge del 2014, seguita da 5.000 reggiani, e per l'Eurocup nella stagione 2014-15, dove le presenze si sono attestate sulle 2.500. La Palestra "Chierici" di via Cassala è invece la sede degli allenamenti, nonché delle gare del settore giovanile reggiano.

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Abbigliamento tecnico[modifica | modifica wikitesto]

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albo d'oro

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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