Mapei

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Mapei
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Mapei Mediglia.jpg
Stabilimento Mapei nel comune di Mediglia
Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 1937 a Milano
Fondata da Rodolfo Squinzi
Sede principale Milano
Persone chiave Giorgio Squinzi, amministratore unico
Settore Materiali chimici per l'edilizia
Prodotti Adesivi, sigillanti, prodotti chimici per edilizia
Fatturato 2,4 miliardi di (2016)
Dipendenti 9000 (2016)
Sito web

Mapei S.p.A. è una società per azioni italiana, nata nel 1937, operativa nel settore della produzione di materiali chimici per l'edilizia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'innovazione[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda nasce nel 1937 alla periferia di Milano per iniziativa di Rodolfo Squinzi,[1] (1908-1984) con soli tre dipendenti e produce intonaci colorati e materiali per rivestimenti edili. In origine la denominazione dell'azienda è Materiali ausiliari per l'edilizia e l'industria, di cui l'attuale denominazione Mapei è l'acronimo.

Successivamente Rodolfo Squinzi, un muratore originario di Pero, alle porte di Milano, decide di orientarsi verso un mercato all'epoca ancora di nicchia, concentrandosi sulla produzione di adesivi per pavimenti e rivestimenti, in particolare per linoleum, ceramica, materiali lapidei, moquette, PVC e legno. L'idea forte è quella di abbinare una colla a ogni prodotto: adesivi per il linoleum, adesivi per la moquette, adesivi per il legno e così via.[2] Si tratta di un mercato che esplode negli anni sessanta assieme al grande successo che la ceramica italiana ottiene a livello internazionale. Nel frattempo alla gamma dei prodotti (l'innovazione maggiore è fornita dalla P22, una colla preconfezionata che rivoluziona il settore dal momento che fino a quel momento i muratori erano costretti a confezionare di volta in volta sul posto di lavoro la tradizionale malta cementizia mentre ora si ritrovano un prodotto standard già pronto all'uso)[3] si aggiungono malte speciali, impermeabilizzanti e additivi per calcestruzzo.

L'internazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1978, quando in azienda è già entrato il figlio Giorgio, classe 1943 e cresciuto con il gusto per la ricerca prima ancora di laurearsi in chimica industriale alla Statale di Milano, la società inizia un processo di internazionalizzazione sia commerciale che produttiva, aprendo un primo piccolo stabilimento in Canada dopo aver fornito gli adesivi per i pavimenti in gomma utilizzati per le piste di atletica delle Olimpiadi del 1976. L'espansione prosegue anche negli anni ottanta e novanta sotto la guida di Giorgio Squinzi, sia con l'apertura di altri impianti produttivi sia con l'acquisizione di altre società.
Di particolare rilievo sono l'acquisizione in Italia della Vinavil, uno dei principali fornitori di Mapei, avvenuta nel 1994, quella della norvergese Rescon, di uno dei principali produttori tedeschi di prodotti chimici per l'edilizia, la Sopro, avvenuta nel 2002, della Gorka Cement in Polonia. Una strategia di sviluppo internazionale dovuta ad un fatto preciso: la produzione di adesivi e prodotti chimici per l'edilizia non può essere svolta a più di 400-500 chilometri di distanza in quanto i costi di trasporto la renderebbero fuori mercato.[4].

Nell'ottobre 2008 è acquisita la Polygrass,[5] azienda trevigiana leader nel settore dei sistemi isolanti e delle membrane impermeabilizzanti, fondata nel 1969 dai tre fratelli Romano, Luigi, Antonio Zanchetta a Ponte di Piave, tre stabilimenti negli Stati Uniti e uno in Puglia, filiali commerciali nel Regno Unito e in Romania, 150 milioni di euro di fatturato e 260 dipendenti.[6]

Uno sviluppo che porterà ad altre acquisizioni e farà del gruppo Mapei (un gruppo familiare in cui Giorgio Squinzi è amministratore unico e in cui lavorano anche la moglie, Adriana Spazzoli, e i due figli, Marco, classe 1971, responsabile della ricerca, e Veronica, direttore dello sviluppo) una multinazionale leader nel mondo negli adesivi e nei prodotti chimici per l'edilizia con (dati 2016) 81 consociate che operano con 73 stabilimenti in 32 paesi diversi e ognuno dotato di un laboratorio di controllo della qualità, 28 centri di ricerca ( di cui uno corporate) in 18 paesi, oltre 9 mila dipendenti, più di 5 mila prodotti per l'edilizia.[7]

Il 22 marzo 2012 Giorgio Squinzi viene eletto presidente di Confindustria. Resterà in carica quattro anni.

Realizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni gli adesivi a base poliuretanica e i materiali chimici per l'edilizia della Mapei sono stati utilizzati per la posa delle piste di atletica nelle varie Olimpiadi dopo quella di Montreal, per i restauri dei corridoi della Cappella Sistina, i collanti dei pavimenti del salone principale del Cremlino e degli affreschi di Giotto nella Basilica di San Francesco di Assisi sfregiata dal terremoto, per il tunnel del Monte Bianco, per la realizzazione delle torri gemelle di Kuala Lampur, per il ponte che collega la Danimarca alla Svezia, per la diga delle Tre Gole in Cina, per i 240 chilometri di gallerie che permettono il passaggio del supertreno Tokyo-Osaka, per i pavimenti dell'Hong Kong International Airport, del Velodromo di Kiev, del Museo d'arte di Basilea.[8].

Realtà Mapei[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991 il Gruppo Mapei utilizza uno strumento di comunicazione con il mondo dell'edilizia di nome Realtà Mapei. Diretto da Adriana Spazzoli, romagnola di Forlì e responsabile operativo e strategico del marketing e della comunicazione della multinazionale milanese, è un bimestrale in italiano e inglese inviato in abbonamento ai quasi 70 mila clienti sparsi per il mondo.

Mapei nello sport[modifica | modifica wikitesto]

La Mapei è sponsor del Sassuolo Calcio dopo avere sponsorizzato in passato gli atleti del team Mapei che per un decennio hanno dominato nel panorama ciclistico mondiale. Tra i principali: Tony Rominger, Pavel Tonkov, Andrea Tafi, Paolo Bettini, Gianni Bugno, Oscar Freire, Johan Museeuw.[9] Proprio per supportare con razionalità scientifica e corretto approccio etico la squadra ciclistica nel 1996 è stato aperto a Olgiate Olona, insieme al prof. Aldo Sassi, il Centro ricerche Mapei sport con laboratori, ambulatori, centri di analisi. La struttura è utilizzata per la diffusione di una corretta cultura sportiva.

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

La società è controllata dalla Emme Esse Vi s.r.l., finanziaria della famiglia Squinzi, che ne detiene il 93,95%; il restante 6,05% è costituito da azioni proprie detenute dalla stessa Mapei.

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle 81 consociate operanti nel 2017 in 32 paesi.

Nel 2016 sono diventate operative la Mapei Perù e la Mapei Philippine. Nel febbraio 2017, con l'acquisizione della società colombiana Productos Bronco, nasce Mapei Colombia.

Dati economici e finanziari[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni novanta i dipendenti della Mapei erano 500.[10] Nel 2006 erano 4.679 dipendenti, di cui 906 in organico alla capogruppo (quell'anno il gruppo Mapei aveva un capitale investito consolidato di circa 953,9 milioni di euro, con un patrimonio netto di circa 387,6 milioni di euro, un fatturato consolidato di 1,18 miliardi di Euro ed un utile netto consolidato di circa 59,4 milioni). Nel 2012 Mapei con 2,1 miliardi di euro era la terza industria chimica italiana per fatturato dopo Versalis e il Gruppo Mossi & Ghisolfi. Il numero di dipendenti era 7500, dislocati in oltre 58 stabilimenti in 28 paesi.[1] Nel 2017 sfiorano i 10 mila di cui il 12% impegnati nella ricerca e sviluppo.

Nel 2017, in occasione degli 80 anni compiuti dalla società, Giorgio Squinzi dichiara che, nella sua storia, la Mapei non ha mai chiuso un bilancio in perdita, non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, non ha mai licenziato per riduzione di organici.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Chimica al vertice di confindustria, in La Chimica & l'Industria, nº 4, maggio 2012, p. 14.
  2. ^ Alberto Mazzuca, I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005, p. 258.
  3. ^ Alberto Mazzuca, op.cit. p. 259.
  4. ^ Alberto Mazzuca, op.cit., p. 259.
  5. ^ Il colosso Mapei si compra Polyglass, ricerca.gelocal.it, 1 agosto 2008. URL consultato il 6 novembre 2017.
  6. ^ Il mago di Treviso che salva le case dagli uragani, ilgiornale.it, 30 dicembre 2006. URL consultato il 6 novembre 2017.
  7. ^ Realtà Mapei, numero 140, gennaio-febbraio 2017.
  8. ^ Diversi numeri di Realtà Mapei reperibili sul sito dell'azienda.
  9. ^ Chiude la corazzata Mapei, archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  10. ^ Testimonianza di Giorgio Squinzi in Realtà Mapei, numero 141, marzo-aprile 2017.
  11. ^ Realtà Mapei, numero 139, novembre-dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, Giorgio Squinzi, l'uomo che tiene incollato il mondo in I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2006. ISBN 88-8490-796-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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