Aurora Basket Jesi

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Aurora Basket Jesi
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Aurorini
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Kit shorts.svg
Casa
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Trasferta
Colori sociali Arancione e Blu.svg Arancione e blu
Dati societari
Città Jesi
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A2
Fondazione 1966
Presidente Italia Carlo Barchiesi
General manager Italia Gianluca Zenobi
Allenatore Italia Damiano Cagnazzo
Impianto PalaTriccoli
(4.000 posti)
Sito web www.aurorabasket.it
Palmarès
Altri titoli 1 Coppa Italia di Legadue

L'Aurora Basket Jesi è la principale società di pallacanestro maschile di Jesi (Ancona).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e campionati regionali[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'Aurora Basket Jesi inizia nel 1965 quando Carlo Barchiesi, Primo Novelli e Gianni Rossetti decidono di creare una nuova società di pallacanestro dopo lo scioglimento della Springoil, che aveva sfiorato l'accesso alla Serie A in passato; con la benedizione del parroco Roberto Vigo, la polisportiva Aurora Jesi che in futuro diverrà famosa in tutta Italia grazie alle gesta di Roberto Mancini accoglie nelle sue file il basket. Il primo campionato nel 1965/1966 vede l'Aurora nella Prima Divisione Regionale; la società cresce sia economicamente che in campo ottenendo la promozione in Serie D al termine della stagione 1973/1974.

I primi campionati nazionali ed un nuovo palazzetto[modifica | modifica wikitesto]

La squadra non è più ormai una realtà parrocchiale ma è divenuta l'espressione cittadina della pallacanestro. Con l'accesso ai campionati nazionali si rende necessario abbandonare il palazzetto della scherma dove la società aveva disputato le sue partite fino ad allora e di conseguenza l'Aurora costruisce la palestra di San Sebastiano (oggi intitolata alla memoria di Primo Novelli) nell'omonimo quartiere; la continua crescita porta in dote all'Aurora la C2 e un crescente interesse della città nei suoi confronti con la palestra sempre più gremita dal pubblico jesino. La C1 viene sfiorata nel 1981/1982 quando solo una sconfitta nello spareggio contro Barcellona Pozzo di Gotto impedisce agli jesini di salire di categoria; ma è solo un rinvio alla stagione 1983/1984 quando Matelica si deve arrendere alla superiorità dell'Aurora che ottiene la promozione, subito vanificata l'anno dopo con quella che viene ricordata come la prima retrocessione della storia della squadra. Segue una nuova stagione difficile con la squadra che si ritrova così al punto di partenza in Serie D; sembra tutto finito e la società appare ad un passo dalla chiusura ma alla fine la dirigenza decide di continuare l'avventura, con la squadre che ottiene il ritorno in Serie C nel 1989-90; nel 1992 si abbandona il campo di San Sebastiano per andare al nuovo PalaTriccoli, una struttura più funzionale e capiente che sarà solo il primo perno della futura crescita della squadra.

L'era Sicc e la grande scalata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 2 anni tranquilli, il 1992/1993 vede la svolta che cambia la storia del basket cittadino; la Sicc Cucine si lega alla società come main sponsor e il titolare Alfiero Latini dichiara apertamente di volere portare la squadra in campionati ben più importanti promettendo il derby contro Fabriano in pochi anni venendo preso per pazzo dai più; alla guida della squadra viene chiamato un giovane coach emergente, Alessio Baldinelli mentre i colori societari cambiano per via della sponsorizzazione al gialloverde; ci vogliono 2 anni di assestamento, poi nel 1994-95 l'Aurora ottiene la promozione in B2, a cui subito fa seguire il salto in B1; l'apoteosi avviene nella stagione 1996-97 quando la Sicc sconfigge in finale playoff Bergamo guidata da Carlo Recalcati per 77-71 in trasferta e per 73-71 in casa davanti a 4000 spettatori entusiasti, completando così uno straordinario triplo salto: il 21 maggio 1997 è una data storia che coincide con l'approdo in Serie A2.

Primi anni in seconda serie[modifica | modifica wikitesto]

La squadra si cala bene nel professionismo disputando due campionati che si concludono con altrettante partecipazioni ai playoff promozione; nel 1999-2000 a fine girone di andata la Sicc è prima in classifica e partecipa addirittura alla Final 8 di Coppa Italia, ma poi la squadra cala e conclude la stagione perdendo alla finale playoff contro Avellino, mentre nelle 2 stagioni successive la promozione in massima serie sfuma sempre ai playoff contro Società Sportiva Basket NapoliNapoli e Teramo, entrambe serie perse alla decisiva Gara-5 dei Playoff. Durante questi anni fanno parte della rosa che calza il parquet jesino tanti giocatori che avranno ottimo avvenire o che in passato hanno militato ad alti livelli in massima serie come Mario Gigena, Claudio Pol Bodetto, Simone Flamini, Peter Ezugwu, Alexander Lokhmanchuk, Massimo Guerra, Maximiliano Stanic e Raymond Tutt.

Il grande salto[modifica | modifica wikitesto]

L'opinione generale di quegli anni dopo le brucianti sconfitte nei playoff era che probabilmente la squadra non avrebbe mai potuto raggiungere la Serie A, considerata irraggiungibile per una città come Jesi di appena 40.000 abitanti, è che gli ottimi tornei in LegaDue fossero l'apice per l'Aurora. Ma ancora una volta tutti gli scettici vennero messi a tacere la stagione successiva. Infatti i grandi sforzi della dirigenza leoncella vengono ripagati nel 2003-04; il campionato vede un lungo duello con Reggio Emilia per la vetta della classifica e la conseguente promozione, ma alla fine sono gli emiliani ad avere la meglio; ai gialloverdi rimane lo spauracchio dei playoff ed in molti sono pessimisti dato il calo finale della squadra che viene superata in classifica da Ferrara; in realtà il sorpasso estense è voluto proprio dai gialloverdi che così evitano lo scontro con la temibile e blasonata Virtus Bologna precipitata in LegaDue per i suoi guai economici ed in grande ripresa dopo un inizio stagione di difficile assestamento. La corazzata jesina però è inarrestabile: sconfigge Scafati, Montecatini e giunge così alla finale playoff proprio contro la Virtus Bologna che nel frattempo elimina Ferrara. La storica serie finale è vinta per 3-0 con la Virtus Bologna che finisce k.o. 81-75 e 83-82 al PalaTriccoli e viene abbattuta 78-53 al PalaMalaguti davanti a tantissimi tifosi gialloverdi esodati per l'occasione; la squadra rientra in città in piena notte accolta dal tripudio con una grande festa in piazza che dura fino alla mattina. Indimenticabile per tutti gli appassionati il roster di quella storica stagione: Brian Montonati, Juan Marcos Casini, Jamal Robinson, James Singleton, il capitano Alberto Rossini, Mason Rocca, Brett Blizzard, Gordan Firić, Trent Whiting, Joel Salvi, DeSean Hadley, Guillermo Casini, Marco Toppi, Michele Cittadini e Lorenzo Pieralisi. In panchina l'emergente tecnico Luigi Gresta.

La Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Il sogno è divenuto realtà, ma la grande festa per la promozione viene smorzata pochi mesi dopo quando inevitabilmente gran parte del roster della squadra viene smantellato: Rocca, Blizzard e Singleton dopo aver impressionato tutti gli addetti ai lavori sbarcano in piazze più grandi ed in lotta per lo Scudetto come Napoli, Cantù e Milano, Whiting e Firić finiscono in Germania, Salvi e Robinson restano in LegaDue in cerca di nuovi campionati di vertice. Si rende necessario dunque cambiare quasi tutto il roster ed arrivano tra gli altri Rodolfo Rombaldoni, Cory Violette, Mario Boni, Goran Jurak e torna in squadra anche Raymond Tutt. Il debutto in massima serie è l'anticipo della prima giornata, previsto per l'ora di pranzo del 3 ottobre in diretta televisiva su Sky Sport. L'avversario è Milano, il club più titolato d'Italia, squadra con grandi ambizioni alla prima gara con il nuovo sponsor Armani. È un debutto da incubo con i gialloverdi che mettono a segno appena 2 punti nei primi 7 minuti e si ritrovano subito sotto di 20 punti alla fine del primo quarto. Finirà 73-94 con l'ex di turno Singleton autentico mattatore per le scarpette rosse. Dopo l'avvio stentato la squadra lotta alla pari con le altre per la salvezza; ad inizio girone di ritorno Gresta viene comunque esonerato tra le contestazioni del pubblico jesino per fare posto a Slobodan Subotić e per un certo periodo di tempo la salvezza sembra alla portata con i sorpassi su Reggio Calabria e Biella; arriva anche una prima ed unica vittoria esterna stagionale nel derby con Pesaro ma una rovinosa caduta al PalaTriccoli contro i piemontesi nel momento decisivo rende il miracolo impossibile e la squadra retrocede pur ottenendo 11 vittorie che nei campionati precedenti sarebbero bastati per ottenere la permanenza in Serie A venendo superata anche da Reggio Calabria che poi usufruirà del ripescaggio a causa del fallimento di Pesaro. Nella stagione successiva l'Aurora prova la risalita con il tecnico futuro campione d'italia Luca Banchi ma una mesta sconfitta ai quarti di playoff contro Ferrara spezza i sogni di ritorno immediato in massima serie. Durante la decisiva Gara-3 (persa in casa dopo 2 supplementari nonostante la superiorità numerica di 5 giocatori a 3 quando gli estensi si ritrovarono senza altri giocatori che avevano già 5 falli commessi) un infarto coglie Alfiero Latini a metà partita allontanandolo dalla squadra; è il 5 maggio 2006, è la triste chiusura dell'era Sicc.

L'era Fileni[modifica | modifica wikitesto]

Michele Maggioli, pivot aurorino per numerosi anni.

L'estate 2006 è la più difficile da molti anni per il basket jesino. Si vocifera di un addio della squadra, oramai priva del suo main sponsor e con il morale a pezzi per il pessimo finale di stagione. L'iscrizione al campionato di LegaDue sembra impossibile e addirittura sui titoli dei giornali campeggiano le possibilità di vendere il titolo sportivo lasciando dunque il vuoto nella cittadina marchigiana. Quando tutto sembra perduto però arriva grazie ad uno sponsor minore, l'Apra Informatica nella persona di Livio Grilli la svolta; è proprio Grilli infatti a trattare le operazioni economiche e di portavoce che daranno nuova linfa al basket leoncello negli anni a venire: viene così trovato l'accordo con un nuovo sponsor locale ma conosciuto in tutta Italia, Fileni, una delle più importanti aziende operanti nel settore delle carni avicole. La società torna agli originari colori arancioblu che peraltro ben si sposano con il marchio del nuovo sponsor. La prima parte di stagione non è esaltante e non potrebbe essere diversamente, ma porta con sé l'esonero di Subotić (nel frattempo tornato sulla panchina jesina) capace di vincere solamente 3 gare sulle prime 11 e l'arrivo in panchina di un nuovo tecnico in rampa di lancio, Andrea Capobianco. Con il nuovo tecnico la squadra compie una miracolosa rimonta centrando i playoff all'ultima giornata a spese dei rivali di Fabriano. Sembra d'un tratto tornata la magia della stagione della promozione e la Fileni pur non godendo dei favori del pronostico elimina clamorosamente ai quarti di finale dei play-off la favorita Caserta che aveva fallito la vittoria del campionato perdendo nell'ultima giornata di campionato. Sconsigliata per i deboli di cuore è la serie di Semifinale contro Pavia: sotto 0-2 la formazione arancioblu vince le sue 2 gare in casa entrambe con 1 punto di scarto, tra queste memorabile gara-4 decisa da una tripla allo scadere di Ryan Hoover. La serie si decide a Pavia in Gara-5 e la Fileni comanda per gran parte di gara prima di crollare nel finale sotto i colpi di Chris Monroe e Ivan Gatto chiudendo una stagione comunque memorabile con una sconfitta in semifinale playoff appena 9 mesi dopo il rischio della chiusura. Sulla cresta dell'onda la stagione 2007/2008 è una nuova annata magica: la squadra si piazza ancora una volta ottava ma eliminando ai playoff Sassari e Reggio Emilia (ancora una volta decisivo Ryan Hoover ed il capitano Alberto Rossini) arriva fino alla finale dove perde contro la ben più forte Caserta per 3-1. Da ricordare in Gara-4 il finale di partita con i campani avanti 72-70. L'ultimo possesso è in mano ad Hoover la cui tripla della possibile "bella" balla per un interminabile secondo sul ferro prima di capitolare fuori e scatenare la grande festa dei numero tifosi bianconeri giunti nelle Marche. Inoltre arriva anche la vittoria della Coppa Italia di Legadue sconfiggendo 72-62 Ferrara sul parquet estense che ospitava le Final 4 della competizione. Le strepitose stagioni consacrano Capobianco che lascia Jesi per approdare in massima serie. Abbandonano la squadra anche Hoover e il giovane talento David Moss che farà le fortune della pluriscudettata Siena negli anni a venire. Nel 2008/2009 la squadra parte forte e si gioca la testa del torneo con la blasonata Varese sciupando anche un importante vantaggio nello scontro diretto in Lombardia. Nel girone di ritorno però la squadra ha una flessione che porterà all'esonero del tecnico Zanchi e chiude il torneo venendo eliminata dai playoff dalla futura vincitrice Sassari Nel 2009/2010 la squadra retrocede dopo aver perso lo scontro diretto dell'ultima giornata contro Venezia ma il fallimento già avvenuto del Napoli permette alla società leoncella di affrontare serenamente la retrocessione con il penultimo posto visto che alla fine della stagione avviene l'ovvio ripescaggio; le stagioni 2010/2011 e 2011/2012 si chiudono con la beffa finale dell'esclusione dai playoff all'ultima giornata ad opera di Pistoia prima e di Veroli poi mentre nel 2012/2013 arriva una tranquilla salvezza che non entusiasma troppo il pubblico jesino se non per le giocate del capitano Michele Maggioli, ormai autentica bandiera jesina che si aggiudicherà il titolo di miglior marcatore del campionato. Ancora più difficile è il 2013/2014 anno del primo torneo della nuova seconda serie del basket italiano la DNA Gold. La squadra costruita inizialmente per puntare ad uno dei 7 posti che garantiscono i playoff promozione e che vede tra le sue fila anche il ritorno di Rocca fatica non poco e si ritrova ben presto invece a lottare per mantenere la categoria con la salvezza, che arriva dopo molta sofferenza a 3 giornate dalla fine con una vittoria su Veroli giunta grazie ad una tripla all'ultimo secondo della partita di Marco Santiangeli. Anche la stagione successiva è deludente con la squadra sempre nei bassifondi della classifica, ma la salvezza arriva già a Febbraio (curiosamente proprio nel giorno in cui lo storico sponsor Sicc chiude i battenti) grazie alle disgrazie altrui; il ritiro di Forlì e Veroli infatti fa sì che il torneo non preveda retrocessioni.

Betulline[modifica | modifica wikitesto]

A fine stagione 2014/2015 i due main sponsor decidono di non finanziare più la prima squadra, limitandosi ad un impegno col vasto settore giovanile arancioblu. Inizia così una nuova era per l'Aurora, all'alba della stagione che vedrà la società festeggiare 50 anni. In seguito all'ennesima riforma dei campionati, per la stagione 2015/2016 la squadra viene inserita nel girone Est della Serie A2, dove ritrova nomi già affrontati in Serie A come Fortitudo Bologna e Treviso oltre che un inedito derby contro Recanati. Il risicato budget consente alla squadra di poter lottare solamente per la salvezza. Il 2 febbraio viene finalmente trovato l'accordo con un nuovo sponsor, The primElement, che stampa sulla canotta aurorina il suo marchio Betulline[1]. Stavolta la sofferenza è maggiore tanto che la squadra finisce ai playout dove al termine di una serie di 5 gare batte Omegna conquistando così la salvezza che consente alla squadra jesina di poter giocare l'anno successivo il suo ventesimo torneo consecutivo nelle due massime serie del basket italiano[2].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Aurora Basket Jesi
  • 1966-67 - 2ª in Prima Divisione Regionale.
  • 1967-68 - 4ª in Prima Divisione Regionale. Green Arrow Up.svg Ammessa alla nuova Promozione Regionale.
  • 1968-69 - 8ª in Promozione Regionale.
  • 1969-70 - 7ª in Promozione Regionale.
  • 1970-71 - 3ª in Promozione Regionale.
  • 1971-72 - 3ª in Promozione Regionale.
  • 1972-73 - ?ª in Promozione Regionale
  • 1973-74 - 1ª in Promozione Regionale. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie D.
  • 1974-75 - 4ª in Serie D.
  • 1975-76 - Poule Salvezza in Serie D.
  • 1976-77 - Poule Salvezza in Serie D.
  • 1977-78 - Poule Promozione in Serie D.
  • 1978-79 - Poule Salvezza in Serie D.
  • 1979-80 - Poule Promozione in Serie D Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C2.
  • 1980-81 - Poule Promozione in Serie C2.
  • 1981-82 - Poule Promozione in Serie C2.
  • 1982-83 - Playoff in Serie C2.
  • 1983-84 - Playoff in Serie C2. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C1.
  • 1984-85 - ?ª in Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C2.
  • 1985-86 - ?ª in Serie C2. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie D.
  • 1986-87 - 4ª in Serie D
  • 1987-88 - 8ª in Serie D
  • 1988-89 - 3ª in Serie D
  • 1989-90 - 1ª in Serie D. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C.
  • 1990-91 - 8ª in Serie C.
  • 1991-92 - 6ª in Serie C.
  • 1992-93 - 5ª in Serie C.
  • 1993-94 - 9ª Serie C.
  • 1994-95 - 1ª in Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B2.
  • 1995-96 - 1ª in Serie B2. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B1.
  • 1996-97 - 4ª nel girone B di Serie B1, 2ª nel girone B di Poule Promozione. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A2 vincendo con Bergamo per 2-0 (77-71; 73-71).
  • 1997-98 - 7ª in Serie A2, eliminata ai Quarti dei Playoff da Fabriano per 1-2.
  • 1998-99 - 8ª in Serie A2, eliminata ai Quarti dei Playoff da Ragusa per 0-2.
  • 1999-00 - 4ª in Serie A2, eliminata in Finale dei Playoff da Avellino per 1-3. Partecipa in quanto capolista al termine del girone d'andata alle Final-eight di Coppa Italia dove viene eliminata da Pesaro ai Quarti di Finale.
  • 2000-01 - 6ª in Serie A2, eliminata in Semifinale dei Playoff da Fabriano per 1-3.
  • 2001-02 - 6ª in Legadue, eliminata ai Quarti dei Playoff da Napoli per 2-3.
  • 2002-03 - 4ª in Legadue, eliminata in Semifinale dei Playoff da Teramo per 2-3.
  • 2003-04 - 3ª in Legadue. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A vincendo ai Quarti per 3-2 con Scafati, in Semifinale per 3-0 con Montecatini ed in Finale dei Playoff la Virtus Bologna per 3-0 (81-75; 83-82; 78-53).
  • 2004-05 - 18ª in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Legadue.
  • 2005-06 - 9ª in Legadue, eliminata ai Quarti dei Playoff da Ferrara per 3-0.
  • 2006-07 - 9ª in Legadue, eliminata in Semifinale dei Playoff da Pavia per 3-2.
  • 2007-08 - 8ª in Legadue, eliminata in Finale dei Playoff da Caserta per 3-1. Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia di Legadue
  • 2008-09 - 6ª in Legadue, eliminata ai Quarti dei Playoff da Sassari per 3-2.
  • 2009-10 - 15ª in Legadue. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie A Dilettanti. A causa del fallimento di Napoli viene Arrow Blue Up 001.svg Ripescata in Legadue.
  • 2010-11 - 9ª in Legadue.
  • 2011-12 - 10ª in Legadue.
  • 2012-13 - 12ª in Legadue.
  • 2013-14 - 13ª in Divisione Nazionale A Gold.
  • 2014-15 - 13ª in Serie A2 Gold.
  • 2015-16 - 14ª in Serie A2 Girone Est. Vince la Semifinale dei Playout con Omegna per 3-2.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

2008

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

L'Aurora Basket Jesi ha ritirato la maglia numero 9 indossata da Alberto Rossini.

Roster 2015-2016[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 24 aprile 2016

Naz. Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso Note
2 Stati Uniti AG Neiko Hunter 1990 201
6 Italia P Matteo Battisti 1993 182
8 Italia G Guido Scali 1998 196
10 Italia AP Simone Lucarelli 1996 1998
11 Italia C Marco Maganza 1991 204
12 Italia AP Samuele Moretti 1998 197
13 Italia P Francesco Schiavoni 1996 185
14 Georgia AG Giga Janelidze 1995 200
21 Stati Uniti G La'Marshall Corbett 1988 190
29 Italia C Paolo Paci 1990 206
33 Italia GA Marco Santiangeli 1991 192
34 Italia G Andrea Picarelli 1996 196
41 Italia C Alessandro Ciampaglia 1996 200
88 Senegal G Ousmane Gueye 1982 192
92 Lituania A Paulius Sorokas 1992 200

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

  • Allenatore: Damiano Cagnazzo
  • Assistente Allenatore: Maurizio Rossetti
  • Preparatore atletico: Simone Bettini

Staff dirigenziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidente onorario: Carlo Barchiesi
  • Presidente: Brunello Felicaldi
  • Vice Presidente: Luca Mencarelli
  • Amministratore Unico: Altero Lardinelli
  • Direttore Sportivo: Federico Ligi
  • Responsabile amministrativa: Barbara Archetti
  • Segreteria sportiva e amministrazione: Emanuela Coacci
  • Responsabile Eventi: Valentina Urbanelli
  • Addetto Stampa: Eugenio Agostinelli
  • Responsabile Settore Giovanile: Massimo Costagliola
  • Responsabile Foresteria: Salvatore Cagnazzo

Staff sanitario e logistico[modifica | modifica wikitesto]

  • Medico sociale: Pompeo D'Ambrosio
  • Ortopedico: Sergio Carloni
  • Massofisioterapista: Ugo Cardinaletti
  • Osteopata: Andrea Battisti
  • Medico: Paolo Pompignoli
  • Medico: Giancarlo Passarini
  • Speaker: Graziano Fabrizi
  • Custodi: Giancarlo Bassotti, Memo Cardinali, Corrado Ceccarelli, Bruno Cingolani, Renzo Bartolacci

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia degli allenatori

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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