Emittente televisiva

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Un'emittente televisiva (chiamata anche rete televisiva, stazione televisiva o più impropriamente canale televisivo), è una struttura tecnico-imprenditoriale che si occupa della diffusione, istantanea (o con un breve ritardo) e contemporanea, in aree geografiche predisposte da un'apposita rete per telecomunicazioni, di contenuti visivi e sonori fruibili in tempo reale da utenti dotati di specifici apparecchi elettronici ed eventualmente impianti per telecomunicazioni.

Ogni emittente televisiva ha un proprio nome che la identifica e un editore che ne cura i contenuti.

I contenuti[modifica | modifica sorgente]

I contenuti visivi e sonori diffusi agli utenti possono essere una ripresa della realtà, una creazione artificiale (i cartoni animati), o anche una combinazione delle due. Possono essere pre-prodotti oppure ripresi e contemporaneamente trasmessi agli utenti, in quest'ultimo caso si parla di "diretta" o, usando un termine inglese, di "live". Sempre riguardo ai contenuti visivi e sonori, sono i più vari, ma essenzialmente finalizzati ad informare o intrattenere: notizie, musica, sport, spettacoli, documentari, ecc.

La singola produzione visiva e sonora diffusa agli utenti è chiamata programma televisivo. L'insieme dei programmi televisivi di un'emittente televisiva è chiamato palinsesto. Un programma televisivo può essere prodotto dall'editore dell'emittente televisiva oppure da altre aziende. Se è prodotto da altre aziende l'editore può comprarne la proprietà oppure limitarsi all'acquisto dei diritti di diffusione.

La rete per telecomunicazioni[modifica | modifica sorgente]

La rete di telecomunicazioni con cui l'emittente televisiva viene diffusa agli utenti può essere di proprietà dell'editore dell'emittente, ma anche di proprietà altrui. Se la rete di telecomunicazioni è di proprietà altrui l'editore paga per l'affitto della rete (fa eccezione il caso in cui l'emittente viene offerta all'interno di una piattaforma televisiva a pagamento, in questo caso è il provider della piattaforma televisiva che paga l'editore dell'emittente televisiva per poter offrire l'emittente all'interno della propria piattaforma).

Tipologie di emittenti televisive[modifica | modifica sorgente]

Un'emittente televisiva per la televisione terrestre viene chiamata emittente televisiva terrestre, per la televisione satellitare emittente televisiva satellitare, per la televisione via cavo emittente televisiva via cavo.

Una seconda distinzione che si può fare per le emittenti televisive riguarda l'ampiezza dell'area geografica servita. Se l'emittente televisiva raggiunge la maggior parte della nazione si parla di emittente televisiva nazionale, se invece raggiunge solo un'area circoscritta si parla di emittente televisiva locale.

La distinzione tra emittente nazionale ed emittente locale riguarda però solo la televisione terrestre e la televisione via cavo in quanto la televisione satellitare serve di norma aree geografiche continentali che comprendono quindi più nazioni.

I contenuti diffusi dalle emittenti locali sono spesso di carattere locale (telegiornali con cronaca locale, eventi sportivi o religiosi di interesse locale, rubriche di analisi delle realtà economiche e culturali locali, ecc.), mentre quelli diffusi dalle emittenti nazionali di carattere nazionale. In Italia esistono centinaia di televisioni locali e una decina di televisioni nazionali.

Una terza distinzione che si può fare per le emittenti televisive riguarda invece i contenuti diffusi. Se i contenuti sono i più vari si parla di emittente televisiva generalista, se invece sono ristretti ad un particolare ambito si parla di emittente televisiva tematica.

Cronologia della nascita delle emittenti televisive e syndication nazionali e delle piattaforme satellitari italiane principali[modifica | modifica sorgente]

  • 3 gennaio 1954: Rai 1 (nata come Programma Nazionale cambia denominazione in Rete 1 nel 1976, in Rai Uno nel 1983 e in Rai 1 nel 2010)
  • 4 novembre 1961: Rai 2 (nata come Secondo Programma cambia denominazione in Rete 2 nel 1976, in Rai Due nel 1983 e in Rai 2 nel 2010)
  • 15 dicembre 1979: Rai 3 (nata come Rete 3 cambia denominazione in Rai Tre nel 1983 e in Rai 3 nel 2010)
  • 30 settembre 1980: Canale 5 (nata come Telemilanocavo nel 1974 cambia denominazione in Telemilano nel 1976, in Telemilano 58 nel 1978 e in Canale 5 nel 1980)
  • 1982: Retecapri
  • 3 gennaio 1982: Italia 1 (nata come Antenna Nord nel 1979 cambia denominazione in Italia 1 nel 1982)
  • 4 gennaio 1982: Rete 4 (nata come GPE-Telemond nel 1979 cambia denominazione in Rete 4 nel 1982)
  • 10 marzo 1982: Euro Tv fine delle trasmissioni: 5 settembre 1987
  • 6 settembre 1987: Odeon Tv
  • 4 ottobre 1987: Italia 7 fine delle trasmissioni: 1998
  • 1988: Cinquestelle
  • 1º gennaio 2000: 7 Gold (nata come Italia 7 Gold cambia denominazione in 7 Gold nel 2003).
  • 1º settembre 1997: MTV Italia (nata come Videomusic nel 1984 cambia denominazione in Tmc2 nel 1996 e in MTV Italia dopo la riforma nel 1997)
  • 24 giugno 2001: LA7 (nata come Telemontecarlo nel 1974 cambia denominazione in LA7 nel 2001)
  • 31 luglio 2003: Sky Italia (nata dalla fusione delle precedenti piattaforme satellitari TELE+ Digitale e Stream Tv)
  • 1º aprile 2009: Sky Uno
  • 31 luglio 2009: Tivù Sat
  • 19 ottobre 2009: Deejay Tv (nata come Rete A nel 1983 cambia denominazione in Rete A-Mtv nel 1997, in Rete A-Viva nel 2001,in Rete A-All music nel 2002, in All Music nel 2004 e in Deejay Tv nel 2009)
  • 16 dicembre 2009: Cielo
  • 11 ottobre 2010: Europa 7
  • 11 giugno 2012: Vero Capri

Cronologia della nascita delle emittenti televisive locali italiane[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Normativa[modifica | modifica sorgente]

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