Giovanni Minoli

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Giovanni Minoli

Giovanni Minoli (Torino, 26 maggio 1945) è un pubblicista, conduttore televisivo e dirigente d'azienda italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del professor Eugenio Minoli, esperto di arbitrato internazionale[1], è cugino di Giovanna[2] e Francesca Melandri[3]; dopo gli studi liceali presso l'Istituto sociale di Torino si laurea in giurisprudenza.

Genero dell'allora direttore generale Ettore Bernabei e marito di Matilde[4][5][6], nel 1972 entra in Rai, della quale diventerà dirigente nonché autore e produttore di programmi tra i più prolifici. Raggiunge la conoscenza del vasto pubblico negli anni Ottanta con la conduzione di Mixer, programma di informazione giornalistica edito da Rai 2. Politicamente vicino alle posizioni del Partito Socialista Italiano, fu spesso criticato per il suo impegno a favore del PSI, reso evidente anche in un'intervista del 1987, in cui Minoli, pur da dipendente del servizio pubblico radiotelevisivo, apparve quale comprimario di Bettino Craxi in un'intervista-spot: seduti alla cassa di un supermercato, i due interlocutori furono protagonisti di un messaggio per la campagna elettorale del Partito Socialista Italiano[7].

Dopo essere stato per dieci anni capostruttura di Rai 2, è direttore della stessa rete tra il 1993 e il 1994, e direttore della struttura Format, unitamente a Rai 3, da maggio 1996 a febbraio 1998. Come autore di programmi, oltre a Mixer, del quale è anche conduttore, produce decine di programmi, molti dei quali appartengono alla storia della televisione italiana come Quelli della notte con Renzo Arbore, Blitz con Gianni Minà e Aboccaperta di Gianfranco Funari. Sempre attraverso Format cura nel 1995 il progetto Davvero, considerato il primo reality show italiano.

Successivamente, da direttore di Rai 3, ha portato, in prima serata, la medicina con Elisir, la storia con La grande storia, l'economia con Maastricht Italia e vari documentari. Minoli realizza anche il primo progetto di fiction Un posto al sole. Dal gennaio 2000 ricopre la carica di Direttore Generale Prodotto di Stream. Nel giugno 2002 viene nominato direttore di Rai Educational; alla sua direzione si deve, tra l'altro, il successo di La Storia siamo noi (Premio Ilaria Alpi 2003, Premio Regia Televisiva, 2005, Premio Ischia internazionale di giornalismo al miglior giornalista), di cui è pure autore.

Lancia una nuova soap-opera su Rai 3, Agrodolce, ambientata in Sicilia, in onda dal lunedì al venerdì con un ascolto medio, nei primi mesi di trasmissione, del 5-6%. Dal 2009 è direttore dei canali televisivi Rai Storia e Rai Scuola, mantenendo comunque la direzione di Rai Educational. Lascerà tali cariche dopo il 27 maggio 2010 a causa del pensionamento. Nonostante ciò, il 27 aprile 2010 il consiglio di amministrazione della Rai l'ha nominato coordinatore della struttura che si occupa della programmazione in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia.

Nel gennaio 2009 vince il Premio Buone Notizie, consegnato a Caserta nel gennaio dello stesso anno. Da settembre 2009, è presidente del Museo d'arte contemporanea del castello di Rivoli[8].

Nel 2010 lancia Citizen Report, trasmissione di giornalismo partecipativo realizzata dalla Rai[9], condotta da Federica Cellini.

Nel luglio 2013, lascia la Rai per collaborare con Radio 24, dove conduce Mix 24, in onda tra le 9 e le 11, riprendendo il format di Mixer.[10] La conduzione del programma e la sua collaborazione con Radio 24 termina il 16 giugno 2017 per decisione dell'emittente.

Da novembre 2016 approda a LA7 per condurre il talk Faccia a faccia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • All'inizio degli anni Novanta venne imitato da Corrado Guzzanti durante la trasmissione Avanzi: il Minoli interpretato dal comico era un sanguinario, appassionato di omicidi e stragi di cui raccontava i retroscena, i protagonisti e soprattutto i dettagli più macabri, nel descrivere i quali si esaltava e provava un perverso piacere. Dal punto di vista politico, l'attore romano lo rappresentò come un protetto di Bettino Craxi, pronto a servire fedelmente il "padrone" nei suoi servizi. Minoli non si arrabbiò per la caricatura in sé per sé, ma considerò eccessivi i riferimenti al leader del garofano.
  • Considerato appartenente — nella cosiddetta Prima Repubblica — alla «covata» dei giornalisti e dirigenti RAI di fedelissima osservanza socialista, la sera del 29 aprile 1993 era di turno alla redazione del telegiornale e consentì la messa in onda senza censure della contestazione a Bettino Craxi in largo Febo[11].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Italiani così. Makno-mixer in 114 sondaggi le opinioni, i valori, il cambiamento degli italiani negli anni Ottanta, a cura di e con Mario Abis, Roma, Ediesse, 1986.
  • I re di denari. Faccia a faccia con gli acchiappamiliardi. Agnelli, Benetton, De Benedetti, Gardini, Lucchini, Romiti, Schimberni, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30207-0.
  • Eroi come noi, con Piero A. Corsini, Roma-Milano, Rai-ERI-Rizzoli, 2006. ISBN 88-17-01355-2.
  • Quella maledetta estate, con Piero A. Corsini, Roma-Milano, Rai-ERI-Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01709-1.
  • Opus dei, con Stefano Rizzelli, Roma-Milano, Rai-ERI-Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-17-01896-8.
  • La storia sono loro. Faccia a faccia con trent'anni d'attualità, con Piero A. Corsini, Milano, Rizzoli, 2010. ISBN 978-88-17-04534-6.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 maggio 2010[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salvatore Merlo, La Rai sono stato io. Renzi e Fanfani, papaveri e Papi. Ecco l'Italia (non solo) catodica di Ettore Bernabei, Il Foglio, 17 marzo 2015.
  2. ^ Aldo Grasso, Melandri, il cugino Minoli e la guerra a Iseppi, in Corriere della Sera, 27 gennaio 1998, p. 9. URL consultato il 9 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2012).
  3. ^ Barbara Gambino, Melandri: "Il mio Alto Adige", in Trentino, 6 maggio 2010, p. 45. URL consultato il 13 novembre 2012.
  4. ^ Mario Guarino, Mercanti di parole. Storia e nomi del giornalismo asservito al potere, Edizioni Dedalo, Roma 2012, p. 135.
  5. ^ Giovanni Minoli, Piero A. Corsini, La storia sono loro: faccia a faccia con trent'anni d'attualità, Rizzoli, Milano 2010, p. 19
  6. ^ Ettore Bernabei, Giorgio Dell'Arti, L'uomo di fiducia: i retroscena del potere raccontati da un testimone rimasto dietro le quinte per cinquant'anni, Mondadori, Milano 1999
  7. ^ Video dell'intervista Archiviato il 29 dicembre 2012 in Internet Archive., dal sito del Fatto Quotidiano
  8. ^ Rocco Moliterni, Minoli a Rivoli per l’arte un volto tv, La Stampa, 24 settembre 2009. URL consultato il 23 gennaio 2010.
  9. ^ Giovanni Minoli porta il giornalismo partecipativo in Rai, su digital-sat.it. URL consultato il 19 maggio 2010.
  10. ^ Radio24, Minoli firma a Radio24. Rifarà Mixer e faccia a faccia, Radio24.it, 25 luglio 2013.
  11. ^ Testimonianza della giornalista Rai Valeria Coiante: Filippo Facci, Vogliono reintrodurre l'immunità parlamentare., Macchianera, 11 novembre 2009. URL consultato il 23 gennaio 2010.
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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