Aurelio De Laurentiis

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Aurelio De Laurentiis nel 2011

Aurelio De Laurentiis (Roma, 24 maggio 1949) è un produttore cinematografico, imprenditore e dirigente sportivo italiano, fondatore, insieme al padre Luigi, della Filmauro nonché presidente del Napoli e patron del Bari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aurelio De Laurentiis nasce il 24 maggio 1949 a Roma, figlio di Luigi e nipote di Dino De Laurentiis, entrambi produttori cinematografici,[1][2] originari di Torre Annunziata. È sposato con la cittadina svizzera Jacqueline Baudit e ha tre figli: Luigi, Valentina ed Edoardo; è titolare della Filmauro, società leader nella produzione e distribuzione cinematografica italiana e internazionale fondata con il padre Luigi nel 1975; è presidente e proprietario dal 2004 del Napoli e dal 2018 del Bari, e dal 2001 è presidente dell'Unione Nazionale Produttori Film.

È membro della Fondazione Italia USA. Dal 1993 al 2003 è Presidente della Federazione Mondiale dei Produttori, alla quale aderiscono 26 Paesi (dagli Stati Uniti alla Cina); nel 2003 ne diventa Presidente onorario a vita. Dal 1997 è azionista e consigliere di amministrazione di Cinecittà Studios nonché consigliere di amministrazione di Cinecittà Entertainment, di cui è divenuto azionista nel corso del 2007. Da ottobre 2001 a giugno 2006 è presidente della UNPF, l'Unione Nazionale Produttori Film dell'Anica. È membro della Giunta di Confindustria. Aurelio De Laurentiis e i film da lui prodotti e distribuiti hanno conquistato numerosissimi premi, tra cui più di 30 biglietti d'oro e 7 David di Donatello. Nel 2000 riceve il premio del Festival Internazionale del Cinema di Palm Springs per la sua attività di produttore e distributore. Nel dicembre 2002 gli viene assegnato il Premio Vittorio De Sica per il cinema Italiano.

A fine agosto 2003 la tradizionale “Power List” del cinema Italiano – stilata ogni anno dalle riviste di settore Ciak e Box Office – mette al primo posto Aurelio De Laurentiis. Nel febbraio 2005 ottiene il Nastro d'Argento come Miglior Produttore per Che ne sarà di noi e Tutto in quella notte. Nel marzo 2005 vince la Grolla d’Oro del Premio Saint Vincent per il Cinema con Christmas in Love (film Italiano di maggior successo nelle sale), Che ne sarà di noi (film Italiano più noleggiato in home video), I fiumi di porpora 2 (film francese più acquistato in home video in Italia).

A giugno 2005 vince il Ciak d'Oro come Miglior Produttore per Manuale d'amore. A novembre 2005 la Rassegna sul Cinema Italiano ad Assisi è interamente dedicata a lui: è la prima edizione ad essere dedicata a un produttore. A giugno 2006 riceve il Premio speciale della Stampa estera “Globo d’oro 2006” e a luglio il Premio Giffoni al Giffoni Film Festival. Nel giugno 2008 viene premiato con il Nastro d’Argento per Grande, grosso e... Verdone. Nel settembre del 2010 riceve, nell'ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il premio “Variety Profile in Excellence”, attribuito dalla prestigiosa rivista [3] con la seguente motivazione:

« Aurelio De Laurentiis è sempre stato in grado di rimanere in contatto con i gusti del pubblico. È veramente l'unico produttore Italiano che ancora emana quella grandeur genuina data da un rapporto simbiotico con una vasta audience. Aurelio ha un innato radar per le pulsioni pop, ha senso degli affari e una reale disponibilità a rischiare. »

A giugno 2012 insieme al figlio Luigi vince il Nastro d'Argento per la migliore commedia dell'anno Posti in piedi in paradiso, diretta e interpretata da Carlo Verdone. Il 23 ottobre 2010 riceve il premio "United States - Italy Friendship Award", conferito dalla National Italian American Foundation.[4]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Aurelio De Laurentiis festeggia con i suoi giocatori la vittoria del Napoli nella Supercoppa italiana 2014

Il 6 settembre 2004 Aurelio De Laurentiis è diventato presidente del "Napoli Soccer", che è subentrato al Napoli dopo il fallimento di quest'ultima e la conseguente retrocessione in Serie C1. Nel 2006, dopo la promozione in Serie B, la società calcistica partenopea ha riacquistato la vecchia denominazione di SSC Napoli e il 10 giugno 2007 ha conquistato la promozione in Serie A dopo sei anni dall'ultima apparizione nel massimo campionato. All'interno dell'organigramma societario della SSC Napoli ci sono anche la moglie Jacqueline e i figli Luigi, Valentina ed Edoardo nel ruolo di consiglieri. In tre anni è riuscito a riportare il Napoli in serie A, con ottimi risultati e solide basi economiche.

Nel primo anno di Serie A, il Napoli di De Laurentiis raggiunge l'ottavo posto in classifica. Questo piazzamento consente alla squadra partenopea di partecipare alla Coppa Intertoto, competizione europea che vede il successo degli azzurri contro i greci del Panionios e gli albanesi del Vllaznia ottenendo così l'accesso alla Coppa UEFA dopo quattordici anni dall'ultima apparizione nelle coppe europee. Nel 2011 riporta il Napoli in Champions League a distanza di 21 anni dai tempi di Diego Armando Maradona.[5] Il 18 settembre 2009 ne viene ratificata la nomina a consigliere della Lega Calcio,[6][7] carica confermata il 1º luglio 2010 nella neonata Lega Serie A.[8] Il 20 maggio 2012, il Napoli vince il primo trofeo della gestione De Laurentiis: la Coppa Italia 2011-2012, ottenuta battendo in finale allo stadio Olimpico di Roma, per 2 a 0 la Juventus.[9]

Il 10 ottobre 2012, il presidente del Napoli è stato deferito dal Procuratore federale Palazzi alla Commissione Disciplinare Nazionale per la violazione dell'art. 1 comma 1 del Codice Giustizia Sportiva per avere, presso la sede della Lega Calcio, in occasione del Consiglio di Lega del 4 luglio dello stesso anno, proferito espressioni offensive nei confronti dei giornalisti presenti e minacciose nei confronti del giornalista Andrea Longoni. In conseguenza, per violazione degli artt. 4, comma 1 del citato codice, è stata deferita per responsabilità diretta la società Napoli per i comportamenti ascritti al proprio presidente e amministratore delegato[10].

Il 7 novembre dello stesso anno De Laurentiis e il Napoli hanno chiuso con un patteggiamento davanti alla Disciplinare - ammende di 25 mila euro a testa - la vicenda relativa al deferimento per le accuse rivolte dal presidente partenopeo agli organi della giustizia sportiva.[11] Il 3 maggio 2014 il suo Napoli gli regala il secondo trofeo, ancora una volta la Coppa Italia, che nella finale dell'edizione 2013-2014 ha per l'appunto visto trionfare i partenopei sulla Fiorentina per 3-1, dopo che l'inizio della partita era stato ritardato di ben 45' a causa dei gravi disordini verificatisi prima della stessa. Il terzo trofeo arriva il 22 dicembre 2014 con la vittoria in Supercoppa Italiana, giocata a Doha, di nuovo contro la Juventus, battuta per 7-8 ai calci di rigore[12][13][14][15]. Sotto la sua presidenza, in dieci anni la società passa dal giocare nel terzo livello del calcio italiano alle sfide nelle competizioni europee: il 23 aprile 2015 il Napoli si è qualificato alle semifinali di una competizione gestita dall'UEFA, l'Europa League, per la prima volta dopo 26 anni[16]. Nella stagione successiva 2015-2016, il 10 gennaio, il Napoli è primo in classifica alla fine del girone d'andata (il titolo "Campione d'Inverno" non è riconosciuto da alcuna federazione europea), l'ultima volta fu 26 anni prima nella stagione Serie A 1989-1990 con 41 punti, a +2 sull'Inter. A fine stagione perde il titolo contro la Juventus. Il Napoli si ripete due anni dopo con un +1 sulla Juventus alla fine del girone d'andata, ma anche questa volta il titolo a fine stagione va alla Juventus.

Intanto dal 26 gennaio 2016 De Laurentiis è indagato, insieme ad altri dirigenti e procuratori, per evasione fiscale e false fatturazioni riguardo alla compravendita di giocatori: gli agenti avrebbero fatturato in maniera fittizia alle società le loro prestazioni esclusive mentre i club avrebbero completamente dedotto dal reddito imponibile queste spese beneficiando anche della detrazione sull'IVA relativa alla pseudo prestazione ricevuta.[17]

Bari[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 luglio 2018 il sindaco del capoluogo pugliese Antonio Decaro annuncia l'assegnazione del titolo sportivo della squadra di calcio del Bari a De Laurentiis, dando vita così alla SSC Bari.[18][19][20]

Produzioni e distribuzioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Produzioni[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzioni[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze della Repubblica italiana[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 2 giugno 1995[1]
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 22 ottobre 2004[2]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 30 maggio 2008[21]

Premi cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  2. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Variety profile: De Laurentiis, su Radiocinema, 2 settembre 2010. URL consultato il 3 ottobre 2015.
  4. ^ De Laurentiis premiato negli USA, sscnapoli.it
  5. ^ Napoli impazzisce di gioia: terzo posto e Champions!, corrieredellosport.it, 15-05-2011 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2013).
  6. ^ Comunicato Ufficiale Lega Calcio Archiviato il 20 settembre 2009 in Internet Archive.
  7. ^ Aurelio De Laurentiis eletto Consigliere di Lega, sscnapoli.it
  8. ^ De Laurentiis eletto consigliere della nuova Lega di Serie A, sscnapoli.it
  9. ^ La prima sconfitta della Juve vale la Coppa Italia per il Napoli, ilsole24ore.com
  10. ^ Supercoppa e giustizia, deferiti De Laurentiis e Conte, la Repubblica, 10 ottobre 2012. URL consultato l'11 ottobre 2012.
  11. ^ Accuse a giudici Figc, Conte patteggia, Corriere della Sera, 7 novembre 2012. URL consultato il 9 novembre 2012.
  12. ^ Fiorentina-Napoli, tafferugli tra tifosi nei pressi dello Stadio Olimpico, lanazione.it
  13. ^ Coppa Italia, Fiorentina-Napoli: scontri tra tifosi. 10 feriti: uno è grave, gazzetta.it
  14. ^ Fiorentina-Napoli, inizio in ritardo dopo la sparatoria, ilsecoloxix.it
  15. ^ Fiorentina ko, Coppa Italia al Napoli, lastampa.it
  16. ^ Napoli-Wolfsburg 2-2: Callejon e Mertens gol, è semifinale gazzetta.it
  17. ^ Calcio e Fisco, 64 indagati. E la Guardia di Finanza va nella sede del Milan
  18. ^ Bari calcio a De Laurentiis: l'annuncio del sindaco Decaro dopo l'esame delle proposte delle 11 cordate, bari.repubblica.it
  19. ^ Decaro: «Ecco perchè ho scelto De Laurentiis per il titolo del Bari». URL consultato il 1º agosto 2018.
  20. ^ Bari Calcio, piano da 3 milioni di De Laurentiis: Reja direttore tecnico e Viviani allenatore, in Repubblica.it, 24 luglio 2018. URL consultato il 1º agosto 2018.
  21. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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