Benetton (famiglia)

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I Benetton (pronuncia Benettón, /benetˈton/)[1] sono una famiglia di imprenditori trevigiani, fondatrice nel 1965 dell'omonima azienda di abbigliamento[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Capostipiti sono i fratelli Luciano (1935), Giuliana (1937), Gilberto (1941) e Carlo (1943 - 2018), cresciuti nella frazione Santa Bona di Treviso da una modesta famiglia di Ponzano Veneto. Rimasti orfani del padre Leone nel 1945, Luciano lascia la scuola per fare il garzone nel magazzino di tessuti Campana e, successivamente, nel negozio di abbigliamento Della Siega. Frattanto la secondogenita Giuliana inizia a lavorare in una maglieria[3][4].

Negli anni 1950 i due fratelli cominciano ad alternare il lavoro da dipendenti all'attività in proprio. Nel 1955 acquistano una macchina da maglieria con cui Giuliana confeziona in casa i maglioni che Luciano vende porta a porta, utilizzando il marchio Très Jolie. Il successo riscontrato portò in seguito i Benetton a comprare altre due macchine e ad assumere quattro dipendenti, spostando il laboratorio dall'abitazione a uno stabile vicino. Nel 1958 Luciano poté permettersi di lasciare il lavoro da dipendente[3][4].

In seguito entrano in azienda i fratelli minori: Gilberto, impiegato della Confartigianato, tiene al contempo i conti dell'azienda; Carlo, disegnatore presso le officine Bornia, comincia a occuparsi degli aspetti tecnici e produttivi. Si vanno così a delineare i ruoli che si sono mantenuti sino ai giorni nostri: Luciano è presidente e responsabile commerciale, Giuliana si occupa del design, Gilberto lavora nella divisione finanziaria e Carlo segue la produzione[3][4].

La fortuna dell'azienda si deve all'incontro, nel 1961, con Roberto Calderoni, industriale e commerciante che apre l'azienda al mercato romano grazie ai suoi contatti con alcune famiglie della comunità ebraica impegnate nel settore tessile, in particolare gli Anticoli e i Tagliacozzo. In poco tempo le vendite nella Capitale superano quelle venete e nel 1965 diventa necessario aprire una vera e propria fabbrica a Ponzano Veneto[3][4].

Nel 1991 i Benetton acquisiscono la Compania de Tìerras Sud Argentino, consistente in circa 10 000 km² di terreni dedicati all'allevamento di pecore per la produzione laniera. Ne seguì una vicenda giudiziaria, in quanto un gruppo di indigeni Mapuche, sostenuto dal premio Nobel Adolfo Perez Esquivel e da varie ONG, rivendicò parte delle terre, ma il processo che ne seguì confermò la legittimità dell'acquisizione[4].

Dal 2014 la famiglia ha fatto un passo indietro dalla gestione e ha assunto un ruolo di azionista lasciando al management l'onere della gestione, con Gianni Mion come presidente e Marco Airoldi, amministratore delegato e direttore generale.

Gli attuali marchi d'abbigliamento del gruppo sono: United Colors of Benetton, Undercolors e Sisley; in passato anche Playlife, killer Loop.

Per anni la finanziaria di famiglia è stata Edizione srl, una holding controllata attraverso la società in accomandita per azioni Ragione di Gilberto Benetton & C SapA.

Nella seconda metà del 2007 la famiglia ha ristrutturato l'imponente rete di partecipazioni che ha costruito nel tempo creando due separate holding controllate direttamente da Ragione SApA:

Il 14 dicembre 2007 Ragione sapa è entrata nel patto di sindacato di Mediobanca acquistando il 2,17% di azioni dalla quota che Unicredit ha messo in vendita in seguito alla fusione con Capitalia.

Il 23 luglio 2008 la famiglia Benetton ha annunciato un accorciamento della catena di controllo per cui Edizione Holding e Sintonia SpA sono state tutte fuse in Ragione SApA, la quale ha preso il nome di Edizione srl. La fusione ha piena efficacia dal 1º gennaio 2009.[5]

Dopo questo riassetto la famiglia Benetton controlla la nuova holding finanziaria Edizione Srl, in cui sono confluite Ragione SapA ed Edizione holding. Essa rappresenta il patrimonio di famiglia, equamente diviso tra i quattro rami; nel consiglio di amministratore siede un figlio di ciascuno dei quattro fratelli Benetton: Alessandro di Luciano, Franca Bertagnin di Giuliana, Sabrina di Gilberto e Christian di Carlo[4]. Nel frattempo è stata trasformata in società italiana la ex holding lussemburghese Sintonia SA diventando Sintonia spa[6] (il cui unico socio è Edizione), subholding del settore infrastrutture.

I quattro rami della famiglia Benetton sono i proprietari della holding con una quota paritaria (25%), utilizzando le seguenti cassaforti: Evoluzione, Proposta, Regia e Ricerca che sono i soci di Edizione srl[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DOP
  2. ^ https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/15/benetton-piu-della-meta-del-patrimonio-di-famiglia-custodito-in-edizione-e-nelle-infrastrutture/4561540/
  3. ^ a b c d Giovanni Favero, Benetton. I colori del successo, Milano, Egea, 2005, ISBN 88-238-3087-7.
  4. ^ a b c d e f Marco Ferrante e Silvia Bernasconi, Una saga a colori, in First, 25 febbraio 2009. URL consultato il 27 agosto 2018.
  5. ^ Benetton taglia le holding: Edizione sale al vertice
  6. ^ Nulla a che vedere con la precedente Sintonia spa, oggetto della fusione.
  7. ^ https://www.italiaoggi.it/news/quattro-cassaforti-piene-per-i-quattro-fratelli-benetton-2014349

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN158048837 · BNF (FRcb13560519g (data)