Flat tax

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La flat tax (in italiano: tassa piatta, calcolata come percentuale costante) è un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, tranne quando è accompagnato da deduzione fiscale o detrazione, nel qual caso, anche se l'aliquota teorica è costante, l'aliquota media effettiva che risulta a posteriori è crescente.

Solitamente tale sistema si riferisce alle imposte sul reddito familiare, e talvolta sui profitti delle imprese, tassate con un'aliquota fissa. Questo sistema di tassazione fu ideato per la prima volta nel 1956 dall'economista statunitense Milton Friedman.

I sistemi di flat tax, messi in atto come proposto, solo in alcuni casi esonerano le famiglie con un reddito inferiore a uno stabilito per legge (no tax area). Le flat tax non sono comuni nelle economie avanzate, le cui imposte statali includono un'aliquota progressiva sui redditi delle famiglie e sugli utili delle aziende, cosicché l'aliquota aumenta in percentuale all'aumentare del reddito. Ad ogni modo, i sistemi che vengono sempre più spesso denominati flat tax presentano in realtà molte differenze rispetto ai classici regimi di flat tax (es.: tasse progressive).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tassazione non progressiva costituiva nell'antichità la forma più semplice di tassazione diretta, attraverso il versamento di una decima in natura (raccolto di frutti, olio, vino, granaglie; armenti ecc.), per il sostentamento dei sacerdoti della tribù di Levi (Levitico 27:30-32; Cronache 31:5). Un decimo di quanto raccolto dai leviti era offerto al Signore (Numeri 18:26; Neemia 10:39) nella Prima Tenda del Tempio. La seconda decima poteva essere convertita in denaro, mentre la terza decima era prescritta dalla legge mosaica per orfani, vedove e forestieri (Tobia 1:7-9), non altrove specificate.

Uno degli argomenti economici, in senso opposto, a favore di un'aliquota fiscale progressiva col reddito imponibile, è l'esistenza di soglie critiche macroeconomiche. L'aliquota progressiva avrebbe una funzione di equità sociale e di redistribuzione della ricchezza generata.
Esiste qualche settore della finanza, energia, ecc. dove i ritorni si possono ragionevolmente ritenere pressoché certi e più che proporzionali al capitale investito, in cui quindi è limitato il fattore di rischio soggettivo, mentre molto del successo finale dipende dall'accesso al credito, e dalla disponibilità di capitale proprio liquido da poter investire. Anche a livello di sistema economico, esiste un moltiplicatore keynesiano ottenibile con la spesa pubblica, gli investimenti privati e il taglio delle tasse, del quale quindi possono beneficiare anche singoli soggetti privati. L'imposizione progressiva sarebbe legittimata da una sovratassa sull'extra-profitto del reddito da capitale rispetto al reddito da lavoro, costituzionalmente più tutelato, ovvero rispetto al tasso opportunità del capitale proprio accessibile al reddito del cittadino medio.

Il problema di determinare l'"ottima progressività", vale a dire il criterio logico in base al quale si decide la progressività dell'aliquota (quale percentuale per quali scaglioni di reddito), sarà molto dibattuto fra gli economisti del 1800-1900. Il problema si è posto per la prima volta in tutta la sua evidenza nella Firenze al tempo dei Medici, in cui la tassa (chiamata "decima scalata", cioè progressiva), sulla proprietà di maggior valore poneva per le classi più abbienti un'aliquota talmente alta, che essi avevano convenienza a venderle, per non pagare l'imposta. La totale discrezionalità della famiglia Medici nella determinazione delle aliquote, si traduceva in un uso arbitrario e politico della tassazione, per indebolire i loro avversari cittadini.

Proposte recenti e attuali[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà degli anni 2000 sono state proposte adozioni della flat tax in vari Paesi del mondo, in particolare negli Stati dell'est Europa. Negli Stati Uniti d'America, l'ex leader della maggioranza alla Camera dei rappresentanti Dick Armey e il gruppo conservatore FreedomWorks hanno cercato il supporto popolare per l'adozione di tale sistema (Taxpayer Choice Act).[1] In altri Paesi l'adozione della flat tax è stata proposta principalmente a causa del successo rilevato in numerosi Paesi dell'Europa dell'est, sebbene questo sia oggetto di discussione.[2]

Sistemi di flat tax sono stati introdotti con la speranza di stimolare la crescita e lo sviluppo economico. Gli Stati baltici Estonia, Lettonia e Lituania hanno rispettivamente una flat tax pari al 24%, 25% e 33% a partire dalla metà degli anni 90. Il 1º gennaio 2001 è stata introdotta al 13% sul reddito in Russia. Successivamente l'Ucraina ha adottato come la Russia la flat tax del 13% nel 2003, che però è stata aumentata al 15% nel 2007. La Slovacchia ha introdotto una flat tax pari al 19% sulla maggior parte delle imposte nel maggio 2004, per poi essere abolita nel 2013 dal rieletto governo di sinistra in favore di un sistema progressivo, facente parte di un pacchetto per l'austerità;[3] nel periodo soggetto alla tassa fissa la crescita economica ha raggiunto il 10%, la disoccupazione è calata dal 20 al 10% e il debito pubblico è passato dal 50 al 21% del PIL nel 2008.[3] La Romania ha adottato la flat tax al 16% sul reddito e sugli utili delle aziende il 1º gennaio 2005. La Macedonia ha introdotto la flat tax al 12% sul reddito e sui profitti delle imprese il 1º gennaio 2007, portando la percentuale al 10% nel 2008.[4][5] L'Albania ha introdotto la flat tax al 10% dal 2008.[6] La Bulgaria applica una tassa fissa al 10% per i profitti aziendali e redditi personali dal 2008.[7]

Negli Stati Uniti, sebbene le tasse federali siano progressive, cinque stati su cinquanta — Illinois, Indiana, Massachusetts, Michigan e Pennsylvania — hanno un'unica aliquota su redditi delle persone, dal 3,07% (Pennsylvania) al 5.3% (Massachusetts).

Il 1º gennaio 2004, in Italia, è entrata in vigore l'IRES (Imposta sul REddito delle Società) al posto dell'IRPEG. L'IRES è una flat tax: infatti è presente una sola aliquota pari al 24%.

La Grecia e la Croazia stanno pianificando di introdurre la flat tax[senza fonte]. Paul Kirchhof, che era stato proposto come il prossimo Ministro delle finanze della Germania nel 2005, aveva proposto di introdurre la flat tax al 25% entro il 2007 ed aveva provocato diffuse polemiche.

Il 27 settembre 2005, il Consiglio olandese dei Consiglieri economici ha consigliato la flat tax ad un alto tasso pari al 40% per i redditi nei Paesi Bassi. Alcune deduzioni sarebbero permesse, e le persone con più di 65 anni avrebbero tassi più bassi.

Sempre negli Stati Uniti, le proposte per la flat tax a livello federale sono emerse più volte negli ultimi anni, durante i numerosi dibattiti politici. Jerry Brown, governatore Democratico della California, ha messo la flat tax nel suo programma, quando correva per la presidenza degli Stati Uniti nel 1992. È stato però criticato dal suo rivale Democratico Tom Harkin. Quattro anni dopo, il candidato Repubblicano Steve Forbes, ha proposto un'idea simile tra le proposte principali del programma. Sebbene nessuno di questi abbia ricevuto la nomination dal proprio partito, le loro proposte sono entrate nel diffuso dibattito riguardo al sistema fiscale degli Stati Uniti, i quali non hanno una flat tax federale. Solo a livello di alcuni Stati (10 su 50) esistono flat tax (equivalenti alle nostre addizionali regionali Irpef).

Effetti nell'Europa dell'est[modifica | modifica wikitesto]

I difensori della flat tax sostengono che gli ex paesi comunisti dell'Europa dell'est hanno beneficiato dall'adozione della flat tax. Alcuni di questi stati, in particolare i paesi Baltici, hanno riscontrato una crescita economica eccezionale negli ultimi anni.[senza fonte] Repubblica Ceca e Slovacchia hanno abbandonato la flat tax, introducendo altre aliquote, e così anche l'Islanda dopo un'esperienza fallimentare[senza fonte]. La Flat tax rimane, ad oggi, solo in Russia e in alcune Repubbliche ex sovietiche, oltre che in quasi tutti i paradisi fiscali.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

La Costituzione italiana (art. 53) prevede che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività della tassazione con la capacità contributiva del cittadino.

Sul piano fiscale, il 1º gennaio 2004[8] è entrata in vigore, al posto dell'IRPEG, l'Imposta sul reddito delle società (IRES); con l'occasione l'aliquota unica preesistente è stata ridotta dal 34% al 33%. Ulteriori riduzioni hanno avuto effetto dal 2008 (27,5%) e dal 2017 (24%).

Sul piano politico, l'introduzione della flat tax venne propugnata da Silvio Berlusconi nel 1994, quando propose un'aliquota del 33% (con una no-tax area per i più poveri) al posto dell'IRPEF progressiva[9].

Dopo la vittoria elettorale del 13 maggio 2001 la coalizione guidata da Berlusconi avviò, nel corso della XIV Legislatura (2001-2006), un piano di riduzione delle imposte, abbassando la pressione fiscale fino al 40,6% nel 2005 ("minimo storico" degli ultimi decenni); rispetto a quanto pagato nel 2001, il risparmio per i contribuenti italiani fu di 13,7 miliardi di euro (a fronte dei 24 promessi nel programma elettorale), anche se il taglio fu finanziato attraverso un condono fiscale tombale e l'aumento del deficit pubblico, che nel 2005 salì al 4,4% ("massimo storico" dal 1996), in violazione dei parametri di Maastricht[10][11].

Bisogna ricordare che il taglio dell'IRPEF avvenne dividendo la riforma in 3 (piccoli) moduli (2002, 2003, 2005) effettivamente entrati in vigore; i moduli per il 2007 - che doveva diventare legge nel dicembre 2006 - e per il 2008 - che doveva diventare legge nel dicembre 2007 - non entrarono in vigore per effetto del cambio di governo, che portò a una nuova e diversa riforma dell'IRPEF.

Nel 2005 è stata proposta dai Radicali Italiani di Marco Pannella l'idea di una flat tax al 20%[12]. Nel 2008, La Destra - Fiamma Tricolore, guidata da Daniela Santanchè, propose di introdurre una flat tax sul reddito al 20%, comune a persone fisiche e giuridiche. Data la situazione dei conti pubblici, si dava le precedenza alla riduzione dell'IRES dal 27,5% al 20%, mentre la medesima aliquota sui redditi si puntava ad applicarla nel medio - lungo termine di governo.[13]

Nel 2012 il Popolo della Libertà predispose uno studio per lanciare l'idea di una flat tax al 23%, confluito nel libro dell'economista Emanuele Canegrati "Una flat-tax per l'Italia"[14], edito dalla Fondazione Magna Carta di Roma, con prefazione del prof. Alvin Rabushka e con il contributo del prof. Kurt Leube, entrambi della Hoover Institution (Stanford University). La proposta prevedeva l'introduzione di una tassa proporzionale al 23%, che poteva scendere fin sotto la soglia del 20% nel caso di recupero di evasione fiscale e con una detrazione elevata garantita a tutti gli individui e che aumenta all'aumentare del numero di persone a carico, fino a raggiungere, per famiglie con oltre 4 figli il livello di 21.000 Euro.

Un ulteriore studio del caso italiano fu effettuato, questa volta utilizzando la metodologia di calcolo macroeconomico Hall-Rabushka, dai professori Emanuele Canegrati e Kurt Leube (Stanford University), nel quale si calcolò che, con una deduzione personale di 3,000 euro, l'aliquota flat tax di equilibrio è pari a 21,9%. Lo studio fu pubblicato sul secondo numero[15] dell'anno 2012 della Rivista di Diritto Tributario Internazionale dell'Università La Sapienza.

Nell'autunno 2014 anche Matteo Salvini, Segretario Federale della Lega Nord, si è più volte espresso a favore della flat tax[16][17] fino a sostenere ufficialmente la riforma 15% del Partito Italia Nuova. I leader dei due partiti hanno tenuto un convegno sul tema il 13 dicembre 2014 a Milano, con la partecipazione del prof. Rabushka[18][19][20].

Dopo la proposta del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (oggetto del Jobs Act), il sito economico lavoce.info suggerisce una riforma dell'IVA e dell'IRPEF, i cui obiettivi principali sono: far scendere le aliquote marginali e medie per i lavoratori con redditi bassi e medi; avere un sistema di aliquote marginali crescenti e uguali per tutti; sostenere i carichi familiari attraverso un sistema di trasferimenti monetari che elimini il grave problema dell'incapienza; ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, attenuare il problema sociale dei nuovi lavoratori poveri o degli esodati[21].

La più recente proposta di flat tax in Italia è quella lanciata in occasione della campagna elettorale per le politiche del 4 marzo 2018, per opera della coalizione di centrodestra, in particolar modo dal leader della Lega, Matteo Salvini, e dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Tale proposta s’inserisce in un retroterra dell’Italia tutt’altro che lusinghiero, così come emerge dai dati pubblicati nel 2017 relativi all'evasione fiscale in Europa, dove l'Italia figura al primo posto.[22] Secondo i dati del 2017, l’Italia è al sesto posto tra i paesi OCSE con la più elevata pressione fiscale. Ai primi posti si trovano in ordine: Danimarca, Francia, Belgio, Finlandia, Svezia; tutti paesi che godono di servizi pubblici molto più efficienti rispetto all’Italia. La combinazione di elevata tassazione e scarsi servizi pubblici genera evasione fiscale, tanto che l’Italia detiene il primato di evasione dell’IVA in Europa.[23] L’evasione fiscale sarebbe in parte attribuibile alla combinazione tra la scarsa etica pubblica e l’inefficacia dei controlli, in parte all’eccessivo carico fiscale soprattutto per le imprese. Inoltre, la forte complicazione del sistema fiscale costituisce un incentivo all’evasione:

“La stessa Corte dei conti certifica un dato mostruoso che era stato già calcolato da Confartigianato: su un'impresa di medie dimensioni grava un carico fiscale complessivo del 64,8 per cento, superiore di quasi 25 punti alla media europea (40,6). Né le cose vanno meglio per il cuneo fiscale, che con il 49 per cento oltrepassa di dieci punti il valore medio continentale (39). E se la pressione del fisco, che statisticamente si è aggirata negli anni più recenti intorno al 43 per cento (decimale più, decimale meno), risulta inferiore a quella di Danimarca, Francia, Belgio, Finlandia e Austria, non si può non considerare che a sostenerla è una platea di contribuenti in proporzione nettamente più ridotta. Per non parlare della qualità dei servizi offerti con quel costo ai cittadini italiani”.[24]

Di fronte a questi dati, solo una drastica semplificazione e riduzione del carico fiscale possono incentivare il pagamento delle tasse, combinate ad un rafforzamento dei controlli. Sia Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, che Matteo Salvini, leader della Lega, durante la campagna elettorale per le politiche del 2018, hanno proposto l’introduzione della flat tax.[25] Il promotore della flat tax per la Lega, Armando Siri, spiega, nella brochure Flat tax. Paghiamo meno, paghiamo tutti: ecco come, perché la flat tax contrasterebbe efficacemente l'evasione fiscale:

In Italia l’eccessiva pressione fiscale ha ‘costretto’ molti a praticare un’evasione ‘di necessità’, soprattutto a seguito della crisi economica […]. Perciò molte persone si vedono costrette a scegliere se pagare le tasse o sfamare i propri cari, oppure non dichiarano un reddito extra per la paura che scatti lo scaglione successivo che annullerebbe l’eventuale maggior guadagno”.[26]

I due leader del centrodestra proponevano, tuttavia, due diversi valori di aliquota fissa: Berlusconi sarebbe partito da una flat tax al 23%, con la speranza di abbassarla successivamente, mentre Salvini la proponeva al 15%. Ancora Armando Siri, nella brochure Flat tax. Paghiamo meno, paghiamo tutti: ecco come, spiega perché è stato deciso il 15%: “perché permette da una parte di liberare risorse a vantaggio di tutte le fasce di reddito e dall’altra di mantenere i conti dello Stato in ordine”.[27]

Tuttavia, secondo l’analisi degli economisti Massimo Baldini e Leonzio Rizzo de “Lavoce.info”, con l’aliquota al 15% come proposto dalla Lega, l’eventuale recupero dell’evasione fiscale non colmerebbe il mancato gettito.[28] Altrettanto critico è il prof. Roberto Perotti dell’Università Bocconi, secondo il quale la flat tax della Lega Nord costerebbe secondo le sue stime 80 miliardi, mentre quella di Forza Italia 83 miliardi, senza contare altre promesse elettorali di Silvio Berlusconi, quali l’abolizione del bollo, “le tasse di successione, i contributi per i neoassunti, e l'Irap, che da sola vale 40 miliardi”.[29]

Mappatura della flat tax[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei Paesi che hanno adottato un regime fiscale di tipo flat tax, secondo quanto riportato dai media o da riviste professionali del settore economico. In alcuni Peasi esiste un margine di progressività dell'imposta col reddito, ma in tutti i casi si è riportata soltanto l'aliquota media nazionale, non tenendo conto della possibile varianza:

     No personal income tax

     Flat personal income tax

Paese o territorio Aliquota percentuale media
Abkhazia[30] 10%
Belize[31] 25%
Bielorussia[32] 13%
Bolivia[32] 13%
Bosnia ed Erzegovina[33][34] 10%
Bulgaria[32][35] 10%
Estonia[36] 20%
Georgia[32][37][38] 20%
Giamaica[32] 25%
Groenlandia[39] da 36% a 44% (variabile a seconda della municipalità)
Guernsey[32][40] 20%
Guyana[41] 33.33%
Jersey[32][42] 20%
Kazakistan[32][43] 10%
Kirghizistan[40][44] 10%
Lettonia[32][37][45] 23%
Lituania[32][37][46] 15%
Macedonia[32][40][47] 10%
Madagascar[48] 20%
Mauritius[32][40] 15%
Mongolia[49] 10%
Nagorno-Karabakh[50] 5%
Ossezia del sud[51] 12%
Romania[32][37] 16%
Russia[32][37][52] 13%
Seychelles[32] 15%
Timor Est[53] 10%
Transnistria[54] 10%
Trinidad e Tobago[32] 25%
Turkmenistan[55] 10%
Tuvalu[56] 30%
Ungheria[32] 15%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael M. Phillips, Mortgage Bailout Infuriates Tenants (And Steve Forbes), in The Wall Street Journal, 16 maggio 2008.
  2. ^ Flat-Tax Comeback Bruce Bartlett, National Review, 10 novembre 2003
  3. ^ a b http://blogs.lse.ac.uk/europpblog/2013/03/18/slovakia-abandon-flat-tax/
  4. ^ CORPORATE TAX REFORM IN REPUBLIC OF MACEDONIA
  5. ^ Taxation, euraxess.mk.
  6. ^ Albanian government to implement flat tax (SETimes.com)
  7. ^ http://www.investnet.bg/bulgarian-economy/InvestmentIncentives/why-invest-in-bulgaria.aspx
  8. ^ Decreto legislativo n. 344/2003.
  9. ^ 1994-2010, promesse tradite sulle tasse
  10. ^ http://www.gfmag.com/tools/global-database/economic-data/10395-public-deficit-by-country.html#axzz1D2cNpr8i
  11. ^ Parametri di Maastricht
  12. ^ La flat tax, un dibattito aperto (Notizie Radicali)[collegamento interrotto]
  13. ^ Programma Elettorale La Destra - Fiamma Tricolore
  14. ^ "Una flat-tax per l'Italia": per un nuovo rinascimento fiscale, su Fondazione Magna Carta. URL consultato il 21 marzo 2016.
  15. ^ Rivista di diritto tributari internazionale (PDF), su rdti.it.
  16. ^ "Lo shock della Flat Tax, aliquota unica e deduzioni su base familiare", articolo del 12 luglio 2014, su lapadania.net.
  17. ^ "Fisco: Salvini, flat tax al 20% si può fare in 15 giorni, altro che mille", articolo del 9 settembre 2014, su leganord.org.
  18. ^ Partito Italia Nuova, Annuncio del convegno Salvini-Siri del 13 dicembre 2014 [collegamento interrotto], su partitoitalianuova.it.
  19. ^ Lega Nord, Annuncio del convegno Salvini-Siri del 13 dicembre 2014, su leganord.org (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2014).
  20. ^ Alvin Rabushka, The Flat Tax Is Picking Up Steam in Italy, su flattaxes.blogspot.com.
  21. ^ Paladini, De Nicola - lavoce.info, 3 marzo 2015
  22. ^ Flat tax. Favorevole o contrario?, su ProVersi.it, 7 maggio 2018.
  23. ^ Ue, l’Italia è al primo posto in Europa per l’evasione dell’Iva, su Corriere della Sera, 27 settembre 2017.
  24. ^ Sergio Rizzo, Evasione, i record dell'Italia: in fuga dal Fisco 111 miliardi all'anno, su La Repubblica, 4 ottobre 2017.
  25. ^ Berlusconi (condannato per frode fiscale): “Dopo la flat tax galera per chi evade. Aumenteremo pene come in Usa”, su Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2018.
  26. ^ Armando Siri, Flat tax. Paghiamo meno, paghiamo tutti: ecco come, su tassaunica.it.
  27. ^ Armando Siri, Flat tax. Paghiamo meno, paghiamo tutti: ecco come, su tassaunica.it.
  28. ^ Massimo Baldini, Leonzio Rizzo, Con la flat tax conti pubblici a rischio?, su Lavoce.info, 19 gennaio 2018.
  29. ^ Roberto Perotti, Flat tax, una sfida senza risorse, su La Repubblica, 30 gennaio 2018.
  30. ^ Law on the income tax on individuals, Chamber of Commerce and Industry of the Republic of Abkhazia. (RU)
  31. ^ Law Revision Commissioner, INCOME AND BUSINESS TAX ACT CHAPTER 55 (PDF), su Belize Law, 2003. URL consultato l'11 novembre 2017.
  32. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Worldwide Personal Tax and Immigration Guide 2016-17 Archiviato il 21 febbraio 2017 in Internet Archive., Ernst & Young, September 2016.
  33. ^ Law on income tax, Federation of Bosnia and Herzegovina. Template:Bs icon, (HR) , Template:Sr icon
  34. ^ Bosnia and Herzegovina Tax Rates, TaxRates.cc.
  35. ^ Bulgarian parliament approves 2008 budget that foresees record 3 percent surplus, The Associated Press.
  36. ^ Estonia Highlights 2016 Archiviato il 10 settembre 2016 in Internet Archive., Deloitte.
  37. ^ a b c d e Michael Keen, Yitae Kim, and Ricardo Varsano. "The 'Flat Tax(es)': Principles and Evidence." IMF Working Paper WP/06/218.[1]
  38. ^ Alvin Rabushka. "The Flat Tax Spreads to Georgia." 3 January 2005 Archiviato il 1º agosto 2013 in Internet Archive.
  39. ^ Tax rates 2015 Archiviato il 27 luglio 2016 in Internet Archive., Tax Agency of Greenland.
  40. ^ a b c d Alvin Rabushka. "Flat and Flatter Taxes Continue to Spread Around the Globe." 16 January 2007. Archived copy, su hoover.org. URL consultato il 24 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2007).
  41. ^ Guyana Tax Rates, TaxRates.cc.
  42. ^ http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/publication415_en.pdf
  43. ^ The Economist Intelligence Unit, Kazakhstan fact sheet. "In 2007 Kazakhstan introduced several changes to the taxation system. The flat-rate VAT on all goods was reduced from 15% to 14%, and a flat rate of income tax of 10% was introduced, in place of the previous progressive range of 5–20%." [2]
  44. ^ What should a foreigner know about Kyrgyzstan's tax system, The Times of Central Asia.
  45. ^ Personal income tax rate to stay unchanged at 23% in Latvia, The Baltic Course, 30 November 2015.
  46. ^ Alvin Rabushka. "A Competitive Flat Tax Spreads to Lithuania." 2 November 2005. Copia archiviata, su hoover.org. URL consultato il 10 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2013).
  47. ^ "The lowest flat corporate and personal income tax rates." Invest Macedonia government web site. Retrieved 6 June 2007. Archived copy, su investinmacedonia.org. URL consultato il 6 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2007).
  48. ^ Madagascar Fiscal Guide 2014/15 Archiviato il 2 gennaio 2016 in Internet Archive., KPMG.
  49. ^ Alvin Rabushka. "The Flat Tax Spreads to Mongolia." 30 January 2007 Archiviato il 26 June 2007 Data nell'URL non combaciante: 26 giugno 2007 in Internet Archive.
  50. ^ The wannabe nation of Nagorno-Karabakh, The Christian Science Monitor, 30 May 2007.
  51. ^ (RU) Law on the income tax on individuals, Committee on Taxes and Duties of the Republic of South Ossetia. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2013).
  52. ^ russiaeconomy.org.
  53. ^ A guide for income taxpayers, Ministry of Finance of East Timor, 30 June 1905.
  54. ^ A Low Flat Tax Has Been Adopted in Pridnestrovie, Alvin Rabushka, 17 August 2007.
  55. ^ Lega and tax aspects of doing business in Turkmenistan 2009, Central Asia Business Consultants, 13 August 2009.
  56. ^ Income Tax Act 1992, Pacific Islands Legal Information Institute.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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