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Saluzzo

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Saluzzo
comune
Saluzzo – Stemma Saluzzo – Bandiera
(dettagli)
Saluzzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Mauro Calderoni (Lista civica-Centrosinistra) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 44°39′N 7°29′E / 44.65°N 7.483333°E44.65; 7.483333 (Saluzzo)Coordinate: 44°39′N 7°29′E / 44.65°N 7.483333°E44.65; 7.483333 (Saluzzo)
Altitudine 395 m s.l.m.
Superficie 76,59 km²
Abitanti 17 057[1] (31-12-2014)
Densità 222,71 ab./km²
Frazioni Bronda, Cervignasco, Colombaro dei Rossi, Paracollo, Paschere, Ruata Eandi, Ruata Re, San Lazzaro, Stella, Torrazza, Via dei Romani, Via della Croce
Comuni confinanti Cardè, Castellar, Lagnasco, Manta, Moretta, Pagno, Revello, Savigliano, Scarnafigi, Torre San Giorgio
Altre informazioni
Cod. postale 12037
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004203
Cod. catastale H727
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti saluzzesi
Patrono san Chiaffredo
Giorno festivo il lunedì successivo alla prima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saluzzo
Saluzzo
Sito istituzionale
« V'è un sol Monviso sulla terra, un solo gruppo di monti come quello, un solo Pian che s'agguagli di Saluzzo al piano. »
(Silvio Pellico)

Saluzzo (Salusse in piemontese[2]) è un comune italiano di 17.057 abitanti[1] della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Saluzzo abbraccia un vasto territorio, dando l'ingresso alla Valle Po in provincia di Cuneo, la valle che porta al Monviso e alle sorgenti del fiume Po, e pertanto ospita la sede dell'Ente Parco del Po cuneese. Un po' più a sud, Saluzzo dà anche l'ingresso alla Val Varaita. Tuttavia, essendo già in una zona semi-pianeggiante, non fa parte delle relative comunità montane. A nord invece, Saluzzo confina con Cardè e con la Riserva del torrente Bronda, Torre San Giorgio, Moretta e Scarnafigi. A est confina con Lagnasco, mentre a sud con Manta e Savigliano, a ovest con Revello, Castellar e Pagno.

Dal punto di vista storico e culturale, Saluzzo rappresenta un esempio di architettura medievale piemontese conservando, stretta nel circuito delle antiche mura, le caratteristiche di diverse epoche. Capitale per ben quattro secoli di un marchesato indipendente, le numerose testimonianze del suo nobile e ricco passato ne confermano il ruolo di città d'arte. Tutt'oggi la cittadina svolge una fondamentale funzione di riferimento di servizi ai comuni circostanti, fiere e manifestazioni a carattere artistico, culturale, ortofrutticolo ed enogastromico. Oltre che ad alcuni nobili marchesi, Saluzzo ha dato il natale a molte personalità, una per tutte lo scrittore Silvio Pellico (XIX secolo).

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marchesi di Saluzzo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Saluzzo.

Saluzzo ha un clima tipicamente continentale, con una concentrazione di foschia e nebbia nei mesi autunnali e invernali, precipitazioni a carattere nevoso in inverno e miti primavere. Particolarmente afosa l'estate. In base ai dati forniti dalla locale stazione meteorologica, la temperatura media del mese più freddo (gennaio) si attesta a +1,1 °C; quella del mese più caldo (luglio) è di +21,8 °C.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie certe si hanno in merito a reperti d'epoca romana; tuttavia, si hanno forti ipotesi un antichi insediamenti, prima celto-liguri, poi longobardi.

A tal proposito, il toponimo potrebbe derivare da Saliis, nome dato dagli antichi romani intorno al II secolo a.C. a una pre-esistente popolazioneligure delle Alpi Marittime (chiamati anche Capillati). Alla tribù, fu poi aggiunto il termine germanico-longobardo hutzen,=capanne. Altre ipotesi lo farebbero derivare dalla curtes[3] padronale longobarda (VI secolo circa), chiamata nella loro lingua sala, salucula. Altre ipotesi ancora lo farebbero derivare da acquae salutiarum, in riferimento a una fonte termale non ben precisata (forse lo stesso vicino fiume Po).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dell'epoca romana, risale il culto di san Chiaffredo, un soldato tebeo martirizzato in Piemonte nel III secolo, e le cui le reliquie furono traslate a Saluzzo soltanto nel XVII secolo. È poi certo che i romani vi costruirono un castrum. Durante il Medioevo, si unirono al questo anche le comunità agricole sparse, quali le Pieve di Santa Maria, San Dalmazzo di Cardè, San Lorenzo, San Martino, etc.[4]. Nel 1028, si attestò il territorio come parte della Marca di Torino, in proprietà al marchese Olderico Manfredi, della famiglia degli Arduinici.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marchesato di Saluzzo.

Da quel momento, Saluzzo acquistò potere in quel che sarebbe diventato, alla fine dell'XI secolo, il prestigioso marchesato omonimo. Da allora, una dinastia di quattordici marchesi si succederà alla guida del piccolo Stato di confine mantenendo, anche grazie ai legami politici con la vicina Francia e con il Marchesato di Mantova, la propria autonomia politica e giungendo perfino a contendere con i Savoia il predominio dello stesso Piemonte.

Dal 1142, con Manfredo, figlio del marchese Bonifacio di Savona, diede inizio ad una dinastia marchionale che portò la piccola curtis a diventare fiorente capitale. Il Marchesato raggiunse l'apice della propria fortuna nel XV secolo, sotto i successivi governi di Ludovico I e Ludovico II quando, insieme alla prosperità economica garantita da un lungo periodo di pace, corrisponde il crescente splendore di arti e lettere. Nel 1511 ottiene da Papa Giulio II l'istituzione della Diocesi. In questi anni, Saluzzo assunse le sembianze tipicamente rinascimentali, con un borgo distribuito a ventaglio sulla collina, racchiuso da una cerchia di mura, conservate in parte fino ai giorni nostri. Al massimo della sua espansione, il controllo si estendeva su una vasta sezione dell'arco alpino occidentale, con le valli Po, Varaita, Maira, Grana e Stura, alle quali concesse ampie autonomie, come nel caso dell'Alta Val Mayra a monte di San Damiano Macra. Tra i suoi domini in pianura invece, figuravano Carmagnola, Isolabella e Valfenera, mentre sulle Langhe facevano parte del nobile marchesato i castelli e borghi di Castiglione Falletto, Lequio Berria, Dogliani con Belvedere, Roddino, Cissone e Bonvicino, quindi Marsaglia, Mombarcaro e Camerana.

Fatale fu la mancata conquista del vicino libero comune di Savigliano, alleato dei Savoia e del Marchesato del Monferrato, altrettanto importante, e che venne invece annesso al Ducato di Mantova. La sua acquisizione avrebbe potuto contenere l'espansionismo sabaudo nel Basso Piemonte. Dunque, la figura politica dei suddetti marchesi perse d'importanza, fin ad assoggettarsi a Francesco III Gonzaga. La progressiva perdita d'indipendenza, ridusse Saluzzo a periferico borgo a partire dalla seconda metà del XVI secolo. Indebolito da lotte intestine tra i discendenti di Ludovico II, nel 1548 Saluzzo fu annesso alla Francia di Enrico II di Valois, con la deposizione dell'ultimo marchese Gabriele Ludovico. Approfittando delle guerre intestine che imperversavano nella Francia del cugino Enrico III, al finire del 1588 il Duca Carlo Emanuele I di Savoia occupò militarmente il marchesato, ancora soggetto alla protezione francese. L'anno successivo, il nuovo Re di Francia (già Re di Navarra fino al 1589), Enrico IV, gli intimò la restituzione del territorio, ma Carlo Emanuele I si oppose, iniziando una guerra contro i francesi. La maggior parte delle battaglie si svolsero in Alta Val Susa e in Val Chisone, ma non durarono molto e si conclusero il 2 maggio 1598 con la cosiddetta Pace di Vervins. A mitigare le successive dispute interverrà anche Papa Clemente VIII ma, col Trattato di Lione del 1601, Carlo Emanuele I ottenne il dominio del marchesato, annettendolo ai domini di casa Savoia.

Nel 1690, dopo aver sconfitto Vittorio Amedeo II a Staffarda, Nicolas de Catinat de la Fauconnerie occupò nuovamente Saluzzo, ma fu soltanto una breve parentesi; ben presto la città e il suo territorio rientrarono nell'ambito dei domini sabaudi. Con una nuova occupazione francese nel 1798, Saluzzo divenne la sede della Sottoprefettura del Dipartimento della Stura. Poi, a seguito della caduta dell'Impero francese con la restaurazione da parte dei Savoia nel 1814, Saluzzo divenne capoluogo di provincia fino al 1859, anno in cui il titolo passò a Cuneo.

Saluzzo panorama.jpg
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Panorama della città moderna

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Saluzzo
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Saluzzo.

Lo stemma della Città di Saluzzo è costituito da uno scudo ovale diviso orizzontalmente a metà con la parte superiore di colore azzurro e la parte inferiore di colore argento. Al di sopra del tutto è presente una lettera S costituita da due delfini che mordono un pomo. Lo scudo è timbrato da una corona marchionale, circondato da un ramo di olivo e da uno di palma decussati.

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Saluzzo.
Il duomo

La cattedrale di Saluzzo, altresì nota come Duomo, dedicato a Maria Vergine Assunta, si distingue per le sue forme tardo-gotiche; costruito fuori dalle mura appena oltre Porta Santa Maria tra il 1491 ed il 1501, fu sede vescovile a partire dal 1511. La facciata è in mattoni a vista, ornata da tre portali sormontati da ghimberghe in terracotta che ospitano statue degli apostoli (portale centrale), mentre sopra i laterali vi sono il patrono San Chiaffredo e San Costanzo. L'interno presenta una copertura composta da volte a crociera, mentre di grande impatto è l'altar maggiore barocco con undici statue lignee di Carlo Giuseppe Plura e collaboratori[5]. Nella navata centrale si può ammirare un prezioso crocefisso ligneo trecentesco. A sinistra dell'altare maggiore c'è la Cappella del SS. Sacramento, con un polittico dell'artista fiammingo di origini francesi Hans Clemer, meglio noto come Maestro d'Elva.

Chiesa di San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giovanni (Saluzzo).
Chiesa di San Giovanni

Questo splendido esempio di costruzione gotica fu la chiesa principale della città fino al 1501. Armoniosamente inserita nel contesto architettonico medievale del borgo antico, fu sede dei Domenicani dal 1325 e, nel corso dei secoli, subì numerosi rimaneggiamenti.

La Castiglia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: La Castiglia (Saluzzo).
La "Castiglia"

La Castiglia fu la residenza fortificata dei Marchesi di Saluzzo, dinastia secolare che giunse a contendere ai Savoia il dominio del Piemonte. Edificato inizialmente come roccaforte dal marchese Tommaso I tra il 1271 e il 1286 insieme al primo sistema di mura cittadine per sostituire l'antico Castel Soprano, il castello viene ampliato nel corso dei secoli, dotandolo nel tempo di ben quattro torri, bastioni, ponte levatoio e fossato.

Nel corso del XV secolo, a seguito di un favorevole periodo di pace e prosperità, viene trasformato in dimora signorile dal marchese Tommaso III e dal nipote Ludovico II. Nella seconda metà del Cinquecento la Castiglia, estinta la dinastia marchionale, vede un primo declino divenendo sede del presidio militare, nonché sede di autorità governative, ricovero di malati e temuta prigione.

A partire dal 1825, da abbandonata rovina romantica decantata da artisti e poeti, viene riconvertito a carcere, funzione che conserverà fino al 1992. I lavori necessari all'adattamento alle nuove esigenze comporteranno una radicale trasformazione della struttura, con la distruzione di molte decorazioni originali.

Dal 2002 l'Agenzia del Demanio l'ha concessa in comodato al Comune di Saluzzo che ha intrapreso un'impegnativa opera di restauro finalizzato a un pieno riutilizzo culturale e sociale. Dove sorgevano gli antichi bastioni vi è ora un'ampia area verde atta ad ospitare spettacoli ed eventi culturali all'aperto. Il vecchio percorso di ronda dell'ex carcere lungo la cinta muraria consente invece di percepire la Castiglia nella sua massiccia imponenza, godendo di un eccezionale panorama sul centro storico e sulle colline circostanti.[6] Dal 2014 la Castiglia è sede di due musei: il Museo della Civiltà Cavalleresca e il Museo della memoria carceraria (primo museo italiano interamente dedicato alla storia del carcere nell'età moderna).[7] La Castiglia è inserita nel sistema storico-museale dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.[8]

Torre Civica[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della Torre Civica

Inglobata nella massiccia mole del Palazzo Comunale, è il simbolo del rinnovamento epocale che vide Saluzzo divenire una piccola ma ambiziosa capitale rinascimentale. Edificata intorno al 1460, è alta 48 metri, con una sommità ottagonale scandita da archi a tutto sesto, sormontata da una cupola aggiunta nel 1556. Ospita la storica campana che per secoli ha scandito la vita della città. Oggetto di un restauro già nel corso dell'Ottocento, nel 1993 un importante recupero conservativo ha permesso di tornare a salire i 130 gradini per raggiungere la sommità, da dove di può godere un ampio panorama sul borgo antico, sulla campagna circostante e sulla catena delle Alpi Occidentali.

Casa Cavassa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Casa Cavassa.
Casa Cavassa

Casa Cavassa è un significativo esempio di dimora signorile rinascimentale. Risalente al XV secolo, fu residenza dei Marchesi di Saluzzo fino al 1464 quando il marchese Ludovico II lo dona al Vicario Generale Galeazzo Cavassa, esponente di una nobile famiglia di Carmagnola.

La facciata presenta cornici in cotto e affreschi arricchiti da decorazioni bugnate. Il ricco portale in marmo bianco con tarsie di marmi policromi incornicia un prezioso esempio di portone in legno finemente scolpito, mentre il cortile interno riporta un ciclo di affreschi à grisaille. Degna di nota è la Pala della Madonna della Misericordia ad opera di Hans Clemer. Nell'Ottocento viene acquistata dal marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio che si occupa del restauro e la lascia in dono alla città.

Attualmente l'interno dell'edificio ospita la sede del Museo Civico e raccoglie un'apprezzabile collezione di arredi d'epoca, nonché molti reperti archeologici e cimeli di Silvio Pellico, distribuiti in una quindicina di sale.

Casa Cavassa è inserita nel sistema storico-museale dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

Villa Belvedere[modifica | modifica wikitesto]

Posta sulla collina, in direzione di Manta, risale al XIV secolo ed è nota anche come Villa Radicati. Rappresenta un bell'esempio di dimora rinascimentale nata con funzione di avamposto grazie alla favorevole ubicazione sulla collina.

Nel corso del XV secolo i Marchesi la utilizzarono come casino di caccia ma, alcuni decenni dopo, il marchese Ludovico II la trasforma in residenza nobiliare, per fuggire dall'austerità e dalle scomodità della vicina Castiglia. La villa diviene poi residenza della reggente Marchesa di Foix che vi si stabilì definitivamente dopo la morte del marito Ludovico II. Estintasi la dinastia marchionale, nella metà del XVI secolo diviene residenza del Governatore Ludovico Birago a cui si deve l'aspetto attuale.

All'inizio del Settecento viene acquistata dalla nobile famiglia Radicati di Marmorito che la conservano pressoché inalterata fino al 1977 anno in cui, per volontà testamentaria, viene donata al Comune di Saluzzo.

La villa ha una pianta a croce e si sviluppa su tre piani, coronati da una piccola loggia con decori e beccatelli sui quattro angoli. L'interno dispone di ampi saloni con volte a vela, grandi camini e ali porticate. Di particolare pregio sono gli affreschi raffiguranti allegorie, grottesche e scene di guerra. Dall'ampio parco di impostazione romantica si gode un vasto panorama e si può notare anche il particolare pozzo ricoperto da maioliche colorate.

Villa Belvedere è inserita nel sistema storico-museale dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.861, ovvero il 10,9% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Albania, 893
  2. Romania, 276
  3. Marocco, 225
  4. Cina, 123
  5. Perù, 63
  6. Repubblica Dominicana, 30
  7. Moldavia, 28
  8. Brasile, 23
  9. Bolivia, 20

La comunità ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Saluzzo e Sinagoga di Saluzzo.

Saluzzo fu sede, fino alla seconda guerra mondiale, di una fiorente comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono la bella sinagoga ottocentesca, con i suoi arredi originari e il cimitero di via Lagnasco.[11]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Le principali testate giornalistiche locali sono:

Settimanali
  • Corriere di Saluzzo;
  • La Gazzetta di Saluzzo;
  • La Pagina (non più in attività);
  • Saluzzo Oggi.
Mensili
  • La Strada (non più in attività).

Persone legate a Saluzzo[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia ebrea dei Ghiron[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, trovarono rifugio a Saluzzo i cinque componenti della famiglia ebrea dei Ghiron, residenti ad Acqui Terme. In loro soccorso vennero il Rettore del Collegio Civico di Saluzzo, padre Francesco Raspino, e il suo assistente, padre Pasquale Amerio. I componenti della famiglia Ghiron furono sparpagliati in luoghi diversi, parte al Collegio Civico, parte al convento delle Suore Orsoline, dove rimasero fino alla Liberazione. Per questo loro impegno di solidarietà, il 22 maggio 1983, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a padre Raspino e a padre Amerio l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[12]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, importante è la lavorazione locale del ferro battuto, finalizzata soprattutto alla produzione di mobili, tra i quali si distingue il tipo saluzzese, caratterizzato da uno stile composito.[13]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Saluzzo è posta lungo la Ferrovia Savigliano-Saluzzo-Cuneo, inaugurata fra il 1857 e il 1892. Dal 2012 la Regione Piemonte ha deciso di sospendere il servizio passeggeri, riservando la linea esclusivamente al trasporto delle merci.

Fra il 1884 e il 1986 la stazione fungeva altresì da capolinea della Ferrovia Airasca-Saluzzo.

Tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1880 e il 1950 Saluzzo fu il centro di una vasta rete di tranvie interurbane, che comprendeva le linee per:

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani e interurbani di Saluzzo vengono svolti principalmente con autoservizi di linea gestiti da Bus company articolati su due linee urbane, una attiva tutto l'anno, e l'altra solo nel periodo scolastico. La città è anche servita nei collegamenti con i comuni limitrofi e Torino dalle società Allasia di Savigliano, e Sav di Villafalletto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 marzo 1988 13 luglio 1990 Marco Piccat Democrazia Cristiana Sindaco [14]
13 luglio 1990 27 gennaio 1993 Marco Piccat Democrazia Cristiana Sindaco [14]
25 febbraio 1993 4 novembre 1993 Enrico Cornaglia Democrazia Cristiana Sindaco [14]
10 dicembre 1993 24 aprile 1995 Roberto Reali Partito Repubblicano Italiano Sindaco [14]
8 maggio 1995 28 giugno 1999 Giovanni Greco popolari-civica Sindaco [14]
28 giugno 1999 28 giugno 2004 Stefano Quaglia centro Sindaco [14]
28 giugno 2004 22 giugno 2009 Paolo Allemano centro-sinistra Sindaco [14]
23 giugno 2009 27 maggio 2014 Paolo Allemano centro-sinistra Sindaco [14]
27 maggio 2014 in carica Mauro Calderoni lista civica: polo civico, lista civica: città democratica, lista civica: uniti per Saluzzo, sinistra: sinistra saluzzese, lista civica: una città da amare, moderati Sindaco [14]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale società calcistica della città è l'Associazione Calcio Sportiva Dilettantistica Saluzzo, nata nel 1901, che milita in Eccellenza Piemonte-Valle d'Aosta. Dal 1991 disputa le gare interne presso lo Stadio Comunale "A. Damiano".

Altra compagine calcistica cittadina è A.S. Olimpic Saluzzo 1957 (militante in Seconda Categoria).

A Saluzzo è inoltre presente una squadra di calcio femminile: la SC Musiello 1990 che disputa il campionato di Serie B dalla stagione 2014/15.[15]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

La principale compagine cittadina è la CR Saluzzo che milita nella Serie C regionale.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Nel rugby Saluzzo è rappresentata dalla A.S.D. Saluzzo Verzuolo Rugby, fondata nel 2010, disputa le gare interne presso il campo comunale di Verzuolo. Milita in serie C.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Atletica Leggera[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2002 ha sede in città la scuola mondiale di marcia, creata dai fratelli Damilano in collaborazione col Comune e la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Presso questo centro sportivo si preparano per le competizioni atleti italiani e stranieri di fama internazionale.

Fitwalking[modifica | modifica wikitesto]

Personalità sportive legate a Saluzzo[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Saluzzo - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Camillo Brero, Grammatica e sintassi della lingua piemontese/Gramàtica e sintassi dla lenga piemontèisa, Torino, Editrice Il Punto, 2008.
  3. ^ http://www.comune.saluzzo.cn.it/content/citta/origine-e-nome
  4. ^ Giovanni Benedetto: Saluzzo la storia
  5. ^ TCI - Saluzzo, Duomo: statue di Carlo Giuseppe Plura
  6. ^ La Castiglia
  7. ^ Museo della Memoria Carceraria - Saluzzo, su www.saluzzoturistica.it. URL consultato il 24 luglio 2016.
  8. ^ Castelli Aperti
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 15 novembre 2012.
  11. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986.
  12. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.16-17.
  13. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  14. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  15. ^ Musiello Saluzzo batte le rivali biellesi ed è promosso nella serie B femminile, su LaStampa.it. URL consultato il 12 dicembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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