Ferrovia Savigliano-Saluzzo-Cuneo

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Savigliano-Saluzzo-Cuneo
Savigliano-Saluzzo-Cuneo railway map.JPG
Inizio Savigliano
Fine Cuneo
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 49 km
Apertura 1857 (Savigliano-Saluzzo)
1892 (Saluzzo-Cuneo)
Gestore RFI
Precedenti gestori Società della Strada Ferrata da Torino a Savigliano (1857-1859)
Esercizio di Stato (1859-1865)
SFAI (1865-1885)
SFM (1885-1905)
FS
Scartamento 1 435 mm
Elettrificazione No
Diramazioni Busca-Dronero (1912-1982)
Ferrovie

La ferrovia Savigliano-Saluzzo-Cuneo è una linea di interesse regionale che collega le città di Savigliano e Cuneo.

Nata dall'unione di due infrastrutture concepite in tempi diversi e inaugurate nel 1857 e nel 1892, la linea perse nel tempo buona parte dei suoi traffici; in assenza di specifici investimenti, a partire dal 2012 tale ferrovia è interessata alla sola circolazione di treni merci.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori di Saluzzo

Un collegamento ferroviario fra Savigliano e Saluzzo fu promosso a partire dal 1851 dagli abitanti di Saluzzo; nel luglio 1853 venne presentata da parte della Società della Strada Ferrata da Torino a Savigliano la richiesta di autorizzazione a studiare tale collegamento, il cui progetto di massima venne elaborato dall'ingegner Spurgazzi. La relativa concessione venne affidata nel febbraio 1855. I lavori furono portati a termine in tempo per l'apertura all'esercizio avvenuta il 1º gennaio 1857, con un orario che prevedeva tre coppie di treni giornalieri per una percorrenza di circa venti minuti[1]. Nel 1859 lo Stato rilevò l'esercizio della linea[1], affidandolo in seguito alla SFAI.

Con legge del 29 luglio 1879 furono inserite fra le ferrovie complementari da realizzarsi in Piemonte la linea Airasca-Moretta-Cavallermaggiore e la sua diramazione Moretta-Saluzzo, che diedero in seguito vita al collegamento Airasca-Saluzzo, e fu contestualmente prevista la costruzione di una relazione che mettesse in collegamento Saluzzo con Cuneo. L'incarico al Genio Civile provinciale di redigere un progetto esecutivo fu affidato nel giugno 1883, e lo stesso fu trasmesso l'anno successivo alla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo (SFM) la quale ottenne i relativi finanziamenti con legge del 20 giugno 1888. I lavori, suddivisi su cinque lotti, iniziarono nel marzo 1890 e la ferrovia fu completata il 1º giugno 1892[2].

Frattanto, anche la Savigliano-Saluzzo, in base alla legge "Baccarini" del 27 aprile 1885, era stata affidata alla stessa SFM, con servizi eserciti dalla Rete Mediterranea; entrambe le linee passarono nel 1905 alle neocostituite Ferrovie dello Stato.

Con l'apertura della Saluzzo-Cuneo si intensificarono le richieste da parte del comune di Dronero per la realizzazione di "un tronco unente Dronero alla ferrovia Cuneo-Saluzzo". La diramazione Busca-Dronero fu costruita e aperta all'esercizio il 20 settembre 1912, ma l'inaugurazione venne posticipata al 13 ottobre 1913 per consentire a Giolitti, allora Presidente del Consiglio, di partecipare ai festeggiamenti organizzati dall'amministrazione comunale[3].

Lontane dal fronte della prima guerra mondiale e poco interessate anche dalle vicende della seconda, non costituendo le località servite obiettivi strategici primari, le due linee, ormai gestite come un'unica infrastruttura, risentirono di tali eventi solo per le conseguenti fluttuazioni della domanda di trasporto, iniziando nel secondo dopoguerra un periodo di costante calo dei proventi da traffico dovuto all'avvento della motorizzazione privata e a un orientamento comune non più favorevole al trasporto su ferro.

Ultimi servizi passeggeri a Saluzzo

In tale contesto, nel 1966 la diramazione per Dronero venne chiusa al traffico viaggiatori, ma rimase in esercizio per l'effettuazione di tradotte settimanali per trasporti militari, legname e prodotti metallurgici[4].

Nel 1989 la tratta Cuneo-Busca venne attrezzata per il Controllo Centralizzato del Traffico (CTC) e di conseguenza il bivio Madonna dell'Olmo venne impresenziato e prese ad essere gestito in telecomando[5].

La Regione intraprese in tale periodo un esteso piano di ammodernamento della propria rete ferroviaria locale che mirava a diminuire i costi di esercizio attraverso l'automazione e il telecomando degli impianti[6]. A fronte dell'ipotesi di chiusura di alcune linee[7] i lavori condotti[8] portarono il 22 dicembre 1993 all'attivazione del CTC sull'intero nodo di Cuneo e del blocco conta-assi sulla Cuneo-Saluzzo, suddiviso in due sezioni separate dalla stazione di Verzuolo, dotata di doppio segnalamento di protezione e partenza[9]. A completamento degli interventi, analogo sistema di esercizio venne attivato, fra Savigliano e Saluzzo, venne attivato il 6 luglio 1999[10].

Nel 2001 l'esercizio della linea passò alla neocostituita Rete Ferroviaria Italiana che due anni dopo dispose la soppressione delle fermate di Lagnasco, Villafalletto e Roata Rossi[11].

Nel 2012, considerata la pesante situazione economico-finanziaria della Regione Piemonte, che a differenza della confinante Lombardia non intese avviare un programma di valorizzazione del trasporto su ferro, la stessa decretò la sospensione dei contratti di servizio su numerose linee secondarie di propria competenza [12]; il servizio viaggiatori, operato da Trenitalia, fu soppresso 17 giugno[13], lasciando alla linea il solo servizio merci[14][15].

Un'eventuale riapertura al traffico passeggeri venne prospettata nel 2014, allorché furono definiti i criteri di attribuzione del punteggio in una eventuale gara per l'affidamento del servizio[16].

Nell'anno 2016 è stato presentato, a Torino, il progetto di mobilità MetroGranda, una linea di metropolitana leggera ideata per collegare i principali centri della provincia di Cuneo sfruttando le vecchie linee Savigliano-Saluzzo-Cuneo, Cuneo-Mondovì, Mondovì-Bastia Mondovì, Bastia-Bra, Bra-Cavallermaggiore, Cavallermaggiore-Savigliano. Il progetto prevederebbe quindi la ricostruzione della linea Mondovì-Bastia ed un ripristino delle linee Bastia-Bra, Mondovì-Cuneo e Cuneo-Saluzzo-Savigliano. Non sono però al momento previsti finanziamenti.[17]

Nel 2017 viene rilanciata la riapertura, prevista per dicembre, del tratto tra Saluzzo e Savigliano.[18]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
per Torino
Station on track
38+384 Savigliano
Unknown route-map component "ABZgl" Unknown route-map component "CONTfq"
39+166
0+000
per Savona
Small bridge over water
torrente Maira
Small bridge over water
fiume Varaita
Unknown route-map component "eHST"
Lagnasco † 2003
Unknown route-map component "exCONTgq" Unknown route-map component "eABZg+r"
per Airasca
Station on track
14+098
32+597
Saluzzo 349 m s.l.m.
Stop on track
29+151 Manta 394 m s.l.m.
Station on track
27+382 Verzuolo 417 m s.l.m.
Stop on track
24+076 Costigliole Saluzzo 449 m s.l.m.
Small bridge over water
fiume Varaita
Unknown route-map component "eHST"
Villafalletto † 2003 436 m s.l.m.
Station on track
15+519 Busca 482 m s.l.m.
Small bridge over water
torrente Maira
Unknown route-map component "exCONTgq" Unknown route-map component "eABZgr"
per Dronero
Unknown route-map component "eHST"
Tarantasca 485 m s.l.m.
Small bridge over water
Torrente Grana
Unknown route-map component "eHST"
Roata Rossi † 2003
Unknown route-map component "eABZg2u" Unknown route-map component "CONT3"
3+008
4+018
per Fossano
Unknown route-map component "d"
Unknown route-map component "ABZg+1" + Unknown route-map component "STR+l"
Unknown route-map component "eABZq+4" + Unknown route-map component "ÜWu4"
Unknown route-map component "dCONTfq"
3+262 Bivio Madonna dell'Olmo per Mondovì
Bridge over water
Viadotto Soleri fiume Stura di Demonte
Station on track
0+000 Cuneo 541 m s.l.m.
Continuation forward
per Ventimiglia

La linea, a binario unico non è elettrificato, è lunga 49 km e nella sezione Savigliano-Saluzzo comprende un 17% di tratti in curva, presenta una pendenza media del 2,6 per mille e una massima del 17 per mille. Oltre a due ponti lunghi 11,8 e 15 metri sono presenti tre cavalcavia e numerose opere d'arte minori[1]. La Cuneo-Saluzzo è lunga 31,8 km di cui il 20% in curva, ha una pendenza media del 7,3 per mille e un massima 17,5; fra le numerose opere d'arte annovea otto ponti a travata metallica[2]

La circolazione dei treni è svolta con controllo centralizzato del traffico e regolata mediante il Dirigente Centrale Operativo di Cuneo. Sono abilitate le stazioni estreme di Savigliano e di Cuneo e quella intermedia di Verzuolo.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Diramatasi dalla radice sud della stazione di Savigliano, la linea prosegue in rettilineo verso ovest, oltrepassando il fiume Varaita e superando a metà percorso l'ex stazione di Lagnasco per raggiungere quella di Saluzzo subito dopo aver incontrato sulla destra, fino al 1986, il binario della soppressa ferrovia Airasca-Saluzzo.

Stazione di Busca in una cartolina d'epoca

Il binario prosegue verso sud, affiancandosi al tracciato della ex tranvia Saluzzo-Cuneo, attiva fra il 1880 e il 1948 e incontrando la fermata di Manta, il cui ex fabbricato viaggiatori fu oggetto nel 2005 di un intervento di ristrutturazione che consentì di ospitarvi la locale sezione della Croce Rossa[19] e la stazione di Verzuolo, impianto che origina movimento merci destinato al locale stabilimento delle Cartiere Burgo.

Viene poi raggiunta la fermata di Costigliole Saluzzo, un tempo località di interscambio con la tranvia Costigliole-Venasca, superato nuovamente il Varaita e, volgendo a sud est verso la valle Maira, l'ex fermata di Villafalletto per poi risalire il corso del torrente alla volta della stazione di Busca, ove è operativo il raccordo con il Mulino Piemontese[20].

Scavalcato il torrente Maira e lasciata sulla destra la diramazione per Dronero, la linea prosegue dunque nuovamente verso sud superando la ex fermata di Roata Rossi e giungendo indine alla stazione di Cuneo dopo aver impegnato il bivio Madonna dell'Olmo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c L. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op.cit., pp. 62-63.
  2. ^ a b L. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op.cit., pp. 136-137.
  3. ^ L. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op.cit., pp. 156-157.
  4. ^ (FR) Ivano Quartino, Fermeture definitive de la ligne Busca-Dronero, in L'écho du rail (nouvelle série de Riviérail), n. 40, 1983, p. 34.
  5. ^ Notizia su I Treni, n. 90, febbraio 1989, p. 10.
  6. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 26, novembre 1990, p. 6.
  7. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 61, gennaio 1994, p. 5.
  8. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 61, gennaio 1994, p. 10.
  9. ^ Angelo Nascimbene, Il CTC Cuneo-Saluzzo, Tutto Treno, n. 66, giugno 1994, pp. 23-25.
  10. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 124, ottobre 1999, p. 5.
  11. ^ Notizia su I Treni, n. 257, marzo 2004 p. 6.
  12. ^ Notizia su Tutto Treno, n. 263, maggio 2012, p. 5.
  13. ^ redazionale, Servizio con autobus sulle ferrovie a bassa frequentazione, in Piemonte Informa, 16 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.
  14. ^ Silvia Adorno, Chiusure in Piemonte, in I Treni, n. 351, settembre 2012, pp. 14-19.
  15. ^ Michele Cerutti, Giorgio Stagni, Piemonte, si chiude!, in Tutto Treno, n. 266, settembre 2012, pp. 30-41.
  16. ^ Notizia su I Treni, n. 376, dicembre 2014, p. 4.
  17. ^ http://metrogranda.polito.it/
  18. ^ Riaprirà la ferrovia Saluzzo-Savigliano, su LaStampa.it. URL consultato il 7 agosto 2017.
  19. ^ Notizia su Mondo Ferroviario, n. 227, novembre 1995, p. 9.
  20. ^ Angelo Nascimbene, Busca: i treni del grano, in Tutto Treno, n. 74, marzo 1995, pp. 18-19.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]